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L'Essere (Sat)

L’ESSERE (sat)

Discorsi 88/89 volume I

Essere-Coscienza-Beatitudine [33] pag.189

C’è dunque una sola cosa da rilevare: l'unità della Verità. La Verità è Dio e sta all'uomo seguirla. Essa si trova all'interno di ognuno. I Veda la descrivono come Essere, Coscienza e Beatitudine. Queste tre dimensioni sono presenti in ogni cosa. Per quante differenze si possano notare fra un oggetto e l’altro, unica è l’impronta di Verità in ciascuno: la Verità dell’Essere, a cui la Coscienza conferisce splendore e da cui si trae quella gioia che è Beatitudine.

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Ecco qui, per esempio, un bicchiere. Questo bicchiere è in essere. La coscienza lo rende visibile, ora sotto forma di un bicchiere d’argento ma, con un giusto procedimento, può essere trasformato in un vassoio. Il bicchiere può mutarsi in vassoio, ma non l’argento che rimane identico a se stesso. Similmente, Essere, Coscienza e Beatitudine sono tre caratteristiche comuni ed immutabili in tutti gli esseri umani.

Sat-Cit-Ananda [2] pag.201

In qualsiasi parte del mondo c’è il buono e il cattivo, ci sono gli intelligenti, gli eruditi e gli illetterati; ci sono i ricchi e i poveri. Ma l’elemento comune a tutti è l’Essere Coscienza-Beatitudine (Sat-Cit-Ananda). Tutte le Sacre Scritture del mondo hanno presentato Dio come l’Unico che impersona l’Essere-Coscienza-Beatitudine, il Supremo Stato Divino. In tutto l’universo manifesto, in ogni oggetto materiale e nell’uomo si cela questo triplice Sat-Cit-Ananda. Ma, mentre negli oggetti materiali ci sono solo l’Essere e la Coscienza, negli esseri viventi c'è in più la possibilità che si manifesti anche la Beatitudine. Tuttavia, anche quel tipo di gioia è solo temporaneo.

La consapevolezza di essere [15] pag.205

Incarnazioni del Divino Amore,

il Divino si trova in ogni oggetto. Ecco cosa va scoperto oggi: l’unità nella molteplicità. Dovete scoprire l’elemento che unifica tutto. Questa forza unificatrice non è altro che il Sat-Cit-Ananda. Sat significa "Essere”. Cit vuol dire “Consapevolezza”, che consente di individuare l’Essere: se non siete consapevoli di essere, come potete essere coscienti di essere consapevoli ? Se non siete benedetti dalla consapevolezza, come potrete goderne ? Può essere sperimentata gioia solo dopo la consapevolezza di esistere. Si può conoscere una cosa solo se esiste. Il mondo esiste; è l’essere. Come potete affermare che c’è ? Potete vederlo, sentirlo, percepirlo con la mente. Potreste negare l’esistenza di tutto quanto vedete nel mondo ? Quel mondo è in essere e come potete voi divenire consapevoli di quello che già esiste ?

La conoscenza

Trascendenza dell'Essere  pag.32 [80]

Si dice anche che è invisibile all'occhio (adrishya), impenetrabile al nostro apparato ottico, che è soggetto a modifiche e tanto limitato nelle sue capacità. L'Assoluto non può mai essere afferrato dagli "elementi"(20) e dalla materia. E’ l'Essere Assoluto a far sì che l'occhio veda. Perciò come potrebbe l’occhio vedere Dio stesso? La mente è limitata dalle categorie del tempo, dello spazio e della causalità; come può il Supremo Sé, che è superiore a tali categorie e non ne è affetto, esser definito da esse?

Dio e la Conoscenza sono  pag.33 [85]

In verità, non si può dire che Dio sia così o cosà, e questa è la ragione per cui ci si riferisce ad Esso semplicemente come "Essere" (Sat), Egli è Anche la Conoscenza, né più né meno, è La Rivelazione degli antichi Sapienti (Shruti) non usa forse la parola Vijnanajnana, ossia "La Conoscenza delle conoscenze" per indicare Dio? E’ un termine che sta ad indicare la Somma e la Sostanza di Vijnana, la Conoscenza con la C maiuscola. Solo chi non conosce le Sacre Scritture (Shastra) e la Rivelazione (Shruti) può dire che la Conoscenza e Dio sono due cose separate. La Conoscenza è Dio; non è possibile distinguerli, ed il solo postulare una differenza, è segno di ignoranza.

Prema Dhaara

pag.18 (8)

Voi come corpo, mente ed anima siete un sogno, ciò che realmente siete è Esistenza - Conoscenza - Beatitudine. Voi siete il Dio dell'Universo. Voi state creando l'intero Universo e lo state limitando. Per conquistare l'Infinita identità Universale, la meschina piccola prigione dell'individualità deve sparire. La Bhakti (devozione) non è piangere, e neanche qualche altra condizione negativa. E’ riconoscere l'Uno in tutto ciò che vediamo.

E’ il cuore che vi conduce alla meta. Così, seguite il vostro cuore. Un cuore puro cerca oltre l'intelletto e trova l'ispirazione. Qualunque cosa facciamo ricade su di noi. Se agiamo bene, avremo la felicità: se faremo male, avremo infelicità. In voi c'è il possente oceano del nettare divino. Cercatelo in voi, sentitelo e lasciatelo fluire. E’ il Sé, non il corpo, non la mente o l'intelletto. Non è il desiderio né il desiderare e nemmeno l'oggetto del desiderio. Voi siete al di sopra di tutte queste cose che sono solo manifestazioni. Dovete apparire come un fiore che sorride o una stella che brilla.

  Cosa vi è nel mondo che ve lo rende desiderabile?

Con Benedizioni e Amore,

Sri Sathya Sai Baba

(Lettera ai devoti americani la cui fotocopia fu data agli studenti)

pag.19 (9)

  Solo attraverso la consapevolezza del divino possiamo realmente portare la vera pace nel mondo. Non v’è dubbio che i grandi capi mondiali compiano considerevoli sforzi, a livello materiale, per portare la pace e l'armonia, ma Sai non vede alcun segno di un loro possibile successo. L'unica strada rimasta è quella di volgere la nostra mente all’interno di noi stessi per trovare la vera base eterna, la Sorgente Suprema:  solo da questa potremo ottenere la vera felicità e la pace del mondo. La base è dio, che infatti abita nel cuore di ognuno di noi, Egli è lo Spirito Universale. Ognuno di noi è l'incarnazione stessa della Divinità. Il vostro vero Essere è Sath-Chit-Ananda, e cioè Esistenza-Consapevolezza-Beatitudine. Avete dimenticato questa verità. Ricordatela ora, e ricordatevi il sacro e potente nome della Realtà sino a quando la vostra mente sparirà, e voi vi rivelerete come la Verità stessa e gusterete, così come fa sai, quell'Eterna Beatitudine che non si esaurisce mai.

Con Benedizioni,

Baba

Aforismi Vedici

Pag.36 - [57]

Questo sutra - Janmadyasya yathah - è destinato a condurci alla scoperta della vera Base di tutto ciò che è, era e sarà. Esso proclama il Principio Divino (mahat tattva), causa dell’Essere che volge nel Divenire e nel sistema ordinato dell’Universo. La Fisica può analizzare la materia e spiegarne la formazione, ma non può dimostrare e scoprire il perché di quella composizione. Sicuramente, per qualsivoglia avvenimento o effetto ci dev’essere una causa; ma, né l’atomo, né l’individuo e nemmeno l’assenza di questi, possono essere considerati quella causa. L’essere, il Sat, deve trascendere sia il soggetto che l’oggetto, sia il conoscitore che il conosciuto. Ma se dobbiamo definire il Sat ovvero il Brahman, è necessarrio l’uso di un linguaggio corrente come Creatore, Signore, Provvidenza, Dio e anche Brahaman.

Pag.37 - [61]

Ogni entità, oggetto o cosa, facente parte dell'Universo ha cinque qualità: asti, bhati, priyam, rupam, namam. Asti signitìca "è". Così l’"essere consiste nell’insieme delle caratteristiche di tutto ciò che è o esiste. Bhati vuol dire " splendore", luminescenza. Ciò che viene veduto è conosciuto perché riflette luce, la quale ha il potere di penetrare la nostra coscienza. Poi abbiamo il termine priyam. Ogni cosa che acquista la capacità di essere utilizzata e fruita diviene attraente e gradita: l'attrazione è ciò che significa priyam.

Pag.38 - [62]

Gli ultimi due aspetti sono rupam e namam. Essi possono cambiare o venir modificati. Tutte le cose sembrano subire delle trasformazioni, ma poi, spesso, ritornano alla loro forma oniginale. Si tratta solo di apparenti alterazioni delle entità di base, che possiedono sempre le tre prime caratteristiche. Nome e forma sono sovrapposizioni sulla realtà di base dell'“essere", dell’"illuminazione e della "gioia”. Il Divino è la base, la divina Volonta è la  sovrastruttura. I grani di un rosario sono molti, ma la catenella che li lega insieme è una sola. Così pure, per il mondo degli esseri viventi, Dio, il permanente, l’onnipresente Parabrahma, la Divina Suprecoscienza è la base. Soham, “Egli è me”, “Io sono Quello”, tutti questi assiomi stanno ad indicare che tutti gli esseri che si differenziano sotto nomi e forme sono in effetti Dio stesso. Ecco perché nei veda si afferma: “Colui che conosce Brahman, diventa Brahman stesso”. Questa consapevolezza è la consapevolezza della Realtà.

Pag.63 - [103]

I Veda affermano che Brahman è la Causa Prima dell’Universo (jagat). Non pongono come causa primaria un’entità non-cosciente (acetana). L’autorità della Parola emessa (Shabdam), ossia il Verbo, la voce di Dio, o Veda, non sostiene la teoria secondo cui l’origine del Creato sarebbe dovuta a qualcosa di non cosciente. D’altra parte l’Essere (Sat) ha deciso di farsi Divenire; ha preso cioè una decisione (sankalpa). Risoluzione, decisione, disegno: questi sono atti di coscienza; le entità prive di coscienza sono incapaci di simili atti di volontà. Brahman, che è Piena Coscienza, deve pertanto essere accettato come Causa Prima.

Pag.69 - [116]

I Veda affermano che Brahman è la Causa Prima dell’Universo e, per definirla, usano la parola Sat. Sat è “l’Eterno Essere Cosciente”. I Veda ignorano tutto ciò che sia “non-conscio” (acetana). Tutto è cetana, tutto è, tutto è Brahman. Tutto è Dio.

Pag.71 - [117]

Atma shabdat: da quando viene usata la parola, il suono (shabda) “Atma”, la proiezione (ikshate), a cui s’è già fatto cenno nell’aforisma precedente, è indicata come la sua funzione principale. Il fuoco o l’acqua è il prodotto, l’effetto di una Volontà. Il termine “proiezione” o “manifestazione non dev’essere interpretato in un senso subordinato o figurativo (gaunah). Solamente l’Atma è dai Veda o dalla Shruti indicato come l’Ente Primo; il proposito, l’impulso sono processi che avvengono solo nell’Atma, non in qualsivoglia altro ente. Tutto l’universo conoscibile era (dal principio) Sat, l’Essere. Qualunque forma esso abbia assunto nel processo del tempo o nel perimetro dello spazio, tutto ciò che di esso fa parte è, in realtà, solo Sat, vale a dire Atma! Questa è la lezione contenuta nei Veda.

Upanishad Vahini

Pag.69  [2]

Il primo capitolo della Chandogya Upanishad esamina dettagliatamente il canto liturgico e le devozioni (upasana) che costituiscono una parte del Sama Veda, il secondo descrive tutto il rituale del Sama, e il terzo espone l'upasana del Sole (Surya), che viene "La dolce scienza" (Madhuvidya), la Gayatri e la dottrina di Sandhilya (Sandhilyavidya) sull'identità tra lo Spirito individuale (Atman) e l'Assoluto (Brahman). Nel quarto viene insegnata la scienza di "Colui che assorbe o raccoglie in Sé" (Samvarga Vidya), e quella delle "sedici parti" dell'Assoluto (Brahmavidya). Nel quinto sono elaborate le tre scienze (Vidya): dell'energia vitale o respiro (prana), dei cinque fuochi (parchagni) e del fuoco inteso come l'Atman immanente in tutti gli uomini (Vaisvanara). 

Pag.70  [3]

Poi, nel sesto capitolo, Uddalaka impartisce al figlio Svetaketu quella Conoscenza che, una volta acquisita, permette di conoscere ogni cosa. Infatti, se si conoscono l'argilla e l'oro, si conosceranno anche i vasi e le pentole, i braccialetti e le collane, perché l'argilla e l'oro sono la verità permanente, mentre le loro trasformazioni e modificazioni sono "accidenti" temporanei, forme associate a nomi. Ebbene, anche il mondo, come il vaso e il braccialetto, è solo un effetto, mentre la Causa è Sat. Sat significa "essere", e l’"essere'' è comune a tutte le cose. Il vaso "è", il bracciale "è". L'Essere si rende manifesto mediante la sua associazione ai vasi, alle pentole, ai braccialetti e alle collane, ma un'intelligenza grossolana non riesce a vederLo, perché, per riconoscerLo, è necessaria una capacità di penetrazione molto sottile.

Pag.70  [4]

Il colore rosato, che si rende manifesto nella rosa, "è" anche in assenza del fiore. Similmente l'Essere, che è la Caratteristica Universale di tutte le cose, permane anche in loro assenza. Prima della creazione non c'era il vuoto, ma esisteva l'Essere, che era ovunque. Poi, quando si riflette nell'illusoria attività primordiale (Maya), ne scaturì il Signore Supremo (Ishvara), che prese parte a quell'attività per manifestarSi come Universo, con i tre elementi: il Fuoco, la Terra e il Vento. Tutta la Creazione è solo una trasmutazione e combinazione di questi tre elementi.

Pag.72  [10]

L'Assoluto (Brahman) viene definito come "l'Uno senza secondo" (Ekameva advitiyam), ed il mondo manifesto come "la Forma di Brahman" (Tatsvarupa). Ora, l'Assoluto può venire realizzato adorandoLo nella Sua Forma limitata da attributi (Sagu nopasana), come fecero Satyakama ed altri. Questa via viene anche chiamata Sushumna Marga. In altre parole, l'Onnipresente Brahman può venire racchiuso, e trovato, nel "firmamento del Cuore", che è la capitale del Suo regno. Il "cuore", infatti, è il Suo trono, e, per questo, viene chiamato la "Casa di Dio" (Brahmaveshman), anche se, ovviamente, quel "firmamento" non può circoscrivere o porre limiti all'Assoluto, che è illimitabile.

Pag.72  [11]

Gli yogi che hanno rinunciato al mondo oggettivo possono raggiungere, nel "cielo" puro e limpido del loro "cuore", l'Essere Supremo (Parabrahman) con il Suo Splendore di Conoscenza. I mondi sono fissati a Brahman come i raggi di una ruota al mozzo. Brahman non subisce il declino, la corruzione o la morte. Dal momento che quell'Ente Supremo può ottenere tutto ciò che desidera, viene anche chiamato “Colui la cui Volontà è atto" (Sathyasankalpa) e "Amante della Verità" (Sathyakama). Ma cos'è, esattamente, l'Essere Supremo (Parabrahman)? Vi è un solo modo per saperlo. Brahman è Ciò che rimane dopo che tutto è stato negato come "non questo, non quello" (neti, neti).

Pag.73  [12]

E' questa la Verità che tutti gli aspiranti cercano; e chi La raggiunge viene a trovarsi nella condizione di un imperatore, che può recarsi ovunque desideri. Infatti, il saggio (Jnani) che si è stabilito nella Pura Realtà, vede tutti i desideri che sorgono nel Suo cuore unicamente come espressioni di quella Verità.

Pag.73  [13]

Lo Spirito (Atma) trascende tutti i mondi, è incontaminato. Chi vive nella ferma consapevolezza dello Spirito, sperimenta una costante beatitudine. Lo stato di brahmacharya, lo studente religioso con perfetta purezza di mente e di corpo, rappresenta un passo importante per raggiungere la Conoscenza dell'Atma, così come sono ugualmente utili i riti propiziatori (yajna), i digiuni ed altri voti.

Pag.93  [1]

Le Scritture dichiarano: “Brahman è Uno, Solo, senza secondo” (Ekam evadvitiyam Brahma), vale a dire che non esiste altro all'infuori dell'Assoluto (Brahman), e che in ogni circostanza, tempo e luogo, solo Egli "è". La Chandogya Upanishad afferma che in principio solo l'Essere (Sat), e null'altro, "era", e la Mandukyopanishad Lo definisce come: "Pace, prosperità, non-dualità” (Shantam, Shivam, Advaitam).

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