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Gandhi - L'Eretico che cambiò il mondo

“E’ il più grande uomo del nostro secolo”, così Albert Einstein ha definito Gandhi.

Certo: Gandhi compì cose straordinarie e sorprendenti, volte soprattutto al valore della dignità della VITA, omnicomprensivamente considerata.

Non risparmiò mai le sue azioni in favore di emarginati, deboli, indifesi, fossero essi umani od animali.

Fu capace, battezzando col sangue della sua morte i propri ideali, di risollevare la Coscienza di un intero popolo, quello dell’INDIA, facendo sì che la Libertà diventasse l’unica legge morale e religione al di sopra e dentro ogni anima.

Come fu possibile tutto ciò?

Un uomo solo, non violento, senza armi (fatta eccezione per la propria Coscienza e per il proprio Cuore) si impose all’imperialismo inglese, riuscendo a destare milioni di anime sopite.

Il vero segreto di Gandhi è quello di aver scommesso e puntato sulle forze interiori dell’uomo: “fare del bene in cambio del male”, questo il suo imperativo categorico (da non confondere, ovviamente, con lo slogan più recente “armiamo i nostri cannoni di fiori”).

Nel suo motto c’è molto di una Forza primordiale, quella per la precisione di chi spinge perché un destino venga cambiato, un velo venga strappato, una voragine galvanizzi tutto il Positivo, il potenziale Creativo dei cuori di buona volontà, verso un obiettivo, senza disperdersi.

E allora vediamo di comprendere insieme cosa fece così grande quell’unica ma immensa Vibrazione che permise ad un popolo numerosissimo (forse dieci volte od oltre la popolazione italiana) di acquisire la vera consapevolezza dell’Unisono, tanto da aver scardinato dalle fondamenta uno stagno e da aver operato una rivoluzione “dentro” e “fuori”.

E quelle rare Anime che hanno saputo condurre tali eventi, hanno sempre confermato la propria parola col proprio sangue, ossia sacrificando per l’obiettivo la propria vita (Cristo, Ipathia d’Alessandria, Giordano Bruno…): He Rama! (Oh, Dio!) fu l’esclamazione del momento in cui fu assassinato.

In morti come queste, sempre e solo una sola “Magia” ricorrente: quella del sacrificio di se stessi, l’unica che può validare la forza ed il raggiungimento di una Vibrazione all’Unisono.

Chi intraprende questi percorsi “bianchi”, sa qual è il prezzo da pagare, e la magnificenza di Gandhi sta proprio nell’aver elevato lo stato coscienziale di un intero popolo e di generazione future, fino ai nostri tempi, col sacrificio di se stesso.

A Stanly Jones che gli chiedeva quale fosse il suo messaggio, Gandhi rispondeva: << Io non porto alcun messaggio. Il mio messaggio è la mia vita >>.

Il termine satyagraha usato da Gandhi e tradotto come “non-violenza”, in realtà porta con sé un significato molto più profondo: “insistere per la verità”, perché solo la verità giustifica la vita.

Va da sé che l’esperienza ed i gesti di Gandhi non possono essere imitati in modo meccanico, eppure non debbono considerarsi patrimonio e figli di una cultura lontana, diversa; né si deve considerarli attinenti a particolari situazioni di tempo e di luogo.

Certo, gli accadimenti storici son differenti da nazione a nazione e servono da input al risveglio di qualcosa che è sopito, ma a livello globale, panteistico, ovunque venga piantato un seme è possibile che il polline del suo fiore migliore migri leggero di terra in terra, di epoca in epoca, senza aver la presunzione di germogliare in questo o quell’altro posto, il secolo prima o il secolo dopo: esso cadrà laddove è necessario fecondare, laddove è ancora necessario scoprire che tutto è uno con Dio, e soprattutto quando giusto che sia.

Benchè esistano molti corpi, una è l’Anima, e la sua conoscenza si pratica praticando le virtù interiori dell’umiltà, dell’autodisciplina, della mortificazione, della purificazione, della castità, del silenzio e del sacrifico. Tutte non disgiunte dalla concretezza e dell’autenticità che debbono caratterizzare ogni aspetto della vita, così, naturalmente, in quanto strumenti semplici capaci di filtrare senza alterare il senso delle cose.

Perché ogni verità astratta è priva di valore, se non si incarna in uomini che la rappresentino dimostrando d’essere pronti a morire per essa (ed il mio pensiero immediatamente corre, ai nostri giorni, ai giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, per citarne un paio tra i pochi).

In un mondo, dove gli unici modelli, o comunque quelli ancora imperanti, sono l’edonismo, l’egoismo e la mediocrità (vibrazionale), Gandhi sostiene fermamente che per far trionfare un’idea bisogna avere CORAGGIO: coraggio di viverla.

Abbiate coraggio, ordunque! Abbandonate la vostra mediocrità e slanciatevi.

Non v’è nulla più esoterico e potente di una volontà PURA d’amore.

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