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L'energia vitale (terza parte)

L’Energia Vitale è quell’energia che contiene ed è contenuta in ogni cosa divenendo così un elemento unificante oltre che indispensabile alla vita.
Essa viene chiamata PRANA dagli Indù, KI dai Giapponesi, CH’IN dai Cinesi, MANA dai Polinesiani, RUACH dagli Ebrei, BARRAKA dagli Arabi.
L’Energia Vitale fluisce in noi in due modi:
    1.    Attraverso la respirazione;
    2.    Attraverso i Chakra.

La respirazione consta di due fasi: l’inspiro in cui l’aria fluisce nei polmoni; l’espiro in cui questa viene espulsa ormai satura di anidride carbonica. L’atto del respirare è così istintivo che nessuno pone attenzione nel farlo, né si domanda se lo fa come va fatto. Tale constatazione è meno illogica di quanto possa sembrare poiché la quasi totalità delle persone NON SA RESPIRARE. Ovviamente tutti respiriamo ma sfruttando solo il 10% delle proprie capacità polmonari. In genere l’Occidentale si limita ad espandere il plesso solare, immettendo quel tanto, anzi quel poco, di ossigeno che riesce a captare espellendone in quantità altrettanti limitate.
La respirazione che, invece, ci permette di captare una maggiore quantità di aria e quindi di energia vitale, è chiamata RESPIRAZIONE PROFONDA e si pratica estendendo leggermente l’addome nella fase dell’inspiro e contraendolo altrettanto leggermente nella fase dell’espiro, cosicchè l’aria e quindi il flusso vitale, possano penetrare quanto più possibile nell’organismo. All’inizio si avrà difficoltà a praticare perché appunto, non ci siamo stati abituati; possiamo allenarci, con cinque minuti al giorno con un ritmo dolce, uniforme e costante.
La respirazione deve essere la più profonda possibile e senza nessuno sforzo, alternando inspirazione ed espirazione senza interruzioni; a poco a poco i tempi si allungheranno aiutandoci, anche se non ce ne accorgiamo, a prevenire o superare alcuni disturbi, soprattutto di tipo ansioso ed a migliorare lo scambio tra l’esterno e l’interno, tra noi e l’infinito.
Respirare ci consente anche di usare la voce, di pronunciare le parole, di comunicare ciò che vogliamo. Provate a sedervi, chiudendo gli occhi e rilassandovi, mantenendo però la schiena ed il capo dritti, poi cominciate ad inspirare ed espirare dal naso per tre volte, poi un breve intervallo, poi altre tre volte fino ad arrivare a nove respirazioni; ripetete questa pratica tutti i giorni, alla stessa ora, cercando di concentrare la vostra attenzione sul respiro: non scoraggiatevi, siate perseveranti, i risultati ci saranno.

Una volta che l’energia è penetrata nel corpo si dirama in innumerevoli canali energetici chiamati NADI, letteralmente “flussi di energia”, che seguono approssimativamente le direzioni del sistema nervoso; sembra che ce ne siano circa 72.000, ma le principali sono tre.
Quella più grande centrale, parallela alla colonna vertebrale si chiama SHUSHUNNA attraverso cui circola l’energia dalla sua base (1° Chakra) fino al sommo della testa; intorno a questo asse si allacciano altri due nadi IDA e PINGALA in cui passa energia polarizzata, l’una negativa e l’altra positiva. IDA rappresenta la forza femminile, ricollegabile alle caratteristiche lunari di colore blu, e si trova a sinistra; PINGALA rappresenta la forza maschile riconducibile alle caratteristiche solari, di colore rosso, e si trova alla destra della spina dorsale.
Le due correnti laterali si incrociano con andamento sinuoso intorno al canale principale per cinque volte; esse partono dagli emisferi sinistro e destro del cervello ed attraversano i polmoni, il fegato, i reni e le ghiandole sessuali. Il simbolo grafico di tali vie energetiche è rappresentato dal CADUCEO CHE CONTRADDISTINGUE OGGI LE ARTI MEDICHE MA ANTICAMENTE ERA IL SIMBOLO DEL FARMACISTA, SPEZIALE, GUARITORE, CONOSCITORE DEL POTERE DELLE ERBE E DELLE ENERGIE: il caducèo è composto da un bastone centrale con due ali alla sommità, sormontato da una sfera intorno a cui si intrecciano due serpenti. Il bastone centrale rappresenta Shushunna, la sfera del 7° Chakra, le ali la spinta dell’uomo verso l’alto, verso il divino, i due serpenti rappresentano Ida e Pingala.

L’energia, dunque, affluisce di continuo in tutte le nadi, ma se qualcosa ostacola questa circolazione, anche in un solo punto, si pongono i presupposti per la malattia, che potrà manifestarsi anche a distanza di molto tempo.


(dall’Introduzione di CONVERSAZIONE di Carla Maria Casini)

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