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Bartolomeo Schedoni Il Genio sconosciuto

Bartolomeo Schedoni divenne consapevole del suo compito e a questo si adoperò fino alla fine dei suoi giorni. La “contraffazione” nella sua opera non era contemplata. Possiamo notare come la sua pittura improvvisamente cambiò, realizzando due opere, sconosciute alla maggior parte delle persone, di uno spessore tanto elevato da rimanere davanti ad esse “impietriti” dalla bellezza e dall’Amore che emanano. Queste opere sono “La deposizione” e “Le tre Marie al Sepolcro”. A Schedoni fu dato vedere Luce ed Tenebra fondersi all’UniSono. Credo che qualche Angelo dovesse averlo particolarmente a cuore (Gabriel?) e con le “tre Marie” lui tenne a ringraziarLa. Una presenza ricorrente sia in Caravaggio che Schedoni: Colei che annuncia l’identità (Ombra) tra Luce e Tenebra, senza soluzione di continuità... i due Artisti seppero ascoltarLa...
Nelle “Tre Marie” Schedoni realizzò la perfetta visione di quell’“unico e originario sigillo che dà, con l’impronta di sé, la certezza della Verità svelata”.
Il perfetto equilibrio di Luce e Tenebra è sublime agli occhi e al cuore. La magnifica bellezza dell’Arcangelo dalle ali celate è simbolo di quel risveglio che avvenne nel suo cuore. Il braccio destro rivolto verso l’Alto ad annunciare il Risveglio e le regole ancora non realizzate ma già Scritte (notate come Schedoni rappresenta questo Arcangelo seduto sul Sepolcro “aperto” a simbolo che la Verità rivelata è solo per i Cuori che battono all’UniSono).
Di enorme importanza simbolica sono le nuvole che avvolgono l’Arcangelo, scure verso le Tre Marie, illuminate nei pressi della figura angelica. Queste nuvole sono al ricordo che il Grande Velo era stato creato per celare la Vera Realtà di tutto ciò che è.
Le nuvole sono la manifestazione della presenza di qualcuno che del Grande Velo sa quasi tutto e l'Angelo è colei che ne annuncia la presenza e permette la consapevolezza delle Tre Marie.
Simbolico è anche lo sguardo delle Tre Marie. Ognuna guarda l’Arcangelo diversamente. Una lo guarda negli occhi (Come in Cielo), un’altra pone il suo sguardo ai piedi (Così in Terra), l’ultima osserva il Cuore (dove l’equilibrio tra Cielo e Terra, tra Luce e Tenebra, si Compie). Proprio Lei che osserva il Cuore porta in mano un oggetto, un “Lingam”, l’Uovo primordiale dal quale nascerà l’Uomo Nuovo. Soltanto attraverso questa “Triplice” visione (forse per questo esiste la Trinità?) l’Uomo Nuovo potrà finalmente rinascere. L’Uomo Nuovo, che avrebbe dovuto essere dipinto da Schedoni, non arrivò, il suo compito era solo quello di dichiarare l’identità tra Luce e Tenebra...

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