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CHE COSA E’ LO SPECISMO! ALCUNE DEFINIZIONI

“Il termine ‘specismo’ è stato coniato nel 1970 da Richard D. Ryder ed è stato reso popolare da Peter Singer in ‘Liberazione animale’ del 1975, dove lo definisce: “Un pregiudizio o atteggiamento di prevenzione a favore degli interessi dei membri della propria specie e a sfavore di quelli dei membri di altre specie”. Singer ritiene lo specismo parte integrante di quella lunga serie di violazioni del principio di uguaglianza, che hanno nel razzismo e nel sessismo le loro espressioni intra-specifiche più note: “Il razzista viola il principio di eguaglianza attribuendo maggior peso agli interessi dei membri della sua razza qualora si verifichi un conflitto tra gli interessi di questi ultimi e quelli dei membri di un’altra razza. Il sessista viola il principio di eguaglianza favorendo gli interessi del proprio sesso. Analogamente, lo specista permette che gli interessi della propria specie prevalgano sugli interessi di altre specie. Lo schema è lo stesso in ciascun caso”. Joan Dunayer ha proposto una nuova definizione, secondo la quale per specismo si dovrebbe intendere: “L’incapacità, nel modo di pensare o nella pratica quotidiana, di accordare ai non umani uguali considerazione e rispetto”. Mentre il sociologo americano David Nibert definisce lo specismo: “Un’ideologia creata e diffusa per legittimare l’uccisione e lo sfruttamento degli altri animali”. Lo specismo riassume in sé tutte quelle ideologie che intendono tracciare una linea invalicabile tra ‘noi’ e ‘loro’, qualunque siano i ‘noi’ e qualunque siano i ‘loro’, dove ai ‘noi’ sono concessi diritti e dominio e ai ‘loro’ sofferenza e oppressione. Come sostiene Theodor W. Adorno: “L’affermazione ricorrente che i selvaggi, i negri, i giapponesi, somigliano ad animali, o a scimmie, contiene già la chiave del pogrom”. L’antispecismo, allora, può essere visto come lo sviluppo storico di quel pensiero che prevede la progressiva sostituzione di visioni del mondo gerarchiche con altre basate sull’uguaglianza. In altre parole è quella rivoluzione morale copernicana che richiede eguale considerazione per tutti gli individui”. Ed preciso: l’etica impone che codesta considerazione venga estesa a tutti gli esseri viventi, umani e non-umani.

Tratto da: “Antispecismo – Per una nuova etica della convivenza”, a cura di ‘Oltre la specie’

(dal profilo fb di Federico Bartolozzi)

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