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Destinazione infinito

by consapevolezzadellanima

Si racconta hai bordi della vita , che ogni persona abbia un treno da prendere, l’occasione quella vera…
Frasi che sono speranze, di chi come noi vuole essere nel punto corretto al momento esatto, possibilità di un cambiamento, ma quello vero,” il salto di qualità” che nella vita abbiamo e vogliamo per noi.

Ogni attimo è sfuggente, ogni attimo è già nel passato, ogni attimo possiamo sentirlo e tutto possiamo se lo vogliamo.

Ogni essere umano ha un diritto universale, essere felice. Questo è un principio indiscutibile, che spesso la sorte e noi stessi non sentiamo perché sfugge  davanti alle nostre aspettative. Il treno passa e noi abbiamo perso l’occasione. E come normale che sia attendiamo che la possibilità ci si ripresenti.
Viviamo nella speranza, che in certi istanti è illusione a colmare il nostro oblio interiore. E’ ormai comune questa sensazione di attesa e impotenza, nel vivere odierno e i dati dicono che questo aumenta sempre più. Ma i dati stessi non evidenziano in alcune circostanze il lato interiore, riferendosi al malessere esistenziale, sviano su elementi esterni legati a tutte le condizioni che hanno un influsso sull’individuo. Per certi aspetti è profondamente vero, ma analizzando in maniera diversa si aprono retroscena dove noi siamo artefici primari in questo e non le circostanze esterne .
Noi abbiamo subito un cambiamento nelle nostre aspettative che riponiamo e non sono le aspettative che cambiano , gli elementi esterni diventano sempre più irraggiungibili, è vero, però ogni cosa deve essere vista anche in maniera differente, per non andare ad incidere su di noi.

Gli esempi sono semplici si creano stereotipi di uomini perfetti, donne perfette, e noi vogliamo arrivare a questo chi più e chi meno. Quindi la tendenza è arrivare ad assomigliare, ma mai a “divenire se stessi”. Logicamente non è totale questo e non include tutti, ma se parlassimo sempre e solo di chi è già di per sé visto come un “diverso”, non avremmo fatto altro che non voler arrivare a una riflessione che nulle toglie a chi  non vuole comprenderla. Perché come tutte le riflessioni non sono prive di discordia, che come si vede spesso si trasformano in divisioni e polemiche. Questo non ha valore , il valore aggiunto rimane il confronto libero e pacato.

La destinazione infinito, è l’arrivo ipotetico che potrebbe trovare uno spazio di valore nelle persone che dopo aver provato a raggiungere destinazioni di arrivo basate su fattori estetici, sociali, economici ecc. non sono per svariati motivi arrivati. Inutile dire che questo non accada, altrimenti il mondo avrebbe un sorriso fatto di oltre 5 miliardi di persone. Ma non essendo una statistica questa ma un semplice riflessione, possiamo comprendere come essere felici, anche se ci sentiamo non arrivati, dove l’ipotetico punto d’arrivo era la nostra meta ambita.

La prima cosa rimane: non sentirsi diversi da nessuno; noi non lo siamo e nemmeno incolpare la “fortuna” che non abbiamo, la fortuna più grande è che noi esistiamo. Per comprendere meglio, possiamo senza troppi sforzi andare in un bel parco, alberi e verde  che creano già di per sé un senso di pace e armonia priva di influssi esterni errati.
Possiamo sederci sotto un albero e levarci le scarpe, e sentire l’erba sotto i piedi. Possiamo chiudere gli occhi, e ascoltare l’ambiente, respirando lentamente e profondamente. Potrà sembrare una cosa anomala rispetto a quello che avevamo ipotizzato come arrivo, ma in questo esiste un perché solido. Facendo questa piccola esperienza che non richiede arrivi e ipotesi, possiamo entrare in contatto con noi rispetto a quello che ci circonda, e dopo poco tempo che siamo rilassati a respirare in mezzo alla natura avviene come una fusione e noi siamo un tutt’uno. Questo apre una prospettiva differente alle nostre aspettative, perché comprendiamo in poche decine di minuti la nostra vera grandezza, che non è fatta di arrivi ; noi in quel momento siamo arrivati ad essere grandiosi, siamo un’insieme con l’immenso che ci circonda e questo è l’arrivo infinito, che dona non una posizione fisica e sociale, economica eccettera. Dona una destinazione senza limiti e noi che pensavamo di aver perso il “treno”, siamo invece su un treno che non ha mai fine, e non trova fermate. La nostra autostima cresce in maniera umile, vera e nel tempo porta noi stessi a essere veri. Non ci interesseremo se non siamo diventati importanti, o ricchi, saremo sereni e felici e affronteremo la vita non come corridori che perdono per un attimo la partenza di un treno. L’affronteremo sapendo che noi siamo un valore che non necessità di appartenenze, e come tale avremo la serenità per vivere la vita accettando quello che accade.  Questo spesso porta ad arrivi maggiori perchè il “destino siamo noi a renderlo migliore”, ma per fare questo non dobbiamo provare ad interferire al suo flusso. Se questo potrà sembrare un controsenso, lasciamo che lo sia, ma proviamo a entrare per un volta in una visione diversa anche se questa nasce da una riflessione .

Per concludere sedersi in un parco è semplice, provare questo non chiede a noi di essere oltre a nulla, quello che accade nel farlo deve essere una piccola esperienza che ogni persona può provare e decidere se da una riflessione che espone una semplice cosa, abbiamo trovato un vantaggio o no. Del resto la vita è bella quando si conoscono anche cose nuove e che spesso essendo semplici vengono escluse a priori.

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