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IL MIRACOLO SIAMO NOI di Massimo Marinelli (quarta parte)

 

CAUSA ED EFFETTO

Il Se o Io Sono non può interferire per modificare i pensieri che generano paura. Se potesse fare ciò, renderebbe una violazione al libero arbitrio. La legge più importante che esiste è quello della causa ed effetto. Noi siamo gli unici responsabili dei nostri pensieri e delle nostre azioni. Per ognuno di questi si mette in movimento una causa,che genera un effetto,che diviene esso stesso causa di un successivo effetto. Così si forma il destino, di cui noi siamo gli unici responsabili. Dio è la causa prima come noi ne siamo il Suo effetto. Ogni effetto indesiderato richiede il riconoscere la causa che l’ha generato. Solo in questo modo l’effetto cesserà di esistere.

GIUDIZIO

L’uomo è stato creato da Dio e ogni volta che lo dimentica entra nella superstizione e nella magia. Le forme pensiero che l’uomo quotidianamente adopera sono magiche,perché crede che le sue creazioni non dettate dal Se superiore sono vere. Questo incute uno stato di paura, per cui si teme di dover essere giudicati per queste false credenze. In realtà la condizione di Giudizio esiste perché la si desidera, per ritornare nella corretta percezione. L’umanità che aspetta di essere giudicata crea il Giudizio Universale, che avviene nel tempo per ciascun essere umano che non abbia rilasciato le proprie paure. Ciò che resterà alla fine saranno solo la creazioni che saremo capaci di accettare, rifiutando le altre come non vere.

L’INNOCENZA

RILASCIO SPONTANEO

Il rilascio nella tradizione cristiana sembra essere avvenuto nella crocifissione. Questo comporta accettare la sofferenza come un dono di Dio. In verità il rilascio è avvenuto nella Resurrezione ed è su questo tema che il ricercatore spirituale deve indirizzare la sua ricerca Non è il castigo ma il perdono a redimere l’uomo e nemmeno il sacrificio è un concetto che appartiene a Dio. “ L’ Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo “ non è il simbolo della sofferenza ma dell’innocenza, che, una volta raggiunta,farà si che l’agnello viva accanto al leone. Nell’innocenza vive la saggezza, che è incapace di proiettare e di creare il male. Risorgere dall’errore vuol dire essere nella grazia dell’innocenza.

VERA PERCEZIONE

Per essere innocenti bisogna esserlo totalmente, altrimenti una innocenza parziale può sembrare essere sciocchi. Chi è innocente sa aver fiducia nell’altro come espressione della divinità, perché sa che agli occhi di Dio tutti sono uguali. Dio opera negli uomini attraverso la Sua Volontà, che si manifesta nella mente corretta. Chi vive nella grazia di Dio sa ed è certo di ciò che sa. La percezione che crea è corretta e non si lascia tentare dall’ignoranza di chi non conosce. La conoscenza non chiede mai il perché e non fa mai domande. La visione dello spirito è una corretta percezione ma non è segno di conoscenza, che non abbisogna di visioni o di dimostrazioni. Per questo le visioni non durano in quanto proiezioni del Se. La vera conoscenza è puro pensiero e non necessita di azione. E’ fuori dal tempo , è contemporaneamente il principio e la fine. “ Prima che Abramo fosse Io Sono “ e quell’Io Sono è eternamente uguale a se stesso. Il giudizio su un altro è negare la conoscenza perché il Se conosce tutti gli uomini allo stesso modo.

ERRORE

La percezione vale per un livello e non per un altro. Ciò determina il giudizio e la separazione e di conseguenza il conflitto. La coscienza è il primo attore della percezione e riconduce alla percezione di come si vorrebbe essere e non come si è. Per cercare di comprendere, pone domande senza ottenere le risposte. Questo è l’ego, eternamente alla ricerca di se stesso. L’ego è separazione perché crede di avere creato il mondo. Vuole ricondurre la percezione alla verità ma fallisce perché non ha creato lui la verità ma solo la separazione. Cercare di conoscere non è un desiderio di Dio ma una modalità della mente di ritornare all’Uno. Tuttavia è sempre lo spirito che muove la ricerca. Il Se non percepisce né la mente né il corpo e chi si identifica con uno di questi poli percepisce lo spirito come una minaccia,perché annulla l’ego. L’errore non si contrasta con la conoscenza, ma solo con il rilascio. “ Molti sono i chiamati ma pochi gli eletti “ vuol dire che la conoscenza è aperta a molti ma pochi sanno ascoltare la voce dell’Io Sono. Creare non è fare in quanto l’ingegno è un artificio ideato per riempire la mancanza di conoscenza. Cambiare l’immagine di se stesso riconosce che l’immagine è un simbolo e che cambiare abito non è conoscenza, che è stabile e sempre uguale a se stessa. Interpretare la conoscenza non è conoscenza ma percezione. La Preghiera è una richiesta ed ha valore solo nel perdono e nel rilascio, altrimenti è solo percezione. Chi sa non prega in quanto Dio esaudisce immediatamente le sue richieste. “ Dio ha creato l’uomo a Sua immagine e somiglianza “ vuol dire che Dio ha creato l’uomo nella stessa natura del Suo pensiero. Conoscere una parte di qualcosa è conoscere il tutto. L’individuo che ha compreso tale verità non prega ma mette in comunione con gli altri fratelli la sua natura.

AUTORITA’

Giudicare gli altri comporta il giudicare se stessi. Il giudizio è alla base della separazione e della percezione ma anche della perdita della pace. Ogni giudizio comporta degli effetti perché chi giudica crede di interferire con la realtà mentre sta solo interferendo con la percezione della realtà. Si può vivere senza giudicare anche se ciò è correntemente ritenuto impossibile. Questo è all’origina dell’illusione della vita. Chi si sente stanco si giudica stanco, chi ride degli altri è perché li ritiene privi di valore, chi ride di se tesso deve ridere degli altri perché non può sentirsi più svalutato degli altri. Chi giudica ha paura perché sa che poi sarà giudicato egli stesso. Dio non giudica perché è solo misericordia e la giustizia è un espediente temporaneo per raggiungere la misericordia. L’ego fa si che ognuno si ritenga l’autore di se stesso e che le sue creazioni siano vere. Questo è il problema dei problemi, la radice di tutti i mali. Il senso di colpa è la percezione di aver usurpato il potere di Dio mentre in verità è stato solo dimenticato. Negare che Dio sia il Creatore vuol dire negare se stessi ed affermare il dominio dell’ego.

FALSA IMMAGINE

Credere che un pensiero errato sia debole è una falsa interpretazione. La bugia e la menzogna hanno forte potere sulla mente, che non si riconosce nel Se. Il Diavolo è un concetto di quanto forte sia il potere della mente. L’albero della conoscenza del bene e del male implica il concetto di separazione. Non è la conoscenza che inganna ma la percezione. Solo l’unità della conoscenza libera dal conflitto. Non è l’ego che ha creato il mondo ma il Se e nel Se tutto è Uno.

 

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