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LA DIETA CAYCE: SIA IL CIBO LA VOSTRA MEDICINA di www.simonegabbay.com (Quinta parte)

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La Questione delle Proteine

Una preoccupazione spesso espressa riguardo alla dieta vegetariana è che essa potrebbe essere mancante di proteine. La proteina è composta di aminoacidi, la maggior parte dei quali il corpo è in grado di produrre da una varietà di materie prime. Vi sono, però, otto aminoacidi “essenziali” che devono essere ottenuti direttamente dalla dieta. Tutti i cibi, compresa la verdura e la frutta, contengono alcuni aminoacidi, ma la combinazione ideale degli otto aminoacidi essenziali è presente solo nella carne, nel pollame o nel pesce, nonché nelle uova e nei latticini. Combinando correttamente certi cibi vegetali, come cereali e legumi, noci o semi, che si integrano reciprocamente per il contenuto di aminoacidi, possiamo ottenere proteine sufficienti anche se evitiamo tutti i cibi di origine animale.

 

Un cibo vegetale che ha un bilancio quasi perfetto di aminoacidi e quindi offre proteine complete, è la soia, che per molto tempo ha fatto una parte importante nelle diete etniche orientali. Con l’interesse crescente per la cucina vegetariana, il tofu, prodotto dalla giuncata di soia, è diventato molto popolare anche nel nord America. Siccome la sua struttura e il suo sapore si adattano a varie soluzioni, il tofu può facilmente sostituire la carne o il pollo in quasi tutte le ricette. In molti libri di cucina vegetariana disponibili nei negozi per cibi naturali si possono trovare molte altre idee per cucinare il tofu.

 

Fintanto che continueremo a seguire le istruzioni di Cayce di includere nella nostra dieta un’ampia varietà di frutta e verdura, cereali integrali, legumi, noci, nonché un po’ di latticini e qualche uovo, l’eliminazione delle due o tre porzioni raccomandate alla settimana di agnello, pesce o pollame non ci metterà a rischio di carenza di proteine o altre sostanze nutrienti. Se scegliamo una dieta vegetariana rigida che evita anche uova e latticini dobbiamo fare maggiore assegnamento su prodotti di soia e combinazioni varie di cereali/legumi per assicurarci un’assunzione nutritiva adeguata a lungo termine.

 

Tutti i Cibi in Equilibrio

 

Un grave errore da evitare da parte di coloro che considerano il cambiamento verso una dieta vegetariana è quello di un aumento sproporzionato nell’uso di latticini per “sostituire” la carne che hanno eliminato. Sebbene latte e formaggi forniscano quantità generose di proteine e calcio, essi sono fonti molto povere di ferro. Quando nei vegetariani viene diagnosticata un’anemia per carenza di ferro questa è spesso dovuta alla loro forte dipendenza dai latticini, piuttosto che all’assenza di carne nella loro dieta. Mantenere il consumo di latticini al livello suggerito nella dieta Cayce, mentre non si trascura l’enfasi sulle verdure a foglie di color verde scuro, ricche di ferro ed altri minerali, è una strategia di gran lunga migliore. Altre fonti di ferro sono cereali integrali e legumi, specialmente i fagioli bianchi. Per esempio potete cucinare i fagioli insieme ad un’alga marina come il kombu (disponibile nei negozi di cibi naturali) che migliora il sapore e la digeribilità ed aggiunge vitamine preziose, oligominerali ed aminoacidi.

 

 

 

Il Cibo e la Coscienza

 

Come esseri spirituali ci stiamo evolvendo individualmente nonché collettivamente. Anche se le nostre scelte alimentari potrebbero essere influenzate da aspetti come cultura, abitudine e gusto, questi cambiano e si adeguano rapidamente quando coscientemente scegliamo le sostanze con cui vogliamo costruire il tempio corporeo. I readings ci dicono che “lo Spirito è la vita, la Mente è il costruttore, il Fisico è il risultato.” Perciò, se guidati dallo spirito ci sentiamo spinti ad adottare una dieta che si astenga dal sacrificare la vita di un altro essere senziente per sostenere la nostra, il corpo fisico impara prontamente ad ottenere tutto il nutrimento che gli occorre dalle fonti alimentari vegetariani. La ricerca ha dimostrato che, via via che il corpo si adatta ad una dieta vegetariana, esso diventa più efficiente nell’estrarre ed utilizzare le sostanze nutrienti come il ferro di cui i cibi vegetali contengono quantità più piccole della carne.

 

Che scegliamo uno stile di vita vegetariano o che preferiamo mangiare la carne occasionalmente, i principi della dieta di Edgar Cayce possono assisterci nel preparare il corpo e la mente per lo spostamento maggiore nella coscienza che ci verrà probabilmente richiesto man mano che ci avviciniamo al prossimo millennio.

 

 

 

Cibi Coltivati Nelle Vicinanze e Cibi di Stagione

 

Chi compra oggi in un negozio alimentare tipico del nord America è abituato a vedere esposta una grande varietà di frutta e verdura fresca durante tutto l’arco dell’anno. Persino in profondo inverno non ci sorprendiamo di trovare fragole o pomodori nel reparto dei cibi freschi, benché sappiamo che in quel periodo quelle cose non crescerebbero nei nostri giardini o nelle fattorie vicine. Ma le fragole che portiamo casa in gennaio hanno forse lo stesso aspetto, profumo e gusto di quelle che compriamo a giugno o luglio da un contadino locale ? Poco probabile. La loro polpa secca, bianca e la mancanza di sapore palesano il fatto che sono state raccolte molto tempo prima di poter maturare, così da poterle immagazzinare e trasportare su lunghe distanze senza il rischio di sciuparle.

 

Il consiglio dei readings di Cayce ci ricorda che “le verdure trasportate da lontano non sono mai molto buone” (2-14), e che dovremmo invece dare rilievo nella dieta a frutta e verdura localmente coltivata, dato che ciò aiuterebbe ad “acclimatare” il corpo e ad allineare le sue energie con quelle del suo ambiente. Questo concetto affascinante trascende gli aspetti puramente chimici della nutrizione, ma persino da un punto di vista scientifico saremmo saggi se seguissimo il consiglio di Cayce, dato che l’assenza della dolcezza e del basso contenuto di succo che è così tipica dei prodotti trasportati è anche un’indicazione per valori nutritivi significativamente ridotti.

 

 

 

I Benefici dei Cibi Locali

 

Quando creiamo i nostri pasti con cibi coltivati localmente, abbreviamo il tempo che trascorre fra il raccolto e il consumo del prodotto, riducendo così la perdita di sostanze nutrienti. Trarre profitto di ciò che il mercato locale ha da offrire ha senso non solo con rispetto per la nostra salute, ma anche per motivi economici ed ambientali: dando sostegno ai coltivatori e ai mercanti locali riduciamo i costi dei nostri cibi mentre contribuiamo alla salute economica delle nostre comunità, e abbassiamo l’impatto ambientale creato quando i cibi vengono trasportati con navi, camion o aerei da luoghi lontani.

 

Con i prodotti locali il consumatore gode di un certo grado di influenza sul come il cibo viene coltivato, dato che i coltivatori locali sono maggiormente disposti a rispondere alle richieste dei consumatori per ridurre o eliminare le sostanze chimiche e i fertilizzanti sintetici. Più lontani andiamo per comprare i nostri prodotti, meno sappiamo dei processi che subiscono prima di raggiungere i nostri negozi. Un caso pertinente è la frutta importata dal Sud America, che viene spesso spruzzata di DDT. Benché l’uso di questa sostanza chimica sia bandita nel Nord America, essa viene ancora fabbricata qui per l’esportazione. Ironicamente, una grande parte ci ritorna indietro - senza etichetta, naturalmente - sulla frutta importata.

 

 

 

 


 

 

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