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La famiglia al centro della nuova comunità

L’uomo è eternamente alla ricerca di Dio e lo può trovare solo se impara a conoscere se stesso. Tuttavia l’egoismo, l’interesse personale ed il soddisfacimento dei propri bisogni separano l’uomo da Dio, perché lo relegano in un mondo piccolo e meschino dove egli stesso si costruisce la sua prigione. Bisogna innanzitutto imparare ad amare, perché la Terra è il pianeta dell’Amore e gli uomini, dotati di libero arbitrio, possono scegliere se accettare l’amore o rifiutarlo, respingendo così il processo dell’evoluzione personale e planetaria. Esisteva un tempo in cui gli uomini erano uniti a Dio ma non erano dotati di autocoscienza, in quanto il loro comportamento veniva guidato direttamente dalle forze spirituali. Era il tempo dell’anima di gruppo, una sorta di identità collettiva dove il singolo poteva sacrificare la sua vita per il benessere della collettività. Vigeva la regola della linea di sangue, del gruppo, in antitesi con il benessere di altri gruppi, la cui identità non veniva presa in considerazione. L’umanità era una sorta di famiglie separate, in cui ciascuno difendeva il suo gruppo di appartenenza , fino a che un nuovo messaggio, una buona novella non fosse entrata nella storia dell’umanità:la linea di sangue dovrà essere superata per instaurare il principio della fratellanza universale, in cui tutti gli uomini si riconosceranno nel nome del Cristo unico.

Ma la Terra e dunque l’umanità dovevano sperimentare un periodo difficile, la discesa nel materialismo, dove le forze del principe di questo mondo, satana, il dio della separazione, doveva portare l’essere umano a dimenticare la sua origine, quella di essere figlio di Dio ,dotato di un corpo di luce risplendente. Fu un processo cominciato molto tempo fa, quello che viene denominato “ peccato originale” ma che in verità rappresenta solo una modalità divina per inserire il libero arbitrio nel progetto dell’evoluzione cosmica. Fu un passaggio doloroso , di cui ancora oggi ne paghiamo le conseguenze. Ma fu un passaggio anche glorioso poiché ha permesso al Cristo di discendere e portare sulla Terra il messaggio della Resurrezione. Il sentiero è il processo di individuazione, in cui l’uomo riversa la sua ricerca all’interno di se stesso, riconoscendosi come essere unito al Padre celeste, sperimentando la solitudine ma riconoscendo la propria interiorità come porta della saggezza e della manifestazione dell’amore, finalmente liberato da vincoli consanguinei di appartenenza, per destinare la propria vita ad una missione più ampia, quella della fratellanza universale.

L’uomo individuato sa che ogni essere umano è suo fratello e si prodiga affinchè ciascuno riconosca se stesso in comunione con gli altri. Il senso della vita non è più rappresentato allora dalla difesa dei propri interessi personali o di quelli del proprio gruppo di appartenenza ma dall’atto sacrale della condivisione di se stesso con i membri della comunità, dapprima in forma di una cerchia ristretta ma poi allargata in ambiti più ampi, fino a coprire in un lontano futuro l’intera umanità. Il simbolo è quello che Gesù ha indicato nell’ultima cena e nella quale i discepoli lo potevano riconoscere:Lo spezzare il pane, espressione dell’unità del corpo del Cristo, suddiviso nelle singole individualità che lo rappresentano.

Quale primo nucleo di partenza per la costruzione del progetto della nuova comunità va riconosciuto alla Famiglia, prima chiesa del Cristo e prima espressione della fratellanza universale. Una famiglia in cui i singoli componenti abbiano pari dignità ed in cui siano riconosciuti i ruoli parentali come espressione delle molteplici manifestazioni dell’amore incarnato nelle dinamiche sociali. Famiglia non più come attrito tra i singoli egoismi che lottano per cercare una modalità di manifestazione delle proprie libertà istintuali, ma come rappresentazione delle armonie celesti vissute sulla Terra. L’amore per il prossimo va riconosciuto nel suo punto di partenza nell’amore per i propri appartenenti alla famiglia fisica per estendere la propria capacità di amare a quanti condividono il nostro punto di vista spirituale , fino a quanti lo osteggiano, lasciando libero ciascuno di realizzare il proprio processo di evoluzione, in nome del comandamento universale “ Ama i tuoi nemici “.

Ecco dunque che nel riconoscere la propria famiglia terrena, l’anima deve rivolgersi alla propria famiglia spirituale, da cui siamo discesi molto tempo fa per realizzare il progetto divino dell’evoluzione planetaria. Tutti noi discendiamo da lontani siti dell’universo, con compiti spirituali che hanno attraversato galassie e ruoli impensabili alla nostra mente umana. Intere famiglie di angeli conoscono i ruoli umani e forniscono il loro amore affinchè, una volta terminata la missione terrestre, possiamo portare nei cieli l’esperienza delle basse densità per fornire alla creazione lo strumento di nuovi grandi progetti, realizzabili solo in virtù del nostro sacro ufficio. Potremmo dire, lasciandoci ispirare dalle parole del Cristo interiore “Il vero cristiano ama la sua famiglia,sia quella terrena che spirituale. Ogni essere ha una famiglia celeste ed ha il dovere di scoprirla guardandosi dentro attraverso la meditazione. Nel silenzio,riceverà le risposte necessarie. “Scolpendo nel cuore le parole appena espresse, sapremo con certezza quale sia il nostro sentiero e lo percorreremo con gioia, certi dell’amore divino ed allineati con quello universale. Ci rivolgeremo allora al Corpo Cristico universale, a quell’unità che raggruppa tutte le entità che in tutti i tempi della storia ed in tutti gli universi hanno riconosciuto la coscienza cristica nel proprio cuore. L’estensione del Corpo Cristico rappresenta nel tempo il reale progetto dell’evoluzione cosmica.

I genitori sono l’espressione delle forze divine nella famiglia. Il loro compito è importante perché essi non devono riconoscere i propri figli come estensione dei loro desideri ma come affidatari di anime incarnate che sono scese sulla Terra per portare avanti il progetto del loro destino o come aiutatori del destino dei genitori o come semi di luce portatori di messaggi spirituali per l’umanità. In quest’ultimi riconosciamo tanti bambini down, handicappati, ribelli, o affetti da sindrome di iperattività o da disturbo bipolare che in realtà sono esseri di luce discesi per evidenziare le contraddizioni di un fatiscente ed inadeguato o assente modello educativo. I genitori devono riconoscere nel proprio partner il compagno della propria vita e con lui o lei devono riconoscere il percorso comune, salvo che vicende di un diverso stato di evoluzione tra i componenti della coppia non facciano esplodere contrasti insanabili In tal caso lo spirito di sacrificio di uno dei componenti della coppia potrà supplire alle inadeguatezze dell’altro, a meno che l’altro, esasperato da forze egoiche non controllabili, non abbandoni la coppia per sperimentare sentieri non più affidabili alla condivisione. I genitori dovranno comunque mantenere elemento prevalente l’educazione dei figli per il benessere della loro crescita fisica,psichica e spirituale.

I figli devono riconoscere nei genitori il loro riferimento nel processo edipico dell’identificazioni, per garantirsi una piena identità psichica, affettiva e sessuale. Disturbi dell’identificazione con i modelli genitoriali costituiscono un serio ostacolo al riconoscimento di una autonoma identità nel bambino fino all’età adulta. Il dialogo con i genitori deve essere preferito rispetto ad altre forme di espressioni ludiche, quali l’eccessivo abuso di realtà informatiche o mediatiche, troppo orientate a favorire l’incentivazione di forze basse ed istintuali a discapito della crescita morale ed etica.

Una famiglia sana sarà essa stessa l’anello per la nascita di una comunità, orientata sugli eterni valori umani della verità, pace,amore, rettitudine e non violenza. In tal caso si potrà costruire una famiglia allargata quale nucleo della società dell’età dell’oro, auspicata da quanti sono coscienti della necessità di un cambiamento nei paradigmi sociali.

I principi dell’educazione si dovranno rivolgere al rispetto delle fasi di sviluppo del bambino e dell’adolescente, secondo precise conoscenze spirituali del processo educativo, che non imponga modelli astratti o materialistici ma che faccia dell’educazione l’arte di “ educere “ tirar fuori le potenzialità presenti nel bambino. Il bambino educato in modo sano apprezzerà i valori della vita, riconoscendo ciò che è buono, vero e bello, accettando liberamente i principi della spiritualità, della scienza e dell’arte come manifestazioni corrette dell’esistenza umana. Le nature spirituali dei bambini definiti con i nomi di bambini indaco, cristallo,arcobaleno e diamante saranno la naturale espressione del genere umano che dovrà abitare la nuova terra, senza traumi psichici che ne impediscano l’evoluzione per loro stessi, le loro famiglie , il loro paese e nazione di origine e per l’intera umanità

La Famiglia è una comunità sacra, secondo i principi della cristianità, e non si potranno assecondare modelli dettati da necessità logistiche, frutto di espressioni del mercato consumistico orientato sulla istintualità edonistica ,creata dalle esasperazioni della sessualità, da un errato uso del valore del denaro e da una cattiva interpretazione dell’esercizio del potere. Nel modello cristiano il ruolo genitoriale è assecondabile in prospettiva ad un ruolo sacerdotale dei genitori e a quello di aspiranti iniziandi dei figli. L’obiettivo è la formazione di un modello sociale armonico, guidato dalla consapevolezza dell’amore e della compassione per i nostri fratelli umani,i fratelli animali, le sorelle piante ed i fratelli minerali, riconoscendo nell’essere vivente Terra un unico corpo, riconducibile al vivente corpo cristico.

La famiglia nel suo atto sacrale esprimerà la sua valenza non solo evocando la benedizione delle forze celesti ma riconoscendo la sua interezza come espressione terrena della famiglia spirituale nell’atto del benedire, rivolgendo al mondo esterno il coraggio del proprio ideale di fratellanza ,attraverso una espansione dell’amore cristico che riconosca nell’altro un essere umano accogliente la forza della benedizione. Nessuno può essere escluso da un atto benedicente ma sarà responsabilità di ciascuno accettare o respingere l’invito ad unirsi al corpo cristico.

Il compito della famiglia sarà quello di far crescere tutti i componenti nella consapevolezza, mettendo a disposizione i propri talenti per riuscire ad esprimere le proprie capacità al servizio della collettività. L’amore umano, legato ai vincoli di sangue,sarà superato ed esteso a tutti gli altri. Questo è il messaggio del Cristo. A noi il compito di accettarlo. Amen

 

Massimo Marinelli

 

 

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