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La cultura indiana

Discorsi 88/89 volume I

Una cultura incompresa [4] pag.34

La giustizia sociale vigente in India non trova posto in quei paesi che non sanno capire la filosofia indiana, i cui principi insegnano a santificare la vita quotidiana con la spiritualità. Le Upanishad ammoniscono che non bisogna odiare nessuno: "Chi vi odia e vi istiga all'ostilità, odia Dio". Se ricambiate l'odio, lo estendete a Dio; se onorate qualcuno, onorate Colui che risiede in ogni essere. Gli insensati e gli sciocchi, che non hanno saputo capire le verità celate nella nostra cultura, dicono che gli Indiani non hanno una buona conoscenza. La realtà è che la santità e l'unicità della vita dell'India, la divinità intrinseca nella vita degli Indiani non possono essere capite facilmente dagli stranieri. La letteratura sanscrita, così sacra e divina, non è stata capita nemmeno dagli stessi Indiani...

Dharma e devozione [2] pag.45

La cultura tramandataci dagli antichi figli dell’India è tale che né col passare dei secoli, né col sovrapporsi di altre culture più recenti, ha subìto variazioni; non può dissolversi, né ricrearsi, né cambiare, perché ha preso ispirazione dal Dharma, l’eterna Legge Divina, che è la sua misteriosa corrente. La devozione occupa in questa cultura un posto di grande rilievo, ma non deve essere confusa con l’abitudine invalsa di frequentare templi o compiere pellegrinaggi, azioni meramente esteriori, marginali che, per avere senso, devono essere mosse da una forza interiore, dall'Amore assoluto, disinteressato, il solo che possa essere chiamato "devozione".

Le critiche all'India [16] pag.50

Le storie e le imprese dei figli dell'India sono abbastanza note, ma coloro che non sanno capire il significato delle tradizioni culturali indiane, le criticano. Si accusano gli Indiani di superstizione perché continuano ad adorare gli alberi e le altre manifestazioni della natura. Ebbene il cuore degli Indiani è grande ed il loro sentimento religioso si estende a tutti gli esseri viventi, uomini, animali e piante, perché ogni manifestazione del Creato è degna di essere venerata in quanto Dio è dovunque, è presente in ogni singolo essere della natura. Chi muove tali critiche e giudica insensati gli Indiani non sa quale significato racchiuda un tale sentimento religioso. Ogni atto sacrale in India ha una grande importanza; ogni celebrazione, ogni festa è associata alla Divinità, è intrisa del Divino. In ogni ricorrenza festiva, gli Indiani purificano il corpo e la mente, celebrano dei riti, offrono noci di cocco, santificano la giornata con la preghiera e con pensieri religiosi; seguono cioè le pratiche tradizionali, che hanno tutte un loro sottile significato.

IL Signore del Tempo [1] pag.133

Incarnazioni del Divino Spirito!

Il poeta Bhartrhari disse: "Offro il mio Namaskaram, mi prostro al Signore del Tempo, che tutto muove". Il tempo è estremamente prezioso. Nemmeno una frazione di secondo andrebbe sprecata. Il tempo fluisce senza interruzioni, è sacro e tutti dovrebbero seguirne gli insegnamenti. Esso non è subordinato alle disposizioni di altri: il Sé Supremo ne è un'autentica espressione. E’ indispensabile santificare la vita compiendo azioni che attirino la Grazia del Signore, il quale è una vera incarnazione del tempo.

La cultura indiana [2] pag.133

La cultura indiana, che è conosciuta in tutto il mondo ed il cui messaggio ha raggiunto ogni angolo della terra e ha resistito alle vicissitudini del tempo e degli eventi, rimanendo immutata per eoni dal principio della Creazione, rende testimonianza alle Verità eterne. Essa non avrà mai fine, perché racchiude la Verità perenne che non muterà mai. Di questo principio eterno la cultura indiana non è che un riflesso ed un'immagine.

Salvare l'India [23] pag.149

Da tempo immemorabile l'India ha portato al mondo delle verità eterne. Ecco perché, ancor oggi, massime come "Dì la verità, segui la via della rettitudine", risuonano per tutta la nazione. Quest'India, così sacra, dev'essere condotta alla perfezione per mezzo della verità e della retta condotta, unite a compassione. Solo voi, dunque, sarete in grado di procurare benessere alla nazione. Allargate le vostre vedute e dilatate il vostro cuore seguendo questi insegnamenti. E’ priva di validità una scienza che prospera senza discriminazione.

Una cultura universale [9] pag.158

La cultura dell'India è davvero grande ma, purtroppo, gli studenti d'oggi non l'ammettono. Va, inoltre, rilevato che le finalità e gli insegnamenti della cultura indiana non sono patrimonio esclusivo degli Indiani, bensì sono destinati all'umanità intera. Nessuno può negarlo. Questa cultura ha due caratteristiche fondamentali: il timore del peccato e l'amore verso Dio.

Se non si teme il peccato,

se non si ama Dio,

in un essere umano scompaiono

i sentimenti e le qualità umane.

Quale peggior disgrazia ?

Salvare l’India [19] pag.160

L'ignoranza si sviluppa accanto alla saggezza e alla conoscenza (vale a dire, la zizzania cresce insieme al buon grano, NdR). Studenti, se volete acquisire conoscenza e istruzione, lo dovete fare unicamente nell'interesse della nazione e non per il vostro tornaconto. L'India potrà essere salvata soltanto se verrà assegnato alla sua cultura il posto che le spetta e se essa verrà intesa nel suo vero valore. Nello stesso momento in cui perdeste la cultura indiana, perdereste l’India. Considerate questa cultura come il sangue che scorre nelle vostre vene. Si chiama cultura indiana, perché l'hanno formata gli Indiani, sebbene in realtà appartenga a tutta l'umanità, in quanto fornisce le basi per coltivare la suprema conoscenza della Divinità.

Corso estivo 1990

La preziosa cultura dell'India [8] pag.12

Studenti, non dimenticate la nostra cultura antica, che è l'autentico alito di vita degli Indiani. L'India, in passato, ha offerto generosamente al mondo le gemme della sua grandiosa cultura. Questa nazione ha subìto un serio ritardo evolutivo a causa della dilagante mania di scimmiottare altri paesi.

IMITARE E' UMANO.

CREARE E' DIVINO.

La maniera più corretta di educare gli studenti consiste nel dare risalto alla loro innata divinità.

Decadenza nella gioventù [9] pag.12

Cinquant'anni fa circa, la nostra gioventù, carica di amor patrio e di stima per la nostra cultura, era abituata a seguire le orme degli anziani. I governanti, i docenti e gli uomini di scienza di quell'epoca erano considerati dei modelli da seguire: nel loro modo di pensare, parlare ed agire c'era armonia. Ecco perché le giovani generazioni ne seguivano l'esempio. I giovani tappezzavano le loro camere con immagini di incarnazioni divine e di politici che veneravano ed emulavano. Oggi però duole ammetterlo gli insegnanti o i capi ideali spiccano per la loro carenza. Costoro dicono una cosa, ma ne fanno un'altra, e così i giovani non hanno più fiducia in loro. Ora, ad ornare le loro stanze, i giovani mettono sulle pareti le fotografie della star preferita del cinema. Perché la loro mente è scesa così in basso? L'unica causa è da ricercarsi nella penuria di governanti che credano, attuino con l'esempio e diffondano la cultura indiana. Ciò nondimeno, un occhio perspicace può scorgere i segni della cultura indiana non solo nel modo di vestire o di parlare, di lavorare o di divertirsi, ma anche in ogni attività compiuta dall'alba al tramonto.

Vite sprecate [10] pag.12

Attualmente in India vi sono molti che non capiscono che cosa si debba intendere per cultura (samskriti). Non si può vivere senza cultura: essa è un costume di vita. Gli uomini perdono la pace e la sicurezza se ignorano questi costumi di vita o se li tradiscono con scelte sbagliate. Tutti vogliono le comodità, ma non si pone alcuna attenzione alla scoperta di quale sia la vera comodità. Mangiare quattro volte al giorno, dormire, guardare la TV e, dimentichi del mondo esterno, rivedersi tre o quattro volte gli stessi film, questo viene considerato comodità o motivo di gioia. Presso tutte le Sacre Scritture, fra tutti gli esseri viventi, la nascita di un uomo è ritenuta essere un raro privilegio. Ma la vita di un uomo è un immane spreco se egli, anziché comprendere la propria cultura, si accontenta del solo mangiare, bere, accoppiarsi e dormire come fanno gli animali della terra e del cielo.

La scienza di Dio

La benedizione dell'India [1] pag.43

Da molte generazioni l'India (Bharat) ha dispensato per generazioni pace duratura e felicità alle genti di ogni paese, a causa della forza insita nei principi spirituali ch'essa ha coltivato. L'ideale per il quale questa terra si è sempre battuta si trova sintetizzato nella frase "Tutti i mondi siano felici e prosperi: Lokassamastah sukhino bhavantu,

Una meta voluta da molti [2] pag.43

Questa è sempre stata la meta suprema del popolo indiano. Per alimentare e rendere fruttifero questo sacro ideale, i governanti delle epoche passate, i rishi, i fondatori di religioni, gli studiosi, i dotti, le spose e le madri hanno molto sofferto e sacrificato. Hanno disprezzato onori e gloria ed hanno lottato per sostenere le loro convinzioni e per conformare la loro vita secondo questa visione universale.

Ghita Vahini

5 - pag.99 La caratteristica dello jnani

Oggi ogni sorta di individui si fa chiamare <<jnani>> senza sapere nemmeno che, per essere tali, occorre avere determinate caratteristiche. Ciò che fa uno <<jnani>> autentico è l'esperienza di questa verità: <<Vaasudevasarvamidam>> cioè <<Vasudeva (Dio) è tutto questo>>. La costante assimilazione di questa esperienza è il segno distintivo dello <<jnani>>. Per <<Vaasudeva>> si deve intendere <<Colui che ha fatto di ogni creatura vivente la sua dimora>>. Solo colui che percepisce il Signore in tutti gli esseri ha il diritto di chiamarsi <<jnani>>, gli altri lo sono solo di nome. Cos’è esattamente la conoscenza?

E’ conoscere ciò per cui tutte le altre cose vengono conosciute e che permette di fare a meno di ogni altra conoscenza. Ecco lo stadio che lo <<jnani>> raggiunge. Coloro che hanno imparato a memoria qualche slokas, hanno sfogliato qualche libro velocemente, o hanno, dall'alto delle tribune, fatto discorsi altisonanti, mostrando la loro orgogliosa erudizione piena di frasi complicate (come il prestigiatore con le sue palle di cotone) rigettando ciò che in principio avevano masticato, non possono definirsi <<jnani>>. Molti oggi si danno le arie di <<jnani>>, vestono l'abito <<ocra>>, ma il loro cuore è come quello dell'orso. Le comuni pietre possono forse splendere come gemme? Solo i pazzi si lasceranno ingannare da chi non sa distinguere le une dalle altre. Sri Krishna dichiarò che il Re dei <<mantra>>, <<Vaasudevasarvam>> nella Ghita, fu dato per smascherare quegli pseudo-jnani di cui egli anticipò la apparizione. Quel mantra è sufficiente per salvare tutta l'umanità. Fu il dono indiretto di Krishna al mondo. Consideratelo come tale e concentratevi su di esso e sul suo significato. Esso è il bene più elevato e la più alta meta. Quelle poche lettere possono rendere la vita umana degna di essere vissuta. Molti si sono autodefiniti <<mahatma>>, <<jagadguru>>, <<bhagavan>>, <<paramhamsa>>, <<jnani>>, <<thyagi>>, <<aananda>>, ecc... senza aver fatto l'esperienza interiore di quegli appellativi. Molti ciarlatani sfortunatamente hanno credito presso tanti, ma nessuno ha mai conferito loro il titolo di <<jnani>>. Essi se lo sono dato da soli e lo portano come una bella piuma per attirare l'attenzione. Essi non sono genuini ed il loro prestigio svanisce velocemente. Esteriormente sembrano <<sannyas>>, ma interiormente non sono che <<athyas>> (pieni di desideri). La forma esterna sembrerebbe <<yoga>>, ma interiormente essi sono <<roga>> (malati). I loro nomi parlano di <<ananda>>, ma essi errano come vagabondi.

Le loro parole sono di miele, ma i loro atti sono stupidi e vuoti. Un capofamiglia, intento ai suoi doveri, è molto più elevato spiritualmente di quella specie di monaci e yoghi. La causa principale del declino della cultura indiana, delle sue tradizioni e della sua dirittura morale, dipende dal male che compiono quei ciarlatani. E’ per questa ragione che la fede in Dio è quasi scomparsa! Essi consigliano <<thyaga>> o il sacrificio e la penitenza, mentre desiderano <<bhoga>> o il soddisfacimento dei piaceri dei sensi. Essi glorificano la moralità, ma le loro azioni sono ispirate dall'odio. Quel comportamento mina le radici vere del <<sannyasa>> (monachesimo indù). Essi vanno direttamente verso la rovina! Non esiste rapporto fra ciò che dicono e ciò che fanno, nessuna traccia di verità. Il padre di famiglia è molto più vicino alla verità alla quale aspira più o meno tenacemente. Molti di loro sono senza odio, hanno il cuore puro, seguono il cammino della moralità e della virtù. Ma gli <<thyagi>> e gli <<joghi>> del giorno d'oggi sono pieni di odio e di desideri, e finiscono per cadere nella trappola da loro stessi tesa. L'egoismo, l'invidia, l'esibizionismo, sono gli elementi che conducono il sadhaka a porre fine ad ogni suo sforzo spirituale. I ricercatori spirituali ed i devoti devono essere vigilanti e tenersi lontano da questi tratti indesiderabili e dovrebbero invece crescere nella contemplazione della Gloria di Dio, nella pratica della moralità, ed avere sete di beatitudine. Una volta conosciutala potranno condividerla con il mondo ed inaugurare la pace mondiale e la prosperità. Krishna fece riferimento ad un tale tipo di <<jnani>> quando disse che il mondo brillerà in tutto il suo splendore grazie agli <<jnani>>. Un uomo senza la conoscenza è come una casa senza luce.

4 - pag.140 La pratica del dharma

La pratica del dharma è il corpo, la realizzazione di Dio è il cuore. Questa è la verità che ha motivato sempre la gente dell'India e l'ha ispirata ad andare avanti e salvarsi. Essa non è schiava di attrazioni esterne e di <<confort>> materiale ma ricerca l'atma con l'occhio interiore e coltiva il distacco dalle cose terrene. La gente dell'India che ha questa grande natura, oggi è invece affascinata dal progresso materiale e dalla vana gloria. Questa è la tragedia di cui ci si deve rammaricare!

Coloro che espongono la Ghita con l'obiettivo di far soldi, tengono Dio lontano da loro. Essi potranno dare delle giustificazioni al loro comportamento, ma nessuno che abbia vera fede nella Ghita potrà accettare le loro spiegazioni. La Ghita è stata formulata per nutrire il <<dharma>> e non <<dhanam>> (la carità), per promuovere il bene e non i <<beni>>. Raccogliere denaro in nome di Krishna o di Rama, per costruire templi per la Ghita è un mezzo per far diminuire la fede in Dio. Costruire una casa a Dio che è immanente in tutti ed omnipresente, è una assurdità! Il cuore è il vero tempio dove Krishna o la Ghita devono essere installati. Costruire una struttura superficiale che verrà distrutta dal tempo, per il Padre eterno, assoluto, indistruttibile è un non senso. Fino a che un certo stadio non è raggiunto può essere utile e necessario fare riti e culto, ma in tal caso, sarebbe più saggio fare buon uso dei templi già esistenti che costruirne di nuovi. Il benessere del mondo può essere promosso dalla rinascita dei templi che ora vanno in rovina. Quei templi antichi sono stati consacrati secondo precisi rituali sastrici e quindi sono più sacri, ed il loro potere irradiante conferisce a questo paese, qualsiasi benessere, anche il più piccolo. I "rishis" di allora si privavano di tutto e si staccavano dal mondo materiale disintegrando persino i loro corpi alla ricerca del segreto della salvezza individuale e dell'elevazione della società. Essi hanno tramandato codici di condotta e regole di vita semplici e facili da praticare. Anche questo oggi però viene negletto e mal interpretato. Nuovi codici e regole vengono imposte mentre le vecchie, più preziose, vengono dimenticate. Quando gli anziani, i guru ed i pundits, accettano ed onorano queste nuove mode e comportamenti, come può l'India continuare ad essere <<dharmakshethra>> e <<yogakshethra>> e <<thyagakshethra>>? (la terra del <<dharma>>, dello <<yoga>> e del sacrificio?>>). Questa caduta degli ideali spiega perché questa terra che era veramente <<annapurna>>, cioè che nutriva i suoi figli, ora deve mendicare il cibo. La santa esperienza <<Sivoham>>, <<Io sono Siva>>, che risuonava nelle montagne, nelle valli, nelle caverne, in ogni tempio ed in ogni sacro fiume dell’India, ora piange: <<savoham, savoham savoham!>>, <<sono morta>>! Questa terra è divenuta la casa dell'Ego, pervasa dalla ambizione, e senza ideali. Per contrastare queste tendenze e per divulgare la conoscenza spirituale sono necessari individui che abbiano sperimentato le gioie del "sadhana" ed abbiano ottenuto il successo. Tutti, dall'illetterato al "Paramahamsa" (uomo realizzato) dovrebbero riconoscere questa necessità, coltivare la fede nella Ghita e considerarla come la vera voce di Dio.

La via per amare

17 - pag.47 L'eterna legge universale (il Sanathana Dharma) è la divina madre dell'umanità

Il Sanathana Dharma è madre di ogni religione, di tutti i codici morali e di tutte le leggi del mondo; la terra di Bharata (l'India) è il luogo in cui la madre è nata. Quanta fortuna per i figli di Bharata!

Com'è sublime, com'è splendido questo suolo di Bharata! Il mondo, nella sua totalità, è il corpo del Signore dell'Universo e l'India è l'occhio, l'organo straordinario di quel corpo. Senza gli occhi è forse il corpo padrone di se stesso? Possiamo anche dire che la terra di Bharata deve la bellezza ai suoi due occhi: i Veda e gli Shastra. Per questo motivo si può affermare che, senza alcun dubbio, i Samskara acquisiti dagli Indiani non sono stati ottenuti da nessun altro popolo della Terra. Il Sanathana Dharma, che rivela la verità insita in tutte le religioni ed insegna la tolleranza religiosa, è il Dharma dell'umanità intera. I fiumi, che nascono da sorgenti diverse e scorrono in varie direzioni, alla fine raggiungono l'oceano; così la gente, nata nei luoghi più distanti, seguendo le svariate vie del Dharma attraverso differenti modi di pregare, si trova alla fine in presenza del Signore. Il Sanathana Dharma è il punto centrale verso cui convergono tutte le vie provenienti dalle più disparate direzioni. I seguaci di qualunque religione possono praticare il Sanathana Dharma parlando con sincerità, evitando la gelosia e l'ira e comportandosi sempre con benevolenza. Tutti coloro che seguono così la Divina Legge e ne osservano i principi senza esitare, meritano la qualifica di " Figli di Bharata". L'Induismo è l'unica religione che abbia raggiunto e mantenuto, dai tempi più remoti, la posizione preminente fra tutte le altre ed è quella che si è definitivamente consolidata. Il solo popolo sopravvissuto senza subire lo sterminio, lungo le epoche storiche, è il popolo Indù. Nell'Induismo, più che in qualsiasi altra religione, la gente ha saputo vivere con sentimenti d' amore, d'uguaglianza, di gratitudine. Gli Indù hanno ottenuto il loro Dharma per aver divulgato i principi filosofici ed i Veda, di cui hanno bevuto a grandi sorsi l'essenza eterna. Una terra tanto sacra è una miniera di spiritualità per il mondo intero. Proprio come il sottosuolo terrestre rivela in ogni singola regione la presenza di particolari metalli, nella terra di Bharata si trova la miniera del Sanathana Dharma, essenza di tutti i principi avvalorati dalle Scritture Sacre. Per buona fortuna dei figli di Bharata, insieme al Sanathana Dharma - che è il loro naturale elemento - comparvero, nella stessa terra indiana, le guide spirituali, i pensatori, i commentatori, gli apostoli ed i maestri. E poi, sempre nella terra di Bharata, vennero i veggenti, i Karmayogi disinteressati, i saggi, le anime realizzate e personaggi divini legati a questa religione. Per merito loro la saggezza spirituale, avallata dalle personali esperienze, si diffuse in tutto il Paese. Cosi, validamente collaudato, il Sanathana Dharma fece progressi nel mondo. Ma, in qualunque Paese si diffonda, la sua patria d'origine è sempre Bharata. Guardate, per esempio, ciò che avviene nel mondo: macchine, veicoli, motori di ogni tipo vengono prodotti in qualche paese ed esportati negli altri. Ma la loro casa madre non può venire dimenticata in quanto quelle macchine e quei motori sono stati costruiti in base ad esperienze fatte nel paese di fabbricazione. Niente può essere fatto senza un'esperienza di base. Anche il Sanathana Dharma ebbe origine nella terra di Bharata e gente di altre nazioni ne trasse beneficio per opera di grandi personaggi e dei testi che essi lasciarono. E’ quindi chiaro che la sua patria di provenienza non debba essere ignorata. E’ impossibile. Ma in questa terra benedetta, luogo nativo di quei santi uomini fautori e promotori del Sacro Dharma, oggi c'è di che preoccuparsi nel vedere che si tengono per buoni dei metodi nuovi accolti come un dharma personale, mentre lo stesso Sanathana Dharma viene lasciato e messo a disposizione degli stranieri proprio da quelle persone che non ne hanno neppure assaporato l'aroma, che non ne hanno capito il significato, che l'hanno soffocato con vuote discussioni. Il motivo di quanto avviene è, naturalmente, la mancanza di guide adatte che sappiano indicare la via. Ma anche quando le guide ci sono, la gente preferisce cedere alle mode correnti e seguirle. Questa modernità è come la mercanzia di un bazar che attira con i suoi profumi: chi non sa far bene le sue scelte compra qualsiasi cosa. Ora, sebbene il dovere personale (Swaaharma) sia il vero Sanathana Dharma, esso manca di un fascino apparente e perciò viene trascurato. Ma la Verità non ha bisogno di appariscenze; ciò che conta è il suo sapore, la sua essenza. Ma oggi gli uomini sono stimolati da desideri capricciosi e da fantasiose illusioni. E’ diventato abituale respingere la realtà ed accettare il Dharma altrui. E’ un grave errore, ed il fatto che i figli di Bharata si lascino sedurre dalla superficialità e dall'ostentazione è contrario alla stessa Legge Divina. Nessun altro Dharma ha ed avrà quella verità e quell'amore sublime contenuti nel Sanathana Dharma, che è l'autentica espressione della verità e che è appannaggio di tutti gli esseri umani. La santità non ha una linea di confine ma è estensibile a tutti; è una sola, accessibile ad ogni uomo.

Coloro che hanno conseguito la liberazione durante la vita mortale per aver tenuto fede al Sanathana Dharma, che hanno conquistato la Grazia Divina, che hanno capito l'essenza della verità, che hanno raggiunto la realizzazione, sono tutti figli di Bharath e, nella terra di Bharath, sono stati adorati senza distinzione di casta, di fede o di sesso. La sacralità di quello stato brucia e annulla tutte le differenze, ma - finché non è stato raggiunto - è impossibile realizzare l'uguaglianza di tutti gli esseri. Dunque, è opportuno decidersi fermamente all'adempimento del Sanathana Dharma. E’ ciò che dà il diritto di appartenenza alla " stirpe dei Bharatiya ". Se consultiamo la storia fin dalle sue origini, veniamo a conoscere nei dettagli come nacquero i grandi personaggi ed a quali classi appartennero. Incarnazioni e personalità divine ed anime realizzate, quali Rama, Krishna, Balarama, Janaka e Parikshit, Rajayogi come Viswamitra, nacquero tutti fra gli Kshatriya, la casta dei re e dei guerrieri; i Brahmarishi, i grandi Pandit, i Rishi vedici (veggenti, studiosi e saggi ispirati) furono di stirpe Brahminica, la casta sacerdotale. La casta degli Sudra predominò nei racconti epici, come nel Bharata e nel Bhagavata. Fra i grandi devoti del Signore figura un gran numero di membri appartenenti alle classi inferiori. Per avere la santità e raggiungere lo Spirito Supremo, il Paramatma, senza lasciarsi influenzare dal mondo, ciò che conta è la Sadhana individuale; tutto il resto, comprese le caste, non è preclusivo. Bisogna cioè meritare la Grazia Divina con la pratica spirituale regolare e disciplinata. Oggi, purtroppo, taluni " santi" di Bharata procurano un danno notevole all'induismo. Trascurano i principi morali insegnati dagli antichi saggi, non studiano e non seguono i loro ammaestramenti, modificano il proprio tenore di vita per seguire le mode correnti e, schiavi del desiderio di rinomanza, della sete di potere e di prestigio, cercano ansiosamente di accrescere il benessere delle loro famiglie con mezzi egoistici. Eppure non mancano le persone che sanno amare tutti imparzialmente, persone prive di egoismo che lavorano per il bene comune e si dedicano al servizio dell'umanità, sacrificando ogni cosa. Ma sono respinte e umiliate; non vengono valorizzate o collocate in posizioni autorevoli per paura che poi manchi il posto per i malvagi, i disonesti, gli ingiusti. Per quanto largo e profondo sia l’oceano, le sue acque si dividono quando la terra è sommossa ma, non appena la perturbazione si calma, riprendono il loro stato naturale. Allo stesso modo, queste ottime persone si tengono appartate e non si lasciano influenzare dagli sconvolgimenti provocati da ingiustizie, disonestà, egoismo ed ostentazione; quando il frastuono cessa, riprendono il loro posto nel mondo. L'autorità terrena e la boria non sono di lunga durata. " Crescere vuol dire decadere" si dice; lo stato attuale di turbolenza è decadimento, non progresso. Infatti, notate come i Bharatiya che, sin dalle loro origini crebbero vivendo onestamente, con purezza di sentimenti, nel dominio di sé e nel rispetto del loro buon nome, che si nutrirono dell'insegnamento dei Veda, degli Shastra, delle Upanishad, che accolsero cordialmente ed onorarono anche popoli di altre razze scacciati dai loro Paesi e che amarono indistintamente tutti, notate come oggi, per brama di potere ed amor proprio, essi, i discendenti di Bharath, accusano i loro stessi congiunti e, reciprocamente insofferenti e pieni d'invidia per l'altrui fortuna, spinti da interessi personali raggirano i propri fratelli, tengono a distanza chi desidera il loro vero bene, perseguono esclusivamente fini egoistici, fomentano certe cattive abitudini finora sconosciute ai fedeli indù, seguono strade e sistemi di vita sbagliati e diventano causa di conflitti ed agitazioni perché non hanno timore del peccato, non hanno timor di Dio, sono indisciplinati e irriverenti e miscredenti. Questo crollo è davvero incredibile. Fratelli indù, figlioli di Bharath! Seguaci della via immortale! Dove sono le qualità eccelse dei tempi antichi? Quando vi deciderete ad accettare la verità, la tolleranza, la moralità, la disciplina? Sorgete, risvegliatevi, ristabilite il regno di Rama - il Rama Raja - splendido per le sue virtù di Sathya, Dharma e Shanti. Amate i vostri fratelli di Bharath, mettete in atto il Sanathana Dharma, spegnete le fiamme veementi dell'ignoranza, dell'inquietudine, dell'ingiustizia, dell'invidia con le acque dell'amore, della pazienza e della verità; sviluppate il senso di collaborazione, spazzate via ogni sentimento di gelosia e di collera. Ricordate i precetti dei santi, le caratteristiche dei grandi e del regno di Dio. Ognuno dovrebbe riconoscere i propri difetti e capire che è inutile cercare quelli degli altri. Diventa una perdita di tempo oltre che una causa di litigio. E allora, desistete da questo atteggiamento. Se lasciate perdere questa occasione, che altro potrete fare? Non scoraggiatevi, ma dite " fine" a tutti gli errori del passato. Pentitevi sinceramente ed incamminatevi sulla via della preghiera, delle buone opere, dell'amore fraterno. Ristabilite l'imperituro regno di Rama. La rivista Sanathana Sarathi è stata creata per il ripristino di quel regno, il suo esercito contribuirà allo sforzo con la parola e con i fatti. Mandate avanti questo cocchio! Accingetevi energicamente all’opera e incominciate la divina battaglia. I Bharatiya sono tutti figli della stessa madre ed il Suo nome è Sanathana Dharma. Saldate il debito che le è dovuto. Non è suo figlio chi la dimentica e non può essere buono chi dice che la madre è cattiva; il suo latte è il respiro vitale. Chi dona la vita, il padre di tutti, è il Paramatma, l'Essere Supremo. Siete tutti figli degli stessi genitori. Per cui, evitando di biasimarvi e di accusarvi a vicenda, di desiderare il male di amici e parenti, cercate di capire che i vostri fratelli sono, come voi, attaccati agli oggetti che amano. Non dovreste trovare nulla da ridire su ciò che un altro ama, non dovreste deriderlo, cercate invece di amare anche voi lo stesso, oggetto. Questa è la natura dei sentimenti di sincerità e d'amore dei veri figli di Bharath.

Prema Dhaara

pag.84 (59)

Io non sono il corpo,

una massa di carne, ossa e sangue.

Io non sono la mente,

un groviglio di desideri rovinosi,

manifesti e immanifesti.

Io non sono il sentimento d'infatuazione

che ostruisce il mio cammino verso la liberazione.

Io sono quell'Eterno Paramathman,

che è consapevole dell'Energia che Io Sono.

Studenti!

Accettate le mie Benedizioni. Le vostre lettere piene di fiori fragranti d'informazione e di saluti devoti, hanno fatto sì che vi inviassi questa lettera che dà gioia a Sai e porta Sai a voi. Ciò che oggi è necessario non è immaginarsi la vita un giardino di felicità e di romantico amore, ma di considerarla un campo di battaglia destinato ad essere vissuto come un ideale di eroismo e coraggio. Nelle attuali circostanze un gioco di parole non sarebbe assolutamente utile. Ottenendo delle mere lauree, non potrete né far rifulgere di gloria la vostra madre patria né far sbocciare voi stessi. Cercando la Verità, dovete trasformare voi stessi in grandi devoti, amanti di Dio ed essere pronti a qualsiasi sacrificio, incluso quello supremo, la perdita della stessa vita. Dicendo addio a tutti gli egoismi e gli interessi personali, facendo dell’Amore Divino un arco e della Saggezza la freccia, dovreste brillare come studenti eroici, ponendo la vostra fede nella Verità trascendentale e in Dio. Dovreste sapere che siete nati per portare a termine grandi e stupendi compiti nella vita. Voi siete i figli di Dio, eroi in azione, grandi soldati nell’Era di Kalì, pieni di compassione e di Amore Divino e risoluti a far riecheggiare con successo la Divinità nel mondo. Non è questo il momento per riposare o per dormire. La futura rinascita di una nuova e gloriosa Bharath dipende da voi. La Madre attende il vostro arrivo sulla scena. Se la moralità di Bharath viene distrutta, il mondo sprofonderà in una rovina completa. Se la spiritualità di Bharath sarà ostacolata questo sarà nocivo per il resto del mondo. L'unità e l'integrità della nazione subirebbero una recessione. La moralità di Bharath è la sua dolce esperienza dell’Amore Divino. L'amore per Dio dovrebbe saturare e fluire come lo stesso sangue vitale. I cuori dovrebbero riempirsi e straripare con onde di idealismo. Non diventate schiavi della vita e dell'educazione esteriore, distruggendo nel vostro cuore i giovani virgulti della spiritualità. Accendete la lampada della Verità e disperdete tutte le debolezze dal cuore. Voi siete i Messaggeri di Dio e non i servi del Signore della Morte. Stabilite il Regno della devozione. Guadagnatevi l’Amore di Dio. Sviluppate la conoscenza spirituale insieme all’educazione terrena. L'amore basato sui guna (qualità innate) va soggetto a modificazioni. Fate di questo Amore trascendentale lo scopo della vostra vita.

Non diventate schiavi di sentimenti e desideri infimi, fate che la spiritualità divenga la vostra dimora. Ogni oggetto nella creazione è transitorio, solo la Beatitudine dell’Atma è inesauribile. Sforzatevi di raggiungerla. Solo attraverso l’Amore di Dio potete raggiungere questa Beatitudine e svilupparla fino alla completa realizzazione. Il significato interiore di "Krishna Tulaa Bhaara" è di dimostrare che tutte le ricchezze del mondo, con tutti i suoi ori e i suoi diamanti, non possono eguagliare Dio. Solo l’Amore Divino Lo eguaglia. Nutrite questa devozione nei vostri cuori. La maggior parte di voi non ha capito i principi che Sai incarna, né potete capirli. Comprendete l’Amore di Sai. Non potete trovare traccia di egoismo in nessun angolo di Sai. Qualunque cosa faccia, Egli la fa per il vostro bene. Non c'è nulla al mondo di cui Sai abbia bisogno.

La canfora è bianca come fa mucca celestiale,

Le stelle sono bianche e anche le ali del cigno,

Così è il dolce sorriso del Bellissimo Sai,

Più dolce del dolce succo della canna da zucchero

o anche del vino, è l 'Amore di Sai.

L'Amore di Sai lenisce e conforta più della vista di un bel fiore o del dolce sorriso di un bimbo innocente.

La parola di Sai può dare tutta la gioia,

la felicità e la prosperità del mondo,

Lo sguardo di Sai può colmare della gioia

della pioggia il fiore paarijaatha.

La mano di Sai può dare il conforto

dell'amorevole mano della mamma.

Questo solo è per la vostra gioia e benessere:

Colui che conferisce l 'Amore.

Mi aspetto solo una cosa da voi, che trasformiate voi stessi in figli ideali pieni di Beatitudine, incarnazioni stesse dell’Atma, dando prova di questo a tutto il mondo con il vostro comportamento e la vostra condotta nella vita. Solo questa è la Vera Educazione; tutti gli altri tipi di educazione sono solo delle parti, delle membra.

Di quale felicità ha goduto il Demone Somakasura rubando le sacre scritture ed abusando di Hari? Cosa si è portato con se Ravana dalle dieci teste aspirando alla moglie di un altro? Quanto ha guadagnato Duryodana negando persino un solo centimetro di spazio ai Pandavas? Riuscì Kamsa, che colmo di vendetta e guardingo uccise i figli innocenti di sua sorella, a salvarsi dalla morte? Anche oggi questo sarebbe il destino delle persone che si oppongono al Dharma. Cosa posso dirvi di più? Riconoscete questa verità, seguite attentamente il giusto cammino e comportatevi di conseguenza.

Così,

Sai,

Il Residente del vostro cuore - 23.9.1988

Corso estivo 1993

Il Dharma e la cultura indiana   pag.117

Un vero studente non cerca il piacere; colui che cerca il piacere non è uno studente. Il "ricercatore" del piacere non può essere un ricercatore della conoscenza. Lo studente dovrebbe cercare la conoscenza e mai il piacere.

"Promuovere tra la gente l'Amore verso il Signore

quello è il suo primo dovere.

Vivere per gli altri, non per se stesso, è il suo ideale sublime.

Offrire se stesso altruisticamente al servizio dell’umanità è la

sua felicità.

Occorre nutrire un Amore puro nel cuore,

Altrimenti se non aiuti i tuoi simili

Di che utilità è la tua istruzione, Oh Sciocco? “.

Studenti, insegnanti e responsabili dell’istruzione,

Tra tutte le Nazioni del mondo l’India è la Nazione con le fondamenta più salde. Nonostante che, di tanto in tanto, ci siano state delle sfide e degli sconvolgimenti, l’India ha avuto uomini che hanno affrontato queste sfide con pace e pazienza e hanno mantenuto sano e salvo il grande palazzo dell’India. I sovrani che governarono l’India si possono dividere in tre categorie: i sostenitori, i denigratori e gli ordinari. I Re che favorirono la cultura Indiana contribuirono notevolmente alla sua bellezza ed alla sua gloria; i denigratori fecero degli sforzi enormi per distruggere la cultura Indiana e si trovarono sconfitti nelle loro imprese, gli ordinari che adottarono un atteggiamento di compiacenza e di indifferenza sparirono nel grembo del tempo. Queste tre categorie di uomini come esistevano allora, esistono anche oggi ed esisteranno nel futuro. Ma grazie alla pazienza e alla sopportazione del popolo, l’India diede appuntamento alla storia, incontrò le sfide del tempo ed emerse grande e vittoriosa. Le Nazioni che sembravano costruite su basi incrollabili si sono sgretolate davanti ai nostri occhi. Tale è il destino delle Nazioni che furono orgogliose delle loro prodezze fisiche e mentali. Ma l’India, sebbene non dotata di ricchezze economiche e della potenza di tali Nazioni, resistette alle devastazioni del tempo e alle vicissitudini della storia. La cultura Indiana si pone persino oggi come un’ideale da essere imitato da altre Nazioni. Gli stranieri che fecero delle ricerche sulla ragione della cultura Indiana incontaminata non trovarono delle risposte. L’osservanza dell’India al DHARMA e alla vita dharmica che loro rispettarono fece sì che la cultura dell’India divenisse una cultura eterna. Non esiste una parola adatta per spiegare la profondità e l’ampiezza del significato contenuto nella parola "DHARMA”. Parole come "azione corretta e vita corretta” sono solo delle traduzioni che non rendono giustizia al significato originale. Solo "DHARMA” è l’equivalente della parola "DHARMA”. Molte persone hanno interpretato erroneamente “DHARMA" come religione. Ma "religione" non trasmette la vastità del significato latente nella parola "DHARMA". DHARMA è come un oceano mentre religione è un lago. Mentre la possibilità ed il significato di una religione è limitato ad un certo numero di persone che seguono un certo credo, "DHARMA" è di estensione universale e trascende correnti e religioni. Il DHARMA appartiene a tutti. In Occidente si pensa comunemente che ognuno abbia certi diritti. Al contrario gli Indiani credono che ognuno abbia certi "DHARMA" da compiere. Però diritti e dharma hanno qualcosa in comune. Quando i genitori compiono il loro DHARMA il diritto dei figli cresce; quando i figli compiono il loro DHARMA, il diritto dei genitori cresce. In modo analogo, quando gli insegnanti compiono i loro doveri, i diritti degli studenti cresceranno. Quando gli studenti compiono i loro doveri correttamente, il diritto dell’insegnante crescerà.

Chi biasimare   pag.122

Il nostro vice rettore ed il nostro ospite, Sri Rami Reddy, vi hanno parlato dell’attuale sistema educativo e del numero di istituzioni scolastiche che abbiamo nel nostro paese. Noi abbiamo quasi duecento università riconosciute e migliaia di collegi. Che cosa fanno queste istituzioni? Ogni anno escono milioni di laureati. Oggi le nostre istituzioni educative sono diventate delle fabbriche che producono laureati. Queste istituzioni educative aumentano il numero di disoccupati che oggi sono 50 milioni. Il Governo tende a creare un’istituzione dopo l’altra. Però non ha fatto molto per proiettare gli studenti e le istituzioni in una giusta collocazione. La mancanza di un impiego adatto ha trasformato la gioventù disoccupata in dirottatori e terroristi ecc. Non sono gli studenti che devono essere biasimati, bensì i genitori ed il Governo. Trascinati dal loro amore cieco per i figli, accettano qualsiasi loro comportamento senza correggerli. Queste persone sono diventate i continuatori di Dhritharastra che non corresse mai le azioni scorrette dei propri figli. I genitori che seguono le orme di Dhritharastra condivideranno lo stesso destino di Dhritharastra. Alla fine della sua vita, tutti i figli di Dhritharastra erano già morti. Nemmeno uno era rimasto in vita per compiere gli ultimi riti al padre. Oggi i genitori dando completa libertà ai loro figli creano un vero disastro. Se i bambini non sono controllati, nella tenera età, non potranno mai più essere controllati. Quello è il periodo d’oro della vostra vita, quindi non sprecatelo. Siccome oggi nessuno si preoccupa di insegnare ai giovani la grandezza della cultura Indiana, ho assunto su Me Stesso il compito di insegnarvi la gloria e lo splendore di questa cultura. Cercate di capire quant’è sacra e sublime la cultura Indiana. La cultura Indiana è l’incarnazione della perfezione. Essa è permeata dal dharma. Il Dharma è infinito e senza tempo. Non conoscendo il profondo significato di DHARMA, le persone pensano che sia uguale alla religione. Il DHARMA è costante, eterno e non cambia mai. Il corso estivo per la cultura e la spiritualità Indiana è organizzato per fare conoscere agli studenti lo spirito del DHARMA. Che cosa è questa cultura? Che cosa è questa spiritualità? Non sono altro che parti del DHARMA. Così come un vestito non è altro che fibra e cotone, anche il filo ed il cotone della cultura e della spiritualità fanno parte del DHARMA. Nonostante sin dall’inizio della storia, molti stranieri, come i Persiani, i Greci, i Musulmani, i Portoghesi, gli Olandesi e gli Inglesi, hanno invaso l’India, non sono mai riusciti a far crollare le basi della cultura Indiana. Molte altre culture sono state distrutte, ma la cultura Indiana è rimasta salda, forte e sicura. Noi dobbiamo cercare l’educazione per coltivare le virtù nobili, ma oggi noi sacrifichiamo le nobili virtù per il bene dell’educazione. Si dice:

"L'educazione moderna ha coltivato solo la furbizia,

non è riuscita ad istillare nemmeno un pò di virtù.

A che cosa servono dieci ettari di terra arida?

E’ sufficiente avere un pezzettino di terra fertile”.

Noi dobbiamo coltivare delle qualità nobili per lo sviluppo massimo delle potenzialità umane. Noi dobbiamo condurre una vita esemplare. Le persone dovrebbero apprezzare il vostro buon comportamento e il vostro carattere virtuoso. A che cosa serve l’istruzione senza un buon carattere ed un buon comportamento? Mentre cercate di coltivare un buon carattere ed un buon comportamento dovreste anche cercare di coltivare le quattro virtù nobili: fiducia in sé stessi, rispetto di sé stessi, sostegno di sé stessi, sacrificio di sé stessi. Solo allora compirete la realizzazione come esseri umani.

Studenti, durante questi quindici giorni avete imparato i diversi aspetti della cultura Indiana. Ma la semplice conoscenza non serve a niente, dovete tradurre la conoscenza in pratica. Dovete mantenere la stessa disciplina e lo stesso comportamento che avete adesso, anche se vi troverete altrove. Gli studenti lavorano in modo febbrile per avere buoni voti ma allo stesso tempo devono cercare di non ricevere rimproveri. Il valore dei vostri voti sarà maggiore se non ci saranno osservazioni contro di voi. Dobbiamo dare molta importanza al coltivare le virtù sublimi e dobbiamo dedicare tutta la nostra energia, la nostra forza e tutto quello che è necessario per favorire le virtù nobili. Noi dobbiamo venerare i genitori e gli anziani; dobbiamo avere ferma fiducia nella nostra cultura. La cosa più importante è mettere in pratica nella nostra vita quotidiana quello che impariamo. Dobbiamo capire i valori delle virtù nel praticarle, non teorizzandole. Purtroppo gli studenti di oggi non coltivano queste qualità, si fanno trascinare dall'avidità che alla fine porterà solo disastro. L’avidità è piena di pericoli. Desiderando ottenere più latte, tagliando la mammella della mucca compierete un atto di follia. Se aprite lo stomaco di un’oca dorata che fa uova dorate, perdete per sempre le uova dorate. Quindi, è veramente pericoloso essere trascinati dall’avidità. Più desideri ci sono, più grande è il pericolo, meno desideri invece porteranno più serenità.

Discorsi vol. X 1° tomo

pag.31

...Gli ideali che sono alla base dell'antica cultura dell'India devono essere studiati e praticati almeno da ogni indiano così che il mondo possa avere il beneficio della grande lezione che essi possono fornire. In questo giorno in cui celebrate la nascita di Rama, dovete dedicare le vostre attività a questi ideali proposti dalla Sua vita. Il fatto che siate vivi in questo giorno è una benedizione, poiché potete conoscere questi ideali e i mezzi con cui potete realizzarli nella vostra vita quotidiana. Vi sono molti che passano il loro tempo a recitare meccanicamente il nome di Rama o a leggere sistematicamente l'intero Ramayana secondo un orario, o ad adorare le immagini di Rama, Sita, Lakshmana e Hanuman come un rito, con rumorosa pompa e pedanteria. Ma, come la persona che mette i piedi in avanti solo per tirarli poi indietro, queste persone non progrediscono affatto, benché gli anni passino. Senza guadagnare purezza di pensiero e di intenzione, pietà e spinta a servire, queste espressioni ed esibizioni sono solo modi di ingannare se stessi al fine di ottenere il plauso della società. La vostra visione deve diventare visione interiore, usata per purificare e chiarificare.

La gente parla disinvoltamente di sakshatkara, la visione che libera. Colui che vede e la cosa vista devono fondersi e diventare Uno, ed essere sperimentati come solo Uno, senza un secondo. Voi potete avere un frutto nelle vostre mani, ma se non lo mangiate, lo digerite, e lo rendete parte della vostra natura traendone in tal modo la forza, esso non servirà a nulla. Fondatevi sul divino che voi realmente siete; questo è il compimento. Per raggiungere questo obiettivo, dovete procedere svelti.

Per primo, esaminate la vostra presente attrezzatura. Scoprite i suoi difetti: se è danneggiata da egoismo, cupidigia, falsità, ostinazione o pigrizia. Perché con questi difetti è difficile concentrare il pensiero su Dio, sia all'interno che all'esterno.

Dovete inoltre coltivare la qualità positiva dell'amore (prema), poiché l'incarnazione di prema può essere realizzata solo attraverso prema. Questo è il messaggio che il Ramayana dà a tutti quelli che lo studiano con un sincero desiderio di apprendere. Questo è il messaggio che vi voglio dare oggi.

Pag.165 MOTIVAZIONE ASSOLUTA

L'educazione deve conferire all'individuo quelle qualità che gli potranno garantire la sua pace e poi la pace universale; deve sgomberare la mente da ogni traccia di limitazione e aiutarla a nutrire sentimenti di unità e amore. Questo è il messaggio di Bharat (India) da tempo immemorabile. I Veda proclamano che questa è la meta dell'educazione. Questo paese è il Vedabhoomi, la terra che Venera i Veda, che i saggi hanno insegnato per mezzo della rivelazione divina. I semi di questo messaggio si sono sviluppati come alberelli nel giardino delle Upanishad. Gli alberelli poi sono cresciuti e sono fioriti nelle antiche Sastra, e i venti hanno trasportato la fragranza delle loro ananda ai quattro angoli del mondo, per vitalizzare e svegliare la gente di tutti i continenti. In quei giorni, i saggi vivevano coi loro discepoli in eremitaggi nella quiete silvestre vicino alle rive dei fiumi. Ogni eremitaggio era un'università, col suo Kalupathi o cancelliere. Quegli eremiti erano esperti in tutte le branche della conoscenza e desideravano darla a chiunque la potesse ricevere e farne il miglior uso. Ebbero successo nella loro missione, per la loro efficienza, l'entusiasmo dei loro allievi e la sublimità dell'ambiente. Era tutto così semplice e sincero, così fresco e libero. L'ambiente che circonda oggi le istituzioni educative è completamente l'opposto di questo antico quadro, gli allievi vivevano col loro precettore, nella sua residenza, e assimilavano non solo informazioni ma anche ispirazione, non solo buone maniere ma anche insegnamenti morali. Si alzavano all'alba, facevano il bagno nell'acqua fredda e portavano a termine la rigorosa lista di preghiera, studio, meditazione e faccende domestiche. Mangiavano il cibo che il precettore dava loro. Non c'era distinzione fra queste discipline, fra il principe e il contadino, il figlio del pundit (erudito) o di un illetterato. Non c'era possibilità di sprecare il tempo in scopi inutili, in banale pettegolezzo, o nel soddisfare vani capricci e fantasie. Ogni allievo era messo al corrente dei valori di base della cultura indiana, della sua origine, del suo sviluppo e della sua essenziale validità per il progresso del loro paese. Oggi il numero di allievi è grandemente aumentato, ma la qualità di entrambi, insegnanti e allievi, ha sofferto molto. Servire il maestro era di per se stesso parte dell'educazione, in quei giorni; era facile far piacere al maestro e ricevere da lui il meglio per lo sviluppo del servizio d'amore. Come possono mai gli stipendi e gli onorari soddisfare il maestro? Essi aumentano solo la cupidigia per avere di più. Una volta la prosperità del mondo e la pace erano costruite sulle fondamenta del dharma (rettitudine); ora esse dipendono dal dhana (ricchezza). La creazione dell'universo deve essere avvenuta quando persino il tempo era sconosciuto. Innumerevoli esseri viventi hanno abitato in questo pianeta da allora, e le specie esistenti sono anch'esse innumerevoli. L'uomo è considerato la corona del regno animale, egli è il vertice degli esseri viventi. Di Janthus, si dice, egli è il più alto. Perché? Perché è il solo animale che possa investigare su se stesso e diventare consapevole e rivelare la divinità che egli in realtà è. Gli altri animali non hanno avidità per la ricerca delle cause e non bramano questa saggezza. La sete di conoscenza ha guidato molti a porsi il problema se Dio esiste e altri a negarne l'esistenza. Dio è descritto nella Ghita come "più piccolo del più piccolo" e "più grande del più grande". Lasciateci un poco considerare questo paradosso. Noi non possiamo vedere l'aria che ci circonda, che inspiriamo ed espiriamo in ogni momento della nostra vita. Come possiamo vedere allora il piccolissimo atomo e le sue particelle di energia? Ugualmente, con una visione annebbiata, e perciò limitata, come possiamo visualizzare Brahman, la forza Divina di base, che manipola anche la sottile energia dentro l'invisibile atomo? Naturalmente quando la visione è purificata nel suo aspetto più sottile, come sukshma-buddhi, e quando siamo equipaggiati dijnana-chakshu (l'occhio della saggezza), come era Arjuna, allora possiamo identificare la Divinità che sta nella più piccola forma o particella. Per comprendere l'essere più grande del più grande, considerate il sole. E’ più di 93 milioni di miglia lontano dalla terra. Perciò se noi viaggiamo verso il sole alla velocità di 500 miglia all’ora per 24 ore al giorno, ci vorranno circa 20 anni per raggiungerlo. Il sole è così grande che il globo terrestre potrebbe essere scaricato in ognuno delle migliaia di stagni o "buche" che gli astronomi hanno scoperto in esso. Le stelle che sembrano essere così piccole e molteplici sono, ciascuna, molto più grandi del sole, e le distanze fra esse sono spesso anche più grandi della distanza fra il sole e la terra! Come può mai la meschina mente dell'uomo concepire questa vastità dell'intero cosmo? Ma ecco, ancora, i saggi col loro intelletto acuto e con la mente assorta in estatica contemplazione, sono stati capaci di visualizzare Dio immanente nel macrocosmo quanto nel microcosmo, trascendente persino le stesse linee di confine di spazio e tempo. La loro esperienza li ha condotti a esprimere la loro adorazione attraverso nomi come Dio, Allah, Jehovah e Bhagavan. Queste sono incarnazioni della gloria e della grazia che essi hanno gustato, dell'amore che hanno percepito al centro del cosmo. L’universo creato è chiamato prakriti. Prima della creazione c'era la tenebra; dopo la creazione ci fu la luce. La tenebra era lo stato thamasico, quando non c'era attività. La luce è lo stato rajasico, quando si alternano movimento, agitazione, eruzione e rovina. I "cinque elementi" furono poi formati, e col tempo raggiunsero una relativa quiete. Era quello lo stato sathwico in cui la Divinità brillò attraverso di essi. Questi cinque elementi sono percepibili coi cinque sensi; infatti, sono le risposte ai bisogni dei sensi. Lo stato sathwico è lo stato divino, quando la luce pervade la Verità. Questa Verità c'era anche prima della creazione e del cosmo. La verità è più fondamentale dell'atomo. Ogni atomo e ogni stella manifestano la verità a quelli che hanno l'occhio della saggezza. Ogni aspetto della scienza ha una speciale caratteristica quando si applica a ciascun gruppo di cose o esseri. Qual è la speciale caratteristica dell'uomo? Se egli pure vive e muore come ogni animale, come può essere giustificata la sua supremazia? La sua supremazia sta nella sua capacità di rendersi conto di questa verità. Noi usiamo la frase "motivazione assoluta" quando ci riferiamo al sadhana. Il significato che generalmente diamo a questa frase non è corretto. Ciascun organo di senso o facoltà ha "una motivazione" che lo rende valido. Non diciamo <<Non c'è motivo in ciò>>, quando condanniamo qualche cosa o argomento? Vedere è la "motivazione" dell'occhio; ascoltare è la "motivazione" dell'orecchio. Se non c'è motivazione, o agram, l'organo del senso è cieco e sordo. Esso è allora afflitto da qualche malattia, ha qualche difetto. Anche se prendete un piccolo raffreddore, il naso perde la sua "motivazione", perché non può scoprire gli odori. Ora, qual è la "motivazione" della mente? Quando diciamo "motivazione assoluta" significa che la mente dovrebbe essere concentrata sull'Uno, l'Uno che è l'Essere che non ha secondo, l'Uno che ha voluto moltiplicarsi. A meno che la mente non ponga in disparte tutti gli altri scopi e si sforzi di diventare consapevole dell'Uno nella molteplicità, si può dire che anche la mente è ammalata e soffre per qualche difetto. I saggi dell'antica India hanno insegnato questa motivazione assoluta e, quando lo desideravano, potevano trasmettere questa consapevolezza ai loro discepoli. Tali persone sono oggi rare. Noi abbiamo insegnanti in quantità, ma nessuno di loro si è interessato con determinazione a questo compito di scoprire la propria identità. Con la scomparsa dei rishi, i rishikul di allora sono diventati le scuole (rishikul - shikul - shkul - scuola) di oggi. Io vi ho detto molto spesso che oltre ai vostri genitori, ai vostri maestri e ai vostri anziani, dovete rispettare anche i vostri atti, perché gli atti vi elevano o vi trascinano giù; essi vi incatenano alla nascita e alla morte, o vi liberano da questa catena. I loro effetti sono gioia o dolore, ricchezza o povertà, guadagno o perdita, piacere o sofferenza. Dovete comprendere che il vostro entusiasmo o la disperazione, il successo o il fallimento, sono le conseguenze delle vostre azioni. Mentre siete impegnati nell'azione, urtate contro certe leggi della natura che non potete oltrepassare. Se allentate la presa di qualcosa che avete in mano essa cadrà; ugualmente, se scivolate mentre salite una scala a pioli, cadrete, senza riguardo per la vostra casta, credo o stato. La legge non è differente. In ogni azione o atto, Dio è presente come invisibile causa determinante; in ogni piccola cosa che maneggiate o manipolate, Dio è presente come centro interiore. Perciò sforzatevi sempre di elevarvi facendo del bene, parlando di bene, cercando il bene, e avendo in mente il bene degli altri. Voi non perdete molto se vi si taglia un dito quando è molto danneggiato. Il corpo può tuttavia funzionare ancora ed essere uno strumento idoneo. Anche se perdete un arto, potete continuare un'attività e beneficiare delle vostre facoltà. Ma se perdete il vostro carattere, allora ogni cosa è perduta!

Voi potete essere degni del nome "studente" solo dal giorno in cui imprimete questo pensiero nella vostra mente. Non permettete che pigrizia, odio o ira contaminino i vostri cuori. Il mondo attende con ansia la vostra guida per raggiungere e assicurare la pace; come può essere realizzato questo se coltivate odio e ira? Praticate la calma e l'abitudine alla ponderatezza. Non agitatevi e non fatevi influenzare dalla frenesia di massa. E’ segno di debolezza e di instabilità. Se qualcuno vi biasima o vi insulta o vi danneggia, non fategli lo stesso in cambio. Comportatevi nobilmente con pazienza. Quando un cane morde un uomo, egli a sua volta non morde il cane. L'educazione deve condurvi dalla tenebra alla luce. Solo coloro che vagano nelle tenebre cadono negli abissi; può un uomo che cammina nella luce cadere in un abisso? Se lo fa, significa che egli è ancora "nella tenebra". Vid significa luce, e un vidyarthi deve cercare la luce e conquistarla. Qual è l'uso di un occhio che non vi rivela tranelli?

L'educazione deve dotarvi di questo tipo di occhio che rivelerà in tempo le buche che si aprono sul vostro sentiero. Vidya deve conferire umiltà, altruismo e gli ideali del servizio. Se un uomo adora il suo stomaco e la sua ricchezza materiale, come può egli essere onorato come studioso? L'uomo istruito deve essere pronto e capace di servire i suoi genitori, il suo villaggio, il suo stato, la sua nazione, la sua lingua e la sua cultura. L'aria in un pallone è limitata dalla misura e dalla forma del pallone; finché non lo fa scoppiare e non vince i suoi limiti, come può mescolarsi con l'universo? Allo stesso modo, finché il "sé" non raggiunge la consapevolezza e non vince le barriere dell’ego non può immergersi nell'onnipresente, immanente Divinità. Voi siete nati in una società; essa vi ha aiutato a proteggervi e a guidarvi, vi ha nutriti, educati e vi ha riempiti di sogni e di ideali. Ripagate alla società il debito che le dovete. Proclamate ad alta voce che siete Bharathya (Indiani). Decidete con orgoglio ed entusiasmo di servire Bharat (India). La storia di Bharat e la sua cultura devono essere adorate come i vostri genitori.

Pag.190

…Oggi i figli e le figlie di Bharat, dove la lezione dell'Unità fu per prima insegnata, vanno nei paesi occidentali e propagano "i molti". Gli Occidentali vengono in India da culture che acclamano la diversità, per imparare e propagandare "l'Uno". E’ un completo capovolgimento! Noi dobbiamo accettare il valore e praticare gli insegnamenti dei grandi uomini che veneriamo. Il semplice parlare non è sufficiente; esso rivela solo l'ipocrisia. Dobbiamo accogliere il buono che c'è nella cultura occidentale e amalgamarlo con le nostre tradizioni vediche e gli ideali spirituali, per aiutare i figli di questa terra a progredire verso una vita felice e utile. Essi dovrebbero avanzare ugualmente svelti e spediti in tutte le sfere della vita: materiale, morale, spirituale…

Discorsi volume I

pag.73

...Non è possibile che il maestro stia in un luogo e la scuola in un altro. La lavagna qui e la campanella scolastica là. Vicino a Gudur ci sono delle miniere di mica e non ha senso chiedersi perché non si trovino invece a Peddapuram. E' cosi e basta. Allo stesso modo, in India esiste una miniera di spiritualità e gli ingegneri vengono qui per lavorarla, estrarla e metterla in circolazione: ecco perché in questo paese appaiono molte più manifestazioni del Signore. Anche l'atmosfera qui è più conduttiva e adatta all’applicazione pratica dei nuovi metodi di estrazione e d'uso a beneficio di tutta l'umanità. Bha-ratha, significa la terra di coloro che hanno rathi o attaccamento per Bha o Bhagavan, cioè Dio. Anche il Signore deve venire in forma umana e muoversi tra la gente per farsi ascoltare ed essere contattato, amato, riverito e ubbidito. E' costretto a parlare la lingua degli uomini e comportarsi da uomo, proprio come un membro della specie. Se non facesse in questo modo, sarebbe o negato e dimenticato oppure temuto ed evitato. L'Avathar deve porre l'umanità nel crogiolo per eliminare la scoria e i metalli meno nobili che hanno distrutto la sua purezza. Quando il bambino gira il rubinetto senza conoscere il meccanismo, l’acqua lo investe. Allo stesso modo, il dolore imbeve l'uomo perché non conosce il meccanismo che gli permette di ottenere un flusso regolare. Se il Nayaka è buono, il Nataka sarà grandioso, ma se il Nayaka è un fallimento, il dramma sarà un fiasco...

pag.77

... Do' la Mia benedizione perché le ragazze che studiano qui, come in ogni altro luogo (tutte le scuole, infatti, sono Mie, che le inauguri personalmente o meno), possano coltivare la fede nel Dharma, ed avere simpatia verso tutte le cose. Bharatha deve, ancora una volta, assumere il ruolo di Insegnante di tutta l'umanità. Ecco perché i ragazzi e le ragazze di questo paese devono forgiarsi un carattere puro e condurre una vita di stretta disciplina morale. Il nome Bharatha deriva da Bhagavan e Rathah, il costante attaccamento al Signore, per cui racchiude l'idea di un popolo che si è dedicato al servizio e all'elevazione del Divino nell'uomo...

Discorsi volume II

pag.37 PASSO IN AVANTI NELLA DISCIPLINA SPIRITUALE

 

I1 Governatore dell'Uttar Pradesh vi ha detto che non vi è segno alcuno di rinnovamento morale, anche se si sono fatti molti passi verso la realizzazione sul piano economico. Debbo affermare, in risposta al suo discorso, che il rinnovamento morale è già avviato e che di giorno in giorno acquista terreno. Il ristabilimento delle basi morali dell'umanità non è un problema solo indiano, ma mondiale. In tutti i paesi ci si preoccupa molto più dello standard di vita che del modo di vivere. Più voi avanzerete sul cammino delle gioie di questo mondo>> e più voi rimarrete insoddisfatti e vi soffermerete in inutili competizioni e vi riempirete di orgoglio e di gelosia. Fermatevi un istante ed analizzate la vostra esperienza. Giudicate voi stessi: siete felici quando diventate più ricchi? Trovate la pace quando tutti i vostri desideri sono soddisfatti? Se sarete sinceri con voi stessi, dovrete ammettere che uno standard di vita più elevato non è garanzia di felicità né di pace interiore. Così come l'educazione e la competenza in certe materie non sono garanzia di equanimità mentale. Infatti l'uomo di cultura è sempre più insoddisfatto e più competitivo dell'illetterato. La restaurazione del dharma, compito dell'Avatar, è più urgente nelle altre parti del mondo che non in India. Però la forza motrice di questo rinnovamento deve partire dall'India, perché l'India ha sempre proclamato la verità senza paura né esitazioni, e, se il paese è ancora in vita, è grazie a questo soffio>>, nonostante i tifoni ed i terremoti che si sono verificati nella sfera della cultura. Gli indiani sono molto più responsabili in quanto il loro modo di vivere dovrebbe servire da esempio agli altri paesi ed ispirare loro un Sadhana spirituale. Voi avete la meravigliosa fortuna di diventare la guida dell'umanità. Particolarmente voi che fate parte del Sathya Sai Samayana, avete una responsabilità ancora più grande poiché dovete condurre una vita esemplare, piena di sforzi sinceri. Poiché fissate la vostra scelta sul Nome, siete tenuti ad agire secondo il Mio <<ajna>> (comando) e diffondere la Luce della devozione su tutti coloro che vi avvicinano. Mi sento invadere da un sentimento di amore osservando tutte queste folle riunite, attente ai discorsi del Governatore, calme e disciplinate. La sorgente di tutti i mali risiede nella mente mal diretta o senza controllo. Simile al Godavari in piena, si gonfia, deborda e causa gravi danni alle due rive...

pag.120

... In India fin dai tempi antichi sono state proclamate la Gloria, la Divinità e la Santità dell'uomo e sono stati insegnati i modi per riconoscerle. Soltanto coloro che lo hanno imparato, meritano di essere chiamati figli di questa terra. Gli altri sono come dei cuculi nati nel nido dei corvi. Il loro luogo di nascita è l'India, ma ad essa sono essenzialmente degli estranei, Guru Nanak disse che senza la fede in Dio l'uomo è cieco. Senza di essa siete dei morti viventi. La vostra vita può essere grande, bella e ricca come il Taj Mahal (tempio mussulmano), ma ricordate che il Taj è una tomba. Qualunque sia il metodo di adorazione, qualunque sia il Nome o la forma, è la fede che conta. E’ quella che dà vita ed energia alle cose più nobili. La combinazione planetaria ha creato il panico fra la gente, come la fiamma che sulla coda di Hanuman incendiò tutta Lanka. Così questo panico cresce continuamente creando uno stato di tensione in tutta la popolazione. CredeteMi, non succederà niente, non c'è nessun pericolo! La sola cosa positiva è che in questo caso pregate e fate sacrifici che sono di per se stessi cose buone, poiché vi danno coraggio e pace della mente, cosa di cui avete bisogno. Fra queste non Mi piacciono quelle fatte per se stessi, ma per il bene del mondo. Pregate per promuovere la pace e la felicità di tutti gli esseri viventi. Sviluppate quell'amore per l'uomo ovunque, poiché questa è anche la Mia Missione, la Mia Volontà. Sono venuto per seminare l'amore in ogni cuore umano. Il Signore è Amore e questo Amore è Dio. Se riempite il vostro cuore di Amore, l'odio, l'invidia, la cupidigia e l'egoismo non potranno albergarvi. Non ci sarà distruzione per una terra piena di Amore. L'unico caos che potrà succedere il prossimo febbraio è il caos del fallimento per molti candidati alle elezioni generali; nessun altro deve preoccuparsi per quella congiunzione di pianeti. Caos o non caos il vostro dovere è pregare per il benessere del mondo e lavorare per esso per quanto sta in vostro potere. Pregate per ottenere pace per tutti, fate la vostra parte senza aumentare l'angoscia che già esiste. Ciascuno è essenzialmente Dio che è il motivatore interiore di tutte le cose. L'indiano, nel profondo del suo cuore, lo sa; egli lo ha appreso con il latte materno. Caratteristica dell'indiano è avere quella conoscenza ed agire di conseguenza. Ciò dovrebbe renderlo senza paura, poiché l'<<atma>> che è in lui, e che è la sua realtà, non può essere toccata da sofferenza, morte, gioia, incidenti o calamità. Che senso ha cercare la quiete nella giungla del mondo fenomenico ( Prakrithi), quando questa si può avere nel silenzio della consapevolezza interiore? E’ come cercare qualcosa che avete perso nella vostra stanza e cercarla con la luce dei lampioni esterni. Avete perso voi stessi, cercate in voi, questa è la via della saggezza.

Pag.157 IL PROGRESSO SPIRITUALE

... La vera cultura dell'India poggia solidamente su 4 pilastri: <<Sathya. Dharma, Santhi e Prema>>. Ciascuno di voi dovrebbe avere coscienza e non lasciarsi sedurre da altre culture con fondazioni meno solide e meno durature. Una cultura ed una civiltà che si deve difendere con le bombe, non può avere come sostegno l'Amore. Bharath (l'India) è un paese nel quale, dopo millenni la gente prega e lavora molto duramente per la pace e la felicità di tutta l'umanità. Mai la sua gente ha pregato per avere il successo nella corsa perversa all'omicidio! Non accettate certe critiche senza discernimento che vi tacciano di barbari incolti o di gente ignorante, che passa la loro esistenza a pregare. Il fatto di venerare un idolo non è mai stato segno di barbarie, ed ha un significato tanto quanto lo ha il fatto di mettere il <<kum-kum>> (polvere colorata) sulla fronte di una donna sposata. Si venera un idolo come se fosse la forma del Signore, lo si invoca e lo si visualizza, lo si avvicina con reverenza e con mente pura, con il desiderio di eliminare la sporcizia dalla mente ed avere la visione suprema dell'eterno e dell'assoluto. Se non è praticato con quello spirito, diventa inutile e perde ogni significato. E’ inutile prendere la risoluzione di sviluppare la fede e la forza d'animo, per dimenticarselo non appena avete lasciato questo recinto. La devozione non si misura in base alle lacrime versate o alla gioia di vivere. E’ una trasformazione profonda delle idee e dei sentimenti, che permette di giudicare ed apprezzare ogni circostanza in modo diverso.

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Forse avete già conosciuto la storia di quella donna che piangeva ascoltando una recita di un racconto Puranico (racconti epici). Quel giorno il <<Bhagavathar>> (colui che racconta le esperienze di coloro che hanno realizzato Dio), era felice di aver potuto commuovere qualcuno con la sua recita, alla fine della quale si felicitò con la vecchia donna per la devozione dimostrata. Le offrì il primo cucchiaino di cibo benedetto per ricompensarla, pensava della sua disciplina spirituale e della sua fede. Ma la vecchia donna non volle accettare, asserendo: <<Non ho nessuna idea di ciò che voi chiamate devozione, disciplina o fede, piangevo perché quella grossa corda con la quale avete legato le foglie di palma del vostro libro, mi ha ricordato la corda che il mio defunto marito portava come cintura quando era in vita!>>. Tutto ciò per mostrarvi come i segni esteriori e le finzioni possono facilmente indurre in errore, ma non certo il Signore, testimone onnipresente e sempre vigile! La vera devozione nutre l'amore perché è da lui generata. Oggi il paese è pervaso dalla discordia e dalla rivalità di gruppi che nascono un po' ovunque, e nessuno dà il massimo delle sue capacità. Ecco perché siete costretti a chiedere aiuto agli altri paesi, a chiedere prestiti e subire il peso di elevati interessi. Non esiste cooperazione, nessun spirito di sacrificio per il bene comune ed ancor meno per il bene dell'umanità. I villaggi sono divisi dall'influenza di piccoli insignificanti partiti. Voglio raccontarvi cosa è successo ad uno di quei villaggi.

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Un gruppo di attori aveva allestito una commedia dal titolo, <<Lankadahana>>. Un altro gruppo aveva deciso invece di recitare un altro pezzo di teatro dal titolo: <<Harishchandra>>. Questo secondo gruppo dovette scegliere una attrice del primo gruppo, che interpretasse il ruolo della regina <<Chandramathi>>, non essendo nessun altra attrice disponibile. Accadde che, dopo aver recitato gran parte della commedia, si giunse al punto in cui il principe muore morsicato da un serpente e la regina madre, doveva piangerne la morte, ma l'attrice si rifiutò di farlo, perché il figlio apparteneva al primo gruppo di attori.

<<Harischandra>> allora decise di vendicarsi della moglie <<Chandramathi>> e cominciò a picchiarla per punirla della sua mancanza di pietà. Fu così che si inscenò un'altra commedia, dove si parlava solo di odio e di divisione. L'<<anjaneya>> (una scimmia nel <<Ramayana>>), che apparteneva al gruppo che avrebbe dovuto inscenare il <<Lankadahana>>, saltò sulla scena e quando la recitazione fu al colmo, mise a fuoco il teatro, perché nel ruolo che doveva intraprendere, la sua coda avrebbe dovuto prendere fuoco. Tutto ciò accadde in un baleno con grande gioia dei suoi accoliti e costernazione dei suoi rivali! Che voi recitiate 1'<<Harishchandra>> o il <<Lankadahana>>, finirà comunque con un incendio, se lo recitate sullo stesso palcoscenico. Meglio sarebbe scegliere una sola commedia e recitarla correttamente.

Installate la verità sull'altare del vostro cuore e vi sentirete tutti fratelli e sorelle...

pag.207 UN PIANO PER L’EDUCAZIONE

... Sono conosciuto anche come <<Parthi Baba>> ed è vostro diritto venire da Me tutte le volte che desiderate fare qualcosa per il bene del vostro villaggio. Questa scuola sta per essere inaugurata in uno spazioso edificio confortevolmente ventilato. E’ una giornata che segna il punto di partenza di una nuova Era, nel corso della quale l'Educazione prenderà una nuova piega, insegnando la virtù, l'umiltà e la pace interiore. So bene che avete altre cose per la testa e che il vostro cuore è triste. La maggior parte di voi sta pensando al modo di respingere i Cinesi che tentano di invadere il Paese. La simpatia naturale che sentite per le famiglie dei morti e dei feriti è legittima. Il Signor Ministro vi ha parlato di loro con molto calore. Questi uomini si sono infatti battuti per il loro paese tentando di respingere il nemico. E' vostro dovere pregare per i morti e per coloro che si trovano ancora sul campo di battaglia, affinché essi ritornino sani, salvi e vittoriosi. Ma avete anche un altro dovere da compiere verso voi stessi: sconfiggere i vostri nemici interiori e cercare di correggere presto i vostri difetti per divenire un popolo forte, maturo ed indipendente e salvare il Paese e la sua cultura. Soprattutto dovete credere nella vittoria finale, una vittoria ottenuta a colpi di amore, di coraggio e di giustizia e non a colpi di cannone. Non avete ancora una solida fede e non sapete la forza che essa vi può dare. Durante la guerra del <<Mahabharatha>> il popolo sapeva che dove si trovava Krishna la vittoria era certa. L'India ha il <<dharma>> dalla sua parte, in altre parole Krishna stesso che lotta al suo fianco. Le trombe della vittoria non tarderanno ad arrivare se non sono già arrivate. I cinesi non possono niente contro l’India perché essi non si servono delle armate della vittoria: l'amore, il coraggio e la giustizia. Quando Aswathama entrò di soppiatto nel campo dei <<Pandavas>> e cieco di collera, massacrò nel sonno i figli di Droupadi (moglie dei Pandavas e figlia del re Droupadi) quest'ultima rifiutò di macchiarsi di assassinio quando Aswathama fu portato dinanzi a lei, perché egli era il figlio del Guru dei Pandavas che essa stessa riveriva come Maestro. E’ questa nobiltà di carattere e di cuore che anima le madri di questo nobile Paese. Non è un segno di debolezza, al contrario, questa nobiltà tempra il carattere, demoralizza il nemico, lo fa esitare e dubitare della vittoria. Siate coraggiosi ed abbiate fede. Vi assicuro che nessuna brutta notizia verrà a turbare la cerimonia del Mio Anniversario. Sono allo stesso tempo certo che riceverete delle notizie confortanti...

pag.211 MINUSCOLE TRACCE D'EGO

Mi sono indirizzato a voi chiamandovi <<Incarnazione della Pace>> ma avrei dovuto usare il termine <<Pace suprema>> poiché voi tutti l'avete sperimentata. Che pazienza! Siete rimasti accovacciati per terra per quasi tre ore! Forse non ve ne siete accorti perché eravate assorti nell'ascolto dei due <<Sastri>> che vi hanno esposto alcuni passaggi della Ghita. So che desiderate che Io prenda la parola, ma i fioristi di Bangalore che sono devoti da molti anni, esattamente 20, stanno preparando un'altalena decorata di fiori e desiderano che Io Mi sieda su essa per darvi il Mio <<Darshan>>. Ho promesso loro di non deluderli e quindi sarò breve. Sapete probabilmente che i Cinesi da soli e spinti da una forza misteriosa si sono ritirati nella notte del 22. Come vi avevo promesso, il Mio anniversario si svolge in una atmosfera di generale rilassamento. Una forza invisibile li ha presi per il <<cravattino>> e li ha rimandati indietro. La forza che spinge gli uomini alla guerra è <<Asurashakthi>> ed è l'energia che governa la lussuria e la cupidigia, ma un giorno o l'altro essi saranno costretti a cambiare direzione ed andare verso il Signore spinti da un'altra forza <<Daivishakthi>> la forza Divina...

Discorsi volume III

pag.69 COSTRUIRE O ESSERE?

Io stesso ho chiesto a Sunandamma di chiamarvi tutti qui questa sera, per parlarvi del lavoro sociale che avete incominciato. Ho posto la prima pietra del vostro Istituto questa mattina, ho benedetto lo sforzo che state facendo nel servire donne e bambini, specialmente quelli che hanno lacune mentali e sono fisicamente handicappati. Io so che siete aiutati da esperti in psicologia che possono capire presto e bene il problema degli handicappati. Ai membri di questa Fondazione, che hanno assunto la responsabilità di aiutare Sanandamma in questa missione, consiglierei di iniziare a costruire anzitutto delle stanze per dormire e poi la scuola. La chiesa può aspettare. L'atmosfera del posto in cui si svolge questo lavoro non può essere che quella di un luogo di preghiera. Questo è il rito che state iniziando ed i bambini e gli adulti che osservano i vostri sforzi non potranno avere maggiore ispirazione.

Sunandamma mi stava dicendo che alcuni di voi vorrebbero una costruzione che ricordi l'architettura dell'antica India, una specie di tempio, mentre altri preferirebbero lo stile moderno, più utilitaristico, meno caro, senza elaborati motivi decorativi. Non potete far rivivere nel ventesimo secolo l'antica architettura indiana. Dovete cercare una via di mezzo fra l'antico ed il moderno. Ciò che voglio è l'antico spirito nel cuore e non nei mattoni! Dato che i bambini appartengono all’età moderna e sono attratti dalle sollecitazioni e mossi dalle attitudini di questa età, come può lo stile di una costruzione nella quale essi devono vivere, cambiare il loro modo di vedere? E, quanto agli insegnanti, essi sono imbevuti delle passioni e dei pregiudizi della modernità. Cambiate i cuori e riempiteli di ideali e di aspirazioni come quelli che avevano i Saggi di questa terra, che erano semplici e sinceri, sempre mossi dal desiderio di espandere il loro amore a tutti gli esseri: allora lo stile della costruzione non avrà importanza. E’ l’architettura della mente che è importante! Se i bisogni dell'età moderna richiedono un cambiamento, cambiate ciò che non è essenziale. Non diluite la verità facendole così perdere la sua genuinità. Se una persona preferisce una bevanda di colore rosso o blu, non versate il colore blu o rosso nella bottiglia: sarà sufficiente versare la bevanda in bicchieri di colore rosso o blu. Allo stesso modo, se si preferisce uno stile di costruzione, fate la struttura, ma non cambiate l’essenza e l'idea di chi l’ha progettata. Hitha e Mitha, il piacevole e la moderazione, dovrebbero essere le linee direttrici. Non siate né troppo moderni, né troppo antichi, non troppo spendaccioni, né troppo avari. Prendete la via di mezzo con la quale otterrete il massimo vantaggio. Il desiderio per gli oggetti non può essere completamente abbandonato, ma può essere trasformato in uno strumento di culto. Dedicate tutti i vostri sforzi al Signore. Accettate i successi e gli insuccessi come prove del Signore e della Sua Grazia: la Sua volontà ne decreta l’accadimento. Trasformate tutte le sei passioni in strumenti di elevazione spirituale. Io so che vi preoccupate dei fondi per completare i vostri piani. Sunandamma mi ha persino chiesto di mostrargli la via! Ebbene, Colui che vi ha mostrato la via dall'inizio, continuerà a mostrarvela in futuro! Questa volontà sarà fatta; altrimenti non avrei messo la prima pietra. I buoni lavori non mancheranno mai di fondi: il Signore provvederà sempre. Solo ci vuole un po' di tempo: non scoraggiatevi! L'arancia è amara quando è verde, ma gradualmente il tempo la fa diventare dolce. Pazienza e sforzo strenuo saranno ricompensati. Vi debbo dire che per le buone cause come questa, non dovreste fare raccolta di soldi per vie tortuose. L'aiuto dovrebbe arrivare da gente col cuore aperto, da denaro guadagnato onestamente, da persone che sanno ed apprezzano lo scopo per il quale essi intervengono. Ecco perché Io Mi oppongo a tutti quei mezzi, come danze o spettacoli, fatti per raccogliere denaro. Sono contrario alle lotterie, dove l'esca di un grosso premio per il quale uno non fa niente, un premio ottenuto con i guadagni altrui, è usata per raccogliere fondi. Lasciate che ciascuno, spinto dal profondo del cuore, di sua propria iniziativa, dia qualsiasi cosa si senta di dare, dopo avere studiato bene il lavoro in corso e le possibilità dell’istituzione. Il vostro dovere è quello di informare, non di persuadere; elemosinare per un lavoro che è di per sé buono è un insulto alla natura umana. L'uomo che chiede e l'uomo a cui si chiede sono entrambi degradati. Io voglio che abbiate questo coraggio e questa fede.

Portate avanti il vostro progetto in uno spirito di umiltà e di fortitudine ed avrete successo.

Mysore, 15 settembre 1963

pag.77   IL GIORNO DELL'ILLUMINAZIONE

Sono sorpreso dell'indirizzo di "Benvenuto" che Mi avete fatto e di essere stato definito Jnanaswarupa, Premaswarupa ed altri titoli del genere. Vi debbo dire che Io non sono uno straniero e quindi non è necessario darMi il "benvenuto". Io non sono straniero in alcun luogo, specie qui dove sono nato. Appartengo a voi e vi sono molto vicino. Pertanto non Mi piacciono quelle lodi, perché vi portano lontano da Me, mentre Io sono con voi, in voi, dietro di voi, intorno a voi! A nessun padre piace esser lodato dai figli. Nessun figlio accoglierebbe suo padre rivolgendosi a lui con elogi per la sua erudizione, la sua ricchezza, la sua forza, e la sua virtù. La parentela evoca la gentilezza e non vi è necessità di una cerimonia formale. Mi avete chiesto di illuminare la strada ed avete sottolineato che questo è un momento cruciale per il villaggio, in quanto sta per liberarsi dalle tenebre ed avere la luce. Lasciate che vi dica che non da oggi questo villaggio ha la luce, ma dal giorno in cui questa Sakti (Energia) è nata! Che cosa sono le piccole luci che illuminano solo poche decine di metri in confronto a quella che illumina il cuore e diffonde Gioia e Pace ovunque? Da quel giorno siete stati testimoni di come la luce si spanda su tutto il villaggio, fra queste colline, lontano dalle torbide correnti della civiltà moderna. Ora ci sono corriere ed autocarri che arrivano sulle nuove strade, ed è di oggi la decisione di migliorarle per portarle allo standard delle strade normali; a Prasanthi Nilyam c'è un ospedale, c'è una scuola per i vostri bambini, e, come nei villaggi vicini, avete l’elettricità che potrete usare per vari scopi a casa e nei campi. Quando sono arrivato Mi avete offerto questa ghirlanda di fiori, ma sarei stato più felice se ciascuno di voi fosse divenuto un fiore fragrante, libero dagli insetti nocivi del vizio e della debolezza che insidiano la devozione verso Dio. Voglio dire che dovete essere una sola mente, libera da odio, rancore, faziosità e cupidigia. I contadini sono dovunque rovinati da elementi che fomentano la discordia e seminano i semi spinosi dell'odio in campi dove invece deve crescere il frumento. Alcuni pensano che voi non frequentate il Nilayam o non intervenite ai Bhajans come fanno loro. Vociferano che gli abitanti di Puttaparthi, il villaggio nel quale è nato Sathya Sai Baba, non ha nessuna Bhakthi. Ma Io so che in ogni momento pensate a Me, guardate Me, parlate di Me, e Mi aspettate quando vado fuori dal Nilayam ecc. Se questo non è Smarana che cos’è? Avrete certo visto delle donne trasportare vasi d'acqua sulla testa, magari incinte e con i figli ancora piccoli tenuti per mano; ma i loro pensieri sono sempre rivolti al focolare ed al cibo già pronto, ansiose di tornare a casa per paura che qualche animale possa guastarlo. La cultura pacifica e corroborante di Bharat è stata sommersa dagli ideali materialistici introdotti dall'occidente durante i secoli di dominazione straniera. L'attenzione della gente di questa terra si è staccata dai suoi alti ideali e si è lasciata attirare dai bisogni inferiori dei sensi. Neppure dopo che gli indiani hanno riconquistato l'arbitrio del proprio destino, la situazione è migliorata, perché la stessa nociva attitudine è rimasta. Le credenze e le pratiche del passato sono condannate come superstizioni dagli eredi di questo patrimonio. Io non sono d'accordo con loro! Quelle "superstizioni" hanno dato a chi le ha credute ed ha agito secondo la propria fede, il prezioso tesoro dell’Ananda (gioia spirituale) e della pace; ha inoltre aiutato a strappare il dente velenoso del Karma, dente che inietta cupidigia, egoismo ed odio. Hanno insegnato all'uomo a compiere il proprio Karma come un sacro dovere ed a lasciarne i risultati al Signore, evitando così due mali: il male dell'orgoglio e quello della frustrazione; orgoglio per l’atto che ha avuto successo e frustrazione per quello che ha fallito. L’uomo si salva in tal modo da desideri senza fine e da sofferenze inesplicabili. Come l'acqua che scorrendo verso il basso alla fine si divide in rivoletti, l'uomo, trascinato da sentimenti inferiori, trova la delusione che lo ridurrà in cenere. Quell’attitudine deve imprimersi di nuovo nell'uomo. Egli ha recitato il ruolo del clown o del servo per lungo tempo. Ora è tempo che assuma il ruolo dell'Eroe per il quale è stato destinato ed attrezzato. Come il giardiniere sceglie i fiori di colori, dimensioni e profumo diversi per preparare una ghirlanda, cosi Prasanthi Vidvanmahasabha ha selezionato i suoi Pundits (eruditi) e ne ha fatto una "ghirlanda". Lo scopo di questa Sabha (Associazione) è di ricordare a ciascuno il ruolo dell'Eroe che deve recitare. Ovviamente, sono Io Colui che tiene i fiori, non il giardiniere. L'eroismo dell'uomo saggio se ne è andato da questa terra e la debolezza dell'ignorante ha vinto il popolo. E questo è ciò che bisogna correggere. La pigrizia ha preso il posto dell'ardore e l'esitazione ha fermato il coraggio. Anche in altri paesi il senso dei valori dev'essere restaurato e la fede nella divinità dell'uomo ristabilita. E’ questo il compito per il quale sono venuto. Neppure i Pundits che hanno grande erudizione sono felici; le Scritture che hanno imparato dovrebbero dare pace, contentamento, e gioia, ma i depositari di tale erudizione sono oggi una classe di scontenti. Hanno l'ombrello nelle loro mani, non c'è dubbio, (l'ombrello è il simbolo della erudizione) ma esso non li protegge dal sole né dalla pioggia! Quindi anche loro devono capire l’eccellenza della materia che hanno studiato e le sue proprietà curative. "Conosci te stesso" - non il sole o la luna - è la medicina specifica per le malattie dell'uomo! Osserva la mente così come osservi il cavo attraverso il quale passa la corrente. Non stabilire contatti con essa, perché è pericoloso quanto toccare un cavo dell'elettricità. Guardala a distanza ed allora potrai avere la gioia (Anandam). Cerca la causa dell'ignoranza e la scoprirai nella mente associata con Vishaya (il desiderio). Eliminala eliminando il desiderio ed otterrai Jnana (la conoscenza). C'era una persona che si dichiarava uno Sthithaprajna (che si abbandona alla volontà Divina) esperto di Yoga. Egli andò in Samadhi (trance spirituale) in un attimo, ed inviò la sua Kundalini Shakti (l'energia spirituale) a Brahmarandra (in unione con Dio). Fu sepolto nel letto del fiume, ma si risvegliò dopo alcuni giorni e incominciò a chiedere soldi agli spettatori! Fu una discesa dal sublime al ridicolo! Dovreste stare attenti a queste cose! Siate coerenti ed agite in base a ciò che affermate di essere. I membri della Prasanthi Vidwanmahasabha devono condividere il loro sapere, le loro esperienze e la loro gioia con la gente: questo è il loro elementare dovere, per il quale non devono ricevere nessun compenso monetario. Sono sicuro che questo Sabha passerà di vittoria in vittoria perché fa parte del Mio lavoro. Questa sala di conferenze cosi grande è stata eretta in soli 15 giorni! E’ stata fatta solo dai Bhakta (devoti); neppure un singolo estraneo ha preso parte ai lavori. Il fiume Chitravathi ha contribuito fornendo la sabbia per erigerla, Nessun governo, nessuna autorità avrebbe potuto farlo in così breve tempo: solo la devozione può ispirare una fede così coerente. E’ effetto del Sankalpa (volontà). Il Sankalpa c'è e quindi anche il Mahasabha compirà il suo grande lavoro senza impedimenti.

Prasanthi Nilayam, 20 ottobre l963

pag.123 LE BELLE ARTI E L' ARTE PIU’ BELLA

L'India è la terra di Sathya (la Verità), Dharma (la Rettitudine), Prema (l’Amore), Shanti (la Pace) ed Ahimsa (la non-violenza). Essa ha tenuto alti questi ideali per secoli e ne ha magnificato la pratica. Bharath vuol dire "terra che ha rathi" o attaccamento a Bha o Bhagavan, il Signore; vuol dire che la gente di qui ama Dio e non ne ha molto timore. Se amate Dio dovete amare anche l'uomo. L'insegnamento che la Verità è la base del Dharma stabilito per i doveri individuali e sociali, ed anche la radice dell'amore e della pace, è la particolare caratteristica di Bharath (l'India). Sathya (la Verità) è sufficiente, non occorre adorare nessun altro Dio. Qui nel Gurukulam (Scuole), e nei Rishiashrams (nelle Comunità Spirituali) è sempre stata messa in evidenza la pratica, Aachaara e Vichaara (indagine). Usate il vostro intelletto che è un dono di Dio, scegliete da soli le cure che potranno guarirvi, poi seguite anche un corso di disciplina adatto a quella particolare cura. Allora potrete avere Ananda completa e spontanea. Questo è l'insegnamento che il popolo di Bharath ha ricevuto per intere generazioni, dalla culla fino alla tomba. Sundaramurthy Mi aveva preparato una "grande" processione dall'Istituto sino allo stadio, perché in questo giorno si celebra il Giubileo d'argento del suo Istituto. Lasciate che vi dica che non Mi piace questa pompa e questa scena. Non ne ricavo alcuna gioia. Lo sfoggio è divenuto una moda anche fra gli asceti ed i monaci che dovrebbero avere maggiore saggezza; professano la povertà e la semplicità e poi permettono o incoraggiano i discepoli a sprecare tanta energia e denaro in pompa e sfarzo, che serve solo a sviluppare l'egoismo proprio e quello dei loro seguaci. Insistere sulla fastosità priva ogni cosa sacra del suo significato. La miseria dell'età presente è largamente dovuta a questi vuoti rituali, ed a queste false dimostrazioni. Ciascuno di voi dovrebbe prendere la risoluzione di salvaguardare l'onore e la dignità del paese: questa è una responsabilità. Bharath ha i titoli per essere il Guru del mondo. La sua non è una storia dappoco; è stata la terra di Krishna, la terra dove i Veda e le Upanishads hanno visto la luce, dove Shankaracharya fondò monasteri per propagare il Sanathana Dharma. Questa terra sarà preservata perché ha una missione da compiere, che nessun altro può svolgere. Non date peso a stupide paure per la perdita o la limitazione della sua libertà. Questo è impossibile. L’Avathar del Signore è venuto ed il risultato sarà la salvezza di questa santa serra. Vivete secondo gli ideali predicati dai saggi del passato, e la felicità sarà garantita; avrete gioia interiore e calma mentale...

pag.161 FARI DI LUCE  

Sono felice di parlare a questa assemblea di artisti, poeti e letterati e di coloro che hanno interesse a promuovere le belle arti. Vi siete riuniti qui per commemorare la coronazione di Krishna Devaraya, l'imperatore di Vijayanagara che fu protettore delle belle arti, attraverso le quali fece rivivere il Dharma degli Indù. La cultura dell'India, nata dagli eterni Veda, fu per qualche tempo offuscata dall'influenza del modo di vita occidentale, a causa del falso favore che incontrò presso la gente quando gli stranieri governarono il Paese. Tale cultura deve essere riscoperta e ristabilita, rimuovendo principalmente le debolezze del popolo indiano. Il popolo è diventato troppo debole per essere il depositario dell'enorme potente messaggio del Sanathana Dharma. L’individuo è chiamato da noi Vyakthi: sapete perché?

Perché ci aspettiamo che diventi Vyaktha, cioè capace di manifestare la sua Divinità. <<Il Signore risiede nel cuore di tutti gli esseri, Arjuna!>>, disse Krishna. Dimostrate questa verità, realizzatela nel vostro cuore, lasciate che si manifesti; questo è l'obbligo di un Vyakthi.

I re di Vijayanagara avevano virtù, coraggio, patriottismo, amore per il Dharma, generosità, visione retta, capacità di governare. Eressero templi, ripristinarono quelli demoliti, fecero molti pozzi d'acqua e costruirono molte città. E’ bene ricordarli ed essere loro grati per ciò che hanno fatto. Ma c'è un errore che non bisognerebbe commettere: non siate paghi solo di contemplare il passato. Perché stare a guardare la strada già attraversata? Perché permettere alle conquiste del passato di frenare l'entusiasmo del presente? Vi domandate: possiamo oggi scolpire, costruire, dipingere, come si faceva in quell'epoca? Essere paralizzati dalla paura è un segno di debolezza.

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Un Sanyasi una volta incontrò per la strada la Dea del colera che stava ritornando da un villaggio dove aveva decimato la popolazione. Le chiese quanti ne avesse accolti fra le sue braccia ed ella rispose: <<Solo dieci!>>, ma in realtà le vittime erano state centinaia. Poi spiegò: <<Ne ho uccisi solo dieci perché il resto è morto di paura!>>.

L'uomo è l'incarnazione dell'Atma e se egli conoscesse la sua reale natura non darebbe spazio alla debolezza ed alla codardia. Lo scopo principale della cultura è quello di coltivare la calma mentale, il coraggio, di dare a ciascuno la consapevolezza del suo legame col prossimo. Voi siete nati con il grido Koham (io sono l'ego) sulle labbra; quando partirete dovrete dire Soham (io sono Dio) con viso sorridente. Questo è il messaggio del Dharma che Krishnadevaraya promosse. Portate a casa da questo incontro questa lezione. Voi vedete attraverso i tre guna; cercate di vedere con il vostro "Io", allora vedrete solo l'Unità. Poiché questa unica mira è stata dimenticata è subentrata la confusione. Gopala Reddy ha detto che i Pundits esperti nelle antiche scritture, sono come i Manasa-sarovar (la mente pura) della nostra cultura. Ma sono molto pochi coloro che oggi onorano questi uomini. La gente sa molto di più sugli attori cinematografici, mentre trascura gli aspetti più elevati della cultura. Non conosce i nomi dei poeti, pittori e letterati della sua stessa città. Ecco qual è la tragedia delle classi istruite: non hanno il senso dei valori. Poiché oggi avete chiamato qui letterati come Puttaparthi Narayanachar, Io penso che sia un giorno felice, in quanto la letteratura dà, o dovrebbe dare, gioia e pace. Si commemora un governante che è stato promotore della cultura e della letteratura e quindi dovete ammettere che anche oggi i governanti devono prendersi cura di continuare questa tradizione. Devono canalizzare l'energia della gente e la sua intelligenza verso attività morali e programmi sociali tendenti all’armonia. Se farete rivivere i grandi valori del passato o ricreate le strutture danneggiate di una buona società, potete contare sulla Mia benedizione. Esorto sempre la gente a fregiarsi del titolo che le Upanishads proclamano come il più alto merito dell'aspirante spirituale: "Figlio dell’Immortalità”. Che utilità c'è nel vantarsi di avere avuto come nonno un grande scolastico? L'uomo può vantare una nobile discendenza: Manu (il primo legislatore). Debbo dire a questi poeti e scrittori qui presenti che la Dea Saaswathi, la consorte di Brahma, è colei che dona saggezza e liberazione. Siate consapevoli dei doni più grandi che essa può conferire, e non accontentatevi di quel po' di cibo che soddisfa la fame dei sensi. Non abbassate i vostri ideali per una fama a buon mercato, o per diffondere un cattivo gusto. Contribuite ad espandere l'amore, a purificare gli intenti, a diffondere simpatia, a tollerare le differenze, a rispettare lo sforzo individuale. Mostrate con tutti i mezzi la vostra gratitudine agli eroi del passato ed ai benefattori del presente. Siate pieni di entusiasmo nello sforzo di raggiungere la meta per mezzo di buoni pensieri, buone parole e buone azioni. Kalluru Subba Rao vi ha detto dei 25 anni di lotte da lui sostenute per cambiare il nome di questi distretti in Rayalaseema in luogo del vecchio nome, Dattamandala. Feste come queste dovrebbero essere celebrate più spesso, ed anch'Io vi parteciperò più di frequente. Puttaparthi dista solo 16 miglia, ciononostante sono venuto qui solo due volte. Desidero condividere la Mia gioia con tutti voi. So che non Mi avete ancora capito e che Mi vedete solo da una certa distanza attraverso coloro che passano per il vostro villaggio a migliaia, per venire a trovarMi. Se riuscirete a cogliere solo un poco della loro fede e della loro gioia, sarete ampiamente ricompensati! Mi sono preoccupato, se questa è la parola giusta per indicare il sentimento che provo, che mentre la gente di ogni parte di questo paese ed anche dei paesi stranieri ne trae beneficio, Penukonda si nega la fortuna di partecipare alla Mia gioia. Penukonda è la città che deriva il suo nome da una montagna ed è rimasta invero un ammasso di rocce per troppo tempo. I vostri cuori dovrebbero divenire Kondas, che è invece un enorme picco montagnoso sul quale, come in Arunagiri, la fiamma della conoscenza brilla come un faro. Imparate, esperimentate e siate felici. Controllate, canalizzate ed otterrete. Non importa se non avete fede in Me o in Dio. Abbiate fede in voi stessi e questo è sufficiente. Perché chi siete voi? Ciascuno di voi è Dio, lo sappiate o no!

Penukonda, 17 febbraio 1964

Sadhana

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Nessun’altra comunità umana si è addentrata così profondamente nel problema della nascita e della morte, del pensiero e della continuità delle conseguenze di pensieri, parole ed opere dopo la morte, come quella indiana. Le soluzioni trovate e verificate sono così universali, così convincenti e di beneficio per l’innalzamento individuale e sociale, che hanno sostenuto le critiche di secoli di studi critici da parte di studiosi e saggi di tutto il mondo. Una lodevole caratteristica di questa ricerca è che la ragione non vi ha mai preso un posto secondario. Ad ogni passo la sadhana deve essere rinforzata dalla ragione. La sadhana è il regime. La malattia di A-Jnana (ignoranza) è curata dalla <<pasticca>> di <<Prajnana>> cioè il danno, conseguenza dell’ignoranza, è curato dalla più alta conoscenza.

La via della verità

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… Il pensiero indù afferma che il mondo obbiettivo è fondamentalmente non vero, e ci insegna che la vita ed i suoi problemi è un' avventura illusoria che non può toccare la nostra realtà. Gli Sastra, che sono le radici di quel pensiero, ci consigliano di seguire il Dharma, poiché esso è indispensabile per afferrare la verità più alta. I quattro obbiettivi tradizionali dell'esistenza umana, i Purushartha (Dharma, Artha, Kama e Moksha) sono stati stabiliti per rispondere ai bisogni di coloro che vivono convinti che il mondo obbiettivo sia "vero". Il Dharma viene per primo e Moksha, la liberazione, per ultima. Solo colui che si procura beni e piaceri materiali rispettando il Dharma potrà ottenere la vittoria, cioè la liberazione che porta alla beatitudine più alta. Dato che il Jiva o il "Sé" individualizzato e limitato è preso nella rete del desiderio o Kama, non si interessa né nel Dharma, né di Moksha, ma si diletta nel navigare sulle onde dei piaceri materiali (Artha e Kama). L'uomo ha in comune con l'animale la ricerca del cibo, il rifuggire da tutto ciò che spaventa, l'essere pigro e gioire del sonno; ciò che lo differenzia dall'animale è il desiderio ed il rispetto della legge morale o Dharma e l'uomo che non ha il desiderio di elevarsi non è degno di questo nome. L’India è riverita dalla sua gente e dalla gente di altri paesi come portabandiera di Vijnana o Suprema conoscenza; in India si crede che Dio sia Onnipresente, cioè presente in tutti i luoghi, e la gente fa sforzi costanti per discriminare fra Dharma ed Adharma e per dare valore alla giustizia ed alla virtù; i sentimenti di compassione verso tutte le creature viventi e la non-violenza sono in India le migliori guide. Fioriscono Templi pieni di vibrazioni spirituali, mentre in altri Paesi Chiese e Moschee sono costruzioni più recenti e le vibrazioni non sono così potenti. Tutte le religioni sono "Una" dichiara l'India; ci potranno essere differenze nelle strutture, ma il messaggio che ciascuna reca è lo stesso. Questa è la scoperta dell'India ed il suo messaggio all'umanità. Per pregare Dio c'è chi usa come simbolo una pietra, un altro un pezzo di metallo ed un terzo un pezzo di legno, ma tutti danno grande importanza alla preghiera e credono nei suoi effetti benefici. Una persona che prega si rivolge verso Oriente ed un'altra verso Occidente; le preghiere di entrambi tuttavia riguardano gli stessi desideri e le stesse imperfezioni; questa è la conclusione alla quale i saggi e i pensatori indiani sono giunti. Ciascun credo ha le sue proprie scritture e dottrine, nonché le proprie caratteristiche; un tratto peculiare dell'indiano è di trattare con Dio con estrema familiarità come ad esempio: " Puoi farmi questo?. " "Sei duro d'orecchi? " etc…

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