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Una Favola d'Amore

Tutto è un gioco, dobbiamo quindi giocare...
Scrivere riguardo il colore è quindi un gioco, un gioco divino. Per il piacere del gioco desidero concludere questo libro con una favola; una favola dedicata all’Amore riguardo il colore, una favola dedicata al Servizio d’Amore che l’uomo deve compiere nei confronti di se stesso e dell’Universo tutto, una favola dedicata a chi Amo, dedicata all’Amore in Dio...

Nel Delicato mondo del Colore
Era l’inizio di un nuovo giorno. La notte con il suo dolce e riposante incedere stava lasciando il posto ai rosei colori dell’aurora, i suoni e gli odori cominciavano a riprendere vita adornati dell’aureo giungere del giorno. Le nubi mattutine irradiavano le tenebre del loro rosato colore così da disperderle nel ricordo del notturno sogno e la soave brezza mattutina accarezzava il mondo che nasceva a nuova vita.
Nuri, come tutte le mattine, era seduto all’ingresso del Tempio dei Colori di Dio sulla sommità del Monte Krielis ad aspettare con devozione ed Amore il sorgere di Savitr, il Sole, il dispensatore della vita sulla terra. Nuri era un sacerdote Eleoteros, una casta di sacerdoti incarnati con il compito di portare nuova consapevolezza nel cuore degli uomini.
La missione di Nuri era quella di diffondere nel cuore degli uomini le virtù che i divini colori di Dio emanavano. Era un divino terapeuta del colore devoto e consapevole della missione che Dio gli aveva affidato.
Tutte le mattine, nel momento in cui il fulgido Astro appariva al cospetto dei cuori e degli occhi degli uomini, Nuri donava se stesso e la sua vita a Dio, osservando dal cuore il compito per il quale si era incarnato. Nel momento in cui i suoi occhi scorgevano all’orizzonte il primo raggio di Sole, cominciava ad intonare la preghiera d’Amore alla Divina Madre che tutto muove e genera.
“Oh Divina Madre, addolcendo il mio cuore e permettendo alla mia anima di fluire come tenera brezza al cospetto dei colori, che con infinita bellezza e Amore porti nel tuo grembo, dedico a te questa mia vita, questo mio amore, che per te, in te e con te echeggierà in eterno, al cospetto del Dio Padre, Madre e Figlio. Per sempre”.
Il sole ormai era completamente sorto, e Nuri, devoto agli antichi insegnamenti, iniziava la sua giornata aprendo le porte del tempio per far sì che i Divini raggi entrassero per poter donare nuova energia al Sacro luogo. Il tempio era una magnifica costruzione a base ottagonale. L’entrata era posta sul lato est mentre ognuno degli altri sette era dedicato ad un diverso colore con un proprio altare di pietra. Il lato dell’entrata era simboleggiato dal color oro dei raggi di Savitr, mentre gli altri, osservandoli in senso orario erano dedicati il primo al rosso e a seguire all’arancione, al giallo, al verde, al blu, all’indaco e al viola. In ognuno dei lati c’era un altare dove le persone venivano fatte sdraiare per poter essere curate dal colore di cui avevano bisogno. Al centro del tetto, a forma di cupola, si trovava un’apertura con un immenso cristallo che convogliava la luce al centro del Tempio dove Nuri accoglieva amorevolmente le persone da sanare. Osservarlo immerso nell’Amore completamente inondato di luce, creava nelle persone un’apertura di cuore, attraverso la quale, come umile servitore di Dio, convogliava l’energia del colore necessario che permetteva alla persona di sanarsi.
La cerimonia iniziava tutte le mattine con il canto di un Mantra che recitava così:
“Nel nome della Rossa Madre Azione che in Comunione con l’Azzurra Madre Compassione generano lo spazio-tempo, entro il quale, il Porpora Padre, unendosi all’Azzurra Madre Compassione, generano il Giallo Figlio attraverso il Viola Grembo dello Spirito Santo. Possano tutti i Colori-Virtù illuminare questo Verde corpo e, attraverso Questo, unito alla Luce di Dio, manifestarsi sulla Terra. Pace, Pace, Pace”.
Dopo il Mantra, Nuri accoglieva le persone e, toccando loro le mani, le disponeva in due gruppi, a seconda se le loro mani fossero fredde o calde. Se erano fredde donava loro il rosso, se erano calde donava il blu. Le persone a questo punto entravano in uno stato d’estasi avendo, attraverso l’amorevole apporto del colore, equilibrato la loro energia. A questo punto Nuri toccava ad ognuno di loro il cuore con la sua mano sinistra e il capo con la destra ascoltando così sentimenti e pensieri delle persone, pregando Dio di donargli la capacità di comprendere la necessità di ogni singola persona ed il colore da donargli per la loro completa guarigione. Quando nel suo cuore arrivava la risposta, pregava la persona di sdraiarsi sull’altare dedicato al colore del quale la persona aveva bisogno. Appena si sdraiava, la persona cadeva in un profondo sonno consapevole e la sua anima entrava nel magico mondo del colore accompagnata dall’anima dello stesso Nuri. Qui la persona apprendeva dal colore tutte le conoscenze per la sua completa guarigione.
In tutto questo tempo Nuri non guardava mai negli occhi la persona da sanare perché sapeva che ogni persona era Dio e a lui, umile servitore dello stesso, non era consentito osservarLo direttamente negli occhi. Il suo compito era semplicemente quello di servire l’umanità con semplice Amore.
Quando l’ultima persona era uscita dal tempio, Nuri si ritirava nella sua stanza, mangiava un frugale pasto e si metteva a pregare per ringraziare Dio di avergli dato ancora la possibilità di servire ogni singolo essere vivente di questa terra. La sua fede in Dio era talmente incrollabile e infinita che Dio stesso si mosse a compassione e decise di dare a Nuri un dono. Chiamò i colori a Sé e disse loro: “Sulla terra vive un sacerdote Eleoteros di nome Nuri. Il suo servizio nel Mio Nome, da sempre con infinita devozione ed Amore, dona agli uomini pace e serenità. Ho deciso di fargli un Dono. Vi dovete incarnare in un corpo che creerò. Questo corpo sarà semplicemente perfetto. Sarà un corpo di donna che verrà chiamata Nadi. Questa sarà la vostra missione. Questo sarà il mio dono”. Detto questo i colori esaudirono il desiderio di Dio e si incarnarono.
Come ogni giorno Nuri eseguiva con amore la sua missione di sacerdote del colore accogliendo le persone nel tempio toccando loro le mani rimanendo sempre a occhi chiusi per rispetto della divinità che risiedeva all’interno di ogni singolo essere umano.
Ad un certo punto, toccando le mani ad una persona, rimase sorpreso: “Il calore di queste mani è perfetto” pensò “non mi è mai capitato di sentire un qualcosa di simile. Sembrano le mani di Dio”. Senza nemmeno pensare, sopraffatto da una tenera curiosità mai sperimentata prima, aprì gli occhi e davanti a lui si manifestò una meravigliosa visione. Era una donna, bellissima, colorata del suo stesso splendore. Il tenero profumo che emanava riempì il tempio di una nuova vibrazione d’Amore. Aveva lineamenti delicati, i suoi occhi azzurri leggermente a mandorla esprimevano l’estasi e la soavità che solo la Divina Madre poteva manifestare in terra. La sua bocca, dal colore di fragola, penetrava delicatamente i sensi e come il sole del mattino riscaldava i cuori. La sua pelle fior di pesco quasi risplendeva a se stessa e i suoi lunghi capelli scuri, mossi delicatamente dalla brezza rendevano la sua esile figura un Angelo di Dio. Era vestita di un lungo abito bianco che accarezzava il suo corpo facendone scorgere, senza malizia, la sua perfezione. Il cuore di Nuri subì un sobbalzo, la sua mente non fu in grado di produrre un solo pensiero. Il solo guardarla negli occhi fece fluire in lui un tale Amore da rimanerne estasiato. “Chi sei?” chiese dolcemente. Lei con voce melodiosa rispose: “Mi chiamo Nadi, sono venuta per conoscere il sacerdote Eleoteros di questo tempio, Nuri. Il mio cuore mi dice che tu sei quel Sacerdote”. Nuri la osservò con attenzione dal cuore e vide in Lei l’armoniosa bellezza che fino a quel momento solo attraverso la comunione con i colori aveva potuto sperimentare. “Sei un dono di Dio. In te percepisco i colori liberi da ogni impedimento, non ostacolati dagli ego. La tua purezza mi commuove, Nadi, provo emozione nell’averti incontrata ed il mio cuore assapora una gioia mai sperimentata”. Le loro mani si strinsero delicatamente. Dio aveva permesso questo meraviglioso incontro. I loro occhi si osservarono, si riconobbero, si innamorarono l’uno dell’altro del magnifico amore di Dio. Nel tempio l’energia si alzò in tal maniera che tutte le altre persone percepirono l’importanza dell’evento e per rispetto dello stesso, con devozione si inchinarono e silenziosamente uscirono. Nuri e Nadi rimasero soli in questa perfetta onda d’Amore. “Se Dio ti ha portata a me, vuol dire che mi sta chiedendo qualcosa” disse Nuri a Nadi.
“Sono qui per completare insieme a te il lavoro che con Amore stai portando avanti” rispose Nadi: “In me vivono i colori puri. Attraverso questo mio corpo Dio ha permesso ai colori di incarnarsi. Sono qui per donarti il dono che Dio ha deciso di darti”. I loro cuori cominciarono a battere all’unisono e i loro respiri erano diventati UNO al ritmo del “So Ham”, il mantra che ogni uomo recita ad ogni suo respirare e che ricorda allo stesso la sua natura divina. Cominciarono a danzare dolcemente, i loro corpi si muovevano delle delicate vibrazioni dei divini colori. Toccandosi delicatamente unirono i loro polsi e da questa unione scaturì il rosso. Tutto intorno a loro diventò rosso. I loro pensieri, le loro parole, le loro azioni diventarono rosse, loro stessi diventarono rosso compenetrando così la maestosa forza di questo colore. Unirono i loro pollici e sperimentarono l’arancione, unirono i medi e diventarono gialli, si sfiorarono i mignoli e si trasformarono in verde. Unirono gli indici e per incanto tutto diventò blu, unirono gli anulari e Dio fece vedere loro l’indaco. I loro palmi si unirono e sperimentarono il viola grembo. Portarono le loro mani al petto in segno di preghiera e apparve i fior di pesco. Staccarono leggermente le mani e sorse l’oro; unirono le loro mani a forma di calice e la bianca immagine animica dello spirito illuminò il mondo.
Era nato, attraverso la loro sacra unione, un nuovo modo di donare i colori al mondo.
Nadi era colei che incarnava i colori sulla terra e Nuri li accoglieva amorevolmente in sé per donarli al mondo intero.
Ora l’energia dei colori era completa, compenetrata dell’essenza femminile di Nadi e di quella maschile di Nuri. Servirono Dio per molti anni e dalla loro sacra unione nacque una bambina che chiamarono Iris. Questa nobile anima scesa al mondo dall’amore di Nadi e Nuri portava con sé il dono che Dio avrebbe donato agli uomini nei millenni a venire: l’arcobaleno, il vincolo d’Amore tra il Cielo e la Terra.
Ecco il segno del patto che io pongo tra Me e voi e tutti gli esseri viventi che sono con voi per tutte le generazioni a venire. Io pongo il mio arco nelle nuvole e servirà da segno fra Me e la terra. E avverrà che quando avrò raccolto delle nuvole al di sopra della terra, l’arco apparirà nelle nuvole e io Mi ricorderò del mio patto tra Me e voi l’arco dunque sarà nella nuvola e io la guarderò per ricordarMi del patto perpetuo fra Dio e ogni essere vivente.
Come tutti i cicli di esistenza anche la vita terrena di queste nobili anime incarnate con i nomi di Nuri e Nadi era destinata a finire.
Con Amore percepirono che il loro tempo stava terminando. Iris era ormai una donna sposata al divino sacerdozio con Dio. Era colei che avrebbe portato avanti il compito dei suoi nobili genitori nei confronti del mondo.
Savitr, il sole, stava tramontando lasciando il posto alla notte che tutto abbraccia. Nuri e Nadi erano teneramente abbracciati davanti al fuoco, mentre Iris si trovava un poco distante ad osservare le stelle.  Le osservava con gli occhi dell’Amore divino, ne percepiva l’energia e i colori che esse portavano. “Sono meravigliose”, pensò “Sono talmente piene di energia che ognuna di loro potrebbe riempirmi il cuore di felicità”. Mentre i suoi pensieri e il suo cuore erano rivolti al cielo, il suo sguardo venne attratto da una debole stellina dorata che non aveva mai visto. Iris rimase dubbiosa sul perché non aveva mai visto quella debole stellina. Mentre la osservava la stella parlò al suo cuore: “Abbraccia tua Madre e tuo Padre. Ti stanno per donare tutto il loro Amore. Porta il ricordo di ciò che ora sentirai fino a quando tu, Madre di tua Madre, dovrai ricordarle perché il Fine supremo si realizzi”. Iris di colpo capì cosa stava accadendo e corse dai suoi amati genitori. “Tenera Iris, sei qui. Sono felice di questo” le disse Nuri. La osservò attentamente con uno sguardo che mai era stato così colmo d’Amore. “Siedi accanto a noi. Devi ascoltare queste parole per ricordarle quando un giorno tu sarai Madre di tua Madre. Tu sarai il tramite che mi condurrà definitivamente a Lei per diventare l’UNO, il compito finale che Dio ci ha dato”. Iris in silenzio si accovacciò davanti al fuoco e pregò Dio di avere la forza di ricordare quello che di lì a poco sarebbe successo. Nadi dormiva di un sonno profondo mentre Nuri accarezzava i suoi lunghi bianchi capelli. “Nadi, svegliati, il momento è giunto” le sussurrò con infinita dolcezza. “Apri gli occhi mia dolce Amata”. Nadi sentì le parole del suo sposo e si destò dal suo profondo sonno. “Eccomi a te, mio tenero Amato” rispose Nadi con una flebile ma sempre dolcissima voce: “so che questa sarà l’ultima volta che questi occhi osserveranno questo tuo corpo. Sono felice di avere avuto l’opportunità di vivere questa meravigliosa vita accanto a te, amato Nuri, so che tra poco mi unirò nuovamente a Dio a da lì, la mia benedizione e il mio amore nei tuoi confronti, diventerà eterno”. Subito dopo si girò delicatamente verso l’amata figlia e disse: “Amata Iris, sii felice dell’Amore che ci hai donato in questa tua vita e porta sempre con te l’Amore che tuo Padre ed io ti abbiamo donato in questi anni. Hai ascoltato la voce della stella? Era Dio che stava parlando al tuo cuore. Non dimenticare mai il compito assegnatoti dal Divino Padre-Madre, portalo sempre nel cuore. Il mio tempo come Nadi sta terminando ma so che vi incontrerò infinite volte nelle mie vite a seguire. Non abbiate paura”. Nuri osservava la donna che dal primo incontro non aveva mai smesso di amare. “Sii felice, Nadi, concedi nuovamente questo tuo corpo alla Madre Terra e libera la tua anima e il tuo colorato spirito per il tuo incontro con Dio. Ti ringrazio per avermi donato il tuo infinito Amore e di aver permesso alla nobile anima di Iris, attraverso il tuo grembo di scendere in terra. Ora chiudi i tuoi occhi. Dio ti sta aspettando”. Nadi fece un lungo respiro accarezzo le guance piene di lacrime di Iris e le disse: “Non aver paura Iris sarò sempre con te”, poi con fatica si voltò verso Nuri e lo baciò teneramente sulle labbra. “Che questo mio bacio possa segnare la definitiva unione tra le nostra anime”, sorrise ancora una volta portò le sue mani sul cuore in segno di preghiera e chiuse per sempre i suoi bellissimi occhi.
Tutto era silenzio, anche il fuoco ed il vento, per onorare una simile bellezza,  condivisero con l’intero creato questo silenzioso istante. Nuri prese in braccio il corpo di Nadi e rivolto con lo sguardo al cielo intonò una preghiera.
“Oh Divino creatore di tutte le cose, presente in ognuna di esse, a te dono nuovamente l’anima e lo spirito dell’Amata Nadi. Ti ringrazio di avermi dato l’opportunità di donarmi una vita così meravigliosa accanto ad un’anima tanto nobile. So che non l’incontrerò per molte vite, perché il compito che ci hai assegnato ci porterà ad avere diversi insegnamenti per farci poi rincontrare più uniti che mai. Non importa se non l’avrò fisicamente accanto a me. Ora so che esiste un’anima tanto bella da non pretendere nulla da Lei. Dai la forza ad Iris di ricordarle il compito assegnatole. Ti porto sempre nel cuore e sarò per te sempre un umile e fedele servitore nell’eternità”.
Tali parole cariche d’Amore arrivarono direttamente a Dio che con la sua infinita compassione donò a Nuri la Sua visione come delicata Madre Divina. Il cielo diventò completamente azzurro da far sparire la notte in un attimo. Tutti gli elementi indietreggiarono al cospetto della Madre in somma devozione. Tutto l’Universo era completamente pervaso da questa meravigliosa visione.
“Mio amato Nuri, ho ascoltato le tue parole ed ho ascoltato il tuo cuore colmo d’Amore per Nadi. Ho sentito la dolcezza con la quale la donavi nuovamente a Me. Per questo tuo nobile gesto farò un dono all’umanità. Ad ogni uomo su questa terra donerò un corpo nuovo. Sarà il corpo che porterà l’uomo al definitivo incontro con Me Stesso. D’ora in poi, ogni volta che ti incarnerai in una nuova esistenza, ti verrà donato, all’interno del tuo corpo, un arcobaleno che gli uomini chiameranno Chakra, così ogni volta che ti incarnerai troverai dentro di te l’essenza divina di Nadi ed ogni volta che Lei si incarnerà troverà te. Miei amati, il vostro compito è quello di manifestare al mondo il Vostro Amore. Siate sempre esempio d’Amore per le generazioni a venire. Arriverà un tempo in cui il Vostro incontro troverà l’amore dell’UNO. Vi benedico”.
Nuri, completamente compenetrato dall’Amore di Dio, si inginocchiò, portò le mani al cuore, chinò lentamente la testa e completamente consapevole pronunciò: “Attraverso la Luce Mi manifesto. Attraverso l’Amore, Vivo. Attraverso la Soavità, Amo. Attraverso il Colore, Sono”.
Respirò un’ultima volta Dio chiudendo gli occhi per ritornare a nuova vita...
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