Home

Il mito di Ermafrodito


Ovidio racconta il mito della ninfa Salmacide , che, in una fontana presso Alicarnasso, si avvinghia al corpo del  giovinetto amato per non esserne mai più separata, dando luogo ad una nuova creatura, l'Ermafrodito appunto: nella fiaba la metamorfosi appare come l'esito di una situazione reale senza  sbocco, l'esito di una intollerabile separazione.
Narra dunque Ovidio di questo giovinetto, allevato dalle Naiadi, 
che aveva un aspetto così bello, che potevano esservi riconosciuti il padre e la madre, e che trasse anche il nome da loro ( Ermafrodito dal greco Hermaphròditos, figlio di Hermès e Aphrodites). A quindici anni, abbandonati i monti natii, presso uno specchio d'acqua nel paese dei Cari, venne scorto dalla ninfa Salmacide.
Il giovane ignaro dell'amore rifiutò le esplicite richieste della ninfa che, infiammata d'amore, si gettò a sua volta nelle acque in cui il giovinetto si era immerso, avvinghiandosi strettamente a lui e, abbarbicata come l'edera al tronco, malgrado la resistenza di lui, pregò gli dei di non essere mai separata dall'amato: 
Accolsero gli dei i suoi voti: i due corpi uniti si fusero, annullandosi in un'unica figura: 
Così non furono più due, ma un essere ambiguo  nè donna nè uomo, con l'aspetto di ambedue e di nessuno dei due.
Ermafrodito è un essere nuovo dalla doppia natura insieme maschile e femminile.


Nell’episodio di Ermafrodito il doppio appare come condizione di equilibrio e completezza, come raggiungimento della condizione ideale primordiale proposta da Platone nei suoi Dialoghi dove si legge:"In principio tre erano i sessi del genere umano, e non due come ora, maschile e femminile, ma ve ne era anche un terzo comune ad entrambi, di cui è rimasto il nome, mentre esso è scomparso; questo era allora il genere androgino, e il suo aspetto e il suo nome partecipavano di entrambi, del maschile e del femminile, mentre ora non è rimasto che il nome che suona per dileggio... la forma di ogni uomo era tutta rotonda, ...e due facce sopra il collo rotondo, in tutto simili; e su entrambe le facce, orientate in senso opposto, un’unica testa, e quattro orecchi, e due sessi...il maschio traeva origine dal sole, la femmina dalla terra, e quello che partecipava di entrambi i generi dalla luna, dal momento che la luna partecipa del sole e della terra".

Le sembianze iconografiche di Ermafrodito restano comunque quelle maschili. Ermafrodito, in quanto si sa che è una creatura doppia, ma non si vede. Se non fosse esistita la scrittura, oggi, non sapremmo niente circa la sua natura.
Il mito di Ermafrodito, col suo "bifrontismo invisibile", potrebbe esprimere un conflitto tra la parte femminile e quella maschile dell'essere umano, e nello stesso tempo potrebbe indicare la fusione e la strada per il superamento della dissociazione e l'acquisita capacità di comprendere l'altro da sé, tramite l'introspezione.

Ecco quindi Ermafrodito come visione positiva e appagante del doppio: tramite la conoscenza di sé si può essere in grado di comprendere se stessi e anche gli altri.

Google Analytics Alternative