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Non Violenza

Credo che se si dovesse scegliere solo tra viltà e violenza, opterei per la violenza(…). Ma credo che la noviolenza sia infinitamente superiore alla violenza, il perdono più virile del castigo. Il perdono nobilita un soldato. Ma il sospendere una punizione è perdono solo quando proviene da qualcuno che, volendolo, sarebbe capace di punire, mentre non ha valore quando questo qualcuno non ne avrebbe la forza.
La nonviolenza non può essere predicata. Deve essere praticata, perché nonviolenza e viltà sono termini in contraddizione. La nonviolenza è la più grande virtù, la viltà il più grande vizio. La nonviolenza scaturisce dall’amore, la viltà dall’odio. La nonviolenza subisce sempre, la viltà infligge sempre a sofferenza.

La nonviolenza è un CREDO IMMUTABILE. Deve essere perseguita in mezzo alla violenza che le infuria attorno. La nonviolenza verso un nonviolento non è un merito. Anzi, diventa difficile dire se si tratti affatto di nonviolenza
L’Ahimsa ingrandisce i propri difetti e minimizza quelli altrui. Considera la pagliuzza nel proprio occhio come una trave, e la trave nell’occhio del rivale come una pagliuzza.
Essendo la non violenza la più grande forza al mondo e anche la più sfuggente nel suo meccanismo, richiederà il massimo esercizio di fede. Proprio come crediamo in Dio per fede, così dovremmo credere per fede anche alla nonviolenza.
Essa è un’arma di ineguagliabile potenza. E’ il summum bonum della vita. E’ l’attributo dei coraggiosi; di fatto, è il loro tutto.
L’Ahimsa non si pone alla portata del codardo. Non è un dogma rigido o senza vita, ma una forza viva e datrice di vita. E’ lo speciale attributo dell’anima. Ecco perché è stata definita il più altro Dharma.

La viltà e la nonviolenza perciò non stanno mai bene insieme. Posso immaginare che un uomo completamente armato possa in cuor suo sentirsi un perfetto codardo. Il possesso delle difese e delle armi implica l’esser posseduti dalla paura, se non dalla viltà. Ma la vera nonviolenza è impossibile se prima non si vince ogni paura. La vostra Ahimsa deve brillare, per essere efficace, attraverso la vostra parola ed ogni vostra azione, attraverso il vostro comportamento generale. Un seguace dell’Ahimsa deve coltivare l’abitudine di lavorare senza soste, vigilare senza riposo, autocontrollandosi incessantemente. La nonviolenza è l’arma dei forti. Nei deboli si riduce a pura ipocrisia. Paura e amore sono due termini contraddittori. L’amore sa donare senza riguardi, incurante di quel che riceve in cambio. L’amore lotta tanto contro il mondo che contro se stesso, e da ultimo trionfa su ogni altro sentimento.

La propagazione della verità e della nonviolenza dipenderà molto più dal testimoniarne i principi nelle azioni della vita che dai libri. La vita veramente vissuta conta più dei libri. Ma in presenza di orgoglio ed egoismo non c’è nonviolenza. La nonviolenza è impossibile senza umiltà perché naturalmente lo spirito della nonviolenza porta all’umiltà stessa. Nonviolenza significa confidare in Dio, la Roccia del Tempo. Se vogliamo il Suo aiuto, dobbiamo rivolgerci a lui con cuore umile (…). Dobbiamo agire esattamente come l’albero del mango, che si piega quando porta frutti. La sua grandezza sta nella sua maestosa modestia. La nonviolenza, peraltro, ritengo, non sia una mera virtù personale. E’ anche una virtù sociale, da coltivarsi al pari delle altre. Di sicuro i rapporti sociali si basano ampiamente sull’estensione della nonviolenza. Ciò che chiedo è un’estensione della nonviolenza su più ampia scala, nazionale ed internazionale.

Limitare ad amare chi ci ama, infatti, non è nonviolenza. Solo l’amare chi ci odia è nonviolenza. So quanto sia difficile seguire questa grandiosa Legge d’Amore. Ma non sempre è così, con tutte le cose grandi e buone? Amare chi ci odia è cosa difficilissima. Ma, con la grazia di Dio, anche realizzare questa difficilissima cosa diventerà facile, se lo desideriamo.
Scappare dal pericolo, invece di affrontarlo, infatti, è negare la propria fede nell’uomo e in Dio, e perfino in se stessi. E’ preferibile morire annegati piuttosto che vivere per dichiarare una tale bancarotta di fede.

La nonviolenza non è una virtù claustrale, riservata solo al Rishi e all’eremita. E’ suscettibile di essere praticata dalle masse di milioni, non perché queste siano pienamente consapevoli delle sue conseguenze, ma perché è la Legge della nostra specie. Non posso sforzarmi di credere in qualcosa, in un principio: o ci credo o non ci credo. E se ci credo, devo sforzarmi coraggiosamente di metterlo in pratica. Ahimsa è un attributo del coraggioso. La codardia e l’Ahisma sono incompatibili come l’acqua ed il fuoco.

Gandhi

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