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Equanimità

EQUANIMITÀ

Discorsi 88/89 volume I

Equanimità [2] pag.193

Dovere principale di uno studente sta nello sviluppare e mantenere equanimità nel pensiero e nei rapporti con gli altri, poiché soltanto in condizioni di armonia e serenità interiore egli capirà nella giusta prospettiva che cosa significhi essere uomo- Infatti, solo colui che ha ricondotto il pensiero all’unità ed ignora ogni genere di controversia può chiamarsi uomo. Ciascun abitante di questo vasto paese deve essere considerato come una unità di grande rilievo e ciascun essere umano, che occupa questo vasto mondo, ricopre una sua responsabilità sociale. Il mondo va inteso come una famiglia. Soltanto chi è calmo e paziente merita il titolo di studente.

Discorsi 88/89 volume II

Le discipline dello spirito - pag.157

Solo il nutrire sentimenti puri

equivale ad avere educazione.

L'essenza dell'istruzione sta

nell'avere virtù.

Nella semplicità ci sono

uguaglianza ed equanimità.

Ecco la via della Verità

che vi indica Sai.

 

Come il fuoco è latente nella brace,

come il petrolio giace nel sottosuolo,

allo stesso modo il Signore Spirito

riempie di Sé ogni cosa

e, perciò, si trova dovunque

ed in tutto.

Non dimenticate queste buone parole!

Una luce, tante ombre [24] pag.233

Incarnazioni del Divino Amore,

non lasciate spazio all’ego. Quanto è piccolo l’uomo in questo immenso universo! Pensate a questo per eliminare l'ego dal vostro cuore. Coltivate l'equanimità, partendo dalla convinzione che Dio dimora in ogni essere umano. Gli uomini sono come tante ombre diverse fra loro, ma proiettate dall’unica e medesima luce del sole. Senza quella luce, non ci sarebbero ombre; anzi, persino nell’ombra è presente la luce. Ciò equivale a quanto fu detto nel Vedanta con l’espressione Tat Tvam Asi: Quello tu sei. Questo ha corporeità. Quello è senza corpo. Se superate l’idea del corpo fisico, non vi saranno più differenze tra l’individuo e la Divinità, perché non c’è più alcun corpo.

Dio è unità

Capitolo VII. 8. La via del saggio

Dovete avere la capacità di nuotare attraverso le onde della gioia e della sofferenza, della perdita e del guadagno e impadronirvi dell'arte di essere perfettamente calmi ed inattaccabili, qualunque cosa possa accadere al vostro corpo, ai vostri sensi, alla vostra mente, che sono inerti quando l'interiore "sé", che è intelligenza e coscienza, non li stimola. E’ un'arte nella quale dovete perfezionarvi e se siete coscienti che lo Spirito è la vostra stessa intima realtà, potete andare con sicurezza a fare il giro del mondo alla velocità che vorrete. L'uomo è malato, ma ricorre a rimedi che non possono curarlo. Fate da soli la vostra diagnosi, scoprite la causa del male, usate appropriati rimedi: questa è la via del saggio. Non correte dietro a ciarlatani ed a pseudo panacee. Seminate l'amore, preparate il terreno del vostro cuore rimuovendo le erbacce, fate sviluppare i semi bagnandoli con la fede ed avrete i boccioli della fortezza: più tardi sarete certi del frutto della pace. Questo dev'essere il vostro dovere ed il vostro voto. Lo scopo è sempre lo stesso qualunque sia il maestro o l'istituzione, e la via è quella tracciata anticamente dai santi, che può anche essere illustrata come una dimora a 4 piani: il piano terra è il "Karma yoga" e gli altri piani sono la devozione, la saggezza e il distacco. Quando un frutto sta per nascere può essere paragonato al "Karma", cioè al campo di attività comune a tutti, e che è il primo passo nella disciplina spirituale. Quando è maturo, come colui che riesce a liberarsi dall'egoismo e dalla cupidigia, è paragonabile all'adorazione che conduce al secondo piano della casa divina. Quando è stagionato e dolce è come l'abbandono totale alla volontà suprema e l'aspirante si trova al terzo piano, quello della conoscenza. Infine il frutto cade dall'albero ed è simile al distacco totale del discepolo che ha così finalmente raggiunto il quarto piano della divina dimora. L'amore puro è la forza motrice del "Karma yoga", lo yoga dell'azione; è il respiro dello yoga della devozione; è universale ed infinito nella più alta forma di saggezza; e vede il Signore ovunque ed in tutte le cose quando il distacco perfetto è stato conquistato.

Quelli che Dio ama di più

2 - pag.29 TRUPTHI-SAMTRUPTHI

Per capire il concetto di devozione dobbiamo vedere qual'è la differenza tra <<trupthi>>e <<samtrupthi>>. A tale fine, prendiamo la definizione di <<kirthanam>> e <<samkirthanam>>. <<Kirthanam>> vuol dire la musica che esce solamente dalle labbra. <<Samkirthanam>> è invece la musica che scaturisce dal cuore, è una musica integrale, non ha timore, ed è completamente libera e gioiosa. <<Trupthi>> si riferisce alla gioia che deriva dalle cose di questo mondo di fenomeni apparenti. <<Samtrupthi>> scaturisce invece dal cuore ed è associata alla Verità, è permanente ed è frutto del distacco; essa è piena ed immutabile e niente deve essere aggiunto o tolto. Il devoto non dovrebbe dare troppa importanza alle cose di questo mondo e farsi trascinare da loro, ma dovrebbe sviluppare la stabilità mentale. <<Samtrupthi>> si riferisce alla equanimità della mente, cioè al comportamento di fronte alle vittorie come ai fallimenti, al profitto come alla perdita, alla gioia come al dolore. La devozione o <<samtrupthi>> è quel fermo sentimento di amore e di soddisfazione interiore. Un devoto è colui che accetta tutto ciò che gli viene dato come un dono di Dio e ne è felice e soddisfatto. Un cuore che si comporta in quel modo è detto avere <<samtrupthi>>.

Ghita Vahini

2 - pag.32 Fortezza, pazienza e discernimento

<<Vestiti con la corazza della forza d'animo, "thithiksha", e le ventate della buona e della cattiva sorte non potranno mai nuocerti>> <<Thithiksha>> significa equanimità di fronte agli opposti. E’ privilegio del forte e tesoro del prode affrontare coraggiosamente la dualità. Il debole si agita come le penne del pavone, non ha mai pace e non può concentrarsi neanche per un momento; esso oscilla come il pendolo fra la gioia e la sofferenza......

5 - pag.157 Accontentarsi in ogni circostanza

<<Devi vincere il sentimento di <<mio>> e <<tuo>>. Essi non sono due sentimenti diversi, il primo nasce dal secondo ed entrambi dall'ignoranza <<ajnana>>. Una volta che ti sarai sbarazzato di <<ajnana>> i sentimenti di <<io>> e <<mio>> non ti daranno più fastidio perché non avranno più posto in te. Per questo si dice che l'aspirante alla <<bhakti>> deve essere sempre in possesso di <<sathatham samthusthi>> o del sapersi accontentare sempre.

Cosa significa? Implica l'accontentarsi in tutte le circostanze, nella gioia e nel dolore, nella buona e nella cattiva sorte, nella malattia e nella salute. Qualunque desiderio che sia soddisfatto o meno, non deve turbare la mente che deve rimanere in uno stato di equanimità perfetta. La mente poiché è incostante, perde l'equilibrio quando il più piccolo ostacolo impedisce il suo cammino. Se la tazza di caffè non è servita in tempo, se non riuscite a vedere due films alla settimana, se non potete fermarvi davanti alla televisione mattina e sera, se molte di queste sciocchezze vi vengono negate, vi arrabbiate. <<Samthusthi>> è lo stadio nel quale la mente non è mossa da desideri insoddisfatti o circostanze che devono accadere e non accadono. La mente deve essere senza eccitazione, indisturbata e senza illusione>>.

Discorsi volume I

pag.72

... Il tesoro indubbiamente più prezioso è costituito dalla qualità di Santham, vale a dire l'equanimità e la tranquillità. Praticatele ed acquisitele come attitudini naturali. Perché arrabbiarsi quando le cose vi sembrano sbagliate ?

Perché essere attratti quando vedete il male? Ricordate che il male ha in sé la potenzialità di trasformarsi in bene, il bene ha in sé la disposizione a volgersi in male. Non esiste fuoco senza uno sbuffo di fumo, e non c'è fumo senza qualche scintilla di fuoco: nessuno è pienamente malvagio o interamente infallibile. Prendete il mondo come è, senza aspettarvi che si conformi ai vostri bisogni o ai vostri modelli. Maya inviluppa il bene col male e fa luccicare il male col brillio del bene. Discriminate come meglio potete e sviluppate al massimo questa capacità. Lottate per vincere: è la cosa migliore che potete fare. Pochi possono dire: “ho vinto". La vostra coscienza conosce la vera fonte della gioia e vi spronerà sul giusto sentiero, prendetela come guida, invece di disobbedirle ogniqualvolta contraddice il vostro capriccio.

sea

C'erano due pappagalli appollaiati su un albero, anzi, per essere più precisi, erano gemelli. Un cacciatore li catturò e vendette l'uno ad un macellaio abbietto e crudele, e l’altro ad un saggio che si stava recando ad un Ashram per insegnare i Veda. Dopo alcuni anni, il cacciatore si meravigliò nel sentire che l'uno non faceva che bestemmiare, mentre l’altro recitava i Lila del Signore con tanta dolcezza da ammaliare gli ascoltatori. Vedete gli effetti dell'ambiente? Cercate quindi di procurarvi Satsang...

pag.88

... Per raggiungere l’equanimità non dovete leggere, ma compiere una Sadhana sistematica, allora sarete felici, che siate ricchi o poveri, apprezzati o rifiutati, fortunati o meno. E' questa un'armatura, senza la quale è follia entrare nell'arena della vita. Se entrate nell’arena con lo scopo di ottenere le gioie dei sensi, sarete sottoposti ad ogni sorta di afflizione, e vi troverete in una situazione analoga a quella di colui che naviga in una minuscola barca senza timone sul mare in tempesta. Entrate quindi sul sentiero della disciplina spirituale oggi stesso. Ciascuno di voi è dotato di una buona concentrazione e ne conosce la tecnica, perché ogni compito la richiede e tutti ne traggono vantaggio. Il carpentiere, il tessitore, l'impiegato, il barcaiolo, tutti la posseggono in maggiore o minor misura. Usatela anche per questo compito. Dirigete la mente verso il suo proprio funzionamento, esaminatela e allenatela a racchiudersi in buona compagnia, buoni pensieri e buone azioni. Praticate Dhyanam su qualunque forma del Signore, e ripetete qualsiasi Nome avvertendone la dolcezza: ciò insegnerà alla mente ad essere sottile e convertire in buona musica le gioie e i dolori inevitabilmente connessi alla vita. Ricordate che il Divino è presente in ciascuno come le acque sotterranee, il Signore è Sarvabhuthaantharathma, Sarvavyapi...

Discorsi volume III

pag.127  EQUANIMITA’

Coloro che abitano a Malleswaram hanno fatto lunghi preparativi per celebrare il festival annuale del Bhajana (canto devozionale). Il Bhajana reca sempre gioia e pace, ma cercate di non servirvene per aumentare l'egoismo, le reciproche recriminazioni, o l'invidia e l'orgoglio, come molto spesso accade. Siate umili, calmi e tolleranti. Cooperate con tutti e trattate tutti con gentilezza e cortesia. La devozione non è un'uniforme da indossare al giovedì sera quando vi riunite per i Bhajans, e da togliere allorché sono finiti. Deve invece essere di stimolo ad un’attitudine di umiltà, di riverenza verso i genitori, gli insegnanti, gli anziani e gli altri; è una forma mentale, un'attitudine che deve essere sempre presente. E’ il sostegno del cuore, così come il cibo lo è del corpo. Come l'ago della bussola segna sempre il Nord senza mai deviare, e vi ritorna prontamente, velocemente, ogni volta che un movimento lo allontana da quella direzione, il Bhakta deve vedere sempre il Signore ed essere felice solo quando è rivolto verso di Lui. Molta gente pensa a Dio soltanto se è sopraffatta dalla sofferenza. Naturalmente è bene che ciò accada, è meglio che chiedere l'aiuto di chi è ugualmente soggetto al dolore. Ma è infinitamente meglio pensare a Dio nella sofferenza e nella gioia, nella pace e nel tormento, sempre. La prova della pioggia è l'umidità del suolo; la prova della Bhakti (devozione) è la Pace del Bhakta (devoto), la Pace che lo protegge dagli assalti del successo, del fallimento, della fama, del disonore, del guadagno e della perdita. La devozione è il Gange, Vairagyam (il distacco) è lo Yamuna, Jnana (la conoscenza) è Saraswathi, i fiumi del Sacro Triveni. Jnana è la motrice di un treno diretto, sul quale salite per farvi condurre a destinazione. La devozione è la carrozza di un treno diretto, che può essere staccata dalla motrice e attaccata ad un'altra; ma non dovete temere: sino a quando starete al vostro posto vi condurrà a destinazione. Il Karma è il treno normale; se vi salite, dovete ad un certo punto scendere, salire ancora e poi scendere ad ogni fermata, portare i vostri bagagli, caricarli e scaricarli, e fare un grosso lavoro per poter giungere a destinazione.  La Bhakti, o Devozione, è sufficiente persino per acquisire Jnana. Essa termina in Samadhristhi, nell'equanimità che distrugge l’egoismo. Anche Jnana vi dà queste cose. Narada una volta si offri di insegnare alle illetterate Gopis i principi filosofici che lui chiamava Vijnanabhoda e Krishna fu d'accordo. Ma esse gli dissero: "Non ci interessano né le tue parole, né il tuo insegnamento. Noi vediamo Krishna ovunque ed in ogni cosa e così non odiamo, né invidiamo nessuno. Abbiamo Samadhristhi e non l'ego. Noi crediamo, e questo ci è sufficiente>>. Narada trovò giusto ciò che esse dicevano e se ne andò conquistato. Molti di voi conducono una doppia o triplice vita: Yoga la mattina, Bhoga il pomeriggio e Rogam la sera. Cercate Ananda fuori di voi, e soffrite per l'ulcera del desiderio che sta dentro di voi. Dite una cosa e fate l'opposto. Proclamate di essere ricercatori della verità ma siete attaccati all'illusione che avete coltivato. Avete un biglietto per Calcutta ma vi state recando a Bombay! Con il corpo che è il vostro biglietto, e con Vjinana e Vairagyam (conoscenza e distacco) come bagaglio, non state viaggiando sul treno che vi porta a Dio ma su quello che conduce a Prakrithi (natura, mondo manifesto). Tutto ciò è pietoso! Le radici devono andare in profondità, nel sottosuolo, dove possono trovare l'acqua. Gli alberi che crescono vicino ai canali, sono verdi ed hanno grandi foglie. Anche le vostre radici devono abbarbicarsi nel profondo, nella Divinità che le terrà sempre verdi, sotto qualunque tempo o clima. Questa è l'era dell'utilitarismo. Quando si vuole fare una cosa tutti si chiedono: <<Quanto mi renderà?>>. Ebbene, lasciate che vi chieda: <<A quale scopo nutrirsi e crescere, spendere e risparmiare, perdere e guadagnare, correre in auto o in aeroplano, se non riuscite ad avere la pace mentale e la gioia nel cuore?>>. Tutte queste attività servono solo a nascondere la reale natura dell'individuo, a sommergerlo sotto una massa di futilità, a sopprimere in lui la naturale influenza della Verità. Sviluppate l'amore per Dio ed allora potrete accorgervi che Lui è molto vicino a voi, che è nel vostro intimo. Questo è quanto assicuro a tutti voi.

Aforismi Vedici

Pag.30 - [47]

Infatti, lo stadio dell’equanimità, così essenziale per il progresso spirituale, può essere conquistato solo nel momento in cui l’intelletto viene ripulito dalla macchia degli attaccamenti e delle attrattive illusorie. Se privo di tale serenità, l’intelletto o buddhi non potrà proseguire sulla scia del Brahman. Perché? La parola “virtù” non è altro un sinonimo di quel tipo di “intelligenza” che segue i suggerimenti dell’Atma, il Sé che è la nostra Realtà. Solo chi possiede una virtù del genere può acquisire la consapevolezza dell’Atma, la Verità. Una volta giunto a questo stato di consapevolezza, non si ricade più preda di illusioni o desideri; essi non potranno mai più toccarci.

Sadhana

49. Pag.57

Thithiksha significa equanimità di fronte alle avversità, affrontare coraggiosamente la dualità- E’ il privilegio dei forti, il tesoro dei coraggiosi. I deboli saranno agitati come le piume del pavone, sempre irrequieti, senza nessuna fermezza anche solo per un momento - Dondolano come il pendolo, da una parte e dall’altra, prima verso la gioia, un momento dopo verso il dolore- Thithiksha non è lo stesso di sadhana- Sadhana significa rassegnarsi a qualcosa, tollerarla, sopportarla, perché non potete fare altro; avere la capacità di sopraffarla ma invece ignorarla... questo è il sentiero della liberazione - Sopportare tutto con discriminazione analitica; questo è il tipo di sadhana che darà i buoni risultati.

10. Pag.68

Due dichiarazioni possono riassumere tutte le 18 Puranas (testi sacri) composte da Vyasa. Fate del bene agli altri, evitate di far del male. Fare del bene è la medicina, evitare di far del male è la dieta che deve accompagnarsi al trattamento. Questa è la cura per la malattia che soffre della gioia e del dolore, onore e disonore, prosperità e avversità, è la spinta che infastidisce l'uomo e lo priva della equanimità.

26. Pag.70

Questa consumazione può essere raggiunta tramite la sadhana. Rendetevi conto di essere puro e immortale Atma, allora nessun guadagno o perdita vi potrà toccare, nessun senso di umiliazione o disperazione vi potrà tormentare. Solo uomini con delle fondamenta deboli possono temere ciò. L'uomo forte le taglierà via con impunità. Quando i sensi predominano, l'equanimità è solo un sogno. Siate il loro padrone, potrete essere voi stessi indisturbati e liberi.

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