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I MISTERI DEL CRISTIANESIMO ( secondo l’Antroposofia)

Iniziamo con questo articolo a descrivere una particolare visione esoterica di alcuni misteri del cristianesimo , tratti dalla lettura del vangelo di Matteo, secondo Rudolf Steiner. La visione steineriana del cristianesimo vede nel mistero del Golgota il punto centrale di tutta l’evoluzione umana. Evento accaduto duemila anni fa e non più ripetibile, punto nodale del progetto divino, centrato sulla figura del Cristo Gesù. Compito degli evangelisti è quello di descrivere la figura di Gesù da diversi punti di vista. Nel vangelo di Luca troviamo un calore, amore e senso del sacrificio che non troviamo negli altri evangelisti. In Marco troviamo la forza, la potenza creativa e la gloria; in Giovanni i contenuti più elevati; in Matteo il volto umano di Gesù. Dal punto di vista esoterico si può trovare in Luca, in una attenta lettura, una ricerca delle antiche origini dell’umanità; in Giovanni il Logos primigenio viene identificato nel Cristo; in Marco si riesce a comprendere l’attività solare e degli astri sulla figura del Maestro ed in Matteo la genealogia proveniente da Abramo. Ricordiamo che, alla distruzione di Atlantide, seguì una grande migrazione verso il Mar Caspio, verso l’Africa e l’Asia. I popoli che si orientarono verso Oriente mantennero una visione spirituale della vita mentre quelli che migrarono verso Occidente furono più inclini al materialismo. In India il mondo esterno veniva concepito come illusione o maya, relegando alla disciplina dello yoga il compito di risalire dal mondo delle apparenze terrene a quello spirituale. In Persia il mondo terreno non è più qualcosa di astratto ma una realtà che deve essere vissuta e l’illusione della vita deve essere riscoperta nelle attività quotidiane, dentro se stessi, rendendo il mondo esteriore nuovamente spirituale. Come dire che non si deve trascurare la realtà fisica ma essa va elevata ad una dignità superiore. I popoli che a quel tempo abitavano la Siberia erano popoli nomadi, che non avevano imparato a coltivare la terra, vivevano di pastorizia e possedevano una bassa veggenza spirituale, guidata da forme inferiori di magia e stregoneria. Tra Persia e Siberia, cioè tra popoli iranici e quelli turanici, fu subito guerra per l’affermazione di due diversi modi di concepire la vita. La parte più evoluta fu quella iranica, in cui il loro re riceveva dalla divinità solare Ahura Mazdao un pugnale d’oro, simbolo dell’aratro con cui si doveva arare la Terra e non rifugiarsi solo nella meditazione o vivere consumando le forze naturali del pascolo, ma contribuire alla trasformazione del terreno attraverso l’uso dell’intelligenza e della creatività. Il grande profeta persiano Zaratustra si rese conto che le forze dell’aura solare che vivevano nel Sole sarebbero un giorno discese sulla Terra , incarnandosi nella figura fisica di un uomo, che secoli dopo fu appunto Gesù di Nazareth. Quest’uomo sarebbe stato l’espressione fisica della realtà solare, altrimenti definita Cristo, avente per compito quello della risalita dal mondo fisico, permeato di materialismo, al mondo spirituale. A questo progetto di spiritualizzazione della Terra si oppose una potente divinità, Ariman, che voleva relegare gli uomini solo nel mondo materiale, impedendo il ricongiungimento con la primigenia realtà spirituale. E’ proprio Ariman che nei tempi attuali sta provocando l’attuale crisi planetaria, ingannando l’umanità attraverso l’uso incontrollato dell’economia e della tecnologia a soli fini egoistici. Diremmo che la missione cristica di duemila anni fa è quanto mai attuale e che le potenti forze arimaniche devono essere controbilanciate da consapevoli coscienze cristiche. Se potessimo unire le forze cristiche con quelle arimaniche otterremmo un principio spirituale che definiremmo del tempo increato, mentre nella visione terrena il tempo scorre dal passato verso il futuro. Ciò che andava bene per un tempo non va più bene per un altro tempo e questo può considerarsi come male. Quello che del passato vale ancora oggi è da ritenersi bene. Questo è il vero senso della lotta tra bene e male. Tempo e spazio sono realtà illusorie che nel mondo dell’assoluto non esistono mentre esistono nel mondo percepito dai sensi. Potremmo dire che nella ricerca della Verità ci imbatteremmo in due tipi di misteri, quelli dello spazio e quelli del tempo. Zaratustra per primo si addentrò alla scoperta di entrambe i misteri e ne delegò la conoscenza a due suoi discepoli, che si incarnarono in due importanti maestri del passato: Ermete Toth, fondatore del pensiero egizio, conoscitore dei misteri dello spazio e Mosè, fondatore del pensiero ebraico, conoscitore dei misteri del tempo. La sapienza solare di Ermete incontra la sapienza terrestre di Mosè, in quanto Mosè nasce in Egitto e libera gli ebrei dagli egiziani, come dire che Mosè accoglie le forze solari dall’Egitto e le trasferisce sulla Terra. Troviamo infatti in Ermete una sapienza esteriore nelle arti e nelle scienze ed in Mosè una saggezza interiore. L’incarnazione successiva di Zaratustra è quella di Nazaratos che ha il compito di trasferire la sapienza solare egizia nel mondo ebraico e ciò avviene nel periodo di prigionia degli ebrei in Babilonia. Il popolo ebraico, sintesi della fusione tra popoli iranici e turanici, dà inizio al materialismo e al progresso, portando Dio nell’interiorità, attraverso le generazioni a partire da Abramo, Isacco e Giacobbe. Ecco dunque che Dio fluisce nel sangue da padre in figlio, affermando il principio dell’ Io Sono, il Dio interiore.

Facciamo un salto indietro nel tempo, nel periodo in cui gli uomini percepivano la musica delle sfere celesti. L’essere umano non era dotato di un Io, cioè non poteva dire Io a se stesso. Era chiaroveggente e vedeva solo la vita spirituale, non accorgendosi della realtà materiale. Poi incominciò a riflettere, si accorse della vita esteriore ed imparò a dire Io a se stesso. Poteva concepire il mondo solare spirituale solo attraverso le forze dello yoga; nascevano gli oracoli per rivelare i misteri, come nella scuola pitagorica, dove si poteva ancora percepire la musica delle sfere. Ermete ci aveva iniziato al Sole esterno e Mosè al Sole interno. A quel punto Mosè era in grado di accogliere anche la saggezza lunare di Jahvè. Nella leggenda turanica di Abramo si racconta che da bambino succhiò il latte dal suo stesso dito, vale a dire si nutrì da se stesso,cioè stava sviluppando un autocoscienza, non per forze spirituali esterne ma per sue forze proprie. Con l’autocoscienza si sviluppava il pensiero, nasceva l’aritmetica. Le forze diventano sempre più potenti di generazione in generazione. Come detto nel vangelo di Matteo, per arrivare da Abramo a Gesù occorrono 42 generazioni ed esattamente 14 da Abramo a Davide, 14 da Davide a Babilonia e 14 fino a Cristo. Con Lui il processo è compiuto e pronto per la risalita.

A questo punto dobbiamo distinguere tra una conoscenza spirituale dovuta ad una iniziazione ai misteri, altrimenti detta esoterica, e una conoscenza normale, generalmente affidata alle chiese, altrimenti detta exoterica. E’ naturale che la vera conoscenza passa per l’esoterismo, come è altresì logico che le chiese combattano spesso duramente i possessori di conoscenza. Il conflitto permane e non è possibile trovare una soluzione. Gli ebrei antichi vedevano l’espressione del divino entro il popolo, come figli di Abramo, rimanendo in una posizione diffidente verso chi vuole esprimere la propria natura divina per forza propria, non legata a stirpe o razza. La coscienza cristiana invece passa per la singola individualità, perché professa una filosofia della libertà da stereotipi di classe. Il cristianesimo spirituale è per tutta l’umanità e non rappresenta confessioni religiose, chiese o sette, in quanto il Cristo è il reggitore di questo universo e si manifesta negli atteggiamenti di condivisione e fratellanza, poiché tutti gli uomini sono figli dello stesso Padre. I grandi iniziati, come i sette santi rishi in India,rivelatori dei misteri della maya terrena, o Zaratustra, conoscitore dell’aura solare o Aura Mazdao, avevano una profonda conoscenza della verità. Melchisedec, altro grande iniziato solare, incontra Abramo e a lui offre pane e vino , anticipando quell’evento in cui l’aura solare, il Cristo, si sarebbe incarnato nel corpo di Gesù di Nazareth. La discendenza di Abramo sarebbe stata ordinata come le stelle nel cielo. Ricordiamo le dodici tribù di Israele come i dodici segni zodiacali, Davide come espressione di Mercurio, la tribù di Giuda equiparata alla costellazione del Leone, così pure la lotta tra le tribù rappresentano la lotta tra i pianeti e le costellazioni. Nelle 42 generazioni che passano da Abramo a Gesù si riproduce il sangue che rispecchia le forze del cosmo. Poiché le tenebre dovevano portare un principio esterno, fu contrapposta la Ruach cioè lo Spirito Santo, che è di natura femminile, che si effuse in colei che avrebbe portato in grembo il Cristo. Coloro che cercavano una purificazione delle energie erano i terapeuti e gli esseni, che preparavano il terreno all’avvento dell’incarnazione del Cristo. Chi insegnava a loro era Jeshu ben pandira maestro spirituale che esercitava la sua missione sotto la protezione del Bodisattva che in futuro si incarnerà con l’appellativo di Budda Maitreya.L’attuale era è ancora sotto la protezione di Siddharta Gotama Budda, ma quando verrà il nuovo Budda, il cristianesimo si realizzerà pienamente e non potrà più identificarsi con una confessione religiosa ma sarà l’impulso per tutta l’umanità. Tutti i Bodisattva fanno capo al Cristo e tutti hanno il compito di insegnare. Budda ha operato per l’incarnazione del corpo eterico nel Gesù descritto nel vangelo di Luca ed opera ancora oggi in modo vivente. Zaratustra invece si incarnò nel sangue del Gesù descritto nel vangelo di Matteo. Se si seguono le genealogie nei vangeli, si vede che da Salomone la genealogia prosegue per via regale in David nel vangelo di Matteo ed in Natan per via sacerdotale nel vangelo di Luca. Infatti le genealogie nei due vangeli sono diverse sia nei nomi che in numero( 42 in Matteo e 77 in Luca).Perchè? In Matteo si parte da Abramo e in Luca da Adamo, che rappresenta l’uomo terrestre non contaminato dal male, mentre ovviamente Abramo aveva conosciuto il male. Prima di Abramo le entità nominate non sono singole persone ma un’essenza che si tramandava da padre in figlio. Adamo, Set, Enoch e Noè sono serie di uomini e non vanno considerate come singoli uomini . Questo va tenuto a mente perché gli uomini antichi avevano una memoria molto più potente della nostra, perché erano legati ai mondi spirituali. Riveliamo un altro mistero. I tre magi descritti nel vangelo di Matteo cercavano in Gesù l’incarnazione di Zaratustra, perché essi stessi ne avevano atteso per secoli il suo ritorno. Chi conosceva i mistero di Zaratustra incarnato? Coloro che possedevano un’alta veggenza spirituale. Erano i nazirei, che non mangiavano carne e non bevevano alcool, e gli esseni. Il maestro degli esseni aveva cinque discepoli, che vivevano a Nazareth, per questo fondarono i nazirei e Gesù, inizialmente loro discepolo,venne chiamato il nazzareno.

A tal punto risulta chiaro che esistevano due Gesù, uno nato a Betlemme, descritto da Luca, e l’altro nato a Nazareth, descritto da Matteo. Entrambi i due Gesù avevano i genitori con gli stessi nomi di Giuseppe e Maria, molto comuni nella Palestina di quel tempo. All’età di dodici anni il Gesù di Matteo trasferì la sua sapienza regale al Gesù di Luca, ricco di una profonda compassione. Il miracolo avvenne nel tempio ed il Gesù minore tutto compassione improvvisamente manifestò la sua sapienza. Il Gesù maggiore morirà poco dopo, sprovvisto delle forze dell’Io ed il Gesù minore crebbe in bellezza, età e sapienza.

Quali altri misteri Il Dottore Rudolf Steiner ci ha rivelato? Lo vedremo nel prossimo numero

 

Massimo Marinelli

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