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IL MIRACOLO SIAMO NOI di Massimo Marinelli (Terza parte)

 

 

IMPULSI

Guardare fuori da se stesso e pensare di poter aiutare il prossimo, ci induce alla delusione, perché nessuna azione esterna che non sia riconducibile al riconoscimento del proprio Cristo interiore ci può dare vera gioia. Il prossimo, prima o poi, ci deluderà, in quanto visto da fuori,non ci appartiene e solo visto dal di dentro rappresenta un altro se stesso. Il corpo va utilizzato come strumento per l’auto riconoscimento e persino le fantasie della mente sono realtà astratte se non vengono percepite come pause tra un introspezione e l’altra. Le fantasie creano piacere ma sono distorsioni della realtà. Tutto nasce dall’Uno e tutto torna all’Uno,compresa l’umanità. Nessun fratello sarà escluso dal piano divino.

SEPARAZIONE

ORIGINI

Dio crea e tra le sue creazioni c’è l’uomo. L’errore principale che l’essere umano consiste nel non ritenersi perfetto e capace di creare a sua volta realtà indipendentemente dalla volontà di Dio. In effetti l’uomo è dotato di libero arbitrio e può creare realtà imperfette ma queste poi decadono se non in linea con la volontà del Padre. L’uomo che crea da solo crea paura e separazione. In origine non c’era separazione e l’essere umano creava in armonia con Dio. Poi Adamo volle separarsi e da allora la creazione è diventata distorta, ricolma di errori. Solo la conoscenza dell’errore genera armonia e pace ed uno stato di Amore, che è l’unica forma di espressione divina.

RILASCIO

La paura è il segno che si vive nell’errore. Negare l’errore è una incapacità di correggere una percezione errata. Se invece viene negata la verità attraverso la menzogna avviene una creazione malevola e si introduce il male in se stessi,nel prossimo e nel mondo. Occorre che l’errore venga rilasciato, riconosciuto e non più pensato ma abbandonato. In cambio si riceve il dono della libertà dal pregiudizio e dal giudizio sulle cose e sugli uomini. L’uomo liberato dall’errore delle percezioni è un uomo che procede verso un corretto piano dell’evoluzione divina. Il rilascio totale di tutti gli errori implica il riconoscimento della propria santità e la fine del bisogno di rilasciare ulteriormente. L’uomo mite, finalmente libero, erediterà la Terra e farà la volontà di Dio.

ALTARE

Ci si sente separati da Dio per proteggere i bisogni corporali. Questi non vanno cancellati ma il corpo per intero va visto come un altare di Dio. Tale riconoscimento permette al corpo di essere accettato nel giusto valore, non più separato dallo spirito ma avente con esso un’unica funzione. Una fiducia nell’unicità della nostra persona,come emanazione della volontà divina, permette il perfetto rilascio degli errori e il contatto permanente con il proprio Se interiore. Il mondo viene visto come uno strumento per guarire dalla separazione,percependo infine l’unità con il tutto.

GUARIRE

Un corretto pensiero permette il rilascio degli errori e il raggiungimento della guarigione. L’uomo guarito è libero dalla paura, perché è ciò che è,senza pregiudizi o maschere. La mente è capace di errore,perché può creare, mentre il corpo non può creare e pertanto non può sbagliare. La malattia fisica è sempre una malattia della mente e la medicina fisica è sempre una forma di credenza nella magia. La materia non può creare ma la mente può creare un malfunzionamento del corpo, che va considerato uno strumento per l’apprendimento della mente. Ogni farmaco è una forma di magia, che può essere tollerato perché non si riconosce il potere del pensiero. Il farmaco ha un valore temporaneo che viene riconosciuto fino a quando la mente non si sia riappropriata del suo potere.

RESPONSABILITA’

Chi adopera correttamente il pensiero può aiutare gli altri ma se dubita di se stesso non può che far uso a strumenti corporei come i farmaci. E’ bene che l’operatore non risvegliato alla consapevolezza si affidi a strumenti esterni, altrimenti potrebbe arrecare molto danno agli altri. Colui che cerca deve costantemente rilasciare i propri errori e deve essere responsabile di questo cammino. Per il resto non può sentirsi responsabile del risultato, perché non conosce il reale scopo del suo intervento. La mente deve risvegliarsi; non il corpo che è materia né lo spirito che è sempre uguale a se stesso. Per ottenere la guarigione, bisogna essere orientati sulla carità, che è l’elemento temporaneo della guarigione. Guarire ha valore solo nella dimensione del tempo e così la carità. Fuori dal tempo tutto è perfetto e non c’è guarigione e carità. Quando si vede l’altro e gli si dona la propria carità lo si deve fare come se l’altro fosse già perfetto, fuori dal tempo ,oltre l’imperfezione, come fosse un altro se stesso, un altro Cristo. Questo perché la carità vede solo ciò che è perfetto e l’amore perfetto verso se stessi diventa amore perfetto verso l’altro ,in quanto non ne distingue la differenza.

REGOLE

Chi agisce nel pensiero puro e nella carità non si preoccupa della realtà di ordine inferiore, come ad esempio provvedere alla propria sussistenza. Unico compito è guarire, cioè aiutare gli altri,sempre nella mente corretta. Bisogna sempre perdonare e mai giudicare nella corretta percezione derivata dalla mente corretta. Una mente sbagliata genera una percezione errata e al posto della guarigione ottiene confusione ed uno stato di vuoto. L’uomo nella dimensione temporale esiste accanto e per l’altro. Fuori dal tempo coesiste in Dio. Ecco alcuni principi per chi si riconosce nel ruolo di aiutatore 1)Essere veramente di aiuto 2) Rappresentare il Padre 3) Non preoccuparsi delle parole che si pronunceranno 4) Il Padre è sempre presente 5) Offrire la propria disponibilità per la guarigione di se stessi e degli altri.

PAURA

La Paura sembra essere fuori controllo. Essa nasce dall’aver percepito esperienze corporee nel piano della mente,che vuole controllarle. Così facendo , si cerca di controllare la paura,anziché affidarla al Se superiore. Nel solo atto di rilasciare la paura al Se, questa scompare perché nel Se essa non può esistere. Il pensare corretto fa immediatamente scomparire la paura,poiché nel Se non c’è bisogno di cambiamento, essendo il Se perfezione. Chiedere al Se di liberarci dalla paura implica una sfida. Bisogna chiedere quali sono le condizioni che l’hanno generata. Chiedere di fare qualcosa che non si vuole genera conflitto, che deve essere risolto. Altrimenti si percepisce uno stato di rabbia, che causa una proiezione fuori dal proprio Se. Bisogna tener presente che la mente è sempre attiva e non cessa di esistere nemmeno per un attimo. La mente genera il pensiero che ha il compito di creare costantemente, in quanto l’essere umano è creatore per volontà divina. Ciò che si crea dipende dal proprio livello di consapevolezza. Nessun pensiero è privo di effetto, sia esso futile o profondo, materiale o spirituale. Dove si indirizza il pensiero, lì sarà la nostra dimora.

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