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La Donna


Al di là dell’illusione

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In questo paese la donna è onorata come la Lakshmi (dea della fortuna) della casa, come la Dharmapathni, la compagna nel pellegrinaggio verso Dio e verso la realizzazione del sé, e come la padrona della casa. Se le donne sono contente, sane e sante, gli uomini saranno forti, onesti e felici.

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Le donne possono giungere alla Brahmajnana (conoscenza di Dio), anche continuando a essere delle massaie? Sì. Madalasa e altre poterono avere Brahmajnana pur vivendo la vita di grihasta (donne di casa).Avrete letto nello Yogavasishta e nei Purana, come esse raggiunsero la vetta della buona ventura, Brahmajnana stessa. E forse che le Upanishad non dicono che Kartyayini, Sarangi, Solabha, Viswaveda e altre erano delle adepte nella Brahmajnana? Alcuni si chiedono se ci sono state donne che abbiano raggiunto Brahmajnana nelle condizioni di Grihasta o nello stato di Sanyasa o di Vanaprastha o in quello di Brahmaciarya. Molte sono le donne che hanno realizzato la conoscenza di Dio, pur trovandosi in quegli stati. Ciudaala la raggiunse da Grihasta; Sulabhayoghini la ottenne da Sanyasini; Maitrevi era una Vanaprastha quando la ebbe; e Garghi la raggiunse mentre era una Brahmaciarya. Anche oggi ci sono tante donne che appartengono a quella grande categoria e ci si chiede come mai molti obiettino, dal momento che abbiamo tanti esempi di donne che hanno raggiunto la Brahmajnana. Perché imporre dei imiti? E’ pura assurdità negare alle donne il diritto di ottenere la Brahmajnana, anche se nelle cose del mondo le donne devono rispettare certe limitazioni; e questo nell’interesse del Dharma e del Loka-Kalyana, per mantenere la morale e l’ordine sociale nel mondo. Le donne sono troppo deboli per sopportare certe regole e discipline; hanno certi handicap naturali, che motivano tali limitazioni. Ma ciò non implica nessuna inferiorità naturale, infatti anche pandit e uomini dotti nelle Sastra acquistano la loro Jnana con l'omaggio reverente che fanno alla deità femminile, Saraswathi. Le deità protettrici sia di vidya (scienza), sia della ricchezza, sia di Jnana (sapienza) sono tutte femminili e sono Saraswathi, Lakshmi e Parvathi. Anche nella corrispondenza usuale queste deità sono citate quando si indirizza "alla signora X Y, che è uguale a Lakshmi", ecc. Voi parlate sempre di Matha-Pitha, Gowri-Sankara, di Lakshmi-Narayana, Sita-Rama, Radha-Krishna, ecc. Il nome femminile viene per primo e poi quello maschile. Potete da questo dedurre quanto è il rispetto che si ha qui per la donna. L'Atma non fa distinzione fra uomo e donna: è eternamente conscia, Mithya-Jnana e mai Atma-Jnana. La distinzione si fonda sull’Upadhi, sulla maschera, sulla limitazione. L'Atma non è maschile, né femminile, né neutra; essa è al di là di questi limiti e disinganna chi porta tali nomi.

Discorsi 88/89 Volume I

Rispetto per la donna [11] pag.67

E’ opinione diffusa in ogni paese che, se in una casa ci sono donne che piangono, tutta la famiglia ne risente e nessuno, tra quelle mura, potrà vivere felicemente. Non bisogna far piangere le donne, per nessun motivo. L’intera stirpe di Ravana andò in malora, perché Ravana fece versare molte lacrime a Sita. Tutta la discendenza dei Kaurava perì per l’oltraggio che alcuni di loro fecero a Draupadi. Ogni donna merita rispetto, perché ognuna di esse è simbolo di maternità. E’ biasimevole trattarle come giocattoli o come creature inferiori, oppure farsi gioco dei loro sentimenti e ferire la loro sensibilità. Non è facile capire in che modo ed in quale momento siano più vulnerabili. I rapporti con loro devono essere sempre gentili, corretti, rispettosi. La madre, anche nel gergo comune, occupa sempre il primo posto; dopo di lei vengono il padre, il maestro e Dio.

Nella tradizione indiana, la donna è sempre stata oggetto di grande stima; ma oggi, come ci si comporta nei suoi riguardi? La si considera debole, di scarso o nessun valore, capace di occuparsi soltanto di cucina e di altre faccende domestiche. Ma la Bhagavad Gita assicura che ogni donna è dotata di particolari capacità, e i nove giorni di Navaratri possono servire a riconoscerle e a capirne l’importanza.

La donna [4] pag.72

I regni animale, vegetale e minerale, ossia tutto ciò che esiste nel Creato, sono fatti di terra, appartengono alla terra, di cui mantengono le caratteristiche. Ma la vera immagine di Parvati, della Madre Terra, è la donna che la rappresenta in modo perfetto e si identifica nei nomi ad essa connessi, mentre l’uomo che si dissocia dalla Natura diventa egocentrico ed arrogante. Infatti Krishna, che aveva rifiutato di apparire davanti a Dharmaraja e ad Arjuna, nonostante le loro insistenti preghiere, non seppe resistere a Draupadi, che Lo vide comparire improvvisamente al suo cospetto, benché ella Glielo avesse chiesto una sola volta. Dio concesse ad una donna ciò che aveva negato a due uomini, che pure Gli erano molto cari.

Dio è unità

Capitolo IX. 10. Le donne preservano le tradizioni

Il carattere, 1a modestia e la devozione verso Dio devono essere valorizzati al massimo in una scuola, poiché sono dei veri gioielli per l'umanità. E’ compito delle donne custodire i valori tradizionali della cultura del proprio paese perché da essi dipende la sua stabilità. Se falliscono nel loro compito vi sarà fame e carestia anziché abbondanza. Tutti gli sforzi dell'educazione devono essere rivolti a costruire il "carattere" dello studente e, in seguito, si può pensare con fiducia a preparare le sovrastrutture dei programmi scolastici. Gli allievi devono conoscere il segreto di una vita felice e di una fattiva collaborazione con gli altri membri della comunità. Ci sono i doveri verso se stessi, verso la famiglia, verso la società che, se svolti con intelligenza e con gioia, renderanno la vita armoniosa e fruttifera. Vi dichiaro che il rinnovamento e il riordino dei metodi di educazione fa parte della mia missione e che quindi, fra non molto, noterete il mio impegno in questo compito, anche per correggere coloro che si limitano a parlare, senza agire, di ricostruzione e di difesa dei valori spirituali.

La legge eterna

pag.35 IL DOVERE DELLA DONNA

Gli uomini fanno riferimento a molti doveri, diritti e obblighi che non costituiscono l'essenza del Sathyadharma, non sono cioè fondamentali, ma servono a regolare le complicazioni del vivere. Tutti questi codici morali e di comportamento sociale nascono dal bisogno di rivolgersi alle due diverse nature dell'uomo e della donna. Queste due creature esprimono l'idea della manifestazione (Prakriti) e del non-manifesto (Paramatma), del grossolano e del sottile, dell'inerte e del cosciente: la coppia che pervade ogni cosa. Come tutta la molteplicità del creato ha avuto origine dall'interazione dell'inerte e del cosciente, così le ramificazioni e le differenti elaborazioni del Dharma, sono dovute proprio all'esistenza del principio maschile e di quello femminile. Quindi, il Dharma più importante per il progresso del mondo riguarda la condotta morale e il comportamento di queste due nature. Anche il più grande dei Maestri deve tener conto di questa realtà nei suoi insegnamenti.

Il Dharma dell'uomo (Purushadharma) e quello della donna (Stridharma) sono due importanti applicazioni del Sathyadharma; mentre le norme e le discipline che si riferiscono a circostanze, situazioni e stati temporanei, sono accessorie, possiamo cioè considerarle come affluenti, al pari dei corsi d' acqua che si gettano nel fiume Godavari. Ora, voi dovete prestare attenzione sempre al fiume principale, non ai corsi secondari. Voglio dire che dovete lasciarvi guidare dai due Dharma di base, il maschile e il femminile, senza assegnare mai un ruolo determinante ai Dharma minori ed accessori.

Il codice di condotta femminile (Stridharma)

Il Principio femminile è la Maya: l'illusione che il Signore ha imposto a se Stesso, l'Energia della quale si è dotato per Sua propria volontà. Ecco perché la donna viene considerata la Parashaktiswarupa, cioè la personificazione dell'Energia primaria. Col suo splendore, la donna è la regina della casa e la fedele compagna dell'uomo, anzi la sua fortuna. Dal momento poi che rappresenta la forma concreta della Volontà del Signore, tutto in lei è mistero, prodigio e manifestazione del principio protettivo. Ora, se la donna impersona l'Energia divina, non è certamente una creatura debole o inferiore, ma al contrario è forte, paziente e piena d'amore.

Il suo grado di autocontrollo viene raramente uguagliato dall'uomo. Anzi, col suo amore purissimo, può persino guidarlo ed essergli d'esempio lungo il cammino spirituale. Una donna sapiente, istruita, piena d'amore e attenta sempre a valutare se le sue parole e le sue azioni sono conformi al Dharma, è simile alla Dea Laksmi, e arreca gioia e prosperità alla famiglia. Tant’è che la casa dove la moglie e il marito, legati da un santo amore, si dedicano ogni giorno alla lettura dei libri che nutrono l'anima, cantano il Nome del Signore e ricordano la Sua Gloria, si può davvero paragonare al Vaikuntha, la Casa di Dio! La donna è un fiore che emana un raro profumo, una gemma preziosa che dà lustro alla famiglia. Una moglie virtuosa è in verità un gioiello splendente! La purezza è la virtù ideale della donna, e le conferisce un potere straordinario. Pensate che Savithri combatté contro il Dio della morte, e fece tornare in vita il marito. Anasuya, la moglie del saggio Athri e madre di Dattatreya, riuscii a trasformare in bambini persino la Trimurti; e Nalayani, che rimase sempre fedele al marito lebbroso, arrestò il corso del sole col misterioso potere della sua purezza! La purezza è il diadema della donna, la virtù per la quale merita di essere maggiormente lodata, e le cui conseguenze benefiche superano ogni descrizione. Con la forza che le deriva dalla purezza, la moglie può salvaguardare il marito e se stessa dalle sciagure, e persino guadagnarsi il cielo. Damayanthi, col solo potere della sua parola, incenerì un cacciatore che l'insidiava, e quando suo marito, il re Nala, rimase vittima di un destino crudele e dovette abbandonarla, riuscì a sopportare tutte le durezze di una vita solitaria nella foresta. La purezza è veramente la dote essenziale della donna: un gioiello dal valore inestimabile. Quando la donna oltrepassa i limiti della virtù agisce contro il Dharma, e quindi distrugge la propria bellezza e la propria cultura, attira su di se molte disgrazie e rovina la gloria di tutta la femminilità. La purezza, che possiamo anche chiamare modestia o pudore, è fatta di umiltà, castità di pensiero e di modi, mansuetudine, dedizione agli ideali più alti, sensibilità e dolcezza di carattere. Grazie al suo innato senso della correttezza, la donna modesta si mantiene sempre nei giusti limiti, perché si rende conto automaticamente di ciò che è lecito o meno, e agisce di conseguenza. Il pudore è la pietra di paragone del valore di una donna. Tant’è che l'impudica è una persona debole che offende gli interessi di tutta la femminilità: un fiore senza profumo che il mondo non gradisce ne approva. Per quanto grandi possano essere le altre doti, la mancanza di pudore rende vuota ed inutile la vita, mentre la purezza innalza la donna ai vertici sublimi della santità e l'investe d'autorità in casa e fuori, nella comunità e nel mondo.

Qualcuno potrebbe interrompermi dicendo: " Eppure oggi vengono rispettate proprio le donne che calpestano ogni senso del pudore. Camminano a testa alta e il mondo non manca di stimarle." E’ vero. Ma Io non sono tenuto a riconoscere questi atteggiamenti. Le mode attuali non Mi possono coinvolgere. Quelle donne potranno anche ricevere un certo tipo di rispetto, ma si tratta di lodi immeritate e ingiuste. E dal momento che vengono offerte a chi non le merita, equivalgono ad insulti, e accettarle significa svuotarle di significato. Quel riconoscimento che gli egoisti e i lussuriosi rivolgono all'impudica è soltanto adulazione. Qualcosa di molto simile allo sputo, sudicio e ripugnante! La donna virtuosa non cerca il riconoscimento del mondo, ma è solo attenta a non oltrepassare i limiti che non vuole trasgredire. La lode e gli onori le giungono spontanei e inosservati. Non è certo il fiore a supplicare l'ape di posarsi, ma è piuttosto quest'ultima che va in cerca del nettare, spinta dall'attrazione che nutre per la dolcezza. Lo stesso tipo di rapporto si stabilisce tra la donna virtuosa e il rispetto che genera. Se una rana si posa sul loto e comincia a gracidare, è forse segno che conosce il valore, la bellezza e la dolcezza del fiore? Le ha forse gustate? E se adula il loto, conosce almeno quel che racchiude? L’onore e il rispetto che viene rivolto oggi alla donna è proprio di questo tipo, perché chi lo offre non conosce le virtù da apprezzare, né la maniera più adeguata per valutarle. Queste persone non hanno la capacità di giudicare, mancano della fede nei valori supremi e del rispetto per le cose veramente buone e grandi. Come possiamo quindi chiamare " onore" quello che offrono? La loro " stima " è piuttosto un " certificato di malattia" per chi la riceve, o, nella migliore delle ipotesi, fa parte " dell'etichetta ". I principi dell’Atmadharma negano il titolo di donna all'impudica. Ora, riverire chi non segue l’Atmadharma è come decorare un corpo inanimato: l'anima non potrà certo godere del rispetto dimostrato al suo cadavere! Allo stesso modo l’onore tributato a chi è inconsapevole della Realtà, e non ha sperimentato lo scopo per il quale l’Atma si incarna, non porterà alcun giovamento. La donna modesta non si china a raccogliere il ciarpame, ma è molto più soddisfatta se ottiene il rispetto di se. Questo atteggiamento le merita il titolo di Grihalaksmi, vale a dire Dea del focolare. Se una moglie non possiede queste caratteristiche, la sua casa è simile ad una squallida caverna. La donna è il pilastro della famiglia e della religione. Può infondere e alimentare la fede - come pure sradicarla e distruggerla - perché possiede un'attitudine naturale allo sforzo spirituale. Una donna devota, pia e mansueta può guidare l'uomo lungo il sentiero divino e condurlo alla pratica dei valori spirituali. La donna virtuosa si alzerà ancor prima dell'alba, e, dopo aver terminato le pulizie di casa ed essersi lavata, dedicherà un certo tempo alla preghiera (japam) e alla meditazione (dhyanam). Nella sua casa ci sarà infatti un piccolo locale adibito al culto, dove verranno poste le immagini del Signore, dei santi, dei saggi e dei Maestri spirituali. La donna considererà quella stanza particolarmente sacra, e ne colmerà l'atmosfera con le sue preghiere al mattino, alla sera e nelle sacre ricorrenze. Se agirà in questo modo finirà col cambiare persino il marito ateo, convincendolo ad unirsi alle sue preghiere, ad impegnarsi in qualche buona azione o a dedicarsi ad attività sociali svolte nel Nome del Signore. In verità, proprio perché impersona la divina Energia, la donna è il sostegno della casa: questa è la sua missione.

Se invece la moglie cerca di distogliere il marito dalla via del Signore, abbassandolo dal livello spirituale a quello sensuale, e a sua volta il marito ostacola la ricerca spirituale della propria compagna, considerandola una strada sbagliata, allora la casa di una simile coppia non merita certamente questo nome, ma è piuttosto un inferno abitato da fantasmi e spiriti malefici. La donna dovrebbe cercare la Conoscenza, e vivere ogni istante nella consapevolezza di essere Atma e nel desiderio di fondersi con la Coscienza divina. Una casa dove la donna possiede queste caratteristiche; dove la moglie e il marito vivono all'ombra dei grandi ideali, cantando insieme la gloria del Nome del Signore e dedicandosi a buone azioni; dove regna la Verità, la Pace e l'Amore; dove si leggono con regolarità i libri sacri, mantenendo i sensi sotto controllo e guardando con animo equanime tutta la creazione nella consapevolezza della sua fondamentale Unità, una simile casa è veramente il Paradiso in terra. Ma per meritare il nome di moglie (Grihini: signora della casa), una donna deve conoscere la mente del marito, amarlo con sincerità e parlargli sempre con dolcezza, da vera amica. In questo modo impersonerà la Dharmapathni, vale a dire la compagna ideale, lo strumento che il Signore affianca all'uomo per provvedere ai bisogni della famiglia con mezzi onesti. Talora la moglie deve persino indicare al compagno la via del Dharma, e in questo caso assume il ruolo di "padre". Quando poi l'uomo è malato, ella diviene la " madre". La donna deve anzitutto dedicarsi al marito. Per lei questa attitudine equivale all'adorazione. Le sue preghiere e le pratiche spirituali possono aspettare, perché se non avrà prima servito il marito non otterrà mai la gioia. In verità la moglie deve considerare il marito come il Signore, e il servizio reso a lui come un atto di adorazione: questo è il suo Dharma. Solo le azioni compiute alla luce dell’Atma e col desiderio di raggiungere l'unione con l’Assoluto, possono dirsi veramente dedicate al Signore. Questo atteggiamento non genererà mai dei legami, ma anzi porterà alla Liberazione finale. Per quanto il marito possa essere spregevole e malvagio, la moglie deve correggerlo col suo amore, e aiutarlo ad ottenere la Grazia. Non deve mai pensare che il suo progresso spirituale sia indipendente da quello del compagno, ma anzi deve sentire come ugualmente le sia benefica anche la salute del marito, la sua gioia, i suoi desideri e la sua salvezza. Se agirà in questo modo la Grazia si riverserà su di lei automaticamente, e il Signore sarà sempre al suo fianco per aiutarla in ogni circostanza. Per mezzo della sua virtù, una simile donna avrà assicurato anche la salvezza del marito.

pag.45 L'ISTRUZIONE DELLA DONNA

L'istruzione è necessaria tanto all'uomo quanto alla donna, ma per quest'ultima dev'essere idonea alle sue particolari necessità. I genitori, infatti, devono educare adeguatamente le proprie figlie, perché la donna istruita favorisce la diffusione del Dharma nel mondo. Io però non approvo che le venga concessa troppa libertà in certi settori, perché questo la danneggia. Ad esempio, un'eccessiva indipendenza distrugge il rispetto del Dharma, e l'indiscriminata promiscuità sociale porta a risultati disastrosi. La sua istruzione ( vidya) deve mirare a farne un essere ideale, e, proprio per questo, va costruita sulle fondamenta della discriminazione spirituale (viveka). Anche nel passato ci furono delle donne istruite, ma non violarono mai il loro Dharma specifico né perdettero di vista la Meta dell’Atmadharma. Esempi di modestia come Sulabha, Savithri, Anasuya, Gargi, Nalayani e altre ancora, devote come Mira, yoghini come Chuda, tutte ebbero i loro natali in questa terra di Bharath (India) e, con la loro rettitudine, contribuirono a rafforzare il Dharma. Pensate che una volta Sulabha parlò dell'Atma con tanta competenza ed esperienza da stupire persino l'imperatore Janaka! Del resto, la semplicità, l'umiltà e la dedizione che, ancor oggi, brillano nei cuori delle donne indiane, sono dovute proprio agli esempi forniti da queste eroine ispirate dalla Devozione (Bhakti) e dalla Conoscenza (Jnana). Ecco perché le donne dovrebbero trarne ispirazione e cercare di imitarle. La donna indù deve sempre venire guidata dall'ideale del Dharma e dal desiderio di progredire nella disciplina spirituale. Può impadronirsi di qualsivoglia settore della scienza moderna, purché non dimentichi il benessere dello spirito e l'interesse per gli studi vedantici che sviluppano la visione interiore. Senza questa preparazione la donna è come una roccia instabile, pericolosa a se e agli altri: un vero e proprio essere senza equilibrio. L'India ha generato molte donne come Sulabha che conobbero Dio per mezzo della ricerca spirituale. Donne di una tale santità e dottrina che persino i maestri e gli eruditi si recavano da loro per ricevere consiglio e guida. Del resto, sapete su cosa si basa il progresso, sia della nazione che della comunità e della famiglia? Sulla giusta istruzione delle donne. L'India potrà risorgere alla sua antica grandezza, soltanto se le donne conosceranno a fondo l’Atmavidya, vale a dire la scienza della realizzazione dell’Atma. Se questo Paese vuole raggiungere il benessere e godere di una pace durevole, deve preparare le donne con un sistema educativo che dia la massima importanza al comportamento etico e alle qualità morali. La causa dell'attuale decadimento dei valori e del disordine sociale risiede proprio nell'aver trascurato questo aspetto dell'educazione femminile. La terra e il cielo sono sempre gli stessi, ma l'ideale educativo è passato dal Dharma all'Adharma! Oggi l'istruzione viene chiamata vidya, vale a dire conoscenza; ma basta guardare la personalità, il modo d'agire e il carattere degli " istruiti", per rendersi conto che quel titolo è immeritato. La persona che ha ricevuto un'educazione, dev'essere in grado di vivere nella gioia dell'Atma, senza lasciarsi coinvolgere dalle circostanze esterne. Deve, inoltre, aver afferrato lo scopo dell'esistenza ed essere consapevole della disciplina che conduce alla Realizzazione. Anticamente, il diploma che gli studenti desideravano conseguire era la Grazia del Signore, e veniva concesso a chi dimostrava di saper coltivare le qualità morali e la conoscenza del " Sé"; a chi era in grado di sublimare gli istinti, mantenendo una buona condotta e promuovendo delle sane abitudini; a chi possedeva il controllo dei sensi e della mente, e la capacità di sviluppare le qualità divine. Oggi, purtroppo, le cose sono cambiate, e gli attestati si conquistano sgobbando sui libri! Tant'è che l'attuale educazione scolastica non è in grado di conferire una preparazione morale e spirituale. L’educazione della donna dev'essere molto ben pianificata. Voglio dire che è necessario prepararla a capire i problemi della nazione, perché, nei limiti delle proprie capacità, possa dare il suo contributo al Paese, alla comunità e alla famiglia. Una nazione si edifica solo sulla cultura delle donne. La generazione futura è formata dalle madri di oggi; e quella attuale è rovinata dall'ingiustizia e dal disordine, proprio perché le madri che l'hanno plasmata non sono state sufficientemente attente ed intelligenti. Ad ogni modo quel che è stato è stato, ma perché possa salvarsi almeno la prossima generazione, è necessario mettere in guardia le future genitrici, incoraggiandole a prendere come modello le donne del passato. La donna è stata, è e sarà sempre la spina dorsale del progresso, il cuore della nazione, anzi il suo stesso respiro vitale. Nello spettacolo della vita le è stato assegnato il ruolo più sacro e importante, vale a dire la missione di stabilire i criteri della rettitudine e dell’etica, nonché la preparazione morale e spirituale dei figli. Se la madre è virtuosa e rispettosa del Dharma, anche i figli saranno morali, e seguiranno automaticamente e vantaggiosamente il suo esempio. Ecco perché l’educazione della donna, rispecchiandosi nel suo modo d'agire, determina l'ascesa o il declino della società. Le persone più anziane e i genitori hanno in questo compito una grande responsabilità. Prendete ad esempio gli studenti moderni: non hanno la minima traccia di educazione, e gli argomenti spirituali li muovono al riso! La loro abilità oratoria e l'eleganza nel vestire non esprimono la cultura, ma soltanto una moda. Quanto poi alle donne istruite del giorno d'oggi, sono assolutamente incapaci di mandare avanti una casa, anzi la scambiano per un albergo, e quindi dipendono dalla cameriera e dalla cuoca. Servono solo a decorare la casa come delle bambole dipinte, e costituiscono un intralcio e un peso per quel povero marito che assillano con continue richieste di denaro! Tant'è che questo rifiuto del lavoro domestico, a tutto vantaggio di una vita pigra e sedentaria spesa tra il mangiare e il dormire, le rende facile bersaglio di molte infermità e di una morte prematura! La licenziosa condotta femminile ha diffuso nel mondo un'atmosfera di declino del Dharma. Le donne stanno danneggiando se stesse a furia di rincorrere i piaceri mondani, incuranti della necessità di formarsi un buon carattere. Sono affascinate da quella pseudo libertà che alimenta il loro orgoglio. Lavorano per fare carriera, frequentano chiunque senza discernimento, mancano di rispetto alle persone anziane, perdono il timore del male e del peccato, non ascoltano i richiami delle persone buone e sante, costringono il marito a ubbidire ai propri capricci e rifiutano di pentirsi dei propri errori. Queste caratteristiche non sono certo degli indici di educazione, ma piuttosto di ignoranza (avidya).

Atteggiamenti egoistici che rendono sgradevole e persino brutta una persona. Se la moglie considera sacra la casa del marito, quella casa sarà per lei il luogo più bello, e le fornirà tutte le capacità e le qualifiche che desidera. Un santo poeta scrisse: " La casa è il suo tempio, la sua scuola, il suo campo da gioco, l'arena politica, l'agro sacrificale e l'eremitaggio." La donna istruita può svolgere un lavoro utile all'interno della comunità, compatibilmente con la propria abilità, le inclinazioni, le aspirazioni, il carattere, il livello di educazione, le abitudini, la disciplina e l'erudizione. Non deve mai offuscare la sua reputazione o quella dei genitori e della famiglia, ma deve fare sempre attenzione al proprio comportamento, evitando l'eccessiva promiscuità e i discorsi frivoli. Ricordate che una donna senza un buon carattere vale quanto un cadavere! Una moglie dotata di discernimento promuoverà solo quelle azioni che portano onore e lustro alla fama del marito, evitando tutto quanto possa danneggiarlo. Ecco perché si dice che la virtù (sadguna) è il segno distintivo della persona istruita, è ciò che dà valore all’educazione. Non sostengo che le donne non debbano essere istruite o, peggio ancora, rese estranee alla convivenza sociale. Se sono dotate di buone qualità, e se queste qualità si uniscono alle buone azioni e alle buone abitudini, al rispetto della Legge eterna (Sanathanadharma) e alla disciplina spirituale (sadhana), allora, dovunque vadano, la loro educazione sarà valida e vantaggiosa per la società. Lo studio e l'ambiente non sono dannosi in se stessi: i risultati buoni o cattivi dipendono dall'uso che ne fa l'uomo. Voi tutti sapete che la gatta prende in bocca il gattino e il topo, ma salva il primo e uccide il secondo. I denti però sono neutrali: la diversità di comportamento è dovuta solo alla presenza dell'uno o dell'altro. Allo stesso modo l'istruzione può da un lato sviluppare la discriminazione, infondere il desiderio di aiutare il prossimo, incoraggiare l'indagine interiore, la ricerca dell’Assoluto e persino spianare la via verso la santità; mentre dall’altro può rafforzare le radici della falsità, dell'ipocrisia, della crudeltà e dell'ingiustizia, insegnare delle nuove arti per ingannare il prossimo e rovinare la vita terrena. Come si vede, l'istruzione è in grado di trasformare l'amore in odio e la verità in pomo della discordia. La donna, indipendentemente dal tipo e dal valore dei suoi studi, nonché dal livello sociale suo e del marito, dev'essere profondamente convinta che il vero fascino consiste in un buon carattere, che la moralità è l'anima stessa della femminilità, il pudore è la forza vitale e la verità un dovere quotidiano. Deve piantare nel cuore i semi del timore di Dio e del peccato, coltivare l'umiltà e seguire strettamente il Dharma, sia in campo religioso che morale e fisico, nella convinzione che esso rappresenta l’essenza di ogni processo educativo. Dev'essere pronta a sacrificare la vita per salvare l'onore, e disposta a coltivare e preservare la sua modestia e il senso di venerazione per il marito. Questo è il suo Dharma fondamentale, vale a dire la ragione stessa che l'ha portata a nascere donna.

La conoscenza

La Conoscenza e la donna pag.35 [90]

Chiunque, senza eccezione di classe, posizione sociale o sesso, può avere la Conoscenza. Se dicono che le donne non ne hanno diritto, perché si racconta che Shiva abbia insegnato il Vedanta(24) a Parvati ? (25). E come mai il grande Yogi Kapilacharya insegnò il Sankhya Yoga (26) a sua madre Devahuti? Ed il grande Rishi Yajnavalkya insegnò alla moglie Maitreyi i principi essenziali della filosofia vedantica, com'è detto nella Brihadaranyaka Upanishad? (27) Le Upanishad non possono essere nel falso; le Scritture che narrano questi fatti dicono solo il Vero. Il saggio Matanga(28) fu senza dubbio un grande asceta. Il Ramayana non racconta forse che egli insegnò a Sabari il segreto della sacra dottrina di Brahman? E’ una falsa affermazione? E, per venire all'era presente, chi non sa che la dotta moglie di Suresvaracharya discusse con Shamkaracharya in un dialogo filosofico su Brahman?

Colloqui

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H - Mi pare che le discipline ascetiche, così come le descrivono, siano sbagliate, perché sono un lavoro cosciente che mira ad una ricompensa. Mi pare che l'ascesi è reale solo se è spontanea; cioè, quando uno ama Dio spontaneamente, non può fare a meno di amarlo, e non può fare a meno di cercare.

SAI - [10] pag.34

E’ come dici tu, ma questo amore spontaneo per Dio non l'hai ancora sperimentato; è ancora solo un concetto. La tua convinzione, (intellettuale) che l'amore di Dio esista in te per natura è il risultato di molte vite di pratica spirituale.

H - Qual è la pratica spirituale adatta ai vecchi pensionati?

SAI - [11] pag.34

Meditazione mattina e sera, e la giornata impiegata in un buon lavoro.

Visitatrice - E per le donne?

SAI - [12] pag.34

Le donne hanno i loro doveri di casa, i figli e il marito, sono molto affaccendate. Possono meditare al mattino e alla sera, e il lavoro del giorno che dedicavate agli altri fatelo come preghiera a Dio. Questa è la migliore pratica spirituale per le donne.

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Discorsi vol. X 1° tomo

pag.24

...Le giovani ragazze che oggi stanno studiando in questo collegio, diverranno madri domani. E’ perciò necessario che esse si arricchiscano di tutta la cultura, l’istruzione e la saggezza che occorreranno nelle loro vite future. E’ perciò soprattutto importante che le ragazze che studiano qui si istruiscano per poter vivere gli ideali e le aspirazioni della donna indiana. Una donna deve mantenere la sua casa, ma ella non è solo una donna di casa, da lei dipende la gloria dell'intera nazione. Ecco perché noi diciamo che questa è la nostra madre patria. E’ in questo spirito che ci riferiamo alla nostra nazione come a Bharatamata l. Inoltre troviamo che alle donne è stata riconosciuta la posizione principale quando vengono associate con il loro partner, come per esempio in Sita-Rama, Lakshmi-Narayana, Radha-Krishna e Parvati-Parameswara2.

Lo scopo dell’apertura di tali istituti è quello di enfatizzare l'importanza delle donne nel nostro paese e di istituire questi principi. Io mi aspetto che le ragazze che studiano in questo college coltivino buone qualità che procureranno nome e fama alle loro terre natie e a quelle dove esse si stabiliranno dopo il matrimonio. Le abitudini primitive e il comportamento volgare che noi troviamo nelle ragazze di oggi non dovrebbero sussistere nelle ragazze di questo college. Le ragazze del "Sathya Sai College" dovrebbero mantenere gli ideali della istituzione e tenere alto il prestigio della loro terra, della loro società e della loro cultura. Solo allora sarà raggiunto lo scopo di avere istituito questo college. Proprio pochi minuti fa, il Primo Ministro del Rajasthan ha dichiarato che è stata donata un'area a questo college. E’ nostro desiderio costruire un bel tempio in quell'area perché ciò possa servire come fonte di ispirazione per il popolo del Rajasthan. Il Comitato Centrale, così come il Comitato Statale, sono pronti a intraprendere questo lavoro. Noi presto costruiremo un tempio di cultura a beneficio degli studenti di questo college. Tutto ciò necessita dell'appoggio di tutte le persone di ogni condizione sociale, affinché uniscano le loro mani in un lavoro comunitario. La stoffa assume una forma solo quando si uniscono i vari fili. Se i fili sono separati non vi è stoffa.

Discorsi vol. X 2° tomo

pag.224

...Le gopi allenarono la mente ad aiutare e promuovere la disciplina spirituale, perciò non vacillarono mai, ne si smarrirono in cattivi sentieri. Esse aderirono a Krishna, Krishna l'amico, il parente e il compagno, l'amante o l'amato.

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Quando Krishna fu informato dai Suoi amici e compagni che i pacchi di cibo che avevano portato da casa non erano sufficienti ad alleviare la loro fame, Egli consigliò loro di addentrarsi un poco nella foresta e chiedere cibo ai sacerdoti Brahmini che stavano eseguendo un grande Yaga. Ma quando vi si recarono, i sacerdoti non li fecero neppure parlare, perché la loro purezza cerimoniale sarebbe stata rovinata dal conversare con gente nata in caste più basse! Inoltre lo Yaga non era ancora finito, l'offerta propiziatoria del fuoco non era stata fatta, e non potevano donare del cibo prima di aver mangiato essi stessi il loro pasto. Quando i ragazzi tornarono coi visi lunghi che indicavano il loro fallimento, Krishna chiese loro di ritornarci, passar oltre gli uomini e rivolgere la loro richiesta alle donne. Krishna assicurò loro che sarebbero tornati felici e con una grande quantità di cibi. I ragazzi trovarono le donne impegnate nella cucina, ma quando dissero loro le ragioni per cui Krishna li aveva mandati, lasciarono la cucina e corsero da Krishna con enormi quantità di pietanze già preparate per la grande festa. I loro cuori si intenerirono al pensiero che Krishna avesse urgente bisogno di cibo. Esse avevano udito dei lila divini di Krishna che rivelavano la Sua natura di Avatar, cioè la distruzione e la sconfitta da parte Sua della forza demoniaca mandata dal Suo malvagio zio Kamsa per ammazzarLo. I sacerdoti comparvero in cucina quando lo Yaga finì e trovarono i recipienti vuoti e le donne assenti, perché erano andate da Krishna e dai Suoi compagni.

Le donne salvano la cultura di questo paese con maggiore tenacia e fede. Esse mantengono gli uomini sul sentiero morale e li ispirano a seguire la disciplina spirituale. I loro cuori sono teneri e pieni di compassione per gli affamati e gli afflitti. E’ per questo che in questa terra le donne sono adorate e riverite. Gli anziani citano gli Sastra e dicono che la casa il cui pavimento è bagnato dalle lacrime di una donna non può mai vedere pace e prosperità. Sri Ramakrishna Paramahamsa ebbe molta cura affinché Saradamani Devi non prendesse troppo sul serio i suoi semplici scherzi e canzonature, perché avrebbe potuto soffrirne e piangere. Noi adoriamo la terra in cui siamo nati come la nostra "madre terra", la lingua che impariamo dalle labbra di nostra madre come "madre lingua" e la scrittura che ci insegna la moralità come "madre Veda". In questo modo bharathya (indiano) ha quattro madri, inclusa la madre che lo ha generato. Secondo la cultura indiana, tutte le quattro madri devono essere adorate come Dio. Per vivere secondo gli alti modelli di moralità che la cultura Bharathya si aspetta da ognuno di voi, dovete coltivare amore, non violenza, forza d'animo ed equanimità. Gli ultimi tre proteggono e incoraggiano il primo, l’amore che voi vi disponete a coltivare. Molte persone riescono, con l'aiuto delle ultime tre qualità, a radicare la mente nell’amore universale, ma un grande numero di sadhaka rinunciano all'ascesa a metà cammino perché perdono la sicurezza nel loro vero "Sé". Essi non credono in Dio che è l'incarnazione dell'amore ed è il loro reale sostegno. Il primo debole dubbio li scoraggia e regrediscono verso una vita di soddisfazioni sensuali. Solo il sadhana può spronare tali persone ad avanzare sul sentiero spirituale. I saggi sono sostenuti dalla beatitudine della loro coscienza genuina: ricercatori e aspiranti sono soddisfatti nei loro desideri dalle esperienze della gente che ha avuto fiducia in loro. Gli atei sono attaccati con l'esile filo della ragione alle credenze che hanno una volta nutrito. Se avessero avuto fede nel loro "Sé", avrebbero compreso che il loro "Sé" deriva forza e gioia solo dal "Sé" Superiore o Dio. Coloro che negano Dio o la Suprema Volontà o la causa prima, non possono dare spiegazioni della loro posizione; né lo possono coloro che asseriscono che Dio c'è. Entrambi devono fare affidamento sulla loro esperienza. Dopo tutto, come può negare la dolcezza l'uomo che rifiuta di assaggiare lo zucchero? Come può convincersi che lo zucchero è dolce finché non lo assaggia? Noi dobbiamo sperimentare la grande meraviglia dell'energia che manovra le cellule e gli atomi piccolissimi, così come le stelle più lontane e più grandi. Come possiamo capire l'onnipresenza e l'onnipotenza se non accettando Dio come l'architetto del cosmo? Forse avete già sentito dire da qualcuno che nessuna persona vivente può essere adorata come Dio, anche se le sruthi dichiarano: "Daivam manusha roopena" (Dio deve essere visto nella forma umana). Forse chi parla così può riverire solo un cadavere! Non Sivam ma Savam è ciò che essi vogliono venerare. Molte persone evitano la verità di Dio, poiché hanno paura di affrontare la verità su se stessi e gli altri. I Veda dichiarano: "sathyam vada" (dite la verità), ma queste persone si sono così abituate alla opportunità e al profitto temporaneo che non possono sopportare lo splendore della verità. Per loro non è piacevole neppure il sentiero del dharma. Esse sono abituate alle vie traverse piuttosto che alla diritta, luminosa via del dharma. I Veda dicono: dharma chara (camminate nella via del dharma), ma per coloro che vivono nella disonestà, come può il dharma essere piacevole? Così le persone ripetono come pappagalli i due detti vedici citati, ma non sentono il bisogno di osservarli nella vita quotidiana. In realtà, Verità è Dio: Amore è Dio; Dharma è Dio. Le gopi e i gopala videro in Krishna l'incarnazione della verità, dell'amore e del dharma. Ciò che Egli diceva era verità; ciò che Egli era, era amore; ciò che faceva era amore; ciò che faceva era dharma. Erano così immersi nella coscienza di Krishna da vederLo ovunque e in ogni cosa. Krishna non esisteva come un'entità separata nella casa di Nanda; Egli era proprio nella loro coscienza, in tutti i livelli di essa. Gopi e gopala erano davvero fedeli bhaktha.

Pag.229 MADHURA BHAKTHI

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La riva dello Yamuna: calma... incanto... ispirazione...fremito. La fresca brezza portava all'orecchio morbide e dolci arie di musica divina dal flauto di Krishna. Radha scendeva dall'alta duna di sabbia verso la riva dell'acqua, con un grande vaso appoggiato sul fianco. A metà strada, rallentò perché aveva udito il suo nome trasportato dal vento, dal luogo dove stava Krishna: <<Radha, Radha>>. Con gli occhi bene aperti ella guardò da tutti e quattro i lati. Non si vedeva nessuno in nessun posto. E nessuna abitazione attorno. Così soleva fare Krishna. Radha svenne e cadde, col vaso ancora nella piega del braccio. Improvvisamente, si svegliò alla realtà. <<Non c'è un luogo in cui Tu non sia>>, disse nel suo cuore, indirizzandosi a Krishna. <<Sicuramente la chiamata è venuta da Te, altrimenti non avrebbe potuto essere così morbida e dolce, così sincera e irresistibile. Ma lascia che Ti chieda solo un favore. Tu fai recitare a tutti noi i nostri ruoli; noi recitiamo le nostre parti come meglio possiamo. Tu ci spingi a ridere e piangere, e ciò rallegra il Tuo cuore. Io ho avuto abbastanza. Per piacere, lascia che torni al mio posto. Io mi sono lasciata guidare dal desiderio e dalla delusione, dalla rabbia e dalla previsione, dall'ansietà e dall'aspirazione. Mi sono nutrita con vibrazioni sensuali: suoni melodiosi, tatto liscio, gusto d'ambrosia, visione ammaliante, e fragranza che confonde. Ho avuto alle caviglie il tintinnio dell'illusione. Ho fatto la conoscenza sia dell’applauso che della derisione del mondo. Quando ho cantato, l'illusione ha marcato il tempo in accompagnamento. Il thamasico e il rajasico mi hanno incoraggiato a danzare con la loro melodia di sfondo. Ora i miei arti crollano. Sono stanca di tutto questo. Possa il gioco finire, per quanto mi concerne. Per piacere, per piacere acconsenti a questa mia preghiera”. Ma Krishna non acconsentì. Egli Si avvicinò sempre più.

Il Signore è uno specchio limpido nel quale il cuore puro è riflesso chiaramente. Radha era la Sua immagine, l'incarnazione della Sua estasi. Radha era la ahlaadini shakti di Krishna, e perciò i due erano inseparabili, indivisibili. Per questo Krishna chiamò <<Radha, Radha>>, quando ella apparve sulla riva dello Yumana. Radha continuò. <<Questa è la migliore occasione per me di deporre la gemma della mia devozione ai Tuoi piedi. Ahimè, non è ancora tagliata, è dura. Sono rimasta così a lungo nella credenza che il mondo fosse solo dolce, ma è anche amaro. Ne ho avuto abbastanza. Io sono, come Tu sai, prakrithi dhara, chiamata Radha, perciò sono gravata dai tre guna: sathwa, rajas, e thamas; poiché prakrithi è femminile, io sono femminile>>.

Prakrithi è femminile, e perciò la sua rappresentante, Radha, è anch'essa una stri o donna. La parola sanscrita stri ha tre consonanti: sa, tha e ra. Queste consonanti significano i tre guna in questo ordine: sa significa sathwaguna, tha significa thamoguna e ra significa rajoguna. Le donne hanno sathwaguna in grande misura. Esse sono per natura utili, tenere, compassionevoli, umili e fiduciose. Poi, hanno una buona misura di thamoguna. Sono timide, riservate e poco intraprendenti. E’ bene che le donne siano tali. Sono state dotate dalla natura solo di una piccola dose di rajoguna. Naturalmente questa è solo la verità generale; possono esserci eccezioni, in cui il rajoguna predomina e il thamoguna recede nello sfondo. Rajoguna fa le donne aggressivamente temerarie, avventurose e desiderose di liberarsi dalle limitazioni. Il giorno in cui rajoguna sarà accettato come attributo della natura femminile, segnerà l'inizio della fine della femminilità. L'uomo ha solo una casa, ma la donna ne ha due da salvaguardare dalla cattiva fama: la casa in cui è nata e cresciuta e la casa di suo marito. Quando ella rompe tutte le regole e corre sfrenata nella libertà, diventa dannosa per la reputazione e il buon nome di entrambe le famiglie: quella dei suoi genitori e quella dei suoceri. La cultura indiana e le tradizioni spirituali hanno sempre conferito un alto posto alla donna, poiché su di lei si fonda la forza dell'intera struttura sociale. Ella è compagna e guida del suo sposo, la prima insegnante dei suoi bambini, un esempio per il loro comportamento sociale, un modello per il loro linguaggio e un guardiano della loro salute e felicità mentale. Ella è chiamata l’ardhangini del suo sposo, il "mezzo corpo". Ci sono molti esempi in cui Dio è adorato come ardhanariswara, metà donna e metà uomo (la metà destra maschile e la metà sinistra femminile). L'onore e la gloria del paese sono risposti nelle mani della donna. Tutte le volte che si compie un rito religioso, o si propiziano gli dei e le dee con qualche rituale, la moglie deve essere al fianco del marito, altrimenti il rito è inefficace. Questo è l’alto stato conferito alle donne sposate dalle Scritture religiose indiane. Nessun dono caritatevole può essere valido finché la moglie non ha confermato il suo accordo, santificando il dono al momento in cui è presentato. Naturalmente, ella non ha l'autorità di compiere questi riti da sola, e perciò è chiamata abala (senza potere). Il potere qui implicato è "potere spirituale sui riti". Sfortunatamente, l'uso di questa parola è diventato così diffuso che le donne stesse sono arrivate a credere di essere fondamentalmente deboli e prive di potere in tutti i campi. Questo è un grande errore; le donne non sono deboli, è negata loro solo l'autorizzazione di compiere i rituali. Quando Rama decise di compiere il sacrificio di Aswamedha, fu sollevata l'obiezione che Sita era in esilio nella foresta, e perciò senza la Sua sposa Egli non poteva eseguirlo. Alcuni saggi proposero di collocare una statua d'oro della moglie assente al fianco del celebratore, e così fu fatta una statua d'oro di Sita e posta al fianco di Rama prima che iniziasse lo yajna. Abala non significa mancanza di forza fisica o mentale. La moglie può veramente fare della casa del suo sposo un tempio, una scuola, una camera di consiglio o un eremitaggio. Radha visse una vita di donna ideale, secondo modelli fissati dal Sanathana Dharma, e tenne i suoi pensieri fissi sempre al Signore, in pura, incessante devozione, e così si assicurò la beatitudine di fondersi in Lui. Questa è la bhakthi chiamata nelle Scritture madhura bhakthi.

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... L'educazione deve chiarire la meta della vita alla generazione che sorge e indicare il modo e i mezzi per raggiungerla. Le donne prendono parte all'educazione moderna in numero sempre maggiore al giorno d'oggi. Esse servono negli uffici, scuole e industrie. Inoltre salgono a posizioni di autorità in altri campi. Ma la maggior parte di esse sono spinte dal desiderio di potere più che da ideali di servizio, desiderano sempre più conforti materiali. Ma quando le donne corrono dietro ai lavori chi gestisce la famiglia? Se entrambi, padre e madre, stanno negli uffici per guadagnare denaro, cosa accade ai bambini? Riversati sopra ai libri, come può la cucina funzionare? Più denaro potrà esser guadagnato, che però conduce solo a maggiore ansietà, maggiore agitazione e maggiore perdita. Le donne che lavorano fuori di casa non hanno felicità degna di questo nome. La donna istruita deve utilizzare la conoscenza e l'abilità acquisite per indirizzare i suoi bambini a divenire cittadini sani, virtuosi e disciplinati, così che essi possano essere di grande utilità per la nazione, la cultura e la comunità. Guadagnare denaro non è tutto il fine dell'educazione. E’ la cupidigia di guadagnare denaro con ogni mezzo, più rapidamente possibile, che ha condotto ai mali che vediamo oggi nella società. Il denaro genera orgoglio, l'orgoglio nutre l'odio.

Nessuno ha la qualità aurea di essere soddisfatto. L'uomo insoddisfatto è tanto cattivo quanto perduto. Non c'è limite ai desideri dell'uomo. Ogni persona che ha potere sugli altri brama di elevarsi sempre più in alto ed esercitare sempre maggiore influenza, ma nessuno tenta il rigoroso esame di se stesso, per scoprire se ha la capacità e il titolo per occupare la posizione a cui brama. Coloro che compiono con gioia i doveri della posizione che occupano sono molto pochi. Ognuno, adatto o non adatto, lancia pietre nella speranza di prendere un frutto dall'albero carico. Gli studenti devono coltivare l'umiltà e l'abitudine all’autoesame. Un'altra ragione per la prevalente insoddisfazione che sopraffà il giovane è la cronica ipocrisia degli anziani. La gente stessa che proclama l'efficacia della verità dai pulpiti, i predicatori stessi che si dilungano in dharma e santhi, vivono senza alcun riguardo per la verità. La determinazione che si deve agire secondo le proprie professioni è scomparsa. Noi possiamo stabilire pace e prosperità, moralità e rettitudine nel paese, solo quando coloro che predicano e coloro che insegnano alti ideali, agiscono secondo le loro stesse esortazioni. La pura ignoranza è la radice della mancanza di rispetto verso la cultura indiana e del fascino esercitato dalla cultura dell'Ovest. Queste persone afferrano almeno pienamente i valori della cultura occidentale? Sono adottate solo le frange e le frivolezze. Come può una persona che non è capace di capire la sua cultura ereditaria capire il significato di un'altra cultura? Il vero segno dell'educazione è l'umiltà. Perché c' è sempre molto da investigare e da imparare. Ci sono sempre più persone istruite, che trattano con leggerezza la propria cultura. La disciplina è importante per imparare, e lo è anche di più per trattare con gli altri. Una persona indisciplinata è un pericolo per la società: in ogni momento può cadere in un eccesso di pazzia. L'uomo deve riconoscere quali sono i limiti, le regole e i fatti stabiliti dai saggi del passato per avere la sicurezza sociale e l'avanzamento individuale. Il codice di condotta stabilito per gli studenti di questo collegio vi aiuta a sviluppare qualità che vi porranno più tardi nella vita in una buona posizione. L'occhio, l'orecchio, il naso, la lingua (i quattro sensi: vista, udito, olfatto e gusto) sono tutti posti nella testa. Naturalmente, l'occhio e la lingua sono stati provvisti di porte, perché le porte possono tenere fuori ciò che non è desiderabile e accogliere ciò che è desiderabile. Desiderate solo la vista di cose benefiche, desiderate solo parlare di ciò che potrà condurre alla pace e all’armonia. Non indulgete in loquacità. Se diventate troppo loquaci, soffrirete di memoria debole, cattiva fama sociale e debilitazione nervosa. Voi avete la grande responsabilità della maternità e il dovere di educare i vostri bambini perché diventino forti cittadini di questo paese. Assieme con la laurea universitaria, dovete acquisire anche qualche conoscenza generale, essenziale per i capifamiglia e gli altri. Altrimenti, benché marito e moglie siano entrambi laureati, saranno impotenti e disperati persino se il bambino ha un piccolo raffreddore. Dovete inoltre essere ben edotte su qualche disciplina spirituale come namasmarana, meditazione e yoga, così che non possiate essere trasportate da ogni vento contrario che soffia. E’ meglio che imprimiate nel vostro cuore la natura duale del mondo, che è un misto di piacere e sofferenza, di gioia e dolore, di vittoria e sconfitta. Cercate di sentire la costante presenza di Dio, e imparate a offrire tutte le vostre attività ai Piedi del Signore, come un atto di adorazione; allora esse saranno libere da difetto. Sri Krishna consigliò ad Arjuna di entrare nella "battaglia", e nello stesso tempo gli disse di non avere odio verso i "nemici". Queste possono sembrare due attitudini inconciliabili, perché la guerra è raga (passione, attaccamento) e la rinuncia all'odio è vairagya (assenza di raga). Arjuna chiese a Krishna come potesse conciliare queste due attitudini. Krishna disse: <<Maam abuslara, yuddhyacha>> (Tienimi sempre nella tua mente e combatti). <<Non coltivare il sentimento egoistico che chi combatte sei tu Io ti uso come Mio strumento". Anche il cibo che prendete è per propiziare Lui, che risiede nei corpi come Vaiswarana, desideroso di digerire il cibo che poniamo in esso. E’ il Signore Colui che riceve il cibo, Lo digerisce e fornisce forza alle varie membra del corpo. Questo collegio fu fondato dieci anni fa. Vale a dire, esso è ora una vivace ragazza di dieci anni. Una bambina di due o tre anni non oserebbe arrischiarsi fuori di casa da sola. Una ragazza adulta di venti anni può badare a se stessa dovunque sia. Ma una ragazza di dieci anni non può essere tenuta a casa, né sa come badare a se stessa fuori. Perciò dobbiamo tutti guardarla e guidarla con grande cura e diligenza. Dobbiamo guardare che gli ideali e gli scopi di questo collegio siano mantenuti e incoraggiati. Il suo successo e la sua reputazione sono basati sulla vostra disciplina, devozione e dovere. Ora e in seguito dovrete condurre una vita virtuosa ed esemplare e portare onore ai genitori. Non agognate troppo una libertà irresponsabile. Le donne soffrono moltissimo quando sono incitate da questo desiderio. Voi dovete essere i modelli portatori degli ideali educativi di questo collegio. Le insegnanti devono essere consapevoli della loro responsabilità, per dare esempio agli studenti. Quando un'insegnante trascura il suo dovere o abbassa il suo modello di condotta, centinaia di studenti ne sono colpiti. La forza morale e le virtù delle insegnanti saranno riflesse negli studenti. Voi dovete servirli come vostri stessi figli, che hanno bisogno e meritano il vostro amore. Siate come madri per questi bambini e lasciate che questo collegio vibri dell'amore dato e dell'amore ricevuto.

Discorsi volume I

pag.78

... E' necessario sottolineare anche il valore del carattere, perché questa è una scuola femminile, e qualità come la modestia e la devozione a Dio sono per le donne del veri gioielli. Ricordatevi che le donne conservano i valori tradizionali della nostra cultura e mantengono il Paese in equilibrio. Se fallissero sarebbe Kshama, non Kshema, credeteMi. Concentrate, quindi, i vostri sforzi educativi nel costruire il carattere degli studenti, perché solo allora potrete dedicarvi con fiducia, su quella base, a costruire la sovrastruttura del curriculum scolastico e tutto il resto. Gli alunni devono conoscere il segreto di una vita felice e di una felice collaborazione con gli altri membri della comunità. Ci sono doveri verso se stessi, la propria famiglia e la società che devono venire adempiuti intelligentemente e con gioia, perché solo in questo modo la vita potrà essere armoniosa e feconda. Dichiaro che il compito di rinnovare e riformare l'educazione fa parte della Mia missione, e tra non molto tempo Mi vedrete impegnato a correggere coloro che si limitano a parlare lungamente e stentoreamente della ricostruzione e conservazione, dei valori spirituali. Le ragazze sono le artefici delle famiglie di questo paese, quindi, questa scuola è un istituzione estremamente importante per questa città, anzi essenziale. La donna viene onorata qui come Lakshmi del focolare, come Dharmapathni o compagna nel pellegrinaggio verso Dio e l’autorealizzazione e come signora della casa. Se in un paese le donne sono contente, sane e sante, gli uomini saranno coraggiosi, onesti e felici. Thyagaraja ha cantato che persino i più forti tra gli eroi sono Kanthadasa, cioè governati dai desideri delle donne; perciò quest'ultime hanno un ruolo determinante nell'elevamento individuale e sociale. A Mio parere, quindi non graverei le ragazze con lo studio particolareggiato della geografia dell’America, dell’Australia o della Germania, ma vorrei piuttosto che conoscessero la tecnica della calma mentale e dell’armonia sociale, del servizio e della parsimonia. Fate che sviluppino la paura della falsità e dell'abbandono all'errore morale, perché queste cose sono ancora più importanti del timore di Dio. Fate che abbiano esperienza della gioia che può dare il servizio ai bisognosi e che deve essere prestato senza minimamente pensare ai benefici che possono derivare dalla gratitudine. Fate che imparino a liberarsi dall'egoismo che avvelena il Seva persino agli esperti in questo campo, che vanno in giro esaltando la propria opera di fondatori e promotori di questa o quella istituzione in favore dei poveri o degli invalidi. La gioia del Seva sta nell'atto in sé stesso; il suo frutto consiste nell'eliminazione di ahamkara, non nella sua moltiplicazione. Le studentesse di questa scuola saranno più tardi investite del ruolo glorioso e responsabile della maternità, quindi le insegnanti di una scuola femminile hanno un compito molto importante: formare la storia futura di questo Paese. Le madri sono le colonne della casa, della società, della nazione e di tutta l'umanità; esse dovrebbero conoscere il segreto della pace mentale, del silenzio interiore, del coraggio spirituale, del contentamento che e la più grande ricchezza e della disciplina adhyatmica che dona una gioia permanente. La madre dovrebbe insegnare ai figli il valore di Namasmarana e della pulizia mentale e fisica. Dovrebbe essere simile a quella descritta in una storia di Vivekananda che consigliava al figlio di invocare Krishna, mentre attraversava il bosco da solo per recarsi a scuola. I genitori devono integrare a casa gli insegnamenti che i figli ricevono a scuola, mettendosi al corrente delle lezioni impartite, e facendo in modo che la loro condotta e i loro consigli non siano in contrasto con quello che il bambino apprende dall'insegnante che costituisce il suo idolo. Gli insegnanti e i genitori devono fare in modo che, in questi anni formativi, i bambini imparino certe buone abitudini e attitudini. Quello che viene letto sui libri deve poi essere meditato, ripensato con calma e riflettuto in silenzio. E' questo un ottimo esercizio sia per lo sviluppo intellettuale che per l'acquisizione di pace mentale. L'istinto di litigare e combattere per ogni malinteso deve venire regolato e sublimato. I bambini non dovrebbero godere dei castighi inflitti, né si dovrebbe permettere loro di soffrire pene fisiche o tormenti mentali. Dovrebbero invece avere senso di responsabilità, perlomeno per quanto riguarda la custodia e la conservazione dei loro libri, e non dovrebbero compiacersi di mettere in mostra vestiti od ornamenti, posizione sociale o benessere, nei confronti dei compagni meno fortunati. Bisogna aiutarli a formarsi un'abitudine ragionevole alla pulizia personale e, cosa ancora più importante, alle preghiere ad orari fissi. Si potrebbe incoraggiarli perché vadano a letto alle nove di sera, levandosi poi alle cinque del mattino. Dopo essersi lavati il viso e puliti gli occhi e i denti dovrebbero venire indotti a pregare e persino a meditare. Non pensate che per la preghiera ci sarà posto più avanti, forse nella vecchiaia: è questo il momento adatto per gettare le fondamenta di quell’abitudine. A scuola poi il lavoro dovrebbe iniziare con cinque minuti di preghiera, sentita seriamente da ciascuno e da tutti, non ridotta ad una pura formalità o farsa, come avviene nella maggior parte delle scuole. Il minimo segno di negligenza mostrato dagli insegnanti nel recitare le preghiere si rifletterà sulle menti dei fanciulli che scorgeranno ben presto l'inganno. Considerate quindi la preghiera come il fondamento stesso dell'intero edificio dell'istruzione. Quando suona l'ultima campana, fate alzare gli allievi in modo che osservino un minuto o due di silenzio prima di andarsene. Non c’è nulla come il silenzio capace di quietare le onde del cuore. Inoltre, gli insegnanti devono raccontare le storie edificanti dei nostri santi ed eroi, e seminare l'amore per la letteratura spirituale. Se questa scuola si svilupperà su queste direttive, allora il denaro così generosamente offerto e devoluto con gioia per la costruzione di questo edificio, sarà stato speso bene, e sono sicuro che in poco tempo diverrà un'istituzione molto utile.

Discorsi volume II

pag.102

... Bhadram ha riferito che le donne hanno la stessa devozione, conoscenza e distacco degli uomini. Tuttavia so che ci sono molti che si preoccupano quando sentono le donne recitare la OM durante il Brahmamurtham (dalle 4 alle 6 del mattino) ogni giorno nel Nilayam. Essi dimenticano che Sabda (il suono) stesso è fondamentalmente la OM e che tutto il respiro ha in esso immanente la OM. Come possono le donne stare lontane dalla OM che è sempre presente nell'etere e che il loro respiro recita in ogni momento. In realtà, il principio femminile viene prima del principio maschile. Voi dite Sitha Rama, Lakshminarayana e Gourisankara, ponendo il principio femminile prima di quello maschile. Le donne hanno le stesse opportunità ed uguali diritti degli uomini di realizzare Dio. Ricordatevi che come la OM è in ogni respiro, così ogni più piccola azione deve essere un atto di adorazione. Ogni piccolo pensiero, ogni sussurro, deve condurre la mente verso la realizzazione di Dio, frenando i suoi slanci capricciosi. In ogni momento della vostra vita cercate di trarre il succo del divino, come il flusso ininterrotto delle acque del Gange sul Sivalingam durante la cerimonia della Abisheka, dovete canalizzare la vostra mente verso Dio perché la vostra vita si trasformi in <<Brahman>>, cioè in una roccia solida e ferma ed in <<Bhadrachalam>>, cioè in una montagna irrevocabile di benignità. Voi leggete ed apprezzate le antiche scritture che parlano dell'Amore dei saggi, di devoti, dei Santi dei secoli passati, ma ignorate la vostra presente responsabilità. Per esempio: fino a che punto avete messo in pratica ciò che avete sentito da Me? Fino a che punto avete espresso il vostro amore verso il prossimo, quello stesso che voi dite essere il Mio? Tante volte vi ho detto che la ripetizione del Nome di Dio è il miglior esercizio per acquisire l'Amore verso Dio e verso tutti. Avete provato quella ricetta? Il Nome di Dio è diventato importante quanto il vostro respiro? Questa sarà la prova della vostra sincerità e del successo del vostro pellegrinaggio a Puttaparthi.

Prashanti Nilayam 20/10/1961

pag.220

... Ieri mi sono rivolto agli uomini in particolare, oggi mi rivolgerò alle donne. Molte fra voi maledicono il giorno che sono venute al mondo e pensano all'ora della morte come ad un sollievo. Molto male! Non potete sfuggire le vostre responsabilità e andarvene prima che il vostro compito sia terminato. Sarebbe un segno di debolezza e di vigliaccheria da parte vostra. Voi credete che il ricco, il letterato ed il potente siano felici! No! Nessuno al mondo lo è, a meno che abbia eliminato tutti i suoi desideri fino all’ultimo; oppure che non abbia più desideri da soddisfare. L'ultima soluzione è la migliore e la più naturale, Credetemi! Prendete i fastidi che si presentano come prove elementari alle quali vi Sottopone il Signore per insegnarvi il distacco. L'aria condizionata serve quando fa molto caldo, non è vero? Quando voi perdete un figlio chiedetevi se era nato con il solo scopo di rendervi felici. No! Egli doveva compiere il suo destino. Il padre di Gauthma Buddha fu talmente rattristato nel vedere il proprio figlio mendicare per le strade con la sua scodella in mano che esclamò: <<Tutti i miei antenati erano dei re! Quale maledizione può avere un mendicante in questo nobile lignaggio! <<Buddha gli rispose: <<Tutti i miei antenati avevano una scodella in mano! Io non ho re nel mio lignaggio!>>. Il padre ed il figlio avevano preso due strade differenti ed il sangue del figlio poteva essere fatale al padre in caso di trasfusione. Un'altra cosa: dovreste essere più fermi e costanti nella vostra disciplina spirituale. Sbarazzatevi della tendenza a chiacchierare e ad occuparvi degli affari degli altri e di ciò che non vi riguarda. Rispettare le regole che sono state stabilite per la vita nell'Ashram e date il buon esempio ai nuovi arrivati! Questo vale anche per gli uomini!..

Discorsi volume III

pag.57 SIATE REGINE !

La signora Parvathamma vostra direttrice, ha da tanto tempo desiderato che arrivasse questo giorno, nel quale Io potessi parlarvi. Questo collegio, come essa ha detto poco fa, è stato creato per le quindicenni ed ha educato e inviato nei vari campi di attività della vita, migliaia di ragazze. Bharatha è la terra dove Bha o la conoscenza di Brahma ha attratto rathi o l’attaccamento del suo popolo, dove la gente ha una naturale attrazione verso la Sadhana spirituale, dove la chiamata dell'Infinito è intelligentemente udita. Ma questa perspicacia sta ora andandosene ed è una vera sfortuna! Dovete però convincervi che non tutto è perso e decidere di riattivarla nei vostri cuori. Un intelletto mosso solo dalla verità ed una coscienza che non tollera l'impurezza di vizi o meschinerie, sono i due pre-requisiti per il raggiungimento di quell’ideale. Questo è l’Aasti o la ricchezza che farà di una persona una Asthika. L'intelletto deve investigare, per quanto possibile, il problema fondamentale della nascita, della vita, dell'effetto dell'azione umana su di essa e su quelle future ecc.

La coscienza deve scandagliare nel profondo, dove giace il Divino. L'educazione che non insegna Vinaya e Viveka (disciplina e discriminazione) è pura perdita di tempo prezioso; qualunque altra cosa impariate o no, equipaggiatevi con la forza necessaria per essere virtuose, per resistere alle tentazioni ed agli adescamenti del mondo oggettivo. Viveka o la discriminazione non è l'intelligenza alla quale oggi si dà un valore che non ha, ma è la capacità di vedere le cose nella loro giusta angolatura, per valutare il temporaneo e l'eterno, il particolare e l'universale, il superficiale ed il profondo. Dovete anche avere un'attitudine di riverenza verso il passato e verso gli anziani, che sono i depositari della saggezza spirituale e dell'esperienza che dovete acquisire. Abbiate inoltre fede nel vostro Io interiore, nella vostra propria essenza divina, negli alti valori ottenibili con la sincera pratica del distacco. La vita diventa più dolce se le si oppone qualche piccolo diniego. Se avete tutto ciò che desiderate alla fine ne sarete nauseati. Negatevi molte delle cose che la vostra mente è solita inseguire e scoprirete di poter diventare abbastanza resistenti sia alla buona come alla cattiva sorte, la gente è più propensa a correre dietro alle apparenze che non alla realtà delle cose.

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C'era una volta un ardente devoto di Genata che usava tutte le sue ricchezze per fare delle immagini d'oro di quella Deità e del Topo, Suo veicolo. Quando vennero giorni tristi e dovette vendere tutti i suoi oggetti d'oro, il mercante che si era offerto di comprarglieli cominciò a pesarli ed a valutarli. Quando disse che Ganesa aveva lo stesso valore del Topo poiché ambedue avevano lo stesso peso, l'uomo si arrabbiò e disse che non lo avrebbe più venduto. Ganesa doveva valere più del Topo! Egli aveva dimenticato la realtà ed aveva dato più valore all'apparenza, Forma e Nome, che non alla sostanza. Se il valore è dato dall'ufficio che l'uomo ricopre, che è solo temporaneo, non appena si ritira e passa il suo tempo seduto sulla panchina dei giardini pubblici, la gente non si fermerà e non lo saluterà perché non lo riconoscerà più!

La scuola che fornisce solo un'educazione superficiale è un'occasione perduta, L'educazione non serve solo per guadagnarsi da vivere, ma soprattutto per avere una vita completa, piena, più significativa e più utile. Non vi è nulla di male se viene utilizzata anche per ottenere un impiego, ma la persona educata deve essere consapevole che l'impiego non è tutto. L’educazione non è solo quella che sviluppa la facoltà di ragionamento e di critica per vincere una disputa polemica o esibire una certa maestria linguistica e logica. Lo studio migliore è quello che vi insegna a sconfiggere il ciclo di nascita e morte, che vi dà l'equanimità mentale che vi renderà forti di fronte alla morte e non vi farà vacillare davanti alle lusinghe o alle ventate del destino. Questo studio incomincia dove l'altro finisce.

Quando il mondo materiale viene studiato ed analizzato, vi rendete conto che si tratta solo di una conglomerazione di buono e di cattivo, e che voi aspirate a qualcosa che è al di là di questa dualità. La luce albeggerà in voi solo quando avrete acquisito i valori di Sathya, la verità, Dharma, la rettitudine, Prema, l'amore e Santi, la pace. La causa della mancanza di pace, è l'ignoranza della base e della sua esperienza. Come può ottenersi una pace duratura? Quando il medico disse che bisognava applicare la pomata dove lo scorpione aveva morsicato il ragazzo, il padre chiese a suo figlio: <<Dove ti ha morsicato?>> Il ragazzo rispose: <<In quell'angolo!>> ed il padre applicò la pomata in quel punto sul pavimento! Come poteva cessare la pena? Tenete la lampada dove c'è il buio. Nessuno è causa della vostra gioia e della vostra sofferenza, che provengono da voi. Pertanto curate voi stessi, e non cercate di incolpare gli altri. Voi trasportate pile di libri su e giù da casa vostra al collegio e avete più domande da fare che risposte da dare. Dovete imparare più dall'osservazione e dalla meditazione che dalla consultazione dei libri. Le cose veramente valide potete impararle dai Veda, dalle Upanishad e dalle Scritture religiose.

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Un Pandit aveva affittato una barca per attraversare il fiume Godavari. Quando il viaggio ebbe inizio, incominciò una conversazione animata con il traghettatore. Il Pandit gli chiese se avesse qualche titolo di studio o se fosse mai andato a scuola e, avendo l'uomo risposto negativamente, gli disse:<<Ah! Un quarto della tua vita è andato sprecato! E’ come se tu avessi gettato questi anni nel Godavari!>>. Dopo un po' gli chiese l'ora e il barcaiolo confessò di non avere un orologio né gli interessava averne uno. Il Pandit lo deplorò e disse: <<Metà della tua vita l’hai buttata nel Godavari>>. La sua domanda successiva fu sul giornale. Aveva il barcaiolo mai letto un giornale? Qual era il suo giornale preferito? Il barcaiolo disse di non aver mai letto un giornale, e non gli interessavano le notizie, aveva già abbastanza di che preoccuparsi. Il Pandit dichiarò che decisamente tre quarti della vita del barcaiolo erano andati perduti. Ma in quel momento il cielo cominciò ad oscurarsi con nuvole tempestose minaccianti pioggia. Il barcaiolo si rivolse allora al Pandit e gli chiese: <<Sai nuotare?>> e quando lo spaventato passeggero confessò di non esserne capace, il barcaiolo disse: <<In questo caso la tua intera vita sta per essere gettata nel Godavari!>>.

Questo è il caso dell'uomo educato oggi: non ha allenato la volontà che potrebbe aiutarlo nel pericolo e nel bisogno e dargli l’equilibrio mentale. Si lascia trascinare dalla corrente dei piaceri materiali, ma quanto tempo andrà avanti così? Quando si vive nel mondo dei desideri, bisogna essere pronti alla gioia e al dolore. Se invitate il Ministro Bhoga (piaceri del mondo), dovete anche prepararvi a ricevere il suo segretario Roga (la malattia). Se d'altro canto invitate il Ministro Thyaga (sacrificio) o il suo collega Yoga, sarete felici di ricevere il suo segretario privato Bhoga che ricopre un ruolo minore alla presenza del suo capo. La vera educazione non consiste nel conoscere tante lingue.

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Ricordo un incidente occorso qualche tempo fa. La moglie di un colto signore era solita ricevere lettere da un certo Lakshminarayana che il marito sospettava fosse un amico conosciuto durante i giorni di collegio. Quando giunse un telegramma nel quale si chiedeva alla signora di incontrare Lakshminarayana alla stazione, il marito nascose il messaggio e attese gli sviluppi, pieno di collera verso quell'estraneo e verso sua moglie. La tragedia fu evitata quando Lakshmi, l'amica di collegio sospettata di essere un uomo, entrò delusa in casa. Era venuta in quella città perché suo marito era stato trasferito ed il nome del marito era Narayana.

Saper leggere e scrivere può anche provocare tali stupidi sospetti! Quale utilità dà l'educazione se la retta condotta non è seguita da coloro che si dicono educati? Sviluppate un forte e puro carattere. Ricordate che molte di voi si sposeranno ed avranno la grande responsabilità di condurre una famiglia: sarà una valida opportunità. Imparate ad adattare le vostre simpatie ed antipatie a quelle degli altri, imparate l'arte del sacrificio e del servizio, ricordate, quando risponderete male alla suocera, che anche voi avrete delle nuore! Cercate di apprezzare il loro punto di vista, perché le suocere possono essere più previdenti, avere maggiore esperienza, più grande senso di responsabilità; possono conoscere meglio di voi le persone e le cose. Ricordate che state appena entrando nella vita familiare, mentre la famiglia del marito, che abbracciate sposandovi, è un buon terreno di allenamento, una Sadhana. Quando trovate delle colpe negli altri non infuriatevi: esaminate la vostra condotta e cercate di scoprire le vostre colpe. L'autocritica è il primo passo per il miglioramento di se stessi e per ottenere la pace. Non esagerate gli errori altrui ma date loro un largo margine e considerateli piccoli; invece i vostri ingranditeli e cercate di rimuoverli al più presto. Riconoscete come amici e sostenitori coloro che vi incolpano, perché vi danno i segnali di pericolo al tempo giusto. Trovo che oggi l'arte del cinismo dialettico è diffusa ovunque. Questo è un segno pericoloso. A causa sua il senso di riverenza è scomparso, ed il rispetto per gli insegnanti anch'esso se n'è andato. Certo esistono insegnanti che minano la loro stessa dignità con certi atti, come chiedere sigarette ai loro stessi studenti!

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C' era una volta un assassino che era stato condannato dalla corte di giustizia ed a sua difesa disse: <<Io sono l’Atma, come dice la Ghita, come posso uccidere o essere ucciso?>>. Il giudice rispose: <<Non temere! Tu non morrai quando sarai impiccato, né io potrò farti condannare. Tutto è Atma, immortale, ovunque, in tutti!>>.

Il Dharma viene applicato da certe persone solo quando fa loro comodo, altrimenti non badano ai suoi precetti. Coltivate un temperamento dolce, un modo gentile di esprimervi, che è una sua naturale conseguenza. Parlate senza ira o rancore, senza artificialità o formalismi, direttamente al cuore. Così potrete diffondere gioia e amore intorno a voi. Siate coraggiose abbastanza per resistere alla tentazione di compiacere alla gente. Voi salite sull'autobus vestite in modo attraente, trasportando pile di libri, ma lasciatemi dire, in confidenza, che la più grande bellezza della donna è la sua virtù. Date importanza alla disciplina, non alla colazione (Swami fece un gioco di parole: Nishta e Naastha = disciplina e colazione). Potete omettere la seconda ma non la prima. Vivete una vita disciplinata da questo momento in poi; fatene un'abitudine, una corazza che vi proteggerà. Pregate Dio e recitate il Suo Nome o meditate sulla Sua Gloria negli intervalli di tempo durante la giornata: ne avrete grande giovamento. Non dite: <<Lasciami gustare prima la ricompensa, poi incomincierò la Sadhana>>. Applicatevi alla pratica e l'esperienza seguirà, deve seguire! Questo collegio è conosciuto come il Collegio delle Regine.

Io voglio che ciascuna di voi diventi una Regina, la Regina della propria casa. La Regina osserva il mondo dagli appartamenti del suo palazzo attraverso gli interstizi delle pareti o dei muri di cinta e può vedere senza essere vista da altri occhi. Questo è il più elevato Stri-Dharma (Dharma femminile) stabilito negli Sastras (Scritture); voi non dovreste essere viste, dovreste essere fuori dallo sguardo del mondo, essere compagne ispiratrici e maestre silenziose ed invisibili. Se desiderate che altri vi onorino voi per prime dovreste onorarli. Se gli altri devono servirvi, servite loro per prime; l’amore genera amore, la fiducia genera fiducia.

Ingrandire il proprio ego ed essere egoisti conduce al disastro. Nessuna gioia può eguagliare quella di servire il prossimo. Siate come questo orologio, mostrate l'ora giusta a tutti coloro che desiderano conoscerla, senza curarvi di chi chiede l'informazione. Senza antipatie né simpatie! La gente crede che voi siate deboli. Non credeteci. Con tante potenti prerogative a vostro favore come l'intelligenza, la disciplina, la capacità spirituale, la coscienza dei meriti altrui, la consapevolezza delle proprie colpe e il desiderio di migliorare, come potete essere chiamate "sesso debole”? La vostra direttrice Mi ha chiesto di piantare un albero nel giardino di questo collegio ed Io l'ho fatto con molto piacere, ma la cosa che Mi darà ancora più piacere sarà il piantare l'alberello della preghiera nei vostri cuori. Una vita piena di devozione non produrrà la furia della passione, sarà invece sorgente di forza e di cooperazione. La negligenza nella disciplina del Namasmaraana è stata la causa del declino di questo paese. In una sola casa ci sono dieci fazioni e dieci partiti: coloro che non sanno riformare la propria casa vogliono riformare il Paese e consigliano cooperazione e rapporti di armonia agli altri! La conoscenza dell’Atma come base di tutti gli esseri è stata dimenticata e questa è la causa di tutta la confusione e la crisi morale di oggi. Io sono venuto per svegliarvi dal sonno e per comunicarvi questo messaggio. Vi benedico affinché possiate avere una vita piena di gioia e di pace. Benedico altresì questo Collegio affinché possa vivere utilmente per molti, molti anni, e sia d'aiuto alle donne di questa terra perché si realizzino ed aiutino le altre a fare altrettanto.

Collegio Femminile delle Regine

Mysore, 12 settembre 1963

Domande e risposte

Pag.48

...D.- Baba, dite che sono indispensabili la purezza del Cuore, quella della mente e la conoscenza della Suprema Essenza (Paramatman) immanente e trascendente. A che servono allora gli esercizi di ascesi (sadhana) compiuti dal corpo, che è formato dai Cinque Elementi? Non è sufficiente acquisire la Conoscenza effettiva della propria forma interiore, del proprio Sé (Sva-svarupa)?

R.- E bravo! Solo perché ti dicono che è necessario il timone, concludi che puoi fare a meno della barca? Credi che basti il timone ad attraversare il fiume? Ti devi convincere che il Signore ti ha donato questo corpo perché ti serva da barca per attraversare il fiume del ciclo di nascita e morte (samsara), e la cosa principale e la facoltà che dà forma alle idee e le associa tra loro. Questo è il primo passo nel Vedanta. E’ vero che il limone è la conoscenza del proprio Sé interiore (svasvanupajnana), ma da solo non basta; ti devi attenere anche a discipline e ad abitudini fisiche. Per raggiungere lo stato etereo eterno, è importante che il corpo sia disciplinato.

D.- Mi affligge un altro dubbio Svami. A proposito di discipline fisiche, potrei sapere se la Conoscenza dell'Assoluto (Brahma-vidya) fa distinzione tra maschi e femmine?

R.- Beh, caro ragazzo, questa barca non ha simili distinzioni. La Conoscenza dell'Assoluto (Brahma-vidya) e la purezza della mente (cittashuddhi) non dipendono affatto dal sesso. Tutti gli ammalati hanno diritto alla medicina che guarisce, o no? E così, tutti quelli che sono afflitti dalla malattia di dover nascere e morire (bhavaroga), hanno diritto alla conoscenza di Dio, lo specifico che li può guarire. Può accadere che non tutti abbiano accesso a un tale prodigioso farmaco, ma non si può dire che alcuni non ne abbiano diritto.

D.- Eppure, Svami, ci sono degli studiosi del Vedanta che negano alle donne il diritto di accedere e di attingere alla conoscenza di Dio, pare che le barche non siano della stessa natura.

R.- Caro figliolo, come ho detto, entrambi i sessi hanno diritto alla medicina. Però, affinché il farmaco possa agire sull’organismo, si deve seguire un certo regime, e questo dev'essere fatto da entrambi. Tale farmaco è la contemplazione della propria base essenziale, e con questo occorre seguire rigorosamente il regime del distacco (vairagya) e della sapienza (jnana). Le donne forse, perché più deboli, potrebbero stentare a seguire questo regime con vero rigore come gli uomini, e forse è questo il motivo del presunto divieto. Però, tutti coloro che sono in grado di seguire le regole e i divieti hanno ugual diritto di essere beneficati dalla medicina "Brahma-vidya", la conoscenza dell'Assoluto, tanto gli uomini quanto le donne. Questo è il Mio verdetto.

Pag.51 Le donne e la conoscenza dell'Assoluto

D.- Avete parlato di un regime rigoroso: lo devono seguire anche gli uomini, vero?

R.- Sicuro! Sono pur fatti di carne, ossa, sangue e midolla e sono afflitti da molti mali. Tutti coloro che soffrono del male della nascita e della morte e che sono afflitti da questo ciclo (del samsara) abbisognano di questa medicina, e chiunque si serve di questo trattamento deve seguirne anche il regime. Uomo o donna che sia, chiunque trascuri il regime, non può liberarsi dal male. Gli uomini non possono vantarsi di esserne esenti; devono aderirvi strettamente e osservarlo a dovere. Anche se avete ricevuto l'iniziazione al sentiero spirituale della realizzazione di Dio (Brahmopadesha), se siete privi delle virtù quali la quiete mentale (shama) ed il controllo dei sensi e dei loro organi (dama), non potete salvarvi, uomini o donne che siate.

D.- Perché allora, Svami, tanti dotti studiosi delle Scritture (shastra) sostengono che le donne non hanno il diritto d'acquistare la conoscenza del Divino, di accedere alla Brahma-vidya?

R.- Non c'è nessuna ragione per sostenere che le donne non abbiano diritto alla conoscenza di Dio. Vishnumurty insegnò a Bhudevi la gloria della Gita; Parameshvara insegnò a Parvati il Principio dell'Assoluto con la Guru-gita. E’ questo ciò che la Guru-gita intende dire con l'espressione "Parvati uvacha" ("Parvati disse"). Che significano queste parole? Inoltre Ishvara iniziò Parvati alla Scienza dello Yoga (Yogashastra) e alle mistiche espressioni delle Sacre Scritture (Mantrashastra). La Brihadaranyaka Upanishad narra che Yajnavalkya insegnò a Maitreyi questa stessa conoscenza divina o Brahmavidya. E’ un fatto ben noto questo. Giudica ora da te se le donne hanno diritto alla conoscenza di Dio oppure no.

D.- Altri sostengono, Svami, che le donne non possono essere né brahmacharya, né sannyasini; è vero? Lo dicono i Veda?

R.- I Veda hanno due sezioni: la Karmakanda e la Jnanakanda. La prima è per i principianti, e la seconda, la Jnanakanda, per gli intelletti più sviluppati. Non vi si trova nessuna distinzione tra uomini e donne. I principianti sono dei profani; come potrebbero comprendere il messaggio immortale dello Jnanakanda riguardo all’Atman? Nella Brihadaranyaka troviamo menzionate Gargi e Maitreyi, le quali risplendono della luce spirituale del brahmacharya e del sannyasa. Anche nel Mahabharata troviamo figure femminili ideali e piene di virtù, come Shubha Yogini e tante altre.

D.- Possono avere la conoscenza del Brahman (Brahmajnana) anche le donne che si trovano nelle condizioni di massaie (grihastha)?

R.- Perché no? Madalasa ed altre ebbero la conoscenza di Dio pur conducendo vita di famiglia. Avresti dovuto aver letto di loro nello Yogavashishtha e nei Purana, e del modo in cui raggiunsero le vette della perfezione, la stessa conoscenza dell’Assoluto (Brahmajnana). E forse che le Upanishad non dicono che Katyayini, Sarangi, Shulabha, Vishvaveda ed altre ancora erano adepte nella conoscenza del Divino?

D.- Svami, ci sono anche altre donne che abbiano raggiunto la conoscenza di Dio, mentre conducevano una vita di famiglia ed erano, dunque, nella condizione di grihastha? E ve ne sono di quelle che L'hanno raggiunta nello stato di sannyasa o di vanaprastha o di brahmacharya?

R.- Non credere che non ce ne siano che abbiano raggiunto la Conoscenza Suprema, mentre erano in una qualsiasi di quelle varie condizioni della vita. Chudala era una grihastha, una donna di famiglia, quando ebbe la realizzazione divina; Shuhabhayogini era una sannyasini e Maitreyi vi pervenne mentre era nella condizione di vanaprastha, mentre Gargi era una brahmachari. Ci sono altre donne illustri in India, che raggiunsero queste vette. Che più? Ce ne sono tante anche adesso, appartenenti a questa eletta categoria. Ti ho fatto solo quattro nomi per rispondere subito alla tua domanda, ma non è il caso che tu ti perda d'animo.

D.- Con tutti questi esempi di donne che sono arrivate alla realizzazione dell’Assoluto, com'è che tanti sono contrari a questo? Perché imporre limiti alle donne?

R.- E’ pura assurdità negare alle donne il diritto alla realizzazione divina (Brahmajnana), ma nelle cose del mondo occorre che esse rispettino certi limiti, imposti solo nell'interesse del dharma e della morale e per il bene del mondo. La donna è troppo debole per sopportare certi modi di vita e certe discipline, perché hanno degli handicap naturali; da ciò i limiti. Questo non significa alcuna inferiorità fondamentale. Dei dotti teologi (pandit), esperti nelle Scritture, acquisiscono la sapienza (jnana) attraverso la venerazione della divinità femminile Sarasvati. La Dea protettrice della Conoscenza (vidya), come pure la Dea della Ricchezza e la Dea della Sapienza (jnana), sono tutte e tre femminili: sono Sarasvati, Lakshmi e Parvati. Anche nello stile epistolare, quando ci si indirizza a donne, si scrive: "Alla signora... che è pari a Lakshmi", e così via. E voi, non parlate sempre di Mata-Pita, di Gauri-Shankara, Lakshmi-Narayana, Sita-Rama, Radha-Krishna, ecc., anteponendo il nome femminile al maschile? Giudicate da ciò, quanto rispetto si tributa alla donna nel nostro Paese.

D.- Il fatto di fare una distinzione tra uomo e donna lo tacciate di parziale conoscenza mista di vero e di falso (mithnya-jnana) o l’ammettete come conoscenza della Verità fondamentale (atma-jnana)?

R.- Mio caro, lo Spirito non conosce simili distinzioni; l'Atma è eternamente conscio, puro, e splende di luce propria. Perciò, quello che tu dici, è solo una conoscenza mista di vero e di falso, e non sarà mai la conoscenza del Sé come verità fondamentale (atma-jnana). Il sesso è una limitazione fondata su una sovrapposizione fallace (upadhi), sulla maschera, sulla limitazione. L'Atman non è né maschile, né femminile, né neutro; è la forma quella che limita e illude, e che indossa questi nomi.

Upanishad Vahini

Pag.49 - [17]

A questo punto, Gargi fece una seconda domanda, dopo aver chiesto licenza all'assemblea perché non è cortese sollevare problemi senza il permesso di chi ascolta. Chiese: “Nel mondo duale, su cosa poggia, nel passato, nel presente e nel futuro, l'intima Essenza, l'Atma? L'intenzione della donna era di sconfiggere Yajnavalkya, costringendolo ad ammettere che "quell'Entità è atemporale e ineffabile, dunque non può essere descritta". Questa domanda mostra inoltre come Gargi, benché donna, fosse stata iniziata alla Conoscenza dell'Assoluto (Brahmajrara), e come in questo campo non vi sia posto per distinzioni di sesso.

Sadhana

104. Pag.86

Non rimuginate mai sul passato, quando il dolore vi sopraffà, non ripensate ad incidenti similari delle vostre passate esperienze addizionandole alla somma del vostro dolore. Ripensate invece a degli avvenimenti in cui il dolore non bussava alla vostra porta, e voi eravate felici. Prendete consolazione e forza da queste memorie e innalzatevi al di sopra delle agitate acque del dolore. Le donne sono chiamate deboli poiché si abbandonano alla rabbia e al dolore con più facilità degli uomini, pertanto, Io chiedo loro di rifare uno sforzo maggiore per sopraffare queste due emozioni. Namasmarana è il miglior antidoto per questo.

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