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Beatitudine

Al di la’ dell’illusione

Pag.118

Come si possono servire gli altri o il Signore che sta in tutti, mentre i sensi distolgono da quel servizio, o le passioni si affacciano per macchiare l'amore che ispira il servizio? Il Lokesa (Dio protettore del mondo) si occupa di spargere Ananda nel Loka; l'uomo si deve impegnare a spargere Ananda attorno a se. Così si collabora e si condivide il lavoro di Dio. Ogni cattiva azione affretta la caduta. Ravana rapì Sita; e gli uomini pensano: <<Come mai il fuoco dell'ira divina non lo ha incenerito e lo sdegno di una donna pura non lo ha arso? E’ perché la conseguenza di tutti i Tapas che aveva compiuto e il dono che gli dei gli avevano concesso, gli servirono da corazza per molto tempo. Ravana doveva andare incontro alla sua perdizione per mezzo della sua stessa folle malvagità. Il Signore è soltanto uno spettatore. Egli sta al di sopra dell'odio e dell'ira e degli attaccamenti che provengono dal senso di "mio" e di "tuo".

Pag. 137

L’Ananda si trova in tutti, e fa parte della stessa natura umana. Coloro che hanno l'animo puro, trovano la massima delle beatitudini nella presa di coscienza della propria realtà che è l'Atma. E’ una gioia che può essere detta svasampadyam (dovuta al proprio merito, per così dire). Viene conosciuta solo da chi la sperimenta, ed è evidente di per sé.

Discorsi 88/89 volume I

Sat-Cit-Ananda [24] pag.88

Dal momento che uno ha preso una forma umana, si presume che abbia anche la giusta conoscenza. Invece si trascura il Nome ed il Sat-Cit-Ananda, ossia i tre principi consustanziali dell'Essere-Coscienza-Beatitudine non vengono tenuti in considerazione. Si finisce per preoccuparsi soltanto del nome e della forma. Fino a quando credete di poter inseguire questo piccolo corpo? State pur certi che invecchierete e morirete, anche se vi isolaste in una foresta. Quanto deve accadere, accadrà! Una sola cosa ci appartiene realmente: il Sat-Cit-Ananda. Prestate dunque attenzione a quella Beatitudine latente in voi. Questo è il principale dovere. Credete con fermezza che Dio è presente in ognuno. Abbandonatevi ciecamente al Nome. Dio sarà raggiunto soltanto ripetendone il Nome. Quando si recita il Suo Nome, la vita diviene perfetta e pienamente incline al servizio. E con questo chiudo il Mio discorso.

Brahman-ananda [9] pag.135

Il quarto punto è la beatitudine (Ananda). Ogni essere umano aspira ad unirsi a Dio, ha sete di beatitudine. E’ questa la ragione per cui gli asceti descrissero Dio come gioia pura. Di quale gioia si tratta? E’ una gioia unica. I dotti ne dànno diverse descrizioni: Nityananda o Beatitudine eterna, Brahmananda o Beatitudine di Dio, Paramananda o Beatitudine suprema, Yogananda o Beatitudine dell'unione con Dio, Atmananda o Beatitudine che scaturisce dallo Spirito. Ma vi è una sola Beatitudine e tutte queste espressioni di Beatitudine si fondono in essa: la Beatitudine del cuore. Non esiste essere umano che non vi aneli. Anche per un piccolo incarico che ricopre, l'uomo vuol ricavare gioia. Ma questa gioia si trova in lui stesso. Dopo aver analizzato dunque la Verità, la Conoscenza, l'Infinito e Dio, scopriamo che Dio è la reale espressione della Beatitudine. Non c'è un posto in cui non sia accessibile. Se volete conoscere la via che conduce a Lui, sappiate che Egli si trova in ogni luogo. Se aprirete le porte del vostro cuore, vi scorgerete la Forma Divina traboccante di Beatitudine. Fu proprio questo ciò che sperimentarono le Gopi.

Le Gopi volevano chiudere le porte del loro cuore

per paura che qualche estraneo vi penetrasse;

ma, dall'interno, una voce diceva: “Non chiudere!

Io mi trovo in te, in tutti e in ogni luogo".

Se l'Universo intero è il tempio del Signore,

caro ad ognuno di noi,

che bisogno c'è di una porta d'argento?

Dove sarà mai la strada o la porta

che a tale dimora conduce?

Se il Padrone di tutto l'Universo è sempre con voi,

che bisogno c'è di invocarLo? A che serve?

Quand'Egli è reperibile dappertutto nell'Universo, quale sarà la strada, quale la meta?

Non esiste un posto particolare, dove non sia.

E allora, dove sarà l'entrata?

Suonate l'arpeggio con le corde vitali del corpo,

versate lacrime di devozione

ed offrite la vostra anima.

Vedeteci il Paradiso:

ecco la strada, ecco la porta!

Quando avrete offerto tutte le vostre azioni,

tutte le vostre capacità e abilità al Signore,

dai vostri occhi stilleranno lacrime di gioia.

Essere-Coscienza-Beatitudine [33] pag.189

C'è dunque una sola cosa da rilevare: l'unità della Verità. La Verità è Dio e sta all'uomo seguirla. Essa si trova all'interno di ognuno. I Veda la descrivono come Essere, Coscienza e Beatitudine. Queste tre dimensioni sono presenti in ogni cosa. Per quante differenze si possano notare fra un oggetto e l'altro, unica è l'impronta di Verità in ciascuno: la Verità dell'Essere, a cui la Coscienza conferisce splendore e da cui si trae quella gioia che è Beatitudine.

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Ecco qui, per esempio, un bicchiere. Questo bicchiere è in essere. La coscienza lo rende visibile, ora sotto forma di un bicchiere d'argento ma, con un giusto procedimento, può essere trasformato in un vassoio. Il bicchiere può mutarsi in vassoio, ma non l'argento che rimane identico a se stesso. Similmente, Essere, Coscienza e Beatitudine sono tre caratteristiche comuni ed immutabili in tutti gli esseri umani.

Sat-Cit-Ananda [2] pag.201

In qualsiasi parte del mondo c'è il buono e il cattivo, ci sono gli intelligenti, gli eruditi e gli illetterati; ci sono i ricchi e i poveri. Ma l'elemento comune a tutti è l'Essere-Coscienza-Beatitudine (Sat-Cit-Ananda). Tutte le Sacre Scritture del mondo hanno presentato Dio come l'Unico che impersona l'Essere-Coscienza-Beatitudine, il Supremo Stato Divino. In tutto l'universo manifesto, in ogni oggetto materiale e nell'uomo si cela questo triplice Sat-Cit-Ananda. Ma, mentre negli oggetti materiali ci sono solo l'Essere e la Coscienza, negli esseri viventi c'è in più la possibilità che si manifesti anche la Beatitudine. Tuttavia, anche quel tipo di gioia è solo temporaneo.

Viaggio verso la Beatitudine [5] pag.202

L'uomo fonda tutta la sua fiducia su forme corporee, che sono prodotte dagli alimenti, e non è proteso al mentale. Il corpo non è altro che una sintesi di cibo, ed il prana la forza vitale che lo muove. Come terzo viene il mondo della mente. Il quarto è il mondo della saggezza, una costante e indisturbata consapevolezza, oltre la quale v'è la suprema gioia, la Beatitudine. Di questo viaggio, l'uomo conosce soltanto le prime due stazioni e non sa proseguire oltre. E’ solo dopo aver superato quello stato di costante consapevolezza che l'uomo può sperimentare la Beatitudine pura: inseguendo invece i piaceri effimeri del mondo fenomenico nella vita e nella condotta di ogni giorno, perde la capacità di sperimentare l'eterna Beatitudine che gli è propria.

Discorsi 88/89 volume II

Questo e quello [25] pag.163

Qual è la causa principale della Beatitudine? Il mondo. Su che cosa si basa il mondo? Sull’Energia. Qual’è il fondamento dell’Energia? Il Principio del Tat-Tvam. Tat significa "questo", e "questo" vuol dire qualcosa che ti sta molto vicino, mentre quando si dice " quello" si indica qualcosa di lontano. Ciò che va al di là degli organi di senso si chiama " Quello", ciò che sta sotto il controllo dei sensi si può definire "Questo". Il Principio dell'Essenza Divina o Atma trascende questo mondo e gli organi di senso.

Corpo e Beatitudine[3] pag.202

Avete sprecato la vita se credete che siano importanti il corpo e i sensi e che l'unico scopo del vivere sia soddisfarli. Tutti questi agi materiali possono solo darvi una gioia ed una felicità temporanee. Non vi daranno mai la beatitudine eterna. La beatitudine non si trova né negli oggetti materiali né nelle relazioni individuali, ma sgorga spontaneamente dal cuore. Non può essere raggiunta nelle cose esteriori. I Veda insegnano questa verità fondamentale in svariate maniere e vi mostrano la via per realizzare la Realtà che siete davvero.

La massima Beatitudine[6] pag.229

Che cosa si intende per beatitudine dell’Atma? L'uomo crede che significhi godere ogni benessere fisico, toccando il fondo nel soddisfare tutte le esigenze del corpo. La Beatitudine dei Gandharva è cento volte più potente della felicità prodotta dal corpo. La Beatitudine dei Deva è cento volte superiore a quella dei Gandharva; quella di Indra cento volte superiore a quella dei Deva. La Beatitudine di Prajapati è cento volte superiore a quella di Indra.

La Beatitudine dell'Atma è cento volte superiore a quella di Prajapati. Se dunque mettete a confronto la Beatitudine dell’Atma, dello Spirito, quanto piccola appare la felicità del corpo! Vi lasciate inebriare da queste piccole ed insignificanti gioie e dimenticate la vostra realtà. Se solo poteste sperimentare la Beatitudine dello Spirito, dimentichereste ogni altra cosa e vi immergereste in Essa.

LA BEATITUDINE DELLO SPIRITO

E’ BEATITUDINE DI DIO.

LA BEATITUDINE DELLO SPIRITO

E’ BEATITUDINE SENZA PARI, UNICA E NON DUALISTICA.

LA BEATITUDINE DELLO SPIRITO

E’ SUPREMA BEATITUDINE O,

COME VIENE ANCHE DEFINITA,

BEATITUDINE DELLA COMPLETA FUSIONE.

Beatitudine onnipresente[7] pag.229

Nel mondo non c'è un angolo che sia privo di Beatitudine. In ogni oggetto del mondo è insita questa Beatitudine. Tyagaraja fu in grado di sperimentare con la sua disciplina spirituale che nella più piccola formica e in ogni oggetto del mondo c'è la stessa Beatitudine del Brahman, il Principio del Signore. "Come fare a descriverLo? - si domandava - Come riconoscere questo Principio di Brahman?".

Corso estivo 1990

Incarnazioni di beatitudine [13] pag.157

Tutto accade per volere divino (Daiva-sankalpa). Con le vostre sole forze non siete in grado di ottenere nulla. L'altro ieri vi ho detto come gli uomini in diversi casi non siano riusciti ad avere il successo che avevano perseguito con ogni sforzo, e come invece ad altri sia stato facile raggiungerlo senza averlo cercato. E’ il senso dell'io (ahamkara) che vi induce ad appropriarvi del duplice ruolo di chi compie l'azione (kartritva) e di chi ne fruisce (bhoktritva). Voi siete un'autentica incarnazione della beatitudine: la beatitudine è la vostra vera natura. E’ tragico il fatto che non sappiate individuarla e sperimentarla. Questa beatitudine è adombrata da simpatie e antipatie, dal senso di "io" e di "mio", dall'esitazione e dal dubbio, da piaceri e dispiaceri, e così via. Attaccamento (raga) e odio (dvesha) sono il panno pesante che avvolge la vostra beatitudine. Quanto è strano e sciocco che, nonostante voi stessi siate un'autentica incarnazione della beatitudine, l'andiate a cercare altrove! Sebbene abbiate già tutto in voi, purtroppo anelate dietro a desideri meschini e ad assurdi piaceri sensuali che appartengono al mondo della materia mutevole. Qual’è il motivo di una corsa così folle? Ignorare la verità che voi stessi siete la fonte di ogni beatitudine.

L'ignoranza inibisce la beatitudine [15] pag.158

Studenti, se farete lo sforzo che ci vuole, sperimenterete in modo definitivo la verità che siete divini e beatitudine.

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Il mosco, ignaro del fatto che il profumo di muschio viene emanato dal suo ombelico, va scorrazzando senza sosta per tutta la foresta cercando l'origine di quell'odore. Alla fine, stanchissimo, si sdraia all'ombra di un albero per riposarsi. Quando è sdraiato, tiene il naso vicino all’ombelico, e allora scopre che la fragranza proviene dal suo stesso ombelico. Quindi, dice fra se: "Ah, che stupido! Ho girato invano per tutta la foresta, esponendomi a rischi che potevo evitare, senza sapere che sono io la fonte di questo profumo!".

Tale è l'ignoranza, ed è esattamente quello che succede anche all’uomo. L'eterna Beatitudine (Nityananda), l'infinita Beatitudine (Brahmananda) e la Beatitudine priva di dualismo (Advaitananda) sono la autentica natura e forma dell’uomo. Ma l'uomo, allettato dai piaceri sensuali di breve durata che gli offre il mondo, non riesce a cercare, capire e gustare pienamente questa suprema beatitudine divina.

Nomenclatura della Beatitudine [16] pag.158

Contrariamente a quella che impropriamente viene definita Beatitudine e che deriva da cose materiali, 1a beatitudine dello Spirito non è mai contrassegnata dal dolore.

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Se riempite un vassoio di payasam, un dolce che si confeziona bollendo nel latte un cereale con dello zucchero, e praticate poi parecchi fori nel vassoio, da quei buchi uscirà solo il dolce payasam. La stessa cosa vale per la Beatitudine dello Spirito(Atmananda), che si manifesta in vari modi.

E’ questo il motivo per cui i saggi hanno definito Ananda lo Spirito e gli hanno attribuito varie descrizioni, quali "Eterna Beatitudine", " Suprema Beatitudine", " Assoluta Beatitudine", "Beatitudine di Saggezza", "Beatitudine trascendente ogni coppia d i opposti " , "Pura Beatitudine", "Beatitudine incrollabile", "Beatitudine che trascende le capacità mentali", “Beatitudine che trascende i tre guna”, e cosi via. Perché mai correr dietro stupidamente al mondo materiale, che vi procura prove, seccature, sofferenza e dolore, quando disponete sull’istante di un inestimabile tesoro di beatitudine dentro di voi?

La sorveglianza impedisce l’accesso [17] pag.159

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Le tesorerie e le banche che custodiscono ingenti somme di denaro sono dotate di particolari e necessarie misure di sicurezza e di vigilanza: porte blindate a prova di bomba, cassette di acciaio e massicce serrature, oltre ad una continua sorveglianza diurna e notturna da parte di guardie armate di tutto punto. Allo stesso modo, il tesoro inestimabile della beatitudine è sorvegliato costantemente dal serpente velenosissimo dell’ahamkara, il senso dell’io.

Amore ecumenico [24] pag.161

La beatitudine è la mèta finale di ogni vostra impresa, terrena o spirituale. La beatitudine è il fine di tutte le religioni. Molte possono essere le strade, ma unico è il punto di arrivo, come molti sono i gioielli ma unico l'oro; molte le mucche, ma unico il latte. Perciò, non criticate mai nessuna religione. Accanto alla vostra istruzione, sviluppate l'equanimità e l'amore universale, in modo che possiate sperimentare l'unità nella diversità.

La scienza di Dio

La felicità della vidya [17] pag.114

La vera istruzione, perciò, è quella che consiglia ed orienta mente ed intelletto umani verso l'acquisizione della felicità sattvica e ovviamente può essere ottenuta solo con uno sforzo instancabile. Le Scritture dicono: Na sukal labhati sukham, "La felicità non può essere ottenuta per mezzo della felicità". La felicità può essere raggiunta solo sottoponendosi all'infelicità, e questa verità dev'essere instillata attraverso l'educazione o Vidya. Una volta conosciuta la Beatitudine che può dare la felicità sattvica, anche la Vidya parrà facile e gradevole.

La scienza per eccellenza [18] pag.114

Essendo nati come uomini, occorre dirigere ogni sforzo per acquistare questa Educazione all'Immortalità, insieme a tutte le altre vidya o scienze di carattere terreno e incentrate sulla materia, poiché solo quella Vidya può rivelare lo Spirito e rendere capace l'uomo di sperimentarne la Beatitudine.

Tutto è energia [11] pag.200

Parlando nel Centro di Ricerche Atomiche, dissi che ogni cosa possiede energia latente, come l'ha un pezzetto di carta o un brandello di tela. Quando quell'energia latente si esaurisce, subentra la morte; quand’essa è in pienezza, avviene la nascita. Sat-Cit-Ananda è energia:

Noi (Sat) siamo (Cit) felici (Ananda). L'energia è tutto, L'energia viene da Dio. E’ questa la base stessa dell'uomo.

Dio è unità

Capitolo III. 8. Tutti gli esseri umani cercano Dio

La libertà e la luce sono le due cose di cui l'uomo abbisogna più del proprio respiro. Egli vive nel buio e si agita come un pesce in un vaso senza acqua, in cerca della sua casa che è Dio e per avere "Ananda" (o beatitudine) che è il suo alimento naturale. Egli cerca Dio nello spazio e nelle viscere della terra, solo o in compagnia, in silenzio o nel frastuono e non si accorge che la sorgente dell’Ananda risiede da sempre nel suo cuore. Se solo sapesse cercarla nel silenzio della meditazione profonda, raggiungerebbe la fonte di tutte le beatitudini.

Capitolo VIII. 5. L'amore porta all’estasi

Dove risiede esattamente Dio? Egli è dovunque, in tutti gli esseri; Egli è onnisciente ed onnipresente. In verità Egli è amore e l'amore pervade ogni cosa; ciò è tutto quello che dobbiamo conoscere. Non esiste alcun essere che non abbia almeno una piccola traccia d'amore. L'amore conduce ad uno stato di beatitudine pura e permanente. Molti cercano questa beatitudine nelle relazioni con gli altri, o nell'accumulo di fama, potere e ricchezze; sono ben pochi coloro che invece cercano di ottenerla con la rinuncia alle ricchezze ed ai desideri di piaceri mondani. Le scritture affermano che solo la rinuncia può recare la benedizione dell'immortalità. Bisogna ignorare tutti i legami di parentela e di amicizia, abbandonare tutte le preferenze e gli affetti e, nel cuore così liberato, installare Dio in tutta la Sua gloria. E’ l'unico mezzo per ottenere sempiterna e piena gioia.

La conoscenza

4) Rasasvadana pag.11 [14]

Rasasvadana. Quando si siano superati lo stato di decadimento (kshaya) e quello di distrazione (vikshepa), si ottiene la Gioia del più alto contatto fra Soggetto e Oggetto Supremo (savikalpananda) Questo stadio è detto rasasvadana, cioè "godimento" della Beatitudine. Ma neppure questo è lo stato più elevato o la massima beatitudine, il quale non viene raggiunto o acquisito, ma semplicemente è; se ne diviene coscienti, per così dire. Il "gusto" (rasa) dell'estasi solo Soggetto-Oggetto è una tentazione da evitare, perché è solo seconda in sublimità, ed è tanto piacevole da formare una minorazione.

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E’ una gioia di intensità simile a quella di una persona che, dopo un lungo cammino, si leva di dosso un pesante fardello, o quella di un avido che ha appena ucciso il serpente che gli impediva l'accesso ad un immenso tesoro, che egli voleva arraffare. L'uccisione del serpente è il savikalpa samadhi; la conquista del tesoro, di Quello, è il nirvikalpa samadhi, il più alto dei livelli.(6)

Tutto è Gioia pag.29 [73]

La Taittiriya Upanishad (16) ha dichiarato:

DALLA BEATITUDINE TUTTO HA ORIGINE;

PER MEZZO DELLA BEATITUDINE TUTTO VIVE;

NELLA BEATITUDINE SOLTANTO TUTTO SI IMMERGE;

NELLA BEATITUDINE TUTTO RIPOSA.

Come la categoria Brahman, la categoria Antaratma, il Sé immanente, ha gli stessi attributi. Anche il sé di ciascun individuo nasce dalla Beatitudine, è pieno di Beatitudine e nella Beatitudine va a sfociare. Quanto maggiore è la Conoscenza (Jnana), tanto maggiore è la consapevolezza della Beatitudine (Ananda). Il Realizzato ha la Gioia alla portata della sua mano destra, che gli è di soccorso in ogni emergenza e sempre pronta a salvarlo.

Prema Dhaara

pag.19 (9)

Solo attraverso la consapevolezza del divino possiamo realmente portare la vera pace nel mondo. Non v’è dubbio che i grandi capi mondiali compiano considerevoli sforzi, a livello materiale, per portare la pace e l'armonia, ma Sai non vede alcun segno di un loro possibile successo. L'unica strada rimasta è quella di volgere la nostra mente all’interno di noi stessi per trovare la vera base eterna, la Sorgente Suprema: solo da questa potremo ottenere la vera felicità e la pace del mondo. La base è Dio, che infatti abita nel cuore di ognuno di noi, Egli è lo Spirito Universale. Ognuno di noi è l'incarnazione stessa della Divinità. Il vostro vero Essere è Sath-Chit-Ananda, e cioè Esistenza-Consapevolezza-Beatitudine. Avete dimenticato questa verità. Ricordatela ora, e ricordatevi il sacro e potente nome della Realtà sino a quando la vostra mente sparirà, e voi vi rivelerete come la Verità stessa e gusterete, così come fa sai, quell'Eterna Beatitudine che non si esaurisce mai.

Con Benedizioni,

Baba

Colloqui

  •  

H.- Chi e immerso nella beatitudine divina ne è consapevole?

SAI - [2] pag.52

E’ il testimone di questa beatitudine. Perde la sua coscienza limitata per acquistare la consapevolezza totale di Dio. Il sonno profondo è un Samadhi nel quale non c'è consapevolezza né del mondo né della mente, ma esiste solo la coscienza dell’”Io”; la libertà è quella stessa coscienza in piena consapevolezza.

  •  

H.- Svami parla a volte di felicità, a volte di gioia ed altre ancora di beatitudine. C'è qualche differenza?

SAI - [3] pag.52

La felicità è temporanea, ce la danno gli altri. Poi viene la gioia; si ha gioia quando si riempie lo stomaco; va e viene. 22 Ma la beatitudine è il nostro diritto naturale; non qualcosa che viene, ma è la nostra vera natura, ed è permanente.

  •  

H.- Baba dice che, durante la pratica spirituale, a un certo punto cessa la natura esteriore. Come avviene questo?

SAI - [5] pag.52

Nella disciplina spirituale ci sono dieci stati e a ciascuno corrisponde un suono speciale, sempre suono dovuto a vibrazione: suono di campana, di flauto, di buccina, l'OM, un tuono, un'esplosione. Ma il decimo è pura forma, e i sensi sono trascesi. Sopra i sensi c'è lo stato di beatitudine, in quanto si appartiene al Corpo Universale di Dio, che è Luce.

H.- Questo stato di beatitudine dura solo per un certo tempo? E che accade dell’attività quotidiana?

SAI - [6] pag.52

Se questo stato è sperimentato come totalmente naturale, dura per sempre. Allora il mondo è beatitudine, sempre. Pensi Dio, mangi Dio, bevi Dio, respiri Dio, vivi Dio.

H - Devono passare tutte per questi stadi le discipline?

SAI - [7] pag.52

No; si può giungere subito allo stato della trascendenza, o al VI, al VII o a qualunque altro. Non è uniforme.

 

H.- Quale atteggiamento si dovrebbe avere nell'incontrare qualcuno di tali stati?

SAI - [8] pag.53

Gli stati di coscienza sono in mutamento, ma non l’atteggiamento che si dovrebbe avere.

H.- Ma che valore attribuire ai vari stati?

SAI - [9] pag.53

Il discepolo non si riterrà soddisfatto da nessuno di questi, perché ciò che desidera è l'unione completa. Questo desiderio rimane forte e costante, finché è raggiunta la beatitudine trascendentale, e qui il desiderio cessa. Qual’è l'uomo più povero del mondo?

  •  

H.- E’ l'uomo senza Dio?

SAI - [10] pag.53

No. L'uomo più povero è quello che ha più desideri. Finché non abbiamo realizzato lo stato privo di desideri, stato di beatitudine pura, siamo in miseria.

  •  

H. - Scusatemi l’indiscrezione; a volte pare che Svami cambi d’umore. Che significa?

SAI - [4] pag.64

La barca corre sull’acqua e non le permette di entrare nella chiglia.

Come si è in pace in una barca che non fa acqua, così è lo stato di beatitudine di Baba in cui non entrano angustie né preoccupazioni. Invece le persone comuni non fanno come Baba, ma permettono che nella loro “barca" penetri l’"acqua”, ossia ogni sorta di angustie e di preoccupazioni, e non hanno né felicità, né beatitudine, né pace mentale. La beatitudine di Baba è sempre presente, ed il mondo non l’influenza. Pensa un pò: ogni mese Baba deve far fronte a un conto spese di centinaia di migliaia di rupie; sulle sue spalle gravano tutti gli affari delle scuole, degli ashram, della gente del Suo entourage fisico, le interviste, le petizioni, la corrispondenza, tutti i problemi. Questo a livello corporeo. Contemporaneamente, a livello mentale, Baba è con coloro che in ogni parte del mondo cercano Dio; con i santi, gli Yogi, i rishi, gli aspiranti spirituali, e li osserva, li guida, incoraggia ogni movimento della mente e del cuore verso Dio. Ma tutto ciò non Lo tocca; la Sua beatitudine è costante, immutabile; e lo è anche esternamente, benché possa talora apparire irato, impaziente, distaccato, superiore, distante: l’”ira” è solo un suono, perché per correggere certe situazioni, è necessario il suono dell’ira. Allo stesso modo il “distacco”, la "superiorità” sono necessarie a tempo e luogo. In effetti, l’amore di Baba è costante e immutabile, come la Sua beatitudine.

H. - Con un compito così indicibilmente immenso come può Baba aver tempo da perdere a parlare con noi piccoli microbi?

SAI - [5] pag.64

Baba, con i Suoi corpi illimitati, sta operando come se avesse ben mille teste, mille braccia, mille piedi: Saharshashirsha Purushah Saharshakshasahasrapad. Quello che sta seduto qui a parlare con voi è solo il Suo corpo; e questa è l’Onnipresenza di Baba. L’Avatar trascende i cinque elementi, Egli è il Creatore, Arjuna era il controllore, e Krishna il Creatore. La scienza è cosa esteriore, la Sapienza è interiore. L'uomo si volge al difuori e crea le macchine, ma lì finisce il suo controllo. Guarda i tre astronauti di qualche mese fa. Dio non è soggetto ad alcuna limitazione; Egli è il Creatore degli elementi, il loro Modificatore, il loro Conservatore ed il loro Distruttore.

  •  

H. - L'Avatar non è mai nato, ma appare come se avesse avuto nascita con un corpo che poi cresce come per tutti gli altri uomini. I corpi percettibili, visibili, sono perituri, e Baba non appare diverso dagli altri.

SAI - [6] pag.65

L’Avatar ha assunto un corpo, come tu hai detto; ma la differenza è che gli uomini si incarnano portando con se tendenze e le conseguenze delle loro passate azioni, mentre Baba ha preso questo corpo senza alcuna tendenza, completamente libero, senza desideri né attaccamenti.

H. - Quando vedo Baba come una forma frammezzo a tutte le forme periture, non posso vedere in Lui la sola Realtà tra tutte queste forme di sogno effimero?

SAI - pag.65

Sì. La sola Realtà è Baba, "B.A.B.A.”significa Being (Essere), Awareness (Consapevolezza), Bliss (Beatitudine) e Atma, l’unica Realtà. 29

H. - Che cosa intendeva dire Baba quando spiegava che, invece dell’ego limitato, i raggi spirituali che compongono l’essere umano devono essere proiettati nell’immensità?

SAI - [1] pag.65

Quando il mondo si dissolve e c'è gioia, od anche un fuggevole senso di felicità, dovete attaccarvi a questo stato e non vi dovete permettere di ricadere nelle emozioni e nei pensieri dell’ego. Dall’uomo si dipartono serie di raggi spirituali la cui qualità è delizia, beatitudine. Tutto ciò di cui l'uomo abbisogna è manifestare questa beatitudine. L'idea di cercare è un errore. La verità la sanno già tutti. Basta solo metterla in pratica, manifestarla. L'umanità nell’uomo è proprio questi raggi di luce e di gioia. E’ molto facile cogliere un fiore, o batter le ciglia; la Realizzazione del sé è altrettanto facile.

  •  

H. - Svami dice che il dolore ed il piacere nascono dal fatto che i sensi si mescolano con gli oggetti del mondo dopo d'aver abbandonato il loro posto. Qual è questo giusto posto?

SAI - [17] pag.81

Tutto è un gioco del desiderio. Il desiderio degli oggetti terreni dà dolore e piacere, mentre il desiderio di Dio dà beatitudine e non genera dolore.

H.- Eppure, Svami, molte delle nostre azioni sono indotte da desideri terreni. Vediamo, udiamo, pensiamo, tocchiamo, annusiamo; viene il desiderio ed esso ci porta all'azione.

Discorsi vol. X 1° tomo

pag.33 IO AMO SOPRATTUTTO I VILLAGGI

Il sole non è il solo dono di Dio che sia sorto sul villaggio in questo giorno; anche ananda (gioia) si è rivelata. Perciò Io sono venuto a rendervi coscienti che voi siete ananda. Ananda è il vostro luogo di nascita. Ma voi cercate la vostra casa altrove, e perciò siete afflitti da dolore e delusione. Sappiate che ananda è la vostra natura, il vostro nutrimento, la vostra meta. I villaggi sono i luoghi in cui questa conoscenza si presenta all'uomo con più facilità e prende più profonde radici. Questa è la ragione per cui Io amo soprattutto i villaggi.

Perché le virtù del distacco, della rettitudine, dell'onestà e della sincerità, che sono prerequisiti essenziali per acquisire questa consapevolezza, sopravvivono oggi, per quanto in forma attenuata, solo nei villaggi. Esse sono scomparse dalle città ormai da lungo tempo. Naturalmente voi avete le vostre difficoltà e impedimenti, ma certamente avete meno ostacoli da superare quando decidete di condurre una buona vita e raggiungere la consapevolezza della vostra divinità.

Perché l'uomo è oggi così pateticamente afflitto da paura e ansietà? Cerchiamo le ragioni fuori di noi mentre esse si trovano dentro di noi. La ragione si trova nella falsa enfasi che abbiamo dato alle cose del mondo, ignorando quelle dello spirito. Il corpo dell'uomo è il ricettacolo di Dio. Esso è il tempio in cui Dio è installato e dove Dio è il padrone. Esso è dotato di strumenti molto preziosi che possono aiutarvi nel viaggio, ma che voi di rado usate. I sensi vi portano le impressioni del mondo esterno, ma voi non valutate queste impressioni col filtro di una chiara ragione o di una mente equilibrata. Voi non procedete da un gradino all'altro nel cammino verso l'eliminazione dell'ego e l'immersione nell'Uno. Gli abitanti della città sono colpiti da tempeste di passioni ed emozioni, e perseguitati o ossessionati da desideri e immaginazioni. Essi non hanno né l'inclinazione né la propensione a dedicare il loro tempo, la loro abilità e la loro attività per fini divini. Il divino è il nucleo, l'essenza della vostra esistenza. Dio è ovunque; quando Egli è riconosciuto e adorato come Colui che dimora nel vostro corpo, quest'ultimo non è più un fardello. Dio splende, annunciando Se stesso attraverso di voi. Egli esprime Se stesso attraverso ogni pensiero, parola e atto che emana da voi. Nel tempio che è costruito e montato, noi abbiamo un idolo che è scolpito e modellato dall'uomo. Ma in questo tempio che è donato da Dio, Egli risplende a Suo diritto, e si manifesta nella Sua propria Gloria con amore, potere e saggezza. Egli così risplende e manifesta Se stesso non solo nel vostro corpo, ma in tutti i corpi. Egli è Colui che dimora in ognuno. Quando voi insultate, ferite o infliggete infamia a un altro, ricordate che state invitando il dolore a visitare voi stessi, perché l’altro non è altri che voi. Cercate la gemma della divina sapienza dentro di voi, così come le pietre preziose devono essere cercate nelle viscere della terra. Ciò che voi cercate è invece futile immondizia. Andate più a fondo, dove c'è il tesoro...

Discorsi vol. X 2° tomo

Pag.308

... Dove risiede esattamente Dio? Egli è ovunque, in tutti gli esseri. Egli è Onnisciente e Onnipresente. In realtà Egli è amore e l'amore pervade tutto. Questo è tutto ciò che bisogna conoscere. Non c'è essere senza traccia di amore. L'amore conduce all’ananda, pura e duratura. Molti cercano l’ananda attraverso i rapporti con gli individui; altri cercano di ottenerla conquistando fama, potere, ricchezze, ecc.; alcuni tentano di guadagnarla con la rinuncia ai possessi materiali e al desiderio dei piaceri mondani. Solo il distacco può conferire ananda. Le Upanishad proclamano che solo tyaga può concedere amrithatwa (solo la rinuncia può dare la beatitudine dell'immortalità). Bisogna ignorare tutti i legami di parentela e di cameratismo, rinunziare a ogni attaccamento e affetto e, nel cuore così liberato, si deve installare Dio in tutta la Sua Gloria. Questo è il solo mezzo per guadagnare ananda eterna, immutabile. I Yadava di Dwaraka erano legati a Krishna da legami di parentela ed erano felici e orgogliosi di questa relazione. Ma come se la passarono alla fine? Essi combatterono fra loro e furono distrutti. Le gopi, però, installarono Krishna nel loro cuore, superarono i piccoli "se" e si identificarono col Signore. Perciò realizzarono la loro meta. L'abbandono a Dio è il segreto del trionfo spirituale. Le persone lodano Narayana Bhat, il fondatore del complesso Loka Seva Vrinda delle istituzioni educative, più tardi preso in consegna dallo Sri Sathya Sai Loka Seva Trust; ma la lode non sostituisce l’amore. L’amore deve ispirare entusiasmo nel compimento del lavoro a cui Narayana Bhat dedicò la propria vita. Per bhakti generalmente si intende la ripetizione del Nome, la recitazione dei salmi e degli inni per propiziare Dio e guadagnarsi la Sua misericordia. Nemmeno la meditazione su Dio e la Sua compassione possono essere definite bhakti. Tutti questi sadhana spirituali hanno una sfumatura di egoismo che li oscura.

Yasa ha dichiarato che il servizio è per l'uomo la più alta forma di adorazione. Non offendere o danneggiare nessuno, questa è vera adorazione di Dio; perché, in verità, l'altro siete voi stesso. La consapevolezza di questa verità è liberazione. Condividete la vostra gioia, la vostra ricchezza e la vostra conoscenza con gli altri meno fortunati; questo è il mezzo più sicuro per guadagnare la Grazia Divina. Compite tutti gli atti con lo stesso amore che offrireste a Dio...

Pag.379 LA MISSIONE TRIONFERA’

In ogni cuore umano c'è un desiderio ardente di raggiungere una imperturbabile e duratura ananda. Giorno e notte, per tutto il corso della sua vita, l'uomo si sforza senza un momento di riposo di raggiungere questo stadio. Ciò nonostante, egli lo trova irraggiungibile. Qual è la ragione? La ragione principale del fallimento sta nella identificazione di se stesso col corpo e i sensi e nella convinzione che il piacere fisico e sensuale possano dargli l'ananda che calmerà la sua fame. L'uomo non è consapevole di essere l'ananda che cerca.

Le Upanishad chiariscono tutti i dubbi su questo punto, là dove dicono: "la farina è resa dolce dallo zucchero". La farina di riso, quella di frumento o grano, non sono intrinsecamente dolci, ma lo diventano quando vi si mescola lo zucchero. La lezione che le Upanishad ci insegnano è che il cosmo creato è il grano e il Principio divino è lo zucchero. Per conseguenza, la natura ci attrae e ci affascina. Dovunque udiamo melodia, o vediamo armonia, o sperimentiamo il sublime, è la Divinità che ci colpisce e non la natura. Dio è descritto come Aprameya. Significa che Dio non può essere valutato alla stessa stregua di un qualsiasi fenomeno limitato. Solo i Veda possono dare una piccola idea della gloria e dicono che Dio è Vedavid (conosciuto attraverso i Veda). L’acquisizione del sapere, come indicato nei testi sacri, avviene attraverso tre fasi fondamentali, che sono: (l) Pratyaksha o percezione diretta; (2) Anumana o deduzione; (3) Sabda o voce autorevole.

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Quando si caglia, il latte diventa yogurt, dopo esser stato schiumato e se ne può vedere il procedimento. Il fenomeno è perciò vero, come riconosciuto da pratyaksha. Quando nuvole di fumo si levano da una catena di montagne, se ne deduce che la foresta è in fiamme. Quando qualcuno che è stato a Prasanthi Nilayam descrive il posto a chi non c'è stato, anche quest'ultimo è capace di raffigurarsi il Nilayam e i suoi dintorni. Questo è un esempio di "voce autorevole" come mezzo di conoscenza. Sabda diventa autorevole e accettabile quando proviene dall'esperienza e dalla comunicazione fedele di quell'esperienza. Fra le molte migliaia di persone sedute in questo auditorio, ce n'è una che è venuta dall’America, un membro del Consiglio Sathya Sai americano. Il suo nome è Dick Bock. Nessuno lo ha visto finora. Per quanto lo si descriva, alto o basso, vecchio o giovane, o con specifiche caratteristiche fisiche, la gente troverà difficile identificarlo e individuarlo. Ma quando lo avrò espresso il suono "Dick Bock", egli si alzerà perché tutti lo vedano. Neanche Dio risponde facilmente con la Sua presenza quando Lo descrivete e Lo glorificate. Voi non avevate un nome quando siete nati, ma da allora in poi rispondete tutte le volte che vi si chiama con un "dato" nome. Ugualmente, Dio è senza nome ma Egli risponde quando il Suo Nome, uno qualunque dei molti, è pronunciato dal ricercatore. Il Sabda come mezzo di prova, ha due aspetti, il thatashta e la swaroopa, oltre alle caratteristiche permanenti, stabili. Per identificare una casa che un visitatore sta cercando gli diciamo: << Quella su cui è seduta la cornacchia>>, ed egli capisce. Questa è una caratteristica temporanea della casa.

Dio, l'Assoluto Eterno, è descritto, pregato e adorato quale manifestazione temporanea in corpi limitati, come Rama, Krishna, Vishnu, Iswara, ecc., che non sono espressioni fondamentali della Sua natura, ma solo Forme assunte per certi scopi vitali come quelli di donare pace alla terra, ristabilire le norme della giustizia e fortificare l'ideale di fede nel Supremo. Le caratteristiche fisse e fondamentali sono sathyam, jnanam, anantam, che costituiscono la swaroopa di Brahman e che non cambiano col tempo, lo spazio e la natura dell'osservatore e penetrano tempo, spazio e materia. Noi possiamo percepirle attraverso cinque qualità: asthi, bhaathi, priya, naama e roopa, tre delle quali - asthi (esistenza), bhaathi (consapevolezza) epriya (beatitudine) - sono basilari mentre le altre due - naama (nome) e roopa (forma) - sono transitorie e superficiali. E’ indiscutibile che tutte queste caratteristiche necessitino di un Creatore che è immanente ed è il loro autore e contributore. Il sole e le stelle, la luna, l'oceano, la terra, rivelano il Creatore che noi dobbiamo accettare.

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Ci sono due cause che insieme producono ogni cosa: il modellatore e la sostanza. Questa coppa d'argento deve avere avuto un argentiere che l'ha formata e l'argento che egli ha plasmato. Quando andrete in fondo al processo della creazione vi renderete conto che le due cause si fondono nell'Uno, l'incarnazione dell'Essenza, della Consapevolezza e della Beatitudine. poiché quell'Uno è tutto, quando Lo si riconosce in tutto, la piena beatitudine è assicurata.

Ogni uomo desidera solo due doni: sfuggire il dolore e raggiungere la gioia. Quando entrambi sono raggiunti, l'uomo è Veramente libero. Egli ha guadagnato mukthi (liberazione). Non conoscendo le implicazioni autentiche dello stadio di mukthi, gli atei e i razionalisti dichiarano di non esservi interessati. Mukthi è il compimento di queste due aspirazioni umane. Testi e ragionamenti hanno portato l'uomo su una cattiva strada e lo hanno reso cieco alla realtà. Raggiungiamo mukthi lungo il sentiero dell'attività, dell'invenzione o dell'adorazione? I ragionamenti possono solo annebbiarne il senso. Questi sentieri possono solo illuminare la mente, chiarificare l'intelletto o purificare le emozioni. Se il nucleo atmico di tutte le cose e di tutti gli esseri è riconosciuto, ananda sarà sempre presente e piena. Il Principio Divino è la realtà, la base, l'essenza, l'oceano in cui le onde si sollevano e ricadono. Scartate il nome e la forma che, come onde, si alzano e cadono, contemplate l’asthi-bhaathipriya contenuto in ogni cellula e particella.

Allora potete immergervi nella beatitudine eterna (Nityananda). Ananda è onnipresente: si tratta solo di capire la sua universalità. Incarnazioni di Prema! Le cose che si muovono devono avere necessariamente una base stabile. La natura si muove ma il Divino no.

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Autobus e macchine corrono lungo la strada che non si muove. Le figure passano rapidamente e volano lungo lo schermo nel cinema che non si muove, né vola. Il corpo cresce e declina, i sensi si agitano, la mente va da un soggetto a un altro e da un argomento a un altro, ma l’Atman è inamovibile e immobile.

Ora, da quale caratteristica possiamo riconoscere l'Atman? Dall’ananda che è la sua Vera natura ed è descritto come Nityanandam Paramasukhadam (il Dispensatore della più alta beatitudine), Kevalam Jnanamoorthim (Pura Saggezza), Dwandwathitham (Al di là di tutte le dualità), Gaganasadrisam (Immenso come lo spazio), Thathamasyadilakshyam (Indicato dagli assiomi vedici), Ekam (l'Uno), Nityam (l'Eterno), Vimalam (Senza difetto), Achalam (Imperturbabile), Sarvadhee (Consapevole di tutto), Saakschibhootham (il Testimone), Bhaavaatheetham (Irraggiungibile anche dall'immaginazione), Thrigunarahitham (Senza attributi), ecc. Generalmente parlando, le cose materiali saranno cercate da alcuni, ignorate da altri e disprezzate da altri ancora. La ragione sta nella mente, non nella materia. Le simpatie e le antipatie derivano dalle proprie attività, dai pensieri e dai sentimenti.

Che Io sia intrinsecamente buono o cattivo può essere noto solo a Me. Se la vostra reazione è buona, Mi chiamerete buono. Se i vostri sentimenti sono cattivi, Io posso apparire cattivo. Il passaggio da un'attitudine a un'altra avviene in voi, non in Me. Io sono sempre lo stesso. Essendoci una forma fisica, la varietà delle reazioni è inevitabile. Le reazioni sono umane, non toccano il Divino. I cambiamenti nella natura delle reazioni e gli accostamenti sono determinati dai capricci del momento, dai cambiamenti e intrecci del desiderio e dalla pressione esercitata dall'ambiente, dalla regione e dai tempi. La scorsa notte avete assistito alla rappresentazione su Gesù, recitata dagli studenti e avete apprezzato la produzione in tutti i suoi vari aspetti. Vi siete esaltati ed entusiasmati per la commedia. Il discepolo molto amato, di nome Giuda, cedendo alla bassa tentazione di alcuni pezzi d'argento, decise di tradire il Maestro...

Discorsi volume II

5° pag.29 CREDETE IN VOI STESSI

Questa mattina, come sono arrivato in questa città, ho potuto constatare la vostra devozione ed il vostro entusiasmo durante la processione attraverso le strade. Anche adesso sento che Mi è sufficiente sedere in mezzo a voi ed offrirvi il <<darshan>> perché Io ascolti le vostre preghiere silenziose e voi possiate sentire il Mio Amore. Questo è sufficiente per darvi la gioia. Voi siete tutti nati, crescete, vivete e vi immergete di nuovo tutti nella beatitudine. E’ la verità e pochi di voi ne hanno coscienza. E’ per questo che Io Mi rivolgo a voi ricordandovi che sono Anandaswarupa (Incarnazione della Beatitudine). Il vostro corpo è <<anandam>> (beatitudine) malgrado non ne siate coscienti. Bharath (l'India) l'ha proclamato da secoli; i Veda lo hanno anch'essi detto e le Sastra l'hanno elaborato, mentre la Ghita ed altri testi sacri hanno scritto in lungo ed in largo il modo di sperimentare questa verità. Sviluppate la vostra fede nell'atma e nelle Sastra: questi sono gli occhi che vi aiuteranno ad acquistare la <<Visione>>...

Discorsi volume III

pag.179

... Sarete tutti certamente d'accordo quando dico che l’Ananda è la necessità maggiore. Ma non potete averla comprandola in qualche negozio; bisogna acquisire la difficile abitudine di fare il bene, di frequentare buone compagnie, di desistere dal male, tenendo sempre in mente la Gloria di Dio.

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Buono e cattivo non possono stare insieme nello stesso piatto, altrimenti anche il buono diventa cattivo. La notte e il giorno non possono coesistere. Il Sole era orgoglioso di non avere nemici. Ma qualcuno gli disse che aveva un nemico: la tenebra. Allora inviò dei raggi, suoi emissari, per scovarla, ma ovunque andassero, vedevano solo luce, la tenebra non esisteva da nessuna parte. Così ritornarono e riferirono: "Non esiste quella tal cosa chiamata tenebra sulla terra; abbiamo fatto una rigorosa ricerca e non l'abbiamo trovata!>>...

Aforismi Vedici

Pag.55 - [90]

L’uomo approda alla vita come creatura del cibo (anna), ma deve proseguire il cammino verso la meta, che consiste nel diventare incarnazione di gioia (ananda). Non solo l’uomo, ma anche tutti gli esseri viventi iniziano dal cibo e bramano raggiungere le alte vette della felicità. Tutti gli sforzi e tutte le imprese sono dirette appunto all’acquisizione dell’eterna beatitudine e si muore al fine di ottenere beatitudine. La Taittitiya Upanishad mette in luce il concetto che ananda è l’impulso che fa nascere, crescere, decadere e morire.

Pag.55 - [91]

Tuttavia, in che modo Dio è beatitudine? E’ stato detto: OM ity ekaksharam brahma (Bhagavad Gita, VIII, 13), “Il suono del Pranava - OM, l’unica lettera imperitura - è Dio”, e l’Universo è composto interamente di questo Suono Primordiale. Si afferma anche: Ayam atma brahma, “Quest’anima è Dio” (Mandukya Upanishad, I, 2). Perciò, il Sé (Atma), l’Assoluto (Brahaman) e il Suono Primordiale della sillaba OM (pranava) sono inseparabilmente la stessa cosa. La scienza del Divino (Brahma Vidya) insegna che il Sé dimorante in ogni essere vivente - l’atma - è nientemeno che lo stesso Brahman. Gli aforismi rivelano che l’universo esteriore o fisico (che ha come base Brahman) e l’universo interiore o spirituale (antar-jagat) sono identici e non possono essere dissociati.

Pag.94 - [150]

Per salvaguardare il nostro corpo dalle malattie, noi indossiamo diversi tipi di abiti; una maglietta sulla pelle, poi una camicia, poi una giacca, ed infine uno scialle o un asciarpa. Se dobbiamo sottoporci ad una visita cardiologica, dovremo sfilarci prima la sciarpa, poi la giacca, la camicia ed anche la maglia. Similmente, per entrare in intimità con il Sé Supremo, con il Brahman che è Beatitudine in sé, è necessario eliminare quegli involucri o upadhi che costituiscono il corpo razionale. Il viaggio chiamato “vita” non è altro che un pellegrinaggio dal piano grossolano della materia - in questo caso, il piano degli alimenti (annamaya) - al piano spirituale della gioia perenne (anandamaya). Questo è lo scopo finale, la meta. Il sutra ci porta a questa verità. Il Paramatma, l’Anima Suprema, è per sua natura costituito di gioia.

Pag.94 - [151]

Alcuni non concordano con questa conclusione e collocano l’anima individuale (jivatma) non già nella dimensione della beatitudine divina (ananda), bensì in quella della facoltà discriminante dell’intelletto (vijnana). Vale a dire che Brahman brilla di luce propria e non necessita di apporti di luce dall’esterno. Egli è stabile nel Suo splendore. Altri sostengono che l’Energia Suprema (Parashakti), e tale entità viene anche designata come Parakasha, lo Spazio Supremo. Tuttavia, queste teorie nascono da differenti processi di pensiero, secondo differenti livelli di coscienza.

Pag.95 - [152]

Brahman avvolge tutto e la consapevolezza di ciascuna entità è la consapevolezza dello stesso Brahman, il quale non può essere differenziato o diviso. Ananda è tutto, e Brahman, che è Beatitudine dell’anandamaya, appare anche come anima individualizzata. La qualità non può essere identificata con ciò di cui fa aprte, né può essere considerata separata dalla cosa che la possiede. L’Atma è beatitudine, sia che venga individualizzato come jivatma, come singola anima. La beatitudine non può essere quantificata come “di più” o “di meno”. Anandamaya (pieno di beatitudine) significa “beatitudine a sé stante”, e non “qualcosa che è dotato di beatitudine”. Perciò, il jivatma non implica inferiorità né il Paramatma implica superiorità rispetto ad ananda. Sono ambedue la medesima ananda.

Pag.95 - [153]

Anche nel mondo ordinario dei sensi, la gioia è una caratteristica propria di ogni essere vivente e, di conseguenza, ogni uomo tende ad esprimerla e a svilupparla. Gli esseri viventi sanno rinunciare a un sacco di desideri e di comportamenti pur di ottenere felicità; ma è indice di ignoranza credere che essa si possa raggiungere possedendo cose materiali. Sarvam paravasam duhkham: “Da tutto ciò che è fuori di te proviene dolore”; Sarvam atmavasam shukham: “Tutto ciò che è dentro di te, sei tu”. Secondo questo assioma, l’uomo che fa dipendere la propria felicità dalle cose esteriori, si allontana da sé stesso ed incontra la sofferenza. Affonda così in un’angoscia inutile, soggiacendo agli oggetti, che, secondo la sua immaginazione, possono renderlo felice. Egli diventa così bersaglio dell’ansietà e della preoccupazione. Il tentativo di raccogliere gioia dagli oggetti e dalle attività materiali non è quindi assolutamente raccomandabile. Coloro che anelano alla vera e genuina felicità devono rivolgere i loro sforzi all’interno, debbono legarsi al Sé. Se si cerca la felicità in ciò che è fuori di noi, bisogna prepararsi a soffrire, e soffrire parecchio; proprio come uno che, tormentato dalla sete, si precipita verso un miraggio. Non riuscirà a toccare nemmeno una goccia d’acqua per sedare la sete, e farà una brutta fine.

Pag.96 - [154]

A questo punto c’è una precisazione da fare. Quando si afferma che Rama rese Bhima una persona ricca e colta, non si presume forse che lo stesso Rama fosse in prima persona più colto e più ricco di Bhima? Se Rama fosse stato povero ed ignorante, come avrebbe potuto fare di Bhima un ricco o un erudito? Sarebbe stato ovviamente impossibile. Brahman è la personificazione stessa della felicità (anandasvarupa); così ogni essere vivente riceve quella gioia da Brahman. Egli è Onniscienza; infatti, premia, stimola e migliora in tutti la conoscenza. Dio è il garante ed il promotore della gioia, e ciò è confermato nell’aforisma Anandamayobhyasath: “Il Beato è il Sommo Sé” dacché tale affermazione è ripetuta parecchie volte.

Mantra varnitam eva cha:

Traduzione libera: “La descrizione di un mantra è parziale”.

Pag. 97 - [155]

Satyama jnanam anantam brahma: “Dio è Verità, Sapienza Eternità”. Anche questo mantra, o formula sacra assiomatica, riafferma che Brahman è la personificazione della Felicità. Dio è Felicità assoluta, è Verità (satya), è Sapienza (jnana), è infinitezza (anantam). Satya, o la Verità, è sinonimo di Ananda, o Beatitudine; non ha altri significati.

Pag.97 - [156]

La verità implica un’indivisibile ed incommensurabile gioia. Essa non può essere affetta da limitazioni si spazio, dal corso del tempo e nemmeno dai vari stati d’animo di chicchessia. La stessa gioia purifica il tempo, lo spazio e l’uomo, e tutti e tre sono soggetti alla gioia. Non è la gioia che soggiace ad essi. Dunque, Dio, che nel mantra è qualificato e descritto, viene conosciuto solo parzialmente, poiché il mantra Lo limita, ma Egli non limita il mantra. E Ananda è l’anello di congiunzione che vincola l’uno all’altro.

Upanishad Vahini

Pag.50 - [20]

Ad ogni passo corrisponde una crescita del sentimento di gioia, dal livello più basso fino alla Beatitudine Divina (Brahmanandam). Infatti, parole come "Suprema Beatitudine" (Pamamanandam) servono solo ad indicare l'esistenza di livelli di beatitudine (ananda). In verità, qualsiasi tipo di gioia deriva dalla fonte primaria della Beatitudine Divina (Brahmanandam).

Yajnavalkya spiegò tutto questo a Janaka, poiché trasmettere al Re il proprio Sapere gli procurava un immenso piacere.

Sadhana

7. pag.11

Dalle esperienze di santi e saggi potrete realizzare che la gioia che si ha dal mondo esterno è infinitesimale se paragonata con la Beatitudine ottenuta attraverso la disciplina spirituale. Per ottenere questa Beatitudine è essenziale la sadhana piena di vairagya (rinuncia).

Quando viene effettuato un trivellamento per estrarre acque dalle viscere della terra, il tubo deve essere libero dall’aria, così che l’acqua possa salire in superficie. Se entra l’aria, l’acqua non viene su. Allo stesso modo siate sicuri che gli attaccamenti alle cose materiali non impediscano la vostra sadhana. Prema (amore divino) non sgorgherà se la mente è invasa dai piaceri sensuali dell’orgoglio personale.

33. Pag.23

Quando si è ottenuto di realizzare la divinità in ogni essere, quando Lui soltanto è visto, sentito, gustato, odorato e toccato, l’uomo diviene indubbiamente una parte del corpo di Dio e vive in Lui e con Lui. Quando questa realizzazione vi porterà al progresso, avrete nuova forza fin dai primi istanti, vibrerete a una nuova e pura gioia, gusterete la pienezza della Beatitudine.

54. Pag.28

L'Ananda (beatitudine) che ottenete quando siete buoni e fate del bene deve bastarvi come ispirazione, come premio. Resistete alla tentazione di accompagnarvi a cattive compagnie. Ciò vi darà rispetto di voi stessi, non dovrete chinare la testa di fronte a nessuno. Se vivrete in questo modo, sarà per me la migliore Prachara. Quando la falsità e la malignità sono notevoli, prendetele come prove di Viveka e del vostro Kshama.

40. Pag.55

Il sonno profondo è molto spesso paragonato al samadhi, poiché i sensi, la mente e la ragione sono assenti, solo l’ego è immerso in sé stesso. E’ in beatitudine ma non è consapevole di essa, poiché solo il risveglio può dare questa consapevolezza- Perciò quello che può dare la realizzazione è la consapevolezza dello stadio di risveglio e la beatitudine dello stadio del sonno - Concentratevi su quel punto dove si ottengono queste due qualità: quello è il momento della vittoria.

67. Pag.78

Egoismo, orgoglio e avarizia debbono essere rimossi dal cuore; Sathya, Japa, Dhyana, formano il solco e i livelli. Prema è l'acqua che deve bagnare il campo e farlo soffice e ricco. Nama è il seme e bhakthi è il germoglio, Kama e Krodha sono il bestiame e lo steccato, la disciplina, ananda è il raccolto.

15. Pag.107

Persino coloro che hanno queste tre qualità in ampia misura non sono liberi dalla miseria, devono essere ristorati alla Ananda. Ananda è il tesoro interiore ottenuto tramite il distacco e la disciplina.

Dobbiamo avere un piano per Ananda, un piano per Santhi e Santosha.

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