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Economia ed etica

Devo confessare che non traccio una distinzione netta o di qualsiasi tipo tra economia ed etica. L’economia che leda il benessere morale di un individuo o di una nazione è immorale e, perciò, peccaminosa. Così l’economia che permetta a un paese di depredarne un altro è immorale. E’ peccaminoso comprare e usare articoli fatti da lavoratori sfruttati.

Infatti, l’economia che non tiene conto della morale e delle considerazioni sentimentali è come quelle opere in cera che, pur essendo simili ai modelli mancano tuttavia della vita della carne vera.

Ad ogni momento cruciale queste leggi economiche di nuova foggia si sono infrante nella pratica.

E le nazioni o gli individui che le accettano come massime-guida devono perire.

La vera economia non milita mai contro i più alti valori etici, proprio come la vera etica, per essere degna di tal nome, deve essere nello stesso tempo anche buona economia.

Un’economia che inculchi l’adorazione di mammona, e permetta al forte di ammassare ricchezze a spese del debole, è una scienza falsa e triste. Sa di morte. La vera economia, al contrario, si batte per la giustizia sociale, promuove equamente il bene di tutti, compresi i più deboli, ed è indispensabile a una vita decente.

Gandhi

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