Home

I MAIALI DI GADARA E LA VIOLENZA DI GESU’. UN ESEMPIO DI INGIUSTIZIA E DI DIFFAMAZIONE BIBLICA.

(pubblicata su face book da Federico Bartolozzi il giorno mercoledì 9 febbraio 2011)

Nel Vangelo secondo Matteo, capitolo 8, versetti 28-32, della Bibbia cristiana è scritto: "Giunto all'altra riva, nel paese dei Gadareni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Cominciarono a gridare: «Che cosa abbiamo noi in comune con te, Figlio di Dio? Sei venuto qui prima del tempo a tormentarci?». A qualche distanza da loro c'era una numerosa mandria di porci a pascolare; e i demoni presero a scongiurarlo dicendo: «Se ci scacci, mandaci in quella mandria». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi, usciti dai corpi degli uomini, entrarono in quelli dei porci: ed ecco tutta la mandria si precipitò dal dirupo nel mare e perì nei flutti"
 
IL MIO COMMENTO
Questo insulso racconto, piuttosto che testimoniare della potenza di Gesù, evidenzia un cinismo nell'uomo-dio, che lascia molto perplessi sulla sua bontà d'animo e soprattutto sul suo senso di giustizia. Il Nazareno può, grazie alla sua presunta onnipotenza, liberare gli indemoniati dagli spiriti immondi, che li affliggono, in un modo qualsivoglia, come ad esempio con un semplice cenno della mano o degli occhi o restando addirittura zitto. Invece egli si preoccupa di disturbare i poveri e innocenti porci, che, ignari del tremendo destino che li attende, pascolano tranquilli, senza avere nulla a che vedere con i problemi né degli indemoniati, né dei demoni, né dello stesso Gesù. Eppure, Gesù li utilizza come oggetti senza alcun conto, senza tenere in debita considerazione la loro innocenza e l'inviolabilità della loro vita. Sarebbe opportuno che i signori teologi considerassero l'aspetto terribilmente violento di questo fattaccio e decidessero di eliminarlo completamente dal 'sacro' Testo, con lo scopo – tra l'altro – di dare la meritata attendibilità alla figura del Cristo. Giova avvertire che il racconto è presente anche negli altri due Vangeli di Marco e di Luca, rispettivamente al capitolo 5, versetti 1-13, e al capitolo 8, versetti 26-33. A parte il significato fortemente diffamatorio nei confronti di Gesù ed il carattere ampiamente crudele e diseducativo del brano, la sua simultanea presenza nei tre Vangeli sinottici non assicura la sua effettiva autenticità, per il fatto ormai abbondantemente dimostrato dall'esegesi storica più attendibile che a molti autori biblici sono stati attribuiti opere appartenenti ad altri autori e che più volte la Bibbia è stata manipolata ed anche interpolata.
Federico

Google Analytics Alternative