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Carattere

Al di là dell’illusione

pag.38

La ricchezza in cui oggi si crede è fatta di possessi, di edifici, di beni materiali e ci siamo sperduti nella pazza ricerca di valori effimeri, che non sono una reale ricchezza, capaci di darci felicità abbondante e durevole. La nostra ricchezza è il carattere e il nostro tesoro è una buona condotta. Il fondamento di entrambi è la conoscenza di Dio. Non dobbiamo perdere questa dimora, preziosa ed eterna, in cambio di cose fuggevoli e temporali quali nuvole passeggere.

La scienza di Dio

Vivere come il loto [4] pag.135

La foglia del loto nasce sott’acqua; galleggia sull’acqua, ma non si bagna. L’uomo deve stare nel mondo allo stesso modo; è in esso, nasce da esso, per esso, ma non vive di esso.

Questo è il carattere speciale dell’Istruzione Superiore, prepararvi a questo ruolo. Ciò significa che l’uomo deve vivere così sulla terra, col cuore immerso nel Divino e con le mani operose nel lavoro. L’amore non dev'essere ridotto a una merce; l’Amore si realizza nell’Amore.

Corso estivo 1990

Cambiare dentro [16] pag.169

Il fatto che l’uomo dimentichi se stesso è dovuto al senso dell’ego (ahamkara). La più grande e concreta schiavitù è l'oblio della propria realtà. La vera realizzazione (shakshatkara) consiste nel prendere coscienza della propria realtà. Se non ci sono cambiamenti nel vostro atteggiamento, a nulla servono tutte le vostre pratiche spirituali come la ripetizione di un mantra (japa), la meditazione, lo yoga, le attività (karma) e il servizio (seva). Non è l'uomo, bensì la mente che deve cambiare. Cambiare carattere è ben più importante che cambiare abito.

Dio è unità

Capitolo IX. 4. Il fine dell'educazione è il "carattere"

Politica senza principi, educazione senza "carattere", scienza senza umanità e commercio senza moralità, non solo sono inutili, ma sicuramente dannosi. Dobbiamo occuparci più del "carattere" che dell'intelligenza. Potete anche considerare un comportamento errato come una semplice avventura senza risvolti tragici, ma più tardi, quando i vostri figli si comporteranno allo stesso modo, vi renderete conto dell'errore fatto nell'averlo considerato solo un'avventura. L'attitudine di oggi è la radice dalla quale nasce il futuro. Le conseguenze delle azioni non possono in alcun caso essere evitate. Se date gioia ai vostri genitori oggi, i vostri figli saranno per voi una sorgente di gioia negli anni della vecchiaia. A scuola dovete imparare a coltivare l'amore altruistico, che non ha timore né sospetto. Gli insegnanti dovrebbero tenere un comportamento impeccabile, grandezza morale e disciplina spirituale. Gli insegnanti di domani sono gli studenti di oggi e pertanto la pulizia dell'atmosfera nella classe è essenziale per il futuro. I maestri sono le riserve dalle quali, attraverso il processo dell'educazione, gli studenti possono ricevere l'acqua della vita. Dovreste fare del vostro meglio perché quella riserva d'acqua non venga contaminata dai microbi dell'orgoglio e dell'odio. Le scuole ed i collegi non dovrebbero essere impegnati solamente nei processi dell'insegnare e dell'apprendere; leggere, scrivere e far di conto non esauriscono il compito della scuola.

Inculcare grandi ideali e cercare di metterli in pratica, sono scopi altrettanto validi. Ci sono molti insegnanti nella scuola: l’insegnante di storia insegna con il libro e le mappe, quello di matematica scrive i numeri sulla lavagna, quello di scienze ha il suo laboratorio, l'istruttore di ginnastica deve mettersi di fronte all'allievo e deve egli stesso muovere mani e gambe, alzarsi ed abbassarsi, girare e saltare proprio come vuole che l'allievo faccia. Dovete comportarvi bene ed essere d'esempio agli altri, per assicurare un futuro glorioso al vostro Paese. Assistiamo oggi ad un paradosso curioso ma denso di conseguenze disastrose. Il mondo è divenuto un globo molto piccolo come risultato della velocità dei mezzi di comunicazione, ma l'uomo non ha ancora imparato l'arte del vivere insieme, come fratelli e sorelle e figli di un unico Dio. Più gli uomini si avvicinano l'un l'altro e più il precipizio che li separa cresce, e questo mondo così piccolo è sovraccarico di conflitti culturali e rivalità religiose. Le disgrazie di uno Stato coinvolgono presto anche gli Stati vicini ed il mondo intero diviene un enorme campo di battaglia.

Quelli che Dio ama di più

1 - pag.65 IL CONTROLLO DEI PENSIERI

Chi controlla i pensieri può vincere i desideri e, chi ha conquistato i desideri, può sottomettere l'ira. Ciò è valido non solo per i <<sadhakas>> ma anche per l'uomo in genere. I pensieri sono pieni di vita e duri come le pietre, essi sopravvivono persino alla morte. Essi sono estremamente sottili e nascono a causa del cibo. Da cibo sacro nasceranno pensieri sacri e, quando una persona è piena di sacri pensieri, anche le sue azioni diverranno sacre. I pensieri possono essere paragonati a coltelli: quelli buoni possono tagliare quelli cattivi. Se si prende un cibo cattivo, i pensieri ed i sentimenti e le azioni che scaturiranno saranno cattive ed il nostro potere di digestione si annullerà. La Ghita ha dichiarato che per fare la ricerca sulla Divinità è essenziale un fisico forte ottenibile con una mente solida. Il processo del pensiero ha una grande influenza sulla formazione della mente. Quando i pensieri sono rivolti verso il mondo fenomenale degli oggetti, avremo la ricchezza, la prosperità e le proprietà che rappresentano la base della vita nel mondo materiale. La parola <<ricchezza>> o <<dhanam>>, vuol dire generalmente: soldi, terre, oro: la parola <<aisvaryam>>, si riferisce alla fama, alla posizione sociale ed allo stato sociale. La <<Bhagavad Ghita>> tuttavia non accetta questa definizione di ricchezza ma dichiara che la vera ricchezza è il carattere, il buon comportamento e la conoscenza dell'atma.

2 - pag.65 LA VERA RICCHEZZA

Il carattere, la buona condotta e la conoscenza dell'atma sono essenziali per i <<sadhakas>> (aspiranti spirituali). Il nome, la fama, la ricchezza e le proprietà sono cose effimere e possono svanire anche quando la persona è in vita, mentre non hanno nessun rapporto quando essa è morta. La cattiva sorte può farvi perdere fama, nome, ricchezza e proprietà: al contrario, il carattere, il buon comportamento e la conoscenza dell'atma o saggezza, vi aiuteranno, non solo in questa vita, ma anche dopo la morte. Essi vi saranno di immenso aiuto fino a quando non avrete raggiunto il Signore e vi fonderete in Lui. La fama dell'uomo non dipende dal suo aspetto fisico o dal suo fascino, né dipende dalle sue ricchezze ma, solamente dal suo buon carattere. La Ghita ha dichiarato che un uomo dovrebbe aspirare ad avere un buon carattere, e ad essere caritatevole e saggio. Vishwamitra baso la sua vendetta contro Vashitha sulla forza fisica, mentre quest'ultimo fondo la sua difesa sul principio di <<Brahman>>. Le frecce che Vishwamitra tiro contro Vashista furono senza effetto, come se le avesse gettate contro una montagna. Tutte le armi cadevano a pezzi non appena toccavano il corpo di Vashista. Vishwamitra si accorse della sua nullità e dichiaro: <<Mi vergogno di avere creduto che la mia vera forza fosse il potere fisico!>> La forza fisica è solo debolezza, il vero potere proviene dall'<<atma>> (da Brahma). La forza della rettitudine (dharma) è vera forza! Vishwamitra, dopo avere preso coscienza di ciò, fece grandi penitenze e raggiunse lo stadio di Vashista e, finalmente, ottenne la conoscenza di <<Brahman>>. Duryodana ed i suoi fratelli avevano fondato il loro impero sul denaro. sulla forza fisica della loro gente e sul loro stesso potere fisico ma, alla fine della guerra, lasciarono il loro padre senza nemmeno un figlio che potesse fargli il funerale. Prima di andare da Krishna per chiedergli aiuto, Duryodana credeva interamente nei suoi poteri fisici, come nei poteri del denaro o della sua gente. Arjuna invece credeva nella forza della sua <<resa>> a Krishna. Quando Arjuna cadde ai Suoi piedi e si arrese, Krishna ne fu felice e gli disse: <<Alzati Oh Dhananjaya! La fede è molto potente, la giustizia vince sempre, l'egoismo sempre perisce. Questo è il <<dharma>> delle ere. Ad un padre che aveva avuto 100 figli, alla fine non gliene rimase neppure uno che gli facesse il funerale. Quale destino! Krishna insegnò ad Arjuna:<<Chi non è capace di vincere la Grazia di Dio non potrà avere successo in niente!>> Un <<sadhaka>> che voglia guadagnarsi la Grazia del Signore deve controllare i suoi desideri. I risultati che otterrete dai contatto con gli oggetti materiali vi sembreranno veri come quelli sperimentati nei sogni, ma le case e le ville che possedete nei sogni non sono reali! Allo stesso modo le esperienze nello stato di veglia appaiono e poi si annullano nello stadio dei sogni. La Bhagavad Ghita ha affermato che la <<chittakasam>> (la mente) è una forma sottile della <<bhutakasam>> (mondo materiale) e che la <<chidakasam>> è ancora più sottile della <<chittakasam>>, ed è permanente ed è anche la causa di tutto. Questa <<chidakasam>> è omnipervasiva ed è più piccola della cosa più piccola e più grande della cosa più grande, essa è omnipresente. <<Brahma>> o l'<<atma>> è più sottile del sottile e più piccolo del più piccolo e pervade ogni cosa, e fra i potenti, essa è il più potente. Ecco la Verità!

Ghita Vahini

2 - pag.182 Due tipi di purezza

<<Signore, perdonami se ti sembro impertinente ma è perché ho questo desiderio di sapere! Se si cambiano le abitudini nel mangiare è possibile cambiare il carattere passando da un "guna" all'altro? Oppure qualcos'altro deve essere fatto per aiutare il processo di purificazione?>>. <<Mio caro cognato! Se la trasformazione del carattere fosse così facile, si sarebbe potuto spazzare via dalla faccia della terra in un batter d'occhio, il vizio e la malvagità, caratteristiche di una natura maligna. Naturalmente occorre fare anche altre cose. Ascolta! Ci sono tre tipi di purezza che si devono osservare: la purezza nei cibi, quella nei recipienti nei quali il cibo viene cucinato e la purezza delle persone che preparano le vivande e le servono. Non è sufficiente che il cibo acquistato sia puro e di buona qualità, ma dovrebbe essere acquistato con mezzi finanziari puliti e non illeciti, altrimenti essi, essendo inquinati all'origine, inquineranno anche il cibo. La sorgente, la preparazione e lo scopo devono essere tutti egualmente puri. Il contenitore deve essere pulito ed incontaminato. La persona che serve non solo deve essere pulita nel vestire, ma anche nelle sue abitudini, nel carattere e nella condotta. Dovrebbe essere senza odio, ira, preoccupazioni e, mentre serve, non dovrebbe essere indifferente, ma gaia e simpatica, umile e piena d'amore. Mentre serve non dovrebbe permettere alla sua mente di nutrire idee viziose. La semplice pulizia esterna e l'aspetto gradevole non sono sufficienti a compensare i pensieri cattivi. Il "sadhaka" che vuole raggiungere una buona concentrazione deve fare attenzione a queste regole. La sottile influenza dei pensieri cattivi del cuoco e dei camerieri impediranno la sua meditazione. E' importante perciò attorniarsi di gente virtuosa. L'aspetto esteriore, l'eccellenza professionale, e l'economia del salario non dovrebbero costituire un criterio di scelta dei cuochi e dei camerieri, bensì le loro abitudini ed i loro caratteri. Il cibo che mangiate è una parte importante del vostro fisico e del vostro mentale con i quali dovete lottare nel campo spirituale>>.

La filosofia dell’azione

1 - pag.83 IL <<DHARMA>> e LA VERITA’

Il <<dharma>> è ciò che sostiene. Dove c'è il <<dharma>> c'è la vittoria. Quando il <<dharma>> è protetto, esso protegge. Praticate il <<dharma>>. La base ed il fondamento del <<dharma>> è la verità. Per il benessere delle società sono stati stabiliti 7 tipi di <<dharma>>, come i sette colori dell'iride. Il primo è la <<verità>>, il secondo è il <<carattere>>, il terzo è <<dhana>>, la carità, il quarto è il <<dharma>> lo swa-dharma o il <<dharma>> di ciascuno, il quinto è <<thapas>> la perfetta coordinazione fra pensieri, parole ed azioni, il sesto è la <<rinuncia>>, ed il settimo è la <<non-violenza>>. Questi sette sono stati stabiliti per la protezione del benessere sociale. Come il <<dharma>> del fuoco è quello di bruciare, quello del ghiaccio è di essere freddo, quello del fiore che sboccia di profumare, dello zucchero di essere dolce, così il <<dharma>> per l'essere umano è la verità. La realtà potrà essere capita quando si afferrerà la natura della verità. Il carattere è il soffio vitale della verità. Tre cose sono importanti per coloro che vogliono seguire il cammino spirituale ed avere successo: le sacralità, la tolleranza e la ferma risoluzione. Qualunque tipo di cultura o di istruzione un individuo abbia acquisito, qualunque ricchezza possegga, se non ha quelle tre cose, sarà come un morto vivente. L'uomo riconosce la bellezza della natura esterna, ma Dio riconosce la bellezza della natura interna, le debolezza di un individuo è il suo carattere. L'uomo che non ha carattere è come pietre. L'uomo deve perciò conquistare il carattere che è in lui naturale e la cui base è la verità. L’uomo deve considerare la verità come il proprio respiro ed essere pronto a rinunciare a qualsiasi cosa per essa. Il mondo serve la verità e si muove nel timore della menzogna. Dove non esiste la verità c'è la paura, la verità allontana la paura e dà protezione. La verità protegge il mondo e lo muove. Con la verità l'uomo può diventare divino. Il carattere è il soffio vitale della verità! Il buon comportamento è la virtù più importante senza la quale l'umanità non può risplendere. Per proteggere l'umanità e sviluppare la Divinità, dobbiamo fondare la nostra vita sul carattere, sulla verità e sul buon comportamento sin dalla fanciullezza. Nella fanciullezza si commettono consciamente o inconsciamente molti errori. La paura di essere puniti porta il bambino a nascondere i propri errori. Così facendo sviluppa la non-verità e l'abitudine a dire le bugie, distruggendo così la base stessa della umanità. Nel dire la verità non dovremmo avere nessuna paura. Quando avremo imparato a dire la verità, acquisteremo coraggio, gioia e pace. Non dovremmo avere paura di dirla, sia che ci renda felici o ci danneggi. La verità è la radice della vita stessa, come le fondamenta per una casa e le radici per l'albero. Se noi tentenniamo, non ci sarà né protezione né salvezza. La vita di Harichandra è un esempio di vita vissuta per il <<dharma>> e per la verità. Per seguire la verità egli abbandonò moglie e figli che dovette vendere, insieme a se stesso, per pagare i suoi debiti. Tuttavia egli non disse mai il falso! Quando suo figlio morì, sua moglie lo porto al crematoio dove lui lavorava. Egli sapeva bene che erano suo figlio e sua moglie, ma compì lo stesso il suo dovere perché era addetto alla cremazione dei corpi. Harichandra, in ogni circostanza, buona o cattiva della sua vita, non disse mai il falso e seguì sempre il <<dharma>>. Egli considerò la verità ed il <<dharma>> come i suoi due occhi, come le ruote del carro, come le ali di un uccello.

La via per amare

1 - pag.9 Le buone qualità predispongono l'aspirante alla via da percorrere.

Più che le precedenti epoche, l'Era attuale (Kali Yuga), offre svariati mezzi, mediante i quali l'uomo può formarsi la facoltà del discernimento ( viveka). Per l'istruzione, ci sono tante scuole e istituzioni quante ne occorrono; se si vuole la ricchezza, esistono molte possibilità di procurarla onestamente, seppure con un certo sforzo. Ciononostante, la felicità e la tranquillità degli uomini non sono aumentate, anzi, c'è più sofferenza che nelle precedenti epoche. Per quale motivo? Il motivo va ricercato nel comportamento dell'uomo, nel suo stesso modo di vivere. La vita umana è, senza dubbio, il più alto grado dell'evoluzione e, perché abbia un senso, è indispensabile l'impegno spirituale, che è puro e sacro; per vivere in questo modo, grande importanza assume il carattere individuale. E’ il carattere che rende immortale la vita umana: esso sopravvive anche alla morte. C'è chi afferma che la conoscenza è potenza: non è esatto. Il carattere è potenza. Anche per acquisire la conoscenza ci vuole una forte tempra, un carattere perfetto, integerrimo, senza traccia di male; carattere che ogni uomo dovrebbe cercare di avere. Notate come Buddha, Gesù Cristo, Shankaracharya e Vivekananda, grandi Saggi, Santi e devoti del Signore, siano tutti ancora molto cari al ricordo degli uomini. Quale prerogativa li rese memorabili nel corso dei tempi? Fu, certo, il loro personale carattere. Se il carattere non è perfetto, né ricchezze, né istruzione, né condizione sociale contano, è come il profumo, che dà al fiore più pregio e valore.

Poeti, pittori, artisti e scienziati possono anche esser grandi nel rispettivo campo ma, se non hanno un buon carattere, non trovano spazio nel sodalizio umano. Può senz'altro sorgere il dubbio che non tutte le persone riverite e rispettate dalla Società abbiano quel carattere indispensabile ad una vera grandezza. Ma, parlando di società e di carattere, Io intendo riferirmi a quella " Società" ed a quel " Carattere" strettamente aderenti a certi immutabili valori. Normalmente si attribuisce un qualche valore ad alcune qualità, valore che muta da un giorno all'altro, e la conformazione del carattere si adatta a queste incoerenze. Ma la natura fondamentale di un perfetto carattere è eterna, è sempre uguale, quali che siano le vicissitudini della società; è eterna perché associata ad un'altra entità eterna, allo Spirito. Tra le virtù che contribuiscono a formare un carattere integerrimo, le più nobili sono l'Amore, la Pazienza, la Tolleranza, la Costanza e la Carità; virtù degne di apprezzamento e di rispetto.

Le numerose piccole azioni di ogni giorno diventano abitudini che, poi, plasmano l'intelletto, formano le opinioni e foggiano il tenore di vita. Tutto ciò che si costruisce con la fantasia, che si cerca negli ideali, tutto ciò verso cui tendono le aspirazioni, resta indelebilmente inciso nella mente. Deviati da queste impressioni, ci formiamo una conoscenza tutta nostra, un'immagine particolare del mondo che ci sta intorno ed a questa immagine ci attacchiamo. La condizione attuale dell'uomo, non è che l'effetto del suo passato e delle abitudini contratte durante quel lungo periodo. Qualunque sia la particolare forma di carattere che egli si ritrova, può certamente modificarla cambiando l'abituale processo di pensiero e di immaginativa. La cattiveria dell'uomo non e incorreggibile. Non fu forse il bandito Angulimala trasformato dal Buddha in una persona di buon cuore? E il ladro Ratnakara non divenne forse il saggio Valmiki? Con uno sforzo cosciente, le consuetudini possono essere variate ed il carattere cambiato. L'uomo ha sempre la capacità innata di affrontare le sue tendenze sbagliate e di modificare i suoi costumi dannosi. Mediante il servizio disinteressato, con l'abnegazione, la fede, la preghiera ed il ragionamento, le abitudini inveterate che vincolano gli uomini alla terra, possono essere soppresse e sostituite con nuove altre, capaci di portare lungo il sentiero divino. Tutta la letteratura di argomento spirituale, poemi epici, libri e periodici induce ad una particolareggiata analisi del carattere, dei suoi modi di essere e di manifestarsi, ed insegna come emendarlo. La rivista " Sanathana Sarathi" ha questo preciso obiettivo, non intende fare esibizione di dottrina né guadagnarsi nome e fama.

Ma, bisogna dirlo, la sola lettura di un libro o di un giornale non dona la facoltà del discernimento. Ciò che si vede, si ascolta o si legge, va messo in pratica nella vita quotidiana, altrimenti la lettura non è altro che perdita di tempo. Se sì legge un libro per passatempo, anche il libro si perde nel tempo: lo si dimentica e non ne resta nulla.

3 - pag.14 Sadhana - Il modo di vivere

Ci furono, ci sono e ci saranno sempre, maestri disposti a rivelare e ad insegnare all'uomo il modo di raggiungere le altezze di cui è capace utilizzando tutti i suoi poteri fisici, mentali ed intellettuali, animato dalla costante idea di perseguire un unico scopo. La mente umana propende verso gli oggetti materiali e si perde in considerazioni inutili sull’aspetto esteriore del mondo. Come può quindi essere allenata alla costanza? Ognuno dovrebbe chiedersi: " Se i grandi uomini (i Mahatma ed i Mahapurusha) che erano persone come me, anime incarnate come me, riuscirono a conseguire la perfezione, potrò riuscirci anch'io se seguo il loro metodo. A che mi vale passare il tempo in cerca dei difetti e delle debolezze altrui?" Quindi, il primo esercizio spirituale è quello di cercare i tuoi stessi difetti e le tue debolezze per correggerli e perfezionarti.

L'incessante quotidiana fatica deve avere, come traguardo e come motivazione, la prospettiva di rendere sereno e piacevole l'ultimo periodo della propria vita. Ma anche ogni singolo giorno ha il suo tramonto. Se la giornata è stata spesa in buone opere, la notte verrà a benedirci con un sonno profondo, un sonno fortificante e ristoratore, un sonno che secondo quanto si dice è affine all'estasi, alla beatitudine celeste (Samadhi). La vita terrena dell'uomo è di breve durata. Ma anche in questa breve vita uno può ottenere la beatitudine divina se, saggiamente, usa bene il suo tempo. Due uomini possono essere apparentemente uguali, avere un aspetto somigliante, esser stati allevati e cresciuti in condizioni di parità, ma il primo diventa un angelo e l’altro conserva la sua natura animalesca. Quale causa ha determinato uno sviluppo così diverso ? La causa va attribuita alle abitudini, al conseguente comportamento ed al carattere in cui quel comportamento si è radicato. L'uomo è la creatura del suo carattere.

22 - pag.70 Differenze di carattere fra l'uomo ed il demone

I Manava, gli Uomini, sono traboccanti d'amore. Il loro cuore è una fonte di Grazia ed essi sono sempre sinceri e sereni. La caratteristica della loro mente è la pace, che è la qualità innata della mente umana; per trovarla non occorre andare in giro a cercarla. Come l’oro e l’argento si trovano nascosti nel sottosuolo, e le perle e i coralli nelle profondità marine, la pace e la gioia sono celati nella dinamica mentale. Chi, col desiderio di trovare questi tesori nascosti, spinge il pensiero a scrutare il proprio animo, si sentirà poi pervaso d' amore. Soltanto coloro che sentono questa fiamma d'amore e vivono nella sua luce possono esser chiamati uomini. Chi ne è privo è un Danava, un mostro, un essere sub-umano. Quel sacro ardore non è intermittente, non si manifesta ad intervalli, ma è sempre presente, immutabile, indivisibile, unico. Chi è saturo d'amore è incapace di disprezzo, di egoismo, d'ingiustizia, d'immoralità e di simili indegni comportamenti che, invece, caratterizzano chi non sente ispirazioni d'amore. I Danava calpestano l'amore e assecondano le qualità inferiori, quelle che i Manava, per contro, considerano dei serpenti da distruggere, per alimentare soltanto i sentimenti d'amore. La condotta immorale e le cattive abitudini alterano la natura umana, mentre i cuori colmi d'amore ne rivelano l’autenticità. Per amore o Prema s'intende quel sentimento immacolato, disinteressato, generoso, privo di imperfezioni e costante. Tra le parole Manava e Danava la differenza consiste nelle sillabe " Ma" e " Da". La sillaba " Ma' è gradevole, dolce e, nel simbolismo, è immortale; il suono " Da" è ostico, irregolare, mordente. Sono forse uomini coloro che non sanno essere affabili e che cercano di reprimere la naturale inclinazione all'immortalità? Hanno la natura dei Danava pur avendo sembianze umane! L’elemento fondamentale dell'uomo non è la forma, bensì il suo carattere. Come possono chiamarsi uomini, solo perché hanno fattezze umane, quelli che, sprovvisti di ogni senso di bontà e di giustizia, hanno invece una natura demoniaca ? No, non si può chiamarli uomini. Pertanto, il mio giudizio non riguarda la figura umana, ma le qualità dell'uomo. Fra gli esseri umani c'è un gran numero di Danava. Gli uomini, a giudicare dall'aspetto, si somigliano tutti, ma il loro comportamento li distingue in Manava e Danava. I Manava sono spinti ad agire da sentimenti generosi e benevoli; le loro azioni sono improntate a gentilezza, onestà, amore e verità e dimostrano che è possibile realizzare e manifestare la propria immortale essenza. Il loro animo buono, splendente di gioia, si riflette sul loro viso, ma il volto di chi, non possiede quelle magnifiche doti di bontà, pur essendo esultante, rispecchierà solo il fuoco distruttivo di un Danava, non lo splendore della grazia di Ananda, della gioia perfetta.

23 - pag.72 L'esperienza di oggi è il risultato delle opere del passato

Durante il Treta-Yuga - l'Età d'argento, l'epoca di Rama - Narada chiese al Signore Ramachandra quali fossero la natura e le caratteristiche dei Suoi servitori (Dasa) e degli aspiranti spirituali (Sadhaka). Egli rispose:- " Ascolta o Narada! I miei Dasa sono pieni d'amore, rispettano sempre il Dharma, la Legge Divina, dicono il vero, sono compassionevoli, sono privi di errore; evitano il peccato, hanno un temperamento saldo, sanno rinunciare volentieri a tutto, si nutrono con moderazione, si dedicano al bene degli altri, non hanno egoismo, non sono turbati da dubbi, non prestano orecchio all'adulazione, ma si rallegrano nel sentire elogiare gli altri ed hanno un bel carattere, forte e santo. I Sadhaka sono coloro che cercano di avere quelle bellissime qualità e quel carattere. Ora ti parlerò di chi mi è caro. Chiunque sia impegnato nella preghiera, nel sacrificio, nell’osservanza dei doveri religiosi e morali, chi esercita l’autocontrollo e la disciplina, chi ha fede, pazienza, sentimenti di amicizia e solidarietà, di gentilezza e gioia, oltre che un puro amore verso di Me, mi è caro." " Ed ora ti dirò chi sono i Miei veri Bhakta, i miei veri devoti. Chiunque prenda coscienza della Realtà con oculatezza e abnegazione, con umiltà e saggezza, chiunque sia sempre immerso nella contemplazione della Mia Lila - la manifestazione del Principio Cosmico in ogni aspetto fenomenico del mondo - chiunque si soffermi col pensiero sul Mio Nome in ogni momento e sotto qualsiasi condizione, chi versa lacrime d'amore ogni qualvolta senta nominare il Signore, quello è il Mio vero Bhakta". Dunque il Signore proteggerà in tutti i modi ed in ogni momento quelle persone che Lo adorano con devozione completa ed incontaminata, proprio come una madre protegge i suoi figli, una vacca soccorre i suoi vitelli e le palpebre difendono gli occhi, senza sforzo, automaticamente. Quando il bambino diventa adulto, le premure della madre per la sua sicurezza diminuiscono. E così fa anche il Signore, allentando la Sua assistenza allo Jnani, al devoto diventato saggio; ma il Saguna Bhakta, il devoto che ancora non si è staccato dai guna - dagli elementi costitutivi della Natura - è come un bambino che non ha alcuna forza tranne quella del Signore, mentre allo Jnani basta la propria forza. Quindi, finché non potrete contare su voi stessi, dovete essere dei bimbi nelle mani di Dio, come un Saguna Bhakta. Nessuno può divenire un Nirguna Bhakta, - staccato completamente dai guna, un saggio - se prima non è stato Saguna Bhakta. Pertanto i devoti devono crescere come fanciulli in braccio alla madre e, in seguito, diventati saggi, sicuri delle proprie forze, saranno liberi. Nondimeno, tutti traggono vigore dalla stessa sorgente, dalla Madre. Sono davvero fortunati coloro che scoprono la via segreta della devozione, coloro la cui Bhakti è protesa verso un solo obiettivo, che fortificano il loro carattere, che si affidano come bimbi al Signore, convinti che ogni cosa proviene da Lui, è fatta da Lui secondo il Suo volere. Perciò, quanti vogliono essere veri Dasa, Bhakta, Priva e Ananya Bhakta - servitori, devoti, prediletti da Dio e chi intende votarsi esclusivamente al Signore - devono seguire il relativo sentiero e glorificare il Nome corrispondente alla loro scelta, e poi agire e vivere in conformità: il Bhakta sviluppando le caratteristiche proprie del devoto, il Priya - beniamino del Signore - uniformandosi al Suo Amore, l’Ananya Bhakta dedicandosi completamente a Lui. Il leggere ed il parlare soltanto, non sono di utilità alcuna. L'Ananda deriva dall'azione, non dalla casta, dalla razza o dal sesso. In quei tempi lontani, un giorno in cui Sri Rama era andato a trovare Sabari, mentre accettava festoso l'offerta di erbe e frutti scelti e preparati per Lui con cura amorosa.

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Sabari gli domandò: " Signore, non sono che una donna di scarso intelletto e, per di più, di umile condizione. Come posso lodare Te? Non so come fare ne che cosa fare". Ed il Signore Rama, sorridente, rispose: " Sabari! La Mia missione consiste nel creare un vincolo di parentela fra Me e chi Mi ama; è il vincolo della Bhakti. Io non ho nulla a che fare con la razza o la casta. A che servono condizione sociale, ricchezze, carattere, se manca la devozione ? Come la nuvola vagante nel cielo non dà pioggia, chi è privo del sentimento religioso si trova in balia dei venti, qualunque sia la sua posizione: economica, di casta, di potere e di fama. I Bhakta hanno a disposizione nove strade per raggiungerMi, ed ognuna di esse va bene". Sabari allora Lo pregò di fargliele conoscere e Sri Rama rispose:

  • Sravanam: acquisire la conoscenza ascoltando, imparando, studiando;
  • Kirtanam: celebrare e cantare la gloria del Signore;
  • Vishnohsmaranam: ricordare ed invocare il Suo nome;
  • Padasevanam: venerare, tributare onore ai Suoi piedi;
  • Vandanam: obbedire e aderire al Suo volere;
  • Archanam: rendere a Dio l'omaggio che Gli è dovuto;
  • Dasyam: servire Dio attraverso le Sue creature e mettersi nelle Sue mani;
  • Sneham: amare intensamente Dio ed assoggettarsi a Lui;
  • Atmanivedanam: meditare e riflettere sull'Essenza Atmica, percepire lo Spirito   Universale; autorealizzazione.

" Se il devoto segue fedelmente una di queste vie, mi raggiungerà; Io sono legato a queste nove forme di devozione. Ecco perché ti è stato facile avere l'opportunità di vederMi, toccarMi e parlare con Me; un'opportunità che persino gli Yogi ottengono difficilmente. Oggi hai potuto realizzare lo scopo della vita. Vedi, le parole che oggi ti dico, non sono che l'effetto delle tue azioni passate".

8 - pag.88 Un buon carattere è il gioiello della vita umana

L'uomo deve rendersi conscio della Verità eterna e capire la relazione che ad essa lo lega quando si trova ancora nel corpo fisico, prima che la morte si presenti a ritirare il suo pedaggio. La Kathopanishad esorta: Utthishtata! Jagrata! Prapyavarannibodhata! - " Sorgete, svegliatevi, andate a ricevere l'iniziazione dai Grandi!" Chi è tormentato dai dubbi su ciò che deve accettare o rifiutare, chi è accecato dalle illusioni, chi non sa distinguere fra tenebra e luce, fra morte e immortalità, tutti costoro dovrebbero cercare la guida di persone illuminate, in grado di aiutarli a capire la Verità eterna, la base di tutto il Creato, splendente di luce propria. Vedrebbero allora terra e cielo avvolti dallo stesso splendore. Per avere questa visione unitaria l'uomo dovrebbe desiderarlo ardentemente e praticare una ferrea disciplina. La stessa vita umana è la risultante di un numero incalcolabile di buone azioni, e non dev'essere gettata via; bisogna sfruttare appieno questa possibilità. La Kenopanishad avverte: Nachedihaavedin Mahativinashtih, ossia: "non buttar via il gioiello che possiedi"; non è un vero peccato evitare le vie di scampo, avendo tante possibilità di salvezza nel corso stesso della vita mortale? Per tutti coloro che in realtà non sono che animali in forma umana, che sono schiavi dell’orgoglio e di altre caratteristiche animalesche, la tempestiva presa di coscienza è importantissima; l'indugio è infecondo. Sarebbe pazzesco incominciare lo scavo di un pozzo quando la casa è già in fiamme. Perciò, chi sa essere perspicace, dovrà cercare, con tutti i mezzi a sua disposizione, di capire i principi fondamentali, di apprendere gli insegnamenti dei grandi uomini che hanno percorso il sentiero spirituale, e di far entrare il tutto fino al limite del possibile - nel raggio della sua stessa esperienza. Se non si compie questo sforzo, se si rifiuta la via e si spreca la vita, si insulta il nome stesso della specie umana! Anziché rendervi schiavi delle cose provvisorie e ingannevoli e perder tempo prezioso a perseguirle, dedicate ogni minuto alla ricerca della verità, alla contemplazione dell'eterno, infinito, vero Signore. Questa dedizione è la vera mansione dell'anima. D'altronde, passare il tempo dietro falsi piaceri, vuol dire lasciarsi trascinare dal mondo. Non bisogna cadere vittime delle attrattive venefiche degli sfarzi terreni né delle lusinghe di seducenti bellezze. Un giorno tutte queste piacevoli sensazioni svaniranno come una favola vissuta in un sogno! Qualunque vicenda umana che aiuti l'uomo a crescere ed a farsi avanti nella vita, inclusa l'istruzione, non serve al suo progresso spirituale, anzi ne determina il regresso, in quanto ognuna di quelle vicende appartiene al mondo fenomenico di Maya. Ma la Verità, in qualsiasi modo Maya la rivesta, splenderà sempre più fulgida poiché tale è la sua natura. Com'è possibile presumere che il mondo materiale, che cambia ad ogni momento, che deperisce e va in rovina, col suo capriccioso alternarsi di apparenze e dissolvenze, sia l'eterno Vero? Ciò che contraddistingue un Sadhaka è la ricerca della verità, non degli aspetti mutevoli di questo mondo decadente e fittizio, dove non può esserci l'esistenza autentica (Sathyachara), dove la vita è irreale. La vera vita consiste nella realizzazione del Signore, ed ogni uomo deve ricordarselo sempre, in ogni momento.

Prema Dhaara

pag.43 (29)

 

Miei Cari Ragazzi,

accettate le Mie Benedizioni e il Mio Amore. Fate attenzione alle vostre parole, fate attenzione alle vostre azioni, fate attenzione al vostro cuore. Il carattere è forza. La pazienza è tutta la forza di cui un ragazzo ha bisogno. Sai non è distante da voi, o altrove in qualche posto lontano. Egli è in voi. Nel vostro altare interiore. L'uomo soffre, perché è incapace di trovarveLo e di trarre pace e gioia da questa scoperta. Ragazzi! Un cuore senza amore è un deserto arido, l’amore è la base della vita, l’aria che viene inspirata ed espirata deve essere amata perché possa riempire e vivificare.

Con Benedizione e Amore,

Baba - 3.2.1975

Corso estivo 1993

Vera istruzione   pag.120 – (121)

...Rispetto e cortesia sono reciproci, non sono a senso unico. I nostri ragazzi cantano la seguente recitazione Vedica:

"Nakarmana, Naprajaya, Dhanena

Tyage naike Amritatva Manasuh”.

L’immortalità non viene conseguita con i rituali,

con la nascita o la ricchezza,

ma solo con il sacrificio e la rinuncia.

I nostri studenti non hanno lo spirito del sacrificio; se devono fare qualche sacrificio, sacrificano il loro carattere. Cosa c’è di buono nel vivere quando vi siete privati della vostra fermezza di carattere? Voi potete sacrificare qualsiasi cosa, persino la vostra vita, però mai il vostro carattere. Si dice che 3/4 della vostra vita è carattere. In realtà la nostra vera vita è il carattere....

Colloqui

H - Che cosa potremmo fare per correggere il carattere ed i comportamenti dei giovani?

SAI - [2] pag.40

Il bambino cercherà sempre di toccare il fuoco finché non si scotterà. I giovani mancano di equilibrio, e vogliono subito i risultati. Ieri, ad esempio, qui si è celebrato un matrimonio. Il giovane sposo avrebbe voluto avere un figlio subito, e non gli andava di aspettare nove mesi! Arriva un cosiddetto " guru “, e i giovani corrono da lui, sperando che dia loro la Realizzazione subito. Quando restano delusi, gli voltano le spalle, ma intanto hanno acquistato un pò di prudenza e di pazienza.

sea

Un aneddoto; un giovane di famiglia poverissima riuscì a conseguire il Baccelierato in Lettere, soprattutto perché i docenti si erano stancati di bocciarlo. I suoi genitori, orgogliosi del figlio, gli dissero: “Adesso ti troviamo moglie”. E il ragazzo a loro. “Voglio una ragazza laureata come me”. La madre osservò che non potevano permettersi di prendere della servitù per una ragazza che uscirà dalla sua camera alle nove! “Tua moglie dovrà aiutare in casa". Ma il figlio: “Quello che conta è la mia volontà, non la vostra; se non fate come voglio io, vado via di casa”. I parenti cedettero e gli trovarono una moglie secondo i suoi gusti. Il giovane disse agli amici: “Sono la felicità in persona, adesso". Tre giorni dopo si svegliò e disse alla moglie: “Cara, alzati e fammi il caffè”. Ma lei gli rispose: “Caruccio, io sono laureata come te; alzati tu a farmi il caffè!”.

Così, per il ragazzo la vita era diventata un’infelicità nera; in tre giorni era passato dalla massima felicità alla disperazione. Sono comportamenti tipici nei giovani, perché non hanno imparato a rispettare i genitori, ed il loro modo d’agire nella spiritualità è lo stesso. Come vi può essere luce spirituale se l’interno non è pulito? E il lavoro interiore è una quieta indagine e discriminazione. Solo se l’interno è pulito, le discipline esteriori hanno qualche valore.17

Discorsi vol. X 1° tomo

pag.70

...Colui che vive allo scopo di mangiare è in realtà un grande peccatore; colui che vive per lo scopo di raggiungere la piena consapevolezza della sua innata realtà è benedetto. Essendo l'intelligenza il segno principale dell'essere umano, si deve fare ogni sforzo per ampliarla e affinarla, così che essa possa essere uno strumento adatto a capire il mondo interiore ed esteriore. Come per l'intelligenza, anche il carattere deve essere coltivato in egual misura, perché solo allora l'intelligenza può essere usata per servire la società. La prontezza a rinunciare al proprio piacere per sollevare il fardello di un altro è la prima virtù del carattere...

pag.95

...I suoni che produciamo, con buona o cattiva intenzione, si propagano attraverso l'aria intorno a noi. Questa è la nostra quotidiana esperienza. I suoni prodotti dalle stazioni radio passano attraverso l'atmosfera e arrivano alle nostre case quando ci sintonizziamo con esse. Le vibrazioni percorrono lunghe distanze e influiscono sulla natura di quelli che le sentono. L'atmosfera influisce anche sui cibi che l'uomo consuma. L'inquinamento dell'atmosfera è assorbito dalle piante, le piante forniscono il grano, il grano è la base del cibo e il cibo foggia il carattere e il comportamento di chi lo consuma...

Aforismi Vedici

Pag.28 - [43]

Anche il termine successivo è athah. Qui tha suona dolce e non è accentuato come nella prima parola. Athah significa “per questa ragione”. Allora la domanda da porsi è: per quale ragione? Per la ragione che né lo studio delle Scritture; né la celebrazione di riti o liturgie, né lo studio della materia, né il processo di apprendimento per mezzo dell’insegnamento di altri, possono assicurare la consapevolezza del Supremo, cioè del Brahman. Oggetti, persone, riti e attività sono passeggeri e suscettibili di trasformazione, di decadenza, di distruzione; al massimo, possono servire a purificare la mente. Il karma (inteso come azione ritualistica) non può liberare una persona dall’ignoranza di base o indurre la consapevolezza della realtà del Brahaman. Bisogna essere consci di questo limite per poter meglio indagare nel mistero dell’Assoluto, fonte e nucleo del Cosmo.

Pag.29 - [44]

Questo primissimo sutra pone l’accento su una lezione: chi dedica la propria vita al conseguimento della conoscenza spirituale dell’Atma, cioè del suo Sé, deve possedere sante virtù che plasmino la sua condotta e lo portino così a contatto col sacro, giacché nessuna conoscenza può eguagliare un carattere virtuoso. In realtà, il carattere è potere. Infatti, anche per chi si è dedicato per anni all’aquisizione di una cultura universitaria, è sempre indispensabile la qualità di un buon carattere. Non c’è religione che non sottolinei l’importanza della stessa qualità, non già come particolare condizione per la fede, bensì come base per la vita spirituale e per una buona morale. Coloro che conducono la loro vita secondo questa linea, non subiranno mai danni, ma si renderanno meritevoli di buoni frutti.

Pag.29 - [45]

Le buone virtù sono i mezzi più efficaci per purificare la coscienza dell’uomo ad ogni livello, poiché esse predispongono una persona a scoprire le scelte da fare. Solamente chi si è guadagnato un buon destino può vantare livelli eccellenti di discriminazione e di coerenza alle decisioni. La coerenza nelle decisioni è la zattera che permette all’uomo di attraversare l’oceano del perenne mutamento e della paura (Bhava-sagara). Il virtuoso ha un posto riservato nella regione dei liberati. Qualunque sia la parte che inevitabilmente gli resta da svolgere nell’ambito di un’attività, l’impatto con la stessa non lascerà alcun segno su di lui, sempreché egli sia un uomo di virtù, un uomo che si fonderà in Brahman, personificazione della Suprema Beatitudine.

Pag.30 - [46]

Una persona potrebbe aver celebrato una grande varietà di riti vedici e di sacrifici; potrebbe persino interpretare ed esporre il contenuto di molte sacre scritture che conosce alla perfezione; potrebbe anche essere una persona molto ricca, magari proprietaria di un’immensa ricchezza e di vaste tenute agricole; potrebbe insegnare i Veda e le loro discipline complementari mediante un’opportuna esposizione di significati; ma, se costoro non possiedono un carattere morale, non troveranno posto laddove si insegna o si impara cos’è il Brahman. Questa è la lezione impartita dal presente sutra.

Domande e risposte

pag.37

...D.- Svami, quali sono i tratti del carattere che dobbiamo evitare; voglio dire, quelli che sono d'ostacolo sulla strada di chi cerca la Liberazione dal ciclo delle nascite e delle morti?

R.- Sono la sestuplice serie dei nemici che ho già citato (ari-shadvarga): l) desiderio (kama). 2) ira (krodha); 3) avidità e avarizia, (lobha); 4) ignoranza (moha); 5) superbia (mada); 6) invidia (mat-sarya). Questi devono essere evitati.

D.- Che cosa si intende esattamente per kama?

R.- Il desiderio di ricchezze, di proprietà, di onori, di stato sociale, di fama, di prole; come elencarli tutti? E’ l'attaccamento a tutte le cose di questo mondo sensoriale, di questo mondo falso, effimero, impuro.

D.- E krodha? Cos'è?

R.- E’ la voglia di far del male ad altri e di mandarli in rovina.

D.- Lobha?

R.- Lobha è la determinazione che nessuno partecipi nemmeno per una minima frazione a ciò che egli ha o si è acquistato e che non vengano diminuiti i suoi beni neppure in tempo di carestia.

D.- Che cosa significa moha?

R.- E’ l'illusione che qualcuno ci sia più vicino di altri, e il desiderio di compiacerlo e di favorirlo più di altri, il che porta ad accumulare a suo favore, con tutti gli sforzi che ciò comporta.

D.- E mada?

R.- Si chiama mada la boria che nasce quando un tale crede di essere dappiù degli altri o per dottrina, o per ricchezza, per fama o per potere fisico o d'altro genere. Anche quando queste qualità non ci sono, mada fa si che non ci sia rispetto per gli anziani né considerazione per i sentimenti altrui, e invece si desiderino solo i propri comodi e la propria sicurezza: mada è il colmo dell’egoismo.

D.- L'ultimo che Svami ha menzionato è matsarya. Che cos'è, Svami?

R.- Matsarya è quell'istinto che tende a rendere scontenti della gioia degli altri e a non poterla sopportare; in una parola, è l'invidia.

D.- Vi sono anche altri tratti caratteriali chiamati dambha e darpa. Che sono?

R.- Dambha è ciò che spinge l'uomo a compiere riti sacrificali (yaga e yajna) e a largire grandi somme di carità, ma al solo scopo di riscuotere plauso dal mondo; darpa è l'orgoglio che invade, l'uomo quando è ricco e felice.

D.- Che significa irshya?

R.- Irshya è il desiderio che altri soffrano quello che uno soffre, che provino i nostri stessi dolori, le nostre stesse infelicità e preoccupazioni.

D.- Allora, è differente da asuya!

R.- Sì. Asuya è il pensar sempre di far del male ad altri; è l'esser disposti a tralasciare ogni altra cosa e a sopportare qualsiasi inconveniente pur di soddisfare questa voglia di far male al prossimo. Tutti questi sono i Nemici Interiori. Finché l'uomo resta preso nella rete dell'illusione creata da questi nemici, nella sua mente non apparirà neppure il più fioco bagliore di desiderio per la liberazione.

Sadhana

12. Pag.68

La sadhana deve essere intrapresa dopo aver raggiunto un buon carattere, ciò è molto importante. In mezzo a impurità, cattiverie e malignità, lo sforzo spirituale non darà frutti. E' come un gioiello sulla testa del cobra, al centro di veleno e crudeltà.

51. Pag.75

L'uomo differisce da un altro uomo in questa lotta contro i nemici interiori. Ognuno ottiene il risultato che la sua sadhana merita. La vita non è una formula meccanica e matematica dove due più due fa sempre quattro. Per alcuni può essere tre, per altri cinque. Dipende da quanto ognuno di essi valuta il due. Oltretutto nel sentiero spirituale ognuno deve progredire, secondo il suo passo nella luce della lampada che ognuno tiene nelle sue mani. I Rakshasas erano troppo orgogliosi per inchinarsi di fronte al Signore, avevano troppa fede nelle armi e nel numero, ignoravano le più sottili e le più potenti forze dello spirito, che poteva trasportare montagne, costruire ponti sugli oceani e distruggere la furia degli elementi. Dovete cercare di diagnosticare il vostro carattere e scoprire i difetti che lo infestano, non cercate di analizzare il carattere degli altri e trovare, i loro difetti. Questo auto-esame è necessario per portare alla luce i difetti che possono minare la propria carriera spirituale. Le persone comperano vestiti di colori scuri così da non rivelare la polvere e lo sporco, non scelgono vestiti bianchi in quanto farebbero vedere chiaramente la loro sporca condizione. Non cercate di nascondere la vostra sporcizia nell'oscurità, siate vergognosi delle nature sporche e sforzatevi di ripulirle alla svelta.

81. Pag.81

La grandezza di ogni individuo dipende dalla correzione del suo carattere, non dipende dal potere, ricchezza o posizione. Pertanto cercate per prima cosa di incrementare le buone qualità o le virtù che sono in voi.

La via della Verità

Pag.74

… Oggi alcuni cercano la conoscenza spirituale a scapito di quella secolare, ma ciò non è ammissibile; infatti le perdono tutte e due perché vagano inutilmente fra l'una e l’altra, e quindi neppure tale pericolosa situazione è accettabile. L’apprendimento secolare non dovrebbe essere trascurato; è invece utile acquistare una visione spirituale mentre si studiano le materie umanistico-scientifiche. I giovani devono entrare nella sfera dell'azione e dare il meglio di se per costruire una nuova società; devono essere indifferenti alle posizioni di potere, ma devono invece sentire il desiderio di sradicare la corruzione e l'immoralità perché la società futura dipende da loro. Se il dovere dei figli è quello di servire e piacere ai propri genitori è anche loro dovere amare e servire il loro paese: servire la Madre patria senza senso di egotismo è un dovere e dovrebbe essere il sacro ideale di tutti; un tale obbligo fa parte della nobiltà del carattere individuale. Una persona senza carattere non può né elevare se stessa né essere utile al proprio paese; coloro che sacrificano i propri interessi personali per il bene della nazione, veramente svolgono i loro doveri verso la Madre patria.

Anche il sacrificio è un aspetto del carattere. Si dice spesso che gli atti di carità e di filantropia siano sacrifici, ma c'è una grande differenza fra sacrificio e carità;…

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