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Carità - elemosina

Discorsi 88/89 volume I

L’elemosina [14] pag.24

L’elemosina è simbolo del sacrificio e chi la fa non ci rimette, anzi, riceverà molto di più di quanto ha offerto. Ma l'offerta dev'essere spontanea e non bisogna aspettarsi niente in cambio. Quando si fa una semina, la terra restituisce un raccolto cento volte maggiore di quanto è stato seminato: il seme che diventa albero darà centinaia di frutti. Analogamente, per quanto piccola sia l’offerta, per quanto modesto sia il sacrificio, la gioia che ne deriverà sarà molto grande. Purtroppo l’uomo trasforma tutto in una specie di scambio affaristico, persino la devozione e, mettendo a nudo la propria ignoranza, mercanteggia con Dio: “Signore, ti offro questa noce di cocco, perché tu esaudisca il mio desiderio”. Oppure:” Signore, se vincerò 100 mila rupie alla lotteria, ne offrirò 10 mila a te", come se Dio ne avesse bisogno !

Dio è latente [8] pag.173

Dall'antichità ai giorni nostri sono stati usati tutti i tipi di parole per descrivere il Divino, ma nessuno è riuscito a far luce sulla reale verità di Dio. Il Divino è presente in tutto ed ogni forma Gli appartiene. Come descrivere o dimostrare una tale onnipresenza divina? C’è qualcuno che possa dichiarare che una cosa è divina e un’altra invece no? Certo, lo potrebbe affermare, ma non sarebbe che un illuso o un debole. La Divinità è presente nell’uomo: anche se non si vede, è latente come la fragranza di un fiore, come il fuoco nella legna e l’olio nel sesamo.

Incongruenze [9] pag.173

Inconsapevoli di questa verità interiore, gli uomini si fanno trascinare dalle apparenze esterne, considerandole reali. Fin dai primordi, gli uomini sono stati influenzati da questo modo di pensare e si sono imbevuti di ignoranza. Si ripone del latte nei formicai, per nutrire i cobra che si sospetta vi dimorino, ma, non appena si fanno vedere, vengono ammazzati. Si percuotono le bestie da soma impiegate per la coltivazione, ma poi si va a venerare l’effigie in pietra di un toro che rappresenta il sacro veicolo di Shiva. Ecco il tipo di filosofia praticata dalla gente fin dall’antichità. Gli Indiani hanno conservato questa incongruenza nel far del male agli esseri viventi, mentre adorano oggetti senza vita. Chi non offre nemmeno un boccone all’affamato, va poi a presentare ogni genere di leccornie come offerta sacra all’immagine di una divinità. C’è chi fa cadere una manciata di monete nell'elemosiniere del Signore Venkatesvara e poi nega due spiccioli ad un mendicante. E tutto questo viene considerato come parte della nostra antica tradizione! Ma in qual modo si farà santo chi nega il cibo all’affamato?

Discorsi 88/89 volume II

Karma [20] pag.198

Ogni azione, infatti, porta con se una reazione conseguente. L'azione potrebbe essere paragonata ad uno specchio, dove tutto si riflette: qualunque cosa facciate, ne riceverete il frutto. Se nello specchio della vita avete posto davanti obbedienza, trarrete il frutto dell’obbedienza; se invece ci mettete davanti qualcosa che merita punizione, ne trarrete un castigo o dispiaceri. La natura è come un insieme di tanti specchietti, dove tutto vi ritorna indietro a mò, di riflesso. Ogni azione, dunque, deve essere compiuta alla perfezione, in pieno accordo con la rettitudine e con i valori umani. Se accettate qualcosa da qualcuno, siete in debito con quella persona. Un debitore dovrà poi nascere come cane o come membro di quella famiglia verso cui si è indebitato per estinguere il suo debito. D’accordo, se qualcuno vi offre da mangiare o vi invita a pranzo, accettate pure. Niente di male in questo. Per il resto, come denaro, oggetti o altro, accettateli solo dai parenti, dalla moglie, dal marito. Così dal maestro che vi usa particolare benevolenza accettate tutto come fosse donato da Dio stesso. Da Dio, potete accettare proprio tutto, anche un castigo, perché sarebbe soltanto per il vostro bene: siatene assolutamente certi

Dio è unità

Capitolo VII. 12. Dovete acquisire anzitutto la ricchezza della devozione, della fortezza, dell'amore e della pace

Voi siete impegnati a trovare soluzioni ai problemi, argomenti per chiarire dubbi, mezzi per prevenire altri problemi che nascono da nuovi dubbi. Tali esercizi di cui sono conditi tutti i congressi, non possono aiutare con successo nel cammino verso lo sforzo spirituale. Tutte queste discussioni, i discorsi e i regolamenti non sono che fragili espedienti. Il mondo è troppo agitato e tempestoso per essere calmato da codeste esercitazioni verbali. E’ tempo di calma riflessione e non di passionali e frettolosi dibattiti e di sbrigative decisioni. Occorre riflettere ancora una volta sulle eterne lezioni lasciateci dai saggi del passato, lezioni che sono state neglette e dimenticate negli anni recenti. Come può insegnare il nuoto chi non sa nuotare? Come può fare la carità ai poveri chi ha il granaio vuoto? Acquisite la ricchezza della devozione, della forza d'animo e della pace prima di avventurarvi a dar consigli agli altri sul modo di ottenerle. Coltivate l'amore puro, scevro da desideri egoistici e condividetelo con i vostri fratelli e sorelle di ogni fede, di tutte le razze e di tutti i paesi. Non sentite il legame che vi unisce al vostro prossimo quando è in preghiera? Non sta forse chiedendo allo stesso donatore le stesse grazie che chiedete voi? Forse si esprime in una lingua differente, o in uno stile diverso, con formalità di un altro credo religioso, ma la fame e la sete sono uguali alle vostre, la sua gioia e la sua pena sono uguali alle vostre. Partecipate a quella gioia ed essa aumenterà, partecipate a quella pena ed essa diminuirà. Lasciate che il vostro amore fluisca nel cuore degli altri; l'acqua stagnante diventa sporca e puzzolente, mentre l'acqua corrente è sempre limpida e fresca. L’amore è gioia, l'amore è potere, è luce, è Dio.

Quelli che Dio ama di più

4 - pag.73 LA CARITA’

Nel mondo si pensa che un uomo ricco sia un uomo molto importante ma, nel mondo della Spiritualità, la ricchezza materiale è una cosa che non ha molta importanza. La carità è considerata più grande della ricchezza. Se essa non esiste, la ricchezza non ha nessun valore. Ci sono quattro soggetti che la reclamano. Il primo è la carità, il secondo è il Governo, il terzo sono i ladri ed il quarto è il fuoco. Se consegnerete la ricchezza al primo, cioè alla carità. il Governo concederà l'esenzione dalle tasse ed il fuoco, inoltre, avrà un pò di timore di fronte ad una persona caritatevole. Così, se uno fa la carità, gli altri eredi non reclameranno la loro parte ma rispetteranno quella persona. nel caso invece di una persona che ha ricchezza e non la dà in carità, i ladri la terranno d'occhio, ed anche il Governo cercherà di riprendersi l'intera ricchezza come tasse! Se questi (il governo ed i ladri) non la notano e la ignorano, il fuoco verrà, un giorno, e distruggerà i suoi possedimenti. Pertanto la Ghita dichiara che la ricchezza non è molto importante quanto la carità. La Verità è considerata più importante del semplice parlare. Un individuo può parlare, ma se nelle sue parole non c'è la Verità, il suo parlare non avrà valore alcuno, mentre, una persona che pronuncia parole veritiere, darà valore al proprio discorso. La Ghita ha anche detto che l'onore e la fama sono più importanti della stessa vita. Senza queste due cose essa è inutile! Quando una persona si guadagna un buon nome, l'umanità risplenderà in lei. Il dovere dell'uomo è avere buoni pensieri, una buona condotta, buone parole ed una buona vita. Meglio vivere pochi momenti come un cigno che cento anni come un cervo!

Ghita Vahini

4 - pag.184 La carità

Persone pie considerano che gli atti di carità facciano parte dei "thapas" fisici. E’ bello che la pensino in quel modo! Ma quando si fa la carità si devono prendere in considerazione sia il luogo che il tempo e la natura del ricevente.

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Per esempio: la carità per le scuole dovrebbe essere fatta in luoghi dove le scuole mancano; gli ospedali, nelle zone dove non ne esistono e dove le malattie sono endemiche; nutrire gli affamati dove questo fenomeno esiste a causa di carestie o flagelli naturali. Si dovrebbe tener conto della natura e delle condizioni delle persone alle quali si vuole insegnare il "dharma", la conoscenza di Dio, ed in genere a coloro ai quali si vuol fare ogni genere di servizio. E’ chiamato atto caritatevole, "satwico", quell'atto che rimuove in una persona la deficienza che gli impedisce il progresso spirituale.

Arjuna interruppe: <<Krishna! Posso farTi una domanda? La carità comunque fatta è carità non è vero? Perché allora distingui fra carità satwica, rajasica e thamasica? Esistono veramente questi tipi?>>. Rispose Krishna: <<Certo che esistono! Fra coloro che fanno donazioni, ad esempio, molti sono ansiosi di farsi un nome ed una fama e questo è il solo loro motivo, cioè desiderare qualcosa in ritorno. Molto pochi desiderano solo la Grazia di Dio. Doni fatti con il fine di ottenere la Grazia di Dio sono atti "satwici”. Doni fatti per aspettarsi qualcosa in cambio, come fama e pubblicità, potere e stima, o compiuti di malavoglia e sotto pressione, sono "rajasici". La carità dovrebbe essere fatta con rispetto e fede e non sbattuta in faccia, né fatta alla persona che non la merita e nel momento sbagliato. Dare cibo a chi è sazio è uno spreco e non un dono! Donare ospedali in luoghi inaccessibili è una carità inutile.

Questo tipo di carità è chiamata "thamasica".

Fare la carità è difficile ed occorre essere vigili persone e non farla a chiunque la chieda o in tutti i luoghi. Ricordate quello che ho detto dei tre tipi di carità e quindi comportatevi nel modo che giudicate più conveniente. Il dono che fate non deve essere fatto per diventare grandi e famosi, ma per scopi utili ed adatti. In tutti gli atti, l'attitudine deve essere "satwica" e deve permeare di se tutte le vostre azioni, le vostre parole ed i vostri pensieri>>.

Discorsi volume I

pag.84

... Dite che non c'è nulla di più dolce del nome del Signore ma non lo ripetete mai. Avete rovinato la strada con la trascuratezza e il vandalismo, ma consigliate ai bambini di percorrerla. Quando scopriranno l'inganno, vi chiederanno di camminare voi stessi lungo quella strada per fare loro da guida. Come vedete la responsabilità dei membri della società per la "Divina Vita" è molto grande, come del resto anche quella di tutti coloro che portano avanti un ideale, perché devono cercare di raggiungerlo essi stessi, mentre invitano gli altri ad accoglierlo. La responsabilità di un indiano è grande, perché su questa terra sono nati santi e saggi che hanno insegnato al mondo le più alte verità di elevazione spirituale. Tutti coloro che si proclamano indiani devono vivere in accordo con quegli insegnamenti per meritarsi quella discendenza l'ammirazione degli aspiranti di tutto il mondo. La Vita Divina si basa su Satwaguna che, proprio per questa ragione, deve venire coltivata. Questa guna può essere costruita solo su cibi satwici che promuovano la salute, la forza, la leggerezza di spirito e la sincerità dello sforzo. Non serve distribuire Adhyatmarasa a persone sottonutrite e deboli; date loro prima Annarasa e fate che diventino robuste abbastanza da nutrire fedi gagliarde e contenere forti ideali. La fame fisica deve anzitutto essere soddisfatta da semplice cibo satwico. In un secondo momento, cercate di ripetere il nome del Signore, quello che più vi piace. Non trattate il nome alla leggera, ma rispettateLo anche quando viene usato da un mendicante per procurarsi le offerte. Per quanto la persona che Lo pronuncia possa essere malvagia, e abbietti i motivi per i quali Lo impiega, non maltrattate il nome, perché la Sua purezza non possa mai venire oltraggiata. Ringraziate costoro per avervi ricordato il Signore e proseguite sulla vostra strada. Soprattutto non deridete né scoraggiate quelli che si rivolgono a Dio. Che diritto avete di sostituire la sofferenza dove c'era la gioia e il dubbio dove c'era la fede ?

Prema, amore, praticatelo, sviluppatelo, spargetelo e tutti gli odi e le gelosie spariranno. E' questo il dovere della società per la Divina Vita, qui come in ogni altro luogo.

Discorsi volume II

32° - 157 IL PROGRESSO SPIRITUALE

L'anno nuovo che oggi festeggiamo, ha un nome propizio: <<Subhakrith>>. Mi congratulo con voi per aver avuto la bella idea di festeggiarlo venerando <<Thyagaraja>> (grande santo, poeta e cantore, che visse nello stato del Karnataka). Assisto sovente a cerimonie di questo tipo, perché fanno parte del compito che mi sono assunto. Vengo dalla regione dove visse Thyagaraja e durante il viaggio mi sono accorto che non c'era quella devozione per <<Srinivasa>> (nome di Dio) che di questa città aveva fatto la Sua dimora ed il cui nome l'ha resa santa. La maggior parte di voi vive sulla carità dei fedeli e sui doni che essi elargiscono. I proventi vengono utilizzati per i collegi, gli ospedali ed altre istituzioni, permettendo a migliaia di persone di vivere. Io non vi condanno per questo, perché è del tutto normale che ciò che si offre a Dio, serva alle più varie necessità. Ma debbo avvertirvi che se date fondo alle riserve vi troverete un giorno ad affrontare grossi problemi! Servitevi secondo i vostri bisogni e rispettate il lavoro degli altri, che ha permesso l'accumulazione di questi beni. Chiedetevi quale lavoro avete fatto per essere autorizzati a prelevare sui beni raccolti per il tempio. Ciò che vi autorizza a dividere queste ricchezze, sono il lavoro e gli sforzi spirituali. Solamente <<dhyana>> (meditazione) e <<namasmarana>> (ripetizione del nome di Dio), praticati in uno spirito di totale dedizione, possono darvi un tale privilegio...

Discorsi volume III

13° - pag.69 COSTRUIRE O ESSERE?

Io stesso ho chiesto a Sunandamma di chiamarvi tutti qui questa sera, per parlarvi del lavoro sociale che avete incominciato. Ho posto la prima pietra del vostro Istituto questa mattina, ho benedetto lo sforzo che state facendo nel servire donne e bambini, specialmente quelli che hanno lacune mentali e sono fisicamente handicappati. Io so che siete aiutati da esperti in psicologia che possono capire presto e bene il problema degli handicappati. Ai membri di questa Fondazione, che hanno assunto la responsabilità di aiutare Sanandamma in questa missione, consiglierei di iniziare a costruire anzitutto delle stanze per dormire e poi la scuola. La chiesa può aspettare. L'atmosfera del posto in cui si svolge questo lavoro non può essere che quella di un luogo di preghiera. Questo è il rito che state iniziando ed i bambini e gli adulti che osservano i vostri sforzi non potranno avere maggiore ispirazione.

Sunandamma mi stava dicendo che alcuni di voi vorrebbero una costruzione che ricordi l'architettura dell'antica India, una specie di tempio, mentre altri preferirebbero lo stile moderno, più utilitaristico, meno caro, senza elaborati motivi decorativi. Non potete far rivivere nel ventesimo secolo l'antica architettura indiana. Dovete cercare una via di mezzo fra l'antico ed il moderno. Ciò che voglio è l'antico spirito nel cuore e non nei mattoni! Dato che i bambini appartengono all’età moderna e sono attratti dalle sollecitazioni e mossi dalle attitudini di questa età, come può lo stile di una costruzione nella quale essi devono vivere, cambiare il loro modo di vedere? E, quanto agli insegnanti, essi sono imbevuti delle passioni e dei pregiudizi della modernità. Cambiate i cuori e riempiteli di ideali e di aspirazioni come quelli che avevano i Saggi di questa terra, che erano semplici e sinceri, sempre mossi dal desiderio di espandere il loro amore a tutti gli esseri: allora lo stile della costruzione non avrà importanza. E’ l’architettura della mente che è importante! Se i bisogni dell'età moderna richiedono un cambiamento, cambiate ciò che non è essenziale. Non diluite la verità facendole così perdere la sua genuinità. Se una persona preferisce una bevanda di colore rosso o blu, non versate il colore blu o rosso nella bottiglia: sarà sufficiente versare la bevanda in bicchieri di colore rosso o blu. Allo stesso modo, se si preferisce uno stile di costruzione, fate la struttura, ma non cambiate l’essenza e l'idea di chi l’ha progettata. Hitha e Mitha, il piacevole e la moderazione, dovrebbero essere le linee direttrici. Non siate né troppo moderni, né troppo antichi, non troppo spendaccioni, né troppo avari. Prendete la via di mezzo con la quale otterrete il massimo vantaggio. Il desiderio per gli oggetti non può essere completamente abbandonato, ma può essere trasformato in uno strumento di culto. Dedicate tutti i vostri sforzi al Signore. Accettate i successi e gli insuccessi come prove del Signore e della Sua Grazia: la Sua volontà ne decreta l’accadimento. Trasformate tutte le sei passioni in strumenti di elevazione spirituale. Io so che vi preoccupate dei fondi per completare i vostri piani. Sunandamma mi ha persino chiesto di mostrargli la via! Ebbene, Colui che vi ha mostrato la via dall'inizio, continuerà a mostrarvela in futuro! Questa volontà sarà fatta; altrimenti non avrei messo la prima pietra. I buoni lavori non mancheranno mai di fondi: il Signore provvederà sempre. Solo ci vuole un po' di tempo: non scoraggiatevi! L'arancia è amara quando è verde, ma gradualmente il tempo la fa diventare dolce. Pazienza e sforzo strenuo saranno ricompensati. Vi debbo dire che per le buone cause come questa, non dovreste fare raccolta di soldi per vie tortuose. L'aiuto dovrebbe arrivare da gente col cuore aperto, da denaro guadagnato onestamente, da persone che sanno ed apprezzano lo scopo per il quale essi intervengono. Ecco perché Io Mi oppongo a tutti quei mezzi, come danze o spettacoli, fatti per raccogliere denaro. Sono contrario alle lotterie, dove l'esca di un grosso premio per il quale uno non fa niente, un premio ottenuto con i guadagni altrui, è usata per raccogliere fondi. Lasciate che ciascuno, spinto dal profondo del cuore, di sua propria iniziativa, dia qualsiasi cosa si senta di dare, dopo avere studiato bene il lavoro in corso e le possibilità dell’istituzione. Il vostro dovere è quello di informare, non di persuadere; elemosinare per un lavoro che è di per sé buono è un insulto alla natura umana. L'uomo che chiede e l'uomo a cui si chiede sono entrambi degradati. Io voglio che abbiate questo coraggio e questa fede.

Portate avanti il vostro progetto in uno spirito di umiltà e di fortitudine ed avrete successo.

Mysore, 15 settembre 1963

La via della Verità

pag.51 LO SCOPO PRIMO

 

Il rispetto del Dharma stabilito dalla religione è il primissimo passo per assicurare pace ed armonia all’umanità. L’uomo che sostiene la propria fede ed i suoi principi è in grado di servire meglio se stesso e gli altri. Il Dharma in questo contesto, significa agire secondo le tradizioni e la cultura del proprio Paese ed in India, in ogni aspetto del Dharma, troviamo immanente il concetto di pace e prosperità del mondo. Ora passiamo ad esaminare la natura dell’azione.

La ricerca intellettuale ebbe inizio con l'indagine sul mistero del Karma che, nelle nostre Scritture, si estende su vasti campi; ad esempio, fare la carità è un tipo di Karma; gli atti caritatevoli garantiscono felicità nella vita futura, affermano le Sacre Scritture, e producono un buon Karma. Anche se ben poche persone si preoccupano del futuro, la maggior parte degli atti di carità è fatta per scopi egoistici; questo è un fatto a tutti evidente! La gente si sente orgogliosa di avere aiutato il prossimo e molti desiderano essere lodati per la loro munificenza benefica verso l'umanità; questa attitudine nasce dall'ignoranza o Maya. Nei Veda e negli Sastra i Rishis insistettero sulla non-violenza, sulla compassione, sul servizio, sulla carità etc., come virtù da acquistare e praticare…

Pag.74

… Anche il sacrificio è un aspetto del carattere. Si dice spesso che gli atti di carità e di filantropia siano sacrifici, ma c'è una grande differenza fra sacrificio e carità; la gente caritatevole dà solo una frazione delle proprie ricchezze agli altri. Dare terre, distribuire cibo, contribuire al lavoro fisico e diffondere l’educazione e la conoscenza sono atti che appartengono a questa categoria, ma mediante questi atti nessun uomo dà tutto quello che possiede. Non è una maledizione essere nati poveri e non poter fare la carità! Se cerchiamo oltre troveremo che coloro i quali trattengono per sé l'essenziale e donano il resto per il bene della società, ottengono il più alto riconoscimento nel mondo…

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