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Cibo

 

Discorsi 88/89 volume I

Sobrietà nel cibo [19] pag.75

Lakshmi entra nell’uomo con gli alimenti, ed anche in questo caso bisogna stare molto attenti agli sprechi. Mangiare e bere con moderazione è una regola saggia oltre che benefica. Il cervello funziona bene quando il nutrimento è sobrio e regolare. Il digiuno è dannoso: se ci si astiene dal cibo per uno o due giorni interi, anche il potere intellettuale e mnemonico si affievolisce.

1) Non sprecare cibo [16] pag.147

Mangiate solo quanto basta per star bene. Non fatevi servire più cibo di quanto ne abbiate bisogno, per poi sprecarlo. Varrebbe la pena che, col cibo in sovrappiù, saziaste un altro stomaco. Ecco perché la prima massima è: non sprecate cibo. Il cibo viene considerato Dio. Esso ha somma importanza per la vita umana, per il corpo e per l'esistenza fisica.

Cibo e mente [17] pag.147

Gli alimenti assunti dall'uomo, dal punto di vista grossolano, vengono espulsi sotto orma di escrementi. Dal punto di vista sottile, in vece, si trasformano in sangue e, da un punto di vista ancor più sottile, si traducono nella sostanza mentale dell'uomo. La mente, perciò, dipende dal genere di cibi che si assumono. La causa dei sentimenti demoniaci che di questi tempi si manifestano è il cibo assunto. Mancano pazienza, perseveranza, amore, compassione: si hanno sol tanto idee diaboliche. Per tutto questo, la causa principale va ricercata negli alimenti. Il cibo, perciò, dev'essere puro, sacro. La stessa forma umana proviene dal cibo. Dell'acqua che beviamo, la grossolana tonifica il corpo, la parte sottile gli conferisce l'energia vitale, il cosiddetto prana. Per questo l'uomo, a seconda delle proprie scelte alimentari, può esprimere o soffocare la sua divinità. E’ in questo senso che il cibo viene considerato divino. Se sprecate cibo sprecate la Divinità. Mangiate dunque lo stretto necessario e date quanto vi avanza a chi ne ha bisogno.

La disciplina essenziale [38] pag.190

Se date dei colpi al formicaio, potete forse eliminare il serpente che vi dimora? Se punite il corpo, potete forse distruggere i desideri interiori? Rinunciando a certi cibi e a certe bevande, potete ritenere di essere dei realizzati? Se non sapete nemmeno chi realmente siete, come potete dire di essere un'anima evoluta? Sforzatevi di capire chi siete. Chi siamo noi? Gli uomini sono tutti presi nel chiedersi chi sono gli altri, ma non si preoccupano di rivolgere a se stessi questa domanda. Che cosa ricavate dal conoscere altri? Cercate prima di tutto di sapere chi siete voi. L'uomo che sa tutto di se, sa tutto anche degli altri. Egli è nella sua essenza "incarnazione dell'Amore. Una volta scoperto che siete l'incarnazione dell'Amore, vedrete ogni altro essere umano come incarnazione d'Amore.

RECITATE CON AMORE IL NOME DEL SIGNORE!

ADORATE CON AMORE IL SIGNORE!

SANTIFICATE LA VOSTRA VITA CON L'AMORE!

La fame ed il cibo [16] pag.205

Comprendete la relazione che c'è tra esistenza ed esperienza. Prendete, per esempio, la fame. Esiste del cibo per soddisfare la fame. E’ dall'esistenza del cibo che ha origine la fame: se non ci fossero gli alimenti, non esisterebbe neppure la fame. Ed è a causa della fame che si sviluppa la capacità di reperire cibo. Qui, dunque, la domanda da porsi è questa: è nata prima la fame oppure il cibo? Si potrebbe credere che sia la fame, ma è un errore. Dio creò il cibo prima di creare la fame: poiché l'uomo sperimenta la fame e dispone di cibo, può nutrire il corpo. Sia la fame che il cibo sono stati creati per la salvaguardia del corpo. Perciò vivete per la vita, non per il cibo. Chi vive per il cibo è un peccatore. Chi vive per la sua Essenza Divina è una persona che ha vinto i sensi.                                                                                            

Discorsi 88/89 volume II

Contro gli sprechi [43] Pag.18

Non c'è nulla di male nel mangiar bene, ma non bisogna sprecare cibo. E’ uno degli obiettivi del programma "Tetto ai desideri", in vigore in questo istituto. Non sprecate cibo: il cibo è Dio. Il cibo stesso è la vera incarnazione di Dio. Ci sono migliaia di persone che soffrono la fame. Mangiate quanto volete, ma non sprecate mai il cibo. Sprecarlo è peccato. Non è forse peccato privare gente bisognosa di quel cibo che è stato sprecato? Non sprecate denaro. Far cattivo uso del denaro è male. Che grave peccato lo spreco di denaro! Comprate pure ciò che volete, ma mai sprecando denaro in cose che non vi servono. Non sprecate tempo. Il tempo è importantissimo. E’ Dio. Tempo sprecato, vita sprecata. Il tempo è stato descritto con le varie forme di Dio e Dio è stato spesso descritto con la forma del tempo. Siete qui da un'ora e mezza. E’ proprio grazie al tempo che avete avuto l'opportunità di ascoltare questo discorso. Non sprecate tempo! Non sprecate le vostre energie con discorsi inutili. Non sprecate energia. Si spreca energia quando si guardano cose non buone, quando si fanno discorsi inutili, quando si ascoltano cose non buone e quando si compiono azioni negative. Guardate solo ciò che è buono. Non fate come i corvi che curiosano in tutto quello che c'è da vedere. Parlate solo quando è necessario. Non criticate nessuno. Sono queste le materie più importanti per la vita.  

Rispetto umano [13] pag.79

Quando i nostri studenti vanno a casa in vacanza, si intimoriscono nel cantare la preghiera prima dei pasti, temendo i commenti della gente.

Scacciate dunque questa paura                                            

che è un demonio

e siate audaci.

Del peccato dovreste aver paura.

Perché temete il mondo?

Chi verrà a soccorrervi

quando Yama, il dio della Morte

verrà per condurvi via,

chi verrà in vostro aiuto?

Voi oggi abbandonate la pratica della ripetizione del Nome, per timore della gente. Se per tutta la vita avrete ripetuto il Nome, nel momento del trapasso vi sarà di conforto. Incominciate sin dalla tenera età a ripetere il Nome del Signore. Non si possono fare previsioni sull’ultimo minuto.

Il cibo viziato [17] pag.81

Cari studenti, in qualunque luogo vi troviate, in convitto o altrove, fate la preghiera prima dei pasti. Esistono varie imperfezioni che potrebbero viziare il cibo servito. Il cuoco che ha preparato il cibo potrebbe non essere puro sia nel corpo che nella mente. La pentola e gli utensili usati potrebbero non essere puri. Si crede che tutto vada bene quando gli strumenti usati sono puliti. Si acquista la verdura al mercato, ma il verduraio potrebbe averla rubata. Perciò, persino nella verdura potrebbero esserci delle pecche. Come fate a sapere se una verdura è stata rubata? Non è possibile nemmeno sapere che tipo di pensieri hanno le persone che sono venute a contatto con quella merce.

Purificazione [18] pag.81

Qualunque difetto abbia il cibo che assumete, se lo offrite a Dio del cibo prima di consumarlo, esso perderà tutte le cattive qualità. Una volta che il cibo è divenuto prasad, cibo offerto a Dio, tutte le pecche verranno rimosse.

Brabrnarpanarn brabrna bavir

brabrnagnau brahrnana hutarn

brahrnaiva tena gantavvarn

brahrna-karrna-sarnadi3ina.

[Dio è l'atto di offrire,

Dio è l'offerta, da Dio viene versata

sul fuoco del sacrificio di Dio.

In verità Dio si raggiunge

concentrandosi perfettamente nell'azione,

che è essa stessa Dio].

Dovete offrire ogni cosa a Dio prima di consumarla. Questo è il modo di offrirla. Dio pulisce e purifica ogni genere di cibo che assumete.

Dio mangia, Dio digerisce [19] pag.82

“O mio caro, Io sono nella forma di Vaishanara nel tuo stesso stomaco”. Ci sono quattro tipi di cibo. Quali sono? Il primo è quello che viene masticato ed inghiottito. Il secondo è quello che si prende ingoiando. Il terzo è quello che si assume con l’aiuto della lingua. il quarto è qualcosa di piccante. Dio promette che sarà Lui a digerire e a purificare tutti questi tipi di cibo.

L'influsso del cibo impuro [20] pag.82

Cari studenti, è difficile saper riconoscere la purezza dei tegami del cibo impuro delle suppellettili di cucina e del cuoco. Ve lo dimostrerò con un esempio.

sea

Di recente. nell'ashram di Satcidanantda a Rishikes, si è verificato un episodio singolare.

Il cibo destinato ai vari. saddhu veniva servito anche dai pellegrini e dalle persone

di passaggio in quel luogo. E’ un'usanza anche per gli uomini d'affari offrire del cibo ai saddhu in certi giorni specifici.

C’era un certo Marvadi, uomo d’affari, che possedeva un negozio ben fornito. Un tale, che aveva l'incarico di pesare e controllare la merce era rimasto vedovo e aveva una figlia di 18 anni. Non c’era alcuno che le facesse la corte e la sposasse. Con l’aiuto di vari mediatori, informò il mercante di questo fatto. Marvadi era molto giovane...aveva solo 65 anni! Il vedovo desiderava dunque che il sessantacinquenne Marvadi sposasse la figlia diciottenne! Essendo molto povero, il padre della ragazza si voleva togliere il peso con quella sistemazione. Pensava, infatti, che, sistemata la figlia in una famiglia benestante, anch’egli ne avrebbe avuto dei vantaggi.

Si raggiunse l’accordo e, attesa l’occasione propizia, il vedovo diede la figlia in isposa a Marvadi. Sin dal primo giorno di matrimonio, la ragazza non fece altro che versar lacrime. Era un pianto e un singhiozzo continui "Ahime, sfortunata! La mia vita è una disgrazia!".

Il giorno dopo, la novella sposa fu condotta all'abitazione di Marvadi.

Ella non avrebbe mai ricavato gioia da tutto il lusso che c'era in quella casa, nonostante Marvadi le offrisse un mondo di gioielli e di articoli pregiati. Quando i problemi e le angosce sono nella mente, possono forse sparire mediante oggetti materiali? Nessuno mai potrà eliminarli in quel modo! Una notte, mentre Marvadi dormiva profondamente e russava, la giovane sposa se ne andò da casa e cadde nel Gange. Più tardi il cadavere venne trovato e identificato. All’11° giorno, secondo il rituale, Marvadi mandò 2000 rupie all ashram di Rishikesh, vincolando la somma all'acquisto di generi alimentari e merce varia. Quel giorno, nell’ashram di Satcidananda ci fu una grande, festa per tutti i samnyasin.67 Per l'occasione furono confezionati dolci di ogni tipo e tutti ne ebbero a sazietà. C'era nel monastero un sadhu puro di cuore. Il suo nome era Atmananda. Molte volte è venuto da Svami, dicendo che vuol lasciare tutto per vivere qui. Ma Io gli ho detto che questo non è posto per sadhu. "Torna indietro gli ho detto - e vivi in solitudine là". Gli regalai un japamala ed egli, felice, ritornò a Rishikesh. In quella festa anch'egli aveva condiviso il cibo. Ma, quando la sera si sedette in meditazione, ebbe la visione di una giovane ragazza, una diciottenne che piangeva singhiozzando. Si meravigliò di quei pensieri conturbanti, perché mai fino allora gli erano passati per la mente. Si recò al Gange per fare un bagno, poi tornò a meditare. Ma, nella sua mente si ripresentavano le stesse immagini. "Come mai nella mia mente ci sono delle impurità? Perché queste visioni?", si chiese. Si mise a riflettere e a fare un'analisi introspettiva su se stesso. Ma non riusciva a capire. Nella sua vita non c'erano impurità. Il giorno seguente tornò a fare un bagno e si sedette per meditare. Durante la meditazione, la stessa scena. Pensò che non ci fosse altro da fare che ricorrere a Satcidananda. Nel contempo, un brahmananda, un realizzato dell'ashram di Shivananda era venuto a trovare Satcidananda. Mentre i due stavano conversando fra loro, si presentò Atmananda, il quale si buttò ai piedi del brahmananda e gli disse implorando: "Maestro, che peccato ho commesso? Qual è la ragione per cui mi si presenta continuamente questa immagine durante la meditazione?". Il Brahmananda pose delle domande a Satcidananda. Ma anch'egli non sapeva capacitarsi della cosa. Il Brahmananda rifletté per un istante, poi chiese ad Atmananda: "Che cos'hai mangiato ieri?”. Il sadhu descrisse la festa del giorno prima, del cibo preparato per l'occasione e degli oggetti che erano stati distribuiti. “Da dove viene tutta questa roba?", chiese il Brahmananda.

"Col denaro offerto da Marvadi - fu risposto - si sono comprati cibo e articoli vari". A quella risposta il brahmananda volle approfondire l'indagine e seppe tutta la storia di Marvadi, che aveva inviato 2000 rupie perché fossero destinate a quello scopo.

Cibo e pensieri cattivi [21] pag.84

Tutte le idee, tutti i pensieri associati al cibo, agli utensili di cucina e al cuoco, influenzano la mente di chi se ne serve. Questa è la ragione per cui gli antichi Saggi erano soliti recarsi nella foresta, per vivere di frutti e di quello che trovavano. Non vi sto chiedendo di ritirarvi nella foresta, né del resto voi ci andreste. Dal momento che rimanete qui, se volete restare indenni dal cibo cattivo, offritelo a Dio. Il cibo non offerto a Dio può aprire il varco a svariati pensieri negativi. E’ proprio l’alimentazione che è responsabile di tutti i pensieri negativi. Ciò significa che ci sono delle imperfezioni in quel cibo, in quegli utensili, in chi cucina e nel modo stesso di aver guadagnato quel cibo. Il cibo, una volta offerto a Dio, diventa un prasad, puro come cibo consacrato.

L’offerta è antidoto [22] pag.84

sea

Mira non si preoccupava di ciò che le veniva offerto. Un giorno offrì a Krishna del cibo avvelenato, prima di consumarlo. Ella sempre offriva prima il cibo a Krishna, poi lo mangiava. Quando offrì questo latte avvelenato, Krishna divenne cianotico. Egli aveva assunto il veleno e aveva lasciato il latte sano a Mira. Quand'essa tornò nella sala adibita a tempio, si accorse che il viso di Krishna era diventato bluastro e questo per lei fu intollerabile. Era così candida e pura prima la statua marmorea di Krishna! Ed ora che si era incupita con quel colore bluastro era motivo di grande dolore per Mira.

La devozione di Mira [23] pag.84

Con questi pensieri, cadde ai piedi del simulacro. Nel frattempo, entrò Maharana e montò su tutte le furie. La prese e la trascinò fuori, gridandole: "Tu non puoi stare qui. Io qui sono il re e tu stai distruggendo la mia reputazione e la mia rispettabilità. Questo tempio l’ho costruito io e tu non hai il diritto di rimanere in una costruzione fatta da me. Vattene via!”. Mira, quando il marito fece irruzione nel tempio, non era preoccupata d'altro che del cambiamento di colore della statua di Krishna, e queste furono le sue parole: “Maharana, questo tempio è stato, sì, costruito da te. Ma che cosa puoi dire del tempio del mio cuore? Quello l’ha edificato Krishna, che vi dimora stabilmente. O mente, perché mai ti preoccupi di questi problemi, che non sono altro che il prodotto dell’attaccamento?". E, così dicendo, Mira sfidò la sua stessa mente.

O mente, va’ sulle rive

del Gange e dello Yamuna.

Sono quelli i luoghi del tuo pellegrinaggio.

Non hai bisogno di pagare un biglietto

e di andare in treno sulle rive del Gange.

E’ il Prayaga,

la confluenza dei tre fiumi

Gange, Yamuna e Sarasvati,

che è dentro di te.

E’ il punto di incontro di

ida e pingala,

dove ha inizio sushumna. 68

O mente, va’ in questo Prayaga,

che è il centro delle mie sopracciglie

e là sarai beata.

Non appena la mente raggiunge quel luogo, essa gode suprema pace e tranquillità e si fonde in Krishna. A Mira fu possibile raggiungere quello stadio supremo grazie alla sua ferma fede e alla sua costante ripetizione del Nome del Signore Krishna. Perciò, anche voi abbiate un incessante amore e una fede stabile, così da sviluppare quelle stesse qualità.

Corso estivo 1990

Scelta del cibo [8] pag.23

Chi vuole usare il corpo nel modo giusto e porsi nella condizione di intrattenersi con buoni pensieri, compiere buone azioni ed ottenere buoni risultati, dovrebbe attenersi scrupolosamente a due cose, cioè, ad una dieta regolata e al controllo delle altre abitudini di vita. Il cibo non va consumato indiscriminatamente solo per sedare l'appetito o il piacere del palato. Dovete mangiare solo cibo sattvico. I nostri pensieri sono condizionati dal genere di cibo assunto.

sea

Per esempio, tale è il fuoco e il fumo, tale la legna. Se si usa del legno di sandalo, si avrà del fumo fragrante; se si usa della legna che manda cattivo odore, il fumo sarà puzzolente. Dunque, il fumo dipende dal fuoco. Inoltre, le nuvole saranno come il fumo; l'acqua, come la nuvola; la pioggia, come l'acqua; il raccolto, come la pioggia; il cibo, come il raccolto; la testa o i pensieri, come il cibo.

Il corpo si pulisce con l'acqua, la mente con la Verità. Solo quando assumiamo cibo che apre alla Verità, siamo in grado di seguire il sentiero della Verità. Giacché il corpo è un sacro santuario, si dovrebbe evitare rigorosamente di bere qualunque sostanza inebriante e ci si dovrebbe astenere da tutti quegli alimenti che favoriscono le qualità ragiasiche, ossia quelle qualità che accendono le passioni.

“Cibo “ sattvico [9] pag.23

Che significa "cibo sattvico"?. E’ diffusa l'idea che frutta e latte siano cibo sattvico. Ma non è tutto qui. Ciò che entra per la bocca non è l'unico cibo di cui si nutre il corpo. Vi sono altri organi di senso, come gli occhi, le orecchie, il naso e le mani, che consumano ghi oggetti prendendoli dal mondo esterno. Perciò, non si creda di alimentarsi sattvicamente per il solo fatto che si prendono frutta e latte con uno dei cinque organi di senso, a meno che il "cibo" assunto con gli altri sensi possa considerarsi altrettanto sattvico.

Vulnerabilità dell'uomo [28] pag.43

Solo l'uomo ha i numeri per scoprirsi divino. A questo proposito, le abitudini alimentari giocano un ruolo importante.. Fra gli 8.400.000 specie di creature viventi esistenti al mondo, 8.399.999 raggruppano insetti, uccelli, animali vari, bestie selvagge, ecc., che vivono di quanto Dio fornisce loro in natura; perciò, in generale, essi non sono soggetti ad alcuna malattia. Unica eccezione è, in questo caso, l'uomo: schiavo del palato, degusta solo cibi cucinati a base di spezie di ogni genere, ignaro di quanto ciò riduca la sua longevità.

Vegetariano è sano [29] pag.43

Oltre a ciò, è interessante rilevare che i vegetariani sono meno soggetti a malattie, mentre i non vegetariani si ammalano più facilmente. Perché? Perché l'alimentazione a base di animali è incompatibile con le necessità di un corpo umano. I medici mettono in rilievo la scorta proteica presente nel cibo non vegetariano, ma, in realtà, va detto che nelle verdure, nei legumi, nel latte, nello yogurt e in altri prodotti alimentari ci sono proteine di qualità migliore. Il cibo non vegetariano non intacca solo il corpo fisico dell'uomo, ma lascia i suoi effetti deleteri anche sulla mente.

Controllo del cibo [30] pag.43

Cibo, testa e Dio sono fra loro interdipendenti. Se ci si nutre di cibo animale, si risvegliano tendenze animali. Tale il cibo, tali i pensieri. Gli uomini d'oggi hanno un comportamento più selvaggio di quello delle belve di una foresta: sono divenuti crudeli, spietati e senza cuore. Perfino fra simili vien meno la comprensione e l'umanità. La causa principale di ciò sta nel tipo di cibo assunto. Studenti, fate attenzione al cibo che mangiate. Fate in modo che vi dia salute e felicità. I nostri avi facevano due pasti a1 giorno e gli antichi saggi mangiavano una sola volta al dì. Dicevano che è un asceta (yogi) colui che mangia una sola volta a1 giorno, un godereccio (bhogi ) chi mangia due volte e un malato (rogi) chi tre volte.

Bastano 1500 calorie al dì [31] pag.43

La gente oggi mangia a tutte l'ore, per non parlare degli spuntini e delle bibite fra un pasto e l'altro. Come farà a scampare da indigestioni e malattie? Il fabbisogno di un uomo equivale ad una caloria a1 minuto. I giovani si dovrebbero accontentare di 2000 calorie al giorno. Per una vita sana, all’uomo bastano 1500 calorie al giorno. Oggi però si arriva ad assumere sino a 5000 calorie al giorno. Di conseguenza, la gente soffre di indigestione e di insonnia. E la mancanza di sonno è all'origine di molti disturbi. Non abbiate la preoccupazione di dormire: se vi coricate senz'ansia, dormirete automaticamente come ghiri.

Alimentazione e cibi puri [4] pag.86

Questa operazione di pulizia si effettua regolando l'alimentazione e le altre abitudini di vita, compreso il divertimento. Gli studenti giovani in modo particolare dovrebbero evitare con cura di consumare cibo impuro. La purezza del cibo va accertata sia sui recipienti usati in cucina, sia sui generi alimentari, sia, in terzo luogo, sulla maniera di cucinare. A questo proposito, è importante notare che si tende generalmente a sottovalutare il fatto che tante malattie, di cui la gente è affetta oggi, sono dovute al consumo di generi ottenuti in modi ingiusti, oppure contaminati dalle vibrazioni cattive provenienti da cuochi di dubbia indole. E’ estremamente difficile, per non dire assolutamente impossibile, specie al giorno d'oggi, accertare questa purezza da ogni punto di vista ed in ogni momento. Per sormontare tutti questi problemi pratici, la scorciatoia suggerita dalle Scritture è di offrire il cibo a Dio prima di consumarlo, considerandolo com’è giusto un dono del Signore.

Come purificare il cibo [5] pag.87

Alla domanda "Dov'è Dio?", risponde il versetto 14 del capitolo XV della Bhagavad Gita: Aham vaishvanaro bhutva..., laddove si dice che il Signore dimora in ciascuno sotto forma di fuoco digestivo (Vaishvanara), il quale assimila i vari tipi di cibo che vengono ingeriti. Se mangiate del cibo senza prima offrirlo a Dio, sarete colpiti da tutte le impurità e da tutte le tare in esso presenti. Al contrario, se prima di mangiare, offrite a Dio il cibo, come viene suggerito dal versetto 24 del capitolo IV della Gita Brahmaranam brahma havir... quel cibo diventa prasada, ossia dono di Dio e, di conseguenza, vengono da esso eliminate tutte le impurità. Ciò serve al graduale processo della mente che viene purificata dalla corruzione e dall'immondizia, che si chiama mala.

Occorre tempo [6] pag.87

Va tuttavia precisato che la completa rimozione delle impurità non può avvenire in un sol giorno e neppure in un mese, ma richiede un esercizio costante e prolungato.

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Se l'oro grezzo o un minerale dev'essere portato alla sua purezza, per eliminarne le impurità, va fuso più volte al fuoco. Così pure, l'impurità della mente umana - mala - può essere eliminata da una pratica costante e ripetuta per un certo periodo di tempo.

Pensi come mangi [14] pag.100

Ciò accade perché non si fanno sforzi per capire la natura ed il ruolo della mente umana. Gli alimenti che l'uomo consuma vanno a rifornire la sorgente di ciò che è l'origine, il sostegno e lo sviluppo della sua mente. Dopo la digestione, la parte più grossolana del cibo viene espulsa sotto forma di escrementi. Una parte sottile diventa sangue e carne, mentre la parte più sottile assume la forma della mente. Perciò, la natura della mente dipende dalla qualità e dalla quantità del cibo consumato.

Dal cibo alla beatitudine [15] pag.100

Mentre il corpo grossolano ossia l'involucro costituito dal cibo è principalmente derivato dagli alimenti, la parte sottile dell'acqua che beviamo dà il suo contributo alla guaina della vita - La parte grossolana dell'acqua viene espulsa con l’urina. I due involucri del cibo e della vita sono alla base degli altri tre involucri, e cioè, l'involucro mentale (manomayakosha-), quello intellettuale e quello della beatitudine (anandamavakoshaj). Ciò dimostra l'enorme importanza che rivestono il cibo e le bevande nel modellare e sviluppare la personalità umana.

Riti purificatori del cibo [3] pag.106

Constatato il progressivo indebolimento morale dell’uomo dovuto alle imperfezioni del cibo di cui si nutre, i nostri antenati hanno escogitato metodi e mezzi semplici ma sacri per purificare il cibo prima di consumarlo. Essi avevano l'abitudine di aspergere dell'acqua sul cibo, salmodiando il mantra: Annam Brahma, Raso Vishnuh, Bhokta Maheshvarah: "Il cibo solido è Brahma, l'acqua da bere e le parti liquide degli alimenti sono Vishnu, il beneficiario del cibo è Shiva (Maheshvara)”. Nel compiere questo rito purificatorio, chi si appresta a mangiare prega la Trinità, perché lo protegga nella verità (satyam) e nell'ordine morale (ritam). L'invocazione rivolta alle tre Persone della Trinità è per chiedere la triplice purezza nei pensieri, parole ed opere (trikarana shuddhi). Con questo rito il cibo veniva santificato come un prasad. 53

I cosiddetti intellettuali d'oggi, tronfi d’orgoglio per i loro talenti e capacità, non sanno quanto sia efficace e potente la verità e l'ordine morale.

Amor proprio e attaccamento [6] pag.108

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Un giorno, mentre si recava al fiume per fare un bagno insieme con le sue discepole, si imbatté in un asceta, noto per la sua completa rinuncia a tutto. Dormiva sul ciglio della strada, la testa adagiata sulla brocca vuota dell’acqua. Era una brocca ricavata da una zucca secca. Usandola come guanciale, la teneva anche stretta a se per evitare che gliela rubassero. Ubhaya Bharati, volendo dare al monaco una lezione, si rivolse alle consorelle ma con un tono di voce che potesse essere udito da lui: "Guardate quel monaco che ostenta tanta rinuncia agli attaccamenti. Non è strano che non sappia staccarsi da una brocca di nessun valore?”. All'udire questa osservazione, l’asceta si adirò pensando fra se: "Non è che una donna! Che autorità può avere nel darmi istruzioni su come comportami?”. Pochi istanti dopo, quando Ubhaya Bharati tornava dal fiume dov’era andata a fare il bagno, egli gettò ai suoi piedi la brocca dell’acqua per dimostrarle il suo senso di rinuncia completa. La reazione di Ubhaya Bharati fu pronta, e commentò alle discepole il gesto dell’asceta: "Ahimè! Non solo è pieno di attaccamento, ma anche di egoismo". Subito quel monaco corse da lei, le si gettò ai piedi nonostante fosse una donna e invocò il perdono delle sue mancanze.

Da questo racconto appare chiaro che all’origine della schiavitù dell'uomo ci sono l'attaccamento o la possessività implicita nel senso del "mio" (abhimana) e l’egoismo (ahamkara).

L’influsso del cibo sul pensiero [7] pag.108

Sia l'attaccamento che l'egoismo sono la conseguenza di un'alimentazione errata. Il cibo corrotto o quello guadagnato con mezzi disonesti getta un uomo nell'ignoranza in diverse maniere ed elimina sul nascere i suoi pensieri puri. Dimenticherà ciò che deve dire, con chi deve parlare, il momento, il luogo e il modo? L'episodio del Mahabharata che sto per raccontarvi spiega questo punto.

Bhisma era un grande uomo di.saggezza ed anche capace di grandi rinunce. Shri Rama, l'eroe del Ramayana è famoso per aver obbedito agli ordini del padre solo per 14 anni, mentre Bhisma seguì i comandamenti di suo padre per tutta la vita. Fu chiamato Bhisma per la sua determinazione e per la stretta osservanza dei suoi voti, virtù senza pari nella storia umana. Un eroe così nobile fu colpito gravemente dalle frecce di Arjuna e, di conseguenza, cadde sul campo di battaglia il nono giorno della guerra del Kurukshetra. Quasi in, sintonia con 1a sua austera fermezza, persino nel momento critico in cui la sua vita era agli sgoccioli, giaceva su un letto di li frecce. Quando i fratelli Pandava, insieme alla moglie. Draupadi, si accostarono al nonno Bhishma per rendergli l'estremo omaggio, egli, dal suo letto irto di frecce, si mise ad esporre tutti gli aspetti del Dharma. Dopo averlo ascoltato per qualche istante, Draupadi scoppiò improvvisamente in una risata. Tutti i fratelli Pandava rimasero sconvolti per l'indecifrabile frivolezza di Draupadi e, considerando quell'atteggiamento come un affronto al venerabile Bhishma, gettarono su di lei delle occhiate di fremente disapprovazione. Accortosi del loro disagio, Bhishma li tranquillizzò con parole dolci e soavi, dicendo loro che Draupadi, donna esemplare sotto ogni punto di vista, doveva avere una valida ragione per ridere. Chiese dunque a Draupadi il motivo di quella risata, in modo da eliminare ogni tensione fra i mariti. Ed ella rispose: "Venerabile nonno, stai impartendo ai miei nobili e virtuosi mariti le lezioni, sul Dharma che avresti dovuto insegnare ai malvagi e selvaggi Kaurava. La cosa mi è sembrata ironica e futile. Perciò non ho potuto trattenermi dal ridere, anche, sapendo che poteva essere inteso come un gesto di ineducazione". Bhishma spiegò allora che era stato a servizio dei Kaurava e che aveva vissuto della loro generosità. "Per essere stato mantenuto dal il cibo offerto da persone così ignobili e viziose - disse -il mio sangue si è inquinato e perciò sono andati distrutti tutti i miei pensieri puri. ora che le frecce di Arjuna mi hanno fatto uscire tutto quel sangue impuro, il Dharma che giaceva sepolto nel mio profondo, è sgorgato fuori inducendomi a comunicarlo ai tuoi mariti". Da questo episodio, gli studenti devono rendersi conto di quanto, sia fondamentale il ruolo giocato dal cibo nella formazione dei pensieri, delle parole e delle azioni.

Il cibo produce attaccamento [9] pag.110

Sappiate che il cibo è il principale responsabile del senso di attaccamento   e di repulsione, così come lo è anche del senso di "io-mio". Per un sano funzionamento della mente e dell'intelletto è estremamente importante regolare le abitudini alimentari. La mente è davvero enigmatica.

"Uomini siate.." [10] pag.110

Le Scritture hanno sentenziato che, quando l'uomo rincorre i sensi, diventa un animale; quando si fa guidare dalla mente, diventa uomo. Chi si comporta secondo i dettami dell'intelletto (buddhi) è considerato grande fra gli umani, ma chi si fa guidare dallo Spirito (Atma), diventa Dio. Se non riuscite a seguire l'intelletto, seguite almeno la mente, in modo da mantenere se non altro il livello umano.

Mente responsabile [11] pag.110

Molti di voi, però, potrebbero obiettare: proprio la mente va soggetta a inclinazioni cattive e, quand'è così, come si fa a fidarsene? Di fatto, la mente è pura in se stessa, ed è nel farsi occultamente soggiogare dai sensi che diventa impura. Se, invece di divorare indiscriminatamente qualunque cosa capiti, la mente vagliasse tutta questa ingestione, che trapassa i sensi, alla luce dell'intelletto per sottoporla ad un esame e per impartire le direttive dell'intelletto, la mente stessa rimarrebbe incontaminata mantenendo la sua purezza originaria.

La scienza di Dio

La medicina del cibo [12] pag.80

Anche il mangiare è un rito sacro, uno yajna, e non dev'esser fatto fra tensioni emotive o sotto ansia. Il cibo dev'essere considerato una cura contro la malattia della fame e un sostegno della vita. Ogni guaio che vi capita sia per voi un'occasione felice per accrescere la vostra tempra mentale e per corroborarvi con maggior ardore.

Dhyana

Dentro la tecnica - pag.55

"Mens sana in corpore sano" - pag.55 -

Non basta la medicina a curare un ammalato. Per una pronta guarigione ci vuole anche un controllo dietetico. Non esiste una particolare panacea per la grande tribolazione del mondo. Ciascun individuo ha il suo proprio bagaglio di sofferenze. Ciò nondimeno, la meditazione su Dio rappresenta un infallibile rimedio al dolore umano, qualora venga integrato da una vita di rettitudine, nella stretta osservanza dei limiti morali. Siamo tutti interdipendenti. Bisogna imparare a condividere gioie e dolori di altra gente. Un meditante deve pregare per il benessere altrui con la medesima sincerità con cui pregherebbe per il proprio. Un aspirante spirituale non ha bisogno di vivere in isolamento monastico. Egli dovrebbe praticare la compassione per tutti, la quale non fa che tradursi in un intenso desiderio per la prosperità dell’umanità intera- L’alimentazione gioca un ruolo di rilievo nella coltivazione della compassione universale. Vorrei parlarvi del cibo sattvico, ossia del genere di cibo necessario per il progresso spirituale. Il cibo sattvico fa sì che il discepolo afferri il concetto di onnipresenza della Divinità- Il suo progresso avviene per il passaggio dei quattro stadi di vita divina:

  1. l) L’iniziazione alla realtà teocentrica (Salokya),

2) l’approccio alla sostanza spirituale, che sta alla base dell’universo (Samipya),

3) l’assimilazione della forma della Divinità (Sarupya),

la liberazione e la definitiva unione con Dio (Sayujya).L ‘alimento sattvico è determinante nell’acquisizione di questi quattro stadi della vita spirituale. E’ necessario che prendiamo qui in esame le implicazioni del concetto di cibo sattvico. Ci sono persone che cadono nell’equivoco di ritenere che il cibo sattvico debba consistere in un’alimentazione esclusivamente a base di latte, yogurt, dolci e frutta e sono convinte di divenire “sattviche” consumando in gran quantità leccornìe del genere. Sono assolutamente in errore. Una esagerata e smodata assunzione di latticini risveglia e accentua le qualità ragiasiche e tamasiche dell’uomo. Non si può definire "sattvica” una dieta straricca di latte, cagliate e “ghi” (burro chiarificato), in quanto questi alimenti portano ad una manifestazione della natura passionale dell’uomo. A questo proposito, devo dilungarmi sulla natura della conoscenza umana e sui cinque ingressi della percezione sensoriale: cinque organi di senso, relativi alle cinque facoltà dell’udito, tatto, vista, gusto e olfatto. La protezione e lo sviluppo di queste facoltà sensoriali dipendono dal cibo sattvico assunto per bocca. Il tipo di cibo sattvico consumato dipende dai gusti personali. Ci si sente soddisfatti quando si è messo in bocca quel preciso tipo di cibo - Ma si dimentica che una parte incorporea del cibo viene assorbita anche per mezzo di altri organi di senso. L’effetto salutare del cibo sattvico sarà vanificato dall’ascolto di discorsi cattivi, se indulgete in maldicenze, se guardate immagini oscene, se venite a contatto con cose dannose e usate male l’olfatto. La mente e il corpo vengono guastati’ contaminati e inquinati dal male. Perciò, il solo cibo sattvico non è una sufficiente premessa alla rigenerazione spirituale. Non si deve parlare del male. Si deve rifuggire dal condannare gli altri e dall’elogio di se stessi. L’adulazione di se stessi e l’autoesaltazione ritardano la crescita spirituale. Ai nostri organi sensoriali dobbiamo fornire cibo, suoni e visuali salubri - La lingua è destinata a cantare la gloria di Dio. Le orecchie hanno la funzione di pascersi delle gloriose manifestazioni del Divino. A ciascun organo di percezione si deve provvedere il suo specifico sostentamento spirituale. Alimentazione sattvica, dunque, non significa semplicemente morigeratezza nel consumare latte,yogurt, ghi e frutta, ma pure dilettarsi di nobili pensieri, sacri suoni, visioni edificanti e conversazioni spirituali. Bisogna sviluppare una vista sattvica e delle visioni spirituali. Bisogna saper godere il “darshan” delle bellezze naturali e la divinità delle icone nei templi, evitando tutte le visioni ed i suoni che distraggono. Non si deve guardare a chiunque con occhio malizioso. Pensieri maligni generano occhio maligno. Gli occhi sono le finestre del cuore. Il cuore dovrebbe traboccare di amore e compassione. Una natura sattvica si sviluppa alimentando gli occhi con visioni sattviche Anche il senso dell’odorato è ugualmente importante. Al senso dell’olfatto vanno forniti dolci profumi. Andrebbero evitati tutti gli odori sgradevoli. Sugli altari dei templi, per creare un’atmosfera di santità, si fa uso di dolci profumi e si accendono bastoncini di fragrante incenso. Gli odori ripugnanti distruggono la santità. L’idea di santità è sempre associata a dolci profumi ed aromi. La sensazione tattile, ovvero il senso del tatto andrebbe soddisfatta venendo a contatto fisico con i piedi di un santo. Vanno evitati i contatti con persone malvagie. Toccarle produce pensieri cattivi. La compagnia dei virtuosi (Satsang) è di importanza suprema. Il Satsang porta al distacco. Il distacco induce equanimità, la quale, a sua volta, conduce alla liberazione nella vita. Molto si può realizzare con l’ausilio del Satsang. Si coltivano buone abitudini e si condividono pie attività. Il Satsang santifica il corpo umano predisponendolo alla funzione di tempio di Dio. La tecnica spirituale di "Dhyana”, menzionata nella Bhagavad Gita, non può essere benefica, in assenza di una alimentazione completamente sattvica, estesa a tutto il corpo, vista, udito, odorato e tatto. Altrimenti, è solo un atteggiamento. Il vero valore e il significato della Meditazione dovrebbero essere chiaramente afferrati per evitare le insidie e i pericoli derivanti da una sua pratica erronea.

(SSB 1979, 92-95)

Quelli che Dio ama di più

2 - pag.54 IL CIBO

Non dovremmo soddisfare tutto ciò che la nostra lingua richiede. Dovremmo cercare invece di sapere se il cibo che prendiamo appartiene al guna <<satwico>> o <<thamasico>> o <<rajasico>>. Il controllo del tipo di cibo che ingeriamo permetterà lo sviluppo della discriminazione, cioè il <<Bhuddi yoga>> (yoga dell'intelligenza). Con tale <<Buddhi Yoga>> potremo distinguere ciò che è permanente e ciò che è transitorio. ed inoltre, aiutare la acquisizione della equanimità di fronte agli opposti (biasimi e lodi). Prendere un cibo senza badare se esso è <<satwico>> o meno, avendo solo cura di soddisfare la nostra fame ed il nostro gusto, ci impedirà di controllare i nostri attaccamenti. Se qualcuno ci critica e ci offende. ci rinchiuderemo in noi stessi, la nostra gioia e pace se ne andranno, ed avremo l'impressione che tutto il mondo sia contro noi. La ragione di questa reazione risiede nel cibo che abbiamo preso. Se invece facciamo attenzione al cibo, possiamo ottenere l'equanimità e non più essere eccitati e vittime delle lodi come dei biasimi. La purezza del cibo dovrebbe riferirsi anche alla purezza dei recipienti usati ed alla purezza dell'intero processo del cucinare. I recipienti usati per cucinare dovrebbero essere perfettamente puliti, ed i mezzi con i quali sono stati acquistati, dovrebbero essere stati onesti. Il cibo acquistato con mezzi disonesti, con denaro sporco, genererà cattivi pensieri ed, alla fine, ci condurrà sulla cattiva strada. Dovremmo infine, controllare le idee, i sentimenti ed i pensieri di chi cucina il cibo. Se oggi ci prendiamo cura della pulizia dei recipienti nei quali cuciniamo il cibo, non ci accorgiamo invece della purezza di coloro che lo cucinano. Noi non sappiamo le idee di chi cucina, ne possiamo sapere se chi ce l'ha venduto l'ha avuto con mezzi leciti; è per questo che prima di prendere il nostro cibo, dobbiamo pregare ed offrirlo interamente a Dio affinché Io purifichi. Questa preghiera non è obbligatoria ma è certo per il nostro bene. Essa così recita:

Capitolo 4 <<sloka>> 24 Brahma Rpanam Brahma Havir Brahmagnau Brahmana Hutam Brahmai Va Tena Gantavyam Brahma Karma Samadhina

Capitolo 15 <<sloka>> 14 Aham Vaishvanaro Bhutva Praninam Deham Ashritah Pranbapanasamayuktah Pachamy Annam Chaturvidham

L'oblazione è Brahman, il burro chiarificato è Brahman, offerto da Brahman nel fuoco di Brahman; colui che sa che Brahman agisce, in verità, alla fine Lo raggiunge. Dimorando nel corpo degli esseri viventi come <<vaisvanara>> (il fuoco) associato con il <<prana>> (soffio vitale) e l'<<apana>> Io digerisco i quattro tipi di cibo (quello che si mastica, quello che si succhia, quello che si lecca e quello che si ingoia, dipendenti dalla natura e dalla forma del cibo).Prima di pregare in quel modo, il cibo è semplice cibo ma, una volta offerto a Dio, diventa <<prasadam>> (cibo consacrato). La preghiera rimuove tutti i difetti e lo sporco dal cibo, da qualunque parte provenga.

Ghita Vahini

1 - pag.181 Il cibo promuove le qualità divine

Krishna! Tu dici che le qualità divine e quelle demoniache nell'uomo nascono dall'impatto di atti e sentimenti delle vite precedenti, e, dato che è impossibile sfuggire tale impatto, non vi sono mezzi per evitare le conseguenze o mitigarle? Se tali mezzi esistessero ti prego indicameli in modo che mi possa salvare! >>. Le domande di Arjuna volevano ottenere risposte dal Signore valide per tutta l'umanità, e Krishna le diede. << I mezzi non mancano, ascolta! Ci sono tre tipi di "gunas" (qualità): satwico, rajasico, thamasico. Essi sono basati sulla coscienza interiore "anthakarana", che, come loro, dipende dal cibo. Tu sei ciò che mangi e le tue attività modellano la tua natura. Pertanto in quest'ultima nascita, nella tua vita presente, se regoli il cibo e le attività (asaara e vihara) puoi vincere le tendenze asuriche e demoniache che tendono a prevalere in te, e promuovere le tendenze "satwiche" attraverso uno sforzo calcolato >>. Questo consiglio fu dato dal Signore ad Arjuna, attento indagatore, con grande amore. Arjuna fu felice di udire che l'uomo ha i mezzi per salvarsi e desiderò saperne di più. Krishna mostrò la sua Grazia e con il Suo smagliante sorriso, accondiscese a rispondere: <<Arjuna! Il cibo è la principale forza creativa. Una mente sporca offusca lo splendore delle virtù. Come può un lago pieno di fango riflettere le immagini chiaramente? Il Divino non può essere riflesso da una mente debole e piena di vizi. Il cibo rende l'uomo forte nel fisico e nella mente. La condotta morale, le buone abitudini, lo sforzo spirituale, tutto dipende dalla qualità del cibo. Le malattie, le debolezze mentali, la pigrizia spirituale, sono i prodotti di un cibo sbagliato >>. Arjuna chiese: << Krishna! ti prego dimmi quali sono i cibi "satwici" quelli "thamasici" e quelli "rajasici"? >>. Krishna rispose: <<Arjuna! Il cibo per essere "satwico" deve essere capace di rafforzare la mente ed il corpo. Non dovrebbe essere né troppo salato, né troppo piccante, non troppo amaro, né troppo dolce o troppo acido. Non dovrebbe essere preso bollente e non dovrebbe dare troppa sete. Andrebbe seguito il principio generale della moderazione. Inoltre si devono osservare i seguenti accorgimenti: il cibo cotto nell'acqua, non dovrebbe essere mangiato anche il giorno successivo, perché dannoso alla salute. I cibi fritti dovrebbero essere consumati subito, prima che mandino cattivo odore. Il cibo rajasico invece è l'opposto di quello satwico. E’ molto salato, molto dolce, troppo piccante e troppo aromatico, è un cibo che intossica ed eccita>>.

2 - pag.182 Due tipi di purezza

<<Signore, perdonami se ti sembro impertinente ma è perché ho questo desiderio di sapere! Se si cambiano le abitudini nel mangiare è possibile cambiare il carattere passando da un "guna" all'altro? Oppure qualcos'altro deve essere fatto per aiutare il processo di purificazione?>>. <<Mio caro cognato! Se la trasformazione del carattere fosse così facile, si sarebbe potuto spazzare via dalla faccia della terra in un batter d'occhio, il vizio e la malvagità, caratteristiche di una natura maligna. Naturalmente occorre fare anche altre cose. Ascolta! Ci sono tre tipi di purezza che si devono osservare: la purezza nei cibi, quella nei recipienti nei quali il cibo viene cucinato e la purezza delle persone che preparano le vivande e le servono. Non è sufficiente che il cibo acquistato sia puro e di buona qualità, ma dovrebbe essere acquistato con mezzi finanziari puliti e non illeciti, altrimenti essi, essendo inquinati all'origine, inquineranno anche il cibo. La sorgente, la preparazione e lo scopo devono essere tutti egualmente puri. Il contenitore deve essere pulito ed incontaminato. La persona che serve non solo deve essere pulita nel vestire, ma anche nelle sue abitudini, nel carattere e nella condotta. Dovrebbe essere senza odio, ira, preoccupazioni e, mentre serve, non dovrebbe essere indifferente, ma gaia e simpatica, umile e piena d'amore. Mentre serve non dovrebbe permettere alla sua mente di nutrire idee viziose. La semplice pulizia esterna e l'aspetto gradevole non sono sufficienti a compensare i pensieri cattivi. Il "sadhaka" che vuole raggiungere una buona concentrazione deve fare attenzione a queste regole. La sottile influenza dei pensieri cattivi del cuoco e dei camerieri impediranno la sua meditazione. E' importante perciò attorniarsi di gente virtuosa. L'aspetto esteriore, l'eccellenza professionale, e l'economia del salario non dovrebbero costituire un criterio di scelta dei cuochi e dei camerieri, bensì le loro abitudini ed i loro caratteri. Il cibo che mangiate è una parte importante del vostro fisico e del vostro mentale con i quali dovete lottare nel campo spirituale>>.

6 - pag.185 Il cuore dell'insegnamento della Ghita

Cari lettori!

Questo è il cuore dell'insegnamento della Ghita. Il corpo e la vita si fondano sul cibo e sono sostenuti da esso. Il cibo decide il livello raggiunto. Oggigiorno si enfatizzano le discipline del comportamento, ma non si fa nessuna menzione al cibo. Comunque grande ed istruita sia una persona anche se conosce gli insegnamenti del Vedanta e li insegna agli altri, ma trascura lo stretto codice stabilito per il cibo, che è la base essenziale per il corpo e le sue funzioni, è inutile che si metta persino nel campo spirituale. La purezza del cibo, di chi lo cucina, e di coloro che lo servono sono essenziali. La gente è contenta quando lo stomaco è pieno e la fame se n'è andata, ed il primo tempio che visita, quando esce il mattino, è il bar, ed il sabato e la domenica, il ristorante. Come possono questi golosi concentrarsi?

La purezza nel cucinare i cibi, la purezza delle materie prime, e nel servire, come possono essere garantiti in un ristorante? La gente si lamenta di non avere concentrazione e di soffrire di grande confusione e la causa essenziale è l'assenza di quei tre elementi. L'effetto sarà assicurato solo quando si saranno rispettate quelle tre cose. Quando si cucinano cose amare, il piatto che ne uscirà, come potrà essere dolce? Il cibo e la ricreazione, entrambi, dovrebbero essere attentamente regolati secondo i dettami della Ghita, ma purtroppo poca attenzione viene data ai suoi insegnamenti, né essi vengono considerati essenziali. Molti sono i filosofi che si riempiono la testa a parole, ma sono incapaci di affrontare i rovesci dell'esistenza con un po' di filosofia." Ananda" e "shanti" si possono conoscere solo quando si seguono discipline riguardo il cibo e la ricreazione. La tenebra e la luce non possono coesistere, "kama" e "Rama" sono incompatibili, essi sono come il fuoco e l’acqua. Come si può sfuggire ad una reazione negativa se si tiene la Ghita in una mano e nell'altra si regge una sigaretta o si fuma uno "spinello”? Certuni giustificano le loro vite sregolate dicendo che, qualunque cosa essi mangino, viene resa pura ed accettabile dal fuoco della conoscenza che divampa in loro! Un frutto amaro non potrà mai essere trasformato in dolce!

Potrai immergerlo in tutte le acque dei fiumi sacri, ma senza risultato. Come può una persona che si riempie la bocca solo di parole della Ghita e non ne mette in pratica neanche una, assaporare la Sua dolcezza? Ecco ciò che accade a coloro che praticano tali ipocrisie: divengono atei e perdono quel poco di fede che avevano nelle Scritture. Come può una persona, incapace di regolare la sua alimentazione, controllare i suoi sensi? Come può un naso, che gocciola ad ogni colpo di tosse, resistere ad uno starnuto? Come può colui, che non è in grado di salire le scale, raggiungere le vette sublimi della spiritualità? Quando l'uomo è vittima senza speranza del caffè e delle sigarette, come può avere la forza ed il coraggio di sconfiggere nemici più potenti come l'ira, la lussuria e la cupidigia? Se non può rinunciare alla sporcizia, come può rinunciare al desiderio? Divenite maestri della vostra lingua ed allora potrete controllare il sesso. Le due cose sono intimamente connesse, come lo sono fra di loro, gli occhi o i piedi.

La via per amare

8 - pag.22 La verità è Dio

Per raggiungere questo stadio, per riconoscere che la verità è Dio, è indispensabile vivere moralmente. La vita morale si basa sulla capacità di distinguere il vero dal falso. Come si getta via il guscio dell'ostrica per estrarne la perla, si deve saper cogliere l'Essenza che è verità e respingere tutto ciò che non lo è. Ma, anche qui, ci vuole l'impegno individuale oltre che la Grazia Divina. E’ poi veramente utile ricordare che corpo ed anima sono due entità separate; quindi bisogna saperle distinguere. Questa capacità di distinzione (Viveka) è necessaria in tutti i casi della vita, sia secolare che spirituale; è indispensabile per riconoscere la verità, la verità che permane nella creazione, nell'esistenza e nel dissolvimento la verità che è Dio stesso. Per servire il Signore Supremo bisogna che la dieta sia pura. Riguardo al regime alimentare, c'è da prendere in considerazione la qualità degli alimenti più che la quantità, per quanto neanche la quantità sia da trascurare. Ma perché il vitto è così necessario? E’ necessario per acquistare il vigore occorrente per compiere il Seva. Perche il Sevayajna, il servizio dedicato a Dio, sia valido, occorre nutrirsi con alimenti puri. State dunque attenti alla qualità del cibo. Con la stessa costante attenzione si deve vigilare sulle abitudini personali e sui vari aspetti del proprio carattere, così l'attaccamento al corpo diminuirà ed il compito di assicurarsi la gioia perenne, l'Atmananda, diventerà più facile. L'uomo ha tutti questi doveri da eseguire prima di giungere effettivamente alla realizzazione divina: infatti, solo conducendo una vita spiritualizzata potrà purificare la sua natura e, così purificato, gli sarà possibile realizzare l'Anima Suprema. Ma se non s'impegna tenacemente, poi sarà vana la sua disperazione per non esser stato in grado di riconoscere l'Essere Sublime, la più alta Essenza, il Paramatma. In questo mondo fisico non si può apprezzare il valore dello sforzo interiore se non si conosce il pregio della vita spirituale e della sua purezza. Si potrebbe obiettare che la pratica spirituale può essere affrontata solo dopo averne conosciuto il valore, ma sarebbe come dire che, prima di gettarsi nell'acqua, bisogna saper nuotare. No, per imparare a nuotare è proprio necessario tuffarsi in acqua con un salvagente intorno alla vita. Lanciatevi dunque senza timore nella disciplina spirituale con un galleggiante legato alla mente, e capirete quale sia il suo valore. La natura e la condizione dell'impegno spirituale sono note solamente a coloro che ne hanno percorso la via. Essi sanno che il sentiero di Sathya e Viveka verità e discriminazione porta alla conoscenza del Paramatma. Chi non ha seguito questa strada e non sa neppure che ci sia, non può descriverla né a se stesso né agli altri. Soltanto il Paramatma l’Anima Suprema Universale, la più Alta Essenza è reale. Il Paramatma è verità. Il Paramatma è amore. Meditate sul Paramatma nella Sua essenza di verità e d'amore. E’ possibile concepirLo, qualunque sia la forma su cui meditate. Cercate la compagnia dei Suoi devoti; frequentandoli, il senso del discernimento e del distacco dal mondo fenomenico si svilupperà e si radicherà in voi. Le forze dello spirito ne saranno rinvigorite e voi sarete compensati con la pace interiore. Allora la vostra mente si unirà al Paramatma. Qualsiasi cosa facciate, cercate di utilizzare le energie ed il talento di cui siete dotati per esprimervi ed agire nel rispetto della verità. Sulle prime potrete anche fallire in questo tentativo ed incontrare difficoltà e sofferenze, ma poi finirete col riuscirvi ed avrete successo e gioia. Voglio ricordarvi che Sacyameva Jayachi, Nanricham, " col vostro modo di agire, col vostro modo di vivere, potrete rendervi conto della verità, potrete realizzare il Paramacma ".

Corso estivo 1993

Viaggio verso l’”oltre mente” pag.53 – (54)

...Se voi siete consapevoli che i vostri corpi appartengono al Signore, non farete cattivo uso dei vostri corpi. Comunque, tutti i vostri sforzi e tentativi andranno verso la Divinità. Se voi siete saturi della convinzione che la vostra energia appartiene a Dio, non ne farete cattivo uso. E' sotto questa luce che noi abbiamo descritto il principio del limite massimo dei desideri nel Sri Sathya Sai Seva Samithis. Il primo limite dei desideri è: "Non sprecate Cibo". Il Cibo è Dio. Il vostro corpo è fatto di cibo e voi siete il risultato del cibo che hanno mangiato i genitori, " Anna Brahma" (Cibo è Dio). Mangiate finché avete fame perché è necessario mangiare. Ma non buttate il cibo mettendo troppo cibo nel vostro piatto. Sprecando il cibo voi sprecherete l'energia Divina. La seconda istruzione è: "Non sprecate i soldi". Dio è ricchezza. Dato che Dio è ricchezza, il cattivo uso dei soldi è malvagio. Praticate la carità nel donare soldi, cibo, vestiario, case ecc., invece di usarlo per cose stravaganti. Il cattivo uso dei soldi non solo è malvagio, ma anche un peccato. La terza istruzione è: "Non sprecate tempo. Tempo sprecato è Vita sprecata". Dio viene esaltato come "Kalaya namah, Kalaya namah, Kalathithaya nama, Kala svarupaya namah". Utilizzate il tempo usando parole sante. Non sprecate il tempo. Sprecare il tempo significa sprecare Dio. La quarta istruzione è: "Non sprecate l'Energia". La gente spreca la propria energia indulgendo in cattivi pensieri, cattive visioni, ascolto malvagio e cattive azioni.

La strada giusta regale è:

"Non guardate il male, vedete solo ciò che è bene

Non ascoltate il male, ascoltate solo ciò che è bene

Non parlate male, parlate solo bene

Non pensate male, pensate solo bene

Non, fate del male, fate tutto ciò che è bene".

Traducendo in pratica le istruzioni descritte qui sopra voi potrete santificare il vostro tempo. Questo è "Sadhana" (disciplina spirituale) ed il servizio che voi dovete praticare. Verrà il giorno in cui la mente sarà spenta e voi avrete raggiunto la fusione con la Divinità.

L’importanza della disciplina   pag.96

I giorni, le notti e le stagioni osservano la disciplina. Non possono esistere giorni e notti se non esiste disciplina nel cosmo; non ci saranno stagioni senza i giorni e le notti; non ci sarà vita sulla terra senza le stagioni. Quindi c’è una necessità assoluta di osservare la disciplina. Ecco qui un caso per provare come la violazione della disciplina può essere nociva.

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In Inghilterra c’era una volta un venditore di latte che forniva latte puro. Siccome era una persona corretta faceva il suo lavoro in modo molto onesto. Dopo alcuni anni, le persone che compravano il latte da lui, si lamentarono della qualità del latte dicendo che era alterato. Il giudice, prima di pronunciare la sentenza, decise di indagare personalmente questo caso. Si presentò quando il bestiame venne munto, trovò il latte delle mucche non di buona qualità e concluse che non era però il venditore ad alterare il latte. Dopo ulteriori indagini scoprì che il bestiame non veniva munto ad orari regolari ma secondo gli orari convenienti al contadino. Dato che le mucche non venivano munte ad un orario specifico, il loro latte, che prima era di buona qualità, a causa della violazione della disciplina, divenne di qualità scadente. Il giudice concluse che persino il bestiame aveva reagito alla violazione della disciplina.

Prendete per esempio la disciplina che riguarda il cibo. Il cibo decide la natura della vostra mente. Se siete afflitti da pensieri malvagi mentre consumate il cibo, questi pensieri malvagi contaminano il cibo che state mangiando e di conseguenza influiscono sulla vostra mente. La mente nasce dal cibo che assumete. Come è il cibo così è la mente. Per questo motivo i nostri antenati raccomandarono di nutrirsi di cibo SATVICO. La parte più grossolana del cibo che ingeriamo viene espulsa, la parte sottile serve per i muscoli; la parte ancora più sottile diventa mente. In modo analogo, la parte grossolana dell’acqua che beviamo diventa urina, la parte sottile di essa diventa sangue. La parte più sottile diventa " PRANA". Noi possiamo affermare con certezza che l’acqua contiene "PRANA". Per questo, se qualcuno sviene, si spruzza dell’acqua sul suo viso. L’acqua permette alla persona svenuta di riprendere i sensi perché contiene " PRANA".

La preghiera davanti a Dio   pag.97

Noi dovremmo assumere il cibo con una mente satvica. I nostri antenati raccomandarono le offerte di cibo al Dio prima di assumerlo. Il cibo assunto in questo modo diventa “PRASAD" (offerta consacrata). La preghiera purifica il cibo dalle tre impurità, causate dall’assenza di "PATRA SUDDHI" (pulizia dei recipienti), "PADARTHA SUDDHI" (pulizia della materia prima del cibo) e "PAKA SUDDHI" (pulizia nel cucinare il cibo). E’ assolutamente necessario liberarsi da queste tre impurità per purificare il cibo, perché dal cibo puro deriva una mente pura. Non è possibile essere certi della purezza del cibo preparato perché non sappiamo quali pensieri attraversano la mente della persona che cucina il cibo. In modo analogo non possiamo essere certi della purezza degli ingredienti perché non possiamo sapere se gli ingredienti sono stati comprati in modo corretto dal venditore che li ha venduti a noi. Quindi è molto importante da parte nostra offrire del cibo a Dio sotto forma di preghiera in modo che queste tre impurità non affliggano la nostra mente. Ecco la preghiera:

Brahmarpanam Brahma havir

Brahmagnau Brahmana hutam

Brahmaiva tena Gantavyam

Brahma karma Samadhina

Aham Vaishvanaro Bhutva

Praninam deham ashritah

Pranapana Samayuktah

Pachamyannam Chatur vidham “.

Il cibo così offerto a Dio viene digerito da "VAISHVANARA" nel sistema digerente. Siccome Dio esiste sotto forma di fuoco come VAISHVANARA, Lui digerisce il cibo con tutte le impurità. In questo modo l’uomo non sarà contaminato da eventuali impurità che sono nel cibo. Per questo motivo, nelle mense Sathya Sai si canta il “BRAHMARPANAM" prima di mangiare. Purtroppo ci sono dei genitori che non insegnano ai loro figli i sacri principi esposti dai nostri antenati. Durante le vacanze viziano i loro figli facendoli mangiare di fronte alla televisione. Quindi le cose negative che fanno vedere alla TV affliggono le loro menti. Per questo i genitori dovrebbero fare rispettare sinceramente le tradizioni antiche. Questi principi potranno sembrare delle piccolezze, invece sono molto significativi. Un pezzo di legno, se viene attaccato dalle termiti, deve essere trattato immediatamente altrimenti le termiti lo rovineranno completamente. Tutte le cose malvagie dovrebbero essere stroncate sul nascere. Altrimenti causeranno dei danni in seguito.

Colloqui

(Sai apre una scatoletta d'argento e si prepara delle foglie).

Visitatore - Che cosa sono?

SAI - [47] pag.28

( in inglese) Sono noci; queste sono le foglie, e questo è il betel.

Non è una cattiva abitudine; se lo fosse, Svami non lo masticherebbe. Il succo delle foglie purifica il sangue, e la noce fa digerire. Qui lo dànno anche ai bambini per facilitare la digestione. Un altro ingrediente è il calcio; la miscela dà il rosso. E’ roba da Indiani. (Tutto ciò fu detto con tono scherzoso, con gran divertimento dei visitatori stranieri).

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Un visitatore - Come si fa ad essere devoti a Dio?

SAI - [52] pag.29

Occorre fiducia. Cominciamo dal cibo: il corpo è fatto di cibo e se non c’è la salute, tutto è difficile. Nello stomaco 1/4 è aria, 1/4 è cibo, ed i restanti 2/4 sono acqua. Oggi si mangia troppo, e non resta spazio per l’acqua; in India gli alimenti comuni sono riso e grano. Se si mangiano con moderazione, vanno benissimo, ma la gente mangia troppo e si intorpidisce. L’eccesso di cibo rende torpidi; la moderazione non fa male. Svami viaggia in tutta l’India e non si ammala mai per il cibo, ma solo quando prende su di Sé la malattia di un devoto; se no, mai. L’eccesso di latte fa male: è ragiasico.

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Visitatore - Sai Baba, questa domanda riguarda solo me, e non altri. Per me è importante mangiar carne.

SAI - [53] pag.29

Il cibo è importante per il corpo; è il cibo che ci fa nascere. Madre e padre si sono nutriti di cibo, e danno vita al figlio. I genitori sono cresciuti col cibo. Il tipo di cibi che mangi darà il carattere ai tuoi pensieri. Se mangi cibi sattvici, l’effetto sarà sattvico; la frutta, il latte e tutto ciò che è fresco e non piccante come le cipolle forti. La carne dà al sangue il suo effetto, come le passioni e simili qualità. Il pesce fa venire dei pensieri sozzi; anche se sta sempre nell’acqua, il pesce puzza.

Un visitatore - E la carne d’agnello?

SAI - [54] pag.29

La carne va bene per chi si concentra sul corpo e vuole che sia forte, ma non va bene per chi aspira alla vita spirituale.

Un visitatore Ma le proteine che vengono dalla carne?

SAI - [55] pag.29

Certo, dalla carne il corpo riceve delle proteine, ma non quelle mentali. Se ci tieni alla vita spirituale, non vale la pena che mangi carne; se invece tieni a quella materiale, va tanto bene.

C’è anche un’altra ragione spirituale. Quando ammazzi un animale, gli infliggi sofferenza fisica, dolore e danno. Dio si trova in tutte le creature; e allora, perché farGli del male? Se uno picchia un cane, quello guaisce dal dolore; e quanto più dolore dà l’uccidere? Gli animali non sono stati creati per fornire cibo agli umani. Sono venuti per faticare la propria vita nel mondo. Le iene, gli sciacalli e le volpi divorano i cadaveri degli uomini, ma ciò non vuol dire che l’uomo sia stato creato per dare alimento alle fiere. Così l’uomo mangia gli animali, ma essi non sono venuti per farsi mangiare dagli uomini. Eppure abbiamo preso l’abitudine di mangiar carne.

Un visitatore - Eppure beviamo il latte, che è animale.

SAI - [56] pag.29

Tutto ciò che viene dalla vacca, latte in quantità modesta, burro, cacio, va bene per chi cerca la vita spirituale; la vacca non ne soffre, ed è benefico prenderne. Nello Dvapara Yuga, 5.680 anni fa, prima del Kali Yuga, venne in uso il latte. La durata totale del Kali Yuga è di 11 mila anni.

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Discorsi volume I

pag.139

... Siete venuti in questo mondo perché rimandati in alcune materie; dovete acquisire una certa quantità di esperienza per completare il corso. Se vi convincerete che la vostra vera natura è Atma, allora il corso avrà termine e sarete promossi. Per raggiungere questo stadio dovete cominciare a coltivare il sentimento di parentela con tutti gli esseri, chiamato Sarvasamanabhava. E' molto difficile raggiungerlo, e l'unica strada consiste nel vedere l’Atma che risiede ovunque. Per esempio, una persona che possiede quella Bhava, non gioirà ad uccidere gli animali per cibarsene, e neppure li caccerà; perché dovreste andare in cerca di un animale nella sua tana, fargli la posta, predisporre le trappole e trarre piacere dalla sua morte? Prema dovrebbe venire coltivata nei confronti di tutti gli esseri, per poter vedere la Sarvabhuthaantharatma. L’Atma è onnipresente, non pensate che si trovi solo in persone appartenenti a determinate caste o razze o credi; e neppure che sia più grande negli uomini grassi o più brillante in quelli ricchi. E' composta di Sat, Chit e Ananda in ogni essere. E' necessaria una lunga Sadhana per guadagnare questa visione. Tuttavia, potete iniziare con piccole cose; ad esempio evitare di dare fastidio agli altri. Se siete incapaci di servire o non lo desiderate, desistete perlomeno dal recare danno; sarà già un servizio meritevole. Prendete ad esempio le vostre "vaak", le parole che pronunciate. Io sostengo sempre che vaaksuddhi conduce a manosuddhi. Per questo motivo insisto che si parli in modo pacato, dolce e parco. Il parlare satwico bandisce la rabbia, l'accaloramento e l'odio. Un tale modo di esprimersi non causerà litigi o fazioni, e neppure sconvolgerà la pressione sanguigna, ma promuoverà il reciproco rispetto ed amore. Inoltre, non ridete cinicamente del bene fatto dagli altri o delle altrui Sadhana, informatevi, ma non oltraggiate. Rispettate la sincerità degli altri, gli anziani e coloro che posseggono più esperienza di voi. Se siete in compagnia comportatevi in maniera educata, spargendo all'intorno fratellanza e gioia. Lottate per la felicità della comunità e della razza umana, e pregate che tutti gli uomini, in ogni luogo, possano avere pace ed abbondanza. Siate ansiosi di fare il bene e di essere buoni. Trattandosi di una cerimonia connessa con l'ospedale, dovrò dirvi ancora qualche cosa. Siate regolari nella dieta ed evitate brutte abitudini, se desiderate mantenere la salute. Una alimentazione moderata e di tipo satwico, favorirà la calma mentale e la felicità fisica. Bisogna sempre dare il benvenuto a Mitha-ahara. Troppe persone consumano cibi ricchi, in misura superiore al fabbisogno; devono imparare ad essere più moderate. Inoltre, evitando di fumare, sfuggirete a molte malattie causate da quella pratica rajasica. Ogni intossicante o stimolante è dannoso, perché disturba il corso della natura. La moderazione nel cibo, nella parola, nei desideri e negli interessi, l'accontentarsi di quel poco che può essere ottenuto da un lavoro onesto, il desiderio di servire gli altri e di infondere gioia a tutti, costituiscono il più potente dei tonici e degli elisir conosciuti dalla scienza della salute, la Sanathana "Ayur-veda".

Discorsi volume II

pag.70

... Per ritornare alle malattie fisiche, vi debbo dire di usare con moderazione il cibo e le bevande e di non consacrare troppo tempo al sonno ed agli esercizi fisici. Prendete un cibo di qualità <<sattwica>>, in quantità moderata e ad intervalli regolari. Questa è la base di tutto. Il cibo <<sattvico>> vi porterà il self-control e l'intelligenza, e ciò molto più di quanto non facciano i cibi <<rajasici>> e <<thamasici>>. E’ per questo che il cibo <<sattvico>> è essenziale a tutti gli aspiranti spirituali.

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C'era una volta, in una prigione dello Stato, un uomo dall'anima molto pura, dedito a ideali spirituali che praticava regolarmente il suo <<sadhana>> (disciplina spirituale). Era molto avanzato in <<dhyana>> (meditazione) e in <<dharana>> (concentrazione). Quando un giorno, sedutosi per compiere la sua meditazione, sorpreso, si sentì invadere da emozioni selvagge di odio e di violenza che non poteva trattenere, finì per andare in coma ed il suo guru fu terribilmente scosso dalla piega che avevano preso gli avvenimenti. Il guru tentò di scoprire il mistero studiando da vicino la vita del suo discepolo, ma non poté trovare alcuna valida ragione che spiegasse quella tragedia. Finì poi per scoprire che un certo assassino particolarmente fanatico, si era introdotto nelle cucine della prigione facendosi passare per cuoco. Alla vigilia del dramma aveva preparato il cibo che fu servito al pover'uomo. Delle terrificanti idee di morte avevano contaminato questo cibo. Esistono delle sottili forme-pensiero suscettibili di passare da una persona all'altra in questo modo. E’ per questo che si deve fare molta attenzione al cibo che si prende, in particolare quando si desidera progredire sulla via spirituale attraverso il difficile sentiero dello <<yoga>>.

Dovete regolarizzare anche le ore del sonno, perché esso è importante come il lavoro ed il cibo...

pag.159

... Ecco, la luce è tornata! Vedo che siete molto felici, perché il vostro desiderio è che la luce illumini di nuovo l'altare. Vorrei che desideriate con la stessa intensità che la luce bagni ogni angolo recondito del vostro cuore e della vostra mente. Questa sete di luce è la vera devozione. Ci sono molte persone che incolpano il Signore di essere la causa delle loro sofferenze, e non sanno che esse derivano dalla loro ignoranza. Prendete ad esempio il caso delle malattie fisiche: la maggior parte di esse sono dovute all'eccesso di cibo e alle cattive abitudini; una regola fondamentale è mangiare cibi puri e con moderazione. Le forze che i cibi generano nell'organismo dovrebbero servire a buoni fini, cioè a progredire sul cammino spirituale e, solo allora, la vostra vita varrà la pena di essere vissuta. Ricordatevi che <<Thyagaraja>> ha sempre seguito scrupolosamente quelle regole e non mangiò mai fuori casa o accettò del cibo non consacrato. Molta gente pensa che era un matto. Ma esistono invece delle sottili influenze che emanano dalle persone che preparano il cibo e che sono in seguito assorbite da coloro che lo mangiano. Il cibo è la base del carattere e lo stato della mente è condizionato da quello del corpo.

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Vi voglio raccontare un episodio che accadde 80 anni fa. C'era, a quei tempi, un grande <<Yogi>> di nome Hamsaraj che viveva a Badrinath. Era sempre in estasi e cantava le Glorie di Dio senza mai fermarsi. Aveva un discepolo altrettanto serio e sincero. Per parecchi giorni, il giovane fu tormentato da un sogno che non gli dava pace: vedeva una giovane fanciulla di 16 anni che piangeva e chiedeva aiuto: <<Chi mi aiuterà?>> essa continuava a ripetere. Il giovane discepolo era angustiato da quel sogno, che fra l'altro rappresentava per lui un enigma. Non poteva sbarazzarsi di quella fragile <<silouette>> e dei suoi pianti disperati, e quindi raccontò tutto al suo maestro, Hamsaraj che era, vi assicuro, un vero <<hamsa>> (cigno). Il cigno, come voi sapete, è simbolo della discriminazione; infatti se gli donate del latte nell'acqua, egli farà facilmente la separazione bevendo solo il latte. Hamsaraj era dunque come un cigno, il suo potere di discriminazione era grande e capì subito dal racconto del discepolo la ragione per la quale egli stava vivendo una tale esperienza. Gli chiese: <<Cos'hai fatto il giorno che hai avuto quel sogno? Cos'hai mangiato? Dove sei andato?>>. Fu così che seppe che quel giorno era stato invitato a mangiare da amici. Hamsaraj allora lo mandò dal Brahmino che aveva dato quella festa, dicendogli di cercare di sapere come il festino era stato preparato. Il povero giovane, maledì il giorno in cui aveva avuto quel sogno e cominciò ad odiarlo perché era costretto a correre a destra e a manca dietro cose che riteneva completamente inutili. Si chiedeva come la sua disciplina spirituale avrebbe potuto migliorare con quella inchiesta, ma alla fine fece ciò che il suo maestro gli aveva consigliato e andò dal Brahmino. Indovinate cosa scoperse! I soldi che erano serviti ad organizzare il festino erano stati offerti da un usuraio di 60 anni al quale il Brahmino aveva dato sua figlia in matrimonio, in cambio di una somma di 10.000 Rupie. Sua figlia, abbandonata, chiedeva al santo uomo di avere un po' di carità umana. Hamsaraj poté così provare al suo discepolo a che punto è importante esaminare da dove viene il cibo che vi si offre, la ragione per la quale ve lo si offre e le passioni che emanano dalla persona che lo prepara, prima di accettare un dono così intimo.

Voi mi direte che solo un devoto deve seguire quelle regole, ma chi non è devoto su questa terra? Tutti sono pellegrini in marcia per strade differenti che conducono tutte al medesimo luogo; la sola differenza è che certi si muovono lentamente ed altri più rapidamente, questo è tutto! Voi siete tutti <<civilizzati>> e <<colti>> come si usa oggi dire. L'uomo ha fatto della strada da quando copriva di foglie la sua nudità. Oggi veste con giacca e cravatta, e le donne con gonne e pizzi. Ma pur considerando come segno di civiltà e di progresso tale abbigliamento, l'evoluzione dei sentimenti e delle idee dovrebbe essere in rapporto con tale progresso. Senza contare dell'arte di vivere in società che pochi conoscono, e di quella meravigliosa conquista che è la pace e l'equilibrio mentale. La vita spirituale dovrebbe crescere con il crescere del progresso esteriore. La natura è bella, avete la fortuna di vivere in un corpo, quindi dovreste essere grati al Signore e cercare di basare la vostra vita su valori elevati. Per questo dovete dare la preferenza alla contemplazione interiore, che dà gioia duratura e abbandonare i volgari piaceri dei sensi. Thyagaraja aveva scoperto questa infinita gioia e la esprimeva attraverso la musica e la poesia. I suoi canti e le sue poesie fanno vibrare il vostro essere fino alle lacrime. Il Raia di Ramnad, che è il Presidente di questo festival, viene dal Tamil Nadu, e la lingua Telugu nella quale si esprimeva Thyagaraja gli è completamente estranea. Malgrado ciò egli è toccato da quella musica ed ama molto i versi di Thyagaraja. Conoscere il significato dei canti meravigliosi, pieni di dolcezza e ispirati dalla devozione sublime di quel grande poeta, vi aiuterà a penetrare più facilmente nel cuore e nell'anima. Il linguaggio che usa è quello di un <<sadhaka>> (ricercatore spirituale) che si trova ancora in piena lotta e quasi raramente quello del saggio felice e completo. Potete facilmente apprendere quel linguaggio se lo volete. Non ditevi che non è la vostra lingua abituale perché il campanilismo non è permesso in questo caso. Il comitato ha intrapreso un compito sacro. I membri di questa associazione barcollano sotto il peso dei numerosi problemi da risolvere. Non vi è nessuna ragione di scoraggiarvi. Ricordate il proverbio: <<I1 Signore Srinivasa apre gli occhi, ed il vostro dovere è compiuto>>. Vi prometto che egli aprirà gli occhi, ma voi dovete avere pazienza e pregare. La preghiera farà succedere ciò che vi può sembrare impossibile. Cantate la Gloria di Dio, ripetete il suo Nome dal profondo del vostro cuore e vedrete che riuscirete!              

Upanishad Vahini

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Ed ora parliamo della meditazione (dhyana), che è superiore persino alla citta in quanto meditare significa fissare fermamente sul Divino l'intelletto (buddhi) quando ha superato il bisogno di sostegni di ordine inferiore quali immagini sacre o idoli. Quindi, nella meditazione cessano le agitazioni mentali, e qualunque forma di cambiamento passa inosservata; mentre è noto che per effetto delle qualità dell'inerzia (tamoguna) e della passionalità (rajoguna), tutte le cose create, - come l'acqua, le colline e le montagne, le stelle e i pianeti, gli uomini quali incarnazioni della Scintilla Divina, - sono tutte soggette al movimento ed alla trasformazione.

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Ma la conoscenza (vijnana) è superiore alla meditazione, e, dato che è raggiungibile per suo mezzo, è ancora più preziosa.

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Però la forza, il vigore (balam), superano persino Vijnana. Balam, infatti, illumina il mondo oggettivo e affina l'intuizione (pratibha), cioè la capacità di percepire la Coscienza in tutti gli oggetti di conoscenza.

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Ma c'è una cosa ancora più importante dell'intuizione, ed è il cibo (annam), l'alimentazione, il sostegno della vita. Un uomo digiuno da dieci giorni diventa incapace di afferrare qualsiasi concetto. E’ la vita che permette di studiare, di servire il Maestro, di ascoltare i suoi insegnamenti, di riflettere su ciò che si è appreso e persino di ottenere la luce (tejas).

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Ora, tejnas è fuoco, calore e luce, quindi è superiore all'intuizione e al cibo. Infatti crea l'acqua, che a sua volta produce il cibo. Tejas può persino trattenere il vento; brilla nella saetta e risuona nel tuono.

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Tuttavia, l'etere-spazio (akasa) supera anche la luce. E' per mezzo suo che i suoni vengono trasmessi e percepiti. Nel suo seno è possibile manifestare l'amore e il gioco, per suo mezzo i semi germogliano.

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Ora, fate questa considerazione: la memoria (smarana) è superiore all'etere-spazio (akasha), perché senza di essa le esperienze sarebbero prive di significato, l'istruzione uno spreco, e gli sforzi inutili. Senza l'ausilio della memoria non si potrebbe sperimentare alcunché, né riconoscere gli elementi quali, ad esempio, lo stesso etere. Si può affermare che è la memoria a creare l'etere-spazio e tutte le altre cose.

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Mediante questa analisi del valore e della relativa importanza delle cose e delle loro potenzialità, l’uomo deve cessare di identificarsi col corpo per riconoscere la sua vera Identità. Si innalzerà così al livello del più nobile tra gli uomini (uttamapurusha) che ride, scherza ed agisce senza prestare, attenzione ai bisogni e al benessere del corpo. L'uomo legato al corpo è preda del divenire (samsara), ma chi è libero da quel vincolo ha come campo d'azione la Vera Forma della Divinità (Svasvarupa). Il vento, i fulmini e il tuono non hanno un'esistenza permanente: appaiono in cielo durante la stagione delle piogge, e nel cielo tornano ad immergersi. Anche il Sé individualizzato (jivi) sembra stagliarsi, per un certo tempo, sullo sfondo dell'Assoluto (Brahman), ma, alla fine, si fonde in Lui.

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Il cibo (annam) non va disprezzato. Questo principio, dovrebbe essere un sacro impegno per il saggio. Infatti, il corpo fisico è un dono del cibo, e le energie vitali o soffi (prana), che si servono del corpo come veicolo sono anch'esse cibo. Ecco perché, non è lecito disprezzarlo: questa dovrebbe essere una ferma convinzione. L'acqua (i liquidi), unendosi al "fuoco" dello stomaco, diventano cibo; ma anche l'acqua che cade sotto forma di pioggia, "ha in sé" il "fuoco" del fulmine. Per questo, chi dimora stabilmente nello "splendore dell'acqua" (apojyotis) è consapevole dello splendore del cibo e sa di doverlo riverire. In realtà, il cibo è un maestro (guru) perché conduce alla Conoscenza di Dio, e quindi non deve venire trattato con irriverenza. Per gli aspiranti questa regola deve assumere il valore di un voto.

Sadhana

95. Pag.84

E' segno di stupidità rimuginare sulle disgrazie e sugli errori commessi e punirsi rifiutando di prendere cibo. E' un modo di correzione molto fanciullesco. Come può essere di giovamento il trattare male il corpo per il beneficio di correggere la mente?

2. Pag.97

La cultura indiana come contenuta nei Veda ci consiglia che il controllo dei nostri organi sensoriali e il vivere con cibo satwico (armonioso) e buono sono i sentieri per la realizzazione dell’Io e la liberazione. Questa è la ragione per cui da tempo immemorabile nella nostra tradizione indiana, i Rishi (saggi) mangiavano cibo satwico e bevevano acqua limpida e corrente. Essi mantenevano le loro menti perfettamente pulite e questo è il motivo per cui erano capaci di comprendere lo spirito divino.

3. Pag.97

Moderazione nel cibo, moderazione nel parlare e nei desideri e occupazione, contentezza con quanto poco può essere ottenuto con lavoro onesto, ardore nel servire gli altri e nel dare gioia a tutti. Questi sono i più potenti tra tutti i tonici e preservanti della salute conosciuti dalla scienza della salute, la sanathana ayur-veda.

4. Pag.97

Dovete fare attenzione di non mangiare troppo e rovinare la vostra salute. Quando il corpo è malato anche la mente diventa debole e il cervello non può funzionare bene.

5. Pag.97

La dieta satwica non significa solamente il cibo che prendiamo attraverso la bocca ma significa anche l'aria pura che respiriamo attraverso il naso, la pura visione che vediamo attraverso i nostri occhi, i puri suoni che ascoltiamo attraverso le nostre orecchie e i puri oggetti che tocchiamo attraverso il nostro tatto.

Tutto ciò che introduciamo attraverso le porte dei cinque organi sensoriali può essere descritto come dieta satwica. L’ascoltare cattivi suoni, guardare brutte cose, toccare cose cattive, non costituiscono una dieta satwica.

6. Pag.98

L'immissione deve essere sempre pura e senza macchia, satwica. I suoni, le vedute, le impressioni, le idee, le lezioni, i contatti, gli impatti, tutti devono promuovere riverenza, umiltà, equilibrio, equanimità e semplicità.

7. Pag.98

La mente è la chiave per la salute e la felicità, quindi il cibo deve essere scelto in modo che non abbia effetto negativo sulla mente; insieme al cibo satwico alla mente deve essere anche data una dieta speciale come Dhyana, Japa, Namasmarana, ecc. per mantenerla in salute e ferma.

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Moderando e modificando le abitudini di mangiare e bere si possono gettare le fondamenta di una vita spirituale. Si deve preferire il cibo satwico a quello rajasico. Bevendo liquido intossicante si perde il controllo delle emozioni e delle passioni, degli impulsi ed istinti, del parlare e dei movimenti e si scende persino a livello bestiale. Mangiando carne si sviluppano delle tendenze violente e malattie animali. La mente diventa più intrattabile quando si indulge nel cibo rajasico, non può essere più plasmata se del cibo tamasico viene consumato con gioia. Per dimorare nel Ramathathwa si deve costantemente vigilare sul cibo e le bevande, consumate sia dal corpo che dalla mente.

9. Pag.98

Dovete stare attenti circa il cibo che prendete poiché il Jihva e il Guhya sono i due più grandi nemici dell’uomo, i desideri della fame e del sesso vi portano alla perdizione. Desistete dal procacciare cibo alla lingua e alla sua bramosia, non siate vittime della lussuria o del gusto. Abbiate cibo satwico e mangiatelo in satwica compagnia. Siate moderati nel cibo e mantenete i sensi sotto stretto controllo.

11. Pag.98

La consacrazione può essere effettuata in vari modi. Prendete il cibo che consumiamo, offritelo a Dio prima di prenderne una porzione, allora è reso puro e potente. Qualsiasi atto fatto per la glorificazione di Dio è in questo modo reso puro e potente.

12. Pag.98

Aahaara e Vihaara (cibo e ricreazione) sono entrambe regolate attentamente nella Gita ma poco ascolto viene dato ai suoi insegnamenti che vengono considerati essenziali. Sono persone che giurano sulla Gita, che la interpretano per ore e che la predicano... ma poche di esse mettono i suoi insegnamenti in pratica. I versi riempiono le loro teste ma sono impotenti a sopportare i rovesci con allegria filosofica. Ananda (beatitudine) e Shanthi (pace) possono essere ottenuti solamente quando il cibo e la ricreazione sono puliti e purificati.

13. Pag.99

Per essere satwico il cibo deve essere capace di fortificare sia la mente che il corpo. Non dovrebbe essere troppo salato, troppo pepato, troppo amaro, troppo dolce o troppo agro. Non dovrebbe essere preso bollente. Il cibo che attizza le fiamme della sete dovrebbe essere evitato. Il principio generale è che ci dovrebbe essere un limite, un freno. Il cibo cucinato nell'acqua non dovrebbe essere usato il giorno dopo, diventa dannoso. Persino il cibo fritto dovrebbe essere consumato prima che sviluppi odori non piacevoli.

14. Pag.99

Il cibo rajasico è l'opposto di quello satwico. E' troppo salato, troppo dolce, troppo pepato, troppo agre, troppo odoroso. Tale cibo ci eccita e intossica. Regolate le vostre abitudini mangerecce, controllate l'avidità della gola. Mangiate solamente in modo satwico (tendente all'equanimità del cibo). Occupatevi in ricreazioni satwiche e allora potrete essere liberi dalla malattia fisica e mentale. Sopportate la calunnia, la perdita, la delusione, la sconfitta, coraggiosamente e con equanimità, allora nessuna depressione mentale vi potrà sopraffare. Devo dirvi che io sono felice quando qualcuno tra di voi è soggetto alla sofferenza in quanto vi viene data la possibilità di mostrare la vostra intelligenza ed il vostro valore. Harishchandra (un imperatore che rimase fedele alla verità malgrado tutti i travagli penosi che avrebbe potuto evitare dicendo una semplice bugia) subì una serie di terribili disastri, cadde in povertà, fu costretto ad andare in esilio, fu perseguitato duramente dai propri creditori, si piegò all'ignominia della vendita della sua regina e di suo figlio come schiavi, si assoggettò ad un lavoro degradante, ma non si piegò né cedette, rimase fermo nella determinazione di non cedere al richiamo dell’ingiustizia.

15. Pag.99

La pulizia interiore dovrebbe essere il vostro primo obiettivo. Qual è la cosa che pulite di più in un recipiente prima di bere? L’interno o l’esterno? Potrete avere dei bei vegetali, succhi eccellenti di tamarindo, chilli, sale, dhal, il cuoco può essere un maestro dell'arte, il forno può essere di una marca perfetta, ma se il recipiente di rame non è stagnato, il <<Saambaar>> diverrà una cosa pericolosa che non potrà essere mangiata. Agirà come un veleno su coloro che lo mangiano. Satkarma (azioni virtuose), sadaachaara (abitudini benefiche) agiscono per proteggere il Saambaar dal contatto con il rame. Per voi, i riti della Gavathri e del Sandhya, tre volte al giorno, agiranno come lo <<stagno>> per l’Haridavapaatra, il recipiente del cuore, dove le emozioni, gli impulsi e gli istinti stanno cuocendo. La disciplina del Sandhya addomesticherà tutti gli istinti così come il guidatore di elefanti sottomette la potenza dell’elefante e lo allena nell’eseguire dei giochi nella pista del circo. Non lasciate che vi sfugga questa occasione.

8. Pag.101

Secondo alcuni, il cibo satwico consiste nel latte e nella frutta. Ma è molto di più, può anche non essere questo in quanto le calorie che si prendono attraverso la bocca sono solo una piccola parte della quantità assorbita dall’uomo. Le percezioni attraverso i sensi sono parte del cibo che costruisce l'individuo. Il suono ascoltato, le cose vedute, le impressioni tattili cercate o sofferte, l'aria respirata, l'ambiente che preme in cerca di attenzione, apprezzamento e adozione, tutti questi sono <<cibi>>. Hanno un considerevole impatto sul carattere e sulla carriera dell'individuo.

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