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Bene e Male

Al di là dell’illusione

Pag.65

Le qualità cattive sono i Kaurava (una delle due schiatte nella guerra narrata dal Mahabarata), e le buone, Sathya, Dharma, Shanti, Prema e Ahimsà, sono i cinque fratelli Pandava. Le qualità malvagie sono in gran numero, come i Kaurava. La battaglia si svolge in ogni uomo, sotto i proprio Hridayakasha (cielo del cuore), nel proprio Cidbhumi (campo di battaglia della mente cid, mente, bhumi, campo di bat taglia), in ogni momento.

Pag.128

Solo l'Atma vidya (la conoscenza atmica) può fissare la mente nel Dharma. I giovani che studiano in questo Istituto potranno intravedere quest'Atma vidya e dopo nascerà in loro un acuto desiderio di saperne di più. Questa conoscenza e questo desiderio li manterrà in una giusta posizione di fronte ai problemi della vita. La guerra del Kurukshetra, di cui il Mahabharata è sfondo e scenario, durò diciotto giorni. Altre guerre sono durate di più, sette, trenta e persino cento anni ma, per lunghe che siano state, ebbe una fine. Dovevano pur finire un certo giorno! Invece, la guerra tra Giva e Maya, tra l'individuo e i trucchi affascinanti e illusori della natura, veramente irreale nella sua varietà adescatrice, è una battaglia continua, che combatte ancora, l'ultimo uomo che rimarrà sulla terra. La vittoria sarà di Giva (l'individuo) solo quando egli sceglierà Dio come sua guida e lascerà a Lui i propri giudizi e desideri. La Maya può essere vinta solo se vi alleate con il Suo padrone, che è Madhava (Dio).E’ questa la lezione che vi dà l'Atma vidya e che i figli dell'India devono imparare, così come i giovani di tutto il mondo, per trarne un immenso beneficio.

Pag.133

Sappiamo che c'è stata la guerra dei sette anni. Ma la guerra tra l'uomo e la mente, tra Givi e Maya, tra l'individuo e il mondo oggettivo, è lunga quanto il tempo. Il primo uomo la dovette combattere, così come la combatterà l'ultimo, a meno che, come Argiuna, prendiate Dio come vostro conduttore e cediate a Lui i sensi, la mente, l'intelletto, i desideri, i mezzi e gli scopi: allora soltanto sarete certi della vittoria. Questa è la lezione che dà l'Atma vidya ed è quella di cui i figli dell'uomo hanno diritto di apprendere.

Discorsi 88/89 volume I

Influsso del pensiero [13] pag.67

E’ stato detto che il mondo è Vishnu, ma l'umanità è incapace di afferrare appieno questo concetto e perciò vive scontenta. La natura risponde ai sentimenti, alle intenzioni e non si può raccogliere altro che quanto è stato seminato. La semente di una pianta spinosa ci darà arbusti spinosi. Allo stesso modo, il bene e il male risultanti dalle azioni, non sono altro che l'effetto dei pensieri. Non affannatevi in varie fantasticherie, in congetture e sospetti infondati, sempre causa di malintesi e di discordie; non concepite giudizi avventati e irriguardosi nei confronti del prossimo; evitate di tormentarvi con inutili apprensioni e preoccupazioni di carattere personale. I vostri pensieri siano santi, nobili, solleciti per il bene altrui e pieni di riguardo per tutti. Rispettate i vostri simili; amateli. Fate che tutti quanti sentano l’influsso del vostro amore.

Discorsi 88/89 volume II

Critiche a Rama [4] pag.22

Bene e male sono il diritto e il rovescio di ogni cosa. Gli abitanti di Ayodya avevano una gran devozione e un gran rispetto nei confronti del Signore Ramachandra. Tuttavia, nonostante le loro insistenze nel pregarLo di rimanere in città, Rama decise di recarsi nella foresta. Le stesse persone, che prima erano così amorevoli, rispettose e piene di riguardi per Rama, non avendo ottenuto quanto desideravano, incominciarono a rivolgerGlisi con parole aspre e con del risentimento." Eravamo abituati a pensare che il cuore di Rama fosse dolce come il nettare. Credevamo che il Suo cuore fosse tenero come il burro. Non avremmo mai immaginato che sarebbe stato così crudele...".

Il dualismo nell’uomo [7] pag.22

Nella maggior parte degli esseri umani si trova una mescolanza di bene e male. I corvi prediligono cibi amari, mentre i cuculi amano le tenere foglie del mango. Allo stesso modo si comportano certe persone a cui piace godere le cose del mondo, e così esauriscono, sprecano e tormentano tutti i momenti della loro vita. I buoni invece aspirano intensamente ad ottenere la Grazia di Dio. In entrambi i casi c'è una commistione di bene e di male.

Il prezzo del bene [8] pag.23

I buoni hanno sempre problemi e difficoltà da affrontare. Dal punto di vista materiale, chi è buono ha molto di che soffrire. E’ l'albero dei desideri che dispensa ogni genere di frutto. Come pure l'oceano, che elargisce diamanti, è anche pieno di fango. Ma il bene e il male non fanno parte dell'essenza di ogni cosa. Se l'uomo vuole godere la vita, deve riempirsi il cuore di buoni sentimenti: sono essi che lo renderanno felice e allegro. L'uomo deve accrescere in se l'amore. Solo il donare e il perdonare consentiranno all'uomo di vivere una vita basata sull'amore, mentre l'egoismo cresce sul prendere e il disapprendere: la gratitudine cade nell'oblio e l'egoismo aumenta. Se volete sviluppare doti umane, dovete far posto alla pazienza e alla generosità.

La conseguenza delle azioni [18] pag.26

Bisogna saper vedere il duplice principio di bene e male che regola l'umanità. L'uomo non si accontenta semplicemente di avere tutto quanto di buono gli offre Dio, ma anche si autopunisce.

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La scure, come si è detto, colpisce e recide l’albero di sandalo e quella pianta investe l’ascia del proprio profumo, senza odiarla, senza imprecare contro di essa. Ma la scure, per quella azione, dovrà soffrire. Che cosa dovrà patire? Dovrà superare la prova del fuoco ed essere forgiata a colpi di maglio e quando perde il filo verrà nuovamente messa sul fuoco e ribattuta senza pietà.

Viene forse da Dio quella punizione? Dio non manda mai il male.

Sono le azioni di ciascuno che provocano effetti buoni o nocivi, proprio come accade per la scure. Non è Dio che fa scontare castighi:

Egli non punisce affatto. Piuttosto ciascuno si punisce da se.

Il valore della catarsi [19] pag.26

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L’orafo pone nel crogiolo anche i gioielli più pregiati, senza curarsi della loro espiazione. Ciò nonostante, però, l'oro ha motivo di rallegrarsi. Perché? Perché l’oro pensa: “Quanto maggiore sarà la mia catarsi nel processo di purificazione, tanto maggiore sarà il valore che acquisterò”. E così è riconoscente all’orafo: "Grazie alle punizioni che mi hai inflitto, io divento sempre più puro e pregiato. Per contro, i tuoi occhi lacrimano a causa del fumo e i tuoi abiti si stanno sporcando per la polvere e la fuliggine".

Bene e male [11] pag.51

Chi può decidere che cosa sia bene e che cosa sia male? Solo nel caso ci siano due cose potete dire che l'una è buona e l'altra cattiva. Ma nello Spirito Cosmico che pervade tutto quanto non esiste assolutamente una seconda entità. Come potete dunque definire il bene e il male? Solo l'ignorante che si identifica con il proprio corpo e ritiene che esista un altro diverso da lui cade vittima di questo sentimento dualistico e discriminante. Potrà mai qualcuno definire buono o cattivo ciò che fa parte dell'unico Divino? In Dio non ci sono distinzioni e nessuno può attribuirGli qualità differenziate.

Similitudine dei vasi [12] pag.52

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Eccovi un piccolo esempio. Ci sono sei vasi: uno di terracotta, uno di legno, uno di bronzo, uno di ottone, uno di argento e uno d'oro. Quando li avrete riempiti tutti d'acqua, in essi vedrete un unico riflesso del sole. Potreste dire che quel riflesso è buono in un vaso cattivo in un altro? Il valore di ciascun vaso è diverso, d'accordo; quello di terracotta è di scarso valore e quello d'oro è molto pregiato. Ogni vaso sarà valutato in modo diverso, ma il riflesso del sole che è in tutti ha lo stesso valore in ciascuno di essi. I vasi sono un prodotto della natura. Quello d'oro, per esempio, potrebbe simboleggiare un'indole spirituale. Perciò i vasi possono essere diversi quanto al valore. Un vaso è buono, un altro può essere paragonato ad un infinito oceano d'oro. Il sole è in una dimensione trascendentale, mentre i vasi variano. Gli esseri umani sono come questi vasi. Senza recipiente non è possibile metterci dentro l'acqua e senza acqua non ci può essere il riflesso del sole. Per avere dunque la visione del riflesso solare, ci vogliono vasi e nei vasi ci vuole l'acqua. L'acqua è la mente, il vaso è il corpo umano ed il riflesso del sole è lo Spirito che abita nel corpo. Questo Spirito è unico e medesimo in tutti gli esseri. Tutte le differenze che si riscontrano riguardano solamente il contenitore, il corpo. Se si fa una ricerca in questo senso, si .scoprirà che i difetti rilevabili riguardano il corpo e la mente, non lo Spirito. Può darsi che in alcuni vasi ci sia dell'acqua sporca, che in altri ci sia dell'acqua pura e in altri anche dell'acqua in agitazione. Il riflesso dell'acqua pura sarà sattvico, quello dell'acqua in movimento sarà ragiasico e quello dell'acqua fangosa tamasico.

Relazioni incompatibili [16] pag.81

Non temete il mondo. In questo consistette la discussione che Mira fece con tutto il coraggio e la convinzione con Maharana. Ma Maharana a queste parole buone faceva orecchio da mercante. Entrambi sapevano come mangiare.

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Chi ha assaggiato il tamarindo, non gusta il dattero. Chi ha assaporato il dattero non gusta il tamarindo. Chi soffre di indigestione non sa cosa sia la fame. Chi soffre la fame non sa cosa sia l’indigestione. Chi soffre di indigestione è la persona che non ha interesse, mentre quella che ha fame è quella in cui si accende un interesse. Non ci può essere relazione fra queste due persone.

Si dovrebbe agire lo stesso nel modo che si è scelto, anche se non piace ad altri.

E questo era il tipo di rapporto che c'era tra Mira e Maharana.

Fede in Krishna [41] pag.151

Incarnazioni dell’Amore!

Dovete addentrarvi con un'analisi profonda nel Mahabharata, se volete capire la Bhagavad Gita e la differenza fra i Kaurava e i Pandava. Qualunque lavoro iniziassero, i Pandava si ponevano di fronte a Krishna e Glielo dedicavano. Fu per questo che i Pandava erano sempre vincitori. I Kaurava invece non avevano alcuna fede nel Divino e voltarono le spalle a Krishna. Credevano soltanto nei piaceri mondani. I Pandava avevano una interiore ed incrollabile fede in Krishna e null'altro dava loro pena. Nel conflitto con i Kaurava, questi furono completamente distrutti. Il Mahabharata rivela con chiarezza la differenza fra Pandava e Kaurava, il loro atteggiamento verso Krishna, il Divino Auriga. Il credo dei Pandava era: Dio al primo posto, poi viene il mondo e, alla fine, l’"Io''. I Kaurava invece rovesciarono tutto: l’"Io'' al primo posto, poi il mondo ed infine Dio. Saranno sempre vittoriosi coloro che mettono al primo posto Dio. Questa fu la lezione che Sanjaya impartì a Dhritarashthra alla fine della Bhagavad Gita: ovunque ci fosse stato Krishna accompagnato dal fedelissimo Arjuna, la vittoria sarebbe stata sempre assicurata.

Corso estivo 1990

Il male torna indietro [9] pag.78

Molti oggi impiegano pensieri e sforzi per far del male.

Non si rendono conto che il male fatto ad altri ricadrà su loro stessi. Possiamo trovare un insigne esempio di ciò nella storia degli empi Kaurava, i quali, guidati da Duryodhana e da Dushshasana, sottomisero i virtuosi Pandava a innumerevoli crudeltà. Ma quale fu la conseguenza di questo? In fin dei conti, sebbene i Pandava avessero dovuto sopportare delle sofferenze temporanee, i Kaurava furono annientati completamente e per sempre. Studenti, tenete sempre a mente questo esempio e non premeditate mai del male a danno di altri. Non criticate e non condannate. Se ingannate i vostri amici, essi, a loro volta, vi imbroglieranno. Se disubbidite ai vostri genitori, i vostri figli vi ripagheranno con la stessa moneta. Se fate del male, vi sarà resa la pariglia. Questo tipo di reazione, risonanza e riflesso proviene dall'interno della mente umana. Seguite, perciò, scrupolosamente la massima "Mai far del male, sempre giovare". Vi sono dei peccatori che cavillano non solamente contro altre persone, ma persino contro Dio. Pare che ciò sia nella loro natura, anche se Dio non fa mai del male a nessuno, in nessuna occasione.

Prevenzione del male [19] pag.159

Studenti! Non dimenticate che "come si semina, si raccoglie": è l'inviolabile legge del karma, in cui gli Indiani credono fermamente. Prima di portare in azione (qualcosa di sbagliato), fatevi questa domanda: "Io sono l’incarnazione del Divino Spirito: è giusto compiere questa azione meschina, spregevole?". Quando praticherete un simile autocontrollo, una simile autodisciplina, riuscirete a tenervi lontano dal male e ad avvicinarvi sempre di più allo Spirito.

La scienza di Dio

Transitorietà del bene e del male [5] pag.52

La Legge che guida e protegge questo mondo è una sola: la Legge dell’Amore. Ogni nazione, ogni comunità di gente ha gioia o dolore, una vita buona o cattiva, a seconda delle sue azioni. In effetti, anche il "male" è il "bene" a rovescio, e serve ad insegnare ciò che si deve evitare. Non c'è un "male" perpetuo, esso ha vita corta, sempre. Non si può affermare che il "male" e il "bene" siano stati "assolutamente senza limite". Vidya rivela ben chiaramente come bene e male siano solo delle reazioni causate dai sentimenti ingannevoli della mente umana.

Discriminazione tra bene e meglio [6] pag.52

Occorre saper giudicare la differenza tra una cosa "buona" ed un'altra che ci pare "migliore". Se non lo si sa fare, ci si attaccherebbe alla prima cosa che pare buona, trascurando tutto il resto. Però occorre vedere che il "meglio" non sia di danno al "bene". Così come l'iniquità spinge l'uomo a coltivare la rettitudine, i guai inducono l'uomo a manifestare compassione e carità. La compassione ha come suo seme inevitabile la sofferenza. Se non esistessero male e sofferenza, l'uomo sarebbe divenuto di legno o di pietra. Chi non ha la capacità di valutare l'invocazione dell'agonia e del dolore e di rispondere ad esso, è come un cieco, che prende il bene per male e viceversa. Chi è privo di discriminazione si comporta con tale cecità.

Dio è unità

Capitolo VII. 9. Non fermatevi nella valle ma salite e raggiungete la vetta

Il dramma dell'uomo sta nel fatto che ha interpretato male gli insegnamenti ed ha sbagliato strada. Si è cacciato nei vicoli stretti delle antiquate credenze, cerimonie e riti materialistici e transitori che indeboliscono la mente con la paura e l'orgoglio. Un buon maestro spirituale non si presta a tali pratiche debilitanti, il suo compito è quello di rendere coscienti i suoi discepoli dell'Uno, Unico Spirito, e di dar loro il coraggio di proseguire il cammino verso la realizzazione: altrimenti non merita di essere chiamato "Guru" o maestro. Se giunge un richiamo dalle più alte regioni della pura ed equilibrata qualità "satwica", perché il Maestro dovrebbe rimanere sordo e lasciare i discepoli al livello dell'inerte e del passionale? La maggior parte delle guide e dei ricercatori spirituali tende ad evitare le altezze e preferisce le valli. Considerate per un momento quanto durano i trionfi mondani: essi rappresentano un gioco di luci e di ombre, di nomi e di forme sullo schermo del Divino, che è il centro di ogni essere e di ogni cosa. Cercate di meritarvi la visione suprema che vi permetterà di percepire la Sua onnipresenza. Ci preoccupiamo solo se ci capita qualche cosa di spiacevole, perché il bene è naturale e non ci turba, mentre il male è un'aberrazione. Se qualcuno soffre o cade in errore ci allarmiamo poiché per natura siamo inclini ad essere felici ed a seguire sempre la via retta. E un vero peccato che l'uomo non capisca più questa verità. Incarnazioni del Divino Spirito. l’uomo è lo Spirito incarnato ed è depositario dell'infinito, completo, uno ed indivisibile Spirito Santo. L'uomo al massimo rimane uomo, soddisfatto delle qualità passionali in lui dominanti. Molti si sentono contenti per i loro rapporti con il mondo tamasico, ed il loro ideale è solo quello di accumulare ricchezza ed appagare i bisogni materiali. Esaminatevi e scoprirete a che livello siete analizzando i vostri desideri ed i vostri atti. Conclusa l'indagine interiore, elevate i pensieri e le vostre esigenze che, così rettificate, daranno un impulso benefico alle vostre azioni. Infatti, mediante le azioni, le qualità di base vengono superate o trascese. Le attività sono causa di nascita e di morte e costituiscono la nostra esistenza. Gli uomini purtroppo ignorano deliberatamente le attività che potrebbero alleggerire il peso delle vite ed annullarne la serie, illuminando inoltre il loro spirito che è la sorgente della luce da loro ignorata. Lo zucchero è la sostanza di base di tutti i dolci, esattamente come il potere dello spirito è la base della conoscenza di tutto ciò che esiste. Esso è il testimone universale, il sole che attiva tutto l'universo e che mai tuttavia attiva se stesso.

Ghita Vahini

4 - pag.91 Il Signore è la causa di tutto

Un altro punto deve essere qui sottolineato. Krishna disse anche che <<krodha>> (la collera) e <<lobha>> (la cupidigia) non contrarie al <<dharma>> sono forme di espressione del divino. Pertanto perché ripeterMi mille volte? Tutti i sentimenti, tutte le forme, tutte le cose e gli esseri sono nati dal <<paara>> (spirito) e dall'aapaara>> (materia) della medesima essenza divina. Ma per avere sentimenti elevati ed emozioni alte uno deve abituarsi a vedere la Sua forma in quei sentimenti, in quelle emozioni ed in quegli esseri elevati. Tuttavia non si deve pensare che solo l'elevato è divino e non il resto, non sarebbe corretto. Il mondo oggettivo con tutte le sue manifestazioni, cose, reazioni, impulsi, satwici, rajasici, e tamasici, origina da Dio. Questa convinzione può crescere e radicarsi solo affermandola e meditandola. Il Signore stesso ha dichiarato: <<Arjuna! Tutto questo origina da Me ed esiste in Me, ma Io non dipendo da tutto questo. Ricorda, Io non sono toccato da tutto questo>>. Qui ci sono due punti di vista: quello del <<jivi>> che ha l'esperienza della dualità, del buono e del cattivo; e quello del Signore che non è nella dualità. Quando tutto è Dio, quando Dio è l'atma in tutti, come ci possono essere due, uno buono ed uno cattivo? Su questo punto si potrebbe nutrire qualche dubbio. Il Signore dice che tutte le cose buone e cattive, originano da Lui e che Egli ne è la causa principale, ed allo stesso tempo dichiara che Egli non è legato, né toccato, dagli effetti o dai difetti di tutto ciò che ha originato. Egli dice che non ha relazione con loro e che è al di sopra e al di là di ciò di cui Egli è la causa.

5 - pag.92 Tutto è il suo gioco

Potreste dedurre che l'uomo non è, al limite, responsabile per il bene e per il male che fa perché chi agisce è Dio. La sua reale natura è al di là del bene e del male e quindi i suoi atti, anche se cattivi, sono fondamentalmente ispirati dal Signore stesso e l'uomo non ha niente da reclamare come suo. Vero! Ma questa fede in questa attitudine che <<niente è fatto da te>> e che <<è la sua volontà che si esplica attraverso di te>> deve essere ferma, sincera, profonda ed incrollabile. Non dovrebbe esserci traccia di ego. Se questo è fatto, allora certamente un tale essere avrà raggiunto la meta più alta della sua vita. Egli sarà benedetto fra gli uomini. Ma quella realtà deve essere vissuta e quella conoscenza profondamente acquisita. Invero colui che è convinto che tutto questo è Dio, che non ha nessuna relazione di sorta con il mondo oggettivo, che è al di sopra ed al di là di esso, è un <<sathya-jivi>>, un individuo che vive nella verità, un individuo il cui soggiorno sulla terra è valso a qualcosa. Ripetere come un pappagallo frasi fatte come: <<ogni cosa appartiene al Signore!>>, <<io sono un pupazzo>>, <<Egli tira le cordicelle ed io danzo secondo la Sua volontà>>, <<niente è mio, io sto facendo la Sua volontà!>> non ha senso. Ecco cosa si fa normalmente. Quando fate un atto lodevole dite che l'avete fatto voi, mentre quando ne fate uno riprovevole dite che è stato il Signore a volerlo! Gridate dal pulpito che con i vostri sforzi avete guadagnato onore, fama, stato sociale, autorità, posizione, proprietà, possessi e raggiungimenti, ma quando dovete confessare la sconfitta, il male, l'errore, una cattiva reputazione, allora trasferite convenientemente la responsabilità al Signore dicendo: <<Non sono che uno strumento nelle Sue mani, Egli è il Maestro>>. Questa è l'attitudine invalsa oggi fra gli uomini, non solo, ma è divenuta una moda! La gente oscilla fra l'<<Io>> ed il <<Lui>> come il pendolo, ma questo è puro inganno, falsa spiritualità! La mente, le parole e l'atto, tutti e tre devono essere colmi della fede che tutto è il Suo gioco. Questo è il vero cammino! E’ solo dell'umana fragilità distinguere il buono dal cattivo. Imputare questo a Dio è sacrilegio. Potrebbe sembrare qualche volta che il Signore abbia questa debolezza, ma è una fase passeggera, solo una nuvola che nasconde la Sua Gloria, e non una macchia che la sporca. I guna emanano dal Signore, ma Egli non ne è affetto. Il fumo nasce dal fuoco, ma il fuoco non ne è influenzato. Le nubi si formano nel cielo e si muovono in esso, ma il cielo non è influenzato. Tutto è legato a Lui come le perle del rosario, ma Egli è libero. L'universo è basato su di Lui, ma Egli non ha bisogno dell'universo come base. Prendi ad esempio una stoffa: essa dipende dal filo, ma il filo non dipende dalla stoffa. Il vaso dipende dall'argilla, ma l'argilla è indipendente dal vaso. La stoffa è fatta di fili, il vaso è fatto di argilla. L'argilla è <<Brahman>>, il vaso è <<prakrithi>>. Il filo è <<Brahman>>, la stoffa è <<prakrithi>> (l'universo dei nomi e delle forme). Ignora la forma ed il nome ed il vaso diverrà argilla. Osserva la base che sta nella stoffa ed allora saprai che è solo filo.. Senza filo non puoi avere la stoffa. Così pure senza <<Brahman>> non ci può essere <<prakrithi>>.E più vicino al vero dire che <<tutto è Brahman>> che non dire che <<Brahman è in ogni cosa>>. E’ più grande dipingere <<Brahman>> come <<sarvaaadhaara>>, la base di tutto, piuttosto che concepirLo come <<sarvabhuta-antharatma>> la realtà interiore di tutti gli esseri. Questa è la verità!

Corso estivo 1993

Una parte ed il Tutto pag.14

Nel mondo ogni cosa è collegata e interdipendente. Una è parte dell'altra. I cinque sensi sono parti del corpo. I corpi sono parti della società, la società è parte dell’Umanità, l'Umanità è parte di "PRAKRITI" e "PRAKRITI" è parte di "PARAMATMA". Il mondo intero è segnato dal principio "ANGA ANGI BHAVA" (Uno è parte dell'altro). Solo quando i sentimenti della divisione saranno distrutti avremo la visione del Tutto e potremo sperimentare ANANDA (Beatitudine). Noi siamo abituati a registrare i difetti e a ignorare i meriti. Per esempio, mentre mangiamo il riso, se uno o due sassolini sono mischiati nel riso, noi ci lamentiamo terribilmente dicendo che il riso è pieno di sassolini, ignorando però il fatto che ci sono solo uno o due sassolini in mezzo a migliaia di chicchi di riso. Questo dimostra chiaramente che noi chiudiamo gli occhi di fronte a quello che é buono e siamo attenti solo a quello che è cattivo. Così, essendo influenzati dalla malvagità innaturale, ignoriamo la Divinità naturale. In verità, ogni essere umano è un'incarnazione di Divinità. Noi costruiamo dei muri di Brahma (illusione) tra l'umanità e la Divinità. Questi muri creano delle differenze e ci fanno credere che noi siamo coloro che fanno le cose. Noi siamo venuti al mondo per raccogliere le conseguenze delle nostre azioni. Il corpo sottile, che è costituito dagli involucri di PRANAMAYA (energia vitale) MANOMAYA (mentale), VIJNANAMAYA (intelletto), è colui che prova gioia. I Veda affermano: "RITAM, SATHYAM e BRUHATVAM". BRUHATVAM viene descritto nelle UPANISHAD come " MAHATATVA". Questo viene denominato anche come "BHUMA" che significa "BRAHMATATHVA" (il principio di Brahma). Il Brahma è uno che pervade tutto in tutti i tempi.

Mettete in pratica la Verità   pag.28

Oggi abbiamo perso il senso della moralità, il rispetto della verità, il rispetto del vivere correttamente ed il rispetto della nostra nazione. Noi dovremmo proteggere la nostra cultura, la nostra tradizione, la verità e il corretto vivere. La vera cultura di BHARATH è racchiusa in "SATHYAM VADA DHARMAM CHARA". I grandi insegnamenti Vedici dovrebbero essere messi in pratica. Noi guardiamo la lampadina e pensiamo che la lampadina fa la luce, ma in realtà è la corrente che dà l'illuminazione. Noi guardiano solo al contenuto e non alla base del contenuto e così creiamo problemi a noi stessi. Qui c'è un bicchiere. Può l'acqua essere contenuta senza una base? Quindi il bicchiere è la base. L'acqua è il contenuto. Anche la Divinità è la base e il mondo è il contenuto. Dio ed il mondo sono forme di causa e di effetto. Il Signore Vishnu è la forma cosmica dell'universo che noi cercheremo, in modo molto prudente, di indagare. Ogni cosa è una manifestazione di Dio. Noi dobbiamo sviluppare questa prospettiva. Non esiste nulla come buono e cattivo nel mondo. Negli occhi di Dio, non esiste alcuna cosa come cattiva. E' solo nella visione dell’osservatore, che è difettosa e trova i difetti negli altri. Le cose sembrano diverse a causa dei cambiamenti nel tempo. Ma la forma della Verità è la stessa. Noi mangiamo la frutta perché è buona. Ma domani, dopo essere stata digerita, noi diremo che è un rifiuto. Questa è ignoranza. Se la frutta non si trasforma in rifiuto, come potete rimanere sani? Qualsiasi cosa abbiate mangiato, la parte buona di essa viene assorbita e quella non buona viene espulsa. Noi consideriamo il residuo della canna da zucchero come inutile. Ma dimentichiamo il dolce succo che ci ha dato. La polpa una volta era parte della canna da zucchero. Quando il succo viene estratto allora diventa polpa. Quindi, per il succo la polpa è la base. Una volta che avete attraversato il fiume non c'è più bisogno della barca. Oggi gettiamo la polpa quando non contiene più succo. Questa è tutta la nostra gratitudine? La barca che ci ha aiutati ad attraversare il fiume dovrebbe essere mantenuta bene e così potremmo dimostrarle la nostra gratitudine. Ma oggi la gratitudine ha perso il suo significato. L'aspetto umano nell'uomo è diventato zero. In verità, l'essere umano è un insieme di Umanità e di Divinità. L'uomo non diventa grande acquisendo conoscenza, né diventa piccolo senza conoscenza. Ma se svilupperà una mente di larghe vedute e seguirà il sentiero della verità, allora sarà considerato molto grande.

La necessità dell’armonia pag.86 – (88)

..Noi distinguiamo tra bene e male, anche se in realtà non esiste niente come bene e male in questo mondo. Bene e male in verità sono una questione di tempo. Ma finché ansiamo legati dall’illusione corporea, noi dobbiamo conoscere la differenza tra bene e male.

Colloqui

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H - Vorrebbe Svami avere la bontà di spiegarmi la Sua affermazione che il mondo è uno specchio?

SAI - [43] pag.61

Il mondo è uno specchio, e la vita è il riflesso di Dio. Se lo specchio è puro, si vede solo Dio e non si vedono più gli opposti, il bene e il male. Non c’è che Dio. Se non si vede il mondo, non ci sono più né specchio né riflesso. Abbiamo l’idea del mondo solo a causa dell'effetto specchio. Lo specchio-mondo esiste solo finché esistono i nostri desideri. Noi percepiamo il mondo per mezzo dei sensi; il “mondo” significa il mondo che sta dentro i sensi, e questi sono visti come esterni. Solo per causa dell’illusione dei sensi pare esserci un corpo. Quando si accende il rogo, il cadavere brucia; i sensi interiori corrispondono alla legna del rogo. Quando per mezzo della ricerca e della disciplina vengono bruciati, il corpo sparisce automaticamente. Tanto l’indagine quanto la pratica sono necessarie.

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Un visitatore - Dappertutto vedo il male, e ciò mi rende perplesso.

SAI - [1] pag.72

sea

Ecco una banana. La buccia per noi è inutile, e la riteniamo cattiva.

Se però non ci fosse, la polpa non sarebbe protetta. Non giudicare nulla come cattivo; se uno ti ha fatto del male e tu ti vendichi, sei divenuto cattivo anche tu. Se invece rimani buono e non giudichi cattivi gli altri, acquisti il diritto di riformarli. Se nella stanza c'è cattivo odore e accendi dell'incenso, il suo profumo corregge la puzza della stanza. Le cattive azioni devono essere ricambiate con altre buone, con un buon modo di vedere; così il male sarà corretto. La differenza tra bene e male è funzione del tempo. Il cibo, quando lo si mangia è buono; dopo un certo tempo si opera un cambiamento, i resti vengono espulsi e si ritiene che l'escremento sia cattivo.

Solo la verità rimane sempre la stessa e non varia col passare del tempo. Perciò la successione del tempo è solo immaginazione.

H. - I delitti commessi da certe persone sono tanto atroci che c'è da credere che alcuni individui siano totalmente malvagi.

SAI - [2] pag.72

Nessuno è totalmente malvagio, perché nel cuore di tutti c'è Dio. Una madre e un figlio possono litigare per interesse davanti al giudice, ma il rapporto fra madre e figlio rimane. Può essere che due persone che si odiano abbiano in casa entrambe il ritratto di Sai Baba. La casa è il corpo, il ritratto di Baba è Dio che vi abita nell'anima. Può essere che debba essere corretta la condotta del corpo, ed il modo migliore è l'amore. Esiste il bene assoluto, mentre il male assoluto non esiste. Il male è soggetto a variazioni, è un aspetto distorto del bene, ma finché si ha solo la visione fisica ordinaria non è possibile vedere bene e male come una cosa sola. Solo chi conosce la scintilla divina in se e negli altri vede il bene e il male come una stessa cosa. Colui che riesce ad abituarsi a credere che solo il bene è reale, e che tutto ciò che si vede è essenzialmente buono, anche se distorto, si procura una grande forza. Il dotto può discutere del mondo e dire che è tutto illusione e disperazione, ma non potrebbe mai sperare di vivere se non amasse il mondo. L'amore non dev'essere disprezzato. Dal punto di vista materiale, il mondo può parere una menzogna, ma se lo si guarda dal punto di vista del trascendente, il mondo è verità.

H. - Stavamo facendo domande a proposito dei "cattivi". Ma le loro vittime?

SAI - [3] pag.72

Tutti sono buoni, ma esistono le cattive azioni. Per quanto riguarda le vittime delle cattive azioni tutto è stato giusto e perfetto. Noi vediamo solo il presente, ma Baba vede anche il passato.

sea

Un bambino di quattro anni fu rapinato della sua catenina d'oro; i suoi aggressori lo accecarono perché non li potesse identificare. Il bimbo accecato piangeva amaramente perché aveva perso la vista e i genitori piangevano anch'essi. Vennero da Baba. Nella sua precedente esistenza il bimbo era stato un uomo crudele che aveva accecato alcune persone. Il bimbo resterà cieco, ma se come uomo si mette a pensare che è cieco a causa delle sue precedenti azioni oscure e, sforzandosi di cambiare, si pente sinceramente delle sue tendenze cattive, prega Dio che lo perdoni, Baba può condonargli il suo karma e ridargli la vista.

H.- Come dobbiamo trattare la gente cosiddetta "cattiva"?

SAI - [4] pag.73

Tenete lontano il vostro corpo da chi dà cibo cattivo ai sensi, anche se siamo tutti fratelli. Le anime siano in Dio, ma i corpi stiano lontani tra loro.

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SAI - [18] pag.82

Dio opera attraverso di te in forma di desiderio.

H.- Ma Svami, Dio fa venire anche i desideri cattivi?

SAI - [19] pag.82

La forza vitale esercita una forte spinta, che è il desiderio di vivere. Se agisce in un campo favorevole, diventa amore; se no, rimane sotto forma di desiderio. Se si esprime in un campo favorevole, quel desiderio diventa amore; nasce la conoscenza, poi la beatitudine. La forza, l'energia, la motivazione nel desiderio è Dio; che il desiderio sia buono o cattivo dipende dal tempo, dal luogo e dalla persona. Negli anni giovanili il desiderio di un successo terreno può esser buono; in anni più avanzati, cattivo. Il frutto che oggi è buono, può essere marcio domani; una mela può esser buona da una parte e cattiva dall'altra. La discriminazione ti dice di mangiare il buono e di scartare il marcio. Ecco che in te opera un'altra forza: la discriminazione; la devi impiegare per scartare le azioni errate. Il potere della discriminazione, che è un mezzo con quale Dio opera in te, dev'essere impiegato per scartare le azioni cattive, perché è quello che sa ciò che è giusto e ciò che non lo è. Il desiderio erroneo è Dio velato dall'Illusione (Maya), mentre la discriminazione è Dio meno oscurato dall'Illusione.

H.- Svami, ciò spiega tutto il problema del bene e del male?

SAI - [20] pag.82

Sì. La storia di Valmiki serve d'esempio.

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Era un ladrone scellerato, un assassino ed era convinto di quello che faceva. Un giorno gli accadde di udire le parole di cinque saggi, e da allora cominciò a ripetere "Ram". Quella stessa forza che aveva fatto di lui un feroce criminale la rivolse al desiderio di Dio, e raggiunse la Realizzazione Divina. Valmiki aveva cominciato a ripetere "Rama", e ripetendolo velocemente, quel Nome finì per avere l'iniziale in "Ma", "Mara", con questo sparì il suo senso del corpo e trascese i suoi sensi. La perdita del senso del corpo dev'essere così: naturale, non forzata.

H - Svami dice che il corpo, la mente e l'intelligenza non lavorano per nessuno, ma fanno il loro proprio lavoro. Che cosa significa questo?

SAI - [1] pag.82

Ciò che sottintendo è: "Purtroppo è proprio così". Essi fanno ognuno il proprio lavoro, ma questo dovrebbe esser coordinato a beneficio della più alta di queste facoltà. Per esempio gli occhi vedono; vedere è il loro lavoro; ma è un lavoro inutile se non vedono a vantaggio di qualcuno. Attraverso gli occhi deve vedere la mente. L’intelligenza deve controllare la mente e dirigerla, perché è questo il "suo lavoro".

H.- E allora tutto il meccanismo deve lavorare a beneficio di chi?

SAI - [2] pag.83

A beneficio dell'Atma,40 come la Terra, che gira sul suo asse e intanto fa la sua rivoluzione attorno al Sole. Le varie facoltà dell'uomo devono fare il loro dovere, ma il centro del loro universo dev'essere lo Spirito.

H.- Mi pare che ci sia qualcosa che non va. L’Atma dovrebbe fare il suo lavoro, di dirigere le facoltà. Come si può fare per portare le facoltà sotto il controllo dell’Atma?

SAI - [3] pag.83

Quando avrai realizzato che l’Atma è la Realtà, tutto funzionerà regolarmente; si tratta solo di abbandonare tutto all’Atma.

H.- Però Svami ha detto che non possiamo cedere quello che di fatto non possediamo e di cui non abbiamo il controllo.

SAI - [4] pag.83

Non si tratta di abbandonare o di cedere a qualcun altro: ci si arrende a se stessi. Il riconoscere di essere l’Atma è arrendersi. La resa significa accorgersi che tutto è Dio, che non c'è nessuno che si arrende, che non c'è nulla da cedere e nessuno cui arrendersi. Tutto è Dio, e c'è solo Dio.

H.- La parola "arrendersi" non è adatta; non dà il senso giusto.

SAI - [5] pag.83

"Arrendersi" fa parte del linguaggio terreno; per la parola giusta ci vorrebbe il linguaggio divino, ma in mancanza di un termine più adatto, vada per "arrendersi", "abbandonarsi".

  •  

Un visitatore - Come posso fare ad avere quella fiducia che non ho neppure in me stesso?

SAI - [8] pag.118

Per fare il male la fiducia in te stesso ce l'hai. La fiducia in te stesso l'hai anche per fare il bene. Tutti hanno fiducia in se stessi.

H. - Molto ben detto!

SAI - [9] pag.118

Certo, è molto importante. La fiducia in se stessi è sempre presente.

Se c'è interesse per il bene, essa è lì, per portarlo ad effetto. Vanno in America (i guru) e si fanno pagare per dare l'informazione spirituale che è di tutti e che non si deve dare a pagamento. Non la si deve vendere, quell'informazione, e gli Americani non la devono comprare.

  •  

Un visitatore - Svami, io avrei una domanda. Qual è la migliore regola spirituale per un giovane che ha i suoi affari, una famiglia, attaccamenti e "legami" (riferendosi al fatto che poco prima, Svami gli aveva detto che la sua figlioletta di 8 mesi era per lui un attaccamento che lo legava al ciclo delle nascite e delle morti).

SAI - [13] pag.123

Non è giusto considerare che queste cose siano degli attaccamenti o dei legami. Devono essere ritenute una "sadhana di adattamento". Sono cose buone per equilibrare e dare una direzione alla tua vita, ed i cambiamenti che devi fare nella tua vita, la tua routine quotidiana sono tutte regole che disciplinano la tua vita spirituale, non attaccamenti. Lo scopo di ogni disciplina ascetica è di farci vedere il bene, il Divino in tutto, e di renderci capaci di trascurare il male, ciò che è cattivo. Dal punto di vista del Divino non c'è né bene né male: tutto è divino. Ma la mente vede questo come buono e quello come cattivo, questo come giusto e quello come ingiusto. E’ proprio la mente che deve essere addestrata a vedere il Divino in ognuno ed in ogni difficoltà. Ti faccio un piccolo esempio.

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Sulla strada c'è la carogna di un cane, e i corvi brulicano per piluccare le viscere. La gente che passa dice: "Che spettacolo ripugnante, e che puzza!". Ma Gesù passava di là e disse: "Che bei denti ha questo cane, così bianchi e lucenti! Nessuno ci ha fatto caso eppure i denti di quel cane sono ancora tanto belli!". Gesù insegnava così, che si devono vedere le caratteristiche migliori anche nelle situazioni più brutte. L'uomo santo guarda sempre a ciò che è buono e non si lascia influenzare da ciò che è male. Un altro esempio. Il coltello può esser usato dal chirurgo o dal criminale. Se il chirurgo ferisce una persona, lo fa per il suo bene, mentre l'assassino usa il coltello per un fine malvagio. Il macellaio usa il coltello per squartare le carni, e la massaia per affettare ortaggi o frutta per farne una macedonia. Se tutti quei coltelli si collocano in cerchio attorno ad un'elettrocalamita saranno tutti attirati ugualmente dal magnete. Il bene o il male non stanno nei coltelli. Dio è il magnete e tutti gli uomini sono attirati verso Dio. Il bene ed il male non appartengono all'essere umano, ma al modo con il quale viene impiegata la mente.

Non riempite la mente con i pensieri suscitati dalle cattive azioni che possono esser percepite nel mondo. Lo scopo di tutti i tipi di ascesi è di addestrare la mente a vedere il Divino in ogni cosa. Questo è il vero sadhana d'adattamento. Questo dovete portare avanti in tutto quello che fate.

D.- Tutto il mondo sa benissimo che Tu infondi coraggio e ardire e guidi gli uomini al compimento del bene, fisicamente, mentalmente e spiritualmente. Sanno tutti quanto sia grande la Tua Opera di soccorso medico e pedagogico.

Non hai mai fatto del male, né direttamente, né indirettamente... Come fare per mettere a tacere coloro che inventano e diffondono ogni sorta di storie demenziali su una Persona come Te? Che ci guadagnano a far questo?

SAI - [5] pag.135

Ah, si tratta di questo, allora! Non sai che il bene e il male appartengono alla natura stessa del mondo? Se tutti vendessero, chi comprerebbe? Nei riguardi di Dio, la maldicenza è vecchia quanto il mondo, non è cosa d'adesso. L'unica differenza è che, ad ogni tempo, si confezionano storie nuove. Perché ti angosci tanto per queste ingiurie? Considera che quelli non hanno altro mezzo di ricordarsi dello Svami. Esiste la rievocazione con amore (premasmarana) e quella con odio (dveshasmarana): entrambi sono espressioni della stessa cosa. La memoria con odio è fondata sull'ignoranza (avidyamaya) ed è connotata di qualità ragiasiche, mentre invece la memoria con amore proviene dalla Sapienza (vidyamaya) ed ha le qualità sattviche.6 Ciò che proviene dall'ignoranza finisce in dolore (dukha); ciò che proviene dalla Sapienza finisce in Beatitudine (ananda). Ecco i risultati. Perché vorresti far tacere? Ti sei già chiesto quale vantaggio ne hanno, ma costoro non hanno bisogno di vantaggi: la maldicenza è una loro abitudine e a loro pare di compiere un dovere. Come dice il proverbio.

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"Che importa alla tarma, se il sari è caro o di poco valore?". Rosicchiare e rovinare è la sua natura, sia che si tratti di uno straccio o di una seta. La tignola non conosce il valore delle cose, e quello è il suo lavoro. Quindi non te la devi prendere, ma pensa che il lavoro di quei criticoni è come quello della tignola.

D.- Svami, ciò che hai detto è la verità. Possiamo capire che, quando si tratta di persone ignoranti, siano della razza delle tignole; ma se si tratta di persone colte, importanti, che sanno, come si può tollerare che vadano a spargere queste menzogne?

SAI - [6] pag.136

L'istruzione dev'essere Conoscenza e Realizzazione del Sé (Atmajnana), non la conoscenza delle cose del mondo, utile per guadagnarsi la pagnotta e per il proprio mantenimento. Paragonare la Conoscenza del Sé con quelle scienze è un grave errore. Grandi sono quegli uomini che non insultano gli altri e che cercano la Realtà con buone intenzioni. Le cose spirituali non possono esser capite da chi non ha il potere del discernimento, che sono boriosi della propria autorità o che non sanno nulla su come realizzare il Sé. Devi perciò considerare coloro che tu hai definito importanti e colti come appartenenti alla razza delle tignole e, senza lasciar spazio a idee ed a crucci di questo genere, occupati di rafforzare la tua fede.

D.- Molti credenti (astika) perdono la loro fede e diventano atei (nastika) a causa di questa gente, non ti pare, Svami? Non c'è un'arma per mettere KO queste persone che denigrano i Grandi Esseri senza alcun rispetto per la scienza e senza fare il minimo sforzo di conoscere la realtà delle cose?

SAI - [7] pag.136

A che pro? Sono "un sacco di stracci su di una sella logora", come dice il proverbio. Le parole di quelle persone saranno ascoltate solo da gente come loro; nessun vero credente vorrà stare dalla loro parte. Se per caso lo facesse, scapperebbe non appena venisse a scoprire le loro menzogne.

Perciò, l'arma per abbatterli sta nelle loro stesse mani. Ricordi la storia di Bhasmasura? 7

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Bastava che mettesse la mano in testa a qualcuno per ridurlo in cenere, e un giorno si mise le mani sulla zucca e si incenerì da solo. Così sarà di loro; a forza di accusare gli altri, saranno accusati dalle loro stesse parole.

[8] pag.137

Coloro che vedono difetti nel Signore sono di quattro specie:

l. Persone che non hanno alcun interesse nelle cose che riguardano Dio;

2. Persone che, a causa di sentimenti personali di avversione o di antipatia, non possono ammettere la grandezza altrui;

3. Coloro che non hanno né esperienza personale, né contatto, né conoscenza di alcunché e si riducono a fabbricare storie basate su voci alle quali credono supinamente;

4. Persone che sono venute qui con qualche desiderio profano e che attribuiscono al Signore la colpa degli insuccessi dovuti al loro karma (destino) personale.

Quelli che fanno tanto chiasso appartengono solo a queste quattro categorie di persone; gli altri non si mettono a gridare o a saltare come burattini. Anche se non hanno avuto esperienza personale e non ci credono, quando sentono storie di questo genere tacciono, le analizzano dentro di sé e ne traggono le proprie conclusioni. Non sparlano di nessuno.

[9] pag.137

Non è la strada giusta quella di non credere a se stessi e di credere agli altri; inoltre, non serve a nulla discutere con chi non conosce la Realtà. Tant'è la Realtà non ammette alcuna discussione. E poi, discutere con chi non sa, ma si trova in bilico è come vedere il torace e credere che, sia tutto il corpo, come nella storia dell'elefante e dei ciechi.

[10] pag.137

Bene. Annotatelo! Non va bene sprecar tempo in questo tipo di discorsi. L'insulto e la maldicenza sono cose naturali e comuni. Ciò sapendo, chi vuol essere un vero devoto, deve cercar solo le basi su cui costruire la propria Beatitudine. Tutto il tempo disponibile dev'essere impiegato a fini sacri e non in futilità. Tu non hai nulla a che vedere col bene o col male degli altri; invece di perder tempo, usalo per eliminare il male in te e per aumentare il bene. ChiediMi di qualche pratica spirituale o qualche consiglio di cui hai bisogno; va in cerca di ciò che ne vale la pena e non venirMi a riportare queste storie di maldicenze altrui. Tu pure non immischiarti in queste cose.

D.- Tutto questo accade perché anche noi abbiamo la stessa natura umana.

Ora che ho capito la cosa dalle Tue risposte, mi è venuta forza e gioia, e si sono allontanati i dubbi e i dispiaceri che avevo. I discorsi di quella gente fanno diminuire anche quel poco di fede, di devozione e di fervore che hanno gli uomini. Questa è la ragione delle mie domande; non ho nessun altro interesse in queste cose. Perdono: non ne parlerò mai più.

SAI - [11] pag.138

Benissimo! Se nel poco tempo che hai, invece di pensare a qualcosa di buono, ricordi solo le ciance ignoranti degli altri, è come se anche tu partecipassi alle loro maldicenze, e ciò fa del male ai devoti. Qualsiasi cosa dicano gli altri, non perdere la tua fede. Quando tu sarai fermamente stabilito in questo, non ti troverai mai nei problemi. Quando ad una parola se ne ribatte un'altra, non vengono che ira e dolore, mentre il sentiero della Devozione ha per fine la soppressione e non l'accrescimento di queste brutte passioni. Hai detto che devozione e fede svaniscono nella gente che dà retta a questi accusatori... ma per quanto tempo? Non appena si scopre la verità, si presterà loro ancora orecchio? Si crederà ancora alle loro parole? Le chiacchiere di questi criticoni sono come il suono del bronzo, più i metalli sono preziosi, e meno risuonano. L'oro, più prezioso, non suona. I veri devoti sono silenziosi; seguono la via del Silenzio. Hanno la lingua troppo occupata a ripetere le magnificenze essenziali del Signore ed è meglio che non abbiano interesse alcuno nel mondo. Non permettere quindi che la voce delle persone di bronzo entri nelle tue orecchie, ma riempile col Nome di Dio, che è la Gioia stessa del Suono Primordiale AUM (Pranavananda). Tra un mese, se avrai qualche domanda da fare su argomenti utili come le discipline spirituali (sadhana) e sulla loro pratica attuazione (anushthana,), vieni qui e ti sarà risposto, ma non venire con bagagli di dubbi di questo genere!

D.- Questo è stato un giorno benedetto per me. A causa di quelle persone, ho ricevuto la luce della saggezza. Ciò considerato, mi rendo conto della verità del detto "Non c'è male senza bene"!9 D'ora in avanti, checché ne dica la gente, sarò paziente e non mi arrabbierò, perché "Tutto va a fin di bene".

Mi inchino rispettosamente. Col Tuo permesso, vorrei prendere congedo.

  •  

D. - Scusami, Svami: i Pandava e i Kaurava hanno guerreggiato, vero? Come sarà stata la "guerra sottile" quella dei Pandava "sottili" contro i loro nemici, i Kaurava "sottili"? 25

SAI - [9] pag.175

Perché dici "sarà stata"? E’ una guerra che, nella sua forma sottile, continua ancor oggi, tra le Qualità malvagie - i Kaurava - e quelle buone. I cinque fratelli Pandava sono la Verità (Satya), la Giustizia (Dharma), la Pace (Shanti), l'Amore (Prema) e la Non violenza (Ahimsa). Ogni persona sta combattendo questa guerra, sotto il proprio Firmamento del Cuore, sulla propria Intelligenza (Cidbhumi), ad ogni momento.

D.- Svami, si dice che i Pandava fossero figli del re Pandhu e i Kaurava i rampolli del re Dhritarashtra. Oggi, come li possiamo riconoscere, nella loro forma sottile?

SAI - [10] pag.175

Entrambe le fazioni si disputano il regno dello stesso Cuore e in ognuno c'è l'Ignorante (Ajnani) e il Saggio (Sujnani). Il cieco re Dhritarashtra è il primo ed il saggio Pandu è il padre delle cinque buone qualità. Hai capito?

D.- Ma allora, scusa, quei milioni di soldati e di carri di quella guerra, e i sudditi, chi sono in questo conflitto "sottile"?

SAI - [11] pag.175

Certo, nell'uomo ci sono tutti: sono i milioni di impressioni e di sentimenti. Le dieci facoltà di percezione e di azione, indriya)26 sono i reggimenti, i cinque sensi sono i carri. In ogni cuore si combatte questa perpetua guerra tra il Bene e il Male, tra i Pandava e i Kaurava. Ti è chiaro?

D.- Bene; ma chi è il Signore Krishna in questa guerra sottile; Lui che si teneva neutrale in questa lotta per il potere?

SAI - [12] pag.175

Non lo sai? E’ il Testimone, l’Atma. E’ l'Auriga (Sarati) del carro dell'Anima (Jiva).

D.- Altra domanda: a quei tempi tutta questa gente aveva per capitale Hastinapura. Qual è la Hastinapura dell'uomo?

SAI - [13] pag.175

La base di tutte queste manifestazioni sottili, uomini, carri, Pandava e Kaurava è, come sai, questa Hastinapura, la "Città delle Ossa" il Corpo. Questo scheletro è Hastinapura! Sia la Città, sia il Corpo hanno nove Porte. Qui nacquero i Pandava e i Kaurava; qui giocavano e andavano a scuola e qui crebbero assieme. Così pure, in questa Hastinapura (del Corpo) sono nate e crescono tutte le qualità, buone e cattive; qui crescono e dimorano, si guardano e si odiano a vicenda, tutte nello stesso Corpo. Forse che in questo corpo non si fanno la guerra i due regnanti, l'Ignorante e il Saggio?

D.- Sì, Svami. Fra il Mahabharata e le qualità dell'uomo c'è un nesso intimo, davvero. Com'è bella l'allegoria! Come hai detto è una guerra che si svolge in ogni uomo, anche oggi. Quando finirà questa guerra?

SAI - [14] pag.175

Chiedi quanto finirà? Quando le qualità, buone e cattive, diventeranno "uno" e l'uomo diventerà privo di qualità: solo allora egli potrà avere Pace (Shanti).

D.- In quel momento, questo campo di battaglia, questa Hastinapura, la Città d'Ossa non ci sarà più, vero?

SAI - [15] pag.176

Se c'è una battaglia, ci dev'essere un campo di battaglia. Se non c'è battaglia, perché preoccuparsi del campo?

D.- Avremmo la possibilità di fare del tutto a meno della battaglia?

SAI - [16] pag.176

Perché no? I re si fanno venire la voglia della guerra perché si fidano dei loro sudditi e questi incoraggiano i governanti a sguinzagliare i cani della guerra. I Sudditi sono le illusioni, le quali spingono alla battaglia l'uomo. Se i sudditi sono pochi, non si fa la guerra. Perciò spogliati di sudditi come le illusioni, dei sentimenti di "io" e di "mio" ed avrai la pace, godrai una Pace indisturbata, figlio mio!...Adesso vai. Un momento! LasciaMi dirti che coltivare dubbi di ogni genere è un'illusione (vyamoha) anche quella. Cerca di liberarti anche da questa caratteristica! Va' e torna tra qualche tempo.

Discorsi volume I

pag.72

... Il tesoro indubbiamente più prezioso è costituito dalla qualità di Santham, vale a dire l'equanimità e la tranquillità. Praticatele ed acquisitele come attitudini naturali. Perché arrabbiarsi quando le cose vi sembrano sbagliate ?

Perché essere attratti quando vedete il male ? Ricordate che il male ha in sé la potenzialità di trasformarsi in bene, il bene ha in sé la disposizione a volgersi in male. Non esiste fuoco senza uno sbuffo di fumo, e non c'è fumo senza qualche scintilla di fuoco: nessuno è pienamente malvagio o interamente infallibile. Prendete il mondo come è, senza aspettarvi che si conformi ai vostri bisogni o ai vostri modelli. Maya inviluppa il bene col male e fa luccicare il male col brillio del bene. Discriminate come meglio potete e sviluppate al massimo questa capacità. Lottate per vincere: è la cosa migliore che potete fare. Pochi possono dire: “ho vinto". La vostra coscienza conosce la vera fonte della gioia e vi spronerà sul giusto sentiero, prendetela come guida, invece di disobbedirle ogniqualvolta contraddice il vostro capriccio.

sea

C'erano due pappagalli appollaiati su un albero, anzi, per essere più precisi, erano gemelli. Un cacciatore li catturò e vendette l'uno ad un macellaio abbietto e crudele, e l’altro ad un saggio che si stava recando ad un Ashram per insegnare i Veda. Dopo alcuni anni, il cacciatore si meravigliò nel sentire che l'uno non faceva che bestemmiare, mentre l’altro recitava i Lila del Signore con tanta dolcezza da ammaliare gli ascoltatori. Vedete gli effetti dell'ambiente? Cercate quindi di procurarvi Satsang...

Discorsi volume II

17° - pag.81 ESPERIMENTATE L'UNITA’

Ieri e l'altro ieri vi ho parlato della disciplina che dovreste seguire durante tutta la vostra vita e Mi sono reso conto che sono stato veramente tirannico. Oggi quindi sarò più tenero e le Mie parole saranno più fresche e ristoratrici come la dolce brezza delI'Himalaya. Questo rigore del Mio ultimo discorso ha la sua ragione d'essere. Questi contrasti, dolcezza e durezza, fanno parte della stessa persona e se accettate l'una non potete non accettare l'altra. Il cattivo ed il buono, il vero ed il falso sono i rovesci della stessa medaglia. Coloro che non hanno né abilità, né autorità sono obbligati a studiare, analizzare, e solo dopo, giudicare. L'autorità è il privilegio dell'Atma. L'Atma è la sola a dover comandare. E’ la purezza dei vostri sentimenti che Mi importa e non l'estensione della vostra cultura. E’ per questo che sono stato così rude l'altro giorno, per forzarvi ad esaminare i vostri propri sentimenti al fine di eliminare le vostre imperfezioni. Ma oggi vi prometto che non sarò così duro, e voi ve ne sarete resi conto quando vi ho chiamati incarnazioni dell'amore all'inizio di questo discorso...

49° - pag.223 VITTORIA

Avete udito diversi discorsi oggi sui poteri e la supremazia del nome Divino e sulla devozione indispensabile per ottenere la Grazia del Signore che è onnipresente. Solamente l'esperienza personale è valida in questo campo mentre l'erudizione e la cultura non servono a niente! Se pronunciate il nome di Dio con sincerità e forza d'animo vedrete Dio ovunque ed in tutti. Il nome di Dio salva e libera Colui che lo ripete con amore. E’ un'arma ideale contro gli assalti dell'orgoglio, dell'autocompassione. Quando intraprendete la pratica della ripetizione del nome divino, vi accorgerete che molti ostacoli si ergono dinanzi a Voi. Pensieri importanti, desideri da eliminare ecc. Ma voi dovete ignorarli e concentrarvi tutta la vostra attenzione sulla forma del Signore che corrisponde al nome che avete scelto di ripetere. Cercate la compagnia di coloro che amano Dio, abbiate più costanza e più fermezza di carattere. Bisogna attaccare ed addomesticare i buoi selvaggi prima che diventino dei docili servitori. Si bucano loro le narici per infilare un anello, li si mette al giogo e li si allena con pesanti fardelli. Certe persone condannano le sei passioni dichiarando che esse sono i sei nemici mortali dell'uomo e vi consigliano di eliminarli totalmente. Penso, al contrario, che sarebbe meglio utilizzarli come strumento per raggiungere lo scopo. Se sentite odio per coloro che stimano non degno il nome del Signore e che vi dicono che esso è vuoto di senso, li detesterete sino ad evitarli per sempre. Quanto all'attaccamento che potete provare per la vostra famiglia o per i vostri amici, utilizzatelo per canalizzarlo verso il Signore. Ammirate la bellezza della sua forma manifesta nella meraviglia della natura. <<Kama>> il desiderio, l'appetito carnale non è un vizio se è sublimato nella brama di possedere ciò che è eterno ed immortale! Ganapathi Sastry vi ha detto che le Sastra si applicano agli esseri umani. Io andrò ancora più lontano: esse sono valide per tutti gli esseri viventi che hanno acquisito <<Jnana>> o in ogni caso abbastanza discernimento per distinguere fra bene e male. Come è possibile altrimenti spiegare il fatto che Rama uccise Vali (una scimmia nel Ramayana). Vali in effetti si era permessa di giudicare il comportamento di Rama e l'aveva accusato di non rispettare le regole del "Dharma". Quando però fu accusata a sua volta della stessa cosa si difese dicendo che era dispensata dal seguire le regole del <<Dharma>> perché era una scimmia e che il <<Dharma>> era solo per gli esseri umani. No! Non potete fare i vostri comodi! Dal momento che sapete fare la differenza fra bene e male e che vi permettete di discutere le regole stabilite, cadete naturalmente sotto i rigori della legge imposta dai testi sacri. Anche se siete ancora novizi o <<non credenti>> potete divenire un <<Paramahamsa>> (anima realizzata). E’ sufficiente prendere al volo un'occasione per elevarsi spiritualmente. Un giorno una persona venne da Me affinché la guarissi dalla gastrite di cui soffriva. Dopo avere osservato, studiato i miei gesti, ascoltato ciò che dicevo, prese una foto di Swami, un libro di Bhajan e tanto fece che dimenticò la sua malattia per averne contratta un'altra: quella per "Shanti" la pace interiore ed una sete di ripetere costantemente il nome del Signore. Sono sempre fedele alla Verità e riposo in essa. Da dove proviene il nome <<Sathya Sai>>? Sai significa <<colui che riposa>>. E’ un nonne molto azzeccato! I soli che non otterranno ciò che sono venuto a dar loro sono quelli che rifiutano di seguire il cammino che indico e che non ascoltano i miei consigli. Divenite soldati della Mia armata e vi porterò alla vittoria! Se vi domandano dove si trova il Signore, non schivate la domanda e rispondete: <<Colui che risiede nel nostro cuore>> e dite loro che è a Prasanthi Nilayam.

Discorsi volume III

pag.110

... Il primo stadio nell'addestramento spirituale è il controllo del desiderio che spinge i sensi a perseguire scopi materiali. Se il desiderio è rivolto a Dio va bene, ma se tende ai piaceri oggettivi nuoce all'individuo. Se si dà fuoco ad una casa si tratta di mania incendiaria: se Hanuman mette a fuoco Lanka è invece una buona lezione ed è giustificata. Se un brigante vi mozza una mano è violenza, se un dottore vi amputa il braccio per salvarvi la vita è non-violenza. Vishayavasana (l'impulso del desiderio) degrada qualunque azione; Bhagavathvasana (l'impulso di Dio) la rende sacrosanta. Il Dakshayajna (rito sacrificale) fu trasformato in battaglia perché Parameswara (Dio) non era presente. Il Kurukshetra (campo di battaglia) fu trasformato in un Yajna (rito) perché c'era il Parameswara (Dio). Arjuna si dedicò al Signore mentre Daksha si prese gioco di Lui. Quella fu la differenza e c'è una spiegazione: tutto dipende dal motivo e dall'ispirazione che stanno dietro gli atti e le parole...

Sadhana

96. Pag.84

Accettate il mondo com'è, non aspettatevi che esso si conformi alle vostre necessità o standards. Maya (illusione) avvolge il bene con la macchina del male, fa brillare il male con la luce del bene. Discriminate al meglio della vostra capacità e sviluppate la capacità di discriminare. Lottate per vincere, questo è il meglio che voi potete fare, poche persone possono dire: <<Io ho vinto>>. La vostra coscienza conosce la vera sorgente della gioia, vi spingerà lungo il sentiero giusto, il vostro dovere è di prenderla come <<guida>> e non disobbedire ogni qualvolta contraddice la vostra fantasia.

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