Home

La cultura “libresca”

Al di là dell’illusione

Pag.25

Oggidì, in ogni campo, lo studioso e il dotto soffrono di una grave malattia, che chiamerei "sottosviluppo del tessuto morale". Nei piani di sviluppo nazionale non si fa menzione dell'accrescimento delle virtù, e chi è virtuoso è deriso come "ignorante" che non conosce l'arte di farsi strada nel mondo. Invece, come proclama il Karmakanda nei Veda, ogni azione deve contribuire all'elevazione del carattere, alla purificazione delle emozioni, delle passioni e degli impulsi che popolano la mente, all’allargamento della visione e al rafforzamento dei rapporti con l'universale, di cui l'uomo è una parte. Nella Bhagavad Ghita, Krishna si rivolge ad Argiuna coll'epiteto di Kurunandana, Kuru significa Karma, e il termine significa: colui che è il prodotto del proprio Karma, delle proprie azioni. Inevitabilmente ognuno viene modellato secondo le parole, le azioni e i pensieri che gli sono prediletti. Si è Kurunandana finché si hanno tracce di Ajana (ignoranza), e perciò così chiama Krishna Argiuna, per attiralo nel regno di Bhakti e Jnana, fuori dalla regione del Karma. L’uomo merita un certificato di buona salute solo quando è conscio di tutta la sua realtà e lietamente si sforza di raggiungerla. Invece, oggi è Amrithasyaputrah (il figlio dell'immortalità), ma ridotto a un impotente relitto travolto verso la morte! Che destino pietoso è mai codesto! Il piccolo ego che è in lui è portato a una gigantesca conflagrazione dalla mente e dai sensi, in un immenso incendio di angoscia. L'egotismo gli fa vedere gloria in ogni risultato meschino, in acquisizioni insignificanti, lo fa gioire di un po' d'autorità momentanea su altri, mentre l'Immortale che è in lui attende di esser ritrovato, per donargli felicità eterna, e per liberarlo dalla ruota delle nascite e delle morti.

Pag.92

Non ritengo che le Shastra, cioè la cultura intellettuale, siano molto importanti per il Sadhaka. Vi consiglio di raggiungere Ananda non con questi mezzi difficili e anche pericolosi, ma con la coltivazione di Prema, che comincia dalla casa, dalla famiglia, e si estende a tutte le creature. Posate l'arma affilata, che vuole analizzare e mozzare le ragioni dell'altro interlocutore, per fare a pezzi il suo punto di vista e impugnate il laddu (dolce) dell'amore, che spande gioia e vince i cuori recalcitranti.

Pag.145

Vi devo dire che la sola istruzione delle Shastra non vi è d'aiuto. La cultura è una cosa molto pericolosa, perché vi rende continuamente consci dell'ego, invece di aiutarvi a superarlo. Se sul tavolino di un uomo vedete una schiera di boccette di medicinali, ne deducete che è un malato cronico, magari anche un drogato. Così, se vedete sugli scaffali di qualcuno schiere serrate di libri ne concludete che è un ammalato cronico di dubbio, di confusione e di disperazione, che cerca di drogarsi con i libri. Sono persone che, come i malati cronici, alla minima occasione si mettono a raccontarvi tutto, annoiandovi, sulle loro malattie e sui metodi che adottano per cercare di curarsi da soli.

Discorsi 88/89 volume I

La conoscenza del discernimento [12] pag.11

Ci vuole anche il potere della discriminazione al fine di conseguire una conoscenza che sappia discernere. In ogni situazione in cui vi trovate, prima di agire, chiedetevi: "E’ bene o male questo? E’ giusto o sbagliato?". Poi fate la vostra decisione. Non seguite gli impulsi della mente, perché è una scimmia pazza. Alla mente non si deve permettere di agire secondo il suo piacere. Prima di intraprendere qualsiasi azione, usate il vostro intelletto per verificare se l'azione è giusta o sbagliata, adatta o no. Dopo averla esaminata con discernimento, anche la vostra coscienza dovrà approvarla. Una volta che la coscienza ha dato la sua approvazione, allora potete compiere l'azione. Non ponete mano ad alcuna azione senza prima esservi serviti della discriminazione e senza la "segnaletica" della vostra coscienza.

La conoscenza del mondo [13] pag.12

Oltre alla conoscenza dei libri e a quella discernitrice, vi serve anche la conoscenza del mondo o conoscenza generale. Esistono numerosi eruditi che hanno letto molto. Costoro hanno dai libri una conoscenza, superficiale e potrebbero anche avere la capacità di discernere, ma mancano di nozioni generali: hanno scarso buon senso.

Perciò, è molto importante una conoscenza generale.

La conoscenza pratica [14] pag.12

Tra tutti i tipi di conoscenza, però, ve n'è una che conta più di tutte: è la conoscenza pratica. quella, cioè, ottenuta mediante l'esperienza diretta. Questa conoscenza pratica nel Vedanta viene definita secondo tre gradi

1.Jnata, il conosciuto:  

2.Drashta, colui che vede, percepisce;

3. Pravishta, ciò che ha penetrato, che si è immerso.

Eccovi un esempio per illustrare questi tre punti.

sea

Supponiamo che vi piacciano le mele. Siete andati al mercato più volte per cercarne, ma invano. Poi. Un certo giorno, un amico viene da voi a comunicarvi che le mele sono arrivate. Appena ne venite a conoscenza, provate una certa gioia. Tuttavia il vostro desiderio per le mele non è ancora soddisfatto; non basta aver sentito che al mercato ci sono le mele. Jnata significa ricevere la notizia dell’arrivo delle mele. Subito dopo andate al bazar ed acquistate alcune mele. Appena le avete acquistate e le avete in mano, provate una gioia maggiore. La vista delle mele e la coscienza di possederle vi conferisce piacere. E’ il piacere di Drashta: la visione diretta di ciò che amate. Ma anche questo non dà compimento alla vostra gioia. Solo quando portate le mele a casa vostra e le mangiate, solo allora sperimentate la totale pienezza della gioia. Questo è Pravishta.

Per riassumere: quando venite a conoscenza di ciò a cui aspirate, è Jnata. Quando lo vedete e ne fate un’esperienza indiretta, è Drashta. E, finalmente, quando consumate, fate cioè esperienza diretta e diventate uno con quella cosa, è Pravishta.

Sita e Ravana [9] pag.83

Sita, figlia della Madre Terra, impartì a Ravana una lezione singolare. Ignorando che Sita è la stessa Natura, Ravana cercò di cattivarsela ed un giorno, avvicinatala, incominciò a farle la descrizioni dei propri poteri, qualità e magnificenze. Per cominciare si presentò come uno che possiede appieno i 64 tipi di scienza, a partire dai vari sistemi per l’apprendimento delle lingue alla conoscenza di tutte le famiglie di animali fino a comprendere, insomma, tutto il sapere umano. " Le tue qualità e i tuoi poteri - esclamò Sita - al confronto con quelli di mio marito, sono insignificanti. Solo dopo aver realizzato l'unica e sola Verità potrai vantare la padronanza di ogni sapere. Che cosa penseresti se un tale ti rapisse la moglie? Incomincia da questo punto. Sei forse preoccupato per i sentimenti del marito a cui viene rapita la moglie? Come puoi esigere rispetto ed onore da chi non sai rispettare né onorare? Volgi verso gli altri tutto il bene che ti aspetti per te stesso. Ti presenti come un grande, ma sei solo un egoista e di mente gretta. Mistifichi i tuoi errori e le tue debolezze, mascherandoli dietro la curiosità per quelli degli altri.”

Solidarietà [10] pag.84

Tutto ciò non collima con la Conoscenza dello Spirito. Considerate sotto un altro aspetto i problemi e le difficoltà. Vi sentite tristi e soffrite quando vi accade qualcosa di spiacevole e di doloroso: abbiate gli stessi sentimenti anche nei confronti delle vicissitudini degli altri.

Rimprovero di Sita [11] pag.84

Sita redarguì Ravana in questo modo: "Se non hai compreso questa semplice verità fondamentale, tutta la tua cultura sarà stata solo una perdita di tempo, sarà solo un'istruzione materiale. O Ravana, - continuò Sita - io sono la Madre di tutte le genti, ed anche tua! Fa parte delle tue qualità far soffrire questa madre, la Madre dell’Universo”. Hanuman, che aveva compreso questa verità, interrogato da Ravana gli fornì la stessa risposta data da Sita.

O Ravana, Lei è la Madre dell’Universo.

Perché L'hai portata via?

Verrà Rama, troncherà le tue dieci teste

e ti annienterà. Ricordalo!

O Ravana, perché questa nefandezza?

Io sono in contatto con Sita e La conosco;

ho distrutto una gran quantità di Rakshasa.

Ti voglio insegnare una cosa, o scellerato:

la vita non è in tuo potere.

Io ti priverò di tutti i tuoi poteri.

Ora non avrai più alcun dominio

nemmeno sulla tua stessa vita.

La vita è sotto il dominio del Signore Supremo!

Il Nome-seme [12] pag.84

Riconoscete almeno questa verità ed invocate il Signore Supremo. Non abbiate alcun dubbio sulla Sua esistenza. Hanuman disse a Ravana: "Se vuoi veramente riconoscere il Signore onnipervadente, dovrai ripeterne il Nome, che possiede tutti i poteri. Se reciterai questo Nome, godrai i frutti di ogni tua azione."

sea

Quando si annaffia un albero alle radici, quell’acqua giungerà pure ai rami, alle foglie e ai frutti. Allo stesso modo, il Nome è come un seme. L'attività dell'Universo è germogliata dal seme del Nome. Nell’albero che simboleggia l'Universo vi sono molti altri alberi che, a loro volta, rappresentano i vari tipi di illusione: vi sono i fiori, simbolo dei pensieri che diverranno a suo tempo frutti. In ogni frutto è ancora presente lo stesso seme. Si pianta un solo seme, ma se ne ricavano molti altri, almeno quanti sono i frutti dell'albero.

Nella Gita si dice: “Io sono in ognuno di voi come un seme". Il Nome-seme lascia di riflesso un seme nel cuore di tutti gli esseri viventi. Come fa un seme a moltiplicarsi in tanti altri semi? Ecco il senso dell’espressione Eko’ham, bahusyas, "Io sono Uno, sarò i Molti", cioè la Persona Divina si è manifestata in molteplici forme.

La cultura libresca [13] pag.85

Oggidì gli esseri umani studiano e scrivono una gran quantità di libri, ma non riescono a realizzare la verità fondamentale che sta al di là della Creazione. Ci potrà essere anche un brahmino che ha studiato a fondo tutte le scritture, ma ha ormai dimenticato la parte più importante, quella di mettere in pratica quanto ha appreso. Quando l'istruzione non viene messa in pratica è solo una perdita di tempo. Bisognerebbe mettere in pratica almeno una parte di ciò che si è imparato. Incarnazioni del Divino Amore, non perdete tempo nel leggere una gran quantità di libri; recitate con cuore puro il Nome del Signore. Recitando il Suo Nome potrete sperimentare ogni gioia! Fruite pure delle cose transitorie che il mondo vi offre, ma senza mai dimenticare che siete tutti manifestazioni di Dio.

I pastori subalterni [14] pag.85

sea

Eccovi un piccolo esempio. Un pastore condusse le sue vacche al pascolo nella foresta. Non appena le mucche si misero a brucare l'erba, si unì ad altri pastori per fare quattro chiacchiere sotto un albero. "La mia mucca non sta bene", diceva uno, e gli altri facevano coro parlando del loro bestiame. Ognuno parlava delle mandrie come fossero loro proprie: "la mia mucca, le mie bestie", e così via, e ciascuno cercava di decantarne le più prestigiose virtù. Quel pastore, tuttavia, sapeva bene che, in realtà, il bestiame apparteneva ad altri e che egli non era altri che un dipendente.

Così, quando descrivete la vita terrena che state conducendo, dite:

"Questa è la mia vita, questo è mio figlio, questo è..." e così via. Ma tutti sono figli di Dio e tutto quanto avete è un Suo dono. Se nutrite sentimenti divini e sostenete la Verità, saprete dedicare qualunque gioia a Dio. Anche nel compimento dei doveri quotidiani, mantenete sempre la mente rivolta a Dio, Verità che sta alla base di tutto.

La cultura [8] pag.157

La cultura dell'India, che, fra tutte, si ritiene essere di massimo grado, oggi non viene recepita, e coloro che ne hanno compreso la grandezza non fanno alcun sforzo per attuarla nella vita pratica. Gli studenti d'oggi non hanno capito che cosa significhi veramente "cultura". La gente ha dimenticato che "cultura" significa trasformare la vita umana in vita divina e non compie alcun sforzo per comprendere il principio sottile che sta sotto gli aspetti fisici, intellettuali e spirituali dell'uomo. La cultura consiste nell'ottenere unità e integrità nella vita di ogni giorno e nel dare rilievo all'unità esistente fra il fisico, il mentale e lo spirituale. E’ la cultura che può consentire all'uomo di godere appieno della vita, nel superamento delle divergenze superficiali di casta e di credo. Autentico sapere è quello che dimostra l'Uno in ciò che è molteplice e differenziato, quell'Uno che non è possibile descrivere in ogni Suo aspetto.

Scopo della cultura [17] pag.160

Bisognerebbe andare a fondo nel significato di "cultura". Non crediate che serva soltanto a trovare un impiego o a migliorare le vostre condizioni materiali. Il suo scopo è far vivere una vita nella felicità e nel donarsi agli altri. Se perdete l'onore, a che vi servirà quel tipo di istruzione?

Cultura e servizio [21] pag.160

Le istituzioni scolastiche sembrano delle fabbriche che sfornano diplomati e laureati. Non è questo lo scopo principale di un istituto: esso è la sede dove va raggiunto quel particolare livello in cui sia possibile comprendere la relazione esistente tra istruzione, discernimento e conoscenza, in modo da servirsene a vantaggio della società. Non ci si può ritenere colti per il solo fatto che si sono completati dei corsi di studio e superati gli esami. Si deve essere a servizio della società con una vita ideale: considerate la società come la vostra stessa vita. Non si può vivere da estranei alla società, nemmeno per un solo istante. Gli uomini d'oggi pensano solo ai propri interessi e a quelli della propria famiglia a cui si dedicano con ogni sforzo, ignorando le esigenze sociali.

Praticare prima di predicare [22] pag.177

La semplice erudizione non fa di un uomo un sapiente, un pandit, ossia, uno che vede tutto con occhio equanime. Un pandit va giudicato dalle sue azioni e non dai suoi ciondoli esteriori o da ciò che predica o scrive. Se scrivete o leggete dei libri, innanzitutto formatevi la convinzione che Dio è unico, poi intraprendete quell'attività. Invece di raccontare ad altri una gran quantità di cose, sarebbe meglio che ne metteste in pratica almeno una. La pratica è sicuramente più importante del predicare e del fare dichiarazioni. Voi leggete dei libri, predicate agli altri e poi vi comportate in modo diverso da quello che avete letto o predicato. Questo è un grave smacco.

La cultura e la pratica [26] pag.210

Cari studenti, la vostra cultura attuale non ha alcun rapporto con quanto dovrete fare nel mondo. In alcuni corsi, gli studenti hanno studiato parecchie materie e, con vari metodi, hanno cercato di comprendere molte cose come, per esempio, la cultura indiana, piuttosto che quella russa o americana o giapponese. Hanno anche studiato la vita dei grandi dell'India, cercando gli elementi che li accomuna. Ma quando entrerete nel mondo del lavoro, può darsi che l'istruzione ricevuta non vi serva affatto. E se voi voleste introdurre nel campo del vostro lavoro tutto quanto avete studiato a scuola, il vostro direttore vi darebbe dello stolto. Anzi, senza arrivare al direttore, un semplice operaio vi direbbe: " Signore, quanto lei sa è di gran lunga inferiore a quello che io ho appreso dall'esperienza diretta. Io ho imparato sulle macchine, lei invece sui libri che qui non le serviranno." E così, potrebbe accadere che vi facciate ammonire persino da un semplice operaio. In quel momento, che cosa vi sarà utile ricordare? Dovrete essere pazienti ed imparare umilmente anche da un operaio il funzionamento delle macchine. Non saprete tutto per il solo fatto che possedete un titolo di studio o perché sedete dietro una scrivania, sepolti dalle carte, in un ufficio con l'aria condizionata.

Gli eruditi [39] pag.237

Nelle vostre disquisizioni esibite cultura e sprecate tempo in inutili controversie. Chi ha studiato si vanta di essere una persona istruita, ma questa non è la mèta principale a cui aspirare: farebbe meglio a impegnarsi nella scoperta della propria vera natura e a vivere in armonia con quel principio.

Discorsi 88/89 volume II

Scienza e disciplina - pag.7

 

Mentre la cultura anglosassone

ha trovato espansione,

è venuta meno la Conoscenza del Sé.

Ciò che conta maggiormente

è un cuore puro.

La purezza è il soffio vitale

e il sostegno della vera cultura.

Fra centinaia di studenti

non ve n'è uno che aspiri

alla lettura e alla comprensione

dei testi.

Essi invece continuano a preoccuparsi

di passare gli esami.

Ecco perché la cultura,

l'educazione e l'istruzione

si son ridotte

ad una ipocrita esibizione.

Erudizione e Sapienza [12] pag.10

Chi ha ricevuto una certa istruzione in questo mondo potrà essere uno studioso o un erudito, ma non sarà perciò stesso un sapiente. C’è una notevole differenza tra la conoscenza vera e l'istruzione del mondo. Ramachandra possedeva la conoscenza di 6 Shastra, 4 Veda e di 24 altre diramazioni dei Veda. Mentre Ramachandra aveva una perfetta conoscenza di 34 Scritture, Ravana ne conosceva ben 64, ma ciò non impedì a Valmiki di dare dello stolto a Ravana. E questo perché, quand'anche possedeste tutta la cultura esistente, ma foste schiavi dei sensi, non sareste che degli stolti. Coloro che sono dominati dal mondo materiale, dai sensi e dalla mente sono dei dissennati. Rama non fu mai schiavo dei sensi.

Prima discernere, poi decidere [20] pag.70

Ci sono numerose storie con una morale simile a quella impartita da quell’ufficiale Ramakrishna.

sea

Durante il regno di Krishna devaraja, nel Distretto di Shri Gokulam, scoppiò una pestilenza. La morte di molti topi diffuse ancor più questa malattia, che mieté numerose vittime fra gli abitanti, Furono proprio i topi a spargere rapidamente il Contagio. Che fece dunque il re? Emise un’ordinanza, per la quale si faceva obbligo ad ogni famiglia di allevare un gatto. "Mi assumerò io tutto l'onere per il mantenimento dei gatti promise il re - e questi gatti dovranno essere ben pasciuti. Il cibo che fornirò sarà solo per i gatti. Ogni settimana porterete qui il vostro gatto per mostrarmelo. A coloro che avranno allevato bene i gatti e li avranno fatti crescere sani e forti, darò un premio”. Anche Ramakrishna portò un gatto il re aveva dato un mucchio di soldi, affinché il gatto fosse cresciuto a latte e yogurt. Ma Ramakrishna, si rifiutò di seguire quelle indicazioni. Intanto nelle case il numero dei topi aumentò considerevolmente nel giro di una settimana. L’epidemia continuò a diffondersi rapidamente. La gente portava i gatti dal re, secondo il suo ordine, ed erano gatti molto grassi; ma quando Ramakrishna portò il suo, che era stecchito ed affamato, il re gli chiese perché non gli avesse dato da mangiare. Ramakrishna rispose: “Sire, potrei avere un’udienza privata con voi?". Il re condusse in una stanza Ramakrishna, il quale gli disse: “Voi siete un grande re, mio signore, ma prima di dare un ordine, prima di prendere una decisione, dovreste discuterla nei minimi particolari. Non dovreste impartire ordini ciecamente, senza averli prima vagliati accuratamente alla luce della discriminazione. Perché avete assegnato al popolo dei gatti? Perché uccidessero i topi, no? Ma, se sovralimentate i gatti, essi non piglieranno i topi. Per questo i topi si sono moltiplicati in tutte le case. Venite a vedere a casa mia. Quando il gatto ha fame, insegue i topi finché li uccide. Ma se il gatto è ben nutrito dalla famiglia, che voglia avrà di rincorrere i topi? Con che coraggio ricoprite la carica di sovrano, se persino i topi hanno discriminazione e buon senso?".

Dalla fatica il risultato [21] pag.71

Così, anche oggi, ci si comporta allo stesso modo! si vuole ad ogni costo un’istruzione, una laurea, dei bei voti, senza approfondire le materie, senza sapere la lezione, eludendo la disciplina. Come fate ad ottenere il massimo dei voti, se non siete disposti ad ascoltare. Non c’è uno studente su cento qui che faccia uno sforzo. Volete essere promossi senza aprire i libri. Quella promozione servirebbe solo a mettervi in mostra.

Cultura e buon senso [22] pag.71

Se vi limitate a ripetere tutto quanto avete imparato a memoria, siete come dei registratori. Di che utilità potrà essere per il mondo una cultura meccanica? Non servirà né a voi né al mondo. Finite per dimenticare tutto ciò che avete appreso e non esiste alcun collegamento fra lavoro e cultura. Perciò, apritevi ad una conoscenza generale ed imparate il buon senso, che sono alla base della vita di ogni giorno e della vita in se stessa. Il buon senso non si apprende dai libri. Ho voluto instaurare questi discorsi per darvi quella conoscenza generale e quel buon senso, così necessari per la vostra vita. Ai fini professionali, qualunque istruzione può bastarvi, ma sappiate che per la vita di ogni giorno è quel tipo di educazione che vi serve.

Sapienza e saggezza [23] pag.71

Cari studenti, pensate un pò e riflettete attentamente: voi andate alla biblioteca o altrove, fate esperimenti nel laboratorio di chimica dove imparate a riconoscere e ad amalgamare i vari elementi per ottenere reazioni, colori diversi, e così via. Ma, come saprete ciò è applicabile soltanto al laboratorio. Come fate ad imparare ciò che è giusto o sbagliato nella vita di ogni giorno? Non fate alcun sforzo per questo. Dovete avere la giusta considerazione per tutto ciò che importa veramente nella vita.

I vari tipi di conoscenza [24] pag.72

Tra la conoscenza libresca e le necessità quotidiane c'è un'enorme differenza. Vi ho già parlato dei cinque tipi di conoscenza. La conoscenza libresca è un sapere che vale solo per oggi e domani. La conoscenza basata solamente sui libri è superficiale e per questa conoscenza superficiale perderà ogni valore anche la conoscenza generale. Senza conoscenza generale, il discernimento è nullo e, senza discernimento, viene a mancare la conoscenza pratica, di cui il mondo ha bisogno. Voi spiegate che due molecole di idrogeno con una di ossigeno formano l'acqua: lo sapete perché l'avete studiato ed è un principio che rimane entro i confini di un laboratorio. Ma, quando siete seduti a tavola, prendete questi due elementi per mescolarli ed avere acqua? Ci vuole senso pratico. Se volete acqua pura o volete rendere pura dell'acqua, dovrete usare un metodo più razionale, appropriato e nel momento giusto.

Il sapiente folle e il saggio [24] pag.109

Sia in India e che in altri Paesi, le persone colte non si contano.

Ho già parlato della differenza tra un sapiente ed un saggio. Rama aveva acquisito 34 tipi di sapere; Ravana ne aveva 64, ma Valmiki diceva che Ravana era stolto. Ravana era solo un sapiente stolto e Rama un saggio. La differenza tra Rama e Ravana si basa sul tipo di istruzione. Nonostante tutto il suo sapere, Ravana era schiavo dei suoi sensi. Ecco perché era uno stolto. Rama invece sapeva dominare i sensi e, per questo, era un saggio. Un intellettuale non può considerarsi un saggio: solo quando ha controllato i sensi merita quel nome.

Sapienza inutile [25] pag.109

Hiranyakashipu cercò di insegnare a Prahlada molte conoscenze e arti che nessun altro possedeva. Aveva fatto più esperimenti lui di tutti gli scienziati messi insieme. Coi suoi studi si era addentrato nelle leggi del tempo, dell'aria e dello spazio e aveva condotto esperimenti in tutti questi campi, servendosi di poteri di cui aveva un certo controllo. Egli aveva il dominio dei cinque elementi, ma era schiavo dei suoi cinque sensi! A che scopo mirare a tutto quel controllo sugli elementi? Potete conquistare la Luna, raggiungere il Sole o la Via Lattea, ma a che serve tutto questo se non avete il controllo su voi stessi? A che servì tutta quella conoscenza a Hiranyakashipu se poi non seppe tenere sotto controllo le sue debolezze, non seppe eliminare la sua stoltezza.

Conoscenza e azione [26] pag.109

A che vi serve tutta la vostra cultura? A che vi serve avere tanta istruzione? Chi vi salverà dal vostro destino? Se la vostra mente verrà invasa da pensieri cattivi, tutta la vostra bontà ne verrà vanificata. Non lasciate che i pensieri cattivi entrino nella vostra mente. Se cedete su questo, qualunque istruzione abbiate non vi servirà, sarà solo uno spreco. Mettete in pratica la conoscenza che avete acquisito.

LA CONOSCENZA SENZA AZIONE E’ INUTILE.

L’AZIONE SENZA CONOSCENZA E’ STOLTEZZA.

Ed oggi gli stolti sono molti, perché molti sono coloro che hanno conoscenza senza metterla in pratica. Tra conoscenza ed azione ci dev'essere una perfetta consonanza.

Lo studio non elimina la malvagità [35] pag.112

Cari studenti, per prima cosa prendetevi cura della vostra stessa famiglia e datele onore e rispettabilità. Date soprattutto delle soddisfazioni ai vostri genitori. Se non riuscite in questo, a che vi serve studiare tanto? Uno che non sa chi è veramente, è uno stupido. A che gli è servito tutto quello studio? Un uomo malvagio non perde con lo studio le sue qualità cattive: più istruzione lo porterà a più discussioni. Non avrà mai una conoscenza completa ed integra e tutta la sua cultura non gli servirà a niente. Dedicatevi al sapere immortale.

Una scuola sterile [34] pag.165

L’attuale sistema di istruzione dà importanza allo sviluppo del livello di intelligenza, ignorando il valore delle virtù. A che vi serviranno la vostra intelligenza e la vostra bravura, se mancano le buone qualità? A che vi servono dieci acri di terra sterile se non vi potete far crescere niente? Se, invece di avere tre o quattro lauree, ne aveste una sola che fate fruttare nella pratica, sareste a metà dell’opera anche con un piccolo terreno. L'acquisizione nozionistica dei libri non è educazione. La cosa più importante è impegnarsi per il benessere della società. Dovreste formarvi sul modello di studente adatto al mondo intero. A che servirebbe tutta la vostra cultura, quando fosse lontana da un simile ideale di vita? C'è chi è grande senza tante lauree. Ci può essere il ricco come il virtuoso. C'è il longevo e chi ha avuto ogni altra cosa dalla vita. Ci sono i Brahmini che insegnano i Veda, con lo studio dei quali si diventa estremamente perspicaci. E alla fine di tutto ciò, vi è lo sciocco che non sa chi veramente egli sia. Non sarà certo per il grado di istruzione ricevuta che un mediocre lascerà la propria mediocrità.

La scienza che divide [35] pag.165

Troppa cultura porta a voler discutere su tutto. Perché sprecare tempo studiando cose che non hanno senso? Studiate quelle cose che vi conferiscono l'immortalità. Studiate perché vi piacciono le dissertazioni? Più dispute equivalgono a più inimicizie. Discutere non crea amicizia. Lasciate perdere le disquisizioni. Cercate invece di creare una comprensione armoniosa fra voi con l’amore e la pazienza. Soltanto in questa armonia c’è vera cultura.

Vanità dell'erudizione [30] pag.208

Stolti! Adorate Govinda, adorate Govinda! Tutta la vostra erudizione e la vostra cultura non vi serviranno a niente negli ultimi istanti della vita. Soltanto Dio vi offre una vera protezione. Ricordate sempre questa verità. Tutto ciò che è frutto del pensiero vi lega e quei legami aumenteranno sempre più fino ad impedirvi la vostra salvezza. Riponete ogni sforzo nell'attraversare l'oceano della vita terrena.

Ricordatevi di Dio, prendete il Suo santo Nome e liberatevi.

Corso estivo 1990

Sacro e profano insieme [20] pag.71

Si sente parlare di "cultura” e di "spiritualità”, come fossero due cose distinte - Secondo il Mio punto di vista, la cultura non è che l’essenza della spiritualità.

sea

Come lo zucchero è l’ingrediente comune a tutti i dolci, che solo in apparenza sono diversi fra loro, così la spiritualità è l’elemento comune a tutte le culture, che apparentemente differiscono per regione o nazionalità .

In parole povere, va riconosciuta la supremazia della spiritualità nella quale ogni cultura si rispecchia: bisogna coltivare e sviluppare questa visione onnicomprensiva. I vari organi e membra del corpo non sono altro dal corpo. La totalità dell'Universo (vishva) non è separata dalla Divinità (Vishnu).Allo stesso modo, bisogna riconoscere che nel rapporto fra Sacro e profano o fra mondano e spirituale, le due cose non sono fra loro separate e indipendenti, ma solamente due aspetti di una Realtà o Verità inscindibile.

sea

Lo potrete facilmente capire se considerate l’esempio di un fagiolo, che consiste di due cotiledoni rivestiti da un’unica buccia in comune. Quando si semina nel terreno il fagiolo ed esso germoglia, si incomincia a vedere una pianticella formata dai due spessi cotiledoni con in mezzo della peluria- Il piccolo seme si sviluppa, ricavando nutrimento da entrambi i cotiledoni. Così pure, il seme-uomo, per la sua crescita e il suo pieno sviluppo, ha bisogno sia degli aspetti secolari che sacri della vita.

Sono due aspetti della vita fra loro dipendenti che non possono esistere staccati e scissi l'uno dall’altro: sono intimamente e inestricabilmente correlati- Il risultato finale della loro somma è ciò che voi chiamate “cultura” .

La scienza di Dio

Le parole sterili dei dotti [11] pag.30

Le parole del Paramahamsa sono piene di somma saggezza, mentre quelle degli studiosi sono inzuppate di erudizione testuale. I teologi ambiziosi, che non hanno fatto altro che compulsare i sacri testi, corrono dietro ai soldi e non a Dio.

sea

I fiammiferi caduti in acqua non si accendono, quand'anche li strofinaste vigorosamente e, se li riponete con quelli asciutti, rovinano anche quelli. Lo stesso accade ai cuori inzuppati di desideri e progetti materiali.

Tutt'al più rigurgitano esortazioni come pappagalli, ma, nella migliore delle ipotesi, riescono ad avere solo degli ascoltatori, non dei praticanti, capaci di ascoltare i consigli, ma non di accettarli e metterli in pratica.

Bellezza interiore [4] pag.44

Parvati, la figlia del monarca degli Himalaya, era il sommo della bellezza fisica. Ciononostante ella dovette acquisire la qualità di sattva, distruggendo l'orgoglio della bellezza personale e il suo innato egotismo per mezzo di un'intensa ascesi. Doveva risplendere nella bellezza dello spirito! La leggenda narra che Manmatha, il dio dell'Amore, che progettava di richiamare l’attenzione di Shiva solo sul fascino della giovane bellezza di Parvati, fu ridotto in cenere. Questo fatto sta a significare che la conoscenza divina (.Vidya) non può essere ottenuta finché si è presi nei lacci dell'ego. Quando uno si munisce di Vidya, l'orgoglio sparisce.

Manmatha e Shiva [5] pag.45

Invece, in questi giorni, si crede che la presunzione e la superbia aggiungano fascino alla conoscenza acquisita. Bisogna rinunciare all’attrattiva che una persona esercita per via della sua cultura nei vari campi del sapere profano; solo in quel caso si può manifestare la genuina ed innata Divinità di un individuo, e solo allora la sua personalità, che è il sé, sarà in grado di accettare il Divino. L'ego funge da Manmatha, è l’"agitatore della mente", e dev'essere ridotto in cenere per mezzo dello scontro con la visione divina. Il Divino, l’Ishvara, non si concede al fascino fisico, all'autorità mondana, al potere muscolare o finanziario. E questo il significato interiore dell'episodio di Manmatha.

Cultura olistica [3] pag.61

Questa ispirazione vivificante non si può avere dai libri, ma solo quando un elemento mente entra in contatto con un altro elemento mente. Se anche si consumasse un'intera vita sopra i libri e si acquistasse un gran talento intellettuale, non si avanzerebbe nemmeno un passo nella coltivazione dello spirito. Non è affatto detto che una persona, giunta all'apice dell'intelligenza, sia in questo modo progredito ed abbia raggiunto anche il culmine della sapienza, della saggezza spirituale. Sapere e cultura non sono per nulla legati come causa ed effetto. Per quanto uno sia dotto nelle conoscenze profane, se la sua mente non viene coltivata, tutto il suo sapere non è che ciarpame. Il sistema educativo che trasmette la cultura e fa sì che la cultura permei e purifichi il sapere appreso, è il migliore e il più fruttifero dei sistemi.

Cultura non solo libresca [4] pag.62

Lo studio libresco, ossia l'istruzione laica, può acuire ed ampliare l'ingegno, può insegnare a pronunciare stupendi discorsi perfino su argomenti Spirituali. Non si può dire con ciò che la vita spirituale avanzi parallelamente. L'insegnamento impartitoci da un'altra persona non basta a entrare nel cuore e a trasformare la natura dell'alunno. Ecco perché lo studio, privo di una cultura intensiva dello spirito, si rivela una cosa sterile.

La critica dell’ignorante [10] pag.64

L'uomo vive entro i confini della natura oggettuale, che contatta per mezzo dei sensi; quindi, non gli riesce di comprendere queste cose. L’oratore non sa nulla di questi concetti, nulla più di quanto ne sappia l'illetterato uomo della strada. Per quanto tali oratori ignorino i vasti orizzonti del pensiero, essi generano disturbo e confusione con le loro esposizioni.

Sperimentare la Verità [11] pag.64

In realtà, l'educazione spirituale è esperienza della Verità, consapevolezza della Verità. Un'eloquenza gradevole non va scambiata erroneamente per esperienza della Verità. Quel tipo di esperienza avviene solo nell'intimo tabernacolo del Sé.

La Scienza umana [4] pag.118

Vidya tapobhyam putatma: “o "Per mezzo della Conoscenza e della Penitenza l'uomo si trasforma in un'anima pura". Si può ritenere che la Conoscenza (Vidya) abbia due aspetti: Bahya Vidya o Conoscenza esterna e Brahma Vidya o Conoscenza di Dio. La prima è tutta la conoscenza che provvede all'uomo i mezzi per vivere; l'uomo può studiare molte materie, guadagnare titoli importanti, ottenere occupazioni sempre più elevate e riuscire a passare la vita senza preoccupazioni ne timori. Questo tipo di vidya giova all'uomo, sia esso un capo di stato o un bracciante, qualunque sia il suo lavoro.

La scienza divina [5] pag.118

La seconda, Brahma Vidya, è, d'altro canto, quella che dota tutti gli esseri umani della forza che li rende capaci di compiere con successo il loro dovere, il dovere che hanno verso se stessi. Essa segna la strada che conduce sia alla gioia nelle relazioni del mondo, sia alla felicità nella vita dell'aldilà e, per questa ragione, la Conoscenza di Dio (Brahmavidya) è di gran lunga superiore a tutte le conoscenze (vidya) che sulla terra sono a disposizione dell'uomo. Essa ha il potere divino di liberare tutti dalla schiavitù; la scienza umana (Bahya Vidya) non ha tanto potere. La Scienza divina (Brahmavidya) vi fa consapevoli del sé Universale, dell’Assoluto, del Parabrahman. La vita penitenziale (tapas) vi dà la possibilità di immergervi in Quello. Vidya è il procedimento per acquisire conoscenza, Tapas è il conosciuto. La prima è indiretta, è il mezzo; la seconda è la meta, il fine.

Umiltà e semplicità [9] pag.155

Che si tratti di uno che ha padroneggiato tutte le scienze o di un intellettuale di gran fama stia pur certo che non sarà annoverato fra i dotti e i teologi (pandit), se non ha umiltà e disciplina nel trattare con gli altri. Persone del genere non saranno onorate dalla società; potranno farsi rispettare per un po', ma non per molto. Un simile rispetto non fa onore a chi lo riceve. Solo l'innocenza e la semplicità guadagnano onore e lo rendono godibile. Un'insulsa parata dottrinale potrà forse fruttare quale sprazzo d'ammirazione, ma anche di ridicolo. Quando uno smette di darsi delle arie, acquista subito dalla gente un rispetto permanente. La vera educazione insegna lo spirito di rinuncia, l'antipatia per gli sfoggi e il desiderio di servire il prossimo.

La scienza che gonfia d’orgoglio [10] pag.155

Alcuni, non appena acquistano un po' di sapere, si montano la testa; hanno la pretesa di saperla lunga in tutti i campi e si vantano tutto il giorno dei loro imparaticci.

Ma il proverbio dice: "La foglia che serve da piatto giace umile sul suolo quand'è piena di roba; vola in alto ad ogni alito di vento quand'è vuota".

sea

Allo stesso modo, chi è veramente colto e capace ama essere alla buona. Ma chi non ha acquistato una vera educazione e la forza che essa può sprigionare, vive pavoneggiandosi nell'orgoglio, e fa di tutto per nascondere agli altri i propri difetti; ma alla lunga il trucco viene scoperto. La disgrazia è duplice: primo, non riesce ad essere felice (ananda) lui; secondo non rende felici gli altri. Così, finisce per diventare il bersaglio del ridicolo.

A servizio del mondo intero [11] pag.156

Non permettete, dunque, che il desiderio di far bella mostra di voi entri nella vostra testa; non lasciate entrare in voi l'egotismo. Siate umili e fedeli ai più alti ideali; solo così servirete la causa della pace e della prosperità del mondo. Shreyaste vishvasbreyah: (147) "La prosperità e il benessere del mondo intero sta nella prosperità e nel benessere del singolo". Solo quando l'individuo riesce a diventar buono, diventa buono tutto il mondo. Chi vuol essere un vero studente, deve tener davanti a se l'ideale della pace e della prosperità del mondo. Non deve avere pretese e deve votarsi al servizio degli altri. E’ questa l'essenza della vera educazione, di Vidya.

 

Dov'è il sapiente? Dov'è il dotto?

Dove mai il sottile ragionatore di questo mondo?

Non ha forse Dio dimostrato stolta

la sapienza di questo mondo?

Poiché, infatti, nel disegno sapiente di Dio,

il mondo, con tutta la sua, sapienza, non ha conosciuto Dio,

è piaciuto a Dio di salvare i credenti con la stoltezza della predicazione.

Perché ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini,

e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini,

(S. Paolo ai Corinzi I, 1,20s.25)

 

Tutto è energia [11] pag.200

Parlando nel Centro di Ricerche Atomiche, dissi che ogni cosa possiede energia latente, come l'ha un pezzetto di carta o un brandello di tela. Quando quell'energia latente si esaurisce, subentra la morte; quand’essa è in pienezza, avviene la nascita. Sat-Cit-Ananda è energia:

Noi (Sat) siamo (Cit) felici (Ananda). L'energia è tutto, L'energia viene da Dio. E’ questa la base stessa dell'uomo.

L'Unica Verità: Principio e Fine. [12] pag.200

Le sovrastrutture che oggi si costruiscono sono basate su qualcos'altro, ma non sulla Base. Si ignora il Fondamento, che è il Principio Divino. Si resta affascinati da materie e da studi che promettono di riempire lo stomaco e di rendere materialmente contenti e potenti; ma la Verità solida è Dio, che soggiace al Tutto. L'uomo ha il dovere di conoscere la Verità Suprema dell'Essere Unico che è il sostegno, lo sfondo di tutto il Divenire, o almeno conoscere la Verità pratica dell’Amore e della Fratellanza. Questi due punti sono i termini che l'istruzione deve sempre porsi come obbiettivo: il punto di partenza e il traguardo.

La filosofia dell’azione

3 - pag.49 LA CONOSCENZA <<SECOLARE>> E LA CONOSCENZA DELL'ATMA

A chi desidera attraversare un fiume quale tipo di conoscenza sarà utile? Il nuoto! Molte volte Swami ha raccontato una storia e, dato che sono presenti nuovi allievi, la ripeterà.

sea

Un grande <<erudito>> (pundit) voleva attraversare il fiume per partecipare ad un importante incontro dall'altra riva. Il viaggio procedeva lento perché il vento andava in direzione opposta della corrente. Questi <<pundits>> sono soliti ripetere continuamente gli <<slokas>> e leggere le Sacre Scritture. Non avendo nessuno con cui parlare, si mise a conversare con il barcaiolo. Incominciò la conversazione in questo modo: <<Sai leggere e scrivere>>? <<No!>> rispose il barcaiolo. <<Mi sembra strano!>> disse il pundit. <<Oggi il governo ha fatto tante scuole in tutti i villaggi e mi sembra veramente strano che non sai né leggere né scrivere>>! <<Conosci la musica?>> chiese di nuovo il pundit. <<No Swami. non la conosco!>> rispose il barcaiolo. <<Sei proprio uno sprovveduto! Ci sono tanti cinema, tanti transistors, come fai a non sapere cos'è la musica>>! <<Swami>>, rispose il barcaiolo: <<Non so neanche che cos'è un transistor>>! Il pundit gli spiegò allora che una persona che non conosceva quelle cose perdeva un quarto della sua vita. Poi gli chiese: <<Hai un giornale con te>>? Il barcaiolo rispose: <<Se non so né leggere né scrivere, perché dovrei comperare il giornale>>? <<Per moda>>! Rispose il pundit, tutti posseggono un giornale anche se non lo leggono. <<Hai un orologio?>> chiese di nuovo il pundit. <<No! Swami, non conosco i numeri, e non saprei leggere le ore>>. Ma il pundit gli rispose che solamente perché tutti lo portano oggi, lui doveva averne uno. <<Se non hai un orologio hai perso un'altro quarto della tua vita>>. Gli disse il pundit. Nel frattempo un ciclone, annunciato da forti raffiche di vento, scoppiò, il fiume ingrossò improvvisamente ed il barcaiolo chiese al pundit: <<Sapete nuotare>>? Il pundit rispose <<No>>! <<Allora la vostra vita è completamente perduta!>> gli disse il barcaiolo. La persona che vuole attraversare l'oceano deve sapere nuotare, la sola conoscenza della filosofia, della fisica e della chimica e di altre discipline non gli sarà di grande aiuto. Nel viaggio della vita, cioè per attraversare l'oceano del <<samsara>> si dovrebbe conoscere l'atma.

L'importante è avere il potere della discriminazione. Se uno non ha questa capacità non riuscirà a niente nella vita. Fino a quando l'uomo fonda la sua vita sulla ricchezza, le proprietà e le cose mondane, non potrà derivarne nessuna gioia. Ci sono due cose che una persona deve acquisire e sono: la libertà esteriore e quella interiore. Entrambe sono necessarie. Fino a quando sarete schiavi dei sensi non potrete godere appieno della gioia e dei piaceri reali. Per la vita esterna anche il controllo degli organi sensoriali è essenziale. Per divenire maestri della conoscenza interiore dovete controllare la vostra mente e, solo allora, potrete godere di gioia sia interna che esterna e vedere il Signore ovunque. Dobbiamo cercare di stabilire cos'è importante per lo stadio dell'umanità. <<Arjuna! Ti stai illudendo di essere felice e di avere pace. Solo quando avrai il controllo sui tuoi organi sensoriali avrai la vera gioia e la vera pace. Con l'eccitazione degli organi andrai incontro ad ogni tipo di debolezze ed il tuo corpo diverrà debole e non potrai svolgere alcun lavoro>>! Nella vita, Arjuna, fino a quando era vicino al Signore Krishna e godeva della sua benedizione, era un potente eroe: ma una volta che Krishna abbandonò le sue spoglie mortali, egli perse la sua forza ed il suo valore. Quando Arjuna portò le <<gopikas>> (le devote di Krishna) ad <<Hastinapura>> i ladri lo attaccarono. Egli cercò in tutti i modi di difenderle e liberarle, ma non gli fu possibile. Nella battaglia del <<Mahabharatha>>, Arjuna combatté e sconfisse grandi eroi, ed ora, non gli riusciva di compiere una cosa così piccola, come combattere contro i ladri nella foresta. Qual'è la ragione di ciò? Arjuna pensava che il suo valore e la forza fossero <<sue>>, mentre gli erano state date da Dio. Tutto il potere e la forza proviene dal potere divino; una volta che questo se ne va, anche la forza ed il potere se ne vanno. Arjuna non fu quindi capace di compiere più neanche la più piccola cosa.

Corso estivo 1993

La necessità della convinzione pag.38

La gente pensa che la saggezza si possa ottenere attraverso lo studio letterario. Ma lo studio letterario è soltanto un'esercizio artificiale, e la vera saggezza non potrà mai essere ottenuta attraverso mezzi artificiali. La vera saggezza viene raccolta solo dal cuore. Anzitutto, l'uomo dovrebbe eliminare il concetto che lui è diverso da Dio. Se l'uomo ha ferma fede che "Io sono Dio", un giorno realizzerà che lui e Dio sono Uno. Ma semplici espressioni insincere di devozione non portano ad alcun risultato.

sea

C'era una volta un devoto che usava cantare "SIVOHAM, SIVOHAM". Il suo amico che lo osservava gli chiese quale fosse il significato di SIVOHAM. Il devoto rispose che il significato di SIVOHAM è " Io sono SHIVA (Signore)". Poi l'amico chiese ancora: "Se tu sei SHIVA, che cosa è per te PARVATI? La consorte di SHIVA". Appena il devoto sentì questo disse che era oltraggioso fare simili domande.

Da qui si nota l'esercizio artificiale dei devoti che cantano i mantra (formule spirituali divine) senza alcuna convinzione. Se il devoto fosse stato convinto di essere veramente SHIVA, avrebbe immediatamente risposto che lui era anche PARVATI.

I MANTRA che noi recitiamo dovrebbero anche contenere questa convinzione. Noi dovremmo praticare l'unità del pensiero, della parola e delle azioni. Quest' armonia del pensiero, della parola e dell'azione costituisce la vera spiritualità. E la pratica di questo tipo di vera spiritualità contribuisce alla prosperità della Nazione. Ascoltate gli insegnamenti spirituali con attenzione precisa. Quello che si ascolta dovrebbe essere ricordato e meditato; quello che è ricordato e meditato dovrebbe essere praticato. Questo è il vero significato delle parole: SRAVANA, MANANA e NIDIDHYASANA. SRAVANA può essere paragonata alla preparazione di generi alimentari in cucina; MANANA al consumo degli alimenti e NIDIDHYASANA alla digestione. Infatti NIDIDHYASANA contribuisce alla felicità, perché NIDIDHYASANA si manifesta con la pratica. La pratica degli insegnamenti nobili porta gioia all'umanità. Non è né l'ascolto e nemmeno la meditazione, ma solo la pratica che contribuisce alla gioia dell'uomo. Il vecchio adagio dice: " Fa almeno una cosa invece di dirne cento". Questa è la filosofia che ognuno dovrebbe imparare oggi. La lingua dovrebbe recitare il Nome Divino, le orecchie gli occhi dovrebbero gioire nel sentire il Divino, trovare piacere nel vedere la Forma Divina, il cuore dovrebbe essere riempito con l'amore per il Signore. Sforzatevi sinceramente per realizzare questa gioia Divina.

Il potere dell’intelletto pag.61 – (62)

...“Perché vi arrogate il diritto

di conoscere a fondo molti libri e testi?

Di quale utilità sono i vostri studi e la vostra erudizione?

Di quale utilità è, la vostra vita ed il vostro sforzo

Se non pensate al Signore e non

Congiungete le mani in segno di saluto verso di Lui?"

Di quale utilità è la nostra adorazione, la nostra fede, i nostri studi e la nostra intelligenza se non ci aiutano a procedere verso il Signore? I nostri sforzi portano solo gioia temporanea mal non beatitudine permanente. E’ un crimine ed un peccato essere arroganti basandosi sul proprio potere e sull’autorità. La vera autorità è nell'uomo che sperimenta la Divinità in ognuno. La vera autorità è in colui che crede che tutte le nostre esperienze dovrebbero trovare compimento in Dio. L’incoerenza che esiste tra il nostro pensiero, la nostra parola e la nostra azione contribuisce al nostro comportamento demoniaco.

La filosofia Sankhya   pag.93

“Le persone altamente istruite, se sono schiave dei loro sensi

sono peggio di uomini morti.

Chi può misurare la potenza dei sensi?

L'istruzione dovrebbe rendere nobile l'essere umano.

L’istruito è colui che ha conquistato i regni dei sensi.

Un essere simile è oltre le sofferenze”...

Discorsi vol. X 1° tomo

Pag.59 IL MESSAGGIO DELL'AMORE

La persona che si è resa padrona dei Veda e del Vedanta potrebbe essere onorata come un pundit (erudito). Un' altra potrebbe essere apprezzata per i suoi brillanti scritti tanto in prosa quanto in versi. Ma se questi studiosi non hanno né purezza di coscienza né ideali elevati, le loro capacità risulteranno più un male che un bene. Essi non promuoveranno né la felicità della gente, né la pace nella società. Essi passeranno attraverso la vita senza la consapevolezza della santità. Dio benedisse il giovane Dhruva, apprezzando la sua innocenza e la sua costante fede in Lui. Dio salvò Prahlada dai disastri diretti e progettati dal suo stesso padre, perché il ragazzo si era affidato a Lui e aveva posto una fede irremovibile nella Sua Misericordia. Dio inondò di grazia Kuchela che soffriva per un'angosciante povertà, perché egli nemmeno una volta vacillò nella sua devozione a Lui. Dio è il rifugio di tutti quelli che cercano rifugio, il salvatore di tutti quelli che devono essere salvati. Egli è l'incarnazione di Sat-Chit-Ananda (esistenza, consapevolezza, beatitudine)....

Discorsi vol. X 2° tomo

pag.243

…I libri sono pieni di materia dotta.

I cervelli sono imbottiti solo di polvere.

Voi dovete ricevere e impartire educazione che vi

trasformerà in esseri divini, santi, pieni e liberi.

Lo sciocco si è impadronito di tutta la conoscenza.

Egli si pavoneggia come studioso di grande fama.

Ma non ha conoscenza di se stesso.

E non osa spogliarsi di un singolo difetto!

La sua reputazione viene dalla dialettica.

Ma la sua erudizione fa acqua da molti buchi.

Egli studia e studia finché muore.

Ma ancora non ha capito come non morire.

Pag.403

...Naturalmente l'informazione è desiderabile in una certa quantità, ma senza una coltivazione parallela e simultanea della morale e dell'autoconsapevolezza l'erudizione sarà solo un peso e un pericolo. La crescita di una coscienza sociale è anche molto importante...

Discorsi volume I

Pag.127

... Il vostro studio in questo luogo deve sviluppare Viveka, non l'egoismo. Non discutete per il semplice gusto di argomentare, perché otterrete soltanto un' arida erudizione e dell’orgoglio intellettuale. Il gusto per il criticismo è una malattia dell'intelletto che va stroncata sul nascere. Esaminate molto attentamente e con cura le cose che non vi piacciono, evitando però di giungere subito alla conclusione, favorevole o meno, perché significherebbe abdicare alla vostra preziosa condizione di "pensatore", e alla responsabilità che avete verso voi stessi. Persino il sole, che dista milioni di chilometri, può incendiare un' oggetto se i suoi raggi vengono focalizzati per mezzo di una lente. Allo stesso modo, concentrate tutto il vostro potere di osservazione e di giudizio su un preciso argomento, e vedrete che finirà certamente col rivelarsi. Il mondo stesso è soggetto a costanti sommovimenti, come potete pensare, quindi, che i vostri progetti di condurre una vita lieta, contenta e pacifica, possano aver successo? Sarebbe come voler galleggiare, senza sollevarsi o abbassarsi, mentre siete in balia delle onde del mare; in tali condizioni la cosa migliore è rendersi conto della situazione, e non preoccuparsi dell’inevitabile. Manushya, parola che significa uomo, implica che l'uomo è padrone della sua mente o Manas. Quando la gente viene da Me, lamentandosi di non riuscire a concentrarsi, sorrido della loro debolezza, perché persino un conducente d'automobile è maestro nell'arte della concentrazione. Infatti, non bada alle chiacchiere delle persone sedute dietro o di fianco, ma guarda la strada che ha dinanzi con ferma attenzione. Se possedete Sraddha avete vinto più di metà della battaglia. Per questa ragione nella Gita, Krishna chiede ad Arjuna: "Hai ascoltato quello che ho detto con profonda attenzione ?", e Arjuna, da buon discepolo, risponde che persino sul campo di battaglia in mezzo alle opposte schiere di armati, ha ascoltato le parole del Signore con ardente attenzione. Imparate quella concentrazione, perché vi sarà molto utile. Mi è stato chiesto di inaugurare la biblioteca di questa Università, col gesto simbolico di porgere dei libri al rettore, perché li collocasse sugli scaffali con gli altri. Venite, leggete i libri della biblioteca, e gustate gli insegnamenti del grandi Sadhaka e Siddha. Anche i bambini devono poter prendere in mano i libri e voltarne le pagine: la biblioteca deve servire tutte le persone di questa città, dai 2 ai 60-70 anni. Non si tratta di un ospedale, che per molte persone non serve; la biblioteca è una necessità generale, e tutti devono farne il miglior uso. La saggezza contenuta in questi libri dovrebbe filtrare in ogni casa di Aukiripalli. Lo studio del Sanscrito deve progredire attraverso i vostri sforzi e il vostro entusiasmo; se lo manterrete vivo e luminoso, il mondo intero ne trarrà beneficio. Eseguite questo compito al meglio delle vostre capacità, e il Signore vi inonderà con la Sua Grazia. Non confondete l'arte con la meta, non perdete la via nel groviglio dell’erudizione. L’erudizione e l’apprendimento non sono che mezzi per dominare la mente. Volgetevi dalla creazione al Creatore.

Discorsi volume II

pag.111

... Oggigiorno l'uomo ha raccolto montagne di informazioni, ma la saggezza non è cresciuta in parallelo. Di conseguenza deve essere sviluppata la capacità di quest'ultimo di indagare e progredire nella comprensione della realtà dell'universo e dell'Assoluto.

sea

Una volta, Vivekananda, durante le sue peregrinazioni, era giunto in un paese. Molta gente importante, pittori, saggi, filosofi, poeti ed artisti si riunirono attorno a lui e gli fecero molte domande; Vivekananda fu impegnato a rispondere loro per tutto il giorno. Un vecchio uomo in un angolo, quando ebbe l’opportunità di gettarsi ai suoi piedi, gli disse: <<Svami, devi essere molto affamato, devo portarti del latte, oppure se vuoi della farina, puoi prepararti da solo il <<chapati>> se non vuoi mangiare quello fatto da me, nessuno sembra aver pensato al tuo cibo>>.

Quell'uomo aveva <<prema>>, Amore, che è un dono Divino. Ciò è molto più utile di tutta la conoscenza immagazzinata in una biblioteca di antichi testi. Ci sono tre tipi di uomini: <<nasthikas>> che considerano le cose esistenti come reali in se stessi; <<asthikas>>, che credono in una volontà dietro tutto ciò che vedono e provano, si inchinano davanti a quella volontà cercando di esplorarla al fine di aderire ad essa e non contraddirla. Il terzo tipo è costituito da coloro che hanno realizzato che il mondo oggettivo ha valore relativo, non assoluto. Queste due ultime categorie non si lamentano con il Signore per le loro malattie. Finché il figlio è minorenne non ha diritto di condividere le proprietà dei genitori. Finché siete minorenni nel Sadhana, non completamente cresciuti, in grado di badare al vostro destino, e finché dite <<IO>>, <<IO>>, <<IO>>, venite lasciati soli, inciampate e cadete. Ma se dite: <<Non io ma Tu!>>, allora tutto vi sarà dato...

pag.174

... Questa riunione è stata organizzata dalla <<Società per la Divina Vita>>. Ebbene! non dimenticate che la vita umana è divina e che Dio è la sola ragione d'essere, la sola giustificazione ed il solo scopo della vita. Non è bene leggere troppi libri, la cultura vi rende pedanti, avidi di superiorità e di facili vittorie e vi spinge a cercare l'onore e la ricompensa dei cosiddetti <<meriti>>. Ravana (Demone) era un grande erudito che conosceva a fondo i <<Veda>> ma il suo carattere non si era migliorato in proporzione al suo sapere e finì per cadere in un precipizio. Il miglior mezzo per perdere il tempo prezioso è di passarlo a studiare senza mettere in pratica ciò che avete appreso. Io non ho bisogno che Mi diate la parola che farete questo o quello, ma ciò che vi chiedo è di fare uno sforzo per mettere in pratica una o due cose che vi attirano di più e capaci di darvi la pace interiore...

Discorsi volume III

pag.59

... Voi trasportate pile di libri su e giù da casa vostra al collegio e avete più domande da fare che risposte da dare. Dovete imparare più dall'osservazione e dalla meditazione che dalla consultazione dei libri. Le cose veramente valide potete impararle dai Veda, dalle Upanishad e dalle Scritture religiose.

sea

Un Pandit aveva affittato una barca per attraversare il fiume Godavari. Quando il viaggio ebbe inizio, incominciò una conversazione animata con il traghettatore. Il Pandit gli chiese se avesse qualche titolo di studio o se fosse mai andato a scuola e, avendo l'uomo risposto negativamente, gli disse:<<Ah! Un quarto della tua vita è andato sprecato! E’ come se tu avessi gettato questi anni nel Godavari!>>. Dopo un po' gli chiese l'ora e il barcaiolo confessò di non avere un orologio né gli interessava averne uno. Il Pandit lo deplorò e disse: <<Metà della tua vita l’hai buttata nel Godavari>>. La sua domanda successiva fu sul giornale. Aveva il barcaiolo mai letto un giornale? Qual era il suo giornale preferito? Il barcaiolo disse di non aver mai letto un giornale, e non gli interessavano le notizie, aveva già abbastanza di che preoccuparsi. Il Pandit dichiarò che decisamente tre quarti della vita del barcaiolo erano andati perduti. Ma in quel momento il cielo cominciò ad oscurarsi con nuvole tempestose minaccianti pioggia. Il barcaiolo si rivolse allora al Pandit e gli chiese: <<Sai nuotare?>> e quando lo spaventato passeggero confessò di non esserne capace, il barcaiolo disse: <<In questo caso la tua intera vita sta per essere gettata nel Godavari!>>.

Questo è il caso dell'uomo educato oggi: non ha allenato la volontà che potrebbe aiutarlo nel pericolo e nel bisogno e dargli l’equilibrio mentale. Si lascia trascinare dalla corrente dei piaceri materiali, ma quanto tempo andrà avanti così? Quando si vive nel mondo dei desideri, bisogna essere pronti alla gioia e al dolore. Se invitate il Ministro Bhoga (piaceri del mondo), dovete anche prepararvi a ricevere il suo segretario Roga (la malattia). Se d'altro canto invitate il Ministro Thyaga (sacrificio) o il suo collega Yoga, sarete felici di ricevere il suo segretario privato Bhoga che ricopre un ruolo minore alla presenza del suo capo. La vera educazione non consiste nel conoscere tante lingue.

sea

Ricordo un incidente occorso qualche tempo fa. La moglie di un colto signore era solita ricevere lettere da un certo Lakshminarayana che il marito sospettava fosse un amico conosciuto durante i giorni di collegio. Quando giunse un telegramma nel quale si chiedeva alla signora di incontrare Lakshminarayana alla stazione, il marito nascose il messaggio e attese gli sviluppi, pieno di collera verso quell'estraneo e verso sua moglie. La tragedia fu evitata quando Lakshmi, l'amica di collegio sospettata di essere un uomo, entrò delusa in casa. Era venuta in quella città perché suo marito era stato trasferito ed il nome del marito era Narayana.

Saper leggere e scrivere può anche provocare tali stupidi sospetti! Quale utilità dà l'educazione se la retta condotta non è seguita da coloro che si dicono educati?..

pag.173

... Rispettate le persone secondo la conoscenza che ciascuno ha di se, cioè dell'Immanente e del Trascendente. Come si fissa il prezzo della canna? Secondo il suo contenuto di zucchero; lo stesso si fa per le arance che vengono valutate secondo il succo che contengono. Così l'uomo si merita la stima in proporzione alla sua conoscenza del "Se" che sola può conferire forza e fermezza. Senza quella conoscenza tutte le rinunce, le pretese di devozione, tutti gli atti di carità non sono che pratiche superficiali. Non è il proposito che conta ma la risolutezza. Il proposito è solo una serie di parole. Potete anche conoscere i 700 versi della Bhagavad Ghita a memoria ma credetemi, il tempo che avete speso per impararli ed a recitarli, è stato un vero spreco se non agite secondo quanto almeno uno di quei versi insegna. Quell’apprendimento potrebbe persino rappresentare un handicap perché la vostra bravura può rendervi orgogliosi. La Bhagavad Ghita è un mezzo con il quale potete immergervi nella stessa vostra immensità e ottenere così una completa Ananda...

Sadhana

54. Pag.75

Conoscere non è essere. Dovete cercare di tradurre nella vita di ogni giorno ciò che imparate. La vita morale è la migliore garanzia per una vita gioiosa.

La via della Verità

Pag.69

…Oltre alla conoscenza derivata dai Sacri testi si dovrebbe raggiungere la saggezza attraverso l’esperienza. La conoscenza senza personale esperienza è futile e la saggezza che dimora in noi non avrà valore e assumerà la forma di mero accademismo se rimane allo stato latente; tale sapere avrà una credibilità quando sarà messo in pratica…

Pag.70

… Così avviene quando vogliamo tradurre in azioni ciò che abbiamo visto e conosciuto; dobbiamo assimilarlo e usarlo per il progresso del nostro paese e dell’umanità. E’ facile memorizzare passaggi dai libri e ricavarne conferenze, ma la conoscenza libresca è solo un tipo ordinario di conoscenza. Nelle antiche tradizioni dell'India si possono trovare molte verità preziose; gemme di valore inestimabile e molte teorie scientifiche relative all’atomo sono contenute nei Veda. Gli studenti dovrebbero cercare queste verità nascoste e utilizzarle per il benessere dell'umanità. Si dovrebbe sentire la spinta e la determinazione di esplorare le verità e non appagarsi solo di fare discorsi e apparire nelle platee; solo coloro che possiedono un genuino spirito di ricerca potranno diffondere la reale conoscenza che si ottiene attraverso lo sforzo personale, l'iniziativa, la determinazione, la perseveranza e dovrà essere usata per il benessere del proprio paese…

Google Analytics Alternative