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Il dovere

Discorsi 88/89 volume I

Un passato di sprechi [38] pag.127

Incarnazioni del Divino Spirito,

finora avete già sprecato troppo tempo. Circa il 75% della vostra vita viene dedicata soltanto ad attività terrene. Quali sforzi state facendo per raggiungere Dio? Il passato è passato. Pensate almeno a non ripetere lo stesso errore per il futuro. Non perdete tempo dietro compagnie e parentele: “Questi sono i miei figli, questa è la mia gente. Serve questo, serve quello...". Adempite i vostri doveri nel migliore dei modi e consideratevi unicamente incarnazioni spirituali. Seguite scrupolosamente il vostro sentiero. Nessuno vi darà la salvezza, tranne Dio che salva tutti. Abbiate piena fiducia in ciò. Prive di fede, tutte le vostre energie non serviranno a niente.

Diritti e doveri [23] pag.222

Ai giorni nostri, la gente è disposta a battersi per i propri diritti ma non riconosce di avere anche dei doveri e delle responsabilità. Diritti e doveri sono come le ali di un uccello. Quando lottate per vostri diritti, dovreste ammettere di avere anche dei doveri. Col riconoscere sia i diritti che i doveri, condurrete una vita piena di felicità di gioia. Bravi ragazzi, siate davvero felicissimi!

Discorsi 88/89 volume II

Il dovere è un comando divino [17] pag.224

Qualunque cosa dobbiate fare consideratela un comando del Signore da eseguire assolutamente. Il Divino è totalmente libero da interessi egoistici. Qualunque cosa Dio faccia, la fa per il benessere del mondo. Non fa nulla che non abbia una ragione. Quando vi comporterete sulla base di questa verità, santificherete la vostra vita. Sviluppate l’abitudine al sacrificio. E’ un grande errore credere di amare qualcun altro, poiché è per amore della propria gioia che si amano gli altri. Considerate l’amore verso qualcuno come l’amore verso l’Atma. E’ da ignoranti ritenere che si ami qualcuno o qualcosa. Quando dite “Ho sete; bevo dell’acqua”, bevete per far piacere all’acqua o per sedare la vostra sete? E se dite “Ho fame; dunque mangio”, mangiate per far piacere al cibo o per il vostro piacere?

Corso estivo 1990

Un solo Eroe arricchisce molti zero [23] pag.28

Una sola cosa esiste. Nonostante l'inequivocabile dichiarazione delle Scritture, le quali sostengono l'esistenza di un'unica Realtà, che però i saggi chiamano in modi differenti, si continua a credere reali quelle differenze. Prendiamo il caso di un capofamiglia o di una famiglia. La moglie lo chiama "mio caro marito”, il figlio lo chiama "mio caro papà”, la nonna lo chiana "mio caro figlio” e la nuora "mio caro suocero”. Così, la stessa persona viene chiamata in modi diversi, a seconda delle varie relazioni fisiche. Come dicono le Scritture, "L'Uno s’è fatto in molti”. Perciò, dietro la diversità c'è unità. Esiste solo l’Uno,16 l’Eroe, Dio; tutto il resto, cioè il mondo intero, è zero. Se dopo quell’Uno mettete uno zero, diventa 10, se aggiungete un altro zero, diventa 100; con un terzo zero 1.000, e via di seguito. Da dove prendono valore tutti quegli zeri? Solamente dall’Eroe. Senza Eroe, non c'è zero che abbia valore. Dio solo, dunque, è l’Eroe. Le illusioni del corpo, della mente e dell'intelletto non sono che zeri. Quindi, è importante tenersi stretti all’Eroe-Dio.

Nei doveri la vita spirituale [24] pag.28

La qual cosa non significa che si debba lasciare il mondo e rinunciare al compimento dei doveri terreni. Dovete compiere i vostri doveri verso amici e parenti, ma, mentre adempite i vostri doveri, non dovreste mai uscire dal sentiero spirituale. La vita secolare deve armonizzarsi con quella spirituale. Finché si vive nel mondo, ci si deve conformare alle norme e alle leggi che governano le cose del mondo. Ma, qualunque cosa facciate, non dovete perdere di vista il supremo ed ultimo fine della vita, che è spirituale. Rendetevi conto che nulla è vostro, né madre, né padre, né fratelli, né parenti, né ricchezze, né case. ecc. Tutte queste cose effimere appartengono ad una dimensione corporea, volubile, e causa fondamentale di tutti gli errori della mente.

Libertà o dovere? [18] pag.144

Finché esiste un’attività mentale, l’uomo non può sfuggire a pensieri di vario genere. I pensieri sono un sintomo di libertà mentale, ma non fanno la libertà dell’uomo. Sampath ha detto che uno studente ha la libertà di far domande all’insegnante e di ottenerne risposte. Ma questo non si chiama “libertà”: è un dovere. Il dovere di uno studente è di rispettare le regole che prevedono di far domande e di avere risposte. Dovreste capire la differenza che passa tra libertà e dovere. Si può far rientrare il dovere sotto tre categorie: la relazione (sambandham), la coercizione (nirbandham) e l’obbligo (kartavyam). La differenza fra queste tre categorie saranno evidenti con alcuni esempi.

Dovere facoltativo [19] pag.144

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Una domenica sera volevate offrire un tè a degli amici, così li avete invitati in anticipo. Ma, alle quattro del pomeriggio della domenica, faceva un caldo da morire. Allora avete passato parola a tutti gli invitati che si rimandava il tutto ad un’altra ora.

Questa è una situazione in cui potete avere o no il tè, potete avere tutto quello che vi pare, ma non la libertà: si tratta di una relazione (sambandham), qualcosa di facoltativo e di arbitrario.

Dovere coercitivo [20] pag.144

Il prossimo esempio riguarda la coercizione (nirbandham).

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Vi trovate in ufficio e vi assale improvvisamente un febbrone.

Proprio quel giorno, il direttore o il vostro capoufficio ha deciso di fare un’ispezione. Quindi, non vi è possibile assentarvi. Allora correte da un medico, vi fate fare un’iniezione e prescrivere delle compresse contro la vostra malattia, poi, nonostante la febbre, vi recate per forza in ufficio.

E’ un caso di dovere coatto (nirbhandam).

Dovere obbligatorio [21] pag.145

Per terzo, c’è kartavyam, ossia una imposizione.

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Per una qualche ragione, fra te e tua moglie sorge una discussione, in un accesso d’ira, alzi le mani su di lei, che se ne va in camera, si butta sul letto singhiozzando disperatamente e si rifiuta di preparar da mangiare. Tu sei seduto in salotto e sei molto arrabbiato per due motivi; primo, perché sei stato provocato alla lite, secondo, perché non ha preparato da mangiare e sei, oltretutto, molto affamato. Così, vuoi per la rabbia, vuoi per la fame, sei agitatissimo. Proprio in quel momento, viene a trovarti un tuo buon amico. Tu lo accogli con un sorriso lo saluti cortesemente e, dopo averlo fatto accomodare, vai a dire a tua moglie, parlando tra i denti: "E’ arrivato il mio amico. Preparagli il caffè'”. A tua moglie mostri un viso teso, all’amico invece un viso sorridente. Non vuoi fargli sapere che sei arrabbiato con tua moglie, né d’altra parte vuoi che tua moglie si accorga che col tuo amico sei lieto.

Il fatto di essere obbligati ad adattare il comportamento a seconda delle persone e delle situazioni, per un atteggiamento conformistico e per rispetto all’etichetta si chiama kartavyam, obbligo.

Tre condizionamenti da non ignorare [22] pag.145

La gente del giorno di oggi per la massima parte finisce per ignorare tutte e tre queste caratteristiche, il dovere di relazione, di coazione e d’obbligo. Da qui ha origine un completo declino della giustizia (dharmaglani) nella società moderna. Va osservato che, come si è dimostrato negli esempi di prima, l’uomo non ha la libertà di agire per i condizionamenti delle relazioni, delle coercizioni e degli obblighi. C’è libertà soltanto al livello dello Spirito, dell’Atman, del Sé.

Dio è unità

Capitolo VI. 11. Fate il vostro dovere

L'uomo si serve della società per raggiungere i suoi scopi, e la società a sua volta gli fornisce l'aiuto e l'istruzione. Essa non è un'entità casuale che gli procura i mezzi validi per appagare i suoi piaceri mondani e sensoriali, e non dovrebbe mai essere concepita sotto questa luce. Il suo scopo è molto più nobile. Non è uno strumento adatto a promuovere desideri di potere, di autorità e di avanzamento personale. Il piacere, l'orgoglio, l'istinto del potere e la ricerca del cibo sono cose comuni agli animali, agli uccelli ed all'uomo, ma quest'ultimo è dotato anche di intelligenza e del senso di discernimento che lo aiuta a riconoscere ciò che è giusto e ciò che è errato, oltre che della capacità di immagazzinare la conoscenza e trasmetterla alle future generazioni. Egli sa che la stabilità e la sicurezza sociali sono la propria stabilità e la propria sicurezza. L'individuo non può vivere isolato: la preghiera vedica dice: "Lokaa samasthaa su khino bhavanthu" possano tutti i mondi essere felici. L’uomo deve fare del suo meglio per la felicità degli altri, se realmente desidera essere egli stesso in uno stato di gioia permanente. Qual è la via migliore da seguire? Ognuno deve fare il proprio dovere e svolgere il ruolo assegnatogli, come individuo e come membro della società alla quale appartiene, nel modo migliore possibile, perché questo è il metodo più consono alla realizzazione di se stesso. Il corpo avrà buona salute solo se ogni organo, ogni muscolo, nervo, arteria e cellula funzionerà alla perfezione. Allo stesso modo la società potrà essere prospera e sana se ciascun individuo compirà correttamente il suo dovere.

Capitolo IX. 10. Le donne preservano le tradizioni

Il carattere, 1a modestia e la devozione verso Dio devono essere valorizzati al massimo in una scuola, poiché sono dei veri gioielli per l'umanità. E’ compito delle donne custodire i valori tradizionali della cultura del proprio paese perché da essi dipende la sua stabilità. Se falliscono nel loro compito vi sarà fame e carestia anziché abbondanza. Tutti gli sforzi dell'educazione devono essere rivolti a costruire il "carattere" dello studente e, in seguito, si può pensare con fiducia a preparare le sovrastrutture dei programmi scolastici. Gli allievi devono conoscere il segreto di una vita felice e di una fattiva collaborazione con gli altri membri della comunità. Ci sono i doveri verso se stessi, verso la famiglia, verso la società che, se svolti con intelligenza e con gioia, renderanno la vita armoniosa e fruttifera. Vi dichiaro che il rinnovamento e il riordino dei metodi di educazione fa parte della mia missione e che quindi, fra non molto, noterete il mio impegno in questo compito, anche per correggere coloro che si limitano a parlare, senza agire, di ricostruzione e di difesa dei valori spirituali.

Quelli che Dio ama di più

4 - pag.20 ESSENZA DELLA GHITA

Incarnazione dell'amore!

Dovete avere l'immagine della Bhagavad Ghita nel vostro cuore! Qual'è l'essenza dei suoi insegnamenti? Alcuni dicono che è il Karma (Il lavoro) altri che è <<Jnana>> (la conoscenza), altri ancora che è bhakti (la devozione). Tutte queste opinioni possono essere vere, ma se volete capire la personalità dell'uomo, dovete avere la completa visione della Verità: vedere solo i piedi non vi farà vedere il tutto, solo osservando la testa, non potrete comprendere l'intera struttura. La Bhagavad Ghita incomincia con lo sloka che dice: <<dharmakshetre kurukshetre>>, quindi incomincia con la parola <<dharma>>. Lo <<sloka>> conclusivo finisce con la parola: <<mama>>. Se unite le due parole, avrete mama karma <<Il mio dovere, il mio karma>>. L'insegnamento della Ghita è <<Fai il tuo dovere al massimo delle tue possibilità>>. Lo studente dovrebbe studiare, il <<Brahmacharya>> (Colui che appartiene alla casta dei <<brahmini>> e che ha deciso di dedicare la sua vita alla conoscenza di <<Brahma>>) dovrebbe seguire il cammino che porta alla conoscenza di <<Brahma>>. Il padre di famiglia dovrebbe compiere i suoi doveri, il <<sannyasin>> (monaco) dovrebbe seguire le regole del suo stato. Ma oggi, l'essere umano non fa il proprio dovere, è confuso, ed è perciò che esiste tanta miseria! Arjuna doveva compiere il proprio dovere sul campo di battaglia, ma, era pieno di attaccamenti e di illusioni, ed il Signore Krishna gli insegnò come liberarsene. Quando chiese ad Arjuna: <<Sono spariti i tuoi attaccamenti?>>. Arjuna rispose: <<L'illusione se ne è andata!>> Fino a quando questa illusione persiste, sarete in uno stato di schiavitù. <<Moksha>> (la liberazione) non è una camera con l'aria condizionata! Non ha niente a che vedere con i piaceri dei sensi. Essa è la distruzione dell'illusione e degli attaccamenti. Dovete diventare ideali per l'umanità come lo fu Arjuna, e fare il vostro dovere alla perfezione. La Grazia scenderà su voi quando avrete imparato e praticato questi <<slokas>>. Molti devoti stanno perdendo il loro tempo! Vi esorto a non perdere tempo, perché il tempo è Dio. State attenti! Imparate uno <<sloka>> ogni giorno, ripetetelo e cercate di capirne il significato, ed una volta capito, praticatelo, solo allora otterrete la perfezione della natura umana.

2 - pag.91 – (92) Il corpo è sacro

...L’uomo oggi vive una vita inutile: piange quando nasce, piange quando muore, e piange nell'intervallo per cose insignificanti. Piange forse quando vede declinare il <<dharma>>? Che cos'è il vero <<dharma>>? Esso è fare il proprio dovere pensando e contemplando il Signore. La Bhagavad Ghita non insegna di abbandonare la famiglia, la ricchezza e le proprietà, ma di prendersi cura della famiglia e fare il proprio dovere! Concentratevi sul Divino! Qualunque cosa facciate, fatela senza dimenticare la meta finale, perché se la dimenticate, finirete sulla strada sbagliata. Svolgete il vostro dovere quotidiano tenendo ben in vista il vostro obbiettivo finale.

Ghita Vahini

1 - pag.45 L'importanza del karma

In 17 versi, dal 56° a1 72° del 2° capitolo, Krishna descrisse 1e caratteristiche dello <<sthithaprajna>> e la superiorità di quello stato. Dopo avere detto che egli stesso aveva stabilito lo <<jnana-yoga>> (la via della conoscenza) per coloro che seguivano il principio <<samkhya>> ed il <<karma-yoga>> per gli yoghi (la via dell'azione) come mezzi per ottenere la liberazione, parlò dell'importanza del karma. Tutti debbono piegarsi alle sollecitazioni della natura ed agire. E’ inevitabile! Perciò Krishna disse: <<Agire è il tuo sacrosanto dovere! Essere occupato in un <<karma>> è molto meglio che non esserlo. Se desisti dal <<karma>> lo scopo del vivere diventa difficile, anzi impossibile. I <<karma>> che non legano con le loro conseguenze sono quelli chiamati <<yajnas>> (sacrifici dedicati a Dio), tutti gli altri producono legame. Pertanto, Arjuna, lascia ogni attaccamento ed agisci come se compiessi un sacrificio dedicato a Dio>>. Krishna insegnò ad Arjuna le origine del karma, dalle cui radici germoglia e cresce lo stimolo a compierlo. Lo spiegò così chiaramente che il cuore di Arjuna fu veramente toccato e trasformato.<<I Veda emanarono da Dio, i karmas emanarono dai Veda, dal karma originò <<yajna>> il sacrificio, dal sacrificio 1a pioggia, la pioggia fece crescere i1 cibo, dal cibo vennero tutti gli esseri viventi. Questo è il ciclo che deve essere accettato ed onorato.

<<Considera questo, Arjuna, Io non ho bisogno di fare nessun <<karma>>, in nessuno dei tre mondi (i1 mondo del conscio, dell'inconscio, del subconscio; <<bhur>>, <<bhuva>>, <<suwaha>>), non ho nessun obbligo, eppure sono sempre impegnato nell'azione. Pensa, se Io desistessi dall'agire il mondo cesserebbe di esistere. Abbi una fede ferma nell'<<atma>>, dedica tutte le tue azioni a Me senza desiderio per i loro frutti, senza egoismo, senza senso di proprietà o orgoglio, e gettati nella battaglia>>, disse Krishna. Se la ruota della creazione deve muoversi e girare con facilità, ciascuno deve svolgere il proprio <<karma>>. Nessuno può evitare un tale obbligo, anche se ha raggiunto lo stadio più alto di <<jnana>>. Mangiare, bere, respirare, anche tali operazioni sono <<karma>>.

Chi può esistere senza questi atti? Beneficiate dal mondo e dalla comunità nella quale vivete e pertanto qualche attività è vostro dovere compierla. Questo <<brahmaanda>>, questo <<viswa>> (universo), è in effetti una enorme officina, nella quale ogni essere umano è un operaio che ha un compito assegnato, con riferimento alla sua qualifica e deve trovare il suo compimento nel fare quel lavoro particolare. Qualunque lavoro vi sia assegnato dovete compierlo ed offrirlo a Dio. Non vi è una sola cosa in questo universo che non sia impegnata in questo grande lavoro. Piante e insetti, sassi e ceppi, vento e pioggia, caldo e freddo, se non lavorassero per il <<piano>>, il mondo non potrebbe esistere. Il sole e la luna compiono la loro routine quotidiana, il vento ed il fuoco svolgono il loro dovere senza esitazione. Se la terra ed il sole si rifiutassero di fare il loro dovere cosa accadrebbe al mondo? Tutti coloro che hanno un corpo hanno un <<karma>> da compiere. Se ciascuno facesse il proprio lavoro con cura, la ruota della creazione potrebbe girare rapidamente e senza intralci. Vi meravigliate che anche lo <<jnani>> debba compiere un <<karma>>. Ebbene, la gente segue gli ideali più elevati che questi uomini hanno stabilito. I loro atti formano la base del <<dharma>> di tutti. Se gli <<jnani>>, non operassero come potrebbe salvarsi il mondo?

Essi sono la guida dei comuni mortali perché non si perdano nei facili piaceri dei sensi. Il dovere del saggio è nutrire la giustizia e praticarla affinché gli uomini si sentano invogliati a seguirli con la speranza di avere la loro stessa gioia e contentezza. Il saggio deve quindi agire perché la gente possa seguire il suo esempio.<<Arjuna! Fai attenzione ad un fatto: che temperatura ha il tuo corpo ora? 37 gradi. Perché il sole che ha milioni volte quel calore è distante da te. Se il sole si inquietasse e divenisse freddo cosa accadrebbe all'umanità? Se io mi rifiutassi di agire e di lavorare nell'universo ed attraverso di esso, immagina le conseguenze che questo avrebbe. Ecco perché sono impegnato nel <<karma>> benché non ne derivi alcun profitto, o piacere, o frutto>>.Quasi tutti in questo mondo sono legati alla legge del <<karma>>, ma le persone sono talmente ignoranti che non hanno coscienza del proprio stato morale ed intellettuale ed ignorano i segreti del <<karma>>. Esse possono essere salvate dall'esempio dei grandi uomini. Ecco perché lo <<jnani>> deve svolgere una attività e rimuovere l'illusione e la pigrizia che risiedono nel comune mortale. Tutti quindi devono ubbidire alla legge del <<karma>> senza deviare.

Forse l'aereo che sta volando non atterra mai? Coloro che hanno il diritto di salire a bordo non possono volare verso di esso, l'aereo deve scendere, atterrare e riprendere il suo volo una volta che i passeggeri sono saliti a bordo. Così è per lo <<jnani>> che non ha alcun desiderio o spinta a fare <<karma>> e scende nelle sfere dell'azione per aiutare coloro che non avrebbero potuto utilizzare correttamente i loro talenti. Anche i grandi personaggi come Janaka svolsero <<dharma-karma>> con quello scopo in vista. Aswapathi pure lo fece per salvare l'umanità dalla pigrizia e dalla depravazione. In risposta ad una altra domanda Krishna disse: <<kaama>> o il desiderio è la radice di tutto il male>>, e trattò della sua natura, della sua causa e come curarlo.<<Colui che è preso dal <<deha-atma-buddhi>> (la falsa idea che egli è il corpo e niente altro) non può mai sperare di sconfiggere il <<kaama>>. Per essere certo di vincere deve conquistare la <<Brahmaatma-buddhi" (la consapevolezza che egli è Brahman e niente altro).Tutti gli atti devono essere fatti in uno spirito di dedica al Signore. L'universo deve essere identificato con la forma di Vishnu, il <<trascendente universale>>.In questo capitolo tre importanti soggetti sono stati chiariti: l) Tutti devono svolgere una attività (karma) e se questa non fosse eseguita il mondo stesso finirebbe nel nulla.2) Il <<karma>> del grande uomo è l'ideale che tutti gli altri devono emulare.3) Quasi tutti nel mondo sono legati dagli obblighi del <<karma>>.

La filosofia dell’azione

3 - pag.19 L'ATTACCAMENTO

Quando chiamiamo Arjuna una persona ignorante, non gli facciamo giustizia. Egli divenne maestro nell'arte del tiro con l'arco, ed in altre numerose arti, ma nel campo della spiritualità non aveva nessuna educazione. La persona che usa le proprie capacità e facoltà in certi campi, come ad esempio la musica, la poesia, la letteratura etc., diviene un maestro in quelle specialità. Non occorre andare lontano, anche fra i nostri studenti ve ne sono molti che rappresentano delle promesse. Prendete ad esempio lo studio delle Scritture e dei Veda. Alcuni hanno usato i talenti personali per imparare i Veda e diventare maestri nella loro pronuncia; tuttavia, se chiedi loro qualcosa relativa al mondo, non sanno cosa rispondere. Arjuna divenne maestro nell'arte del tiro con l'arco, ma non sapeva niente nel campo della spiritualità. Chi è competente in tutti i campi è Dio! Egli è il Maestro di ogni arte ed è per questo che è chiamato <<omnisciente>>. Una persona <<omnisciente>> è anche <<onnipotente>>, e chi è <<onnipotente>> è <<omnipervasivo>>. Krishna disse ad Arjuna: <<Arjuna! renditi conto della vera natura di questo corpo e compi il tuo dovere! Prima di tutto elimina gli attaccamenti; eliminerai così la coscienza di essere il corpo. La coscienza del corpo è un attaccamento pericoloso che distrugge tutto il potere di discriminazione>>. Eccovi una storia che ve lo illustra.

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Una volta, Devendra sfortunatamente nacque sotto forma di un maiale. Essendo nato maiale, egli spendeva tutto il suo tempo nel fango e nell'acqua sporca. Un giorno Narada passò da quelle parti e lo vide, prese pietà di lui e gli disse: <<Devendra! In che stato ti sei ridotto! Che cosa ti è accaduto? Se vuoi, con i miei poteri posso cercare di aiutarti!>> Cercò di convincerlo spiegandogli che, invece di condurre una vita così miseranda, avrebbe potuto godere delle gioie del paradiso. Devendra rispose: <<Narada! Perché mi vuoi impedire di essere felice? La gioia che ho in questa acqua sporca non la posso avere da nessuna parte: la vita che faccio con mia moglie ed i miei figli non credo che potrei passarla così felice in paradiso! Ti prego, non impedirmi questa gioia e vattene via>>! Devendra era sotto l'influsso dell'attaccamento e non realizzava l'importanza e la serietà della sua condizione. Uno che è sotto l'influenza dell'attaccamento o <<moha>> che è il potere di <<maya.shakthi>> (Il potere dell'illusione), deve sviluppare il potere dell'<<atmavidya>> (La conoscenza dell'atma). Pertanto Krishna decise di insegnare questa conoscenza ad Arjuna. Un individuo può compiere i propri doveri correttamente solo dopo che ha capito l'<<atma>>. Senza questa conoscenza non è possibile nemmeno compiere il dovere verso il proprio corpo.

3 - pag.86 IL <<DHARMA>> E IL DOVERE

La verità è la strada reale della vita. La parola <<dharma>> molti la traducono con <<dovere>>. Ma <<dovere>> non è una traduzione appropriata del termine. Il <<dharma>> non è connesso al comportamento esteriore o alle qualità esteriori. Esso è immutabile di era in era. Se cambiasse, non ci sarebbe la necessità di ristabilirlo. Esso non muta; ciò che muta è la sua pratica! Krishna si incarnò per ristabilire la pratica del <<dharma>> e non il <<dharma>> in sé. Il dharma>> è sempre esistito in tutti gli yuga. C'era nell'era <<Kritha>>, c'è nell'era di <<Kali>>. Nell'era di <<Kritha>> il codice era la <<meditazione>>, nel <<Thetra>> era il <<sacrificio>>, nel <<Dwapara>> fu il culto, ed infine nell'era di <<Kali>> è la ripetizione del nome del Signore>>. Il codice è stato stabilito per ogni era. Nell'età di <<Kali>> ci sono persone che fanno meditazione, altre <<culto>> ed altre ancora fanno <<austerità>>. Nell'era del <<Kritha>> c'erano persone che ripetevano il nome del Signore. In tutte le ere queste forme di <<dharma>> sono esistite. Le ore mutano ma il flusso del <<dharma>> è uno e sempre il medesimo, immutabile! La verità è il fondamento del <<dharma>> e, quindi, anch'essa è immutabile. Essa è una e non due! In tutti i tre tempi, in tutti i tre mondi, in tutti i tre <<gunas>>, la verità rimane una! Il dovere invece cambia con il tempo.

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Per esempio una persona fa un determinato lavoro e dice che è il suo <<dharma>>. Quando va in pensione, si mette negli affari e, quindi, cambia mestiere e dice: <<Gli affari sono il mio "dharma"! Questo è ciò che chiamiamo dovere, ma non è <<dharma!>> Un esempio: camminate su una strada con un bastone appoggiato sulle vostre spalle e sul collo. E' una strada pubblica e non avete la libertà di muovervi come volete e dovete stare attenti agli altri, che vengono in direzione opposta. Il vostro <<dharma>> è cercare di evitare di dare fastidio alle persone che vengono in direzione opposta. Se fate delle azioni e delle attività che danno fastidio agli altri, questo non è <<dharma>>.

Dovete seguire il <<dharma>> che non intralcia gli altri che camminano sulla stessa via. Il modo di compierlo correttamente è quello di non causare nessun inconveniente alla libertà altrui. Se si considerasse il <<dharma>> come lo svolgimento di attività che non recano danno al prossimo, allora vi sarebbe una grande pace, prosperità e gioia nel mondo. Questo è il dovere che dobbiamo compiere per dare un esempio agli altri.

4 - pag.87 L'ONORE ED IL NOME

Durante la nostra vita quotidiana siamo soliti usare queste tre parole: <<kartavyam>>, <<sambandam>> e la terza è <<nirbandham>>. La prima vuol dire <<dovere>>, la seconda <<associazione>> e la terza è l'<<obbligo>>.

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Facciamo un esempio: domani è domenica ed è festa, e desiderate invitare gente a casa vostra ma, improvvisamente nella notte vi viene la febbre. Decidete quindi di rinviare il programma ad un altra domenica e cancellate l'invito. Questa è la vostra libertà e potete usarla tante volte quanto credete; essa dipende da voi! Questa è <<sambandan>> o associazione. La terza è <<nirbhandam>> o obbligo. Eccovi un esempio: il vice cancelliere, in occasione degli esami, ha riunito tutti gli insegnanti.Tutti hanno l'obbligo di partecipare. Anche se vi viene la febbre, prendete una pillola e andate lo stesso alla riunione, che non può essere rinviata da voi. Infine, <<kartavyam>>. Siamo nella nostra, casa e siamo una piccola famiglia: marito e moglie. Nella camera il marito ammonisce la moglie ed è molto irato. Nella sala da pranzo intanto sta aspettando un'amico. Il marito entra, lo saluta e lo fa accomodare gentilmente con un bel sorriso sulle labbra. Poi, ritorna dalla moglie e le chiede duramente di preparare due caffè. Da una parte, con l'amico, si mostra sereno e sorridente, dall'altra parte, con la moglie, è irato. Questo è <<kartavyam>>!

Oggi non si pratica più. Il nostro dovere è, invece, quello di sviluppare questo modo di comportarsi, perché, in tale modo, salvaguardiamo l'onore della famiglia. Una persona che oggi è arrabbiata con la moglie, si arrabbierà anche con l'amico, al quale chiederà di andarsene al più presto, e l'amico la prenderà per matta. Pertanto è importante non mettere in piazza la segretezza delle cose familiari. Questo è un importante <<dovere>> del padre di famiglia. Dobbiamo sviluppare e proteggere il buon nome della famiglia. Se non abbiamo onore nella famiglia, non potremo aver una vita felice. Questo modo di comportarsi può essere anche definito come <<dama>>, che vuol dire il controllo dei sensi. Quando non si pratica il controllo, la persona diventa arrogante ed invece di <<dama>> diverrà <<mada>> e da <<saakshaara>> ( persona che ha <<self-control>>) diventerà <<rakshasha>> (demone). Il controllo dei sensi è necessario se volete proteggere il <<dharma>>. Per ogni cosa il controllo dei sensi è importante! Questo è stato insegnato da Krishna ad Arjuna: <<Arjuna! Diventa uno <<sthitaprajna>>, controlla i tuoi sensi, non obbedire ai loro comandi! I sensi devono essere tenuti sotto il tuo controllo! Devi renderli schiavi e non essere loro schiavo! Se controllerai i sensi (gudakesha), potrai diventare il loro maestro (rishikesha). Nel capitolo dello <<samkya yoga>> si dice che il controllo dei sensi è fondamentale e che la verità è paragonata ai sette colori dell'iride. Prima di ricordare gli <<slokas>> contenuti nella Bhagavad Ghita dovete avere sviluppato le buone qualità. E' desiderio di Swami che chi cerca di imparare gli <<sloka>> con interesse, abbia lo stesso interesse nel metterli in pratica e, quindi, possedere le stesse qualità buone che tali <<slokas>> descrivono.

1 - pag.113 AGIRE SENZA IL DESIDERIO DEI FRUTTI

<<Arjuna! Tu hai il diritto e l'autorità di compiere l'azione, ma non devi desiderarne i frutti!>>, disse Krishna. Non si dice che le azioni non hanno frutti, ma che non si deve desiderarli; questa è l'ingiunzione! Non è detto <<naphalesu>>, ma <<ma phalesu>>, cioè, non si nega l'esistenza dei frutti, ma si afferma il non desiderio di essi. Ogni azione è portatrice di frutti; ogni frutto porta ad una azione, è come l'albero ed il seme: senza seme, non c’è albero, e senza albero, non c'è seme, è un processo naturale! Se così è, perché prendersi cura dei frutti delle azioni? La vostra responsabilità è compiere il dovere, senza pensare alle conseguenze di ciò che potrebbe accadere al vostro popolo o alla vostra gente o a voi stessi. Gli eroi devono vestire una corazza o impugnare uno scudo per difendersi, e per respingere le armi dei nemici. Anche voi dovete vestire una corazza, quella della saggezza, per la battaglia della vita, sia nel campo materiale che nel campo spirituale. Nella battaglia della vita, dobbiamo combattere molte guerre che possono durare qualche giorno o qualche anno, ma la battaglia che l'uomo ha ingaggiato e che dura da tempi immemori, è quella del buono contro il cattivo, della virtù contro il vizio, dell'attaccamento contro il distacco e la rinuncia, contro la gelosia, contro il senso del <<mio>> e dell'ego>>. L'uomo ha combattuto una guerra senza fine contro nemici terribili come l'egoismo e l'attaccamento. Di fronte a questi due, l'uomo è debole, perché essi posseggono una straordinaria forza. Se uno ha un ombrello sulla testa non sarà disturbato dai raggi del sole. Una persona che indossa i sandali non sarà punta da spine quando cammina. Un soldato che veste una corazza sarà protetto contro le armi nemiche. Quindi Arjuna! Anche tu devi indossare la corazza della saggezza!>>....

La via per amare

6 - pag.20 I doveri della vita

Le impurità del cuore si lavano con una vita onesta e con l’adempimento del proprio dovere. Potrà anche esserci un momento in cui l'uomo si sente stanco e debole ma, in tal caso, egli deve pregare così:

Preghiera

"Signore, le cose sono andate oltre il limite delle mie capacità; sento che uno sforzo ulteriore sarebbe eccessivo. Aiutami Signore, dammi la forza necessaria ! "

In un primo momento Dio si tiene distante ad osservare gli sforzi dell'uomo, come fa il maestro che sta in disparte mentre gli allievi svolgono gli esercizi. Poi, quando l'uomo incomincia a perdere interesse ai piaceri terreni (bhoga) e ad agire a fin di bene ed a vantaggio del prossimo (Seva), Dio gli si avvicina e lo incoraggia, poiché Egli è come il Sole Surya Narayana che aspetta dietro la porta chiusa come un servo che conosce i diritti del suo padrone ed i propri limiti. Non annuncia la sua presenza e non bussa alla porta. Aspetta. Ma appena l'uscio viene dischiuso, balza dentro e, con i suoi raggi, scaccia immediatamente il buio dalla stanza. Quando l'uomo richiede il Suo aiuto, Dio è subito al suo fianco, con le mani tese, pronte a sorreggerlo. L'uomo deve avere soltanto la volontà di pregarLo e la necessaria conoscenza per ricordarLo.

Corso estivo 1993

Diritto e responsabilità   pag.71

Gli studenti di oggi sono gli architetti del futuro dell’India. La Povertà o la Prosperità dell’India dipendono dal comportamento dei nostri studenti di oggi. Il Dharma di uno studente è il suo dovere. Ma gli studenti di oggi lottano per il diritto senza alcuna responsabilità. Senza responsabilità non c’è diritto. Il dovere è così importante per uno studente che per lui è yoga (pratica spirituale). Quindi si dice: "KARTAVYAM YOGAM UCYATE". Trascurando il proprio dovere, impossessandosi di autorità, oggi la gente distrugge il vero significato dell’umanità. Se si compie il proprio dovere sinceramente, l’autorità arriva automaticamente. Il diritto e la responsabilità sono come le due ali di un uccello, o le due ruote di un carro. Ma la gente di oggi ha eliminato l’ala della responsabilità e ha completamente trascurato il dovere. La lotta per i diritti è una lotta ingiusta, perché non avete alcun diritto di lottare, a meno che il dovere venga compiuto interamente. Qual è il vostro dovere? Il vostro dovere sta nello sforzarvi di cercare di aiutare la società, non di agire con sforzi egoistici per il miglioramento della vostra famiglia. Una volta che abbiamo sollevato la società, dovremmo lavorare per il benessere della nazione. Solo allora potrete ottenere l'auto- realizzazione. Si dice: “Sarira Madyam Kalu Dharma Sadhanam" il corpo è stato dato per il perseguimento della correttezza.

Dio ha donato il corpo all’uomo per compiere atti buoni. Per questo, il Buddha disse: "Buddham Sharanam Gacchami, Dharmam Sharanam Gacchami, Sangham Sharanam Gacchami". Questo vi indica il modo in cui voi dovreste arrendervi a Buddhi (intelletto). Prima di tutto, trasformando e santificando Buddhi, diventerete Buddhi ( l’intellettuale nobile). Dopo aver santificato il vostro Buddhi, dovete usarlo a favore del servizio per la società (Sangham Sharanam Gacchami). Dopo il servizio per la società dovete diffondere il Dharma (correttezza) (Dharmam Sharanam Gacchami) nella società. Questo è il modo in cui l’uomo dovrebbe viaggiare da Buddhi (intelletto) a Sangha (società) e da Sangha a Dharma (correttezza).

Il vostro dovere pag.124

Voi dovete lavorare sodo per guadagnare rispetto per il vostro Paese. Questo può essere ottenuto con un comportamento cosciente da parte degli studenti e degli insegnanti. Noi dobbiamo domandare alla nostra coscienza se lavoriamo in proporzione alla rimunerazione. Se riceviamo più stipendio di quanto ne meritiamo diventiamo dei traditori. L’India ha dovuto chiedere in prestito molti milioni di rupie ad altri paesi. Come possiamo estinguere questo debito se non lavoriamo sodo? Noi possiamo ottenere soddisfazione solo se lavoriamo bene in proporzione al nostro salario. Noi dobbiamo cercare di sperimentare la soddisfazione in noi stessi che nasce dal lavoro coscienzioso. Gli studenti devono rendersi conto che l’India sta affrontando molti problemi politici ed economici. Gli studenti dovrebbero ricordarsi di non occuparsi di politica fino a quando sono studenti, ma non c’è niente di sbagliato nell’entrare a far parte della politica una volta finiti gli studi. Non c’è niente di sbagliato se lavorate per il benessere del Paese, ma se vi avvicinate alla politica mentre siete studenti sarà come toccare delle spine. Ci sono delle persone malvagie che cercano di trascinare gli studenti nella politica per i loro fini egoistici. Voi dovete fare degli sforzi per mantenere intatta la cultura Indiana. Che cosa è l’educazione BHARATIYA? L’educazione BHARATIYA consiste nel sacrificare se stessi con gioia per il bene altrui. Fate i vostri doveri con sentimenti Divini. Allora sarete benedetti. Conducete una vita spirituale. Che cosa è spiritualità? La Spiritualità non è altro che la fioritura dell'Amore. Mentre la scienza è il frazionamento dell’Amore, la Spiritualità è lo spirito dell’Amore. Solo l’Amore può unire tutta l’Umanità. Allora l’Umanità non avrà più problemi.

Colloqui

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H - Svami dice che non può dar nulla a un cuore arido. Perché è arido un cuore?

SAI - [20]   pag.22

Anche in questo Dio agisce per il tuo bene. Perché ti dovrebbe dar da mangiare se non hai fame? Il cibo ti serve se hai fame; se non l'hai, puoi solo fare indigestione. Talora Dio non ti dà da mangiare anche se hai fame: lo fa per provarti e tenerti sotto controllo. In ospedale non ti danno tutto quello che chiedi; ogni cosa al modo e al tempo giusto, per il tuo bene. Talora Dio trattiene anche il dono di un'esperienza spirituale, perché Dio fa tutto per il bene dell’uomo, e nulla per fargli del male o per dargli dispiacere. Dovete avere questa fede; prima di tutto devi affrontare il fatto che il dovere è Dio, e metterti a farlo.

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H.- Il cuore dell'uomo è arido perché non fa il suo dovere?

SAI - [21] pag.22

Nessun uomo ha il cuore veramente arido. Come minimo l'uomo ha il senso dell'amore; almeno un amore tenero per i figli, per la famiglia, per qualcun altro. E’ sempre lo stesso amore, ma è dato solo ad alcuni. Dovete solo prenderlo e offrirlo tutto a Dio.

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H.- Che cosa significa la parola dharma?

SAI - [40] pag.26

La parola dharma non significa "dovere". Nel dovere non c'è libertà; la libertà c'è nella ragione, e gli obblighi religiosi sono l'unione fra il dovere e la ragione. Il dharma, quindi, è un obbligo religioso, concetto che implica sia dovere, sia religione.9

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(Sulla macchina che correva verso Anantapur, un americano che insegnava al Sathya College di Brindavan disse:) - Svami, mi sento in colpa per aver mancato alle mie lezioni.

SAI - [1] pag.68

Quando chiama Dio, i doveri del mondo perdono ogni vigore, Dio è lo scopo della vita; se sei in Sua compagnia il dovere cessa d’esistere. Quando Egli è assente perché è in giro, il dovere riprende forza e vigore, perché il dovere è Dio.(30)

Discorsi vol. X 1° tomo

pag.28

...Rama viaggiava lietamente nella foresta come un esule, perché sapeva che era desiderio di Suo padre che Egli facesse così; e, ricordatevi che Egli stava per essere incoronato imperatore proprio dalla stessa persona che Gli aveva ordinato di andare in esilio! Mentre quelli che hanno pieni poteri e diritti rinunciano a posizioni di autorità nel Ramayana, noi vediamo oggi persone senza poteri o diritti, che chiedono clamorosamente di occupare posizioni di autorità. Il dovere è Dio: questa è la lezione che il Ramayana insegna. La parola dovere viene oggi usata per indicare i modi con cui uno esercita la sua autorità. No! Il dovere è la responsabilità che voi avete di rispettare e onorare gli altri e di servirli al meglio della vostra abilità. Voi reclamate di avere la libertà di camminare, agitando il vostro bastone da passeggio attorno a voi; ma l'uomo che arriva dietro ha la stessa libertà che avete voi di usare la strada. L’esercitare la vostra libertà in modo da non limitare o danneggiare la libertà degli altri: questo è il dovere, che diventa adorazione.

sea

Quando Rama, Sita e Lakshmana raggiunsero le rive del Gange, Sumanthra, il più vecchio Ministro della Corte che li aveva portati così lontano nel cocchio reale, non poté seguirli perché il suo dovere era di tornare nella capitale. Perciò egli tornò indietro con gli occhi pieni di lacrime. Guha li portò a remi dall'altra parte del fiume; essi entrarono così nella foresta e iniziarono a camminare in fila attraverso la fitta giungla. Rama, Sita nel mezzo e Lakshmana dietro, essi raggiunsero presto l'eremitaggio di Valmiki. Quando il saggio si fece avanti per dare loro il benvenuto, Rama gli chiese di indicarGli un posto in cui poter risiedere. Valmiki rispose: <<Noi saggi risiediamo in Te, Tu risiedi in noi.

Dove altro posso io domandarTi di risiedere? Benché Tu abbia assunto questa forma umana, mostri Te stesso con la bellezza che splende in Te>>. La bellezza di Rama era la bellezza della pace interiore, lo splendore che riempie chi è cosciente di vivere nel dharma. Il Ramayana insegna inoltre il bisogno di andare oltre la falsa identificazione del corpo. Quando Rama vide Tara lamentarsi sul cadavere di Vali, le diede lezione sull'evanescenza del corpo e la stoltezza di identificare una persona col veicolo che essa usa per compiere il suo viaggio verso la Divinità. Quando il desiderio dell’evanescenza sopraffà l'uomo, egli è condannato; egli si distanzia dalla meta. Considerate Sita. Ella rinunciò a ogni cosa che pensava potesse darle un po' di conforto nel palazzo di suo padre e del suocero e preferì seguire Rama nella foresta. Così ella si assicurò la vicinanza e la presenza di Dio. Ma, ahimè!, quando vide il Daino d'Oro, ella lo desiderò ardentemente, e mandò sia Rama che Lakshmana dietro a esso, poiché voleva averlo come un cucciolo, accarezzarlo e nutrirlo. Quale fu il risultato di questo fatale desiderio? Ella fu costretta a vivere molto lontano dal Signore e a struggersi per Lui a lungo e con grande angoscia.

Quando Rama si insinua nel cuore, ogni cosa vi sarà data in più: fama, fortuna, libertà, abbondanza. Hanuman era una semplice scimmia finché incontrò Rama; egli era un ministro nella corte del suo padrone. Ma quando Rama gli affidò l'incarico di cercare Sita, cioè quando Rama si insinuò nel suo cuore come guida e guardiano, Hanuman divenne immortale...

Pag.41 QUATTRO COSE FONDAMENTALI

Il processo dell'istruzione deve rendere l'individuo più felice e più utile. Deve anche farlo diventare un cittadino migliore, capace e disposto a promuovere il progresso della nazione a cui appartiene. Occorre smettere di dare importanza alla concessione di lauree che servono solamente come ciotola per l'elemosina con cui i laureati vanno in giro per il paese chiedendo lavori da depositare in essa.

Oggi noi sentiamo parlare molto di dovere e della responsabilità di compiere il dovere concernente ogni gruppo. Questo è tutto per il bene. Ma la connotazione delle parole non è propriamente capita. Lo studente crede che suo "dovere" sia solo essere puntuale quando frequenta la scuola, ed essere attento durante le lezioni. Gli insegnanti considerano compiuto il loro dovere quando sono presenti durante le ore prescritte e compiono gli incarichi loro assegnati. Questa errata concezione deve terminare. L'istruzione deve essere benvenuta come il sadhana (disciplina spirituale): entrambi conferiscono santhi (Pace) nel cuore dell’individuo come pure nella società umana. L'istruzione è uno sforzo Spirituale su cui presiede la Dea Saraswathi. Saraswathi è la Sakthi di Brahma, il primo membro della Trinità che è l'origine e il sostentamento di tutta l'attività creativa. La Gayathri il vitale Manthra Vedico - con la quale s'invoca l'origine della luce di illuminare l'intelletto dell'aspirante - è pure una sfaccettatura di quella Sakthi (energia divina). Il Gayathri Manthra è un'invocazione universale, eterna, dal cuore dell'uomo all'incarnazione dell'amore e della luce. Esso è la vera base dello sforzo istruttivo in tutte le terre e in tutti i tempi. Ma la gente ora ha ignorato Sarawasthi e la Gayathri, e ha installato Lakshmi, la Dea della Ricchezza, sull’altare dell'istruzione. Si dà importanza a un mobile delicato, programmi leggeri e leggero trattamento per l’ozioso e persino per il malizioso. Lo scopo è di ricavare quanto più è possibile dal consorzio comune, non di contribuire ad esso nel miglior modo. Gli insegnanti e gli studenti tentano di fare il minimo per quanto concerne l'insegnare e l’imparare. Ma questo collegio è condotto con principi molto diversi.

Qui si dà importanza al dare e al perdonare, non al prendere e dimenticare quelli che vi diedero ciò che voi avete. Noi incoraggiamo il servizio, specialmente tra gli illetterati e i bisognosi, nei villaggi che ci circondano e ci sforziamo di dare rilievo alle responsabilità dei giovani piuttosto che ai loro diritti. Il diritto è meritato solo da un appropriato adempimento di responsabilità. Quando il dovere non è compiuto, non avete diritto di domandare i vostri diritti. Ricordate che gli anni che voi passate in questo collegio sono i più preziosi della vostra vita. Se essi verranno sprecati per indifferenza o indolenza, dovrete pentirvene per il resto della vostra vita. Studiare in questo collegio è una grande fortuna, e se non siete all'altezza delle aspettative per negligenza o capriccio, la perdita è irreparabile. Imparerete qui la preziosa lezione del distacco, del servizio amoroso, della fraternità, della sincerità, della forza d'animo e del coraggio. Custoditeli, perché essi serviranno come fidati sostegni quando entrerete nel mondo dell’azione. Nel collegio avanzerete dalle più piccole alle più grandi verità fino a che vi sarà insegnato come raggiungere la Verità Ultima. Non c' è una falsa dottrina come tale. Ciò che è chiamato così, è solo il risultato dell'ignoranza. Nessuna falsità è deliberata; è solo verità fatta indistinta nella nebbia e nella goffaggine. Scartate la visione nebbiosa e raggiungete la visione chiara, che rivela la verità. Non annaspate verso la conoscenza ma raggiungete la comprensione libera, piena, chiara. Questo è lo scopo dell'insegnamento e di tutto questo corso di studi. Voi siete ora allo stadio iniziale di un lungo viaggio; dovete meglio equipaggiarvi per intraprenderlo e bisogna che conosciate dove esso conduce. State in guardia dalle distrazioni che si presentano lungo la via che potrebbero tentarvi di farvi scendere dal treno e perdere la meta. Siate stabili nella fede che spianerà il viaggio. Abbiate fiducia negli insegnanti che vi guideranno a Dio che decide il vostro destino e conferisce forza e sostentamento. Non disturbate il vostro viaggio né ritardatelo, con rabbiose sommosse e scontentezza. Vostro dharma come studenti è studiare. E’ dharma degli insegnanti insegnare. In questi essi trovano sicurezza, progresso e pace. Ogni momento passato in occupazioni inutili è un momento perso. Ricordate che siete i capi e le guide dell'India di domani.

Le vostre spalle devono essere più forti di quelle della generazione presente perché col passare degli anni il fardello diventerà più pesante. I vostri cuori diventeranno più espansivi, la vostra intelligenza più acuta e più chiara, perché avete grandi cose da fare, per voi stessi e per l’umanità. Dovete dimostrare di essere fulgidi esempi del sistema d'istruzione che l'India ha adottato per il suo e per il progresso dell'umanità. Perciò assimilate gli ideali del dovere, della devozione e della disciplina durante gli anni che passate qui. La devozione deve essere dimostrata nell'ambito della disciplina e bisogna che sia diretta verso le linee del dovere.

Dharmaraja, il più vecchio dei Pandavas, era la vera incarnazione della devozione al Dio Krishna. Ma egli ebbe ai suoi lati il dovere nella forma di Arjuna e la disciplina nella forma di Bhima. Così fu capace di sconfiggere i suoi nemici e coronare se stesso imperatore. Non imbottitevi la testa con le banalità che riempiono le colonne dei periodici, o con gli assurdi dettagli della vita di artisti in ogni campo. Non eccitatevi per eventi esterni, e non deprimetevi per eventi che appaiono fallimentari. Mantenete la testa alta sopra le acque che inondano e non lasciatevi trascinare via come fili di paglia. Io apprezzo lo studente che non è semplicemente accademicamente efficiente, ma è anche, soprattutto, pieno di bhakti e prema (devozione e amore). Lo studente che si è procurato il primo posto nell’esame universitario è, sono contento di dirlo, Premananda! Quando i risultati furono annunciati e si seppe che egli si era assicurata questa distinzione unica, gli studenti si radunarono attorno a lui e lo spinsero a darMi dei dolci. Sapete quale fu la sua risposta. Egli tenne le mie mani, e disse con un lampo di gioia negli occhi: <<Baba! Tu sei la dolcezza stessa; come posso io darTi dolci?>>. La devozione e la fede come questa devono essere coltivate da ogni studente. Siate devoti e disciplinati come Arjuna. Siate intelligenti e forti come Bhima. Siate risoluti e sinceri come Dharmaraja. Allora nessun male potrà arrivare a voi e potrete raggiungere la vittoria in ogni campo. Ci sono quattro cose che dovreste avere sempre fisse davanti a voi:

(l) Seguire il maestro.

(2) Affrontare il male.

(3) Lottare fino alla fine.

(4) Arrivare alla meta.

Seguire il maestro significa osservare il dharma. Affrontare il male significa vincere le tentazioni che vi assalgono quando vi sforzate di meritare la ricchezza o i mezzi per vivere nel benessere materiale. Lottare fino alla fine significa lottare continuamente, fare guerra contro i sei nemici che sono diretti da kama o desiderio. E infine, arrivare alla meta significa non fermarsi finché la meta di moksha o liberazione dall'ignoranza e dalla delusione è raggiunta. Queste quattro cose sono fondamentali per il perseguimento dei quattro Purusharthas (dharma, artha, kama e moksha). Io sarò sempre con voi, ovunque voi siate, proteggendovi e guidandovi. Avanzate senza paura.

Pag.66

...La devozione deve essere guidata e controllata dalla disciplina e dal dovere. Che cosa esattamente è il dovere in questo contesto? Con dovere Io intendo i diversi lavori affidativi dai vostri superiori o dalla società. Dovere significa la responsabilità che avete di non ostacolare o danneggiare qualcuno coi vostri movimenti, discorsi, comportamento o attività.

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Quando camminate per la strada agitando il bastone, dovete essere consapevoli dell'uomo che viene dietro di voi; se avete la libertà di agitare, anch'egli ha la stessa libertà, quindi ambedue dovete comportarvi seguendo reciprocamente il vostro dovere.

Anche le unità di questa Organizzazione, devono rispettare le altre unità, e aiutarle nel fare il loro dovere. Le regole sono necessarie fino a che i membri realizzino l'Unità spirituale di tutti. Quando essi diventano incapaci di infliggere danno o di trasgredire il codice morale, le regole diventano superflue.

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Proteggete la pianta dalle capre per alcuni anni; poi, quando l'albero allunga i suoi rami lontano ed è diventato ampio, fitto e verde, allora quelle capre possono sdraiarsi sotto la sua ombra e riposarsi...

Discorsi vol. X 2° tomo

Pag.364

...Voi che vi siete dedicati come guru a guidare i bambini nella Luce, dovete praticare la disciplina di dhyana almeno ogni giorno per conquistarvi gioia ed equanimità. Solo coloro che hanno ottenuto il dono di ananda, potranno dare ananda agli altri. Come può un mendicante aiutare un altro mendicante? Nessun mendicante può fare ricco un altro mendicante. Una persona ricca di ananda può distribuire ananda a chi le sta intorno. Perciò il vostro dovere di guru è anzitutto di assicurarvi l’ananda e poi offrirla agli altri. Una vita di sadhana è il dovere di ogni guru. Ci sono tre gruppi di sadhana a cui dovete dedicarvi: personale, sociale e universale (vyakthi, samaja e viswa). Un singolo fiore non può costituire una ghirlanda, né un singolo albero può essere una foresta o un singolo individuo una società. Il successo spirituale dell'individuo, la sua natura caritatevole e le sue virtù, quando sono associati con quelli di molti altri, diventano la ricchezza della società, la proprietà comune di tutti. Ognuno deve riverire e servire tutti. Il Divino in ognuno è associato al concetto del Divino Infinito. Il guru non dovrebbe dare spazio alla presunzione nel suo cuore. Quale maestro indispensabile per bambini innocenti, illetterati e mezzo ciechi, il guru non dovrebbe occupare un posto di autorità. L'egoismo è il trono in cui si insedia orgogliosamente l'autorità. Siate umili davanti ai bambini e rinunciate al trono del potere. Questa è la sadhana per voi. Onorate il vostro ruolo di guru come una benedizione di Dio. Questa attitudine può assicurare il successo del viaggio per l'individuo, la società e il mondo. Siate consapevoli della transitorietà e dell'interrelazione fra corpo, sensi e mente. Che dire del buddhi o intelletto?..

Discorsi volume II

pag.38

... La discriminazione ed il distacco sono i due elementi che domano la folle energia della crescita, e conducono le acque fino all'oceano che, dopotutto, è al fine, la destinazione cercata. Bisogna praticare la discriminazione ed il distacco attraverso la pratica del dharma nella vita quotidiana. Per questo, nella Ghita, Krishna insegna ad Arjuna la rinuncia ai frutti dell'azione e non la rinuncia all'azione. Non si deve fuggire ai doveri del proprio stato sociale. Ricordatevi che ciascuno di questi doveri deve essere compiuto come un <<culto>>, come una offerta della propria intelligenza e del proprio talento, qualità, pensieri e sentimenti ai Piedi di Loto del Signore, in uno spirito di gratitudine per avervi dato l'opportunità di agire bene. Dovete compiere questo culto senza traccia alcuna di egoismo, né di attaccamento ai frutti dell'azione. Il karma obbligatorio, si deve compiere in uno spirito di sincerità totale, di sforzo costante. Esso vi conferirà, allora, la discriminazione ed il distacco che sono necessari. Sankarachyarya, per esempio, li ottenne senza sperimentare il mondo, mentre altri non riuscirono ad ottenerli anche dopo un enorme lavoro. Qui sta tutta la differenza! Voi vedete che la morte si porta via la gente che vi è intorno, ma non per questo voi l'accoglierete con gioia e coraggiosamente quando verrà la vostra ora. Sankarachiarya disse che un alligatore gli aveva preso una gamba, nel senso che il mondo lo aveva preso nei suoi lacci. Egli disse a sua madre che l'alligatore avrebbe allentato la presa solo quando egli avesse accettato di farsi monaco. Che strano alligatore era quello! Ciò significava semplicemente che, se avesse rinunciato a tutti i beni, egli sarebbe stato libero di seguire la sua ricerca della verità. Aveva bisogno del consenso della madre per pronunciare i voti di Sanyasa. Grazie a questo incidente simbolico, Sankara fece dire a sua madre ciò che egli voleva: <<Fà i voti di Sanyasa, hai il mio permesso, mi basta che tu sia sano e salvo>>. Certamente la maggior parte delle persone ha l'occasione di gettare un rapido sguardo sulla discriminazione e sul distacco, ma altrettanto rapidamente dimentica il richiamo, l'ignora e trova ogni scusa possibile per farlo, o, addirittura, si butta negli eccessi di ogni genere: un passo avanti e uno indietro... Il viaggio non li porterà molto lontano... Anche se certi intraprendono la disciplina spirituale, lo fanno senza perseveranza, come un gomitolo di lana che cade dalle vostre mani a terra, si svolge interamente poiché la vostra presa non è abbastanza ferma. Solo la perseveranza porterà il successo tanto atteso. Come potrete riuscire a controllare la mente? E’ molto difficile vincere i suoi capricci, poiché essa ha più facce e si rivela inflessibile. Siete incapaci di comprendere Prakrithi che è un riflesso, un'ombra di Dio, come pensate di capire Dio stesso? Non c'è niente da fare, vi dovete armare di pazienza e di costanza se volete domare la vostra mente...

Discorsi volume III

pag.99 NON DURERA’

La cosa più strana è che nessuno conosce se stesso né si sforza di saperlo, nemmeno coloro che sanno tutto sugli altri. Il vostro "Se" è qualcosa di più sottile dell'aria e dello spazio. Entra negli occhi perché possiate vedere; muove le mani perché possiate afferrare; spinge i piedi affinché possiate camminare. I sensi sono inerti, deve operare l’"Io" per farli funzionare.

Quell’"Io" è Brahman, erroneamente creduto separato da se stessi! Nel Threta Yuga, i Vanaras (le scimmie) furono fatti agire e parlare come Naras (uomini), nel Dwapara Yuga, Nara (l'uomo) fu trasformato in Narayana (Dio) con la Grazia di Narayana stesso. I sensi sono dei furfanti che vi fanno credere di essere un Upadhi (contenitore). Dominateli, come si domina il bue con gli anelli al naso, il cavallo con la briglia, l'elefante col pungolo. Quando i Pandavas, verso la fine della loro vita terrena, stavano attraversando la catena dell'Himalaya, Dharmaraja era ancora tormentato da inquietudini mentali e cosi pregò Krishna di passare qualche tempo con loro. Alla Sua partenza Krishna diede a Dharmaraja una nota, da leggere tutte le volte che si sentiva preso da gioia o sofferenza. La nota diceva: <<Non durerà!>>. Ecco un metodo con il quale calmare le agitazioni della mente. Prendete la vita del mondo come un dovere che vi è stato imposto. Voi siete ora in prigione, condannati per crimini commessi nelle altre vite. Il Soprintendente assegna vari compiti: cucinare, estrarre acqua, spaccare la legna ecc. Dovete compiere il lavoro assegnatovi al meglio delle vostre capacità, senza aspettarvi nessuna ricompensa. Se vi comportate bene, evitando di causare fastidio, se fate il vostro dovere senza esitazione, alcuni giorni saranno sufficienti per cancellare la vostra condanna e liberarvi prima del tempo, con un certificato di buona condotta e di affidabilità. Questa attitudine vi darà modo di praticare il Nishkama Karma che è molto valido per controllare i sensi...

Sadhana

36. Pag.38

Non aspirate ad essere un servo di Dio che lavora per la paga, vi ridurrete a questo livello se chiederete a Lui questo e quello in cambio della lode che gli offrite o del sacrificio che sostenete. Anche se non chiederete, ma nella vostra mente ci sarà l’attitudine al mercanteggiare o se vi sentirete delusi perché Egli non vi ha dato oggetti desiderabili in cambio di tutta la vostra fatica, sarete parimenti in difetto. Non pensate alle conseguenze. Fatelo poiché dovete farlo, dato che è il vostro dovere. Questa è la vera Puja (adorazione). Dedicate l'azione e la ricompensa a Lui. Solo così apparterrete a Lui e non come un servo che chiede la paga. Questo è il più alto livello che un bhaktha può raggiungere attraverso la sadhana. Questa è la ragione per cui Nishkama karma è così altamente magnificato dal Krishna nella Gita.

65. Pag.78

Qual è esattamente il vostro dovere? Lasciate che lo riassuma per voi. Primo, accudite i vostri genitori con amore e reverenza e gratitudine. Secondo, <<Sathyam vada, dharmam chara>> dite la verità e agite virtuosamente. Terzo, ogni volta che avete qualche secondo di tempo libero, ripetete il Nome del Signore, con la sua immagine nella vostra mente. Quarto, non indulgete mai nel parlare male degli altri o cercare di trovare falli negli altri. E ultimo, non causate dolore agli altri, sotto qualsiasi forma.

La via della Verità

Pag.40

…Quando si ignorano i principi che guidano e sottostanno alla filosofia del Karma, si possiede una veduta parziale e deformata della realtà e si considera il Karma come un fenomeno che si riflette solamente sul mondo della materia e sulle attività materiali. Questo modo di vedere viene adottato per aiutare particolari settori a progredire. Prendete ad esempio la vostra stessa esperienza: il pendolare che lavora in un ufficio, l’agricoltore che vive del duro lavoro dei campi, il facchino che dipende dalla sua forza fisica, il gioielliere, il vasaio, il carpentiere, il lavandaio, il barbiere, tutti sono consci delle attività che stanno svolgendo e del senso del dovere, indispensabile per poterle eseguire; essi sanno che le loro vite potranno scorrere facilmente e senza intoppi se ciascuno farà il suo lavoro con dedizione e coscienza. Quando essi svolgono la loro professione al meglio della loro intelligenza, dei loro talenti ed aspirazioni, a che serve spingerli o ammonirli ed incoraggiarli? Lo faremo solo quando non saranno diligenti nel compiere il loro dovere! Nel caso di Arjuna, che era confuso su ciò che doveva essere il suo dovere, e che si trattenne dal combattere, annebbiato dal sentimento della rinuncia, Sri Krishna disse: "Tu devi solo concentrarti sull'atto e farlo meglio che puoi. Il tuo unico dovere è combattere!". Quello fu il consiglio del Signore e l'immortale Suo nettare! Questo consiglio è stato da molti citato fuori proposito, ma si deve sottolineare che tale consiglio fu dato nel contesto della restaurazione del Dharma…

Pag.93

… Scoprire la propria realtà interiore non è un esercizio per codardi; occorre coraggio. Le persone cattive, coloro che hanno una fede vacillante, i dubbiosi, sono destinati a diventare Roghi (persone deboli) e non Yoghi (coloro che vivono in armonia con le leggi divine). Questa è la distinzione fra il saggio (Jnani) e il non saggio (Ajnani). Krishna nella Baghavad Gita, quando parlava con Arjuna, era solito sorridere mentre Arjuna che l'ascoltava era sopraffatto dalla tristezza; infatti lo jnani è sempre pieno di gioia mentre l'ajnani è sempre afflitto e piange. Per avere successo nell'analisi sulla natura dell’Atma, occorre passare attraverso gli Ashrama, i quattro stadi della vita indicati e raccomandati dal Sanathana Dharma. Ognuno, quando attraversa ogni singolo stadio, cosciente dei doveri e delle responsabilità prescritte, impara quel tanto che occorre per ottenere la conoscenza Atmica. I doveri imposti dall’Ashrama ( stato sociale) hanno inizio solo dopo gli anni della fanciullezza; fino ad allora l'uomo non può conoscere quali saranno i suoi doveri e le sue responsabilità. Nel secondo periodo dell’adolescenza egli deve essere d'esempio ai più giovani e guidarli giudiziosamente nella società, ed inoltre deve imparare dagli anziani le lezioni utili al suo progresso. Nel terzo stadio cioè quello della maturità, l'uomo deve porre intelligente attenzione non solo alla propria elevazione, ma a quella della propria famiglia e della società in cui vive; deve, al fine di adempiere a quelle responsabilità, acquisire i necessari talenti, avere una mentalità aperta e cercare di contribuire alla pace ed alla prosperità, nei limiti delle proprie capacità e risorse, di tutta l'umanità.

L'età senile è il quarto stadio, e quando l'uomo lo ha raggiunto, deve aver capito che le gioie di questo mondo sono effimere ed insignificanti, ed essere conscio che la gioia spirituale si ottiene cercandola in sé; con questa esperienza il suo cuore diventerà puro e pieno di compassione, ed egli potrà adoperarsi per il progresso di tutti gli esseri senza distinzione, e condividere con il prossimo la conoscenza ottenuta con le proprie esperienze. Così, per le diverse fasi della vita umana, sono state stabilite le professioni ed il relativo stato sociale. La pratica è importante per rinforzare in una persona la saggezza, come la lettura è importante per raffermare la conoscenza. Con la conoscenza si dovrebbero coltivare l'umiltà, il senso del rispetto, la devozione a Dio ed una fede solida; si dovrebbe trovare un lavoro che soddisfi, e nella maturità, insieme alla ricchezza, bisognerebbe cercare di migliorare la società in cui si vive, promuovere e preservare le virtù, rispettando e facendo rispettare i codici morali. Tutti i livelli di coscienza devono essere purificati e indirizzati verso santi compiti: nell’età matura, oltre a provvedere alla famiglia ed alla società, l'uomo deve vivere una vita esemplare per ispirare i suoi figli alla pratica di ideali elevati; tutti gli sforzi che vengono fatti per aiutare la propria famiglia a scapito della società sono destinati a fallire…

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