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Compagnie - AMICIZIA

Al di la’ dell’illusione

Pag.32

Disse Arjuna a Krishna: “Sono venuto su questo campo di battaglia come un Dhiira, ed eccomi divenuto un Diina, perché non sono che uno strumento nelle Tue mani”. Argiuna era un Cinmayamurthi e non, come si immaginava, un Mrnmaymurthi. Egli era un uomo imbevuto di consapevolezza divina e non di inerzia terrena, solo che non ne era conscio. Ogni uomo si trova la compagnia che merita, non è vero? Per questo potete giudicarlo dalla compagnia che frequenta. Ebbene, Argiuna aveva per compagno Iddio stesso ! Egli aveva la Shraddha (la fede) per concentrarsi sugli insegnamenti della Ghita, e questo avveniva anche nel bel mezzo del campo di battaglia, un momento prima della lotta che doveva decidere il destino della sua famiglia. Egli ebbe sufficiente devozione da far sì che Krishna gli mostrasse la sua forma universale; egli aveva avuto l'umiltà di dichiarare che avrebbe preferito mendicare piuttosto che ammazzare amici e parenti, e anche di gettarsi ai piedi di Krishna quando non poté più decidere cosa fare! Sviluppate in voi queste qualità, e avrete anche voi la compagnia del Signore. Krishna fece risorgere in Argiuna le qualità ragiasiche spronandolo e deridendolo per la sua codardia e per il suo atteggiamento di rinuncia indegno di un Kshatrya (soldato), e gli fece così sparire la pigrizia e l'ignoranza di Tamas. Poi lo trasformò in un eroe satwico, pronto a combattere la guerra per il Dharma.

Discorsi 88/89 Volume I

Buone compagnie [31] pag.17

Se qualcuno vi dice qualcosa che va contro la morale e contro il vostro stesso modo di pensare, fate in maniera di lasciare quella compagnia. Quando sentite qualcosa di negativo, che va contro i vostri principi, abbandonate quel luogo. Se rimanete ad ascoltare discorsi negativi, la vostra mente si inquina. Non ascoltate niente che sia male. Evitate i contatti dannosi. Fuggite dalle compagnie malvagie. Se vi manterrete liberi da aggregazioni immonde, svilupperete una mente ed un cuore puri. Ma se continuate a guardare cose negative, a parlar male, a pensare male, ad agire male, allora come potrete evitare di diventare "Male"? Entrerà in voi tutta la negatività e vi inquinerà. Perciò, per quanto sta in voi, evitate contatti con il male, evitate il parlare male, il vedere male e scansate le cattive compagnie. Vi creo forse dei problemi? (Nel tempio, per tutta risposta, ci fu un gran coro di "No!" da parte dei presenti, NdR) Sono felicissimo! Auguro a tutti una vita felice, una lunga vita in salute.

Vi benedico tutti.

Quali amici? [28] pag.113

Incarnazioni del Divino Amore,

offrite al Signore il corpo, il tempo e le azioni, che in questo modo saranno santificati. Raggiungete quello stato eterno di Amore Supremo. Il vero amore sta nel servire il Signore, nel riconoscerLo in ognuno e nel mettersi al servizio di tutti. Fra tutti, Dio è colui che vi sta più vicino, è l'amico più intimo, più caro e voi Lo state perdendo, quando cercate rifugio presso amici provvisori. In realtà, chi vi è amico? Allo stato attuale, non è possibile avere in questo mondo un amico vero. Se avete un portafoglio gonfio e un padre con una posizione sociale prestigiosa, vi verranno tutti incontro per dirvi "Salve!". Nel momento in cui le vostre tasche sono vuote e vostro padre non ricopre più quella carica, non vi saluteranno nemmeno e tireran diritto per la loro strada.

sea

Finché nella cisterna c'è acqua, migliaia di rane verranno a dissetarsi.

Non appena l'acqua sarà esaurita, non vedrete più nemmeno una rana. Questi sono gli amici del nostro tempo.

L’amico vero [29] pag.113

Ma Dio, che è un amico sincero, sarà sempre con voi, nella vostra casa e non vi abbandonerà in nessun momento e in nessun luogo. SeguiteLo, con questa fede Egli è l’unico e vero amico: è la via regale che conduce alla verità.

Discorsi 88/89 volume II

L’amicizia [3] pag.50

Poiché molti, che sono privi della giusta intuizione, si cimentano nel fornire spiegazioni diverse su questi " codici di vita", sorgono dei malintesi. Per esempio, la parola Maitry o amicizia viene intesa come un semplice essere amichevoli. Che cosa si intende per amicizia? Con chi essere amici? In che modo fare amicizia? E’ necessario capire e andare a fondo in questo problema. Amicizia non significa legarsi indiscriminatamente a chiunque.

Con chi essere amici [4] pag.50

E’ fra persone affini che si devono instaurare amicizie, considerando l’età, il ceto sociale, lo stato di salute, la cultura e varie altre condizioni. Un'amicizia va subordinata a queste circostanze, mantenendosi a livelli di parità, e non si dovrebbe stringere amicizia con persone con cui non si condivide lo stato sociale perché più elevato o più basso. Questo è il giusto modo di intendere l'amicizia.

Con chi non essere amici [5] pag.50

Se cercaste di fare amicizia con persone di ceto sociale più elevato del vostro, finireste per sottostare ad esse e, se ciò non avvenisse, perdereste l'amico. Se invece allacciaste un'amicizia con persone di ceto inferiore, potreste essere voi ad esercitare un indebito dominio su di esse e, qualora il vostro amico non accettasse quel potere abusivo, l'amicizia si infrangerebbe. Un'amicizia è duratura e gratificante solo quando si instaura fra persone che hanno in comune la posizione sociale, la condizione economica, l'educazione, e così via.

4.Non simpatizzare con chi compie il male [8] pag.51

Vi sono due termini, Apeksha e Upeksha, che stanno ad indicare rispettivamente sentimenti di simpatia e di antipatia. Non si dovrebbero mai coltivare sentimenti di simpatia verso persone che fanno del male; non devono piacere coloro che provocano del male ad altri. Non annoverate mai fra i vostri amici persone cariche di pensieri cattivi, dedite ad azioni cattive e colme di propositi cattivi. Non simpatizzate mai con chi è malvagio nei pensieri, nei costumi, nei gusti nelle inclinazioni, e così via. Questo è Upeksha.

Migliorare l'istituto [35] pag.58

Ecco una gran cosa che potete fare per questo istituto: seguite scrupolosamente le norme disciplinari, non accettate cattivi consigli. Onorate e rispettate gli anziani. Siate gentili e misericordiosi con tutti.

Fissate le vostre amicizie con chi vi è affine. L’amicizia, la compassione, il puntare sulle cose buone e l’indifferenza ai sentimenti di antipatia e simpatia sono i quattro obiettivi reali della vita. Se seguirete questi principi in modo giusto, santificherete la vostra vita.

La cura del Satsang [15] pag.186

Il Satsang, ossia lo stare in compagnia con persone sagge, è essenziale per la devozione. Dilatate il vostro amore verso gli altri per mezzo di questa santa comunione. Nella devozione acquisite quattro virtù! L'amicizia, la compassione, la gioia interiore e il distacco da persone e cose mondane. In questo modo arriverete alla concentrazione della mente. Come il cuore si purifica mediante azioni meritorie, così la vostra mente raggiunge la concentrazione mediante la devozione.

Imparentati con Dio [12] pag.238

Le gioie e i dolori sono come nuvole passeggere: vanno e vengono. Tutte le relazioni del mondo, come quelle tra figli, figlie, padre, madre, marito e moglie sono soggette a continui cambiamenti. Per quante vite vi siete dedicati a simili relazioni ed attaccamenti? Dove sono tutti adesso? Come sono arrivati, così se ne vanno. Non fatevi rimbambire dalle parentele che appartengono al mondo. La parentela più importante è quella eterna stabilita con il Signore: Egli è sempre al vostro fianco e vi accompagna vita dopo vita.

Il regno di Bali [15] pag.249

Quando si parla di amicizia, si intende l'instaurazione di un rapporto personale con il Signore, che santifica così la vostra vita. L'imperatore Bali fu un gran devoto. Egli regnò pensando sempre a procurare ogni benessere ai suoi sudditi, senza curarsi del proprio: li considerava come membra del suo corpo fisico ed essi lo ritenevano il vero cuore di tutto il corpo politico. Se la nazione si può paragonare ad un corpo, Bali ne era il cuore: tale era il rapporto fra lui e la sua gente, che lo aveva in grande stima. Durante il suo regno, per esempio, non c'era nemmeno l'ombra di un mendicante. Era un regno che prosperava fra piogge puntuali e messi abbondanti.

1.Amicizia [29] pag.253

Prendiamo la prima: Maitry o l'amicizia. Sta a significare che si deve crescere nell'amicizia col Divino.

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Quando c'è dello sporco per terra, se il vento si allea con esso, lo spazza via. Se il vento "fa amicizia" con l'acqua, questa va a finire in un canale. La sporcizia non ha ali per volare ne gambe per muoversi o per andare su e giù. E’ l'amicizia che la fa volare in ogni direzione. L'amicizia dei deboli vi distruggerà, portandovi ad una completa rovina. L'amicizia dei buoni invece eleverà il vostro stato.

Maitry dunque significa coltivare amicizia con le persone buone. Chi può essere un buon amico? Solo Dio è l'amico vero. Coltivate la vostra amicizia con Lui.

L'amicizia interessata [30] pag.254

Gli amici d'oggi sono amici delle ore liete e, se avete il portafoglio pieno o vostro padre occupa una posizione influente, vi circuiscono continuamente e vi salutano con degli "Oh! Salve, carissimo!". Ma se vostro padre va in pensione e voi non avete il becco d'un quattrino, non c'è un'anima che vi dica "Ci vediamo!" e si tengono tutti alla larga.

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In una vasca dove c'è acqua potrete trovare anche mille rane, ma nel momento in cui lo stagno si prosciuga, anche le rane spariscono. Ecco l'amicizia dei tempi moderni!

Non è certo genuina un'amicizia come questa! Dio è sempre con voi come una parte di voi stessi per proteggervi, e Dio vi protegge davvero.

L'amicizia eterna [31] pag.254

Alla vostra morte, gli amici e i parenti vi accompagneranno soltanto fino alle soglie del cimitero: non sono pronti ad andare oltre, ma Dio sì, perché è sempre con voi. Intuite questa verità e percepite un'amicizia di questo tipo con il Signore: la qualcosa significa che non dovete nutrire per nessuno sentimenti di inimicizia. Non abbiate mai ostilità verso chicchessia. Come potreste essere amici del Signore e serbare contemporaneamente sentimenti di rancore verso gli altri?

Amicizia distaccata [32] pag.254

E’ molto facile dire "Salve! Ciao.", ma, quantunque sia necessario come convenevole, è prudente che non vi lasciate trascinare oltre quel saluto. Se vi fate coinvolgere in amicizie esagerate, vi impegolerete nell'illusione. Parlate sempre con dolcezza: non potrete imporlo agli altri, ma a voi stessi sì.

Fianco a fianco con Dio [4] pag.268

Sanjaya disse: "Ovunque si trovi Krishna, il maestro di tutti i mistici, e ovunque si trovi Partha (Arjuna), l'arciere supremo, là regnano sicuramente opulenza, vittoria, straordinaria potenza e moralità”. L’uomo compie sforzi di ogni genere per essere beato ed avere felicità e gioia. Che fare per avere davvero gioia, felicità e successo nella vita? Che metodo usare? Se è questo che volete, ovunque si trovi Dio, rimanete sempre al Suo fianco. Il termine Partha significa "figlio della Terra" e si applica ad ogni uomo. La dichiarazione di Sanjaya sta ad indicare che il successo è assicurato sia quando l'uomo sta accanto a Dio, sia quando Dio sta accanto all'uomo.

Corso estivo 1990

Il tempo libero [16] pag.25

Poi viene il tempo libero (vihara), in cui sono implicati luoghi, persone, oggetti, ecc. Bisogna valutare attentamente che tipo di posti visitare, in che genere di ambiente vivere, che tipo di persone frequentare. "Dimmi con chi vai, e ti dirò chi sei", dice un vecchio proverbio. Evitate cattive compagnie, perché i pensieri vengono influenzati dalle persone che si frequentano. La gioventù d'oggi è incline a coltivare compagnie cattive ed assume facilmente atteggiamenti spregiudicati. Ciò contribuisce a disonorare e svilire il corpo umano, che le Scritture hanno definito il bene più prezioso e raro che esista al mondo.

Satsang [19] pag.82

Studenti! Se volete avere buoni pensieri, volgetevi al sentiero spirituale. Il punto di partenza per un cammino spirituale è nel satsang, ossia nel frequentare la compagnia di coloro che condividono quel sentiero. I pensieri sono contagiosi. Da qui l'adagio "Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Le cattive compagnie vanno evitate scrupolosamente. Shri Shamkara esaltò il valore di una compagnia santa con parole ardenti come queste:

"La compagnia dei saggi promuove il distacco,

il distacco conduce all'annientamento delle illusioni,

cui fa seguito l'acquisizione di una stabile saggezza,

per giungere infine alla vetta della liberazione in vita

(Jivanmukti) ".

Dunque, l'essenziale è ricordarsi che soltanto la buona compagnia produrrà in voi buoni pensieri.

Dhyana

Dentro la tecnica - pag.55 -

"Mens sana in corpore sano" - pag.55 -

Non basta la medicina a curare un ammalato. Per una pronta guarigione ci vuole anche un controllo dietetico. Non esiste una particolare panacea per la grande tribolazione del mondo. Ciascun individuo ha il suo proprio bagaglio di sofferenze. Ciò nondimeno, la meditazione su Dio rappresenta un infallibile rimedio al dolore umano, qualora venga integrato da una vita di rettitudine, nella stretta osservanza dei limiti morali. Siamo tutti interdipendenti. Bisogna imparare a condividere gioie e dolori di altra gente. Un meditante deve pregare per il benessere altrui con la medesima sincerità con cui pregherebbe per il proprio. Un aspirante spirituale non ha bisogno di vivere in isolamento monastico. Egli dovrebbe praticare la compassione per tutti, la quale non fa che tradursi in un intenso desiderio per la prosperità dell’umanità intera. L’alimentazione gioca un ruolo di rilievo nella coltivazione della compassione universale. Vorrei parlarvi del cibo sattvico, ossia del genere di cibo necessario per il progresso spirituale. Il cibo sattvico fa sì che il discepolo afferri il concetto di onnipresenza della Divinità- Il suo progresso avviene per il passaggio dei quattro stadi di vita divina:

1) L’iniziazione alla realtà teocentrica (Salokya),

2) l’approccio alla sostanza spirituale, che sta alla base dell’universo

   (Samipya),

3) l’assimilazione della forma della Divinità (Sarupya),

4) la liberazione e la definitiva unione con Dio (Sayujya).

L ‘alimento sattvico è determinante nell’acquisizione di questi quattro stadi della vita spirituale. E’ necessario che prendiamo qui in esame le implicazioni del concetto di cibo sattvico. Ci sono persone che cadono nell’equivoco di ritenere che il cibo sattvico debba consistere in un’alimentazione esclusivamente a base di latte, yogurt, dolci e frutta e sono convinte di divenire “sattviche” consumando in gran quantità leccornìe del genere. Sono assolutamente in errore. Una esagerata e smodata assunzione di latticini risveglia e accentua le qualità ragiasiche e tamasiche dell’uomo. Non si può definire "sattvica” una dieta straricca di latte, cagliate e “ghi” (burro chiarificato), in quanto questi alimenti portano ad una manifestazione della natura passionale dell’uomo. A questo proposito, devo dilungarmi sulla natura della conoscenza umana e sui cinque ingressi della percezione sensoriale: cinque organi di senso, relativi alle cinque facoltà dell’udito, tatto, vista, gusto e olfatto. La protezione e lo sviluppo di queste facoltà sensoriali dipendono dal cibo sattvico assunto per bocca. Il tipo di cibo sattvico consumato dipende dai gusti personali. Ci si sente soddisfatti quando si è messo in bocca quel preciso tipo di cibo - Ma si dimentica che una parte incorporea del cibo viene assorbita anche per mezzo di altri organi di senso. L’effetto salutare del cibo sattvico sarà vanificato dall’ascolto di discorsi cattivi, se indulgete in maldicenze, se guardate immagini oscene, se venite a contatto con cose dannose e usate male l’olfatto. La mente e il corpo vengono guastati’ contaminati e inquinati dal male. Perciò, il solo cibo sattvico non è una sufficiente premessa alla rigenerazione spirituale. Non si deve parlare del male. Si deve rifuggire dal condannare gli altri e dall’elogio di se stessi. L’adulazione di se stessi e l’autoesaltazione ritardano la crescita spirituale. Ai nostri organi sensoriali dobbiamo fornire cibo, suoni e visuali salubri - La lingua è destinata a cantare la gloria di Dio. Le orecchie hanno la funzione di pascersi delle gloriose manifestazioni del Divino. A ciascun organo di percezione si deve provvedere il suo specifico sostentamento spirituale. Alimentazione sattvica, dunque, non significa semplicemente morigeratezza nel consumare latte,yogurt, ghi e frutta, ma pure dilettarsi di nobili pensieri, sacri suoni, visioni edificanti e conversazioni spirituali. Bisogna sviluppare una vista sattvica e delle visioni spirituali. Bisogna saper godere il “darshan” delle bellezze naturali e la divinità delle icone nei templi, evitando tutte le visioni ed i suoni che distraggono. Non si deve guardare a chiunque con occhio malizioso. Pensieri maligni generano occhio maligno. Gli occhi sono le finestre del cuore. Il cuore dovrebbe traboccare di amore e compassione. Una natura sattvica si sviluppa alimentando gli occhi con visioni sattviche Anche il senso dell’odorato è ugualmente importante. Al senso dell’olfatto vanno forniti dolci profumi. Andrebbero evitati tutti gli odori sgradevoli. Sugli altari dei templi, per creare un’atmosfera di santità, si fa uso di dolci profumi e si accendono bastoncini di fragrante incenso. Gli odori ripugnanti distruggono la santità. L’idea di santità è sempre associata a dolci profumi ed aromi. La sensazione tattile, ovvero il senso del tatto andrebbe soddisfatta venendo a contatto fisico con i piedi di un santo. Vanno evitati i contatti con persone malvagie. Toccarle produce pensieri cattivi. La compagnia dei virtuosi (Satsang) è di importanza suprema. Il Satsang porta al distacco. Il distacco induce equanimità, la quale, a sua volta, conduce alla liberazione nella vita. Molto si può realizzare con l’ausilio del Satsang. Si coltivano buone abitudini e si condividono pie attività. Il Satsang santifica il corpo umano predisponendolo alla funzione di tempio di Dio. La tecnica spirituale di "Dhyana”, menzionata nella Bhagavad Gita, non può essere benefica, in assenza di una alimentazione completamente sattvica, estesa a tutto il corpo, vista, udito, odorato e tatto. Altrimenti, è solo un atteggiamento. Il vero valore e il significato della Meditazione dovrebbero essere chiaramente afferrati per evitare le insidie e i pericoli derivanti da una sua pratica erronea.

(SSB 1979, 92-95)

   Dio è unità

Capitolo III. 2. L'Uomo espressione del Divino

L'Uomo ha in se stesso l'immensità ed è inspiegabile il fatto che egli si consideri invece un essere destinato a cadere. Una persona può dare l'impressione di essere un demone ed un'altra di essere divina, ma lo Spirito nell'uno non è inferiore a quello dell'altro. Quando trovate delle colpe in un altro dovete pensare che si tratta soltanto di deficienze nel comportamento e non concludere che in lui non esiste lo Spirito. Le debolezze si sono sviluppate a causa delle cattive compagnie frequentate e dell'inefficienza della società nella quale è vissuto, ma esse non sono naturali in lui, poiché la sua vera essenza è Spirito. Non emarginatelo e non condannatelo come incorreggibile: aiutatelo invece con delle buone compagnie e un ambiente adatto, persuadendolo ad entrarvi.

Corso estivo 1993

Pensieri - La base della Creazione pag.44

Persone con una certa mentalità attirano amici con una mentalità simile; un ubriacone preferisce un ubriacone, un ladro preferisce un ladro, un musicista preferisce un musicista, un medico preferisce un medico e un notaio preferisce un notaio. Le persone con una mente nobile preferiscono solo coloro che hanno una simile mente. Perfino i nostri pensieri nobili subiscono un'influenza negativa in compagnia di gente malvagia. Perfino la creazione può essere cambiata dai pensieri....

L’influenza della compagnia malvagia pag.68

La cattiva compagnia porta a sentimenti malvagi, distrugge la vostra qualità umana e svaluta la vostra vita. E' la perdita dei valori che fa essere un uomo come “uomo" solo nella forma, ma non nel suo modo di agire. La cattiva compagnia è come un verme velenoso, che deruba istantaneamente l’uomo delle virtù più nobili e alla fine le uccide. La cattiva compagnia agisce in particolare sulla mente dell’uomo, in tutte le sue forme molteplici, causando varie aberrazioni mentali. Inoltre penetra anche nel nucleo del cuore umano e distrugge la qualità umana dell’essere. Le parole del malvagio hanno un suono dolce; ma la sua mente è satura di veleno. L’uomo malvagio è l’opposto dell’uomo sincero. Si dice: "L'uomo sincero è colui che osserva l'armonia del pensiero, della parola e dell'azione." “Il vero oggetto di studio dell’umanità è l’uomo stesso”. Persone giovani come voi dovrebbero coltivare sentimenti Divini e qualità Divine, partecipare a delle attività sacre e condurre una vita di esemplare virtù. La compagnia malvagia non esiste soltanto frequentando persone malvagie, ma soprattutto coltivando qualità malvagie. Gli studenti non dovrebbero permettere ai vizi quali l’egoismo, l’invidia, la menzogna, la pomposità ecc., di insinuarsi nei loro cuori, perché essi sono i nemici peggiori dell’uomo. L'essere umano brilla del suo splendore totale solo quando ha sterminato completamente i suoi nemici. Le scritture hanno dichiarato che la malattia, il debito, il nemico ed il fuoco dovrebbero essere estinti completamente senza lasciare tracce. L’ingiunzione Vedica dice: “E’ disastroso se rimane “SHATRUSESHA", AGNISESHA” “RUNASESHA” e "ROGASESHA” ( la traccia del nemico, del fuoco, del debito e della malattia).

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Se i debiti non vengono pagati completamente, aumentano a passi da gigante e ingigantiscono il loro importo originale dovuto agli interesse maturati. In modo analogo, se un paziente viene dimesso dall’ospedale, senza essere stato curato completamente, le tracce della malattia rimaste in lui potranno provocare una ricaduta che potrebbe essere fatale per il paziente. Allo stesso modo, se un fuoco non viene spento completamente, le scintille potranno riprendere vita e provocare un incendio. Se il nemico non è vinto del tutto ed anche al momento opportuno si dimostrerà nocivo per l’uomo.

Solo con la totale estinzione del nemico, l’uomo potrà conquistare la pace. Che cosa è la pace? Quando si manifesta nel cuore umano? La pace si manifesta nell’uomo quando le tre qualità di "SATTVA, RAJAS, e TAMAS" ( caratteri sereni, passionali e ottusi) sono completamente sotto controllo. Voi dovete fare sinceri sforzi per sviluppare "VIRAKTI, UPEKSHA e ANASAKTI" (distacco, indifferenza e disinteresse) verso le tre qualità. Ogni cosa nel mondo è piena di paura e solo il distacco può dare "ABHAYA" (coraggio). Un uomo che soffre di "RAGA" (attaccamento) è facile preda della paura; l'uomo che coltiva il distacco è libero dalla paura. Se si permette a "RAGA” di crescere, alla fine diventerà "ROGA" (malattia).

Se le onde di "KAMA e di KRODHA’' (cupidigia e ira) non vengono troncati sul nascere, assumeranno grandi proporzioni. Dice un proverbio: "Se una pianta non viene raddrizzata mentre è un alberello, potrà mai esserlo quando è un albero? Se una pianta non viene controllata mentre è un alberello, cresce senza controllo quando è un grande albero. Ecco perché la giovinezza è il periodo più appropriato per coltivare il controllo della mente.

La purezza della mente   pag.69

La vera educazione è l’allenamento della mente. La vita, senza il controllo della mente, anche se si ha grande intelligenza ed un alto status sociale, è futile. Per questo si dice:

A che serve l'adorazione, senza la purezza della mente?

A che serve cucinare, senza la purezza del recipiente?

A che serve l'esercizio spirituale senza la purezza del Sé?

Voi non potete stare in pace in una stanza dove ci sono degli insetti velenosi; questi devono essere o catturati o uccisi. Noi dovremmo sradicare questi insetti da "chitta" (consapevolezza). Non ci sarà pace per l’uomo finché non avrà catturato o ucciso l’insetto. La gioventù di oggi non sa che cosa è "CHITTA, HRIDAYA, e MANAS" (consapevolezza, cuore e mente). L’essere umano è fatto di mente e la mente non è altro che un groviglio di pensieri. Siccome i pensieri determinano il nostro comportamento, noi dovremmo coltivare pensieri nobili. Siccome il cuore è la sede della purezza, la cattiva compagnia infetta il cuore e come conseguenza nascono i vizi.

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Se un pezzo di carbone viene messo in contatto con un pezzo di brace ardente, il primo perde il suo colore nero e arde con intensità, perché il calore ed il fuoco del secondo lo penetrano. Il pezzo di carbone, se ci si soffia sopra, diventa così un pezzo di brace ardente. Il carbone è incandescente come la brace e alla fine permette a se stesso di essere consumato dal fuoco. Questo è il miracolo della trasformazione ottenuta dalla compagnia nobile. La compagnia di una brace ardente trasforma il carbone nero in un'altra brace.

Quindi si dice: "Brahmavid Brahmaiva Bhavathi" (colui che conosce il Brahman diventa il Brahman). Non è sufficiente essere "Vicini" alla compagnia nobile. Voi dovreste diventare anche "Cari", ossia essere affettuosi verso di essa.

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Per esempio. Quando portiamo un fiore nella mano, il profumo del fiore penetra la nostra mano ed il nostro vestito. Se si porta un fiore che emana un cattivo odore, questo insudicia il nostro vestito ed il nostro corpo. Quindi, il buono ed il cattivo sono dotati della stessa potenza di esercitare rispettivamente influenze benevole o malevole. Per questo Einstein ha detto: “Dimmi chi frequenti e ti dirò chi sei”.

La compagnia che si frequenta costruisce l’uomo o lo distrugge.

Sebbene l'uomo sia dotato di abilità fisica e di capacità intellettuale.

Senza la virtù Divina, sarà uno schiavo di sicuro.

Che cosa successe al potente Karna alla fine?

Non dimenticate mai questo nobile evento.

Sebbene Karna fosse dotato di prodezza fisica ed intellettuale, venne distrutto perché si era associato alla cattiva compagnia di Duryodhana e Dusshasana. Alla fine, divenne uno dei quattro malvagi (Dushta Chatustayam) e la grazia di Dio si allontanò da lui. Solo il potere di Dio ed il potere della correttezza possono riunire tutti i poteri intorno a voi. Ma gli studenti di oggi, carenti di pensieri nobili e di comportamenti nobili, sono privati dell'immensa forza che fa conseguire la grazia di Dio. Così l’uomo di oggi è insudiciato anziché abbellito. La cosa eccellente dell'essere umano stà nell'irradiare illuminazione Divina.

La caratteristica dell’essere umano sta nell'acquisizione della pace. Ma quando può l'uomo acquisire la pace? La gente grida slogans dicendo "Vogliamo la pace, vogliamo la pace”. Come potete assicurare la pace mentre tenete le bombe atomiche nelle vostre mani? Non potrete mai acquisire la pace anche se atterrate sulla luna. Se tenete nelle vostre mani le bombe del comportamento malvagio e dei sentimenti malvagi, la pace rimane un grido lontano. La pace si ottiene solo quando sono distrutti i sentimenti malvagi. Anzitutto ci deve essere la pace individuale, che a sua volta contribuisce alla pace familiare; la pace familiare a sua volta contribuisce alla pace del villaggio. La pace del villaggio porta alla pace dello stato; la pace dello stato a sua volta assicura la pace nazionale. La pace nazionale contribuisce alla pace internazionale. Così la pace individuale contribuisce alla pace mondiale. In modo analogo, " Ashanti”(assenza di pace) in una persona ha la potenzialità di influire sulla pace ovunque. Oggi gli studenti e le autorità dell’educazione producono solo inquietudine e agitazione senza dare alcun contributo per la pace dell’umanità

La filosofia della Purva Mimamsa   pag.109

“E’ difficile ottenere la compagnia dei nobili.

E' facile ottenere la compagnia degli ignobili.

Di sassolini se ne trovano in grande quantità,

ma è difficile trovare un diamante prezioso”....

Colloqui

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D.- Finché non comprenderemo così la Realtà dell'Assoluto (Paramatma), è importante - dicono - stare in compagnia dei grandi e dei buoni e avere anche un Guru. E’ proprio necessario?

SAI - [6] pag.132

Certo che è necessaria la compagnia dei giusti, ed è anche importante il Guru, per farti conoscere questa Realtà. Ma in questo devi far molta attenzione, perché i veri Guru sono molto pochi. Si sono moltiplicati gli imbroglioni ed i Maestri si sono ritirati in solitudine, per realizzare se stessi senza esser disturbati. Dei Guru genuini ce ne sono molti, ma non è facile trovarli e, se ne trovi uno, puoi ringraziare la sorte se ti dà più di una sola parola illuminata (sadvakyam); non vorrà perdere il suo tempo a raccontarti ogni genere di storie. Nella ricerca del Guru non si deve aver fretta.

Discorsi vol. X 1° tomo

pag.48

...Il metodo più preciso e più idoneo di tenere se stessi liberi da polvere e ruggine è il sathsang. La compagnia dei buoni e dei devoti lentamente e sicuramente purificherà e pulirà le persone inclini ad allontanarsi dal retto sentiero verso l’autorealizzazione. Si deve porre cura che selezioniate e vi attacchiate alla compagnia appropriata.

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Una tazza di acqua non ha il valore del denaro ma se essa è versata dentro dieci tazze di latte, acquisisce il valore che la gente attribuisce al latte. Se, d'altra parte, una tazza di latte è versata dentro dieci tazze d' acqua, essa perde il valore che aveva ed è considerata come inutile. Così il sathsang a cui vi associate deve essere più puro, più rispettabile, e sposato ai più alti ideali di virtù e giustizia, di quanto lo siate voi. Quando un fumatore si unisce a un gruppo di non fumatori, c'è ogni probabilità che egli rinunci a questa cattiva abitudine; ma quando un non fumatore si viene a trovare tra dieci fumatori, egli certamente diventerà presto una vittima. Tale è la sottile influenza della compagnia.

La compagnia a cui vi associate deve essere qualitativamente e quantitativamente più alta e più grande di ciò che voi siete. Vi sono preziose gemme di saggezza dentro i vostri cuori, che richiedono di essere dissotterrate per esservi di qualche beneficio. L'intelligenza è lo strumento che dovete usare per guadagnarle. Alla partenza incontrerete un masso roccioso che ostacola il vostro cammino; questa è la consapevolezza del corpo, l'ego. I desideri sono le rocce irregolari che devono essere tirati fuori e tenuti in disparte. Allora arrivate in un letto di sabbia: buoni pensieri, buone parole, buone azioni. Quando è raggiunto questo strato, vi state avvicinando al successo. Se continuate nel sathsang, i vostri cuori manterranno la purezza intatta, ma se lo cercate solo a intervalli sarà difficile acquisire la Grazia o partecipare ad essa, perché il recipiente diventerà macchiato e disordinato. Nelle vostre case fate attenzione che il recipiente di uso quotidiano sia splendente e pulito, ma i recipienti tenuti in magazzino e usati solo ogni tanto devono essere strofinati con grande vigore per renderli splendenti. Dovete accettare tutti i fastidi con la pazienza necessaria per cercare il sathsang e rimanere in esso. Perché non è l'esser nato uomo che è un segno della Gloria; è il vivere come un uomo che conferisce questa dignità.

pag.102

...Cercare buone compagnie e passare tutto il tempo libero nella compagnia chiamata sathsang, aiuterà molto l'aspirante. Vi siete formati con la compagnia frequentata.

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Il pezzo di ferro arrugginisce se sta a contatto con la terra. Esso splende, si ammorbidisce, prende una forma utile, se gode della compagnia del fuoco. La polvere può volare se sceglie il vento come suo amico; finisce in melma in una buca se preferisce l'acqua; non ha ne ali ne piedi, tuttavia può volare o camminare, sollevarsi o cadere, secondo l'amico che si sceglie. Conoscendo questa verità, Kabir, il più grande poeta mistico, cantò: "Ecco le mie prostrazioni al male. Ecco le mie prostrazioni al bene>>. Quando gli fu chiesto perché offriva prostrazioni al male e al bene, egli replicò: <<Io mi prostro davanti ai cattivi affinché essi possano lasciarmi solo, io faccio lo stesso davanti ai buoni, affinché essi possano rimanere sempre vicino a me>>. Qui c'è un carbone ardente, qui, alla stessa distanza, c'è un altro pezzo di carbone. Quando vengono messi vicini, a contatto l'uno con l'altro, il calore si diffonde al pezzo di carbone freddo, e la parte che è a contatto col carbone ardente diventa calda e rossa. Se agitate vigorosamente un ventaglio sopra l'area di contatto, presto l'intero carbone sarà una brace ardente. "Vicino" da solo non è sufficiente, si deve renderlo "caro" con un piccolo sadhana. Questo è il segreto del sadhana, col quale l'uomo diventa divino.

I Veda dicono che colui che conosce Brahma, diventa Brahma. Il carbone conosce il fuoco e diventa fuoco. Il sadhana è la coltivazione dell'amore, prema. Siate pieni di amore, gustate l'allegria che l’amore può conferire. L'uomo è una incarnazione dell'amore: egli ha sete di amore e trova una gioia reale nell’amare e nel ricevere amore. Voi avete dimenticato la vostra reale natura, che è amore, e perciò trasudate miseria, odio e gelosia. Non siate mai di cattivo umore o tristi. Lasciate che tutti vi vedano esuberanti di amore, luce e gioia. Non nutrite passione o pregiudizio, paura o ansietà. Fate il sadhana del nome, il nama-samkirtan, e il sentiero sarà liscio. Questo programma di bhajan per 24 ore ininterrotte, fatti in tutto il mondo, in tutte le terre, ha perciò diffuso il messaggio dell'amore attraverso i nomi dell'incarnazione dell'amore universale; ha saturato l'atmosfera con pensieri di Dio e della pace e della gioia che Egli sparge. I bhajan che avete fatto qui hanno inciso non solo su questa particolare zona e sui dintorni, ma cambieranno tutta l’atmosfera. Continuate questa attitudine di devozione e umiltà, di servizio e tolleranza, e l'atmosfera non sarà più contaminata dall'odio. Non contaminate l'aria con voci di asprezza, scandalo, insulto o calunnia. Rimanete silenziosi quando vorrete esprimere questi sentimenti; è un servizio per voi e per gli altri. La vita è un canto, cantatelo. Questo è ciò che Krishna insegnò con la Sua vita. Arjuna sentì questo canto nel campo di battaglia, dove le tensioni erano alloro massimo e si doveva decidere il destino di milioni di persone con la spada. Krishna cantò la Ghita perché Arjuna ascoltasse. Ghita significa canto, ed Egli cantò perché era ananda, dovunque potesse essere. In Gokulam, sulle rive dello Yamuna o a Kurukshetra fra le armate in guerra. Anche voi dovete passare i vostri giorni nel canto. Fate che tutta la vostra via sia un bhajan. Abbiate fede in Dio che è ovunque in ogni tempo, e traete forza, conforto e gioia cantando la Sua Gloria, in Sua presenza. Lasciate che melodia e armonia si alzino dai vostri cuori e lasciate che tutti traggano gioia dall'amore che esprimete attraverso questo canto.

Pag.173 L'IO IN VOI

La compagnia ha molta influenza sul carattere; una persona si unisce al gruppo in cui può liberamente esprimere la sua innata natura. Perciò il satsang (compagnia dei buoni) è un'esigenza molto importante per la crescita morale e spirituale. L'uomo, per natura, è propenso a soddisfare i desideri che sorgono dentro di lui o le spinte che sono suggerite dal di fuori, che molto spesso sono deleterie. Così egli si rovina dando loro la possibilità di sopraffare la sua personalità. Considerate la felice influenza che può esercitare la buona associazione.

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Un pezzo di spago è una cosa senza importanza. Nessuno vuole portarlo nei capelli, né lo pone con riverenza su una statua di Dio, ma quando esso si associa con alcuni fiori fragranti, allora le donne decorano le loro capigliature con il pezzo di ghirlanda di fiori, e i devoti pongono la ghirlanda (spago e fiori) sull'idolo che adorano. Un blocco di pietra in una pubblica piazza, si trascura e si maltratta, spesso i cani di strada lo sporcano. Ma lasciate che la pietra riceva la compagnia di uno scultore o di un suo allievo, e sarà modellata in una affascinante statua di Dio e posta in un tempio a ricevere l'omaggio di migliaia di persone, anche per secoli. Ancora, prendete l'esempio del topo domestico. Nelle case in cui esso dimora, è cacciato e preso in trappola, avvelenato e ucciso; ma quando il Signore Ganapathi lo adotta come Suo veicolo, esso arriva a essere onorato come un animale sacro. Il serpente è odiato e battuto a morte tutte le volte che compare perché è temuto ed evitato dall'uomo. Ma in associazione col Signore Siva (che lo ha arrotolato attorno ai polsi, alle caviglie e al collo), il serpente viene riverito da milioni di persone.

La compagnia del Divino gli dà un alone di consacrazione. Così, la cattiva compagnia avvilisce e abbassa l'uomo.

Prendete l'esempio del fuoco. Il fuoco è considerato sacro, ed è alimentato e nutrito religiosamente in ogni casa ortodossa dove i Veda sono la base spirituale della vita. Ma quando il Dio del Fuoco entra in una palla o bacchetta di ferro, esso deve soffrire colpi di martello in quantità finché la bacchetta o la palla sarà dall'uomo forgiata in qualche utensile. L'attaccamento al ferro porta questa calamità al fuoco, altamente venerato. Gli anni di vita assegnati all'uomo come risultato dell'enorme quantità di merito guadagnato e accumulato attraverso molte vite nel passato, devono essere utilizzati per elevarsi fino alla divinità. Per questa avventura, è essenziale una compagnia congeniale e ispirata. La nostra ricerca dovrebbe volgersi solo ai diamanti, ma sfortunatamente ci smarriamo nel ritenere che grani di vetro siano diamanti. Le ricchezze diminuiscono quando sono spese, ma la vita nel suo corso diventa più breve, ogni momento. Anche quando dormiamo inconsapevoli, ogni minuto ci fa più vecchi, ci porta più vicino alla tomba. Per utilizzare bene il tempo, la vita deve essere regolata e limitata, le abitudini devono essere sublimate, le tendenze corrette, e devono essere incoraggiate attitudini costruttive.

Questi imperativi sono enfatizzati nell’"Ostello Sathya Sai", benché qualcuno di voi non apprezzi le restrizioni e le regole di condotta richieste. Esse potrebbero essere fastidiose per voi proprio ora, perché siete entrati in questo ostello recentemente e siete cresciuti in ambienti totalmente differenti. Forse bramate ciò che è chiamato "libertà di volere e di agire", ma se non avete un ideale davanti a voi, questa libertà facilmente diventa licenza, caparbietà incontrollata e autodecisione del diritto di vagabondare per le strade. Qual è il fine della "libertà"? Il fine reale della libertà - non è il "piacere" ma la "saggezza". Swecchz è la parola sanscrita per "caparbietà”, “sé" qui significa il più alto "sé", il "super Sé". La sua volontà è anche quella di fondersi col Supremo ed essere immerso in ananda. Consideriamo il destino degli studenti nella maggior parte degli altri collegi e ostelli. Notate l'infelice stato di cose che là prevale. L'atmosfera non è congeniale né per la formazione accademica né per lo sviluppo della personalità. Essa è piena di eccitazione agonistica e di politica faziosa. L'uomo si è evoluto dall'animale solo per degradarsi più dell'animale stesso? Deve essere l'uomo motivato solo dai bisogni della fame e della paura? Voi sapete, la mucca viene spinta a mangiare un fascio di erba, ma fugge via alla vista di un bastone. L'uomo dovrebbe avere motivazioni diverse. Ancora, può l'uomo essere felice per aver conseguito lauree, o perché assiste a uno spettacolo, o perché vaga e passa il tempo senza scopo? In molti casi i genitori e gli anziani sono in colpa perché sono cattivi esempi per i loro stessi figli. Essi bevono e giocano d'azzardo, si odiano e litigano. L'educazione vi deve salvare dal proseguire su questi sentieri sbagliati. Io posso dirvi che gli studenti che vivono in questo ostello da alcuni mesi, in accordo con le sue regole e regolamenti, hanno conquistato la stima delle autorità dei collegi consimili in Bangalore, per la loro puntualità, serietà e comportamento disciplinato. Una vita disciplinata è la migliore offerta che potete fare al paese o al Divino che è in voi. Una singola persona, contraria alla vita disciplinata, può col suo esempio guastare la carriera di molti altri coi quali viene in contatto. Così ciascuno di voi deve accettare l'ideale dopo aver analizzato le sue implicazioni ed essere convinto della sua validità. Istinti e impulsi animali persistono nella natura umana come vestigia, ed è solo quando il loro insorgere è controllato, e finalmente eliminato, che le scintille della divinità possono manifestarsi. Questo ostello vi offre proprio queste opportunità, e il satsang vi aiuta a compierle. La natura può essere modificata con l'allenamento; anche i cani possono cessare di mangiare la carne quando sono ammaestrati a gustare solo cibo vegetale. Così apritevi lietamente all'influenza del satsang che trovate qui. Naturalmente, le cicogne mettono in ridicolo gli Hamsa (cigno) e i corvi trovano da ridire sul canto del cuculo, ma a dispetto di tutto il cinismo, l’Hamsa si pavoneggia più bello che mai e il cuculo non sente nessun difetto nel suo canto. Coloro che mettono in ridicolo gli altri si trovano isolati e derisi per le loro idiosincrasie. Molto spesso anche i più intelligenti schemi degli uomini danno un risultato imprevisto a causa di qualche difetto fondamentale nella loro logica.

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Anni fa si diffuse rapidamente in Bobbili una malattia infettiva che si manifestava con foruncoli sulla pelle. Fu scoperto che l'infezione era causata dai topi domestici. Finché i topi non furono totalmente distrutti per mezzo di trappole, il governatore decise di incoraggiare la gente a tenere i gatti come animali favoriti, e diede a ciascun capofamiglia una indennità mensile di riso per nutrire i gatti. Cinque chilogrammi di riso furono forniti ai capifamiglia ogni mese. Dopo un certo tempo arrivarono al governatore lagnanze sul fatto che i gatti non venivano nutriti sufficientemente e che le famiglie stesse avevano consumato il riso destinato ai gatti. Perciò il governatore ordinò loro di presentarsi in tribunale coi gatti che allevavano. Quando essi apparvero coi loro animali si scoprì che le dicerie di appropriazione indebita erano false. Ogni gatto era sorprendentemente ben nutrito e paffuto. Però, un gatto, il gatto allevato da Ramakrishna, era magro e affamato. Quando il governatore lo accusò di aver usato male il riso assegnatogli dallo Stato, egli disse: <<Capo! Nessuno di questi altri gatti ha mai catturato un topo. Questi gatti sono troppo ben nutriti per farlo. Quando essi non hanno fame, come possono cercare e uccidere topi? I1 mio gatto ne cattura almeno una dozzina al giorno>>. Il governatore dovette riconoscere che il suo piano era un grosso fiasco. Esso aveva prodotto proprio il risultato opposto!

Ricordate, le regole sono state stabilite per il vostro bene.

Qualunque cosa Io faccia, dica o ordini, è per il vostro bene, per rendere i vostri anni futuri felici e fruttiferi. Questo è il periodo più prezioso della vostra vita e dovete essere grati di poterlo trascorrere in questa atmosfera, in questo satsang. Tutto ciò è stato fatto perché voi Mi appartenete. Anche se negate di appartenerMi, Io persisterò nel dirvi che siete Miei, perché Io sono la Divinità che è la vostra realtà. L"io'' in voi è disturbato e si affligge quando vi smarrite nella mancanza di rettitudine e vagate nell'instabilità. Perciò, cercate di capire il valore dei programmi, degli orari e delle prescrizioni stabilite qui per voi, affinché la vostra personalità si modelli nella forma migliore, così che possiate splendere come esempi ispiratori del servizio verso l'uomo e verso Dio.

Pag.201

La consapevolezza dell’Atman o del Divino non può essere donata né ricevuta: è sempre là, nascosta dietro il velo dell'ignoranza. Quando la falsa immagine scompare, la verità brilla in tutta la sua gloria. E’ come il sole dietro la nuvola che passa. E’ vostro dovere rifiutare questo velo e lasciare che il sole della consapevolezza brilli e vi illumini i pensieri, le parole e le azioni. Come figli di Andhra (una regione dell'India dove è situata Puttaparthi) è desiderabile che voi rispettiate la regione nativa e il linguaggio familiare. Ma tale rispetto non dovrà condurre all'irriverenza verso altre regioni e linguaggi. Siate fieri del vostro linguaggio e cultura, in ciò non v'è nulla di male. Ma non lasciate che questo orgoglio vi conduca a sentire antipatia per le altre lingue e culture. Le lingue con cui i pensieri sono espressi possono essere varie, ma pensieri, emozioni e sentimenti sono gli stessi. Il linguaggio del cuore è lo stesso, ma quando giunge alla bocca, può prendere varie forme. Quando si capisce e si apprezza l'Uno che si manifesta nella molteplicità, e che l'Uno è conosciuto con molti nomi, non c'è realmente scopo di odio o irriverenza. Lungo il sentiero spirituale devono essere coltivate solo attitudini di tolleranza e rispetto. Questo è il solo sentiero per ottenere pace e armonia in questo mondo di continua lotta e di disperazione. Il satsang, la associazione con i ricercatori spirituali è un dovere se si vuole far germogliare il desiderio spirituale e portarlo a compimento. Anche il riluttante presto svilupperà un genuino entusiasmo per lo spirito attraverso l'influenza del satsang.

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Un pezzo di corda può essere pulito e bianco, ma nessuno lo porterà nei capelli o intorno al collo. Però lasciate che esso sia intrecciato con alcuni fiori fragranti e sia fatta una ghirlanda, e la gente sarà felice di averlo nei capelli o attorno al collo. Il satsang dei fiori gli conferisce questo alto stato. Una pietra, trascurata e maltrattata nella strada, può ricevere l'adorazione di milioni di persone nei secoli, se per opera di uno scultore diventa l'idolo di un tempio. Il comune topo, disprezzato come una peste, diventa sacro quando gli adoratori di Ganesh lo trovano associato con lui come suo veicolo. D'altra parte, il fuoco, che è adorato come Agni diventa il bersaglio del martello quando entra in una palla di ferro.

E’ per questo che Sankaracharya ha cantato in Bhaja Govindam, <<attraverso il satsang, sviluppate la libertà dall'illusione, attraverso la libertà dall'illusione sviluppate la fede nella verità e attraverso la fede nella verità otterrete la liberazione stessa>>. Noi diventiamo ciò che sentiamo e facciamo. Così si deve creare satsang per purificare il proprio karma, che altrimenti può agire come un ostacolo. E’ impossibile sfuggire alle conseguenze del proprio karma. La sruthi (Sacra Scrittura) vi richiede, perciò, di "prostrarvi davanti a ogni karma che fate", pregando che esso non possa causare male a nessuno o a voi stessi. Come figlio dell'immortalità, l'uomo è autorizzato a vivere una nobile vita e a realizzare la sua realtà. Il loto nasce nel fango, sale attraverso l'acqua e muore quando è tolto dall'acqua. Non può sopravvivere a lungo senza acqua. Anche l'uomo è nato nel mondo, vive in esso e deve esistere in esso. Forse conoscete il detto. "tutti gli onori resi agli uomini arrivano a Dio". Udite ancora un'altra affermazione: "Tutti i disonori inflitti agli uomini arrivano a Dio”. Questa è la legge, inevitabile come la legge che fa cadere a terra questo pezzo di stoffa che tengo in mano, quando lascio la presa. Solo quando l'uomo saprà conquistare la Grazia di Dio e la forza del dharma, non andrà verso il disastro, ma camminerà lungo il sentiero del progresso spirituale, perché il dharma protegge il suo protettore. Fintantoché l'uomo vive una vita dedita a piaceri materiali e a conquiste terrene, non può sfuggire al dolore, alla paura e all'ansietà. Solo la Visione Interiore può concedergli ananda. Perché l'Atman è la principale fonte di ananda, così come l'egoismo è la fonte di tutti i mali...

Discorsi vol. X 2° tomo

Pag.255 L’AMORE DEVE VINCERE

Considera, o uomo, se tu minimamente guadagni qualche gioia duratura dal tuo lavoro, dall'inizio del mattino fino a quando vai a dormire la sera, un lavoro incessante e illimitato, un lavoro che spesso non ti lascia neanche l'intervallo di un minuto per richiamare alla mente la gloria e la grandezza di Dio. Nessuna meraviglia che, benché Dio sia ovunque, quelli che Lo hanno visto in qualche luogo sono pochissimi e lontani fra loro. Govinda, come dice il proverbio, appartiene a tutti, ma sono pochi quelli che veramente lo proclamano il loro tutto. Ci sono migliaia di persone che esaltano la bellezza e la maestà di Dio in affascinanti prose e poesie, ma poche sono le anime che condividono la Sua Grazia. Perché la dolcezza del nettare è conosciuta solo da quelli che lo pongono sulla lingua, e non da quelli che lo raccolgono in tazze, vasi o anche barili.

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C'erano tre mistici in Andhra che avevano il nettare sulla lingua, per così dire, e perciò erano capaci di cantare l'estasi che sperimentavano, il Dio che realizzavano. Essi erano, come potete indovinare, Portharaju, Goparaju e Thyavagaraju. Erano sempre consapevoli del Divino Principio, l'ordito e la trama, la causa e l'effetto, l'inizio e la fine dell'intero cosmo. Essi non deviarono neanche un poco dal sentiero della devozione fino a immergersi in Dio. Conobbero, ognuno dei tre, una volta per tutte, che non potevano fare affidamento su nessun altro che Lui, come maestro o protettore. Oggi le persone adorano ciò che è forte, sano ed esaltato e lo considerano patrono e protettore. Essi rincorrono simili persone e si umiliano adulandole. Ma per quei tre, il solo protettore, maestro e patrono, era Dio. Thyagaraju avrebbe potuto dimorare comodamente vicino ai troni dei sovrani per invito di essi e avrebbe potuto ricevere da loro incalcolabili doni. Ma rifiutò gli onori che i suoi contemporanei erano pronti a tributargli. Egli disse: <<O Mente, dimmi, è il tesoro lasciato per testamento da alti dignitari, o la divina presenza di Rama nel cuore ciò che può dare pura gioia?>>. Gli emissari del palazzo dovettero tornare indietro portando con se i regali che avevano recato. Anche Portharaju ebbe lo stesso atteggiamento verso le ricchezze del mondo, perché anche lui era immerso nella delizia divina. Suo cognato, Sreenatha, una volta gli consigliò di dedicare il grande poema epico telegu, Bhagavantham, al reggente del reame, perché il re gli avrebbe dato diamanti e lo avrebbe liberato dalla povertà per sempre. Portharaju replicò: <<Piuttosto che sposare questa amabile, tenera, angelica poesia coi ricchi barbari, per guadagnare in cambio cibi corrotti, io nutrirei con più profitto me stesso, mia moglie e i bambini con frutti e radici della giungla. Dedicherò questa epica solo a Dio, che mi ha ispirato e ha depositato il canto sulle mie labbra. Nessun altro merita questa offerta. Io sono legato da fedeltà alla sola Deità Suprema, Ramachandra>>. Poi c'è Goparaju, che costruì il tempio a Bhadrachalam.

Oggi è difficile trovare uomini che si asterrebbero scrupolosamente dall’appropriarsi indebitamente dei fondi del tempio. Ma Goparaju usò la sua vita e i suoi mezzi, e anche la vita e i mezzi di amici e parenti, per ricostruire e rinnovare il tempio di Rama a Bhadrachalam. Più tardi, mentre era in carcere per il presunto abuso del reddito dello stato, egli supplicò Rama:<<Spendendo 10.000 varatras ho fatto una collana con una gemma verde per Sita, la Madre. Ho fatto una corona di diamanti per Te, mio Ramachandra. Tu li hai accolti indifferentemente e buttati in aria! No, no, Rama, non arrabbiarTi per le mie parole denigranti. Quando queste persone si comportano ingiustamente, io prorompo in parole aspre. Scusami!>>. Vedete come Goparaju aveva Rama vicino e caro, e come era pieno di prema verso la Divinità. Simili grandi persone non si trovavano solamente in Andhra Pradesh, ma anche in altre regioni.

La cultura dell'India ha sempre esaltato simili incarnazioni di devozione e le ha proposte come esempi all'uomo comune. Dovete leggere le storie di questi Santi, riverirli e seguire le loro orme. Questa è una forma di sadhana chiamata satsang. Questi poeti e mistici immortali possono darvi maggior ispirazione e saggezza di quanto possano fare i vostri contemporanei. Una roccia che sta nel mezzo di una strada affollata è presa a calci da ogni individuo che passa, ma quando in essa si imbatte uno scultore, è trasformata in una graziosa statua e installata in un tempio per l'adorazione dei devoti. I serpenti che adornano il corpo di Siva non hanno paura della gente, mentre in altri posti i serpenti sono mortalmente spaventati dal male che può fare loro la mano dell’uomo. Quando sono sul corpo di Siva, la sacra compagnia, satsang, si sentono al sicuro. Dovete selezionare la compagnia più nobile e pia e tenerla. Il topo, di cui ognuno aborrisce la presenza, diventa un oggetto di adorazione quando è con Ganesha, perché il topo è tradizionalmente il divino veicolo di Ganesha. Nella maggior parte dei templi di Siva troverete la statua del Toro, installata proprio dirimpetto al lingam. I devoti prendono il darshan di Siva, guardando diritto attraverso lo spazio fra le orecchie del toro, perché il toro prende il darshan con vera devozione ed essi vogliono parteciparvi. Come i devoti di Siva cercano la compagnia del Suo veicolo, il Toro, per conquistare la Sua grazia, anche voi dovete scegliere amici che con la loro compagnia possano aiutarvi a migliorare le vostre attitudini. Inoltre, come insegnanti, dovete essere modelli per i bambini e per i loro genitori, che spesso guardano a voi perché siete l'unica persona istruita del vicinato...

Pag.267 SNEHA

 

Sneha è l'ottavo dei nove stadi della bhakthi come descritto nella Bhagavatha e in altri testi. Esso è usualmente tradotto come "amicizia", un termine che è stato comprensibilmente volgarizzato dall’applicazione a certe relazioni transitorie fra esseri umani. Gli amici si associano come risultato di una varietà di ragioni e circostanze che sono per lo più di interesse mondano e temporaneo. La gente che ha ampie risorse guadagna amici piuttosto rapidamente, come fanno anche quelli che hanno un grande potere nelle loro mani o possono elargire favori. Quelli che hanno autorità radunano amici, che, naturalmente restano durante il tempo buono ma scompaiono quando l’autorità svanisce. La maggior parte delle amicizie sono basate su considerazioni egoistiche e durano solo finché permangono gli interessi egoistici. Come dice il proverbio.

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"Quando il pozzo è pieno ci sono rane in quantità, ma quando è asciutto, neanche una vi gracida".

L'amicizia dovrebbe essere un legame spirituale, una affinità del cuore basata sulla piena comprensione e sulla pura dedizione reciproca. Gli studenti dovrebbero stare attenti contro le amicizie false e fugaci, e non essere semplicemente guidati dai ciao e dalle strette di mano. Non coltivate amicizia stretta con nessuno finché non sapete che i motivi dall'altro lato sono puri, altruistici e spirituali. Genuina amicizia può essere possibile solo fra un Atman e un altro, vale a dire, fra due persone che hanno entrambe realizzato che l’Atman è il nucleo del loro essere. Perciò, restituite solo un ciao per un ciao, un arrivederci per un arrivederci e un "come stai" per un "come stai" e ritiratevi in voi stessi. In nessun luogo a livello mondano potete ottenere il genuino sneha (che si dichiara essere il penultimo stadio per saranagathi o atmanivedana, la totale resa e dedizione a Dio) fra le amicizie comuni, transitorie della mondanità. Arjuna e Krishna ebbero questo genuino sneha fra di loro.

Arjuna considerava Krishna come suo sakha o amico, e aveva la temerarietà di usare "parole di scherzosa irriverenza" durante "il gioco e mentre riposava, o quando stava seduto con lui o ai pasti" (" Vihara sayyaasana bhojaneshu"). I due a volte mangiavano dallo stesso piatto. Spesso Arjuna appoggiava la sua testa sul grembo di Krishna o Krishna appoggiava la Sua sul grembo di Arjuna. Essi si aiutavano l'un l'altro in tutte le circostanze e conversavano fra loro mitemente e dolcemente. Non abbiate l'impressione che Arjuna fosse sotto il potere di Krishna. Egli era maturo nel carattere, erudito nella cultura vedica ed era un formidabile guerriero e un arciere pieno di coraggio ed eroismo. Krishna era il purushottama, Arjuna era il narottama. Era un'amicizia fra l'incarnazione del più alto e l'incarnazione del migliore. Krishna era la persona avatarica; Arjuna era la persona anandica; era un incontrarsi dell’Avataramurti e dell’Anandamurti. Arjuna era spesso chiamato da Krishna Kurunandana.

Questo nome ha un significato profondo. Kuru significa azione, attività, Karma. Nandana significa felice, gioioso. Il nome perciò significa: "Colui che è pieno di gioia quando è impegnato in attività”. In tutti i diciotto capitoli della Ghita, Arjuna è attento e attivo, vigile a ogni cambiamento di argomento. Arjuna aveva ancora parecchi poteri misteriosi che gli provenivano dalla sua grandezza spirituale. Quando i pandava erano nella foresta, Arjuna dichiarò che le armi dei pandava sarebbero state invisibili a tutti, eccetto che a lui e a suo fratello maggiore Dharmaja. E ciò realmente accadde. Ramakrishna Paramahansa era affascinato dallo sneha esemplificato dalla relazione Krishna-Arjuna. Egli imparò dalla Bhagavatha e dalla Bhagavad ghita come il Sadhaka può percorrere tutti i nove stadi della bhakthi. Egli era inoltre determinato a emulare le gopi e ad acquisire la madhura bhakthi che le gopi avevano. Quando lesse il Ramajana, decise di emulare Hanuman e praticare la sua dasa bhakthi. Fra tutte le strofe della Bhagavad ghita, Ramakrishna era specialmente impressionato da quella che metteva in rilievo l'attitudine di atmanivedana o saranagathi.

Manmana bhava dadbhakto

madyaaji maam namaskuru

Maamavaishyasiyuktvaitvam

aatmaanam matparaayanaah.

Diventa Uno con Me; sii devoto a Me:

sacrifica a Me: sottomettiti a Me.

Unificandoti in tal modo

sicuramente Mi raggiungerai.

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Un giorno, mentre Ramakrishna andava a Kamarpukur, sopraggiunse la notte ed egli fu colto da una violenta pioggia proprio nel centro di un cimitero. Naturalmente era in tale stato di estasi che gli importava poco dove fosse in quel momento, se fosse giorno o notte, se il tempo fosse piovoso o asciutto, se fosse presto o tardi. Quando si svegliò, Ramakrishna invocò Dio con vari Nomi: Rama, Siva, Krishna, Kali, Hanuman. Poi improvvisamente capì che tutti i Nomi si riferivano solo all'Uno, e ripeté fra sé il versetto della Ghita che gli ricordava il saranagathi all'Uno. Ciò che accadde a Ramakrishna Mi ricorda una piccola storia.

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Il capo di una famiglia chiamò suo figlio, e dandogli un biglietto di cinque rupie gli chiese di portare verdure dal mercato. Mentre andava al mercato, il ragazzo mise il biglietto in tasca dicendo. <<Brinjals per una rupia>> (cavolo per una rupia) e così via. Così assegnò la banconota a varie verdure. Egli partì con cinque rupie e concluse con cinque rupie!

Anche Ramakrishna partì con l'Uno e concluse con l'Uno. L'Uno diventa i molti e i molti sono riconosciuti come Uno. Molti episodi interessanti ebbero luogo a Dakshineswar.

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Una volta, quando Ramakrishna fu chiamato per andare all'ufficio del tempio per ricevere il suo salario mensile, ne fu sconvolto, perché non aveva mai voluto alcun salario per venerare sua Madre. Un altro giorno, i ladri irruppero nel tempio di Kali a Dakshineswar e quando Mathuranath scoprì che la statua era assolutamente nuda e che ogni gioiello era stato rubato, si arrabbiò e cominciò a biasimare Krishna: <<Tu sei adorato come il Guardiano dei Quattordici Mondi, ma non puoi salvaguardare neanche i gioielli sul Tuo corpo>>, disse. Ramakrishna lo rimproverò severamente per questo sacrilegio e gli disse: <<Krishna ha Lakshmi per consorte, e per Lui l'oro e le gemme sono così a buon mercato come la polvere. In fin dei conti, cosa è l'oro se non polvere in altra forma?>>. Egli fece sì che Mathuranath si pentisse per la sua sciocca esplosione, rendendolo consapevole della vera natura di Dio. Se abbandonate il desiderio, la volontà, i capricci e le fantasie a Dio, Egli vi guiderà e vi darà pace e gioia.

Non dovete correre dietro ai piaceri che passano rapidamente. Lasciate ogni cosa a Dio, accettate qualunque cosa accada, come Sua Volontà.

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Ambarisha era un re che si attenne a tutte le ingiunzioni vediche e osservò tutti i riti e rituali prescritti. Egli era nobile, sincero e molto devoto a Vishnu, la Forma che incarna l'aspetto protettore e sostenitore di Dio. Digiunare nel giorno di Ekadasi e interrompere il digiuno all’arrivo di Dwadasi era uno dei riti importanti che Ambarisha osservava meticolosamente ogni due settimane. Ekadasi è l'undicesimo giorno della luna e Dwadasi è il dodicesimo. Il digiuno deve essere interrotto con preghiere a Vishnu e la distribuzione dell’offerta fatta a Lui allo spuntare del dodicesimo giorno secondo il calendario lunare. Una volta, poche ore prima del sorgere di Dwadasi, il grande saggio Durvasa, conosciuto per le sue frequenti esplosioni di collera e per il suo temperamento irascibile, arrivò al palazzo di Ambarisha. Egli fu accolto con entusiasmo dal re.

Ambarisha lo supplicò di procedere verso il Gange, di finire le sue abluzioni e ritornare in tempo per interrompere il digiuno di Ekadasi. Ma il saggio se la prese comoda e non si fece vedere quando arrivò il momento. Ambarisha era in difficoltà; consultò il suo precettore, che gli consigliò di centellinare poche gocce d'acqua santificata, poiché questo avrebbe potuto essere considerato interruzione del digiuno. Nel giorno di Ekadasi, anche l’acqua è proibita. Egli disse che Durvasa non aveva motivo di arrabbiarsi, perché le gocce d' acqua erano solo un segno che il voto era stato osservato. Ma quando il saggio venne a saperlo, divenne così violento che maledì Ambarisha per aver rotto il digiuno in sua assenza. Appena la maledizione prese forma, il Chakra di Vishnu apparve sulla scena e affrontò Durvasa. Ambarisha prese la maledizione come un dono di Dio. Egli si sottomise a essa nello spirito di un saranagathi, perché non aveva sua propria volontà. Allora Dio venne in suo aiuto. Ambarisha non chiamò Vishnu e non Lo pregò di salvarlo dall'ira di Durvasa. Egli accettò ciò come la Volontà di Vishnu. Il Chakra inseguì il saggio atterrito attraverso i tre mondi, e quando Durvasa cadde ai piedi di Vishnu, Egli lo invitò a chiedere perdono allo stesso Ambarisha. L’atteggiamento di arrendersi o atmanivedana spinge una persona a deporre la propria personalità ai Piedi del Signore.

Anche nel Ramayana, abbiamo un episodio che illustra questo tipo di dedizione.

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Rama e Lakshmana stavano esplorando la foresta per scoprire dove fosse Sita. Essi erano stanchi e assetati e a un tratto arrivarono a un limpido stagno. Posarono gli archi sul terreno, e lasciarono cadere le frecce che affondarono parzialmente sulla riva bagnata. Dopo aver soddisfatto la sete, posero gli archi sulle spalle e tirarono le frecce fuori della riva. Rama notò una macchia di sangue sulla punta della Sua freccia e Gli venne la curiosità di conoscerne la causa. Lakshmana scoprì una piccola rana che era stata colpita dalla freccia di Rama quando Egli l’aveva lasciata cadere sul terreno. Rama disse alla rana ferita: <<Poverina! Perché non hai gridato quando sei stata ferita?>>. La rana rispose: <<Tutte le volte che sono tormentata, io grido a Te Rama. Ma quando Rama stesso infligge dolore, a chi devo gridare? Io accetto ciò come Sua Grazia>>. Bhishma adorava Krishna anche quando Egli scagliò contro di lui il Suo Chakra. Il suo senso di saranagathi non lo abbandonò neanche quando fu colpito a morte dalla persona stessa che egli riveriva come Dio. <<Che Tu mi uccida o mi salvi, io non vacillerò nella mia lealtà>>, egli disse. Ramakrishna ebbe lo stesso senso di totale dedizione.

Egli soffriva molto a causa di un cancro, e i suoi discepoli gli dicevano di pregare la Madre per attenuare il dolore. Vivekananda si disperò quando il suo maestro rifiutò di chiedere questo piccolo favore alla Madre con cui era letteralmente in stretto rapporto. Ramakrishna rispose che se era volontà della Madre farlo soffrire, non avrebbe pregato per avere dei palliativi. Ma i suoi discepoli erano testardi e annoiarono tanto Ramakrishna che un giorno egli pregò la Madre di aiutarlo a fargli prendere un po' di cibo a dispetto del cancro alla gola. Ramakrishna disse ai suoi discepoli che in quel momento egli udì la Madre che lo ammoniva per la sua ignoranza: <<Non stai mangiando attraverso bilioni di gole? Perché sei dispiaciuto se una di esse è incapace di inghiottire il cibo?>>. Questa rivelazione fece capire la verità ai discepoli.

Lo stadio sneha di Arjuna è lo stadio in cui ogni distinzione fra devoto e Dio scompare, e i due amici sono uno. Quando questo stadio di verità assoluta, di fede irremovibile e di completa assenza di dubbio, di paura, di ansietà è raggiunto, il prossimo stadio di atmanivedam, o resa totale, è naturale e facile da raggiungere. Questa è la reale amicizia a cui i giovani devono aspirare.

Vedete Dio in ogni essere vivente e allora la vera sneha fiorirà. Questo tipo di vera amicizia può esserci solo se seguite il consiglio di Krishna.

Adveshtaa sarva bhoothaanaam maitrah

Karuna eva cha

Nirmano nirahamkaarah sama dukha

Sukha Kshami

Colui che non ha traccia di odio verso nessuna creatura,

che è amichevole e compassionevole verso tutti,

che è libero dal legame di "Io" e "Mio",

che accoglie ugualmente bene il dolore e il piacere

e che è paziente malgrado la provocazione.

Coltivate queste qualità in voi, perché esse sono i segni della vera sneha. Solo quando procedete nel viaggio sotto la tutela di Dio lungo i nove stadi di bhakti potete raggiungere questo divino ideale della vera amicizia.

Discorsi volume I

pag.72

... Il tesoro indubbiamente più prezioso è costituito dalla qualità di Santham, vale a dire l'equanimità e la tranquillità. Praticatele ed acquisitele come attitudini naturali. Perché arrabbiarsi quando le cose vi sembrano sbagliate ?

Perché essere attratti quando vedete il male ? Ricordate che il male ha in sé la potenzialità di trasformarsi in bene, il bene ha in sé la disposizione a volgersi in male. Non esiste fuoco senza uno sbuffo di fumo, e non c'è fumo senza qualche scintilla di fuoco: nessuno è pienamente malvagio o interamente infallibile. Prendete il mondo come è, senza aspettarvi che si conformi ai vostri bisogni o ai vostri modelli. Maya inviluppa il bene col male e fa luccicare il male col brillio del bene. Discriminate come meglio potete e sviluppate al massimo questa capacità. Lottate per vincere: è la cosa migliore che potete fare. Pochi possono dire: “ho vinto". La vostra coscienza conosce la vera fonte della gioia e vi spronerà sul giusto sentiero, prendetela come guida, invece di disobbedirle ogniqualvolta contraddice il vostro capriccio.

sea

C'erano due pappagalli appollaiati su un albero, anzi, per essere più precisi, erano gemelli. Un cacciatore li catturò e vendette l'uno ad un macellaio abbietto e crudele, e l’altro ad un saggio che si stava recando ad un Ashram per insegnare i Veda. Dopo alcuni anni, il cacciatore si meravigliò nel sentire che l'uno non faceva che bestemmiare, mentre l’altro recitava i Lila del Signore con tanta dolcezza da ammaliare gli ascoltatori. Vedete gli effetti dell'ambiente? Cercate quindi di procurarvi Satsang...

Aforismi Vedici

Pag.72 - [119]

La singola persona (jivi), credendo di essere separata dall’intero ovvero dall’universale, va soggetta al desiderio e all’angoscia, all’amore e all’odio, al dolore e alla gioia; è attratta dal mondo dei nomi e delle forme. Tale persona ha come caratteristica quella di essere “vincolata” (baddha). Ne consegue il suo intenso desiderio di liberazione; ma, per essere liberata, essa deve rinunciare alla sua dipendenza e attaccamento al mondo degli oggetti (Prakrti). Un cieco non può salvare un’altro cieco. Un derelitto non può esser di grande aiuto ad un altro miserabile come lui. Come fa un uomo, che è già in una situazione di miseria e di infelicità, alleviare la povertà, la sofferenza e il dolore di un’altro? Il povero deve avvecinarsi al ricco, al benestante; il cieco deve seguire la guida di un vedente. Coloro che sono intrappolati e accecati dal dualismo della materia devono trovare rifugio nell’inesauribile tesoro della compassione, della forza e della saggezza, vale a dire, nel divino Sé. Allora ci si potrà dichiarare liberi dalla morsa del dolore e trovar diletto nella ricchezza della beatitudine, conseguendo così il grande obiettivo dell’esistenza umana.

Sadhana

15. Pag.33

Dovreste fare uno sforzo nell'unirvi al Sathsanga e godere di tutti i benefici che derivano dall'unirvi alla buona compagnia. Essa vi porta al distacco e col distacco otterrete l'autorealizzazione.

19. Pag.34

Mantenetevi sempre circondati da persone devote alla vita più elevata, che vi incoraggino ad andare avanti lungo la strada, verso la meta. In questo modo potete ottenere chiththasuddhi, la purificazione della mente, cosicché la Verità può esservi chiaramente riflessa. Sath-sangh (discorso sulla verità) porta gradatamente al ritiro dalle attività che coinvolgono. Quando un pezzo di carbone non usato è messo nel mezzo di ceneri ardenti e il fuoco viene ventolato, il carbone comincia a ardere col fuoco. Jnanaagni o il fuoco della Saggezza opera similarmente.

20. Pag.34

Ognuno è un sadhu, in quanto è Prema-swarupa (forma di amore), Santhi-swarupa (forma di pace), Amrtha-swarupa (forma di nettare: dolcezza), ma permettendo all’incrostazione dell'Ego di crescere spessa e veloce, la vera natura viene offuscata. Con l’azione del Sath-sangh, la compagnia di persone che pensano a Dio, con la sistematica attenzione al controllo e al miglioramento di se stessi, l'uomo può sopraffare l’illusione che lo fa identificare con il corpo, i suoi bisogni e bramosie.

21. Pag.35

Il Sath-sangh vi fa incontrare con altre anime (individui) della stessa natura e crea il contatto che manifesta <<il Fuoco interiore>>.

Sath-sangh significa incontro del Sath, il Sath che è parlato mentre si loda Dio come Sath-Chith-Ananda. Sath è il Principio Esistente, l'Essere che è la verità basilare dell’Universo. Allineatevi con la Verità, la Sath in voi, la Sathya sulla quale il Mithya è imposto dalle menti che non vedono la luce. Soffermandosi in questa Sath la fiamma rimane accesa; la luce spunta, l’oscurità vola via ed il Sole della Realizzazione si leva (Jnana bhaskara).

22. Pag.35

Quando un individuo nasce come persona ignorante, c’è un processo tramite il quale può purificare se stesso. Questo processo consiste nel vedere, ascoltare, seguire i consigli di persone buone. Questo processo può portarvi dall’essere un individuo ignorante all'essere Paramahansa o una persona di conoscenza.

97. Pag.84

Siate attenti che il successo che avete ottenuto nella conquista della virtù, nella sottomissione di abitudini perniciose e nell’applicazione di discipline regolari, non siano disperse da compagnie banali, conversazioni senza senso, cinico criticismo o sforzo apatico.

32. Pag.110

La fede in Dio è il miglior rinforzo per una vittoria spirituale. Quando provate piacere nella contemplazione dello splendore del Signore, niente di materiale vi può attrarre, tutto il resto vi sembrerà inferiore, solamente la compagnia dei pii e degli umili vi sarà di sollievo.

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