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DETERMINAZIONE-FERMEZZA

Discorsi 88/89 volume I

Costanza e decisione [1] pag.193

Il requisito più importante per qualunque cosa l’uomo intenda realizzare è una ferma e risoluta determinazione. Chi tentenna, non riuscirà mai ad ottenere alcunché, nemmeno le più piccole cose - Una mente che non vacilla e un'energica risolutezza sono qualità essenziali per lo studente che voglia raggiungere i suoi obiettivi- Se gli studenti vogliono avere un aureo avvenire e perseguire mete insigni, devono avere queste due doti: costante impegno e ferma decisione -

Qualità fisiche e morali [9] pag.196

Cari studenti, qualsiasi abilità fisica o intellettuale abbiate, non vi saranno di alcuna utilità se insieme non coltiverete anche delle buone qualità e delle virtù - Così, oltre alle competizioni sportive, abbiate valore e forza di carattere anche nell'acquisizione di buone qualità e virtù. A questo mondo non esiste nulla che una persona virtuosa non possa ottenere - Nella vita di ogni giorno è normale imbattersi in difficoltà e problemi, come critiche e rimproveri, ma si possono accettare in santa pace. Chi affronta e sopporta tutto è un vero uomo. Potenziate la forza di volontà e la fiducia in voi stessi: il debole di mente a stento riuscirà nella vita, persino nelle inezie. Se volete essere un ideale per il mondo, dovete sviluppare le migliori qualità insite in voi- Qui l'istruzione non serve molto e, sebbene essa serva per procurarsi il pane quotidiano, non rende ideale una vita - Le virtù e un buon carattere sono gli elementi essenziali per raggiungere lo scopo della vita. Quando, dunque, l’istruzione cresce con le virtù, è come se il polo positivo si mettesse in coppia col negativo ed allora potete ottenere qualunque cosa- Gli studenti dovrebbero avere una grande fede in Dio, fermezza e decisione-

L’esempio di Edison [10] pag.196

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Avete certamente sentito parlare di Thomas Alva Edison. Nacque da una povera famiglia l’11 Febbraio l847, nello Stato dell’Ohio. Non era molto istruito, ma tutto quello che sapeva l'aveva appreso dai suoi genitori e questo, insieme alle sue buone qualità, bastò a fargli raggiungere i più alti obiettivi della vita. A 9 anni si dedicò ad una gran quantità di ricerche ed esperimenti. I genitori fecero di tutto per dargli una formazione scolastica, ma egli era assolutamente refrattario a quel tipo di studio - I suoi primi interessi erano nello smontare e rimontare piccoli giocattoli, nel tentativo di scoprirne il funzionamento. Un giorno, nel granaio dei vicini, fece un esperimento che si concluse con una terribile esplosione, simile ad un tuono, e con la conseguente distruzione di tutta la riserva di grano. Quando il padre venne a scoprire che il responsabile di quell’incidente era suo figlio, gli legò mani e piedi e, condottolo in strada, lo riempì di botte, intimandogli di non azzardare mai più esperimenti- Il ragazzo, intimidito dal padre, corse dalla madre, le si gettò ai piedi per scongiurarla di intervenire in sua difesa. Sua madre, che era indulgente e comprendeva il valore che quegli esperimenti avevano per suo figlio, persuase il marito a consentirgli di continuare - Così il ragazzo poté proseguire le sue ricerche, che ora effettuava in casa. Un giorno, nel corso di un esperimento, divampò un incendio che ridusse in cenere tutto quanto l'abbigliamento e le immediate suppellettili. Questa volta il padre andò su tutte le furie- A soli 11 anni, Thomas fu allontanato da casa e, ragionando in cuor suo, prese una coraggiosa decisione: “Ho capito che non sarò in grado di rinunciare ai desideri, finché non avrò più fermezza - Desidero qualcosa e non riesco a rinunciarvi finché non l’ottengo- Penso a qualcosa e immediatamente ne nasce il desiderio”. Si pose innanzi a Dio e formulò questa decisione: " 0 Dio esaudirà i miei desideri, oppure mi perderò nella foresta: non me la sento di tornare se prima non vedo esauditi i miei desideri o rafforzata la mia fermezza -" Lasciata la casa paterna, finì per vivere sulla strada come un mendicante- Si era messo a vendere pane e biscotti sui treni- La sua sete di ricerca, però, non si era mai spenta- Quando aveva qualche pausa sul lavoro, si ritirava nella toilette per dedicarsi agli esperimenti- Ma, ancora una volta, provocò un’esplosione, che dissestò il treno. Qualunque difficoltà incontrasse, non si arrendeva mai- Dopo quell'esplosione, un agente della ferrovia lo picchiò selvaggiamente e lo buttò fuori. A causa di quelle percosse, Thomas divenne sordo. Assorto nei propri pensieri e preoccupatissimo, prese a camminare lungo la ferrovia, quando a un tratto, levati gli occhi si accorse che un treno veniva verso di lui a gran velocità - Nel frattempo aveva visto un bambino che, per giocare con altri compagni, camminava sulle rotaie. Thomas, accortosi dell’immediato pericolo, si precipitò a salvarlo- I genitori di quel bambino gli furono naturalmente molto grati per aver loro salvato il figlio da morte sicura e gli fecero molte domande su chi fosse e da dove venisse. Egli raccontò loro la sua situazione, come era stato cacciato di casa e quali erano le sue aspirazioni. Grazie al loro aiuto, Thomas trovò un impiego e, da quel momento, la sua carriera fu in rapida ascesa. E’ proprio lui il Thomas inventore della lampadina che fornisce luce al mondo. E’ lo stesso Thomas che inventò il grammofono e una gran quantità di macchine industriali. Ora, se un illetterato come lui poté inventare tante cose oltre alla luce elettrica, offrendo un così grande contributo al mondo, possiamo forse dire che lo ha fatto grazie alla propria istruzione? Niente affatto! E’ stato grazie alla propria tenacia e alle sue buone qualità-

Le 5 D [15] pag.219

Nel sentiero spirituale dovete possedere queste 5 "D”. Dedizione, Devozione, Disciplina, Discriminazione, Determinazione. Coltivate questa disciplina, come fosse la cosa più importante. Con la disciplina arriverà spontaneamente anche la devozione.

Determinazione [15e] pag.219

Da ultimo, viene la Determinazione. Nella vita nulla di nobile si può ottenere se non si ha decisione. E questo vale ancor più in campo spirituale, dove si devono affrontare e superare ostacoli e difficoltà di ogni genere. Dovete tenervi saldi in ciò che considerate buono, sacro e veritiero- Questa è penitenza vera.

Decisione [17] pag.220

Avete sostenuto spese, difficoltà, sforzi e un bel po’, di fastidi per venire fin qui- Avete indubbiamente della devozione, ma dovete canalizzarla nel modo giusto- La vostra vita è carica di devozione per Svami; perciò, la vostra devozione deve essere come piace a Svami. Se siete felici voi, anche Svami lo è. Già da oggi, cambiate il vostro modo di vivere e disciplinatevi- Abbiate sempre fissa davanti a voi la mèta spirituale: realizzare la vostra Divinità interiore. Non venite meno alla vostra decisione. Se rimarrete sempre al livello più basso, come potrà risorgere la vostra anima? Per maturare spiritualmente, dovete allenarvi nell’avere determinazione. Siate irremovibili nella vostra fede e risoluti nel raggiungere la mèta. Non pensate mai: “Oh, se non ce la faccio ora, non importa; sarà per un’altra volta”. Non è facile avere un’opportunità del genere.

Discorsi 88/89 volume II

Mira [10] pag.79

Mira in ogni momento, in ogni luogo, in ogni circostanza non faceva altro che pensare a Krishna- Persino per strada cantava a voce spiegata: "Prendete questo Nome di Rama e saziate la vostra sete!". Maharana pensava che fosse un grave disonore per un re vedere la moglie aggirarsi per le strade cantando il nome di Rama. Che onore o disonore c’è nel ripetere il Nome? Lo stesso canto del Nome è un grande onore, mentre è un disonore non cantarlo! Perdereste il vostro onore se pensaste di essere uditi da una decina di persone che vi deridessero. Lasciato ogni senso di ego e di possesso, dovreste continuare a cantare con coraggio e piena convinzione.

Paura degli altri [11] pag.79

Fu con coraggio e totale convinzione che Mira rimase fedele alle proprie convinzioni e non si fece condizionare dal pensiero altrui. Maharana fece ogni tentativo per farla desistere dal suo comportamento e con diversi stratagemmi cercò di modificare il suo modo di pensare e di agire. "Mira - le disse - il mondo penserà che sei pazza se continuerai a cantare in quel modo. Le persone che ti stanno intorno continueranno a gracchiare come corvi!”. "O Maharana - rispose la consorte - il Cuculo muterà forse la modulazione del suo canto per paura dei corvi?” - Non abbiate mai paura degli altri. Coloro che sono del mondo sono come corvi e il canto del Nome è simile a quello del cuculo. Se un cane abbaia alle stelle, le stelle non cadono. Dove sono le stelle? Dove i cani? Perché preoccuparsi di chi sta al livello della malvagità, mentre il Nome di Dio sta al massimo livello?

Incompatibilità [12] pag.79

Quando Mira ebbe questa discussione con il marito, questi si adirò. Un re è pieno di qualità ragiasiche, un devoto è pieno di quelle sattviche - Come potrà esserci una buona relazione fra di loro? Come potranno essere in buoni rapporti il fuoco e l’acqua? Dove c'è il fuoco, l’acqua non può sussistere- Eppure il fuoco viene dall'acqua.

Relazioni incompatibili [16] pag.81

Non temete il mondo. In questo consistette la discussione che Mira fece con tutto il coraggio e la convinzione con Maharana. Ma Maharana a queste parole buone faceva orecchio da mercante. Entrambi sapevano come mangiare.

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Chi ha assaggiato il tamarindo, non gusta il dattero. Chi ha assaporato il dattero non gusta il tamarindo. Chi soffre di indigestione non sa cosa sia la fame. Chi soffre la fame non sa cosa sia l’indigestione. Chi soffre di indigestione è la persona che non ha interesse, mentre quella che ha fame è quella in cui si accende un interesse. Non ci può essere relazione fra queste due persone.

Si dovrebbe agire lo stesso nel modo che si è scelto, anche se non piace ad altri.

E questo era il tipo di rapporto che c'era tra Mira e Maharana.

Corso estivo 1990

Ogni senso ha un debole [12] pag.65

Il baluardo dell’uomo dovrebbe consistere nel seguire la via della verità, della rettitudine e della giustizia, ma la sua tragedia è nell'essere vittima indifesa dei suoi cinque sensi, che lo fanno deviare e lo scaraventano in una serie di problemi senza fine- Abbiamo dei tipici esempi in ciascuna famiglia di animali o di insetti, che vengono intrappolati e perdono addirittura la vita per la debolezza di un solo senso: il cervo a causa dell'udito, l’elefante per il tatto, la falena per la vista, il pesce per il gusto e l’ape per l'odorato- Figuriamoci la condizione dell’uomo quando diventa la sfortunata vittima di tutti i cinque sensi!

Fermezza di Prahlada [13] pag.65

A questo proposito, gli studenti dovrebbero imitare l'esempio mirabile del giovane devoto Prahlada - Nonostante il padre gli proponesse vari allettamenti e avesse tentato di condizionarlo per mezzo di intrighi con gli insegnanti, nonostante intimidazioni, torture e persino tentativi di farlo fuori, Prahlada non cedette mai alle tentazioni sensuali del mondo, ma si aggrappò tenacemente al sentiero spirituale, forte del Nome di Dio che gli danzava sempre sulla lingua- E per giunta, guidava anche i suoi compagni di scuola verso il sentiero spirituale, ispirandoli con melodiosi canti devozionali e con racconti sacri.

Dio è unità

Capitolo I. 9. L’Amore è la sola prova della natura divina

A cosa serve venerare un nome o una forma del Signore se non si compie alcuno sforzo per coltivare l'amore verso tutti gli esseri? Armatevi di questo Amore, di questa pace, di questa pazienza, di questa forza d'animo e di questa natura gioiosa. Voi parlate dei poteri straordinari di Sai e, nei libri che avete scritto su di Me, vi soffermate lungamente sui miracoli. Vi prego di non dare loro alcuna importanza, ma sappiate che il più grande dei miei poteri è l’Amore. Io posso trasformare il cielo in terra e la terra in cielo, ma ciò non attesta il potere di Dio; solo l’Amore immutabile ed Universale ne è la prova. Le difficoltà ed i problemi vi incalzeranno quando tenterete di espandere questo Amore e questa forza d'animo, ma dovete accoglierli con gioia poiché grazie ad essi potrete esprimere il meglio di voi stessi. Se l'oro fosse rintracciabile ovunque come la polvere, se i diamanti fossero così facili da raccogliere come le pietre, nessuno li cercherebbe e li raccoglierebbe. Ciò che li rende preziosi è la loro scoperta, ottenuta a prezzo di grandi sacrifici ed enormi sforzi.

Quelli che Dio ama di più

3 - pag.30 FERMEZZA, CORAGGIO: QUALITA’ UMANE

L'uomo usa la fermezza, la costanza ed il coraggio in modi diversi nella sua vita. Alcuni li usano per scalare alte montagne, altri per attraversare gli oceani, altri ancora per attraversare una giungla, altri per acquisire proprietà e ricchezze, ed infine, altri per comportarsi senza misericordia, vivendo, non per mostrare le loro qualità umane e divine, ma per acquisire quelle demoniache. Quindi, questa fermezza può essere usata dall'uomo, sia per il bene che per il male. Quando Valmiki era Ratnakara (un criminale assassino) egli usava il suo coraggio nel modo sbagliato. Grazie all'essersi associato ai sette <<rishis>> (saggi) egli usò la sua forza ed i suoi poteri per il bene, in nome di Dio e divenne l'autore del <<Ramayana>>. L'uomo non dovrebbe usare la sua fermezza per fare cose cattive ma per ottenere la Grazia di Dio. Questa è la unicità dell'essere umano.

5 - pag.38 LA PERSEVERANZA

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Eccovi un esempio che dimostra come con la perseveranza si può vincere l'illusione. Nei palazzi e nelle ville dei ricchi c'è un cane a guardia del cancello. Questo cane non è un cane randagio, egli è stato allevato con cura ed affetto dal suo proprietario. Questo cane non abbaia quando vede la gente camminare, ma solo quando questa si avvicina al cancello. Qualcuno, udendolo abbaiare, si allontana dal cancello, altri invece, rimangono e gridano più forte di lui perché la loro intenzione è incontrarsi con il proprietario di casa. Il padrone allora, viene alla porta, li riconosce e li fa entrare. Il cane smette di abbaiare perché sa dal suo proprietario che possono entrare. Questa illusione può essere paragonata a questo cane che fa la guardia alla villa della <<liberazione>> (moksha). Se una persona non è amica del padrone di casa, se non ha niente a che vedere con la casa e si avvicina al cancello, il cane incomincerà ad abbaiare e la persona, per paura di essere morsa, scapperà via. Ma colui che ha ferma determinazione, non si curerà del cane, ma si fermerà e cercherà di attrarre l'attenzione del padrone, fino a quando egli non si deciderà a farlo entrare. Colui che ha ferma determinazione, alla fine potrà entrare nella dimora della Pace.

Pertanto Krishna disse ad Arjuna: <<Arjuna! Tu sei attaccato a molti oggetti dei sensi, e non sei capace di sviluppare la concentrazione e stabilirMi nel tuo cuore! Continua a coltivare e praticare ed avrai la concentrazione della mente e quindi potrai arrenderti a Me e prendere rifugio in Me! Pensa sempre a Me e ricordami con fede ed amore. Qualunque sia il lavoro che stai facendo pensa a Me ed a Me solo! Anche se sei impegnato nelle attività <<secolari>> (attività del mondo) non credere di non avere bisogno di pensare a Me! Anche se sei impegnato in questa guerra, pensa a Me e combatti! Questa non è una guerra ordinaria fra uomini, ma tu stai combattendo contro la tua debolezza, contro tutte le tue limitazioni e fragilità, quindi pensa a Me e combatti! Non ti occorre fare la guerra contro qualcuno, combatti contro i tuoi sensi, cerca di controllare la tua mente e cerca di dominarla>>. Anche Prahlada ha descritto questa battaglia al Re Hiranyakashipu, suo padre: <<Padre, se solo fossi stato capace di vincere la battaglia contro i tuoi sensi, avresti potuto vincere molte guerre in un solo colpo. Sei divenuto potente con le tue conquiste, ma solo quando avrai controllato i tuoi sensi, potrai diventare re dell'universo. Ma se sei sconfitto dai tuoi sensi, come potrai avere vittoria durevole contro i tuoi nemici? Ciò sarà possibile solo quando ti sarai arreso alla Divinità>>. <<Io, le mie cose, il mio popolo,>> fino a quando si hanno questi sentimenti non è possibile nessuna resa. Queste sono solo attività nella sfera del <<bhutakasam>>, ma tu devi vincere la <<chittakasam>> (la mente) ed infine poter entrare nella <<chidakasam>> (la coscienza). Una volta entrato in essa, tutte le altre cose si prenderanno cura di se stesse. Sino a quando non raggiungiamo la stazione, dobbiamo portare i nostri bagagli con un mezzo o con un altro. Se non c’è nessuno altro per aiutarvi, dovete portarveli da soli! Una volta però saliti sul treno, vi potrete rilassare e posare i vostri bagagli. Il treno porterà voi e loro! Ma vi sono certi sciocchi che, seduti sul treno, continuano a portare i loro bagagli sulla loro testa.

2 - pag.98 LA FEDE RISOLUTA

Krishna disse ad Arjuna: <<Qualunque cosa vedi, dici o senti e fai, pensa a Me. Fai tutto come un Mio lavoro ed offrirlo a Me!>> <<OffriMi la Tua mente e la Tua intelligenza! Non dovrai affrontare nessun problema se lo farai correttamente! Sfortunatamente l'uomo oggi non trova questa capacità, questa fermezza e questa fede, quindi la prima cosa da fare è svilupparle. Oggi la gente non ha fede, né ha ampie vedute, non sa quali sono le basi dell'azione, del merito e del demerito, non sa che tipo di vita sta conducendo e come far fronte alle circostanze, né quando il tempo è maturo per l'azione che vuole svolgere. Il devoto deve sviluppare la fermezza e la forza mentale. Qualunque cosa egli voglia fare, deve farla con risoluzione ferma, altrimenti non potrà ottenere neanche la cosa più piccola.

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Un piccolo uccello aveva lasciato le sue uova sulla spiaggia dell'oceano, ma le onde se le era portate via. Egli si disgusto e si scoraggio. Ogni volta che l'oceano si portava via le sue uova, si disperava! Cosa poteva fare un così piccolo uccello di fronte alla grandezza dell'oceano? Il piccolo uccello prese quindi una ferma risoluzione e decise di bersi l'intero oceano. Questa ferma determinazione la tenne nel suo cuore. Decise di prendere una goccia d'acqua nelle narici ed incominciò a bersela. Egli era sicuro di conquistare l'oceano stesso con l'aiuto di Garuda. Infatti con l'aiuto del veicolo di Vishnu (l'aquila) riuscì a vincere la Sua Grazia Divina e poté così castigare l'oceano. L'oceano assicurò al piccolo uccello che le sue uova non sarebbero più state distrutte dalle onde.

Quanto piccolo era quell'uccello e quanto grande è l’oceano! Anche se noi siamo così piccoli non dobbiamo mai disperare, né perdere la nostra speranza. Non dovremmo avere questi pensieri:<<Oh! Signore, Tu sei Onnicomprensivo ed Onnipresente, come è possibile costruirti un tempio? Tu sei lo splendore di milioni di soli, come possiamo accendere una lampada? Anche gli dei non possono vederTi interamente, com'è possibile definire la Tua forma? Tu risiedi nel cuore di ognuno, come possiamo darti un nome specifico? Quando l'intero cosmo e tutti i mondi sono nel Tuo stomaco come è possibile offrirTi del cibo? Quando sei presente nelle acque di tutti gli oceani e di tutti i fiumi, come è possibile farTi la <<ahhisheka>>? (Santo bagno dell'idolo adorato)>>. Con questi pensieri nella mente non potremo mai fare alcun servizio al Signore! Non diamo dunque spazio a queste debolezze, stabiliamo il Signore nel nostro cuore e diciamoGli: <<Va bene! Oh! Signore, Tu risiedi in tutto l'universo, è vero, ma sei anche nel mio cuore. Tu sei il più grande dei grandi ma anche il più piccolo dei piccoli, e nella Tua forma più piccola risiedi, nel mio cuore>>. Se avessimo questa ferma risoluzione nel cuore potremmo raggiungerLo. La fede ferma e la determinazione risoluta sono essenziali.

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Anche Gauthama Buddha con ferma risoluzione e con grandi austerità riuscì a raggiungere lo stato del <<Nirvana>> Quando suo padre venne a sapere che egli mendicava gli mandò a dire; <<Caro figliolo, i miei antenati erano imperatori e re, così pure mio padre, io sono Re come lo sei Tu, ho saputo che nonostante tu sappia di appartenere ad una nobile famiglia, mendichi il cibo. Non esiste proprietà o ricchezza che tu non possa avere, soffro pene innominabili nel sapere che invece di essere a palazzo, mendichi come un poveraccio. Se vorrai tornare sarai di nuovo il benvenuto e farò ogni cosa necessaria per questo>>. Buddha rispose al messaggero di Suo padre: <<Si! E’ vero, mio nonno era un Re, mio padre è un Re ed io stesso sono Re, ma io sento di appartenere alla casta dei <<sannyasin>> (rinuncianti) e che anche i miei veri antenati e genitori lo sono stati. Se volete che io ritorni a casa per favore rispondetemi a queste domande: <<Avete voi il potere di salvarmi dalla morte? Potete garantirMi una vita senza malattie? Avete la capacità di prevenire la senilità? Potete garantirmi tutto questo? Se lo potete fare, ritornerò subito a palazzo.

Si dice che la nascita è dolorosa, che la vita è piena di pene e che anche la sua fine è penosa. Buddha replicò al padre correttamente perché aveva visto la sofferenza dell’uomo ed era giunto alla conclusione che rimanere nell'ignoranza era una follia!>>

La filosofia dell’azione

4 - pag.13 PERCHÉ’ LA GHITA FU INSEGNATA AD ARJUNA?

Fra i Pandavas c'era gente che poteva essere anche meglio di Arjuna. Per esempio: Dharmaraja. Perché la Ghita non è stata insegnata a lui? Perché non a Bhima che era il migliore in termini di forza fisica? Perché proprio Arjuna? Cerchiamo di capirne la ragione. Dharmaraja era l'incarnazione stessa del <<dharma>>, ma aveva il difetto di non pensare mai alle conseguenze dei suoi atti. Bhima aveva una grande forza fisica, valore e prodezza, poteva sradicare un albero con la sua forza, ma aveva il cervello grande come una noce. Arjuna invece, cercava sempre di prevedere ciò che sarebbe accaduto perché aveva una visione ampia. Per esempio disse a Krishna: <<Vorrei piuttosto morire che combattere contro questa gente perché, nel caso di vittoria, significherebbe tanta sofferenza!>> Invece Dharmaraja fece la guerra e, quando la vinse, si pentì per avere perso tutti i suoi parenti. Per questa ragione si usa dire che se qualcuno prende una decisione senza discriminazione quando è in una brutta situazione, più tardi dovrà pentirsene. Questo fu il caso di Dasaratha (il padre di Rama). Nella guerra fra dei e demoni egli andò insieme a sua moglie Kaikey . Essa era la figlia della regina del Kashmir ed era molto informata sull'arte della guerra. Infatti fu ella che insegnò a Rama il tiro all'arco e come prepararsi per la guerra. Durante l'Avathar Krishna ella era Sath yabhama. Durante la battaglia, Dasaratha stava perdendo una ruota del carro, e Kaikey, con le sue dita, riuscì a fermare la ruota ed impedire che uscisse. Dasaratha fu così salvo. Quando Dasaratha vide la mano sanguinante della moglie, dopo la vittoria, era così felice del di lei sacrificio che le disse: <<Kaikey domandami due doni ed io te li farò!>> Egli non specificò quali tipi di doni. Egli fece la promessa senza pensare alle conseguenze e Kaikey quando fu il momento, glieli chiese (uno fu di esiliare Rama e l'altro di mettere sul trono Bharata). Per questo Krishna ebbe grande affetto per Arjuna, perché guardava sempre alle conseguenze, agli effetti ed alle implicazioni. Arjuna sapeva cosa sarebbe accaduto dopo la guerra e quindi dichiarò che non voleva combattere. Egli non si dispiacque dopo la guerra per le tragiche conseguenze, perché l'aveva fatto già prima. Questo sentimento lo trovate solo in chi ha un cuore puro. Per questo, quando si parla di Arjuna. si fa riferimento ad un cuore puro e sacro. Vicino a qui c'è un posto chiamato <<Sisilam>>. In quel posto ci sono due idoli: <<Mallikarjuna>> e <<Bhramaramba>>, essi rappresentano <<Parvathi e Parameswara>>. Il <<mali>> è il fiore di gelsomino, il cui colore è bianco e puro. Questo è <<Iswara>>. <<Bhramaramba>> è Parvathi che è simile all'ape che va nel fiore di <<Mallikarjuna>> e ne sugge il nettare. poiché essa sugge il nettare, acquisisce la autorità su metà del corpo di <<Iswara>>. Krishna ed Arjuna furono inseparabili per 75 anni perché quest'ultimo aveva un cuore puro e sacro. Sebbene siano vissuti insieme per 75 anni Krishna non gli insegnò la Bhagavad Ghita durante quel periodo. Perché? Perché durante quel periodo Arjuna considerò Krishna come suo cognato. Egli visse con la coscienza di essere il corpo. Ma quando si arrese a Krishna e quest'ultimo accettò di diventare suo guru, in quel momento gli insegnò la Ghita. Ciò vuol dire che la conoscenza spirituale potete ottenerla solo quando esiste un rapporto <<guru-discepolo>>. Uddalaka era un grande <<pundit>>. A quel tempo non ce n'erano di grandi. Egli inviò suo figlio Nashiketas da un guru perché imparasse le Scritture. Egli, come padre, non poteva insegnare al proprio figlio. Questa decisione fu presa perché egli considerava se stesso come padre e questa relazione non avrebbe permesso di acquistare la conoscenza. Sino a quando vi era la relazione di parentela fra Krishna e suo cognato Arjuna, non poteva essere impartito l’insegnamento. Quando si rimuove questo sentimento dal cuore e si mette al suo posto quello di Dio allora è possibile imparare qualcosa. Krishna incominciò ad insegnare la Ghita solo dopo che Arjuna si arrese completamente. Quando egli disse a Krishna: Tu sei mio padre, mia madre, mio maestro, ogni cosa, la mia ricchezza sei tu>>, allora Krishna rispose: <<Tu sei il Mio discepolo, fai il Mio lavoro, fai ogni cosa per Me ed Io mi prenderò cura di te>>.

Nel <<Samkhya Yoga>> Krishna fece una inchiesta sui mezzi idonei e necessari per far arrendere Arjuna totalmente alla Sua volontà. La cosa più importante che Krishna fece ad Arjuna fu l'averlo reso libero dalla coscienza di essere il corpo. Fino a quando questa persiste, nessuna via: <<dharma>>, <<karma>>. <<bhakthi>> è possibile. Gli attaccamenti inquinano il cuore e senza liberarlo da essi, è impossibile riempirlo di cose sacre. Se un bicchiere è pieno d'acqua come puoi riempirlo di latte? Anzitutto devi svuotarlo! Krishna disse ad Arjuna: <<Tu sei pieno della coscienza di essere corpo; elimina questi sentimenti ed allora solo potrò riempirti il cuore di cose sacre e pure!>> Questo <<Samkhya Yoga>> si riferisce agli sforzi per liberare Arjuna dagli attaccamenti e dal dolore e riempirlo della coscienza dell'<<atma>>. <<Arjuna! mentre distruggi la foresta dei Pandavas, fallo senza misericordia e senza esitazione! Ricordi, quando si trattò d i proteggere le mucche, non esitasti neanche per un momento! Oggi le sofferenze hanno ragioni più profonde e la più importante è l’ignoranza>>. Avete pianto per Dio e per il dharma? Quando piangerete per loro, allora diventerà <<yoga>> nel vero senso della parola. Se piangerete per Me sarà <<yoga>>! Ma voi piangete per un sacco di altre cose! La gente piange quando c'è il declino del <<dharma>>? Per salvare il <<dharma>> occorre un cuore pieno di coraggio! Solo quando avrete rimosso questa debolezza dal vostro cuore potrete avere il potere divino. Non date spazio a nessuna debolezza o timore. Siate coraggiosi! Se non avete coraggio, anche una pecora vi farà paura! Dovete essere pronti a far fronte a tutte le circostanze, ma se scappate, anche le scimmie vi attaccheranno! Se prendete un bastone esse non vi attaccheranno, non mostrate mai la vostra schiena, ma la vostra faccia, e solo allora, sarete in grado di acquisire qualcosa! Il coraggio può diventare lo strumento di ogni successo. Oggi non dovreste solo avere il coraggio e la determinazione ma possedere anche il discernimento. Il potere di discriminazione deve essere usato secondo le condizioni di spazio ed di tempo. Tuttavia. sia che siate qui o altrove, dovete avere la ferma determinazione ed il coraggio di compiere ogni cosa.

Corso estivo 1993

Individuo Divino, Divina Volontà Individuale e Divino Cosmico   pag.37

Studenti, voi dovreste compiere il giusto sforzo per educare la vostra mente e farla sottostare ai vostri desideri. Quando vedete che la vostra mente sta vacillando, dovreste dire: "Oh mente, non diventare matta e avida. Sii discreta e cerca di discernere". Questo tipo di tecnica arresterà 1a velocità della mente. E' attraverso l'impegno di tali sforzi che coltiviamo la qualità suprema della "Divina Volontà Intellettuale”. Attraverso questa Divina Volontà Intellettuale possiamo trasformare l'intero universo in Divino Cosmico. Per l'uomo è possibile realizzare questa trasformazione, dato che nulla gli è impossibile. Con determinazione e sincera fermezza l'impossibile diventa possibile. Persino un nibbio, se non decide di volare, rimane inchiodato a terra. Ma quando una piccola anatra decide di muoversi può coprire chilometri. Perciò, è la qualità della determinazione che causa la differenza. Dovete lavorare seriamente per cancellare differenza di "Io" e "Tu" e vedere i vostri simili buoni come voi stessi. La gente agisce pensando che spiritualità sia ritualismo. La Spiritualità invece è lo spirito dell'unità. Lo spirito dell’unità costituisce il vero sforzo spirituale, la vera devozione e la corretta saggezza. Ma purtroppo, non abbiamo ancora avuto successo nell'ottenere tale saggezza.

Discorsi vol. X 2° tomo

pag.258

...Come i devoti di Siva cercano la compagnia del Suo veicolo, il Toro, per conquistare la Sua grazia, anche voi dovete scegliere amici che con la loro compagnia possano aiutarvi a migliorare le vostre attitudini. Inoltre, come insegnanti, dovete essere modelli per i bambini e per i loro genitori, che spesso guardano a voi perché siete l'unica persona istruita del vicinato. Poco tempo fa, Nathaniel, un insegnante di Warangal, promise che avrebbe trasformato la sua scuola in una casa di Dio. Ma la scuola è sempre una casa di Dio. Trattarla come un caravanserraglio o una prigione o una casa di correzione, è sacrilegio. Trattatela come un posto sacro in cui Saraswathi, la deità che presiede alla conoscenza e alle arti, è presente e adorata. Allora, in quell'atmosfera di venerazione, gli alunni diventeranno validi esempi per il mondo intero. Prendendosi questa cura l'insegnante svilupperà un intelligente amore verso i bambini e inciterà gli alunni ad accordare la loro condotta con la sacra atmosfera della scuola. Dopo tutto, anche la madre del bambino può ignorare alcuni suoi difetti o anche apprezzare alcuni dei suoi peculiari manierismi, ma l'insegnante deve essere sufficientemente vigile per prenderne nota e corregerli con delicata, dolce persuasione. L’alunno sicuramente ascolterà e ubbidirà se sentirà la sincerità nell'amore del maestro. Se però, il maestro predica amore ma si comporta come se non ne avesse, la persuasione non avrà successo. State in guardia dal cadere nel comodo sentiero di seguire la corrente. L'eroismo esige che promuoviate la vostra individualità e seguiate l'ideale che giudicate migliore. Non imitate gli altri per pigrizia mentale. Mirate in alto, e non scoraggiatevi se sbagliate il bersaglio. Molto meglio sparare a una tigre e mancarla, che avere successo sparando a una lepre. E quando avete un ideale o una meta da raggiungere, siate fedeli e costanti nel perseguirli, ci sia o no il successo. Non per nulla la canzone dice:

Qualunque cosa vogliate avere, una volta che l’avete, sostenetela, fino in fondo.

Qualunque cosa abbiate chiesto, una volta che l’avete chiesta, chiedetela a voce alta, fino in fondo.

Qualunque cosa desideriate, una volta che l’avete desiderata, desideratela molto, fino in fondo.

Qualunque cosa abbiate progettato, una volta che l'avete progettata, progettatela fermamente, fino in fondo.

Egli deve concedere la vittoria, così da fermare il lamento.

Lamentatevi, piangete e pregate, fino in fondo.

State in guardia. Non perdetevi d' animo e non crollate.

Goparaju, il Ramdas di Bhadrachalam disse: <<Io non permetterò ai miei piedi di deviare dal sentiero; io non vi lascerò senza aver dato prova di impavidità>>. Ci sono due modi di accostarsi a Dio.

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Uno è la maniera del principiante, del devoto che è ancora nello stadio elementare. Egli dice con foga: <<Signore! Tu sei l'incarnazione della misericordia, Tu sei Anandaswaroopa, Tu sei pieno di tutto il potere>> e spera così di guadagnare la Grazia di Dio. Ma più caro il devoto tiene Dio, più questa distanza diminuisce. E’ proprio quel che succede quando un conoscente viene a farvi visita, e voi lo accogliete con una stretta di mano e un sorriso piuttosto artificiale, ma se arriva un vecchio amico, lo ricevete con un semplice ciao e gli mostrate una sedia con un guizzo nello sguardo e calore nel cuore. Nel diluvio della lode formale, l’amore è per lo più assente. Trattando col Dio personale, l'amore è il requisito preminente. Perciò abbiate fede, abbiate mille volte pazienza e fate atti di amore e servizio. L'amore sarà ricompensato mille volte con amore.

Sadhana

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Muovetevi in avanti verso la luce e le ombre cadranno all'indietro, allontanatevi dalla luce e dovrete seguire la vostra stessa ombra. Ogni momento avvicinatevi sempre più al Signore e allora Maya, l’ombra cadrà indietro e non vi ingannerà più. Siate fermi, decisi. Non commettete mancanze, non fate passi falsi per poi pentirvi! Abbiate la Thaapam (la deliberazione, la decisione, la disciplina) prima, ciò è meglio del Paschaaththaapam (il dispiacere per l'errore fatto). Arjuna ebbe thaapam, egli vide le conseguenze persino prima che la battaglia iniziasse e volle che Krishna lo consigliasse su che cosa fare. Ma Dharmaraja, il fratello più anziano, aveva Paschaath-thaapam, dolore dopo che la guerra fu finita, pentimento dopo la perdita subita.

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