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IL MIRACOLO SIAMO NOI di Massimo Marinelli (quinta parte)

 

 

ILLUSIONI

INTRODUZIONE

L’uomo che ama il proprio fratello vive in una coscienza ispirata, non è mai affaticato ed è centrato su se stesso. Considera il sacrificio come l’ultimo pegno da pagare per la propria liberazione ma non lo considera come il suo vero obiettivo.

APPRENDIMENTO

Chi insegna sa anche apprendere dagli altri e chi ha bene appreso diviene a sua volta insegnante. Condizione base per apprendere o insegnare è la conoscenza del proprio ego. Lo spirito non conosce l’ego e non è in comunicazione con lui mentre l’ego può imparare a riconoscersi perché laddove cede il passo alla luce,esso scompare. Chi insegna deve avere come obiettivo la trasmissione della consapevolezza all’allievo nella prospettiva che l’allievo nel domani non debba più aver bisogno dell’insegnante. L’ego invece tende a rendere l’allievo dipendente e a non lasciarlo andare. Questo deve essere evitato. Non è importante insegnare o imparare ma essere in corrispondenza con la volontà di Dio. La pazienza è la virtù dell’insegnante ma anche dell’allievo ed ha come proposito non quello di cambiare la realtà ma quello di accettarla così come essa è, con tutte le sue contraddizioni, che servono proprio per acquisire la consapevolezza. Dio è inevitabile ma l’ego si propone di farlo, poiché lo teme e ne ha paura. Amore e paura non possono coesistere, così come Dio e l’ego. Nel conflitto occorre esercitare l’arte della calma e riprendere il contatto con lo spirito, che è l’unica verità. Lo strumento è l’umiltà che scaccia l’ego e ripristina il contatto con Dio.

FALSA AUTONOMIA

Apprendere non vuol dire conoscere perché per conoscere deve terminare la fase di apprendimento. “ Dare per avere”è una legge dell’ego,che considera il donare come una perdita di qualcosa che si possedeva e che non si ha più. In tal senso il sacrificio viene visto come una sofferenza e la scarsità come la legge che regola la vita. Nel mondo della consapevolezza tutto è abbondanza, perché non c’è sacrificio di alcunchè. Persino l’autostima è una realtà dell’ego,che ripone la propria fiducia su se stesso,divenendo tuttavia più tollerante verso gli altri. L’ego vive di confronti e paragoni, non conosce l’uguaglianza e la carità. Cerca costantemente di sopravvivere attraverso i desideri, che ne devono confermare la realtà .L’ego si identifica con il corpo e desidera gratificarlo, ma chi decide per questo è la mente, che così cade nella trappola dell’illusione. Poiché resta insoddisfatto, cerca il riconoscimento dallo spirito, che non può avvenire perché lo spirito non conosce l’ego,essendo immacolato. A tal punto subentra la depressione fino alla disperazione. Per sfuggire a la situazione drammatica creata dall’ego, l’uomo crea i miti, che hanno sempre raffigurazioni spaventose. Il mito nasce con l’origine dell’ego e la magia con i poteri che ad esso sono collegati. L’esercizio del potere dell’ego sulla luce si può definire “ lotta per la sopravvivenza “, che si esercita con il giudizio sulle cose e sugli uomini. La percezione corretta elimina il giudizio ed avvia il percorso alla conoscenza.

AMORE

“ Il regno dei cieli è dentro di voi “ non è inteso che dentro il corpo esiste una realtà aliena ma che quella realtà è la vera identità e che l’involucro è solo una maschera. La separazione è la ragion d’essere dell’ego che vuole far credere che la vita abbia un inizio ed una fine. Ecco dunque che l’ego vive di effimero, di qualunque cosa che ne attesti la sopravvivenza ,come un desidero, un’emozione, un bisogno. Credere in Dio è disconoscere l’ego, che per esistere deve avere. Agli occhi dello spirito essere ed avere coincidono. Avere il Regno di Dio equivale ad essere il regno di Dio. Non è necessario essere triste,ansioso,avere sensi di colpa, essere disperato,scoraggiato,infelice, giudicante. Cristo è venuto la prima volta per ricordarci che tutto ha avuto origine. Cristo viene la seconda volta per farci sapere che il regno dell’ego è terminato e che la mente è guarita. Affidarsi allo Spirito Santo è come voler dire ascoltare la voce interiore del Cristo.

ILLUSIONE

Quando si medita su Dio scompaiono i pensieri sull’ego,che manifesta paura e vorrebbe identificarsi con il corpo. Tuttavia l’ego sente che il corpo non riesce a contenere tutte le aspettative ed i desideri , sostenendo che la mente,che è spirituale, sia parte del corpo. Viene generato un conflitto per cui la mente vacilla e l’ego si identifica con la mente, in una spirale senza fine. L’ego allora si impegna in una serie di attività non essenziali, pur di non riflettere su ciò che è eterno.

RICOMPENSA

Non si può sfuggire all’ego, umiliandolo,controllandolo o punendolo ma lo si può solo riconoscere e orientare i pensieri a Dio. Ciò che bisogna fare è ripetersi costantemente di non essere un ego ed indirizzare le proprie azioni verso il prossimo. Questa è la ricompensa che Dio dona a gli uomini che lo servono.

COMUNICAZIONE

Quello che gli uomini definiscono come concretezza fa parte dell’ego. Questo comunica sempre in un sistema di attacco e difesa, pronto a difendersi e a proteggersi ogni volta che si sentirà minacciato. Dio comunica invece attraverso la mente che vive in una prospettiva illimitata attraverso la creazione. La rivelazione di pensieri spirituali deve essere rivolta verso il prossimo,in un continuo di creatività che porti l’amore di Dio sulla Terra.

 

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